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Twitter: 10 cose che devi assolutamente smettere di Twittare

A breve Twitter sarà (anche) in italiano, dal momento che ha annunciato l’avvio delle traduzioni in Italiano, Francese, Spagnolo e Tedesco. La traduzione verrà effettuata, gratuitamente, dagli stessi utenti Twitter. Come potete leggere qui per l’Italia sono stati invitati diversi blogger e utenti Twitter che, volontariamente, parteciperanno alla traduzione. Se volete partecipare, offrendovi volontari, occorre segnarsi qui: http://twitter.com/translate#translate_signup e aspettare di essere selezionati da Twitter. I traduttori ammessi all’interfaccia di traduzione in crowdsourcing sono quelli che sul loro account Twitter recano il badge in alto a destra.

Detto ciò, si prevedono invasioni e orde di cavallette. Nuovi iscritti a Twitter che finalmente parla italiano (come avvenne per Facebook, per capirci, non appena è stata resa disponibile la traduzione italiana).

Allora volevo segnalare per l’ennesima volta la Guida aTwitter for Dummies, scritta da me tempo fa, ma sempre attuale e questa pagina del mio blog da cui partire per esplorare servizi, applicazioni e consigli vari sempre per utilizzare Twitter al meglio.

E volevo soprattutto dirvi cosa NON dovete ASSOLUTAMENTE più Twittare per non essere noiosi e perdere Followers!

10 cose che devi assolutamente smettere di Twittare via http://theoatmeal.com/comics/twitter_stop Created by @oatmeal

Quello che stai mangiando quando stai mangiando.

L’essere esperto di Social Media quando, non solo non lo sei, ma c’è gente che ne sa molto più di te.

Le conferenze a cui partecipi, secondo per secondo. Peli del naso del relatore, compresi.

Smetti di twittare di twitter twittando che twitti di twitter. Ci siamo capiti? Please Retweet!!

Quello che fai per mantenere la linea. Non frega a nessuno che hai fatto corsa un’ora. Soprattutto se poi twitti anche che ti strafoghi di gelato.

Del tuo gatto, cane, canarino, tartaruga, pesce rosso non frega veramente nulla a nessuno.

Parlare fuori da ogni contesto conosciuto e sconosciuto. Hai presente “Che cavolo stai dicendo Willis?” Ecco.

Tutte le foto che scatti, le foto della tua faccia, davanti alla webcam, per dire quanto son figo, quanto son bello.

Le emozioni che ti passano per la capa. Soprattutto quando ti fai le domande, ti dai le risposte che son dentro di te, si proprio quelle sbagliate.

Basta!! Non interssa a nessuno che hai raggiunto i 100 o i 1000 o i 2000 followers. Non è una gara.

(SI E TE LO DICO PROPRIO IO!!)

Internet nella didattica non può essere solo “Google, wikipedia, cut & paste. Print”

Foto di catepol

Foto di catepol

Foto scattata da me questa mattina.

Non siamo al corso di Letteratura Italiana di una Facoltà di Lettere. Non siamo neanche in un liceo. Io stessa stento a recuperare un paio di nomi da un qualche angolo della memoria a lungo termine. Eppure ho fatto un liceo, presentato Italiano agli esami di Maturità vecchio stile, dato due esami di Letteratura italiana con 30 nonostante studiassi Lingue.

Questa la lavagna stamattina. Un elenco di 40, e sottolineo 40, autori più o meno conosciuti della Letteratura Italiana tra ’300 e ’400. E la consegna: “Per casa sceglietene 4 o 5 a testa e fate una ricerca su internet, vita e opere”.

Il collega è impazzito? Oppure ha bevuto? E’ l’ultimo dei professionali quello in cui ci troviamo, questi è già tanto che riconoscano in mezzo all’elenco Dante, per sentito dire, forse Petrarca, magari Boccaccio se son stati fatti i riferimenti ai racconti giusti, quelli un po’ piccanti.

40 autori. Tutti insieme. Boccheggiavano nel copiare l’elenco sul quaderno. Annaspavano, roteavano gli occhi. “Ma tutti questi, professore???”

Mi dice il collega: “Lo faccio perchè DEVONO almeno una volta nella vita sentir parlare di tutti, sapere che sono esistiti, cosa hanno scritto. Lo faccio per la cultura!”

Tutti i torti non ha, è un metodo strano, ma è un metodo. Non è mio compito giudicare la didattica del collega, mi faccio un po’ i fatti miei. Conosco il contesto, il collega, il contorno. Non funzionerà.

Information overload. Un elenco così lungo anche un adulto non lo ricorda, per sentito dire.

Ora, però, una considerazione la voglio fare.

Nell’era di internet, ognuno dei ragazzi è in grado di affrontare questo compito. Ci vogliono neanche 10 minuti a tirar giù vite e opere di 4 o 5 autori da Wikipedia. E i ragazzi lo sanno. E’ quello che ha chiesto il prof. Ci fosse un secchione tra loro, consiglierei di perderci un quarto d’ora in più e tirare giù le schede di tutti e 40 gli autori scritti alla lavagna. Non costa nulla, cut & paste. Fatto uno, fatti 4 o 5, fatti tutti. Cut & paste. Senza leggere. Senza capire.

Io lo avrei fatto da alunna, io lo facevo. Son punti “La ragazza è volenterosa” guadagnati che fanno molta bella impressione e a fine anno si traducono in voti positivi.

Nell’era di internet il task assegnato (le ricerche) sarà portato in classe da tutti. Ma internet che valore aggiunto ha dato alla didattica? Quanto ha contribuito ad accrescere la cultura degli alunni in questione?

Poco. Nulla. Avranno risparmiato solo il tempo e la fatica di trovare sull’enciclopedia e copiare sul quaderno. Le dita faranno meno male.

Google, wikipedia, cut & paste. Print. Son tre click ad autore.

Nell’era di internet non puoi fermarti alla ricerchina da wikipedia. Eppure il collega questo farà. Al compitino stampato e presentato corrisponderà un voto, positivo, posso scommetterci. Quanto son bravi i ragazzi di oggi col computer. Sanno trovare le informazioni. Il miracolo di internet, insomma.

Quanti di loro impareranno almeno uno degli autori prescelti? Sapranno dire non solo quando è nato e quando è morto, leggendo di straforo l’A4 stampato? Avranno voglia di leggere una delle opere? Si appassioneranno?

Nell’era di internet, tutto è facile, tutto si trova. Nell’era di internet gli studenti si son fatti furbi.

Nell’era di internet, il collega purtroppo, pensando di stare al passo coi tempi, innovare la didattica, usare le tecnologie in classe per motivare gli alunni, sarà soddisfatto del prodotto ottenuto.

Peccato che il solo ” Google, wikipedia, cut & paste. Print. ” non avrà attivato alcun processo, nè voglia di saperne qualcosa in più.

Peccato solo che per far scrivere alla lavagna e copiare l’elenco dei 40 autori si siano sprecati 20 e passa minuti di aula, di lezione frontale, in cui non s’è dato nulla agli studenti, se non la tranquillità che “Sta finendo l’ora, per oggi è fatta!”

Epilogo: ad un certo punto la profe @catepol tirò fuori dalla borsa il suo iphone e scattò la foto alla lavagna. “Prof. ma fate le foto in classe???” (ok, confesso, anche un paio di “Prof. che figata, avete l’iphone!”). La mia alunna non aveva finito di copiare l’elenco, alla collega dell’ora successiva serviva la lavagna.“Così posso dettarglielo e la collega può cancellare!” la mia risposta. “L’alternativa è che io perda 10 minuti a mia volta a copiarli a mano, e sinceramente, vorrei lavorare!”

“Prof. siete un genio! Potevate dirlo prima anche a noi, così non perdevamo tutto questo tempo a copiare e magari facevamo lezione”

Eh già, le tecnologie nella didattica sono un mezzo, un supporto al processo di insegnamento/apprendimento. Non un fine. Ma ve lo spiego la prossima volta.

Suggerisco però di leggere in merito i post di Gianni Marconato: “Le tecnologie non servono” … “a meno che…

PS il n. O dell’elenco è il mio collega, che neanche s’è accorto della presa per i fondelli. No, per dire.

Meemi è tutto nuovo!

Ricevo e inoltro dal mio amico Capobecchino, boss di Meemi.

immagine-4

Ehi, conosci già Meemi, il social network / microblog tutto italiano?

(ovviamente mi trovate qui http://meemi.com/catepol/)

Meemi è il modo più semplice per condividere testi, citazioni, immagini, link preferiti, organizzare eventi con familiari ed amici, collezionare video, conoscere nuovi amici e seguire la loro presenza nel “rumore di fondo” di ogni giorno attraverso la condivisione delle loro emozioni.

Il primo agosto festeggiamo il secondo compleanno di questa piattaforma quasi familiare, una community di persone a cui piace non prendersi troppo sul serio e dove lo sfottò amichevole è la regola.

Meemi è cresciuto. Abbiamo rifatto la grafica ed abbiamo un nuovo layout (compresa una riorganizzazione dei menù). Ora puoi visualizzare i messaggi sia come discussioni (thread) che come flusso naturale (stream). Ed è arrivata anche una nuova versione mobile (http://meemi.com/m/), raggiungibile dal tuo telefonino o dal tuo iPhone.

Vuoi una lista delle nuove funzionalità? Eccoti accontentato:

* Autocompletamento degli screen name nella sezione privata (rende più
semplice inviare un messaggio privato ad uno o più amici)

* Discussioni private (molto utile in un gruppo di lavoro)

* Ricerca (ora è possibile ricercare utenti o tutti i meemi scritti da
una determinata località)

* Calendario (per condividere ed organizzare i propri eventi, vedere
quelli condivisi dai propri amici e i compleanni dei nostri contatti)

* Compleanni (ti vengono segnalati i compleanni dei tuoi contatti
nella barra laterale)

* Impostazione dei canali direttamente dal testo, come in Twitter
(scrivendo una parola preceduta dal cancelletto “#” si crea
automaticamente un canale)

* Nuvola totale e giornaliera dei canali di ciascun utente e dei suoi
amici (una funzione presente da sempre ma che ora è molto più
evidente)

* Possibilità di condividere a propria volta i post (con il reshare si
dà più visibilità ad una notizia che vogliamo far leggere anche ai
nostri amici)

* Condivisione di immagini da webcam (mostra il tuo faccione e le tue
emozioni su Meemi)

* Invio dei post con testi e immagini via email (utile soprattutto per
gli utenti iPhone, ma non solo per loro: tutti possono inviare foto
dal proprio cellulare al loro indirizzo su Meemi e, con i modelli più
recenti, anche MMS)

Sei curioso di vederci all’opera? Puoi iscriverti, gratis naturalmente, su http://meemi.com. Provalo, ne vale la pena! ;)

Ma arriviamo alla vera ragione di questo messaggio. Meemi cerca
sponsor e finanziatori per continuare il suo percorso e realizzare
tutte le altre idee che abbiamo in serbo per la nostra piattaforma.

Qualche anticipazione? Beh, video in tempo reale, chat tra utenti,
gruppi e un sacco di altre novità.

Noi siamo convinti sia un ottimo investimento, ma non ti chiediamo
certo di crederci sulla parola, siamo di parte, molto di parte!

Se vuoi più informazioni su Meemi e sulle sue potenzialità, scrivi a
enrico@meemi.com, che ti fornirà tutte le informazioni che  ti possono
servire.

Ciao,
Il team di Meemi


Enrico Scognamillo
http://meemi.com/capobecchino

[Post lungo]: Insegnare la lingua allo straniero

Riflettevo sulle classi separate per gli stranieri, sull’educazione linguistica, sulla didattica della L2 (dicesi L2 una seconda lingua da insegnare a qualcuno), sul post di Leonardo, sui bianchi, sui neri, sulle differenze, sulla Gelmini e il suo decreto discutibile, sulla confusione di cui parla Lia, ecc…

Se ne leggono tante in questi giorni.

Qualcosa non mi torna. Umanamente e linguisticamente parlando.

(foto di Night Owl City)

Abbiamo memoria corta, è assodato, però come si fa a non tener conto NULLA o quasi del passato, di quanto abbiamo studiato, di cose già successe, argomentate e verificate…(e della Costituzione Italiana, aggiungo)??

Mi son venute in mente alcune cose lette e studiate (varie materie afferenti al settore “Linguistica” studiate all’università e superate con bei voti, varie argomentazioni studiate per preparare i concorsi a cattedra, quelli superati i quali poi sei abilitata anche ad insegnarle le tue materie, corsi di aggiornamento, seminari, convegni, libri letti e sottolineati, dispense, appunti e chi più ne ha più ne metta).

Tempo perso? Contenuti inutili, seppur scientifici? Cultura che non serve? Robe superate?

Il cappello era necessario. Il post è lunghetto. Ti avviso, così puoi valutare se leggerlo tutto o no.

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Twitterlearn: impara le lingue via Twitter

 

Twitterlearn, un nuovo servizio di Radio Lingua Network per imparare le lingue straniere. basta registrarsi per ricevere regolarmente e via Twitter quiz e domande per testare la tua conoscenza linguistica, al momento per Spagnolo, Italiano e Tedesco, ma è in arrivo anche il Francese.

Ogni serie è collegata ai podcast disponibili e il contenuto viene verificato attraverso quiz basati sul contenuto dei podcast da ascoltare. In molti casi il quiz riguarda una frase o una serie di parole da tradurre nella lingua straniera scelta. Cliccando sul link che rimanda al blog pubblicato in ogni ‘tweet’ si potranno controllare le risposte corrette sul sito.

Basta un twitter account e l’aggiunta tra i follower della lingua prescelta:

http://twitter.com/learnspanish

http://twitter.com/learngerman

http://twitter.com/learnitalian

Un metodo quanto meno innovativo per migliorare le competenze linguistiche!