Hanno ucciso i Trending Topics chi sia stato non si sa…

Abbiamo detto e letto chi sa quante volte della rivoluzione Twitter: le notizie, oggi, viaggiano su Twitter, l’informazione emerge direttamente da quello che dice la gente, l’argomento più discusso, twittato e retwittato è quello che finisce nei Trending Topics (o tendenze), evviva gli #hashtag ecc.

Abbiamo per le mani uno strumento potentissimo.

Ebbene, non è così.

L’informazione rilevante è totalmente manipolabile, su Twitter.

E’ un giocattolo che funziona con degli algoritmi grazie ai quali un argomento diventa Tendenza e viene evidenziato sulla destra di Twitter tra i Trending Topics.

Quando a giocare si è in pochi, emerge l’argomento interessante o si forza l’interesse della gente (ricordiamo #sucate oppure #tunnelgelmini per capirci) e la partecipazione di massa.

Quando a giocare si è in tanti, non si capisce più nulla e c’è chi ne approfitta.

Nelle immagini che seguono i Trending Topics di Twitter per l’Italia da ieri sera sono così:

O anche:

UPDATE: la fonte del TEST in questione è questa http://forum.alfemminile.com/forum/f691/__f83_f691-Le-100-domande.html

Cosa accade in sintesi, secondo me e secondo quello che so io del funzionamento di Twitter:

- Il numero degli utenti Twitter è in fortissima crescita, quindi su Twitter è arrivata tanta gente. Da dove? Ovviamente tutta gente, abituata a Facebook.

- Su Facebook per condividere i test “scemi” si clicca su condividi e si avviano le catene che viaggiano di bacheca in bacheca. Così viaggiano anche le bufale, infatti.

- Su Twitter il sistema catena non c’è fino a quando non scopri che un test, tipo quello in corso oggi, si può retwittare e rispondere mantenendo nel tweet le “parole chiave” per capire che si tratta di domande e risposte del test. Ovviamente coinvolgendo gli amici semplicemente inserendo nel tweet @NOMEAMICO a cui fare le domande del test

- Il Test circola di tweet in tweet, le domande più ripetute (ergo le porzioni di testo più ripetute, in un tempo breve, su Twitter) diventano Trending Topics. Abbiamo, signori, la CATENA DI SANT’ANTONIO su Twitter, evviva.

- I cosiddetti “bimbominkia” hanno scoperto il MEME su Twitter. Per caso o consapevolmente, questo non mi è noto. Intanto accade.

- Su Twitter non c’è nessuno che controlla, modera, monitora i trending topics, col giocattolo tutti possono giocare, c’è chi ne approfitta.  Esistono infatti dei bot, da un po’ di tempo, che prelevano il contenuto dei trending topics e lo retwittano a loro volta.

- La catena di sant’antonio diventa un loop grazie ai bot che continuano a retwittare quelle porzioni di testo e i Trending Topic rimangono quelli per ore. Difficilmente altri argomenti, seppur molto Twittati, entrano tra i Trending Topics di Twitter, con questo sistema.

- Basta che tra i partecipanti al Test ci sia qualche account più influente di altri (per numero di followers, retweet, capacità di essere retwittato ecc.) perchè qualcosa diventi Trending Topics e ci rimanga.

- I bot approfittano e raccolgono dati utente o vengono usati per altri scopi, ecc…

Questa è l’idea che mi son fatta. Quando a giocare con un giocattolo si è in troppi, il giocattolo si rompe.

Twitter veicola flussi di notizie che si perdono e che non balzano più all’occhio delle masse perchè l’algoritmo si perde dietro porzioni di testo inutili.

I Trending Topics di Twitter non rappresentano davvero ciò di cui si parla in rete. Fatevene una ragione. Il giochino è TOTALMENTE MANIPOLABILE. Per gioco (leggi qua) o appositamente.

Non è più gioco, allora, ma controllo delle informazioni che il canale Twitter veicola. Chi capisce come fare girare la ruota dei Trending Topics di Twitter, acquisisce il potere di manipolare le informazioni veicolate tramite Twitter.

Ed è più facile che farlo su Facebook. Notevolmente più semplice.

Insomma è la fine. Oppure un inizio nuovo, in cui ci sforziamo di usare Twitter bene perchè sia per la rete la grande ricchezza che è stato fino ad oggi.

Che poi tutto ciò, giusto oggi, abbia oscurato i tweet argomento #leopolda sia o meno una coincidenza…lo lascio a chi ne sa più di me.

Voi che pensate?

 

 

Omogeneizzati alla banana che in Italia non ci sono…

Gira da giorni di bacheca in bacheca su Facebook. Ovviamente chiedono lumi sul gruppo antibufale.

ATTENZIONE, AVVISO IMPORTANTE !!!
Avviso importante per tutti i genitori, Nestlé sta chiedendo di restituire tutti gli alimenti per bambini alle banane con scadenza 2012; possono contenere pezzi di vetro. Copia e incolla per tutte le madri e x la sicurezza dei bambini. Codice a barre 761303308973, anche se non sei un genitore copia ed incolla sulla tua bacheca puoi salvare una vita.

Una bufala facilissima da scoprire, stavolta. Basta andare sul sito nella Nestlè e leggere l’avviso che vi riporto, fate girare:

Avviso Importante

14/07/2011
Desideriamo rassicurare che quanto sta circolando in rete relativamente ad un supposto ritiro di prodotti al gusto banana da parte di Nestlé non corrisponde ai fatti.

Nestlé in Francia – ed esclusivamente in Francia – aveva avviato alcune settimane fa a titolo precauzionale una procedura di richiamo volontario di un solo lotto del prodotto P’tit Pot Nestlé alla banana, in seguito al ritrovamento da parte di un consumatore di alcuni pezzi di vetro all’interno di un vasetto appartenente a questo lotto.

La partita in questione è venduta esclusivamente in Francia e nessun altro lotto e Paese è interessato da tale procedura. Vi segnaliamo inoltre che nessun omogeneizzato alla banana è in vendita in Italia.

La sicurezza e la qualità dei nostri prodotti sono una priorità non negoziabile per Nestlé. Nestlé si scusa con i propri clienti e consumatori per qualsiasi inconveniente causato da questo richiamo volontario.

Per maggiori informazioni visita il sito Nestle.com

 

 

Berlusconi non ruba le Note di Facebook

(Apro e chiudo una parentesi, innanzitutto.  Potreste venire ad interagire sulla bacheca del famoso gruppo antibufale su Facebook? In modo da convincere Facebook che c’è attività recente e che anche questo gruppo ha diritto alla migrazione indolore a nuovo gruppo? Grazie in anticipo)

Sul famoso gruppo antibufale su Facebook mi segnalano una “stramberia” di Facebook o un possibile hacking. Scettica vado, mi informo e controllo che accade.

Ovviamente il controllo si fa provando a vedere su altre pagine cosa succede. Su pagine dove sono iscritta, su quelle dove non sono iscritta, su quelle che amministro.

Il problema riguarda le Note delle Pagine e un comportamento anomalo per il quale, secondo la segnalazione, nelle Note della Pagina appaiono le prime 10 note che sono note dei nostri amici. Mah…

Questa la segnalazione:

Attenzione su questa pagina appaiono i nostri commenti che vengono registrati controllate. Come ci sono finita in questa pagina? https://www.facebook.com/SilvioBerlusconi

e poi anche:

“sulla pagina di silvio berlusconi http://www.facebook.com/SilvioBerlusconi

se si vanno a vedere le note, nella prima pagina compaiono le note dei propri contatti anche se nn sei iscritto alla pagina.

si può segnalare a fb ma nn so se funziona:

1) cliccate sul menu Account -> Centro assistenza

2) cliccate il link “Fornisci i tuoi commenti”

3) sotto le voci “Invio di commenti relativi alla privacy e alla sicurezza” cliccate su “Altri commenti”

4) Suggerimento: “pagina crakkata”

5) Ulteriori dettagli: “volevo segnalare che la pagina http://www.facebook.com/SilvioBerlusconi contiene probabilmente uno script che fa apparire come prime 10, le note fatte da nostri contatti, vi chiedo per cortesia di rimediare al problema, grazie.”

Due i problemi che riscontro in questa segnalazione.

Il primo è un comportamento, forse, anomalo di Facebook (piuttosto che un qualche script). Sappiamo tutti che nelle giornate antecedenti i grandi cambiamenti strutturali di Facebook, Facebook impazzisce: oggi è il 6 luglio, oggi Facebook inserirà le grandi novità tra cui la videochat via skype ed altro, perfetto.

Sicuramente lo sfarfallamento di Facebook è in atto: al classico non funzionamento della chat oppure sparizione apparizione di post e commenti, errore nel postare sulle pagine che poi magicamente si rimettono a posto ecc. si aggiunge questo sfarfallamento nelle note.

Secondo problema: la tecnica di segnalazione secondo me mira a trovare quanti più utenti che segnalano quella pagina Facebook in modo da indurre Facebook a chiuderla.

Ovvio il motivo, salta agli occhi anche a voi che pagina è? Più utenti segnalano, più possibilità ci sono che Facebook prenda in considerazione che ci siano problemi su quella pagina, segnalare uno script, o lo spam, in massa è utile alla causa. Le segnalazioni, come sappiamo, funzionano perchè proporzionate e correlate al numero dei fan di quella pagina.

Torniamo alla questione delle note su Facebook, all’interno delle pagine.

Una delle novità introdotte da Facebook (o almeno io non l’avevo notata prima di fare questo controllo, oggi) è l’inserimento sotto Note di una pagina di due tipi di Note:

- le note che la pagina posta direttamente

- le note SU quella pagina

Le prime è facile capire: si tratta delle note create, condivise dalla pagina stessa o dai suoi amministratori.

Le seconde sono le note in cui quella pagina è taggata, quindi inclusa, quindi portata alla sua attenzione (della pagina) quindi condivisa.

Il tagging è lo strumento principe, su Facebook, per condividere qualcosa con qualcuno, anche le Note.

Il sempre puntuale CheckBlackList conferma quello che pensavo. E’ un bug, per altro già risolto.

Nessuno, nè sulla pagina di Berlusconi, nè su altre pagine dove è stato segnalato il fenomeno, ha rubato le note altrui inserendo “strane” procedure o “strani” script o hackerandoci.

Il bug di Facebook consiste in questo: nell’accedere ad una Pagina, di cui NON siamo nemmeno fan, che ha come pagina iniziale la sezione Note della Pagina stessa, può capitare di visualizzare le note dei nostri amici perchè è il nostro account che visualizza le note degli amici, non perchè si trovino sulla Pagina.

Può succedere su tutte le Pagine Facebook che hanno come landing page, prima pagina visualizzata dall’utente, le Note.

Ripeto: nessuno ruba le note a nessuno. Il nostro account visualizza le note dei nostri stessi amici se la pagina iniziale di una Pagina Facebook è costituita dalle Note. Basta cliccare su note, infatti e tutto torna alla normalità.

 

 

 

Vecchi gruppi Facebook addio…

AGGIORNAMENTO: Migrazione Vecchi Gruppi Facebook a Nuovi Gruppi, tutto quello che un Amministratore deve sapere.

Trovo sul gruppo antibufale che amministro su Facebook (36mila e passa membri) questo avviso:

E non è una bella cosa, pur comprendendo le ragioni di questo upgrade.

Riassumendo, Facebook sta procedendo all’archiviazione dei gruppi creati nel vecchio formato. In questi mesi. Una volta che il processo di archiviazione sarà terminato, i post in bacheca del gruppo, le foto in esso contenute e le discussioni presenti saranno traslocate in un gruppo nel nuovo formato gruppi.

Ma i componenti del gruppo dovranno essere ri-aggiunti al gruppo. A mano.

Uno per uno. Avete capito bene.

L’avviso rimanda ad una pagina Help Center di Facebook dove trovo le spiegazioni che cerco e che ovviamente non mi risolvono e non mi risolveranno il problema dell’inserire di nuovo a mano più di 36mila membri.

Quando un vecchio gruppo viene archiviato da Facebook, la nuova versione del gruppo includerà:

- Foto del Gruppo e Post in bacheca
- Thread di discussione del Gruppo trasformati in post sulla Bacheca del gruppo
- Descrizione del gruppo che si troverà in cima alla pagina cliccando su “Vedi Tutti” i membri del nuovo gruppo.

Invece, non ci saranno più, nel nuovo gruppo:

- Notizie Recenti
- I nomi degli officer del Gruppo
- Il box con le info sotto la foto che si trovava nel vecchio gruppo
- Il network del gruppo
- I membri iscritti al vecchio gruppo.

I nuovi componenti del gruppo vanno invitati con “Aggiungi Amici al Gruppo”.

Facebook precisa che i nuovi gruppi sono pensati per aiutarci a condividere con PICCOLI GRUPPI composti da gente che fa parte della nostra vita e delle nostre relazioni. Se in passato abbiamo utilizzato i gruppi Facebook per promuovere un qualche tipo di business, raccomandano di creare una PAGINA, non un gruppo.

(Nel mentre su Google+ si creavano le Cerchie, che puoi fare grandi quanto vuoi, ma questo è un altro discorso)

Come avviene il passaggio dal vecchio gruppo al nuovo gruppo?
Se il vecchio gruppo ha abbastanza attività recente per essere candidato all’archiviazione e trasformazione nel nuovo gruppo, si troverà in alto un messaggio che invita all’upgrade. Anche i membri del gruppo potranno vedere un messaggio con una opzione per chiedere all’amministratore del gruppo di effettuare l’upgrade.

Se siamo aministratori di un gruppo vecchio tipo, troveremo “Aggiorna questo gruppo”/”Upgrade this group” da cliccare e in pochi minuti verrà fatta la conversione.

E, ovviamente, sul gruppo con il nuovo formato, si potrà: chattare con i membri, condividere album foto, inviare domande, avere una mail di gruppo con cui condividere via mail, creare documenti…

A me resta la domanda: come te li aggiungo…36000 e passa membri del gruppo che amministro io, http://www.facebook.com/group.php?gid=48129754519&v=wall, di nuovo? E non era un gruppo business, ma un gruppo di servizio…

Grazie Facebook, tanto lavoro e tanto tempo perso per condividere cose utili con gli utenti, per nulla. E meno male che ho sempre riportato tutto qua sul blog…

Al solito, solo il tuo blog è per sempre. Un servizio offerto da un social non è mai tuo completamente.

Diamo i numeri di Facebook

Via jeffbullas ma soprattutto via Ninjamarketing che li ha tradotti già in italiano, i numeri impressionanti di Facebook.

Forse non tutti sappiamo che:

1) 1 terrestre su 13 è presente su Facebook.
2) Più del 30% degli utenti di Facebook è over 35.
3) Negli USA il 71,2% di Internet users usa Facebook.
4) Ogni 20 minuti vengono condivisi 1.000.000 di link.
5) 1.484.000 eventi condivisi ogni 20 minuti.
6) In 20 minuti vengono uploadate 2.716.000 foto.
7) E i tag? 1.323.000 foto taggate, sempre ogni 20 minuti.
8 ) Ogni 20 minuti vengono aggiornati 1.851.000 status.
9) Ogni 20 minuti 1.972.000 richieste di amicizia sono accettate.
10) 2.716.000 messaggi vengono inviati (indovinate un po’? Ogni 20 minuti!).
11) In 20 minuti vengono pubblicati 10,2 milioni commenti pubblici.
12) Ogni 20 minuti vengono pubblicati 1.587.000 post in bacheca.
13) Nel week end di capodanno sono state uploadate 750 milioni di foto.
14) Il 48% dei giovani americani hanno detto trovare notizie attraverso Facebook.
15) Quando si sveglia, il 48% degli utenti tra i 18 ei 34 anni di età per prima cosa controlla Facebook.
16) Il 50% degli utenti attivi accede a Facebook ogni giorno.
17) 130: è la media di amici per ogni utente.
18) Mediamente, vengono passati oltre 700 miliardi di minuti al mese su Facebook.
19) Sono oltre 900 milioni fra pagine, gruppi ed eventi, gli oggetti con cui possono interagire gli utenti.
20) Un utente è collegato mediamente a 80 fra pagine, gruppi ed eventi.
21) I contenuti medi creati da un utente ogni mese sono 90.
22) Numeri da capogiro per i contenuti (link a notizie o blog, album fotografici, video e simili) condivisi ogni mese: più di 30 miliardi!
23) Il sito è tradotto in 70 lingue diverse.
24) Circa il 70% degli utenti di Facebook sono fuori dai confini degli Stati Uniti.
25) Più di 300.000 di utenti vengono aiutati attraverso l’app a tradurre il sito.
26) Gli imprenditori e sviluppatori di oltre 190 paesi lavorano con la Piattaforma Facebook.
27) Ogni giorno vengono installate 20 milioni di applicazioni.
28) Sono più di 250 milioni i siti raggiunti dagli utenti attraverso Facebook
29) Ogni giorno a partire dal mese del varo dei vari plug in sociali, oltre 10000 siti al giorno si integrano con Facebook.
30) Degli oltre 2,5 milioni di siti web collegati a Facebook, più di 80 fanno parte della classifica di comScore dei Top100 americani; in quella globale, il numero supera la metà.
31) Anche per il mobile, i numeri sono impressionanti: 250 milioni circa sono gli utenti che accedono a Facebook attraverso i dispositivi mobili.
32) Gli utenti che accedono a Facebook attraverso supporti mobili interagiscono mediamente il doppio rispetto agli utenti non mobile.
33) Ci sono più di 200 operatori di telefonia mobile in 60 paesi che lavorano per distribuire e promuovere i prodotti Facebook mobile.
34) Il volto di Al Pacino è apparso sull’home page originale di Facebook.
35) Inizialmente, Facebook era un servizio di condivisione file.
36) I primi “work network” così come gli originali network educativi includevano Apple e Microsoft.
37) Il significato del termine poke non è mai stato definito.
38) C’è un app per vedere cosa c’è sul menu del bar della sede di Facebook.
39) Mark Zuckerberg (CEO di Facebook) si definisce un “Harvard Graduate”, ossia un laureato, anche se in realtà non ha mai conseguito il titolo (pare la sua risposta è che “there isn’t a setting for dropout“).
40) Il popolo che mediamente passa più tempo al mese su Facebook è quello australiano: 7 ore pro capite.
41) Un dipendente du Facebook ha venduto la sua felpa per 4.000 dollari su eBay
42) Facebook è stato inizialmente finanziata da Peter Thiel, co-fondatore di PayPal per 500.000 $.
43) Al momento, Facebook in termini di traffico è secondo solo a Google.
44) Facebook ha ormai un valore di circa 80 miliardi dollari.
45) Facebook fa soldi attraverso la pubblicità e i prodotti virtuali che si vendono attraverso di esso.
46) Facebook ha corso il rischio di andare off line a causa di una querela da parte di ConnectU, che sosteneva il furto dell’idea e della tecnologia per realizzare il social network da parte di Zuckerburg.
47) Il 23,6% degli utenti totali di Facebook sono americani, ben 155 milioni.
48) Le fanpage totali sono oltre 16.000.000.
49) Texas Hold’em Poker è la pagina più popolare di Facebook, con oltre 41 milioni di fan.
50) Infine: Facebook conta circa 650 milioni di utenti attivi.

Meditiamoci su, gente. Meditiamoci.

Ossessionati da Facebook [Infografica]

(via e via) Quanto siamo ossessionati da Facebook? I numeri di questa infografica parlano quasi da soli.

Dati aggiornati al 2011: 500 milioni circa di utenti registrati e attivi su Facebook.

In pratica una persona al mondo su 13 è iscritta a Facebook oramai. Più della meta degli iscritti vi si collega ogni giorno.

Il 48% degli utenti tra i 18 e i 34 anni controlla Facebook appena si sveglia. Il 28% delle persone controlla Facebook dal telefonino prima di alzarsi dal letto.

Il 35% degli iscritti a Facebook ha più di 35 anni. Ovviamente la fascia d’età in cui ricadono gli studenti (18/24) è quella che ha avuto maggiore crescita lo scorso anno.

Il 71% degli Americani è su Facebook ma il 70% degli utenti Facebook non è americano. Anzi.

Facebook è il termine più cercato su internet nel 2010.

Il 57% delle persone parla con altre persone più online che nella vita reale.

Il 48% dei giovani americani afferma di leggere le notizie su Facebook e non altrove.

750 milioni è il numero record di foto caricate su Facebook nel weekend di fine anno 2010 e capodanno.

In 20 minuti su Facebook succedono pacchi di cose: un milione di link condivisi, 1.484.000 inviti eventi, 1.972.000 richieste di amicizia approvate, 2.716.00 foto caricate, 1.323.000 tag inseriti nelle foto, 1.851.000 aggiornamenti di status, 1.587.000 post in bacheca, 10.208.000 commenti…

Vi gira la testa?

Information provided by: Online
Schools

Dati per l’Italia forniti da Vincenzo Cosenza: negli ultimi 3 anni gli iscritti italiani a Facebook sono cresciuti da 200 mila ad oltre 17 milioni. Cresciuti maggiormente i 36-55enni (+700%) e gli ultra 56enni (+ 1000%)

Facebook in Italia - Età degli iscritti 2008-2010

Non sono solo i giovani ad essere ossessionati da Facebook, allora.

Tagga, tagga, tagga…

Dedicato a tutti quelli che…taggano indiscriminatamente chiunque su Facebook, magari con la scusa degli auguri.

Vi rimando al post di Cambianeve che spiega bene la rottura di balle e il delirio del tagging forsennato di questi giorni, post che inizia così:

La prima volta che ho letto su FB “Tizia ha commentato una foto in cui ci sei anche tu” sono andata di corsa a vedere, metà felicemente stupita, metà preoccupata di essere in una foto di una Tizia che non conoscevo. Ci ho messo qualche tempo per rendermi conto di cosa era veramente il tag: una segnalazione di qualcosa che altri (che non necessariamente conoscevo) volevano che a tutti i costi io andassi a vedere: una foto (dove non necessariamente c’ero anche io), un video (idem), una nota (nella quale non necessariamente si parlava di me o ero nominata). Il sentimento è stato velocemente derubricato da “preoccupazione” a “vediamo un po’”, talvolta a “ancora? che due palle!”.

Purtroppo Facebook non permette più di impedire ai nostri contatti Facebook di non taggarci in foto e video.

Quello che possiamo fare è solo impedire che tutti vedano le foto e i video in cui siamo taggati da altri.

Per farlo bisogna andare in Impostazioni della privacy http://www.facebook.com/settings/?tab=privacy
cliccare su Personalizza impostazioni, andare su Elementi condivisi dagli altri, alla prima riga troviamo Foto e video in cui sono taggato, e impostare su Personalizza, poi Rendi visibile a, scegliere Solo me.

Oppure Nascondi a dove possiamo decidere a chi impedire, contatti o liste di contatti, la visione di foto e video in cui veniamo taggati.

Comunque ci tocca andare sotto la foto incriminata e cliccare su Rimuovi tag, foto per foto, se non vogliamo figurare taggati da qualche parte.

Ora vi lascio un video. Enjoy! E…a buon intenditore…

Visto da Ernesto su Friendfeed

Insegnare la storia con Facebook? Proviamoci

Facebook, fa parte oramai integrante della vita e delle giornate di molti, soprattutto degli studenti, su cui ci scrivono tantissimo. Anzi, possiamo quasi affermare che la produzione scritta degli studenti viaggia quasi tutta su Facebook.

Perchè non approfittare didatticamente della familiarità di scrittura su Facebook? Ad esempio per far lezione di storia.

Derrick Waddell ha creato un template Facebook per la descrizione di figure e personaggi storici. Con questo template, disponibile nella Google Docs public template gallery,  si può ad esempio chiedere agli studenti di completare un profilo Facebook di diversi personaggi storici famosi.

Ovviamente nel template ci sono i consueti spazi per inserire la foto profilo, la sezione “about me” (chi sono), la colonna degli amici (e quindi delle relazioni del personaggio prescelto con altri personaggi storici), ma anche una mappa per segnare viaggi e spostamenti delle figure storiche che si stanno descrivendo nel profilo.

Ovviamente il template non crea nessun account nuovo su Facebook ma è un ottima attività didattica, non trovate? (via)

Internet è morto. Indagato Facebook

Guido Scorza (intervistato da Byoblu) ci spiega un paio di cosette su Facebook, privacy e chi decide se i nostri contenuti siano degni o meno di stare sul Faccialibro ecc.

Tutto riassumibile nel mio “Facebook dà, Facebook toglie” o anche “Quello che metti su Facebook non è tuo ma è di Facebook”. Buona visione.

Il tuo Facebook non è esattamente il tuo Facebook. I contenuti che gli affidi non sono più tuoi. Hai voglia a protestare perchè ti hanno segato il profilo o chiuso una pagina. Buona visione.

La controversa storia di Facebook in una infografica

(via) La controversia storia di Facebook riassunta in questa infografica.

Da quando Zuckerberg ha fondato Facebook a quanti hanno affermato che Mark avesse rubato loro l’idea (e non solo quella).

Problemi di censura e contenuti appropriati, di educazione all’uso e di uso o meno in contesti educativi (tipo a scuola).

L’evoluzione delle questioni relative alla privacy nel corso degli ultimi anni: ricordiamo che le opzioni di privacy di Facebook hanno un testo lungo praticamente quanto la costituzione americana e v’ho detto tutto.

Per tutto il resto, c’è l’infografica seguente.

La matematica della visibilità su Facebook: EdgeRank & co.

Sintetizzo subito (così non siete obbligati a leggere tutto il post di approfondimento tecnico): ogni contenuto/oggetto che viene postato da un utente  su Facebook ha maggiore visibilità sulle bacheche dei suoi contatti quando il punteggio (detto EdgeRank), che l’algoritmo di Facebook gli assegna, è più alto.

Tradotto in parole più semplici: i fattori che influiscono sulla visibilità di un contenuto su Facebook (e sul loro EdgeRank) dipendono dalla capacità di relazione dell’utente con i propri contatti (messaggi privati, commenti, Like, tag, conversazioni), dal coinvolgimento e dall’interesse che suscita (like, tag, commenti, condivisione) e dal fatto di essere un contenuto abbastanza recente.

Facebook è un social network basato sulle relazioni personali e sociali tra gli utenti. Paga, in termini di visibilità, investire molto tempo a leggere, commentare, condividere ed interagire con gli altri utenti ed i loro post.

Io ve l’ho detto che la chiave della visibilità su Facebook è la socialità.

Approfondimento tecnico.

Salvatore Scellato dopo aver letto il mio mio post sul paradosso della visibilità su Facebook mi segnala un approfondimento utilissimo per capire come funziona realmente Facebook, che riporto qua per completezza di informazione.

Facebook gestisce una quantità immane di informazioni che riguardano sia noi e quello che ci condividiamo sopra ma anche quello che ognuno dei nostri contatti ci condivide.

Semplificavo nel post precedente e dicevo che:

Facebook per default, permette di visualizzare sulla homepage del nostro account al massimo 250 tra profili di amici e Pagine con il criterio di privilegiare  i post maggiormente condivisi e apprezzati dai nostri amici e da altri utenti, i post delle persone o delle pagine su cui siamo andati a commentare o mettere “mi piace” di recente o che hanno commentato e messo il like da noi. (Il paradosso della visibilità su Facebook)

E spiegavo come è possibile modificare e gestire la visualizzazione delle notizie riguardanti i contatti Facebook che ci interessano.

Precisavo a fine post che, in un certo senso, la visibilità di quello che postiamo su Facebook dipende dalla nostra socialità e che infatti:

in generale si visualizzano in bacheca i post delle persone o delle pagine su cui siamo andati a commentare o mettere “mi piace” di recente o che hanno commentato e messo il like da noi…

…ci siamo capiti: a meno che non andiamo noi a conversare, commentare, mettere “mi piace” sulle bacheche dei contatti dai quali ci interessa essere seguiti.

Aggiungo ora alcuni dettagli tecnici riguardo a come il contenuto del news feed di Facebook viene ordinato dall’algoritmo di Facebook e poi personalizzato per ogni utente. Le informazioni sono tratte da un interessante articolo di Techcrunch dello scorso aprile nel quale vengono spiegati i  dettagli matematici del funzionamento della visibilità in Facebook, in maniera semplice.

L’algoritmo che permette al news feed di mostrarci le informazioni ritenute rilevanti per noi utilizzato da Facebook si chiama EdgeRank. Ed è ottimizzato per far si che appaiano in bacheca le notizie dei nostri contatti (250 o quanti abbiamo scelto di seguirne, modificando il numerino) secondo alcuni criteri che ne determinano la rilevanza.

La sensazione di vedere sempre le stesse persone, ricordate? A prescindere dal numero che modifichiamo. Bene! E’ matematica più che essere una sensazione. La matematica della visibilità su Facebook, che dipende dalla socialità.

Per quanto matematici, infatti, questi criteri, la rilevanza dell’algoritmo è sulla socialità. Quanto più sociali sono gli Oggetti/Notizie condivisi su Facebook, quanta più interazione generano, tanto più acquisiscono rilevanza e visibilità.

Facebook ci mostra praticamente solo un sottoinsieme delle notizie dei nostri contatti. Se ci mostrasse davvero tutto, il sistema avrebbe seri problemi e rallentamenti. Allora interviene l’algoritmo  EdgeRank.

Ogni “notizia” che viene mostrata nel nostro News Feed viene considerata da EdgeRank come Oggetto singolo. Quando abbiamo un nuovo Oggetto nel News Feed (ad esempio un aggiornamento di status di un contatto), Facebook crea un Edge nel momento in cui questo oggetto interagisce con altri utenti (cioè viene commentato o riceve uno o più “mi piace” o riceve un tag).

Quindi ogni Edge è in realtà una sorta di “Oggetto sociale” dato che include sia l’Oggetto (la notizia, lo status, il link ecc.) più le azioni sociali che sopra di essa avvengono (like, commenti, tag, interazioni, conversazioni, condivisioni).

In sostanza, sono 3 i principali fattori che ‘spingono’ in alto qualcosa sulla nostra homepage di Facebook e rendono visibile la notizia ai nostri occhi:

  • l’affinità con l’autore (una persona con cui interagisco di meno verrà penalizzata e apparirà meno tra le notizie della mia homepage)
  • l’importanza del contenuto postato (una foto è più importante di un commento che a sua volta è più importante di un like, per capirci)
  • la novita’ del contenuto (le interazioni recenti vengono mostrate a scapito di quelle di più vecchia data).

Affinità, quindi l’interazione, che vi è tra il creatore della notizia e chi la vede sulla propria homepage: in pratica quanto più conversiamo con un altro contatto Facebook, quanti più messaggi privati gli mandiamo o ci manda, quanto spesso andiamo a controllare il suo profilo o passiamo sulle notizie che posta, quanto più lo commentiamo o gli clicchiamo “Mi piace” , tanto l’algoritmo conteggia “punteggio” utile in affinità con il nostro contatto, per Facebook.

Se non manteniamo in qualche modo la relazione, piano piano finirà nel dimenticatoio. Io ve lo dico sempre che le relazioni (anche sui social network) vanno sempre coltivate. Quindi anche per l’algoritmo, la relazione non è fatta del singolo Like o del singolo commento (magari spammoso) che andiamo opportunamente a piazzare qua e là su quanto postano i nostri amici, allo scopo di essere visualizzati. E’ qualcosa di più.

Ogni Edge ha un peso diverso (quindi il contenuto postato viene pesato diversamente da Facebook a seconda di che cosa è e di quanta socialità genera) e ogni Edge nuovo vale più di uno vecchio (ecco perchè poi tutto scorre e tutto si perde: Facebook fa riaffiorare solo gli Oggetti recenti ed è sempre difficile recuperare una Notizia/foto/status ecc. più vecchio se non ne abbiamo segnato il relativo link da qualche parte).

Allora, capito come funziona l’algoritmo?

Ogni singola entità sociale (Edge) moltiplicata per questi tre fattori aggiunge punteggio e tutto ciò va a costituire l’EdgeRank dell’Oggetto. Ovviamente più alto è il valore dell’EdgeRank. più alta sarà la possibilità che l’Oggetto appaia sul newsfeed di un altro utente.

Voi vi state sicuramente domandando quanto segue: se un Oggetto creato da un utente mio contatto non ha ricevuto nessuna interazione sociale, allora non viene visto sulla homepage di nessuno dei suoi contatti?

No, perchè anche l’atto stesso di creazione di un Oggetto da postare viene considerato comunque come Edge e quindi mostrato. L’algoritmo dà però priorità, a parità di condizioni nel postare, ad oggetti e Edge che cominciano ad avere “relazioni sociali” significative di qualche tipo.

Detto in parole semplici così da farmi capire da tutti: un qualunque Oggetto postato su Facebook da uno dei tuoi contatti ha molta più probabilità di essere mostrato nella homepage del tuo News Feed se è stato postato da persone che conosci e con cui hai interagito in qualche modo di recente. Se interagisci con un contatto, Facebook dà per scontato che quel contatto lo conosci di più di uno con cui non interagisci e ovviamente te lo ripropone più spesso sotto gli occhi perchè presuppone che di quel contatto ti interessa essere aggiornato molto più di un contatto con il quale non hai rapporti.

Tutto è spiegato ufficialmente qua se avete pazienza di guardare anche il video:

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