e-learning 2.0: Usare WordPress come OpenCourseWare

David Wiley in un post spiega l’idea di utilizzare i blog di WordPress.com come OpenCourseWare nei quali ripubblicare quindi i corsi online. Praticamente sta sperimentando il republishing di materiali didattici per e-learning OCW su WordPress – sul blog http://newmediaocw.wordpress.com/. David sostiene che ci sono una infinità di cose che si possono fare con i temi personalizzati ed i plugin  di WordPress per creare un ambiente online di apprendimento che non abbia nulla da invidiare ai LMS (Learning Management System) comunemente utilizzati per i corsi in modalità e-learning.  Praticamente le potenzialità sono infinite e soprattutto utilizzabili da chiunque senza particolari skill tecnologiche. I blog contenitori di corsi sono sicuramente meno potenti in quanto strumento e tecnologia degli LMS, ma sono molto più semplici da utilizzare.

Il blog su cui David sta riversando i corsi si presenta come un ambiente molto pulito e in cui è facile andare alla ricerca di contenuti, un modello eccellente per creare siti che siano allo stesso tempo di aspetto gradevole e soprattutto non complessi.

In rete già si riflette sulle possibilità che questo passaggio da LMS a WordPress può offrire. Forse gli LMS sono oramai inefficienti, spesso costosi (anche nel caso di quelli Open Source tipo Moodle che poi ha altri costi). Forse gli LMS sono diventati inutili e troppo complessi a livello educativo e didattico online e come tecnologia, visto cosa mette a disposizione il web 2.0, obsoleti.

Progettare degli ottimi corsi online (course syllabus) accompagnati da numerose risorse e materiali che vengano inseriti non solo in repository chiusi su web (il corso e-learning) ma rendendoli liberamente disponibili online su servizi che presentano una forte componente di social networking come i blog su WordPress.com, Blogger, TypePad, etc. favorisce sicuramente l’apertura verso la scoperta ulteriore, l’approfondimento da parte degli stessi utenti, la serendipity, la ricerca attraverso i motori di contenuti e argomenti affini a quelli che si apprendono nel corso stesso ecc. e soprattutto la possibilità di rielaborazione (mashup) da parte degli stessi studenti (Ecco ad esempio un corso su Hume).

 

Esempi come questa sperimentazione di David Wiley spingeranno le persone verso piattaforme di publishing a fini didattici ed educativi in cui tutti potranno ripubblicare letteralmente il proprio lavoro online in pochi minuti. Letteralmente in pochi minuti. I blog sono sicuramento  lo strumento principale.

La questione si sposta quindi sul gruppo di apprendimento. Il reale problema è sempre quello del creare una community di persone, corsisti ecc. che sia coinvolta dai materiali didattici messi a disposizione. E quindi quali strumenti social utilizzare per raggiungere questo scopo. Quindi, una volta che i corsi prendono una forma più facile per tutti per essere fruiti, come stimolare i corsisti alla creatività ed al riutilizzo degli stessi materiali?

Downes ha già elaborato uno schema di funzionamento che mira a spiegare come costruire un PLE (Personal Learning Environments) in cui l’apprendimento possa essere realmente significativo:

Sicuramente seguirò con interesse gli sviluppi di queste tematiche (e immagino anche Gigi al quale rubo le slides seguenti per capire il PLE). Forse l’e-learning è arrivato ad un vero e proprio punto di svolta. E si potrà realmente parlare di e-learning 2.0.

 

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