Di Presidenti e letterine che viaggiano su Facebook

Fatto (in generale): un comunicato, anzi una lettera aperta, da un Presidente di Regione al Presidente del Consiglio, oltre che dai canali ufficiali, diretti e politici, oltre che dai comunicati inviati alla stampa, alle tv e all’informazione online locale e non, passa anche per Facebook.

Cosa c’è di strano? Nulla.

Nel 2013, anzi a inizio 2014, nulla. È il contrario che dovrebbe preoccuparci, è l’assenza dei canali social dalle dinamiche comunicative che dovrebbe impensierirci.

La Pagina del Presidente di Regione è il canale ufficiale di comunicazione disintermediata.
Seguita, letta, condivisa, commentata in maniera aperta, anche da chi non è allineato e schierato dalla stessa parte. Usata quasi quotidianamente, la pagina racconta, coinvolge, chiama alla riflessione e a volte anche all’azione. I numeri della pagina in questione parlano. Si raggiunge una bella fetta di cittadini, una buona visibilità esterna.

Facebook permette di taggare (cioè segnalare al destinatario della missiva che “hey, sto parlando con te, ti chiedo attenzione, altrimenti non sapresti che ti ho scritto”). Basta una @ e il nome.
Facebook permette, con molta trasparenza, anche ai cittadini, di leggere cosa un Presidente di Regione scrive al Presidente del Consiglio e, soprattutto, di commentare, diffondere, esprimere la propria opinione. E, si, certo, di saperlo anche prima di comprare il giornale in edicola il mattino dopo.

Così come Twitter. Canale che permette in 140 caratteri di mandare un messaggio e taggare (ebbene si, anche su Twitter si dice così, basta una @ e il nome utente). Nominare qualcuno in un tweet equivale sempre a dire “hey, parlo con te, leggi qua, altrimenti nel flusso questa cosa te la perdi”.

Nel linguaggio dei due socia media (Facebook e Twitter) è normale, quindi, segnalare con il tagging qualcosa a qualcuno. Nello specifico, il Presidente di Regione che scrive “anche” via Facebook e Twitter al Presidente del Consiglio, taggandolo, sta semplicemente usando il codice giusto, quello proprio dei due strumenti.

Che poi chieda ai suoi “followers” di fare da megafono della missiva, condividendo a loro volta, su Facebook e su Twitter, taggando a loro volta il Presidente del Consiglio, fa ancora parte del codice dei due strumenti, delle modalità di lettura e di dialogo.

Allargare la portata della lettera aperta, grazie a chi legge e condivide a sua volta, e arrivare al destinatario da più fronti. Ad ogni tag o mention, infatti, corrisponde una notifica al diretto interessato. O meglio, stiamo anche un po’ con i piedi per terra, una notifica allo staff social del diretto interessato (che comunque ha avuto la lettera dai canali ufficiali e tradizionali).

O qualcuno veramente pensa che il Presidente del Consiglio stia là, magari dal suo iPad, ad aggiornare il suo Twitter e la sua pagina Facebook? (così come quasi tutte le figure pubbliche)

Dal fatto generale, ai reali protagonisti, da cui prendo spunto per scrivere queste riflessioni.

Protagonisti: il Presidente neoeletto della Regione Basilicata, Marcello Pittella e la sua richiesta, per canali ufficiali in primis e poi anche via social, dello stato di calamità per le zone danneggiate dall’alluvione, al Premier Enrico Letta.

Per me è abbastanza ovvio che la “letterina” non sia stata scritta solo su Facebook.
Che Facebook e Twitter siano solo altri canali per arrivare non a Letta ma alla gente, lucana e non, per tenere ancora alta l’attenzione sull’alluvione e sui territori danneggiati.

È abbastanza ovvio.

Poi compri un giornale (a cui è arrivato il regolare comunicato stampa della lettera di cui sopra, che non ha sicuramente scoperto la lettera su Facebook) e leggi cose che ti fanno riflettere sulla percezione falsata che c’è della comunicazione – politica o meno – che utilizza i social e la rete per veicolare informazioni, con codici diversi e a contesti non immediatamente comprensibili, se non li si frequenta (cosa che invece la gente comune oramai fa, comunque).

Leggo e sorrido su quanto segue, riporto alcuni estratti dell’articolo.
Un post su Facebook, la lettera in questione, descritta come la letterina di Natale che, con le nuove tecnologie, diventa di facile invio per tutti.
Modo diretto di comunicare per i mortali.
Nel terzo millennio basta un click per leggere le dichiarazioni del Presidente.
La caduta dei miti se i carteggi tra un Governatore e un Premier avvengono via Facebook.
Per “disvelare” al cittadino semplice, così che tutto diventa meno misterioso e formale.
Tutto così semplice, lo scrivere su una bacheca Facebook.
Il cittadino “normale” che potrebbe obiettare: a scrivere una lettera al premier su Facebook potevo pensarci anche io, quindi a che serve la Regione?

“Fa specie, comunque, che tra premier e presidenti ci si parli attraverso un social network.”

“Basta un click, un post sulla pagina del presidente di turno, per risolvere qualsiasi problema.”

“Facebook batte tutto e tutti.”

Facebook come pozzo di San Patrizio, dove chiedere e imbustare le proprie doglianze, a portata di mouse.

“Ma il premier ha il tempo di leggere Facebook?”

Nell’articolo si legge infine che non si crede che la politica e l’amministrazione “abbiano più o meno credibilità in base alla quantità di mi piace”.

Pagina seguente, stesso giornale (La Nuova del Sud, Basilicata, pagg. 3/4 del 27 dicembre 2013).

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Non mi tolgo dalla mente l’immagine del Presidente Pittella che, brandendo un mouse, scrive su Facebook la letterina di Natale a Letta. L’immaginario collettivo è servito, il Gladiatore da oggi diventa il Gladiatore col mouse.

Così come continuo a sorridere sui luoghi comuni utilizzati e, ripeto, sulla percezione falsata di queste nuove tecnologie che nuove non sono.

Twitter esiste dal 2006, Facebook da poco dopo, su Facebook siamo circa 20 milioni di italiani, non una manipolo di “maghi del computer”. Per essere novità son datate abbastanza.

Percezione errata di questi social network, che non sono roba da ragazzini ma normali estensioni relazionali di ognuno di noi, anche, a maggior ragione, di chi ha un ruolo pubblico per il quale il dialogo con i cittadini oramai avviene anche attraverso telefonini, messaggi, tweet, post su Facebook, commenti, messaggi privati ecc.

E no, non è vero che il nipote 15enne puó gestire la pagina o il profilo Facebook/Twitter di un politico, di una PA, di un ente, tanto “che ce vó??”

E no, i mi piace non risolvono problemi.
E no, non è facile, non basta un click o un post su Facebook.

C’è una strategia di comunicazione che utilizza e integra i canali dei social media nel dialogo istituzionale, politico, con l’informazione tradizionale. Anche perché, quando si improvvisa, invece, pensando “che ce vó??” puntualmente si sbaglia.

È qualcosa che spiazza, la comunicazione “anche” attraverso i social. Qualcosa con cui, comunque, dobbiamo imparare, tutti, semplicemente a convivere.

O a farsi spiegare come funziona, quando se ne sa poco.

Un hashtag #allertameteoBAS e l’alluvione in Basilicata

Un hashtag #allertametoBAS il cui uso è cominciato il 27 novembre con un pre-allerta.
Nei giorni seguenti solo acqua, tanta acqua caduta sulla Basilicata (e non solo, colpite anche Calabria, Puglia, Molise).
Un hashtag che ha raggiunto un picco di 2464 tweet in un giorno. Giorno 1 dicembre. Come vi raccontavo.
1 e 2 dicembre 2013, acqua dal cielo, Protezione Civile in massima allerta, territori allagati, frane, crolli, famiglie sfollate…

2464 tweet in un giorno da una Regione (o per una Regione) i cui numeri di Twitter sono poco significativi.

Un totale di 4426 Tweet in una settimana o poco più.
Questi i numeri dell’alluvione in Basilicata, su Twitter.

allerta

Sindaci che chiudono scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
Gente che chiede attenzione a media nazionali, che chiede di parlare di quello che succede in Basilicata.
Tutto questo e molto altro è passato attraverso un hashtag #allertameteoBAS (anche qualche sciacallata, ma pochissima roba, siamo tutti stati molto disciplinati nell’uso, nessuno ne ha approfittato per cercare visibilità per sè, come capita in questi casi).

Il 30 novembre si Twitta anche di #NOVASIRI con 48 tweet che raccontano la situazione.

Si aggiunge la situazione del fronte frana a Montescaglioso. Ad #allertameteoBAS si aggrega un altro hashtag: #montescaglioso

442 tweet che lo contengono. Il picco il 3 dicembre con 221 tweet, nello stesso giorno si registrano 424 tweet per #allertameteoBAS tra cui quello del neo eletto Governatore Marcello Pittella (non ancora insediato)

@marcepittella: Chiedo al Governo Nazionale lo stato di calamità, uomini e mezzi a supporto della situazione critica #allertameteoBAS

montescaglioso

Aggiungiamo circa 24 foto taggate su Instagram #allertameteoBAS.
Molte foto son state postate direttamente via Twitter, altre via Facebook e condivise di profilo in profilo. Molte senza hashtag.

E poi Facebook (un po’ più complesso da monitorare) come si può vedere dalla tagboard che ho creato proprio per raccogliere anche quanto passava da Facebook con tag #allertameteoBAS
https://tagboard.com/allertameteoBAS

Se arrivate in fondo alla pagina e cliccate su LOAD MORE, più volte, si arriva, a ritroso, al momento in cui abbiamo cominciato ad usare ed aggregare le informazioni sull’alluvione.

L’evoluzione dell’allerta meteo via hashtag seguita con aggiornamenti in tempo reale dai canali social di TRMtv facebook.com/trmtv e twitter.com/trmh24 oltre al sito internet TRMtv.it

A ruota si sono aggiunti gli altri media e stampa lucani. I blogger, gli amici. I cittadini, i politici, gli amministratori, i sindaci.
Quasi sempre utilizzando l’hashtag per veicolare l’informazione e per permetterci di aggregare, rilanciare, seguire, retwittare.

Ecco, ancora una volta, l’importanza di un hashtag usato correttamente.
La narrazione in tempo reale di una regione piegata dal maltempo.
La diffusione di una buona pratica comunicativa, il coinvolgimento non solo da lettori di status sui social ma da produttori di contenuti utili da postare sui propri profili e da condividere con quanti possibile.

Un popolo, quello lucano, unito in una situazione di emergenza, almeno sui social.

Complimenti alla Protezione Civile di NOVA SIRI per aver usato #allertameteoBAS da subito, per dirne una.

Non basta. Profili con pochi followers, quando forniscono informazioni importanti come queste della situazione di allerta meteo per l’alluvione, devono assolutamente essere rilanciati con retweet da profili più seguiti. Io e molti altri abbiamo rilanciato ogni notizia utile, per quanto possibile, seguendo passo passo, sia su Twitter che su Facebook le informazioni che venivano diffuse, verificandole anche, quando necessario.

I miei alunni che mi hanno inviato le foto alle 7 del mattino della situazione strade allagate dai loro comuni, ad esempio. Su Facebook, ovviamente.

Altro passaggio importante, retweet usando “cita il tweet”, utile funzione di Twitter che permette di retwittare aggiungendo o editando i tweet degli altri. Utilissimo per aggiungere #allertametoBAS quando non presente, in modo da aggregare davvero tutto e seguire.

Come essere utili su Twitter in questi casi?
Twittando con hashtag le informazioni diramate dagli organi ufficiali (Regione, Protezione Civile, Volontari, Giornalisti ecc.).
Verificando per quanto possibile le informazioni, selezionando quelle più importanti, evitando il rumore, evitando di usare un hashtag solo per commentare senza aggiungere valore.

Da parte mia, ho ricordato anche a sindaci e amministratori amici di usare #allertameteoBAS nelle comunicazioni dai loro comuni. Fa piacere che abbiano capito l’importanza e si siano adeguati.

A scorrere la tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS abbiamo fatto tantissimo per l’informazione e per la Basilicata, anche se non direttamente dai luoghi interessati, amplificando e allargando la portata delle notizie, rendendo Twitter e Facebook strumenti di pubblico servizio.

A scorrere la tagboard è chiaro quanto è successo in Basilicata ed è chiaro che servono aiuti per le popolazioni e i territori che hanno subito più danni.

I social sono anche questo.

E questa è una storia che, a partire dai numeri, volevo raccontare.

#allertameteoBAS

Basilicata. Qui piove da più di 24 ore.
Un uno e due dicembre da non dimenticare. Molto bagnato.

Sto seguendo sui social #allertameteoBAS, hashtag usato per raccogliere informazioni, notizie, segnalazioni di quanto sta accadendo in questa terra.
Ci sono zone allagate, strade interrotte, la Protezione Civile Regionale al lavoro insieme a volontari e forze dell’ordine. Fiumi che rompono gli argini, livelli che salgono, dighe che raggiungono la massima capacità di contenimento, agricoltura in ginocchio, trasporti che saltano ecc.

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Sto prestando il mio profilo Twitter alla diffusione (anche nazionale) di quello che accade. Mi sembra doveroso dare un contributo. I social servono anche a questo.

Sindaci che chiudono le scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
E non solo.

Questo e molto altro raccolto in tempo reale in questa tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS che aggrega Twitter, Facebook, Instagram, Youtube ed eventualmente Google+ e Vine (che nessuno sembra utilizzare, come prevedevo).

Contribuisco ad aggregare e informare, per quello che posso, per quello che so.

Questa la lista Twitter per seguire l’informazione lucana (stampa e media locali) https://twitter.com/catepol/lists/informazione-basilicata

Invito tutti, cittadini, Sindaci, Amministratori, Media, Stampa, esponenti politici del PD e non solo, Protezione Civile ecc. ad usare nei tweet e su Facebook #allertameteoBAS (anche nei titoli).

Un hashtag apparentemente sembra non servire a nulla, invece sta facendo davvero molto, qui in Basilicata.

Si chiede al Governo lo stato di calamità. Rilancio anche da queste pagine.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti

Riporto un post, dalla pagina Facebook di Marcello Pittella (neo eletto presidente della Regione Basilicata). Io so perchè.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti. La riporto perchè ritengo importante intervenire sul disinteresse dei ragazzi nei confronti della vita politica ed amministrativa.
E’ un argomento che li riguarda, perchè le scelte che faremo nei prossimi anni influenzeranno inevitabilmente il loro futuro.

“Cari studenti delle scuole superiori,
state assistendo sicuramente anche voi alla campagna elettorale per le Elezioni Regionali del 17 e 18 Novembre. Chi attivamente, perchè magari la famiglia è più o meno coinvolta con questo o quell’altro partito o perchè, magari, in una Regione comunque piccola come la nostra, è molto facile avere un parente, un amico, un conoscente, candidato.
Chi passivamente, notando sui manifesti il moltiplicarsi di faccioni dei candidati, o ricevendo inviti di massa su Facebook a partecipare a un evento elettorale, o semplicemente vedendo passare “santini digitali” sulle bacheche altrui o santini cartacei che passano di mano in mano tra gli adulti.
Tra qualche anno anche voi sarete chiamati alle urne, vi osservo a scuola ogni mattina e con dispiacere, vedo voi, nuove generazioni, futuro della nostra Regione, sempre più disinteressati rispetto alla cosa pubblica, al dibattito, alla cittadinanza democratica grazie alla quale ritengo, invece, che ognuno di voi dovrebbe avere il giusto spazio per manifestare bisogni e desideri.
Fin da ora. Magari, per ora, dando fiducia agli adulti che ci governeranno per i prossimi 5 anni, perché ne avete compreso, discutendone insieme, il progetto.
Mi auguro che il prossimo Consiglio Regionale possa dare voce e risposte anche alle vostre istanze, ascoltandole innanzitutto e offrendovi spazi, luoghi e tempi in cui esprimerle come solo voi giovani sapete fare, con la vostra creatività, con l’aiuto delle tecnologie e dei social a cui state praticamente attaccati tutto il giorno, che sono anche le nuove piazze aperte alla discussione e alla partecipazione.
Spero davvero che vi sia consentita un’equa rappresentatività che parte dalle scuole, dalle assemblee, dai vostri luoghi di aggregazione, dalle associazioni di cui fate parte, dai forum giovanili, dalla consulta ecc. e che arrivi nei vari partiti e, magari, poi anche nelle istituzioni.
Cari ragazzi e ragazze, forse il vostro disinteresse per la politica nasce dall’osservare attorno a noi grande litigiosità sia nel centrodestra come nel centrosinistra. Democrazia vuol dire comunque dare a tutti possibilità di dissentire, o argomentare diversamente.

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In classe io proverò a confrontarmi con voi sui programmi delle forze politiche in gara per queste elezioni del prossimo Consiglio Regionale lucano, sui temi che danno voce e rappresentanza, in prospettiva, anche a voi che presto, diventati maggiorenni, chiederanno anche a voi gesti di responsabilità. Perché il voto è una responsabilità, oltre che un diritto, dovere.
E la responsabilità deve essere condivisa e partecipata. Ne va del vostro futuro, altrimenti.
Avete bisogno di un governo regionale forte, moderno, capace di fare le riforme necessarie per lo sviluppo di questa Basilicata, che vi permetta di andare a studiare e specializzarvi fuori, ma anche di tornare a lavorare un giorno nella vostra terra, mettendo a disposizione proprio qui la professionalità e le competenze che avrete conquistato.
Una Basilicata che vi offra possibilità di creare impresa, di legare le competenze e le qualifiche tecnico-professionali con le richieste del mercato del lavoro nei settori in cui si può produrre ricchezza della nostra Regione.
Una Basilicata connessa, digitale, che affronti le inquietudini proprie della vostra generazione, che già comincia a pensare come uscire dalla precarietà occupazionale, economica.
Una Basilicata che metta al centro le questioni del lavoro, dell’uscita dalla crisi, che individui le direttrici su cui muovere le politiche per lo sviluppo e l’innovazione tecnologica.
Una Basilicata veramente vostra.”

Elezioni Regionali Basilicata a suon di hashtag

La campagna elettorale in Basilicata oramai sempre più social, integra anche Twitter.
I candidati twittano da soli, dal loro smartphone o fanno twittare lo staff, cinguettano, ricordano i loro appuntamenti, lanciano temi e slogan a colpi di hashtag (parole chiave precedute da un cancelletto #, servono a rendere ricercabili le conversazioni).

Una moda? Una strategia comunicativa?
Finalmente la Basilicata politica abita la rete e le conversazioni?
Vedremo!

Si rende necessario aggregare diverse fonti e osservare cosa accade.
Capire il fenomeno, seguirlo, soprattutto farlo capire anche a chi non ha idea di quanto sta accadendo online, però vede i manifesti elettorali, quelli di carta, riempirsi di parole con cancelletto.

Un aggregatore/osservatorio su http://regionalibas.tumblr.com, una idea di @catepol, che metto a disposizione di quanti vogliono seguire le #regionalibas (perché coinvolti o perché semplicemente curiosi).

Un Tumblr (altro strumento social, immediato) per tenere traccia in ogni momento, da oggi, fino alle elezioni di novembre e anche dopo, di quanto twittano i candidati Presidenti e Consiglieri, di quanto si dice e si twitta di loro, di quanto e come vengono usati gli hashtag, dell’eventuale uso di Instagram, dei numeri di Twitter in queste #regionalibas, dei media tradizionali regionali e locali che si adeguano al flusso cinguettante, rincorrendo oramai anche le notizie che rimbalzano immediatamente in rete di 140 caratteri in 140 caratteri.

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Già su #regionalibas http://regionalibas.tumblr.com
- più di 30 hashtag utilizzati dai candidati e dalle coalizioni
- i candidati su Twitter
- la lista Twitter Regionalibas (candidati, opinionisti, giornalisti ecc.)
- la lista dei Fake
- le statistiche di uso degli hashtag elettorali dell’ultimo mese (quello in cui gran parte di essi sono nati)
- hashtag e candidati su Instagram

Altri dati saranno aggiunti man mano, per avere a disposizione il quadro più completo di quanto si dice su Twitter.
Altre analisi seguiranno.

Le elezioni non si vincono a colpi di hashtag, serve ben altro. Interessante il fenomeno scatenatosi nella Regione in cui vivo e da cui twitto da tempo immemore, simpatico sapere di aver istigato anche più di qualcuno. Dicono.
:D

L’osservatorio Regionalibas non si ferma al PD o alla Lista del Presidente, si allarga a tutti i soggetti e partiti coinvolti, di ogni schieramento.

Stay tuned, lavoro in progress, catepol at work!

Le primarie si possono vincere anche con i social? Numeri di Twitter Primarie Centro Sinistra in Basilicata

Nota originalmente pubblicata su Facebook (a causa di problemi qui sul mio blog che spero si siano risolti con la pulizia di un sospetto codice malware)

Diamo i numeri davvero.
Le primarie si possono vincere con i social?
Forse. Non ho risposte certe, solo numeri, al momento.

Fatto sta che in Basilicata per le recenti Primarie del Centro Sinistra i due principali contendenti,
Piero Lacorazza e Marcello Pittella, entrambi candidati per il Partito Democratico, la battaglia l’hanno giocata anche sui social.

O meglio, Pittella l’ha sicuramente giocata, Lacorazza, invece, li ha praticamente congelati, i social, nella sua campagna elettorale. E così, apparentemente, i suoi elettori.

Piccolo disclaimer: ho dato una mano allo staff Twittante di Marcello Pittella in questa campagna elettorale (si è capito, l’ho anche già detto altrove).

Precisiamo subito che entrambi gestiscono Twitter e Facebook (pagina e profilo, almeno) sia personalmente che supportati da uno staff di comunicazione.
Due stili diversi di comunicazione, quasi opposti. Due scelte sensibilmente diverse.

I canali social, infatti, oramai non vanno solo abitati ma anche presidiati. Le persone conversano, le persone ti cercano, chiedono, protestano, supportano, dialogano, messaggiano via social.
Twitter è più immediato, Facebook è il luogo dei contenuti da far circolare, più o meno meditati e argomentati, certo non vincolati ai 140 caratteri. Twitter è la sintesi, un sms che l’utente invia al candidato, un breve richiamo a dove si è, a cosa si sta facendo, a cosa si sta dicendo, il rilancio della stampa che ti riguarda ecc. Facebook è il luogo dove mostrare le foto degli eventi. Ecc.

Pittella e Lacorazza, entrambi muniti di sito istituzionale, da tempo, aggiornato durante la campagna elettorale delle primarie.

Pittella e Lacorazza entrambi muniti di profilo Facebook, pagina Ufficiale (e qualche gruppo curato o meno dallo staff o frutto di iniziative altrui).
E’ sulle pagine che si concentra l’attività della campagna. Più del profilo che comunque viene aggiornato. La Pagina Facebook permette infatti di avere più di 5000 fan, il profilo personale a 5000 si ferma. Entrambi i candidati aprono la partita con numeri più altri, profili e pagine nati in precedenza e non per l’occasione (come di solito accade in politica).

Pittella e Lacorazza, entrambi muniti di profilo Twitter per cinguettare, da tempo.

Diamo i numeri di Twitter. Proviamo ad analizzarli insieme.

Quelli personali, innanzitutto.

Piero Lacorazza:

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3593 Tweet
Segue 885 profili
E’ seguito da 1829 profili

127 Tweet nel mese di settembre 2013

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Marcello Pittella:

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3544 Tweet
Segue 1180 profili
E’ seguito da 1917 profili

Crescita Followers mese di settembre 2013

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838 Tweet nel mese di settembre

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Cosa è successo in termini di followers nell’ultima settimana, quella delle Primarie?

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In tanti hanno deciso di seguire Pittella su Twitter, inferiore il trend di crescita followers di Lacorazza.

Mentre Pittella ha ritenuto opportuno raccontare anche con Twitter la sua campagna elettorale, i suoi spostamenti in camper o meno, cosa succedeva agli eventi, far fare allo staff il livetwitting dagli eventi stessi, rispondere a quanti chiedevano qualcosa, postare link a vari articoli sulle primarie, ai contenuti quotidiani della sua pagina Facebook, alle sue riflessioni, al programma sul sito ecc.

Lacorazza decide praticamente di spegnerlo, Twitter. Mancanza di tempo?
Tweet degli spostamenti del camper o poco più durante la campagna elettorale. Eppure era uno che Twitter lo sapeva usare, hashtag compresi.

Ecco le hashcloud complessive dei due profili Twitter (non solo gli hashtag della campagna elettorale:

Piero Lacorazza ha sempre usato gli hashtag, in diverse occasioni:

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Marcello Pittella ha usato gli hashtag soprattutto a partire dalla campagna elettorale delle Primarie, in un crescendo:

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Entrambi scelgono gli hashtag della Campagna Elettorale.

Per Marcello Pittella #liberaleprimarie

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#liberaleprimarie è stato usato su Twitter 1078 volte. Dal candidato, come filo conduttore e adottato immediatamente anche dai supporters di Pittella.

Come potete notare dal grafico dell’andamento giornaliero, #liberaleprimarie ha tre principali picchi: l’evento di Matera con livetwitting (più di 200), l’evento di Potenza al Don Bosco con livetwitting (oltre 350), la notte delle Primarie con annesso livetwitting (più di 200).

Si aggiungono contenuti provenienti dall’account Instagram che racconta tramite foto, gli eventi e si aggiunge alla conversazione su Twitter.

Unito a #liberalabasilicata, usato solo 77 volte.

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I Tweet contenenti entrambi gli hashtag sono 77.

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A cui dal 22 settembre si aggiunge #pittellapresidente (anche questo hashtag viene adottato immediatamente sai supporters, è oramai chiaro che con Pittella l’hashtag funziona e accompagna le azioni e la partecipazione).

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Già abbondantemente presente su Twitter, 150 volte. hashtag che sicuramente rimarrà quello ufficiale per le Regionali.

Piero Lacorazza lancia invece da subito due hashtag:
#basilicatamigliore twittato 180 volte e #cambiareinsieme twittato 395 volte.

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Un solo picco durante la campagna elettorale che non arriva però neanche a 50 tweet.

Si aggiunge un hashtag, per Piero Lacorazza, creato dagli stessi supporters: #iostoconpiero che conta 11 tweet.

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E che segue lo stesso andamento degli hashtag ufficiali di Lacorazza: la calma piatta.
Su Twitter non accade nulla o quasi che riguarda Lacorazza.

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Non ci sono tweet dai vari appuntamenti del camper, solo qualche foto postata su Facebook.
Non c’è il racconto. E dove non si racconta, la gente non partecipa.

Paragonando #basilicatamigliore #liberalerpimarie #cambiareinsieme nello stesso grafico appare immediatamente agli occhi la differenza numerica.

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Marcello Pittella, il suo hashtag è il più twittato della campagna. Quindi quello che si diffonde di più, che riceve più risposte e retweet anche di critica, certo. Dato di fatto.

Vediamo che dicono i supporters di Lacorazza:

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Dove sono? #iostoconpiero viene usato pochissimo… pochi hanno Twitter tra gli elettori di Lacorazza?

Non credo. I GD lucani, ad esempio, subito dopo il 22 stanno venendo fuori su Twitter con tutta la loro delusione per la sconfitta del candidato che supportavano ma che non ce l’ha fatta.

Perché invece non pensare prima ad usare Twitter per diffondere e promuovere il voto a Lacorazza tra i propri contatti?
Mistero!

E vengono fuori ora urlando #liberamarcello twittato in due giorni 120 volte. Più di quanto in un mese sia stato twittato #iostoconpiero

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Con un picco maggiore rispetto allo stesso #cambiareinsieme che doveva essere l’emblema su Twitter del cambiamento prospettato da Piero Lacorazza.

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E anche rispetto a #basilicatamigliore

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Ben 554 i tweet contenenti entrambi i cognomi Pittella e Lacorazza

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243 invece i tweet che nominano entrambi i candidati alle Primarie con il loro profilo Twitter.

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2355 tweet contenenti solo Pittella e 945 quelli contenenti Lacorazza. Questo dato però non ci serve. Pittella riguarda anche il fratello di Marcello, Gianni, candidato alla Segreteria del PD. Questo spiega il grande numero.

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1847 hanno fatto reply a @marcepittella, mentre soli 1111 hanno fatto reply a @pierolacorazza

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Reply sta per partecipazione, per gente che ti chiede qualcosa, che ti risponde, che ti sollecita e, perchè no, che ti provoca, su Twitter.

Questi numeri non dicono certo che le elezioni si possono vincere anche con Twitter. Indicano però la partecipazione. Molto chiaramente.

Pittella e il suo staff hanno usato lo strumento social per coinvolgere.
Hanno raccontato senza troppi fronzoli, velocemente, le giornate della campagna elettorale ma soprattutto i contenuti di libertà proposti da Pittella.
Gli elettori hanno risposto, sia online che con il voto.
Hanno partecipato, conversato, mandato messaggi privati, diffuso e ritwittato le frasi di Pittella, il livetwitting, i messaggi positivi dell’evento del Don Bosco, la concitazione dell’arrivo dei dati ai comitati ecc.

Lato Lacorazza, dai numeri e dai grafici la partecipazione non si evince. Scelta?
O semplicemente non aver considerato che nel 2013, smartphone in mano, la gente partecipa e si coinvolge anche così?

Spiace che si siano svegliati solo adesso, gli elettori di Lacorazza su Twitter con #liberamarcello (che, a mio avviso, fa anche gioco a Pittella, lo scopriremo solo vivendo la prossima campagna elettorale!), spiace leggere toni aggressivi. Spiace che il candidato giovane, che ha dimostrato in altre occasioni di usarlo anche bene.

E’ il momento di essere propositivi con il candidato a Presidente del Centro Sinistra e del PD anche su Twitter.

Twitter può essere usato meglio.
E a volte, con Twitter, si vincono le primarie, se lo si annovera tra i luoghi abitati dalla gente.

catepol

#basilicataborgtoborg

Oggi ho inondato i miei canali Instagram/Twitter/Facebook con foto e hashtag #basilicataborgtoborg e molti si son chiesti: Cos’è? Perchè? Ma che…?

Breve spiega.
La mia scuola ha partecipato al progetto dei Laboratori Esperienziali di “Vivere una vita che vale” dell’Ufficio Turismo e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Regione Basilicata. “VVV: ViviunaVitacheVale”

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Io e la mia collega, due classi coinvolte, una idea semplice, un po’ di “tecnologia” come la chiamano in molti. No, nessun effetto speciale. Solo tempo da dedicarci, insieme agli studenti e (come tante cose che si fanno a scuola) nessun compenso.

Un blog http://basilicataborgtoborg.wordpress.com/ dove raccogliere l’idea semplice di #basilicataborgtoborg (e dal nome capite che ci ispiriamo liberamente, ma molto liberamente al più celebre giro della Basilicata del film “Basilicata coast to coast” e da “Basilicata digital Diary”.

L’idea è questa: sviluppare il tema del viaggio al cuore della vita con il Viaggio Emozionale di Scoperta, con un viaggio che ci fa guardare con occhi nuovi anche i luoghi che conosciamo meglio, quelli in cui viviamo e che percorriamo ogni giorno.

La Basilicata e i suoi borghi! Gli studenti della nostra scuola provengono da un bel po’ di posti diversi, approfittiamone per costruire il nostro itinerario!

Macro Obiettivo del progetto dell’Arch. Tomangelo Cappelli: rinsaldare il legame con il territorio e diffondere stili di vita equilibrati e corretti.

Come possiamo fare noi?

Fotografando e provando a raccontare in maniera diversa, con occhi diversi, quanto di bello c’è nei vari paesi lucani, materiale che finisce tutto sul blog. Se ci riusciamo, magari provando a usare anche Instagram.

Abbiamo cercato di promuovere un processo di conoscenza ed esplorazione dei luoghi lucani, gioiosa e divertente, di trasformarci in turisti dei borghi, alla scoperta del patrimonio culturale lucano e alla sua valorizzazione.

Dal blog ricaviamo un video con una colonna sonora molto molto azzeccata.

Il video vince il concorso!

Il mio Istituto vince un itinerario dello stupore sui luoghi di Federico II (Castello di Lagopesole e Melfi) con un passaggio da Ripacandida (e San Francesco e la vita semplice che vale la pena di vivere).

Gli studenti vincono anche un ATTESTATO di GUIDE TURISTICHE EMOZIONALI per la valorizzazione del patrimonio culturale per vivere una vita che vale.

Io e la collega vinciamo il nostro attestato di “AMBASCIATRICI NEL MONDO” per diffondere la cultura lucana.

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Le foto di @catepol (4 giugno 2013) ora sapete perché.

Lo Storify (per non farci mancare nulla, il 2.0 è una cosa seria)


Ah, ovviamente il viaggio alla scoperta della Basilicata prosegue.
In mente tante cose per il prossimo anno scolastico a partire dal Blog #basilicataborgtoborg che diventa il contenitore di foto e materiali anche delle altre scuole partecipanti (stay tuned, appena arriva il materiale, aggiorniamo) e…

…vedremo poi insieme!

Intanto cominciamo a fare storytelling di quanto di bello si fa a scuola e non solo.

Candidata alle Primarie PD

Questo anno molto impegnativo per me su diversi fronti, sta per terminare.
Con una grande novità e un impegno forte.

Sono candidata alle Primarie dei Parlamentari del PD nella Provincia di Potenza.

Candidati Primarie Potenza

La scelta del Partito Democratico di costruire primarie aperte con uno spazio significativo per il contributo delle donne, favorisce il confronto sui contenuti e mi permette di proporre all’attenzione degli elettori del PD i temi che mi stanno a cuore: ISTRUZIONE, SCUOLA, SOCIALE, TERRITORIO, CULTURA, CITTADINANZA DIGITALE e INNOVAZIONE.

Ho scelto di partecipare alle Primarie dei Parlamentari del PD “Il Segno che Cambia l’Italia” per portare in prima persona un contributo attivo al Partito, alla Basilicata e al Paese.

Voglio ora mettere a disposizione del territorio e della gente, la mia passione per il lavoro, la continua cura delle relazioni sociali, l’interesse per l’innovazione e il progresso, il mio impegno e la mia professionalità affinché diventino un volano di crescita e sviluppo per la Basilicata.

Si vota il 30 dicembre.

Se hai già votato alle ultime primarie di Novembre/Dicembre (o ti sei almeno registrato) oppure se sei iscritto/a al PD nel 2011, puoi sostenermi con il tuo voto (ovviamente se vivi in provincia di Potenza!).
Se non hai votato, puoi comunque aiutarmi, promuovendo la mia candidatura a chi può votarmi.

Possono essere espresse massimo due preferenze (una maschile e una femminile).

Qui trovi tutti i dettagli sul come fare.

Per trovare il tuo seggio qui oppure puoi contattare me (via mail caterina.policaro @ gmail.com, Twitter, Facebook) o la sede del PD Regionale.

N. B. Per chi non fosse mio lettore abituale, maggiori informazioni su di me, chi sono e di cosa mi occupo nella vita qui sul blog, su Twitter e su Facebook (oltre che in giro per la rete).

Comunque vada sarà una esperienza significativa e che ricorderò.

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Mediashow 2011 a Melfi (PZ)

Domani 1 aprile 2011 a Melfi, presso il Liceo Scientifico, avrà iniziola XIII edizione del Mediashow 2011.

Il programma completo qui.

Più di cento gli studenti provenienti da scuole superiori italiane ed europee ma anche cinesi si confronteranno in occasione delle olimpiadi della multimedialità, una prova che li vedrà all’opera tutto il giorno per la progettazione/realizzazione di uno short pubblicitario audiovisivo ed interoperabile tra diversi sistemi multimediali, della durata di circa tre minuti.

Dopo la competizione multimediale tra gli studenti, i partecipanti al Mediashow, verranno guidati alla scoperta della Basilicata e degli itinerari storici Melfitani, dei laghi di Monticchio e dei tesori del Vulture. Saranno allestiti anche stand di promozione di prodotti tipici, di prodotti informatici, di prodotti per l’innovazione didattica e ci sarà anche l’annullo filatelico speciale.

I docenti accompagnatori degli studenti che gareggiano all’olimpiade della multimedialità seguiranno invece un corso di aggiornamento sul tema “Social network e Didattica” durante il quale terrò un intervento anche io dal titolo “Social Network: possibilità di uso consapevole nella didattica”.

Condividerò ovviamente la presentazione.

Cerimonia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Il 17 marzo 2011, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrerà alla Camera dei deputati il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si terrà una cerimonia solenne a Camere riunite e alla presenza del Presidente della Repubblica che verrà trasmessa in diretta web/tv dalla Rai.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha individuato una scuola per ogni Regione d’Italia che parteciperà in delegazione formata dal Dirigente scolastico o da un docente e da uno studente alla Cerimonia per il 150° a Montecitorio.

20 tra docenti/dirigenti e 20 studenti.

Gli studenti saranno nell’Aula Parlamentare mentre gli adulti seguiranno la cerimonia dalla Sala della Lupa.

Le scuole sono state scelte tra quelle segnalate da ciascun USR in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico che si è tenuta lo scorso 24 settembre al Quirinale, alla quale ho avuto l’onore di partecipare.

Ecco, la mia scuola è la scuola prescelta per rappresentare la Basilicata alla Cerimonia del 17 marzo. Il mio Dirigente ha delegato me, avendo accompagnato i nostri studenti già all’inaugurazione dell’Anno Scolastico 2010/11.

Io ed una studentessa rappresenteremo la nostra Regione al cospetto del Presidente della Repubblica. Ne sono onorata. Sono emozionata anche solo a scriverlo.

La cerimonia si svolgerà così, da programma inviatomi, dalle 16.00 in poi:

Dopo che tutte le Autorità hanno raggiunto i loro posti, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei Deputati e il Presidente del Senato della Repubblica, fanno ingresso in Aula.

Verrà eseguito l’Inno d’Italia da parte della Banda musicale.

Ascolteremo gli interventi del Presidente della Camera dei deputati, del Presidente del Senato della Repubblica e infine del Presidente della Repubblica.

Conclusioni e onori militari al Presidente della Repubblica.

Sto già ripassando l’inno nazionale!

Ovviamente, per quanto mi sarà possibile, aggiornamenti e foto dell’evento, spero anche in tempo reale, attraverso i vari social network (Twitter/Facebook/Friendfeed/Flickr).

Potenza is burning

Trovato su Facebook (lo aggiungo alle mie conoscenze sulla cultura e le abitudini locali, dopo il corso di lucano di base e la voce Nonciclopedica su Potenza e i Potentini).

vivo a potenza ma la gente capisce sempre cosenza e mi dice “che bella la calabria!”

ora c’è woodcock
abbiamo arrestato vittorio emanuele
abbiamo arrestato fabrizio corona
è venuta anche la moglie nina
abbiamo fatto la fila per guardarla
faustino ha detto che il re era innocente
in piazzetta non ci va più nessuno
vado solo a san michele
ordino due amari e una birra
ordino quattro amari e due birre
abbasso la gradazione alcolica così mi ubriaco prima e spendo di meno!
t’offro n’amaro!
a san michele una peroni costa un euro!
vado allo zero nove sette uno
ordino sei amari e tre birre
vado al dàiamond
saluto tonino
saluto i uagliò
turnammcenn’ in casa!
esco sotto i portici della tèlecom
sei proprio fiezzo
fatti forza mi frà
ti amo a catena mi suò
mamma chi flesh
andiamo a svolgere il cioccolato di napoli
mi finanzieresti una sigaretta?
u putenza è sempe nu squadrone
a melfi so tutti zingari
se la merda fosse oro a matera c’è il tesoro
quei quattro sassi di merda!
scaglione è nu coglione
cò postiglione non falliremo mai: ma vafanculo!
siamo undici leoni
vado sopra potenza a menare i punk,
vado sotto casa a menare i punk,
divento punk!
pesco carpe all’alto basento
alle prime la prima canna
alle seconde la seconda
facciamo nà sòcia alla snai
ai vertici ci sono i portici
alle quattro al bar vienna
il quattro bianchi al tre gazzelle
il cervelletto di scimmia
andiamo a fare l’amore al pantano
pompa pompa marì
il pazzo delle coppette
sciabecco
s’ncazzà s’ncazzà scùs scùs nun t’ncazzà
maò c’è silvio giordano
rocchino u carcerato
renato martorano
vado al classico ma non lo dico in giro
faccio colazione da peke snack
vado all’ ìtis e ne vado fiero
faccio filone a montereale
vado a sentire i dàmash
ascolto il dottor panico
renato pezzano è meglio di dèvid gìlmur
vado a vedere il film di rocco papaleo
a tramùtola ci sono solo belle ragazze
a tramùtola ci stanno solo cesse
a potenza la situazione è migliorata
ma ci stanno ancora le figliòle con i baffi!
vado al gòblins
mi metto i giubbotti con la cintura
parcheggio in piazza prefettura
parcheggio a largo pignatari
parcheggio sotto il ponte di montereale
parcheggio in mezzo alla strada!
la municipale va a dormire alle nove!
la municipale prima delle nove racconta barzellette!
la panda grigia è solo della digos!
a chianchetta mi prendevo le botte
al francioso mi prendevo le botte
al serpentone mi prendevo le botte
a macchia romana continuo a prendere le botte!
il serpentone non è più quello di una volta!
a potenza non c’è la mafia
a potenza puoi lasciare la macchina aperta con le chiavi dentro
i fidanzatini di policoro
i veleni di tito
toghe lucane
iena due
elisa claps!
è stato il prete
è stato l’albanese con la uno bianca
è stato chi l’ha visto!
vi ricordate di colombo?
e andreotti che viene a potenza per appoggiare la candidatura di de filippo

[Recensione] Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù

More about Lucani

Sai quei libri che compri per caso? Ecco, Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù di Angela Langone stava accanto alla cassa della libreria di Potenza dove io e husband stavamo comprando altri libri.

Vicino alla cassa e, mentre aspettavamo il nostro turno per pagare, cade l’occhio sul titolo e comincia lo sfottò. Amore ora me lo compro, voglio capirvi di più, a volte io da calabrese non vi riesco a seguire, oramai vivo qua…cose così. E lui: ma dai non ti basto io?

Amore, ma qui si parla dei difetti e delle peggiori virtù: è arrivato il momento di conoscerle per difendermi, prima che mi fagocitiate, qua in Lucania!

Ecco, un libro comprato per sfottò, orgoglio calabro che vuole approfondire difetti e virtù dei lucani che l’hanno adottata. Un libro agile e simpatico che si legge in pochissimo, un libro divertente, pieno di quei luoghi comuni che non pensavi fossero realmente così comuni da essere praticamente parte integrante del cosiddetto lucano DOC.

La giovane autrice, per scrivere un libro sui lucani, non poteva che essere figlia di lucani, pur vivendo nel milanese. E scrive benissimo. Ottimo stile.

La Basilicata, la regione che quando dici “sai io vivo a Potenza” nessuno riesce a collocarla bene tra Napoli, la Calabria e la Puglia. Si, da qualche parte sta. Là in mezzo. Regione inesplorata fino a poco tempo fa, un po’ meno forse dopo il film di Papaleo che, almeno qui a Potenza, ha fatto più incassi di Avatar, al botteghino.

Lucania che ancora non si capisce come ci si arriva (poi capisci perchè Cristo s’era fermato ad Eboli, non sarà mai passato il regionale per Potenza, si quello che ci mette così tanto tempo per fare Potenza/Salerno o viceversa che ad un certo punto ti sembra di non sapere più dove stai).

Quella sottile linea rossa che divide la Basilicata dal resto d’Italia.

Potenza: la sottile linea rossa

I lucani, così diversi dagli altri meridionali, sicuramente diversi da noi calabresi, questo permettetemelo. I lucani non amano il luogo dove sono nati. No, i lucani lo adorano. La Basilicata più che una regione è una comunità e la lucanità oltrepassa i confini geografici. I lucani nel mondo riescono a ritrovarsi e riconoscersi (vabbè questo capita anche ai calabresi, diciamolo).

Pare ci siano 1.600.000 lucani nel mondo (fatti due conti, no non vivono in Basilicata quindi).

Lucani si nasce e si resta. E loro, modestamente lo nacquero. (Poi dici che non faccio bene a precisare sempre che son calabrese di nascita, lucana di residenza!)

Il libro passa dalla storia della popolazione a quella dei luoghi che non si può non visitare capitando da queste parti. Bellissime le perle di cultura locale e i detti popolari spiegati a chi lucano non è.

Il lucano non si dilunga in chiacchiere quando vede un amico, si limita a dire “Offro io!” e guai a chi protesta. “Haggia pagà ‘i!”

Si starebbe proprio bene in Basilicata…se non fosse per la gente! 600.000 persone, la gente lucana, probabilmente tutti imparentati fra di loro!

Avere 2000 parenti significa all’incirca 8 matrimoni l’anno, 18 tra cresime, battesimi e comunioni, 13 funerali e bè…2000 compleanni! Ai matrimoni si riuniscono almeno 300 persone, il che significa stringere almeno 300 mani sudaticce o ruvide, baciare 600 guance accaldate, ricordare 300 nomi e cognomi di persone di cui non si sa più neanche il grado di parentela!”

Tradizioni e costumi ripercorsi simpaticamente nel libro, vale la pena leggere e sorridere di tutto e pensare “E’ vero, sono proprio così!”  Si trova poi nel libro “Lucani – Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù”  un capitolo dedicato alla donna lucana, permalosa e fiera, a capo di famiglie matriarcali da sempre. La mamma non si tocca, per un lucano è ancora più vero.

“La mamma lucana è una mamma lupa: la padrona della tana, protettiva come una crema solare, intransigente come un direttore del personale.”

Segue un capitolo ovviamente immancabile sui cibi e la cucina lucana. E’ lampante anche solo a chi è passato per poche ore in Basilicata che la cucina locale è soprattutto tanta! E anche buona. Ogni prodotto tipico degno di nota viene raccontato nel libro e ti fa venire veramente appetito e voglia di assaggiare. Dai cruschi all’Aglianico passando per molto altro.

Venite a trovarci, il lucano è sempre ospitale e desideroso di farvi assaggiare (vabbè dai anche il calabrese è così, concedetemelo). Venite a trovarci. Il lucano non ama aver la casa vuota, il lucano deve sempre offrirti qualcosa. Guai a te se non accetti, forestiero.

Lucania terra di contadini, poeti, briganti ed emigranti ma raccontata con il cuore e l’orgoglio di discendere da genitori lucani.

In fondo al libro anche un piccolo manualetto di lingua lucana per sopravvivere in caso di permanenza sul territorio. Utilissimo anche a me che vi risiedo, mica è facile capire i lucani quando parlano fra loro senza considerare che te, magari, sei calabrese e non è che afferri proprio tutto dei discorsi.

“Sembrerete dei veri lucani se… al posto di chiedere “Come ti chiami?” direte “A chi sì figl’?”

Poi alcuni brevi simpatici ritratti dei lucani come noi, per meglio dire dei lucani famosi della storia passata e presente, da Orazio a Beniamino Placido, passando per molti altri.

Libro gradevolissimo e che consiglio. Piacevole acquisto per caso, piacevole lettura.

Per chi avesse conosciuto lucani e volesse approfondire le caratteristiche peculiari di questa regione e dei suoi abitanti, per sorridere ed imparare. Per essere preparati quando passate da queste lande.

Cosa vuoi di più dalla vita? Ah io nulla. Il lucano già ce l’ho!

Potenza – Ponte attrezzato e Scale Mobili

Ieri, 24 gradi, un sole splendido, mi son detta: “Facciamoci un giro, va!” Avevo proprio voglia di stare all’aperto, ho preso la digitale e via. Proviamo, finalmente le scale mobili nuove, il Ponte Attrezzato Santa Lucia che, da gennaio ,permette di attraversare la città da una parte all’altra (per capirci, da casa mia, zona Poggio Tre Galli, a Sopra Potenza – via Pretoria, centro città).

Proviamo a vedere se è vero che ci si mette più o meno 15/20 minuti ad andare in centro, come dicono. E’ vero! Una svolta anche per me! Potenza si sa, non offre certo modo di camminare tranquilli e di andare da una parte all’altra senza automobile, tra “discese ardite e risalite” (cit.)

La mia passeggiata nelle foto che seguono, così capite anche voi di cosa si tratta quando vi dicono che a Potenza ci son le scale mobili ed il ponte attrezzato.

Ora faccio anche l’intellettuale e vi dò qualche informazione (magari architetti e ingegneri che mi leggono sono interessati a sapere qualcosa in più, oltre alle foto).

Il percorso da via Tammone a Porta Salza è di 600 metri, formato da 26 rampe, dotato di 2 ascensori inclinati per diversamente abili, ed in 15 minuti collega le due parti della città e trasportando fino a 9000 persone in un’ora (che non credo vedremo mai circolare tutte insieme).

Dovete sapere che Potenza, ridente cittadina in cui risiedo per amore, senza mare nel paesaggio a cui ero abituata, con l’inaugurazione e la messa in funzione del Ponte Attrezzato, raggiunge un primato: è la città d’Europa dotata del sistema di trasporto urbano più lungo costituito da scale mobili. Dicheno.

Complessivamente Potenza, in questo momento, ha un sistema di scale mobili che si estende per 1,3 Km con una capacità di trasporto complessivo di 18.000 persone/ora. La città di Tokio, prima al mondo, ha un sistema di poco superiore (1,5 Km). Non potevo non farci finalmente un giro e parlarne.

Il Ponte Attrezzato Santa Lucia non è mica il solo. Si aggiunge, infatti, alle già esistenti: Scala Mobile Prima (Viale Marconi – P.zza Vittorio Emanuele), Scala Mobile di Via Armellini e Scala Mobile Basento, di prossima apertura, che collegherà la stazione di Potenza Centro con il Mobility Center, primo Centro Direzionale della città.

Non entro nel merito di questioni che non conosco ma di cui, ovviamente, qui si parla: è costato troppo, ci hanno messo secoli per costruirlo, il progetto iniziale era diverso, dovevano esserci dei negozi sulla parte di ponte aperto, quello che passa sopra Viale dell’Unicef, il problema dei parcheggi alle varie entrate, ecc. Beghe politiche, economiche e amministrative da cui preferisco star fuori.

Volevo solo condividere la mia passeggiata di ieri. Sperando che il tempo cominci seriamente a migliorare anche qui sull’Appennino Lucano in modo che io possa stare in giro un po’ più spesso e raccontare qualcosa di questa città che mi ospita.

Altrimenti dite che parlo sempre di Vibo e del mare…chi sa perchè.

Palestra della Creatività: Social network? Si, Grazie

Stasera alle 18.30 sono qui, nell’ambito della Palestra della Creatività e dell’Innovazione (organizzato dal Circolo Angilla Vecchia, qui a Potenza), una vera e propria palestra per allenare le giovani menti alla creatività in tutti gli ambiti, quindi anche in rete.

Ho partecipato qualche settimana fa all’intervento di Ernesto Belisario su come Allenare la PA dell’innovazione…intervento di cui ho raccontato praticamente live su Friendfeed quanto Ernesto ci proponeva, esercizi di allenamento compresi! (Per leggere su Friendfeed mi dovresti chiedere l’amicizia, dal momento che l’account è protetto. Se me la chiedi, non rifiuto!)

Oggi sarò io a relazionare su “Social Network? Si, Grazie! – Cosa sono, come si utilizzano, a cosa servono”
Poi vi racconto come sarà andata e pubblicherò anche le slides.

Palestra della Creatività – catepol – Potenza

A-maze – Entra nel labirinto: giochi urbani in giro per Matera

I miei amici di Visioni Urbane mi chiedono una mano a divulgare ed ecco che divulgo.

Un invito a Matera per partecipare sabato 30 al grande gioco in giro per la città.
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Mancano solo 4 giorni all’evento dell’anno: il gioco urbano A|MAZE, che avrà luogo la sera del 30 Ottobre a partire dalle 18:00.

Il tempo sarà buono, quindi che aspettate ad iscrivervi (mi rivolgo ai lucani che mi leggono)????

A|Maze Official Teaser from Rexite on Vimeo.

A-Maze – Entra nel labirinto
30 ottobre 2009, ore 18.00 – Piazza del Sedile, Matera

A-Maze (www.a-maze.it) è il gioco-evento della città di Matera che ti vedrà protagonista. Per arrivare alla fine occorrono ragionamento, corsa e orientamento.

Si gioca a coppie, si risolvono enigmi, ci si sposta da un luogo all’altro della città e si cercano elementi mimetizzati nell’ambiente urbano mentre si viene inseguiti da oscuri personaggi.

A-Maze è il secondo esperimento ludico immersivo dei partecipanti all’interno di un contesto urbano. Il team di progetto di A-Maze nasce dallo stesso team che ha ideato CriticalCity (www.criticalcity.org), il primo gioco di trasformazione urbana in Italia.

Come faccio a partecipare?
1: Iscriviti sul sito www.a-maze.it
2: Presentati venerdì 30 ottobre alle 18 in piazza del Sedile, Matera
3: Porta con te un documento di identità, un cellulare e abiti comodi

Anche per chi non gioca sono previste installazioni artistiche e interattive a disposizione di tutti, distribuite per la città. Puoi giocare la prossima volta.

A|Maze è il gioco urbano pensato per dare visibilità agli Open Days 2009 sulla creatività all’interno e fuori della città di Matera. Altri obiettivi dichiarati: far fare ai partecipanti una esperienza di creatività urbana in maniera concreta e innovativa, nonchè coinvolgere il pubblico giovanile materano e far loro scoprire ed esplorare il territorio della città. A|Maze è stato ideato nell’ambito di Visioni Urbane: un progetto della Regione Basilicata, inserito nel Patto con i Giovani, il cui obiettivo è il recupero di 5 immobili in disuso o inutilizzati che, una volta ristrutturati, possano essere usati per ospitare dei laboratori creativi.

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