Archive for Catepol

Maledette presentazioni Powerpoint…

Ho preso l’abitudine di segnarmi cosa NON fare, quando partecipo a seminari, corsi, workshop in cui non sono io a parlare. Il titolo è volutamente ironico.

:)

Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire “Evviva! Finalmente!”
100% di uso del computer da parte dei colleghi che dovevano riferire. Nessuno a spiegare a braccio o senza supporto visivo. Ognuno con una presentazione Powerpoint più o meno multimediale da mostrare.
C’è speranza per la scuola digitale!

Contenuti interessanti. Ho partecipato tra il pubblico ascoltante fino all’ultima slide prevista.

Solo che…

20 presentazioni rigorosamente in Powerpoint con tutte le animazioni possibili e immaginabili utilizzate in una sola mattinata. Tutte. Le. Benedette. Animazioni. Tutte. Ho visto effetti che non pensavo esistessero.

Animata ogni santissima slide, o quasi.

Bella la prima foto che entra in dissolvenza, bello il primo titolo che entra dal basso verso l’alto saltellando. Alla terza animazione, però, mi viene l’orticaria. Ce n’è veramente bisogno?

Io tendo a non usarle mai, nelle mie presentazioni.
Metto le mani avanti: non sto dicendo che le mie siano più belle di quelle ascoltate e viste ieri, che so usare meglio Powerpoint (in realtà anche Keynote), che non si fa così.
Ho cambiato e cambierò stile comunicativo per le mie slide, correggendo man mano i diversi errori di impostazione che anche io continuo a fare. Ho tanto ancora da imparare.

Preparare una presentazione bella, comunicativa, efficace, che raggiunga lo scopo per cui è stata pensata, è qualcosa di complesso e si impara facendo, testando, ri-tarando il tutto, aggiornando, eliminando. Less is more, in effetti. Prima, difficilissima, regola delle presentazioni.

Statistica a spanne del seminario in questione: tutte le 20 presentazioni prodotte con Powerpoint, salvate come ppt o pptx. Un paio in pps. Keynote questo sconosciuto. Non pervenute soluzioni online tipo Prezi.
Il pc utilizzato per proiettare aveva solo Openoffice (comunque ottima scelta) installato. Ergo, non era mica detto che tutto funzionasse come era stato progettato in Powerpoint.

Che peccato! Il lavoro di ore ed ore, di tanti ppt e pptx con i caratteri più improbabili, le alabarde spaziali sulle foto e il rumore del proiettile quando entra una riga di testo, se hai solo Openoffice poi non rende bene!

Ecco un altro buon motivo per non eccedere con animazioni ed effetti!

Quando non si conosce il computer che verrà utilizzato, relativo software e versione, è banale, meglio portarsi dietro la presentazione in diversi formati. Ci sono maggiori probabilità che un PC legga il ppt e non il pptx. Purtroppo. Il PDF delle slide, male che vada la compatibilità Powerpoint/Openoffice, può salvare capra e cavoli. Così come le slide caricate preventivamente su Slideshare o similari, online. Perchè, per una legge non scritta, le chiavette usb potrebbero non funzionare/essere lette proprio quando servono. Anche se fino a un minuto prima funzionavano.

Vogliamo parlare della densità di lettere e paragrafi presenti in una sola slide? Alcune veramente pesantissime. Come se creare più slide con lo stesso contenuto (equivalente di due fogli Word fitti fitti, a volte) si pagasse di più. Non è che stai meglio in 10 minuti di intervento se compatti tutto in poche slide fitte fitte.

Se poi la leggi pure questa slide fitta fitta…

Non è che per raccontare la tua esperienza devi mettere proprio tutte le foto che hai scattato quando eri là. Bastano un paio di momenti significativi.

Ah, i template. Non è che più è colorata l’immagine di sfondo e più bella viene la presentazione. Le onde del mare, le scacchiere ecc. Sono pesanti, distraggono. Spesso non si abbinano al colore del font utilizzato.

Il font. Carattere sempre troppo piccolo, box testo messi quasi sempre a caso, non formattatti al loro interno.

Qui un po’ di consigli per migliorare le presentazioni, già che ci sono.

In ogni seminario che si rispetti arriva sempre il momento della presentazione che non si apre in nessun modo. Dopo vari tentativi del “tecnico”, c’è sempre un “tecnico” addetto in questi momenti, dopo lo spegni e riaccendi, la decisione. Stacca il portatile, prendi quello del relatore, dove sicuramente la presentazione funzionava, attaccalo al proiettore, fai partire, funziona.
Alla fine, tocca sempre al “tecnico” staccare il portatile, rimettere il portatile ufficiale, ricollegare il proiettore, controllare se tutto funziona come prima… Meno male che dopo lo stacca/attacca abbiamo fatto la pausa caffè!!

Termino con un video che ben riassume il fallimento della comunicazione attraverso una presentazione Powerpoint fatta sempre, perennemente, allo stesso modo, quello sbagliato.

E’ in inglese, ci si riesce comunque a riderci su. E tutto serve per imparare!

Enjoy!

Quanto ho letto nel 2011?

Ok dato che siamo agli sgoccioli di questo 2011 che se ne va, provo a fare anche un bilancio di un’altra delle mie passioni di sempre: la lettura.

Toglietemi tutto ma non qualcosa da leggere, impazzirei. L’ho sempre saputo, ho sempre letto tantissimo (quando ero “giovane” molto più di ora, forse perchè non avevo internet), letture bulimiche, di tutto di più. Leggo semplicemente perchè mi piace, non saprei come altro esprimerlo. Non esco mai a mani vuote da una libreria, ho casa dei miei piena di libri che prima o poi porterò a casa mia, ho sempre un libro in borsa, da quando ho ipad e iphone ho i vari iBook, Kindle, Stanza e Bluefire pieni di ebook da portarmi in giro, pesano meno del libro in borsa e fanno tanta compagnia.

Regalatemi libri e mi fate contenta. Tanto non ho un genere preferito. Bene la narrativa, ottimi anche i saggi. Basta che il libro mi prenda. Se non mi prende, lo lascio non finito, non lo conteggio nemmeno tra le mie letture. Se non mi piace, invece, lo leggo per vedere dove va a parare ed eventualmente scrivere una recensione di poche parole: non ne vale la pena, ve lo sconsiglio. Se mi piace, lo divoro. Se mi interessa l’argomento, faccio di tutto per trovare il tempo di leggerlo.

Da quando posso avere con me e-book di tutti i tipi soprattutto sull’iphone, sono diventata ancora più compulsiva. Leggo realmente qualunque cosa mi capiti sotto tiro quando ho da passare del tempo, magari aspettando di fare altro o in coda alla posta. O sotto le coperte, la notte quando non prendo sonno. Meglio l’iphone, l’ipad sotto il piumone sono riuscita a darmelo in faccia!

Ho pensato di regalarvi le mie letture 2011 su carta e, con ingresso abbastanza trionfale nelle mie abitudini, in e-book, in questo post.

E’ il secondo anno consecutivo che segno in maniera certosina le mie letture su Anobii

Libri acquistati, libri ricevuti in dono, libri ricevuti e che avrei dovuto recensire, ebook acquistati (ma anche no, a volte si trovano e che fai? Non li accogli anche se non li hai esattamente comprati?). Ognuno inserito nella mia libreria virtuale, con data di inizio e fine lettura. Puntuale, per quanto mi è stato possibile, in modo da avere le mie statistiche di fine anno.

Al momento Anobii mi comunica che nel 2011 ho letto:

(ad oggi 30 dicembre 2011) 65 libri per un totale di 16944 pagine, contro i 46 letti nel 2010. Sono tanti, un lettore forte, italiano, pare ne legga circa 7 massimo 10 l’anno e viene considerato lettore forte.

Io, da brava prof, mi dico “Potevo fare di più!” Proposito per l’anno che viene: leggere di più, leggere meglio, trovare il tempo, ogni giorno per leggere…che fa tanto bene!

Letture di catepol 2011, con minirecensione (anche perchè alcuni me li hanno davvero mandati per recensirli e non ho mai trovato il tempo di farlo)

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Catepol Foodblogger? Il mio 2011 su Dettofranoi

Forse non tutti sanno che scrivo per Detto Fra Noi da più di un anno.

A fine 2011 provo a fare un bilancio. Non avrei mai pensato di essere “anche” una foodblogger. Eppure la sfida che ho accettato a ottobre 2010 (che vede all’opera anche Roberta, Clara, Stefania e Michela), ha portato a questo risultato!

Ho scritto tantissimo di cibo e dintorni. Ma tanto!

Nei miei post per Detto Fra Noi consigli, idee e ricette. Alimenti di stagione, cucina sostenibile (o almeno proviamoci), argomenti correlati alla buona tavola, al cibo, alla cucina in genere. Post e articoli per cui ho messo in gioco quanto conosco, la passione per la cucina e la voglia di occuparmi di cose di cui non scrivo ogni giorno.

Sono sempre più una buona forchetta che una chef, questo va precisato.

Il taglio dei miei articoli per Detto Fra Noi è questo: consigli soprattutto per godersi la tavola e provare a vivere meglio, con se stessi, con gli altri e con l’ambiente. Con l’aggiunta di un po’ di senso pratico.

Sono comunque curiosa e ho sempre voglia di imparare. Documentandomi in rete (e non solo, ciao mamma!!) per scrivere di cibo e scriverne correttamente, ho imparato tanto. Ed è la cosa più bella, ciò per cui avrò ancora voglia di farlo!

Ho aggiunto molti foodblogger VERI ;) al mio feed reader e leggo regolarmente i loro consigli.  Le ricette in parte sono mie, testate su husband o con gli amici. Al momento stanno tutti bene, si mamma, si, cucino. Lo so che non ci credi!!!

Eccovi in dono, per questa fine dell’anno, gli argomenti e i post a tema cibo/cucina scritti su Detto Fra Noi nel 2011:

Ti va una tisana?

Baccalà e Stoccafisso

Idratarsi a tavola

Muffins per tutte le stagioni

Quando dolce e salato si scambiano gli ingredienti

Abbassare il colesterolo imparando a mangiare bene

Radicchio

Schiscetta e bento box per la pausa pranzo

Rafano, maiale, chiacchere e carnevale

Sapori dell’infanzia per una cena tra amici

Pane italiano

Polenta

Vellutate per tutti i gusti

Carpacci

Come preparare i carciofi

Come conservare carne e pesce

Ricette in crosta di sale

Patate

Ricette e idee al cartoccio

Agnelli, uova e colombe pasquali

I metodi di cottura

Come conservare le verdure

Idee da bere

Facciamo un barbecue?

Fave e favette

Come capire se il pesce è fresco?

Ciliegie

Carne bianca: il coniglio

Fragole, panna e non solo

A tavola col tricolore

Cosa fare con la pasta madre

Insalate

Consigli per la dispensa

Cous Cous

Erbe aromatiche e ortaggi sul balcone

Cosa fare con latte e yogurt scaduti

Per non buttare il pane

Prodotti di stagione e spesa a km 0

Ricette con avanzi dei party estivi

Come scegliere i contenitori per alimenti

Consigli di bellezza dal frigo

Conserve, sottoli, sottaceti ecc.

Dolcificanti naturali

Bere l’acqua giusta

Mangiare biologico e spendere poco

Cucinare con la lavastoviglie

Mangiare fuori, mangiare bene

Rimedi naturali per scottature e punture di insetto

Spesa sostenibile

Come leggere le etichette delle uova

Elettrodomestici superflui in cucina

Erbette spontanee

Ricette con le bucce degli agrumi

Stress da rientro, cosa mangiare?

Come leggere le etichette degli alimenti

Ridurre i rifiuti in cucina

Vino e birra ecologica

Il limone in cucina

Merende sane

Cetrioli

Ristoranti e cucina sostenibile

Ricette sane per bambini

Mangiare come i nostri nonni

Ricette con le bietole

Ricette con le castagne (anche muffin)

Crudo a tavola

Halloween e zucche

Tutto sulla zucca (o quasi)

Alimenti afrodisiaci

Il cibo che rende felici

Cachi

La spesa di stagione a Novembre

Riconoscere la qualità dell’olio d’oliva

Dieta prenatalizia

Dolci natalizi regionali

Natale a tavola: no allo spreco

Dolci di natale fatti in casa, da regalare

Frutta secca delle feste

Cenone di capodanno con i prodotti di stagione

Bevande alcoliche e liquori

Ortaggi, frutta, saggezza popolare e modi di dire

Dolci ai mirtilli

Lenticchie, salute e fortuna a Capodanno

I cibi del buon augurio

Buona fine e buon inizio da catepol foodblogger!

 

Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog

128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate?

Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse.

Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel 2012 a scrivere e condividere su queste pagine.

In questi giorni di festa e relax natalizio (mentre stavo a mangiare due zeppole dai miei) la blogosfera appare in  gran fermento su queste tematiche (più pasquali che natalizie, trattando di morte e resurrezione): blog morti, blog che devono risorgere, risorgeranno mai questi blog, siamo meno blogger da quando ci sono i social network…

La blogosfera, in fermento. Come non accadeva da tempo. Blog che discutono di blogging, un evergreen, comunque. Voglio aggiungere un paio di riflessioni.

Diciamo meglio, almeno per quanto mi riguarda: la blogosfera è qui intesa come alcuni tra i blog che leggo, soprattutto di amici. Gente che aveva e ha un blog, che conosce gente che ha un blog, che a sua volta conosce gente che ha un blog…per dirla con il prof. (e amico blogger) Stefano Epifani.

Gente che è ovviamente parte delle mie reti sociali in almeno un social network a scelta tra Twitter, Friendfeed, Facebook…e che leggo anche così, non solo sul blog. Gente con cui mi relaziono online (ma anche offline, quando possibile). Gente con cui il piacere di leggersi e conversare non ha bisogno di risorgere, perchè è vivo e vegeto, seppure in forme diverse rispetto a qualche tempo fa. Gente che popola il mio feed reader.

Per dire…i blog che legge Mantellini hanno scritto molto meno di me nel 2011, volendo stare alle statistiche, e di molti tra i blogger che leggo, logorroici come me, ma non è questo il punto.

Una “Blogosfera 2011″ che Vincenzo Cosenza ha provato a visualizzare evidenziando nodi e correlazioni tematiche e di affinità. Una blogosfera ancora esistente, a quanto pare, cambiata dai social network e dalla velocità di posting maggiore che Twitter e Facebook concedono, pur sempre presente.

Uno zoccolo duro, a leggere nomi e link analizzati da Vincos.

Giovanni Boccia Artieri ben riassume le varie discussioni in corso sul risorgere dei blog nel 2012. Ne nasce un titolo che è anche un hashtag per Twitter #risorgiblog  (non si può oramai prescindere, non si può lasciare un post solo su un blog con i suoi commentatori, le conversazioni avvengono anche altrove, abbiamo imparato da tempo a tenere il filo di ciò che si dirama da un blog attraverso Twitter, Facebook, Friendfeed ecc. anche se è più faticoso). Mi dicono che #risorgiblog sia diventato anche trending topic di Twitter ad un certo punto e che ne è nato anche uno Storify per tenerne traccia. Bene!

Giuseppe Granieri, pur avendo ridotto sensibilmente la sua produzione di post sul blog, scrive:

Personalmente non so se ci sia un Rinascimento Blog, ma posso affermare in tutta tranquillità che in questi 10 anni io non ho smesso un attimo di leggere i blog e sono molto grato a tutti coloro che li usano per condividere idee, pensieri e spunti di riflessione.

Personalmente, lo penso anche io. Non ho mai smesso di leggere i blog che ancora scrivono nè di scrivere il blog su cui io stessa scrivo. I social network amplificano, il blog è sempre l’hub da cui tutto parte. Almeno ciò che merita di essere approfondito o semplicemente conservato e reso ricercabile a chi ci arriva anche dopo diverso tempo dalla data in cui è postato.

Il blog è l’espressione del proprio ego. Bloggo, ergo sum. Quante volte lo abbiamo detto in passato?

Ad avere un blog oggi, per dire, c’è anche mia cugina o la mia collega a scuola, arrivate al blog con un percorso inverso, stanche di Facebook e desiderose di avere uno spazio proprio, magari solo per metterci le proprie ricette o le proprie foto.

Luca Conti spiega bene i suoi propositi di rimettere al centro della sua presenza digitale il blog e di rivedere soprattutto il “tempo” da dedicare ai social network. Io, come lui, non ho mai inglobato i post del blog nelle note su Facebook (forse non le ho proprio mai usate, sapete?)

Sempre preferito mantenere ciò che è mio in uno spazio mio e totalmente controllabile. Sempre preferito amplificare coi social, come è giusto che sia. Il blog è il blog. Se voglio che qualcosa raggiunga veramente tutti, è qua che la scrivo. Pur seguendo le conversazioni che ne nascono ovunque. E con ovunque aggiungo anche Google Plus, che fino ad ora non ho nemmeno nominato e che, in teoria, vorrebbe sostituire davvero i blog. Non ci credo neanche se lo vedo.

Anche Facebook da qualche tempo offre la possibilità di scrivere status lunghi fino a 60000 caratteri. Anche Facebook, quindi, prova a farci scrivere le nostre cose là, piuttosto che su spazi nostri. Regalandoci la Timeline e il “recupero” di quanto fino a ieri, invece, si perdeva nello stream. Regalandoci la possibilità di scrivere “Romanzi” e non più semplici “Status”.

Molta gente, pensando di avere spazi propri su Facebook o su Google Plus, è là che argomenterà e condividerà. Ben venga anche il fatto che raccolgano lettori e commentatori attraverso questi strumenti. Non c’è nulla di male. L’uso social della rete non deve certo essere uguale per tutti. Dinamiche di massa a cui un singolo utente può decidere se e come aderire e partecipare. Spazi da occupare. Quando trovo persone interessanti da leggere, non importa il mezzo (pur preferendo il blog). Mi adeguo.

I VIP italiani proprio in questo momento storico scoprono Twitter per raccontarsi e raccontare. Un pubblico sempre più vasto che in massa accorre. Scambiando Twitter per il numero di cellulare del VIP in questione a cui inviare SMS mediante una o più mention. Chiocciolina/nomedelVIP e INVIO: sperando di ricevere risposta e guadagnare non più il quarto d’ora di fama, ma giusto 140 caratteri da raccontare agli amici “ehy, sono stato citato dal VIP su Twitter!”

Gigi Cogo si assume la “colpa” di aver fatto partire questa discussione. Ci sono giornate in cui, in effetti, è vero: dal feed reader non esce nulla di interessante da leggere mentre sui vari social network è tutto un pullulare di condivisioni, battute, link che, ti distrai due minuti magari per festeggiare il Natale con i tuoi, si sono già persi nello stream o nella Timeline.

Ci sono giornate in cui i blogger non scrivono, me compresa, però non si fanno desiderare sui vari social, dove sicuramente una foto, uno status, una battuta e un mi piace vengono scambiati.

Meno male che qualcuno si prende ancora la briga di scrivere sul blog e, quindi, di arrivarmi nel feed reader. Ora che ci penso, se così non fosse stato, non avrei partecipato a questa conversazione sulla blogosfera che muore, risorge, s’accascia, si riprende.

Ci sono giornate in cui è interessante seguire quello che qualcuno condivide su Twitter e Facebook, anche se non ha scritto nulla sul suo blog. Oppure proprio perchè non ha un blog. No, su Google Plus, rinuncio. Non vi seguirò.

Il web oramai è bello perchè è vario. Qualcosa di interessante condiviso dalle persone che seguiamo, esce sempre, su bacheche e profili, anche se il passaggio non è più la vecchia serendipity che ti portava di blog in blog, di link in link. E’ un po’ più vario, imprevedibile, complesso.

PierLuca Santoro scrive e argomenta, spostando la riflessione anche sulla professionalità che chi gestisce un blog dovrebbe avere. Blog inteso non come categoria, ma come “scatolone”. In effetti col blog ognuno poi ci fa quello che vuole e i blogger, da sempre, non sono perfettamente categorizzabili. Ognuno prendendosi la responsabilità di ciò che scrive, di come lo scrive e degli eventuali tornaconti personali che dovrebbero essere gestiti con trasparenza, almeno per rispetto nei confronti dei propri lettori.

Sicuramente ho dimenticato qualcuno dei partecipanti alla discussione “Risorgimento Blog”. Nei post citati, comunque trovate molti altri rimandi e link a post in cui se ne parla. Utile conoscere più pareri in merito.

Ecco, la blogosfera. Se tornassimo al 2007 per un attimo, questo post verrebbe bannato da BlogBabel perchè contenente troppi link e rimandi ad altri blog che rimandano ad altri blog che si linkavano tra loro. Roba che ti falsa l’algoritmo. Roba che se la ricorda solo chi aveva un blog all’epoca dei fatti. Roba che accadeva sotto Natale e la blogosfera scopriva che linkare tutti gli amici per fare gli auguri andava contro le regole.

O meglio, lo scoprivo io. E’ me che eliminarono dalla classifica dei blogger italiani, mica altri. E’ sempre questo blog, poi riammesso e “perdonato” che ha parametri falsati (vi balza all’occhio subito guardando qua, i miei post più citati portano il link al blog su Splinder, pensate un po’…e a questa cosa non si può riparare…parole loro…).

Oggi invece, taggare tutti in una foto su Facebook oppure attraverso le @mentions su Twitter è così normale. Non si sfasciano algoritmi, anzi…può essere pure che ti aumenti il Klout (nuovo parametro NON scientifico per mostrare al mondo quanto si è influenti in rete).

Roba che potremmo aprirci diversi flame, come ai vecchi tempi. E allora sì che sarebbe un vero Risorgimento Blog!!

Su Splinder, per la cronaca: a partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso. Migliaia di blog che migrano su altri lidi (WordPress ecc.) e su domini proprietari. Il 2011 è quindi l’anno della morte di un servizio blog e non dei blog, se proprio vogliamo essere precisi. Di un servizio che ha fatto la storia della blogosfera italiana. Io ho cominciato là nel 2002, come me tanti. Blog ancora in vita, blog che è un peccato perdere anche se non aggiornati, blog e loro contenuti, che appartengono ai blogger che li hanno scritti, seppure su un servizio non loro.

10 anni di blog o di partecipazione alla blogosfera. 10 anni in cui il web sociale è diventato veramente alla portata di tutti e non più una parte abitata della rete, ma solo da pochi.

Ho sempre scritto che “Solo il blog è per sempre” da quando nella nostra vita digitale si sono inseriti anche i social network ed è diventato necessario animare e presidiare anche altri canali. Il blog, questo spazio di cui abbiamo pieno controllo, anche quello di cancellare o di moderare chi non ci piace. Toglietemi tutto, ma non il mio blog. Solo il blog è per sempre, solo il blog è totalmente mio. Gli altri canali, invece, possono cambiare come cambia il vento. Oggi siamo su Facebook e Twitter, magari anche su Google Plus. Domani chi può dirlo?

Preferisco spostare i miei feed sui nuovi profili di social network che aprirò e che abiterò, non mi ci trasferirò mai. Preferisco partire sempre da qua, da questo blog, da ciò che sono, a prescindere dai social network.

Per concludere, se fate risorgere i vostri blog non mi dispiace, anzi! Dai, proposito per il 2012: più post sui blog per tutti!

Per coordinare il tutto coi i social network, in caso, posso darvi una mano io.

 

 

Feste 2.0?

E gli hashtag del 2011, i video più visti su Youtube, cosa ha cercato la gente su Google nel 2011, i topic principali su Facebook, le 50 applicazioni iPhone più scaricate del 2011, le migliori applicazioni per iPhone e Android, i best trending topic di Twitter, i miei 50 miglior post del blog nel 2011 ve li raccolgo anche in un ebook, le più belle infografiche, la classifica delle pagine Facebook con più fan e con miliardi di Like del 2011, i top dei top su Klout, le Twitstar, i topblogger (esistono ancora?), le Storify dell’anno, i Friendfeeders che odio, i followers che amo, i punti su Foursquare che non s’è mai capito a cosa servano realmente, le più belle foto di Instagram (povero Flickr così maltrattato oramai anche se le foto più belle del 2011 ovviamente le troviamo anche là), quanti retweet servono per diventare famosi, quanti followers, quanti fan, quanti mi piace, quanti reshare, condividimi questo, condividimi quello, il tag nelle foto natalizie di parenti, amici e sconosciuti, i miei 100 migliori tweet in un comodo PDF scaricabile, la newsletter natalizia, le mail augurali con 100 indirizzi in copia…
Non oso aprire Google Plus per sapere che passa da là.

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Moltiplica per “n” contatti sui Social Network (che comprendono anche amici e parenti, oramai). Chiunque.
Tutti produttori di contenuti natalizi da condividere.

Essere originali a tutti i costi e paradossalmente far tutti le stesse cose.

Non me ne vogliate ma, se queste sono le originalissime “feste 2.0″ a cui sto partecipando, ecco…io mi sarei già abbondantemente stancata.