Quanti passi servono?

Camminare.
Riprendere a.
Una voglia immensa di.
Camminare.
Scrivere.
Più voglia di camminare.
A passo spedito, a testa alta.
Camminare.
A passo lento, a passo veloce, a passo cittadino.
Al passo che scelgo io.
Il mio passo.
L’autonomia.
Dire “Vado” e andarci.
Dire “Me ne vado” e andarsene.
Camminare.
Pensare “Torno” e rientrare.
“Andiamo là” e poi cambiare idea.
Deciderlo, farlo.
Smettere di contare quanti passi servono.
Quanta fatica, quanto tempo in più.
Non dover chiedere “Mi accompagni”.
E nemmeno “Aspettami”.

Semplicemente: andare.
Magari insieme. E camminare!

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N.B. Non che mi sia fermata mai, in questo mese, nonostante il #mignolinorotto.
Rallentare comunque, ogni tanto, fa anche bene…
;)

Social media policy a scuola e varie questioni educative

Social media policy degli istituti scolastici. Dopo aver condiviso le slide del mio intervento, condivido anche il video.

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Per ascoltare quello che ho raccontato a Milano alla Giornata aperta sul web dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia dovete solo avere la pazienza di seguire il mio ragionamento per una ventina di minuti.

Se volete, invece, qualcosa di più sintetico, ecco un altro video.
Si tratta di una intervista di circa tre minuti, sempre a valle del mio intervento alla Giornata aperta sul Web 2014.

Buona visione

#d2dpotenza #wister le mie presentazioni

Le slide dei miei due interventi per Wister a Potenza.

Social Media, relazione, partecipazione e comunicazione

Adolescenti, rete, social network. Questioni educative

#d2dpotenza ?#WISTER a Potenza: Cittadinanza di Genere Digitale, Introduzione al digitale e ai Social Network

Oggi pomeriggio e domani mattina a Potenza, presso la Sala B del Consiglio Regionale, il  COMITATO DI SCOPO CITTADINANZA DI GENERE, in collaborazione con Stati Generali dell?Innovazione e la Rete Wister, ha organizzato il secondo appuntamento di “GENERANDO” su Cittadinanza di Genere Digitale, Introduzione al digitale e ai social Network.

Hastag per seguire su Twitter quanto racconteremo: #d2dpotenza #WISTER

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Programma

Lunedi 12, dalle ore 15:30 alle ore 19.00:
Introduzione di Giovanna Cuoco Socia fondatrice del Comitato di Scopo Cittadinanza di Genere;

Prima parte dedicata alla formazione, tenuta da Tiziana Medici sul tema del Learning Meeting e da Caterina Policaro sul tema del Social Media nell?ottica della relazione, partecipazione e comunicazione.

-Martedi 13, dalle ore 10,00 alle 13.30:
Seconda parte dedicata alla formazione, tenuta dal Gruppo Wister.

Per la rete WISTER interverranno Flavia Marzano, Emma Pietrafesa, Rosa De Vivo, Caterina Policaro su Social Media e cybermolestie, Storytelling, sulle questioni educative nella rete e nei social network legate agli Adolescenti, sull?importanza della rete nella ricerca del lavoro nell?era 2.0. Elisa Laraia interverrà sulla scelta dell?arte per il territorio della Basilicata attraverso il web con il progetto LAP | Public Art Award.

Insomma se siete da queste parti… vi aspetto!

La scuola digitale che vorrei (Rnext – Matera)

Sono stata invitata da Riccardo Luna a Rnext Matera per parlare di scuola, tra gli innovatori della regione in cui vivo, la Basilicata.
A parlare, per una volta “in patria”, del mio lavoro.

next

“La scuola digitale che vorrei”, la scuola che vorrei cominciare a vedere anche in Basilicata, di questo ho parlato.
Non solo di quello che faccio io, nel mio piccolo con gli studenti, ad esempio #basilicataborgtoborg, ma soprattutto quando mi occupo di formazione docenti, dirigenti, studenti sulle tecnologie, il digitale, le LIM, i social ecc.

Ho raccontato qualcosa della scuola digitale in Basilicata: colleghe e scuole vincitrici di premi ETwinning ad esempio, o del Mediashow di Melfi che si tiene ogni anno.

Ed ho concluso (5 minuti esatti, col timer davanti, un teatro gremito di fronte, vi assicuro non è facile) così:

la scuola digitale in basilicata

La scuola digitale che vorrei, anche in Basilicata, vede docenti che non finalmente temono il digitale, la sburocratizzazione (registro digitale e comunicazione) vera, meno carta in circolazione e documenti in triplice fotocopia, più relazione, anche online attraverso i siti scolastici.

Confido nell’apporto che riusciremo a dare, noi docenti, per formare studenti che siano sempre più cittadini attivi e utenti consapevoli delle tecnologie che quest’epoca ha regalato loro in mano.

Vorrei, qui lancio un appello alla Basilicata e all’Ufficio Scolastico, che gli esperti presenti nell’elenco del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) venissero valorizzati e utilizzati per “svecchiare” la scuola lucana, per abilitare forme di insegnamento/apprendimento supportate dal digitale, per motivare.
E lo dico non solo perché in quell’elenco di formatori ci sono anche io.

Insomma, se volete vedere il video del mio intervento al Next di Matera, eccolo:

“Conosciuta web con @catepol, oltre a essere una tweetstar è insegnante e ambasciatrice dell’innovazione nella scuola in Italia. Per lei le tecnologie sono un motivatore per gli studenti. L’intervento a Matera.”

Volevo ripartire dal blog…

…invece son mesi senza ADSL a casa, il piano dati sull’iphone mi declassa a velocità ridotta dai primi del mese (come non averla proprio la connessione!), ma quanto consumo? Ma sempre su internet sto?
Ah, e l’ipad 1 pesa, é scomodo, non ci puoi far tutto (non è vero, ovvio, ho fatto cose in queste condizioni, che voi umani…)

Vabbè…

Come scusa, essere “digital divisa”, non è un granché, mi sembrava solo buona per rompere il “blocco del blogger”
:)

Buona Pasqua e buona Pasquetta fatte, intanto.

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Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano (le mie slide)

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano.
Le mie slide del seminario di Tropea

Poi un articolo della Gazzetta del Sud che vi racconta come è andata:

Convegno Rotary Tropea

L’uso corretto dei social network e la difesa dalle insidie della rete

Domani mattina sarò a Tropea. Gioco in casa natia, stavolta.

Il Rotary Club - Distretto 2100 - Club di Tropea e l’IIS di Tropea mi hanno invitato come relatrice al seminario su “L’uso corretto dei social network e la difesa dalle insidie della rete”

Io introduco e spiego cosa sono i social, a cosa servono e come si usano. A seguire interventi della Polizia Postale, di una criminologa e di un avvocato. Seminario rivolto a studenti delle scuole e docenti. Che ci faranno un po’ di domande.

Si preannuncia una mattinata interessante.

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In giro a parlar di scuola digitale, social network, annessi e connessi

Lunedi 17 febbraio sono stata invitata dal Dirigente Daniele Barca dell’Istituto Comprensivo di Cadeo a parlare di “Social media e didattica: quali possibilità?” (…e come prevenire qualche rischio) ai Docenti.
Il pomeriggio continua poi con i genitori sul tema “Figli digitali, social e sempre connessi (opportunità e rischi, cosa deve sapere un genitore?)”

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(credits photo)

Martedi 18 febbraio, invece, sono stata invitata alla Social Media Week di Milano al dibattito su “Scuola oggi e domani: evoluzione dell’apprendimento e dell’insegnamento tra tecnologia e nuovi scenari”
Sarà un dibattito con gli attori del mondo dell’educazione attivi nel digitale e social media, per disegnare e discutere il panorama attuale nelle scuole, i best case e lo scenario del prossimo futuro. Un momento di confronto sul tema dell’innovazione tra i banchi di scuola con Dianora Bardi, Daniele Barca, Alessia Rastelli e Maria Vittoria Alfieri.

Insomma social media, didattica, generazione digitale, scuola digitale, educazione, apprendimento, tecnologia. Saranno due giorni intensi!

Ora ve li buco i messaggi multipli su Facebook!

2014 cominciato esattamente come è finito il 2013 per quanto riguarda i messaggi privati di Facebook. Rimane l’abitudine, per tanti, troppi oramai, di abusare dello strumento.

Come? Con i messaggi privati multipli, indirizzati a 100 contatti tutti insieme. Fortunatamente c’è un limite almeno nel numero.

Si può solo uscire dalle conversazioni, purtroppo, dopo che qualcuno ci ha inserito e dopo che cominciamo a ricevere il fiume della conversazione in atto. Si, si potrebbe anche decidere da chi farci inviare messaggi privati su Facebook, lasciando la possibilità solo agli amici.

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Stamattina sono stata svegliata proprio dal suono ripetuto delle notifiche del Messenger (all’unisono poi su iPhone e Ipad). Sarà successo qualcosa, ho pensato.

E no, non ditemi che è il prezzo da pagare per avere tanti “amici” sui social, la conversazione multipla. Non lo è.

I messaggi privati, sono privati. Magari a piccoli gruppi, se il tema è comune (organizzare una pizza, darsi appuntamento per qualcosa, coordinarsi). I messaggi privati collettivi, con persone sconosciute, non sono più privati, tanto vale utilizzare la bacheca + il tag alle persone.

Educhiamoci tutti a monte: prima di mandare un messaggio privato a 100 persone (che siano gli auguri di natale, della befana o l’invito a votare Renzi o chi so io o il gioco stupido con cui si pensa di contribuire alla prevenzione del cancro al seno….) chiediamoci quanto stiamo invadendo la privacy della gente e quanto risultiamo inutili.

Chiediamocelo e prima di cliccare invio, dopo aver aggiunto i 100 contatti, proviamo anche a risponderci. Una volta lo avremmo chiamato semplicemente spam.

Invasione di privacy perché si mettono in una chat di gruppo anche sconosciuti fra loro che non è detto condividano lo stesso tema del messaggio.

Infatti poi cosa accade? Cominciano le risposte “ok” “grazie” “ciao” e anche i “toglietemi dal gruppo” ecc . Il delirio.

La privacy perché tutto ciò si traduce nell’invasione del proprio cell/tablet sui quali la app Messenger con solerzia segnala ogni notifica di messaggio privato.

Come abbiamo le notifiche sms, mail, whatsapp ecc. abbiamo anche queste e sono per il contatto privato, personale, importante, rapido. Perchè Twitter prima, Facebook poi, li avrebbero chiamati Messaggi Diretti o Messaggi Privati?

Nessuno ci autorizza a invadere gli spazi privati altrui se non è importante. Nessuno ci autorizza a mandare pacchi di informazione inutile ai nostri contatti. Nessuno ci autorizza ad abusare di questi canali social per attirare attenzione. Non parliamo del consumo dati + batteria, quando nostro malgrado siamo bersaglio di questa messaggistica.

Per i messaggi multipli che sono così pubblici, bacheca + tag. Esci dalla conversazione è una ulteriore perdita di tempo ogni volta che vorrei evitare, almeno io.

È questione, al solito, di educarci agli strumenti social e al loro uso.
Non è un caso che la maggior parte di noi clicchi immediatamente su “Esci dalla conversazione”.
Basta scorrere questo tipo di conversazioni multiple, le uscite sono visibili a tutti, man mano che avvengono, fanno parte integrante della chat.

Quindi i messaggi multipli sono inutili.

Nell’ecologia della comunicazione social di tutti, fare attenzione a ciò che facciamo, come lo facciamo, attraverso quale canale e, soprattutto con quale obiettivo, diventa sempre più importante.

Siamo invasi da informazioni di ogni genere, fortunatamente possiamo sempre scegliere a cosa prestare attenzione. Quando si entra a gamba tesa nei canali privati e diretti, riusciamo a prestare attenzione anche alle persone e calibrare quanto scriviamo loro?

Attenzione alle persone, attenzione alla relazione, attenzione alla comunicazione, attenzione al messaggio, attenzione a non sprecare e far sprecare tempo, attenzione alle cose importanti.

Al prossimo messaggio multiplo su Facebook, inutile, prima di uscire dalla conversazione, copieró e incolleró questo post.

Leggere di più, leggere meglio

Tra i propositi per il nuovo anno, leggere di più, leggere meglio.

Ho appena cominciato.

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Carta o e-book non fa differenza.
Il Kobo touch mi accompagna, sempre in borsa. Da quando ce l’ho, leggo ovviamente di più, perché leggo ovunque. Pesa meno dell’ipad, pieno comunque di e-Book e utile alle mie pratiche di lettura.

Compro sempre qualcosa, entrando in libreria. Compro pagine di carta anche quando compro online ed è disponibile l’e-book. Compro e-book, oppure, li cerco, e in qualche modo li “trovo” grazie alla rete.

Preoccupante, piuttosto, che nel 2013, 6 italiani su 10 non abbiano proprio letto nulla.
Una famiglia su 10 non possiede libri in casa (e sicuramente il loro tablet non ne contiene nemmeno, non tiriamo fuori la scusa della tecnologia e del cambiamento).

I lettori forti, in Italia, sono quelli che leggono un libro al mese.

Io, invece, rimpiango d’aver letto molto meno negli ultimi 4 mesi del 2013, nei quali il tempo è volato per altro. Mi rifaccio presto.

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Cioè rimpiango di esser passata da 99 libri letti nel 2012 a una sessantina nel 2013…pensate.

Cosa ho letto nel 2013? Gli argomenti più disparati, apparentemente senza filo conduttore (la mia libreria, metodicamente aggiornata in maniera social http://www.anobii.com/catepol/books).

Alcuni tra questi libri, sono semplicemente capitati nelle mie mani al momento giusto. Anche nella lettura la serendipity è sovrana. Altri li ho voluti leggere, altri, semplicemente, hanno risposto alla domanda “che mi posso leggere oggi?”

Aperto il Kobo, sfogliato quanto in precedenza caricato, trovato titolo e via.

Ho “decine” di libri nel Kobo e sull’ipad e continuo ad aggiungere titoli in memoria.
Ho una ventina di libri sul comodino.
Comincio ad avere decine di libri nella whishlist, quelli che vorrei leggere.
Non so se mai leggerò tutto quello che vorrei leggere (o anche quello che semplicemente dovrei, per lavoro o per interesse specifico).

La cosa mi diverte e mi sfida. Leggere è un piacere che mi porto dietro da piccolissima.
Il mio 2014 ricomincia proprio da qua.

Ah, e anche dal blog. Ci provo.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti

Riporto un post, dalla pagina Facebook di Marcello Pittella (neo eletto presidente della Regione Basilicata). Io so perchè.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti. La riporto perchè ritengo importante intervenire sul disinteresse dei ragazzi nei confronti della vita politica ed amministrativa.
E’ un argomento che li riguarda, perchè le scelte che faremo nei prossimi anni influenzeranno inevitabilmente il loro futuro.

“Cari studenti delle scuole superiori,
state assistendo sicuramente anche voi alla campagna elettorale per le Elezioni Regionali del 17 e 18 Novembre. Chi attivamente, perchè magari la famiglia è più o meno coinvolta con questo o quell’altro partito o perchè, magari, in una Regione comunque piccola come la nostra, è molto facile avere un parente, un amico, un conoscente, candidato.
Chi passivamente, notando sui manifesti il moltiplicarsi di faccioni dei candidati, o ricevendo inviti di massa su Facebook a partecipare a un evento elettorale, o semplicemente vedendo passare “santini digitali” sulle bacheche altrui o santini cartacei che passano di mano in mano tra gli adulti.
Tra qualche anno anche voi sarete chiamati alle urne, vi osservo a scuola ogni mattina e con dispiacere, vedo voi, nuove generazioni, futuro della nostra Regione, sempre più disinteressati rispetto alla cosa pubblica, al dibattito, alla cittadinanza democratica grazie alla quale ritengo, invece, che ognuno di voi dovrebbe avere il giusto spazio per manifestare bisogni e desideri.
Fin da ora. Magari, per ora, dando fiducia agli adulti che ci governeranno per i prossimi 5 anni, perché ne avete compreso, discutendone insieme, il progetto.
Mi auguro che il prossimo Consiglio Regionale possa dare voce e risposte anche alle vostre istanze, ascoltandole innanzitutto e offrendovi spazi, luoghi e tempi in cui esprimerle come solo voi giovani sapete fare, con la vostra creatività, con l’aiuto delle tecnologie e dei social a cui state praticamente attaccati tutto il giorno, che sono anche le nuove piazze aperte alla discussione e alla partecipazione.
Spero davvero che vi sia consentita un’equa rappresentatività che parte dalle scuole, dalle assemblee, dai vostri luoghi di aggregazione, dalle associazioni di cui fate parte, dai forum giovanili, dalla consulta ecc. e che arrivi nei vari partiti e, magari, poi anche nelle istituzioni.
Cari ragazzi e ragazze, forse il vostro disinteresse per la politica nasce dall’osservare attorno a noi grande litigiosità sia nel centrodestra come nel centrosinistra. Democrazia vuol dire comunque dare a tutti possibilità di dissentire, o argomentare diversamente.

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In classe io proverò a confrontarmi con voi sui programmi delle forze politiche in gara per queste elezioni del prossimo Consiglio Regionale lucano, sui temi che danno voce e rappresentanza, in prospettiva, anche a voi che presto, diventati maggiorenni, chiederanno anche a voi gesti di responsabilità. Perché il voto è una responsabilità, oltre che un diritto, dovere.
E la responsabilità deve essere condivisa e partecipata. Ne va del vostro futuro, altrimenti.
Avete bisogno di un governo regionale forte, moderno, capace di fare le riforme necessarie per lo sviluppo di questa Basilicata, che vi permetta di andare a studiare e specializzarvi fuori, ma anche di tornare a lavorare un giorno nella vostra terra, mettendo a disposizione proprio qui la professionalità e le competenze che avrete conquistato.
Una Basilicata che vi offra possibilità di creare impresa, di legare le competenze e le qualifiche tecnico-professionali con le richieste del mercato del lavoro nei settori in cui si può produrre ricchezza della nostra Regione.
Una Basilicata connessa, digitale, che affronti le inquietudini proprie della vostra generazione, che già comincia a pensare come uscire dalla precarietà occupazionale, economica.
Una Basilicata che metta al centro le questioni del lavoro, dell’uscita dalla crisi, che individui le direttrici su cui muovere le politiche per lo sviluppo e l’innovazione tecnologica.
Una Basilicata veramente vostra.”

Elezioni Regionali Basilicata a suon di hashtag

La campagna elettorale in Basilicata oramai sempre più social, integra anche Twitter.
I candidati twittano da soli, dal loro smartphone o fanno twittare lo staff, cinguettano, ricordano i loro appuntamenti, lanciano temi e slogan a colpi di hashtag (parole chiave precedute da un cancelletto #, servono a rendere ricercabili le conversazioni).

Una moda? Una strategia comunicativa?
Finalmente la Basilicata politica abita la rete e le conversazioni?
Vedremo!

Si rende necessario aggregare diverse fonti e osservare cosa accade.
Capire il fenomeno, seguirlo, soprattutto farlo capire anche a chi non ha idea di quanto sta accadendo online, però vede i manifesti elettorali, quelli di carta, riempirsi di parole con cancelletto.

Un aggregatore/osservatorio su http://regionalibas.tumblr.com, una idea di @catepol, che metto a disposizione di quanti vogliono seguire le #regionalibas (perché coinvolti o perché semplicemente curiosi).

Un Tumblr (altro strumento social, immediato) per tenere traccia in ogni momento, da oggi, fino alle elezioni di novembre e anche dopo, di quanto twittano i candidati Presidenti e Consiglieri, di quanto si dice e si twitta di loro, di quanto e come vengono usati gli hashtag, dell’eventuale uso di Instagram, dei numeri di Twitter in queste #regionalibas, dei media tradizionali regionali e locali che si adeguano al flusso cinguettante, rincorrendo oramai anche le notizie che rimbalzano immediatamente in rete di 140 caratteri in 140 caratteri.

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Già su #regionalibas http://regionalibas.tumblr.com
- più di 30 hashtag utilizzati dai candidati e dalle coalizioni
- i candidati su Twitter
- la lista Twitter Regionalibas (candidati, opinionisti, giornalisti ecc.)
- la lista dei Fake
- le statistiche di uso degli hashtag elettorali dell’ultimo mese (quello in cui gran parte di essi sono nati)
- hashtag e candidati su Instagram

Altri dati saranno aggiunti man mano, per avere a disposizione il quadro più completo di quanto si dice su Twitter.
Altre analisi seguiranno.

Le elezioni non si vincono a colpi di hashtag, serve ben altro. Interessante il fenomeno scatenatosi nella Regione in cui vivo e da cui twitto da tempo immemore, simpatico sapere di aver istigato anche più di qualcuno. Dicono.
:D

L’osservatorio Regionalibas non si ferma al PD o alla Lista del Presidente, si allarga a tutti i soggetti e partiti coinvolti, di ogni schieramento.

Stay tuned, lavoro in progress, catepol at work!

Ora ti spiego Twitter…

e poi ti interrogo!

Scherzi a parte, ma rimanendo dentro la metafora della prof che spiega alla lavagna (dopotutto è il mio mestiere), questa è la presentazione che ho utilizzato a #pzsmart il 4 settembre a Potenza per spiegare Twitter a chi inizia ad usarlo, a chi già lo usa e voleva capirne di più, a chi nemmeno sapeva cos’è prima di fermarsi in Piazzetta Maffei incuriosito da quei tre (io, Ernesto, Giovanni) che parlavano di Twitter, Facebook, Open Data.

I Simpson e gli Open Data, invece, li trovate qua.

#pzsmart – PRESENTE AVANZATO, La città tra il futuro e il digitale a Potenza

Potenza. Il 4 settembre scopriremo finalmente chi è il vincitore di PotenzApp, la app che migliorerà il nostro abitare digitale in questa cittadina lucana e non solo.

Il 4 settembre, in realtà, il programma è lungo e articolato. Ci sono a parlare anche io!

Il 4 settembre sarà l’occasione per confrontarci sulle cose che cambiano, discutendo di presente avanzato, di futuro tra la città e il digitale.

logo potenza goes smart completo colore

A Potenza, dalle 15.30 prima al teatro Stabile e poi dalle 19 in piazza Maffei. Per chi si trova da queste parti e mi legge, fateci un pensierino.

Il dibattito è sul racconto della città, con i direttori delle maggiori testate locali. Vari speaker sul tema “Come è cambiato il racconto del territorio”.

Chiuderemo io, Ernesto e Giovanni con alcune lezioni divertenti e aperte a tutti, dedicate all’uso dei social media e degli open data.

A me, ovviamente, tocca spiegare Twitter, a Giovanni Facebook e a Ernesto gli Open Data. Spalleggiandoci a vicenda!

Il programma completo è qua: http://www.potenzasmart.it/presente-avanzato-il-programma/

Premiazione da parte del Sindaco Vito Santarsiero

Keynote di Derrick De Kerckhove, filosofo, sociologo su “La Cittadinanza Digitale”

Dibattito su “Abitiamo non la città, ma il racconto della città.
Giornalismo, digitale e territorio”

Introduzione di Carlo Felice Dalla Pasqua, autore de “Il giornalista Fantasma”
Keynote di Mario Tedeschini Lalli, responsabile internazionale della Online News Association

Infine: Strumenti della modernità

- Facebook per genitori: Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di sociologia dei New Media

- Twitter per chi inizia: Caterina Policaro, docente esperta di apprendimento con le tecnologie e i media sociali

- Open data per la comunità: Ernesto Belisario, avvocato specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione.

L’hahstag per seguire da lontano è #pzsmart

Vi aspettiamo!

Special thanks per tutto ciò e anche di più a Giuseppe e Sara, dimenticavo!

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