Maledette presentazioni Powerpoint…

Ho preso l’abitudine di segnarmi cosa NON fare, quando partecipo a seminari, corsi, workshop in cui non sono io a parlare. Il titolo è volutamente ironico.

:)

Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire “Evviva! Finalmente!”
100% di uso del computer da parte dei colleghi che dovevano riferire. Nessuno a spiegare a braccio o senza supporto visivo. Ognuno con una presentazione Powerpoint più o meno multimediale da mostrare.
C’è speranza per la scuola digitale!

Contenuti interessanti. Ho partecipato tra il pubblico ascoltante fino all’ultima slide prevista.

Solo che…

20 presentazioni rigorosamente in Powerpoint con tutte le animazioni possibili e immaginabili utilizzate in una sola mattinata. Tutte. Le. Benedette. Animazioni. Tutte. Ho visto effetti che non pensavo esistessero.

Animata ogni santissima slide, o quasi.

Bella la prima foto che entra in dissolvenza, bello il primo titolo che entra dal basso verso l’alto saltellando. Alla terza animazione, però, mi viene l’orticaria. Ce n’è veramente bisogno?

Io tendo a non usarle mai, nelle mie presentazioni.
Metto le mani avanti: non sto dicendo che le mie siano più belle di quelle ascoltate e viste ieri, che so usare meglio Powerpoint (in realtà anche Keynote), che non si fa così.
Ho cambiato e cambierò stile comunicativo per le mie slide, correggendo man mano i diversi errori di impostazione che anche io continuo a fare. Ho tanto ancora da imparare.

Preparare una presentazione bella, comunicativa, efficace, che raggiunga lo scopo per cui è stata pensata, è qualcosa di complesso e si impara facendo, testando, ri-tarando il tutto, aggiornando, eliminando. Less is more, in effetti. Prima, difficilissima, regola delle presentazioni.

Statistica a spanne del seminario in questione: tutte le 20 presentazioni prodotte con Powerpoint, salvate come ppt o pptx. Un paio in pps. Keynote questo sconosciuto. Non pervenute soluzioni online tipo Prezi.
Il pc utilizzato per proiettare aveva solo Openoffice (comunque ottima scelta) installato. Ergo, non era mica detto che tutto funzionasse come era stato progettato in Powerpoint.

Che peccato! Il lavoro di ore ed ore, di tanti ppt e pptx con i caratteri più improbabili, le alabarde spaziali sulle foto e il rumore del proiettile quando entra una riga di testo, se hai solo Openoffice poi non rende bene!

Ecco un altro buon motivo per non eccedere con animazioni ed effetti!

Quando non si conosce il computer che verrà utilizzato, relativo software e versione, è banale, meglio portarsi dietro la presentazione in diversi formati. Ci sono maggiori probabilità che un PC legga il ppt e non il pptx. Purtroppo. Il PDF delle slide, male che vada la compatibilità Powerpoint/Openoffice, può salvare capra e cavoli. Così come le slide caricate preventivamente su Slideshare o similari, online. Perchè, per una legge non scritta, le chiavette usb potrebbero non funzionare/essere lette proprio quando servono. Anche se fino a un minuto prima funzionavano.

Vogliamo parlare della densità di lettere e paragrafi presenti in una sola slide? Alcune veramente pesantissime. Come se creare più slide con lo stesso contenuto (equivalente di due fogli Word fitti fitti, a volte) si pagasse di più. Non è che stai meglio in 10 minuti di intervento se compatti tutto in poche slide fitte fitte.

Se poi la leggi pure questa slide fitta fitta…

Non è che per raccontare la tua esperienza devi mettere proprio tutte le foto che hai scattato quando eri là. Bastano un paio di momenti significativi.

Ah, i template. Non è che più è colorata l’immagine di sfondo e più bella viene la presentazione. Le onde del mare, le scacchiere ecc. Sono pesanti, distraggono. Spesso non si abbinano al colore del font utilizzato.

Il font. Carattere sempre troppo piccolo, box testo messi quasi sempre a caso, non formattatti al loro interno.

Qui un po’ di consigli per migliorare le presentazioni, già che ci sono.

In ogni seminario che si rispetti arriva sempre il momento della presentazione che non si apre in nessun modo. Dopo vari tentativi del “tecnico”, c’è sempre un “tecnico” addetto in questi momenti, dopo lo spegni e riaccendi, la decisione. Stacca il portatile, prendi quello del relatore, dove sicuramente la presentazione funzionava, attaccalo al proiettore, fai partire, funziona.
Alla fine, tocca sempre al “tecnico” staccare il portatile, rimettere il portatile ufficiale, ricollegare il proiettore, controllare se tutto funziona come prima… Meno male che dopo lo stacca/attacca abbiamo fatto la pausa caffè!!

Termino con un video che ben riassume il fallimento della comunicazione attraverso una presentazione Powerpoint fatta sempre, perennemente, allo stesso modo, quello sbagliato.

E’ in inglese, ci si riesce comunque a riderci su. E tutto serve per imparare!

Enjoy!

[Collaborazioni] Catepol su Dettotranoi

Da qualche tempo io, Clarita,  StefaniaMelly collaboriamo con Unilever su Detto fra noi, sito per il quale scriviamo articoli, idee, iniziative e progetti che possono aiutarci nella quotidianità rispettivamente per le aree cibo, delizie, casacorpo.

A  me è stata affidata l’area cibo in quanto buona forchetta che adora curiosare tra culture, cibi, odori e sapori, conoscere e sperimentare mischiando ingredienti e sensazioni, senza smettere di imparare. Bè, io ci provo, una bella sfida per me raccontare altro rispetto agli argomenti di cui mi occupo di solito.

Articoli miei già pubblicati su Detto fra noiLo sfizio si toglie a tavola, L’ottimismo e la fantasia sono il sugo della vita. Almeno a tavola, 10 consigli per preparare ottimi primi piatti, Idee e ricettine finger food per quando hai tanti amici a cena, Alla scoperta dei condimenti e del gusto, Preso in castagna.

Altri verranno pubblicati da qui a dicembre. Seguimi anche di là, se ti va.

Facebook netiquette: altre regole d’oro da condividere con i contatti

Repubblica pubblica le 10 regole d’oro per gli utenti Facebook, la netiquette, le regole di comportamento e buonsenso per utilizzare al meglio i social network. Sono regole riprese da un post del 2009 di Shereweb, sempre valide.

Vediamo un po’ queste regolette di buon senso e questi consigli d’uso, le aggiungo a quelle per taggare (o non taggare) i contatti e alle attenzioni da dedicare alle impostazioni di privacy ed alla propria reputazione online.

Alcune le ho già scritte in passato, ma repetita iuvant, no?

NO a messaggi in codice sullo status, NO a messaggi dedicati a una persona che gli altri contatti non possono o non devono capire. Se vuoi dire qualcosa solo a qualcuno e non a tutti, usa i messaggi privati. Son là apposta.

Non inviare messaggi privati multipli con la mail di Facebook a venti (o anche più) destinatari tutti insieme .

Chi risponde a questi messaggi, risponde a tutti. E non c’è nulla di più odioso che essere costretti a ricevere messaggi di cui non ci interessa nulla. Se poi sono messaggi multi destinatario in cui pubblicizzi un evento, un prodotto, qualcosa… si chiama SPAM.

Evita come la peste messaggi del tipo “diffondi per favore”, “condividi anche tu”, “passaparola, ti prego” per le cause più assurde tipo le foche che muoiono in Papuasia. Facebook non è un megafono per tutte le cazzate che girano. Poi, magari quando servirà davvero passare parola, non lo farà più nessuno.

Diffondi e chiedi di diffondere solo se è veramente una buona causa. Evita di produrre rumore inutile.

Non pubblicare foto di pancioni di donne incinta o mentre allattano. E’ vietato dalle policy di Facebook, si lo so è discutibile, ma è così. Un capezzolo di una mamma che allatta è un seno e i seni son vietati da Facebook, ti chiudono l’account per “pornografia”, basta qualche segnalazione. A parte questo,  forse una donna incinta e il suo pancione, una mamma che allatta il suo bimbo, sono momenti un po’ troppo intimi da pubblicare, faresti lo stesso in una pubblica piazza?

Se lo fai, imposta almeno con attenzione chi può accedere alla visione di queste immagini e chi no.

NO alle foto del sabato sera, magari in cui siete sbronzi o comunque foto eccessive relative a momenti della vostra vita che non tutti dovrebbero vedere. Rileggiti le regole per taggare.

NON pubblicare foto con tag ad amici in situazioni imbarazzanti o oscene. Se lo facessero con foto che ti riguardano?

Facebook è una piazza e in un luogo pubblico gli atti osceni non si fanno.

NON pubblicare status che riguardano il tuo lavoro o la tua vita professionale: capo e colleghi leggono quello che metti in piazza e se metti in piazza anche i pettegolezzi pensando di non esser visto, fatti tuoi poi, se ci saranno reazioni.

Non usare la bacheca come una CHAT privata, perchè non lo è.

Facebook non può e non deve sostituire altri mezzi di comunicazione diretta con parenti e amici per le notizie  importanti che riguardano te e la tua famiglia: nascite e morti, auguri di compleanno o di altro tipo, malattie  ecc. Quando sono in gioco relazioni e sentimenti, forse è il caso di non affidare tutto ad una bacheca in pubblica piazza, forse è il caso di chiamare direttamente le persone care.

Non aggiungere contatti solo per fare a gara a chi ne ha di più. Attenzione alla rete sociale che costruiamo noi stessi, attenzione ai livelli di separazione con chi non vorremmo leggesse i fatti nostri, attenzione a quello che si condivide.

Ma quanti amici su Facebook?? Vi lascio con Dado… ve lo dice lui cosa è meglio. :)

Pagina 1 di 212
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: