No ma io sto attentissima alla privacy sui social…

Una immagine che vale più di mille parole.
Quanti si riconoscono?

La privacy sui social dipende solo da noi, alla fine.

privacy

(via The Joy of Tech)

Il prossimo aggiornamento di Facebook…

Il prossimo aggiornamento di Facebook prevede grandi novità.

Novità sulle impostazioni di privacy che verranno, ovviamente, resettate in blocco.
Ma tanto, chi l’ha mai impostata la privacy?

Novità sulla gestione della propria giornata. Nella vita vera.

a facebook update in real life

Ebbene sì, l’aggiornamento di Facebook stavolta sarà nella vita reale, nella quotidianità, amici e amici degli amici entreranno direttamente a casa, non solo sulla bacheca, le notifiche appariranno direttamente davanti agli occhi, materializzando di volta in volta il mi piace sul cagnolino o quella immagine simpatica da condividere.

A Facebook Update In Real Life.
Ecco il video con la spiegazione passo passo del prossimo aggiornamento di Facebook:

NOTA BENE: …e no, non si pagherà Facebook neanche stavolta. Rimane gratis, evviva!

(via)

[Facebook] La mia privacy finisce dove cominciano i post pubblici degli altri

Avete presente il post in cui spiegavo come funziona il riquadro degli aggiornamenti di Facebook e le relative questioni di privacy?

Abbiamo imparato a impostare chi può vedere quello che pubblichiamo su Facebook, sia sotto Notizie che nel riquadro aggiornamenti.
Abbiamo imparato che quello che vediamo è quello che i contatti ci permettono di vedere.

Fin qui, facile.

Il riquadro degli aggiornamenti include notizie in tempo reale quali nuovi aggiornamenti di stato, amicizie, foto, video, link, “Mi piace” e commenti dei nostri contatti.

Abbiamo imparato a regolare la visibilità dei nostri contenuti, grazie allo strumento di selezione del pubblico che si trova accanto a ogni post, sappiamo controllare l’icona che indica i destinatari scelti: Pubblico, Amici di amici, Amici (+ amici delle persone taggate), Solo io, Personalizzata (include gruppi specifici, liste di amici o persone da includere/escludere che abbiamo indicato specificamente).

Seguitemi ora.

Le nostre impostazioni di privacy su Facebook dipendono da noi ma, eccoci al punto, c’è un piccolissimo problema.

Cosa accade se i nostri contatti NON hanno regolato alcuna impostazione sui loro contenuti?
Cosa accade se i nostri contatti postano “Pubblica” qualunque cosa e noi andiamo a commentare, mettere mi piace, ecc.

Lo scrivevo anche in quel post:

Ricorda che quando commenti un contenuto o clicchi su Mi piace, il commento o il clic su Mi piace rifletterà le stesse impostazioni sulla privacy del post originale.

Del post originale. Ecco. Badiamo alla privacy di ciò che condividiamo noi ma quante volte andiamo a guardare l’impostazione del contenuto dei nostri amici?

Immagino raramente, vero?

Io pubblico uno status pubblico, il tuo commento è visibile in pubblico (quindi non solo ai miei amici) perché il mio status è pubblico. Io pubblico uno status visibile solo ai miei amici, il tuo commento è visibile solo ai miei amici. Io pubblico uno status visibile solo ad una lista di miei amici e tu ci sei dentro, il tuo commento è visibile solo a quella lista di miei amici nei quali sei inserito anche tu.

Proviamo a dirlo diversamente:

TIZIO pubblica uno status pubblico, il mio commento allo status di TIZIO è visibile in pubblico (quindi non solo ai suoi amici, ma anche ai miei) perché il suo status è pubblico.

TIZIO pubblica uno status visibile solo ai suoi amici, il mio commento sullo status di TIZIO è visibile solo ai suoi amici (e quindi agli amici che io e TIZIO abbiamo in comune). E’ visibile anche ai miei amici nella misura in cui io concedo ai miei amici di vedere le mie cose.

TIZIO pubblica uno status visibile solo ad una lista di suoi amici e io ci sono dentro, il mio commento è visibile solo a quella lista di amici di TIZIO nei quali sono inserito anche io.

Quindi, riassumendo: ogni volta che commentiamo o mettiamo mi piace su uno status/link/foto/ecc. che è impostato su “pubblica”, automaticamente tutti i nostri amici lo vedranno passare nel Riquadro aggiornamenti grigio laterale che sotto “Notizie”.
A meno che non ci abbiano esclusi, loro, dal comparire nella loro sezione notizie. Siccome pochi lo fanno…compariremo, state certi che compariremo.

Andiamo su un esempio “concreto”.

TIZIO ha una fidanzata gelosa. Entrambi sono su Facebook. Sono “Amici” tra loro, ovviamente. TIZIO vede la foto di un’altra ragazza e mette “mi piace” alla foto.
Non importa che la seconda ragazza sia amica o meno di TIZIO.
Non importa nemmeno se TIZIO mette la fidanzata in una “lista amici” a cui vieta di vedere tutto quello che può vietare. Prima o poi, in questo caso, la fidanzata si chiederà come mai TIZIO non posti nulla, no? Non è questo il punto.
La fidanzata è su Facebook e vede che il suo ragazzo ha messo mi piace a quella foto, perché l’autrice della foto ha messo la privacy impostata su “pubblica”.
La fidanzata gelosa si arrabbia e fa una scenata a TIZIO.
TIZIO non poteva sapere che la fidanzata avrebbe visto il mi piace alla foto della seconda ragazza.
TIZIO non poteva sapere che dipende SOLO dal fatto che la seconda ragazza ha pubblicato quel contenuto, quella foto come “Pubblica”.

TIZIO ora lo sa.

Concludendo: io, tu e TIZIO, prima di mettere mi piace o di commentare qualcuno su Facebook, dovremmo verificare a chi sarà visibile quel post/status/foto/link.

Controllare il simbolino che appare sotto ogni status di Facebook (accanto a mi piace – commenta).
Controllare l’icona che indica i destinatari scelti dal nostro contatto:
Pubblico,

Amici di amici,

Amici (+ amici delle persone taggate),

Personalizzata (il contatto condivide a gruppi specifici, liste di amici o persone indicate).

Controllare e pensarci due volte prima di mettere un “Mi piace” o commentare se un contenuto è stato condiviso con visibilità “Pubblica”, se non vogliamo che altri sappiano che lo stiamo facendo, come nel caso di TIZIO. Oppure esserne perfettamente consapevoli.

Vale sempre, quindi, la regola della Nonna.

Non mi risultano soluzioni per evitare che ciò accada, al momento. Se le trovo, vi aggiorno.

La privacy su Facebook dipende quindi da noi e da come i nostri contatti condividono ciò che commentiamo o mettiamo mi piace. Purtroppo.

Abbastanza grave non poter controllare cosa accade sui contenuti Pubblici, se non chiedere ai contatti di modificare la visibilità di quei contenuti “Solo agli amici”, almeno.

Ad ogni modo, basta ricordare che su Facebook, bene o male, sei sempre in piazza.

Sempre che la fidanzata di TIZIO non sia amica anche della seconda ragazza…

A tutti i miei contatti Facebook, ora sono io a chiedere un favore…

Sicuramente hai visto questo messaggio (o similari) sulle bacheche degli amici di Facebook (sul gruppo antibufale non so quante volte è passato):

A tutti i miei contatti, chiedo un favore: su FB ora si sentono e leggono cose su persone che non hai tra i tuoi contatti. Solo perché un contatto dei nostri mette un commento o mette un “mi piace”, amici di amici lo vedono. Non vorrei che le persone che non sono tra i miei contatti possano leggere e vedere estratti del mio profilo.
Ma non posso cambiarlo da solo, perché facebook è configurato in questo modo. Così, per favore, chiedo di mettere il mouse sul mio nome (senza cliccare), dovrebbe apparire una finestra, metti il mouse sopra “Amici” (senza cliccare), poi cliccate su “impostazioni” e appare una lista. Clicca su “commenti e mi piace” e rimuovere la crocetta, così la mia attività tra i miei amici non diventa di pubblico dominio (per così dire) ;-)))))
Molte grazie!
Incolla questo sul tuo wall affinché i contatti facciano lo stesso, se sei interessato alla tua privacy… Grazie!

Non funziona così. Provo a spiegarlo in modo semplice, in modo che anche tu possa spiegarlo, quando necessario.
In questo post cerco di sintetizzare le informazioni e i passaggi utili per sistemare la privacy di ciò che si condivide su Facebook.

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La privacy a scuola: dai tablet alla pagella elettronica, le regole da ricordare

Con l’apertura delle scuole, il Garante per la protezione dei dati personali, ritiene utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.

Diffondo anche io a colleghi, studenti e genitori che mi leggono, le regole del Garante Privacy riguardo la privacy a scuola: dai tablet alla pagella elettronica, ecco cosa dobbiamo ricordare tutti.

Mentre i provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web mancano ancora all’appello, per tutto il resto (con particolare attenzione alle tecnologie e ai media) vale il buon senso e quanto ci ricorda il garante Privacy.

Si trovano sul sito del Garante Privacy in un opuscolo graficamente curato da stampare e diffondere (o da passare via social o mail).

Riassumendole anche qua per comodità:

– Obbligo del consenso per video e foto sui social network.
– Scrutini e voti pubblici.
– Sì alle foto di recite e gite scolastiche.
– No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta.
– Su cellulari e tablet in classe l’ultima parola spetta alle scuole.

La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare

Temi in classe
Non lede la privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell’insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l’equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.

Cellulari e tablet
L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E’ bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.

Stesse cautele vanno previste per l’uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.

Recite e gite scolastiche
Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.

Retta e servizio mensa
É illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull’accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.

Telecamere
Si possono in generale installare telecamere all’interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l’esterno della scuola, l’angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.

Inserimento professionale
Al fine di agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.

Questionari per attività di ricerca
L’attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all’iniziativa.

Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.

Voti, scrutini, esami di Stato
I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell’istruzione. E’ necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l’istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

Trattamento dei dati personali
Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella loro attività quotidiana dati delicati – come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute – anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E’ bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità al regolamento sui dati sensibili adottato dal Ministero dell’istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall’istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.

Come chiedere i nostri dati a Twitter? Inviando un fax

Dopo aver chiesto a Facebook i nostri dati, proviamo a chiederli a Twitter.

Su privacyinternational c’è la guida step by step per chiedere a Twitter i dati del nostro profilo.

C’è una campagna di sensibilizzazione in atto, almeno per i cittadini Europei, abbiamo diritto ad avere accesso alle informazioni personali che Facebook e Twitter (e non solo) possiedono riguardo al nostro profilo, al nostro account.

Se sei cittadino Europeo ecco cosa fare per richiedere i tuoi dati a Twitter, ai sensi della Direttiva Europea sulla Privacy.

1) Inviare una e-mail (preferibilmente in Inglese) a privacy@twitter.com con il seguente contenuto (INSERIRE IL CONTENUTO PERSONALE NELLE PARENTESI QUADRE):

Subject/Oggetto: Access Request [il tuo indirizzo email] [Data]

CONTENUTO MAIL:

Twitter UK Ltd
100 New Bridge Street
London
EC4V 6JA
United Kingdom

To the Twitter UK Legal Department,

Re: [Inserisci il tuo Twitter username]

This is a request to access my personal data under Section V of the Directive 95/46/EC, transposed in Section 7 of the UK Data Protection Act.

As a Twitter user based in the European Union I request records of the following:

All personal data that Twitter holds about me, inter alia
All logs of IP addresses associated with my account (because these are bound to my password-authenticated account and are thus identifiable)
Any records of the contacts stored on my mobile device that may have been collected by Twitter via the ‘Find Friends’ function, or any other information collected from a Twitter mobile client
Any records of disclosures of personal data to other parties, including law enforcement (such records of disclosures themselves constitute personal data)
I request this information to be delivered in machine-readable form, to the e-mail address registered to my Twitter account.

Data Subject Authentication

My name: [INSERIRE IL NOME]

My current Twitter handle: [INSERIRE username in uso] (former usernames associated with this account are: [INSERIRE TUTTI gli username precedenti, se hai cambiato nome in passato])

My e-mail address: [INSERIRE INDIRIZZO e-mail da cui si invia la richiesta. Dovrebbe essere la stessa e-mail dell’account Twitter]

Please inform me, prior to processing this request, if you require a fee to be paid.

I look forward to receiving this information within 40 days. If you have any queries or questions regarding my request, please contact me by e-mail.

Yours faithfully,

[INSERIRE NOME]

2) Si riceve una auto-response da Twitter che dice “need to reply to this email in order to open a ticket for review”. Incolla il messaggio originale nel reply. Questo permette di aprire un ticket.


Fonte immagine: http://www.norebbo.com/?attachment_id=357

3) Twitter dovrebbe a questo punto contattare via e-mail con un messaggio più personalizzato:

Hi,

We’ve received your request for a copy of your information. First we need to check your identity to make sure we’re giving your information to the right person. Please send us a fax to +1-415-222-9958 with:

– a statement authorizing disclosure of the specific information you’re requesting
– your Twitter support ticket number, if you submitted a ticket for your request
– your Twitter username, e.g., @Safety or twitter.com/safety
– the email address on file for your account, and
– a scanned copy of your valid, government-issued photo ID

We use this information only to verify your identity, and we delete the copy of your photo ID once we’ve completed our check. If you don’t have or don’t want to provide your photo ID, we’ll try to work with you on another way to confirm your identity. However, this will delay our ability to respond to your request.

After we get your fax with this information, we’ll email the email address on file for your Twitter account to confirm your authorization. Once you respond affirmatively to that email, we’ll gather the information you requested and send it to you when it’s ready.

Regards,

The Trust & Safety Team
Twitter, Inc., 795 Folsom Street, Suite 600, San Francisco, California 94107

p.s. If you have further inquiries, feel free to write us directly at privacy@twitter.com. Twitter, Inc. is responsible for user information and responds to user questions about their information as a courtesy and good practice. Twitter UK does not control user information in the Twitter service.

Chiede di inviare un FAX con una richiesta firmata in cui si fornisce anche il consenso a Twitter a “liberare” e consegnarci queste informazioni che ci riguardano. Deve contenere un esplicito consenso a Twitter e il permesso di fornire a noi le nostre informazioni
Esempio, una cosa del genere: “I consent to the disclosure of any and all personal information associated with my Twitter account, including log data, IP addresses, contact list information, data collected from my mobile device, and records of disclosure to law enforcement.”

Assicuratevi di includere sempre il vostro username (@NOMEPROFILO), la e-mail a cui si riferisce l’account e una scansione del documento di identità/passaporto con foto.

Anche se, in realtà, la foto non dovrebbero nemmeno chiederla, in quanto su Twitter molti profili Twitter sono anonimi o sono pseudonimi senza una reale identità ad essi collegata.

Twitter però insiste e pretende la foto del documento di identità.

Privacyinternational suggerisce di proteggere il diritto alla privacy oscurando nel fax tutte le informazioni del’ documento di identità che non hanno motivo di chiedere (data di nascita, luogo di nascita, numero del documento, ecc.) e di lasciare solo nome e foto.

Il numero di FAX di Twitter è +1 415 222 9958.

4) Quando Twitter riceve il fax, inviano una ‘request-for-consent’ via e-mail all’indirizzo con cui è registrato l’account.

Twitter-Legal Twitter-Legal@twitter.com

Hello,

Thank you for confirming your request for information about your
Twitter account. We’re gathering the information you requested and
will send it to you when it’s ready. It may take us a little time to
gather the information, and we appreciate your patience.

You may also access certain information about your account in real
time by making the following API calls while authenticated to your
Twitter account:

Account information:

https://api.twitter.com/1/users/show.json?screen_name=USERNAME

Accounts you follow:
https://api.twitter.com/1/friends/ids.json?screen_name= USERNAME
Accounts following you:
https://api.twitter.com/1/followers/ids.json?screen_name= USERNAME
Pending requests to follow you (if your Tweets are protected):

https://api.twitter.com/1/friendships/incoming.json

Your pending requests to follow accounts with protected Tweets:

https://api.twitter.com/1/friendships/outgoing.json

IMPORTANT: You must replace the text USERNAME in the URLs above with
your actual Twitter username. Do not include the @ symbol. For
example, if we were requesting information about our @Safety account,
we’d use the following URL:

https://api.twitter.com/1/users/show.json?screen_name=safety

For questions about Twitter APIs, please see our FAQs at

https://dev.twitter.com/docs/api-faq

Regards,

The Trust & Safety Team
Twitter, Inc., 795 Folsom Street, Suite 600, San Francisco, California 94107

E’ necessario rispondere affermativamente a questa mail. Solo quando Twitter riceve anche questa mail di conferma invieranno per e-mail tutti i dati del profilo da scaricare.

Possono volerci anche 30/40 giorni prima di ricevere i dati.

5) Ottenuti i dati personali, cercate di capire cosa vi è contenuto e cosa manca. In particolare, per quanto tempo Twitter ha conservato i log degli IP utilizzati? La privacy policy di Twitter dice che li possono trattenere solo per 18 mesi.
Ci sono dati che ti appartengono e che Twitter non ti mostra?

Privacyinternational chiede di segnalare a loro tutte le anomalie riscontrate.

I dati verranno inviati in un file zip abbastanza grosso allegato ad una mail.

Il contenuto della mail con i dati è questo:

We’re responding to your request for information about your Twitter
account @NOMEPROFILO. We’ve attached the following files:

– USERNAME-account.txt: Basic information about your Twitter account.
– USERNAME-email-changes.txt: Any records of changes of the email
address on file for your Twitter account.
– USERNAME-tweets.txt: Tweets of your Twitter account.
– USERNAME-favorites.txt: Favorites of your Twitter account.
– USERNAME-dms.txt: Direct messages of your Twitter account.
– USERNAME-contacts.txt: Any contacts imported by your Twitter account.
– USERNAME-following.txt: Accounts followed by your Twitter account.
– USERNAME-followers.txt: Accounts that follow your Twitter account.
– USERNAME-lists_created.txt: Any lists created by your Twitter account.
– USERNAME-lists_subscribed.txt: Any lists subscribed to by your
Twitter account.
– USERNAME-lists-member.txt: Any public lists that include your
Twitter account.
– USERNAME-saved-searches.txt: Any searches saved by your Twitter account.
– USERNAME-ip.txt: Logins to your Twitter account and associated IP addresses.
– USERNAME-devices.txt: Any records of a mobile device connected to
your Twitter account.
– USERNAME-facebook-connected.txt: Any records of a Facebook account
connected to your Twitter account.
– USERNAME-sources.txt: Links and authenticated API calls that
provide information about your Twitter account in real time.

All our records are maintained in UTC, which is the same as GMT for
time zone purposes. Any files or fields that are blank, or any files
that have no content between the PGP header and signature block,
indicate that no responsive records were found.

No records were found of any disclosure to law enforcement of
information about your Twitter account. It is our policy to notify
users of requests for their information prior to disclosure unless we
are prohibited from doing so by statute or court order. For more
information, please see our Guidelines for Law Enforcement at
http://support.twitter.com/articles/41949-guidelines-for-law-enforcement…

We searched for the specific information identified in your request
and have also provided other information associated with your Twitter
account. We have not provided all information that may be related to
you because of the difficulty of providing it, or because it may not
be to you or may reveal the nonpublic information of another user or
of Twitter. If there is other information that you are looking for,
please let us know so that we can consider your request. Our Privacy
Policy at http://twitter.com/privacy describes the information that
Twitter may collect and use and the limited circumstances in which
your private personal information may be shared.

Regards,

The Trust & Safety Team
Twitter, Inc., 795 Folsom Street, Suite 600, San Francisco, California 94107

L’utente Anne Helmond racconta la procedura e cosa ha ottenuto da Twitter.

Ha scoperto che Twitter possedeva tutti i contatti della rubrica dell’iphone, semplicemente per aver abilitato la funzione Find Friend. Se poi è sincronizzato con gmail, ovviamente anche quelli. Ecco come rimuovere questi dati da Twitter.

L’archivio contiene tutti i Tweet, ovviamente, non solo quelli che consentono le API e cioè i 3200 tweet più recenti.

C’è l’ID di ogni singolo tweet.
Per rivedere il Tweet su Twitter adesso basterà modificare questa URL: https://twitter.com/#!/username/status/tweetid
Cambia username con TUONOME e tweetid con il numero ID.

Questa è la visualizzazione del contenuto di un tweet:

I dati che Twitter rilascia sono in JSON, possono essere processati e analizzati.

Se inviate il fax a Twitter e richiedete i dati del vostro account, fatemi sapere come andrà, nei commenti, ok?

Come richiedere a Facebook l’archivio esteso dei nostri dati

Ho già spiegato come richiedere a Facebook ciò che sa di noi.

Aggiornamento. Facebook ora permette di scaricare un archivio dei nostri dati molto più ampio, come pubblicato su Facebook Public Policy Europe, se siamo Cittadini Europei.

Si chiama Archivio esteso.

Dal 2010 era possibile richiedere a Facebook e ottenere copia di ciò che il singolo utente aveva condiviso sul suo profilo: foto, post, messaggi, la lista amici e le conversazioni chat. Adesso si accede a categorie aggiuntive di informazioni: nomi precedenti, richieste di amicizia inviate, indirizzi IP dei luoghi dai quali ci siamo loggati su Facebook ecc.

La nuova funzione viene resa disponibile in questi giorni a tutti i profili e, in futuro, Facebook prevede di ampliare le informazioni disponibili per il download dei dati.

Dobbiamo dire grazie alle pressioni di Europe Vs Facebook.

Gli utenti Facebook possono scaricare copia dei dati del proprio profilo da qui https://www.facebook.com/settings?ref=mb (in fondo Download a copy of your Facebook data/Scarica una copia dei tuoi dati)

Nella pagina che si apre cliccare su “Archivio Esteso”. Verrà richiesta, per sicurezza, la password di Facebook.

Apparirà un pop up che dice “Potrebbe essere necessario un po’ di tempo per raccogliere le tue informazioni. In seguito ti chiederemo di nuovo di verificare la tua identità al fine di proteggere la sicurezza del tuo account.”

Cliccare su “Avvia al mio archivio“.
Si riceve un’e-mail quando l’archivio sarà pronto per essere scaricato.

Il download dei dati da Facebook è uno zip file contenente file html di profilo, bacheca, eventi, messaggi, note, liste amici; ,jpeg delle foto; mp4 dei video; un file indice/index per navigare il contenuto.
I dati possono essere utilizzati come archivio personale, per ritrovare file media (foto e video) e ricaricarli su Facebook. Non servono a molto nel caso volessimo esportare tutto su un altro social network.

Qui di seguito una tabella tratto dal report della commissione irlandese che mostra cosa si poteva scaricare prima da “Download Your Information”, cosa si scarica con l’archivio esteso e cosa Facebook ha promesso di aggiungere al download. Non è aggiornata agli ultimi cambiamenti (già in atto), dice molto sulle categorie di informazioni che saranno rese scaricabili a breve.

Annunci e pubblicità che coprono parti di Facebook

Post scritto per il Gruppo Antibufale su Facebook (siete tutti invitati).

Se cominciate a visualizzare annunci e banner pubblicitari in parti di Facebook dove non dovrebbero esserci è perchè, in qualche modo, sul vostro computer è stato installato un programma ADWARE.

Facebook spiega bene qui https://www.facebook.com/help/adware cosa accade e come fare per rimuovere questi programmi.

Le Inserzioni di Facebook non vengono mai visualizzate sotto forma di banner nella colonna centrale, superiore o sinistra della Pagina Facebook.

Se trovate inserzioni pubblicitarie in queste posizioni oppure annunci che lampeggiano o riproducono suoni automaticamente, probabilmente sul vostro computer è stato installato un adware.

I programmi elencati di seguito (https://www.facebook.com/help/?faq=225507867498721) dichiarano di offrire funzionalità speciali su Facebook, ma in realtà coprono le notizie della sezione Notizie e il profilo (diario) con annunci pubblicitari:

Facetheme . com
Pagerage . com
Profilecraze . com
Social-plus . com
Facicons . com
Facecoolsmileys . com
Iminent . com
Buzzdock . com
Connectbar . net
Elriel . com
Dropdowndeals . com
Pagemood . com
Sweetim . com

(se li scrivete su Facebook come link, vi segnala che sono link di SPAM, ecco perché ho separato dal punto)

Questi programmi dichiarano di offrire funzioni speciali su Facebook, come, ad esempio,
– vedere chi ha visualizzato il vostro profilo (diario)
– modificare il tema del profilo (diario),
e altre funzioni che non esistono in Facebook, per nessuno.

Questi programmi chiedono di scaricare del software che in pratica
– ricoprono il profilo (diario) con le inserzioni e gli annunci pubblicitari,
– rallentano il caricamento delle Pagine,
– compromettono la sicurezza del profilo.

Per effettuare la pulizia del profilo da questi annunci pubblicitari https://www.facebook.com/help/?faq=151337961603332

Operazioni di pulizia spiegate anche in un video ufficiale di Facebook Security:

Per rimuovere gli ADWARE bisogna
– controllare i componenti aggiuntivi e le barre degli strumenti del browser che utilizzi
– disattivare tutti i plug-in che dichiarano di offrire funzionalità di navigazione speciali (come i temi del profilo/diario o la possibilità di vedere chi sta visualizzando il tuo profilo/diario)
– cancellare la memoria cache del browser prima di accedere nuovamente a Facebook.

Per disattivare i componenti aggiuntivi del browser:

Mozilla Firefox
Strumenti > Componenti aggiuntivi > Estensioni

Safari
Safari > Preferenze > Estensioni

Google Chrome
Finestra > Estensioni

Internet Explorer 8
Strumenti > Gestione componenti aggiuntivi > Barre degli strumenti ed estensioni

Dove si trovano le Inserzioni di Facebook?

- Le inserzioni vengono visualizzate nello spazio pubblicitario nella colonna a destra delle pagine di Facebook. Le inserzioni possono essere visualizzate su diversi tipi di pagine, comprese quelle delle applicazioni, delle foto, dei gruppi, delle Pagine, dei profili (diari) e la home page.

– A volte, i contenuti delle inserzioni di Facebook vengono associati ad azioni sociali (ad esempio il fatto di cliccare su “Mi piace” su una Pagina) eseguite dai tuoi amici.

– Nelle inserzioni di Facebook, è possibile che i tuoi amici vedano le notizie relative alle azioni sociali che hai eseguito. Tali notizie verranno mostrate solo agli amici confermati e saranno conformi alle impostazioni sulla privacy che hai configurato per il tuo account. Se viene usata una foto, sarà quella del tuo profilo, non una presa dai tuoi album.

– Facebook non vende le tue informazioni agli inserzionisti.

– Facebook adotta sempre delle misure per proteggere la tua interazione con applicazioni di terzi e reti di inserzioni.

Praticamente nudi online

Il video della Commissione Europea sul tema della tutela e protezione dei propri dati personali in rete. Più chiaro di così non si poteva spiegarlo!

Occhio! Ogni volta che prenotiamo un biglietto aereo, ci localizziamo su Facebook o Foursquare, tagghiamo qualcuno insieme a noi, ogni volta che navighiamo in rete, comunque cediamo informazioni che ci riguardano, più o meno personali, abitudini, ciò che ci piace e ciò che non ci piace.

Online riveliamo sempre molto più di quello che pensiamo. Prestiamoci molta attenzione!

L’ho visto da Gigi Cogo

Abitare i social network: uso responsabile e consapevole

Queste le slide della seconda lezione del corso di formazione docenti “Essere cittadini attivi e responsabili nei social network” presso URS Lombardia.

Come richiedere a Facebook quello che sa di noi

Dopo il post precedente su ciò che Facebook sa di noi, ho pensato che potesse essere utile a tutti sapere come richiedere questi dati.

Le informazioni le fornisce lo stesso Facebook qui https://www.facebook.com/help/?faq=302796099745838

Abbiamo a disposizione uno strumento self-service che ci consente, in quanto utenti Facebook e cittadini europei, l’opportunità di accedere ai nostri dati personali archiviati da Facebook in conformità con quanto stabilito dalla direttiva UE 95/46/EC.

Ecco la procedura per ricevere i nostri dati contenuti su Facebook, passaggio per passaggio:

– Accedi allo strumento self-service di accesso ai dati.
– Clicca sul menu Account in alto a destra di qualsiasi pagina di Facebook.
– Seleziona Impostazioni account
– Clicca sul link in fondo alla pagina, “Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook”

Per scaricare le informazioni di Facebook che ci riguardano, cliccare su “Avvia al mio archivio”

Cosa contiene?

Cosa include il tuo archivio?
Tutte le foto o i video che hai condiviso su Facebook
I tuoi post in bacheca, messaggi e conversazioni in chat
I nomi dei tuoi amici e alcuni dei loro indirizzi e-mail
(Nota: includeremo solo gli indirizzi e-mail degli amici che hanno attivato questa opzione nelle loro impostazioni account).

Cosa non include il tuo archivio?
Le foto e gli aggiornamenti di stato dei tuoi amici
Informazioni personali di altre persone
Commenti che hai fatto sui post di altre persone
Attenzione: proteggi il tuo archivio

Il tuo archivio di Facebook include informazioni riservate, come i tuoi post in bacheca privati, le tue foto e le informazioni del tuo profilo. Tienilo a mente prima di salvare, inviare o caricare il tuo archivio su altri siti o servizi.

Apparirà questo:

Potrebbe essere necessario un po’ di tempo per recuperare le foto, i post in bacheca, i messaggi e le altre informazioni che hai inserito su Facebook. Ti chiederemo inoltre di dimostrare la tua identità per aiutarti a proteggere il tuo account.

Cliccando, Facebook ci avvisa che riceveremo una e-mail quando il nostro archivio sarà pronto per essere scaricato.

Quali vantaggi otterrò scaricando le mie informazioni da Facebook?

Il mantenimento di una copia delle tue informazioni (su Facebook o qualsiasi altro servizio Web) ti consente di controllare gli elementi che condividi.

Tale copia, inoltre, potrebbe risultare utile se alcune delle informazioni in essa presenti sono disponibili esclusivamente su Facebook. Potrebbe capitarti, ad esempio, di perdere il tuo cellulare, nel quale sono memorizzate molte foto che andrebbero altrimenti perse. Se hai caricato queste foto su Facebook, il download delle tue informazioni ti consentirà di ottenerne una copia direttamente sul tuo computer.

E, ancora, sempre dalle FAQ di Facebook:

Quando scarico le mie informazioni da Facebook, quali dati vengono inclusi nel file?
Quando scarichi le tue informazioni, il tuo file includerà:
– Le informazioni del profilo (diario) (es.: le informazioni di contatto, gli interessi e i gruppi)
– I post in bacheca (diario) e i contenuti pubblicati sul tuo profilo (diario) da te e i tuoi amici
– Le foto e i video che hai caricato sul tuo account
– La lista dei tuoi amici
– Le note che hai creato
– Gli eventi a cui hai risposto
– I tuoi messaggi inviati e ricevuti
– I commenti fatti da te e dai tuoi amici sui post in bacheca (diario), le foto e altri contenuti presenti nel tuo profilo (diario)

Ricordiamoci che troveremo anche tutto ciò che abbiamo cancellato!

Non è possibile scegliere quali informazioni scaricare. Facebook ci concede l’intero file. Tutto insieme.

Quali sono le misure di sicurezza attraverso cui Facebook ci assicura che nessun altro possa scaricare copia delle nostre informazioni?

Facebook chiede di confermare la nostra identità prima di poter completare il processo con l’invia di una e-mail all’indirizzo di posta elettronica registrato per il nostro account Facebook.

In modo che Facebook abbia a sua volta la sicurezza che sia stato l’utente ad avviare il processo.
Alla ricezione della mail, occorre re-inserire la password.

Se utilizziamo in quel momento un computer pubblico o uno da cui non accediamo spesso al nostro account, Facebook potrebbe anche chiedere di identificare alcuni amici attraverso una serie di foto che ci presenta oppure o di risolvere un captcha tramite SMS.

Attenzione: il file che contiene tutta la nostra storia su Facebook è ovviamente un file che contiene informazioni personali che dovrebbero essere riservate. Dovrebbe essere quindi nostro personale interesse archiviarlo in modo che altri non leggano, se riteniamo contenga informazioni troppo personali.
Attenzione anche a condividerlo altrove.

Ho appena richiesto i miei. Sono curiosissima di sapere quante pagine PDF conta la mia vita su Facebook dal…2007!

Ovviamente poi ve lo dico, appena mi arrivano.

Cosa sa Facebook di noi

Qualche mese fa un ragazzo austriaco, studente universitario in Legge, Max Schrems chiese a Facebook di inviargli tutti i dati che Facebook possedeva e che lo riguardavano, cioè riguardavano il suo account e ciò che vi aveva postato e le relazioni dell’account con gli amici ecc.

Tutti i cittadini Europei hanno diritto di fare questa richiesta a Facebook perchè Facebook ha sede a Dublino, in Irlanda. Dopo qualche tempo, Facebook inviò a Max un CD con ben 1222 pagine PDF che lo riguardavano. – Per saperne di più su questa storia il sito è questo: http://www.taz.de/facebook-en

Intanto vi posto questo breve video in cui è ben mostrato cosa Facebook sa di noi:

Spesso non pensiamo a quello che postiamo su Facebook, un aggiornamento di status, un link condiviso, un like messo da qualche parte, un commento lasciato sulla bacheca di un amico o una discussione o ancora un messaggio privato. Tutto questo moltiplicato per tante volte, da quando abbiamo aperto il nostro profilo. Sicuramente molte cose non ricordiamo nemmeno di averle fatte, data la rapidità della comunicazione sui social network. Ecco, fermiamoci un attimo a pensare cosa Facebook sa di noi, quali nostri dati possiede, come mette in relazione tutto e, ovviamente, usa per le pubblicità mirate.

Nel video sulla storia di Schrems e delle sue 1222 pagine PDF ben si capisce che ogni singolo passaggio fatto sul sito di facebook da parte di ognuno di noi viene registrato, inclusi i messaggi che magari abbiamo anche cancellato. Lavoro, relazioni, foto geotaggate nostre e di altre persone che ci hanno incluso. Foto di cui si sa esattamente a che ora sono state scattate, con quale telefonino e dove. 1222 pagine…pare che la traduzione inglese di “Guerra e Pace” sia 1400 pagine, fatevi un po’ i conti. Non oso nemmeno immaginare di quante pagine sia composta la mia storia su Facebook.

Amicizia prof e alunni su Facebook

La notizia di oggi da Repubblica: una circolare (interna? del Dirigente?) della scuola media di Albisola Superiore vieterebbe l’amicizia tra docenti e alunni.

Poche parole: “I PROFESSORI non possono dare l’amicizia su Facebook ai loro studenti”

Intanto: se hanno meno di 13 anni, gli alunni di questa scuola media non dovrebbero neanche esserci su Facebook. Il fatto che ci siano è un problema educativo (per famiglia e scuola) che va affrontato in maniera costruttiva, non vietato e nemmeno ignorato.

Pare che il Preside di Albisola Superiore abbia preso ispirazione dal Missouri dove, con la Senate Bill 54, si vietava ai professori di avere contatti sui social network con gli studenti, per proteggere i minori da eventuali approcci a sfondo sessuale o non proprio “educativi”.

La legge del Missouri è stata poi cambiata: a seguito delle proteste dei docenti e della popolazione, è stata giudicata, ovviamente, anticostituzionale. Nessuno lo dice, nei vari articoli che sto leggendo in merito alla questione amicizia professori/studenti su Facebook, Si o No, vietare o permettere…

In Missouri la cosidetta Facebook Law non vige più, al contrario, tutti i distretti scolastici a partire da Marzo 2012, dovranno seriamente adottare o creare le proprie policy per l’uso dei social network.

Molto più giusto e al passo con i tempi e le dinamiche di rete che non si possono certo vietare.

Tempo fa avevo scritto un post sul divieto in Canada, per i prof, di avere amici gli studenti.

 

 

Anche il Professional Advisory on the Use of Electronic Communication and Social Media non era altro che una sorta di codice di comportamento e comunicazione che gli insegnanti dovrebbero tenere nei confronti dei minori con cui si relazionano.

Il piano su cui voglio spostare la riflessione è sempre quello della Formazione dei formatori.

Non è questione di vietare o non vietare relazioni di amicizia su Facebook tra docenti e alunni. E’ questione di capire come dovrebbero rapportarsi i docenti in una relazione in primis sociale, poi didattica, che include, a qualunque livello, anche i social network e quindi l’interazione online attraverso mail, chat, social network ecc.

Io sono dell’idea che un docente debba operare sempre secondo ben precisi standard comportamentali e presentarsi quindi sempre all’esterno come professionista dell’educazione e quindi modello per i ragazzi. Aggiungo: ed essere sempre se stesso. In classe, come online.

Al dirigente che vieterebbe l’amicizia su Facebook ai propri docenti (io questa circolare la vorrei proprio vedere) risponde un altro Dirigente che la vede esattamente all’opposto e, anzi, incentiva l’uso degli strumenti di comunicazione online (e Facebook è esattamente questo, non il proprio diario segreto).

Il dibattito in rete si sviluppa su due principali posizioni da parte di docenti e presidi:

– Mai dare l’amicizia agli alunni, per maggiore privacy e per mantenere distinti i ruoli che Facebook, invece, metterebbe sullo stesso piano. Eventualmente si diventa “amici” solo quando diventano ex-alunni

– Facebook può essere uno strumento di comunicazione, relazione, didattica quindi perchè no? Con le giuste impostazioni di privacy e, ovviamente, non invadendo le bacheche degli alunni.

Ricordo a tutti, adulti e adolescenti, la “Regola della Nonna” per Internet e  Social Network che vado professando nelle mie lezioni:

Ho aperto una discussione pubblica direttamente su Facebook, dove ho chiamato in ballo (taggandoli) colleghi prof, dirigenti, alunni.

Eh già, perchè la mosca bianca potrei essere io: la prof che accetta l’amicizia degli alunni (di ogni ordine e grado) su Facebook, senza problemi. Vado in giro a spiegare come utilizzare al meglio i social network e magari farci anche didattica, dopo tutto.

Sono la stessa identica persona nella vita, in classe, al supermercato, sui social network e sul blog e, di conseguenza, gestisco le mie relazioni sociali in tutti i casi, off e online allo stesso modo. L’autorevolezza e il rispetto come prof non viene certo sminuito dall’amicizia su un Social Network che ci mette, in teoria, tutti allo stesso livello.

Ricordiamoci che l’amicizia su Facebook non è amicizia, nello stretto senso della parola. E’ far parte uno nella rete sociale dell’altro. Facebook è un posto pubblico, una piazza, nella quale possiamo decidere da chi farci ascoltare e vedere (le benedette impostazioni di privacy che nessuno pare conoscere), pur sempre in una piazza.

La “confidenza” e l’accesso alle nostra vita privata siamo noi a regolarlo. Facebook ci consente innumerevoli opzioni di condivisione, oramai, per fare in modo che ci legga solo chi vogliamo noi.

Pare che la relazione “amicale” su Facebook crei imbarazzo ai docenti che leggono sulle bacheche dei ragazzi cose che non vorrebbero leggere/sapere, ai docenti che non vogliono che i ragazzi leggano le loro cose private.

Non agli alunni. Infatti, di solito, sono gli studenti che chiedono l’amicizia ad un professore. Quando inviano la richiesta, sono forse più consapevoli (vivendo molto di più su Facebook degli adulti) che i prof potranno farsi “i fatti loro” e “spiarli” ed, allo stesso tempo, loro “farsi i fatti dei prof”.

Mai pensato di inserire gli alunni in una apposita lista amici alla quale ridurre al minimo le possibilità di interazione/visione delle nostre cose? Ad esempio.

Il problema non è Facebook. Le “cose imbarazzanti” sulle bacheche degli uni e degli altri diventano un problema solo perché chi scrive non si rende conto di scrivere comunque in piazza.

Facebook è solo uno strumento. Dipende dall’uso che ne fanno le persone. Le persone, prima di usarlo, dovrebbero sapere esattamente come funziona lo strumento. Questo non mi stancherò mai di dirlo e di spiegarlo.

Puoi non essere amico su Facebook con l’alunno o col prof, se uno dei due ha qualcosa di compromettente da nascondere e la passa attraverso un social network, ha vita breve lo stesso. Lo si viene a sapere come in un piccolo paesello. Non è Facebook il problema. E’ quello che ci mettiamo sopra con leggerezza.

Don Bosco diceva che per conoscere veramente i ragazzi ed entrare realmente in relazione con loro (ed è il minimo per un docente, no?) devi arrotolarti le maniche della camicia e scendere in cortile, in mezzo a loro, a giocare. Come uno di loro. Ottieni rispetto, conoscenza reciproca e possibilità di aprirti un varco ed arrivare al punto accessibile al “bene” che ognuno di loro possiede. Anche il più “delinquente”.

Riportando tutto ad oggi, è necessario essere su Facebook insieme a loro, per conoscerli ed entrare in relazione. Attenzione: parlo sempre di relazione educativa. Nel rispetto dei ruoli. Ergo: io i “fatti loro” non me li vado a fare sulle loro bacheche, se non è strettamente necessario. Perché li rispetto. Quando mi accorgo di cose che “non dovrei sapere”, nel momento in cui le apprendo e reputo, da docente, che ci sia bisogno di un intervento, intervengo (non su Facebook, in pubblico, mi pare ovvio, ma di persona, nei modi e nei tempi più adatti).

Come insegnante ho sempre un ruolo educativo nella loro vita e ritengo mi competa trovare la via giusta per intervenire. Il mio essere insegnante non si esaurisce al suono della campanella e ci vediamo domani. Fino a domani ognuno per la sua vita.

Se così fosse, anche incontrare per strada o al supermercato gli alunni, scambiarci due chiacchiere amichevoli e farsi due risate, dovrebbe essere vietato da una circolare. Se, poi, hai la sfortuna di vivere nello stesso condominio dove vive qualche alunno, guai a te se lo saluti o gli rivolgi la parola in ascensore.

La chiusura, il divieto, a priori è il vero male.  L’educazione all’uso degli strumenti di comunicazione in rete è la chiave. Per prof e per studenti, anche in separata sede. Educazione al saper stare stare in pubblico (che è quello che si fa quando si abita un social network: si è in pubblico), educazione a gestirsi i “fatti propri” sapendo utilizzare bene le opzioni di privacy, educazione alla relazione che non può più prescindere dalla relazione attraverso la comuncazione in rete.

Vi riporto il parere di due studenti della mia scuola, presi dalla discussione sulla mia bacheca:

non è necessario mettere un divieto assoluto sulle amicizie di fb dato che non si devono per forza accettare, se un prof lo ritengo “adatto” ad averlo su fb perché non condividere delle info con lui??? ( e viceversa il prof dovrebbe fare lo stesso ragionamento), anche per uno scambio di pareri come questo???

Non trovo nulla di male nell’amicizia alunno-prof ! Come ben sappiamo x noi la classe é una seconda casa!noi ragazzi ci relazioniamo e parliamo di tutto con i nostri docenti…se qualcosa non si vuol far sapere non si scrive nemmeno!quindi non so dove sia il problema!

E’ questione di fiducia. Loro non hanno nulla da nascondere, noi nemmeno.

Qui un esempio di progetto a tema “Sicurezza e privacy sui social network“. Molti altri sono in corso in varie scuole, molti docenti approfittano proprio della possibilità di comunicazione e relazione offerte da Facebook per migliorare la didattica.

Non bisogna nemmeno essere “amici” per utilizzare Facebook come strumento didattico. Basta utilizzare pagine, meglio ancora gruppi, avere degli obiettivi ben precisi su cui convogliare la partecipazione via social network, non essere invadenti sulle bacheche altrui, non controllare ma relazionarsi.

Abitare insieme uno spazio sociale fatto di relazioni tra persone.

Quanti tra i colleghi docenti hanno letto i consigli che Facebook stesso mette a disposizione degli educatori e degli insegnanti? (Facebook for Educators e molto altro su http://facebookforeducators.org/)

In sintesi i consigli per una relazione docente/studente su Facebook sono: usare Gruppi e Pagine per comunicare con gli studenti. Nei Gruppi i membri non sono obbligati anche ad essere reciprocamente “amici” su Facebook. I gruppi possono essere “aperti,” “chiusi,” o “segreti.” Nei gruppi chiusi il contenuto è privato e riservato solo ai membri. Nelle Pagine, che sono pubbliche, l’interazione tra studenti e docenti dovrà essere aperta, trasparente ma anche sicura. Se le modera un docente, ci sono gli strumenti adatti. Non c’è bisogno di essere “amici” anche nel caso delle Pagine. Basta cliccare “Mi Piace” ed utilizzare l’ambiente creato per le comunicazioni, per dare i compiti, per condividere risorse e note, per portare avanti conversazioni sui più svariati argomenti.

Ho messo tantissima carne al fuoco, mi rendo conto.

Voi che ne pensate?

Quello che fai in rete potrebbe essere indelebile

Quello che fai in rete potrebbe essere indelebile.
Anche se lo fai per scherzo.
Anche se chi hai fotografato, filmato e taggato era consapevole e magari ci ha scherzato su insieme a te.

Il tag del nome (nostro o dei nostri amici) abbinato ad una foto su Facebook, ad un video su Youtube, ad uno status su Facebook e su Twitter ecc., potrebbe essere indelebile.
Potrebbe ritornare a galla tramite una banale ricerca su Google.
Magari nel momento in cui ti presenti ad un colloquio per un lavoro.

Cercare informazioni e curiosità su una persona attraverso Internet e Facebook: lo fai anche tu, dopo tutto. Perchè non dovrebbe farlo chi ti potrebbe offrire un lavoro?

Posta sempre sui social network considerando le opzioni di privacy che hai a disposizione, prima di inviare rifletti su chi può vedere quello che posti.

Considera che chi può vedere le tue cose, può anche condividerle a sua volta e non sempre ti chiederà l’autorizzazione.

Immaginati in una piazza o al bar. Per quanto tu possa confidare qualcosa solo a chi ti è accanto, sei in uno spazio aperto e pubblico. Nessuno ti assicura che altri non abbiano ascoltato, visto, curiosato. Anche solo per caso. E diffuso a loro volta.

E siccome un video dice più di mille parole:

Questo video l’ho scoperto tra i premiati da Vodafone in un contest su Identità digitale e reputazione online, Tutela della privacy, Adescamento online, Cyberbullismo

Post dedicato agli studenti della mia scuola, loro sanno perchè.

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