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Mediashow 2011 a Melfi (PZ)

Domani 1 aprile 2011 a Melfi, presso il Liceo Scientifico, avrà iniziola XIII edizione del Mediashow 2011.

Il programma completo qui.

Più di cento gli studenti provenienti da scuole superiori italiane ed europee ma anche cinesi si confronteranno in occasione delle olimpiadi della multimedialità, una prova che li vedrà all’opera tutto il giorno per la progettazione/realizzazione di uno short pubblicitario audiovisivo ed interoperabile tra diversi sistemi multimediali, della durata di circa tre minuti.

Dopo la competizione multimediale tra gli studenti, i partecipanti al Mediashow, verranno guidati alla scoperta della Basilicata e degli itinerari storici Melfitani, dei laghi di Monticchio e dei tesori del Vulture. Saranno allestiti anche stand di promozione di prodotti tipici, di prodotti informatici, di prodotti per l’innovazione didattica e ci sarà anche l’annullo filatelico speciale.

I docenti accompagnatori degli studenti che gareggiano all’olimpiade della multimedialità seguiranno invece un corso di aggiornamento sul tema “Social network e Didattica” durante il quale terrò un intervento anche io dal titolo “Social Network: possibilità di uso consapevole nella didattica”.

Condividerò ovviamente la presentazione.

Cerimonia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Il 17 marzo 2011, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrerà alla Camera dei deputati il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si terrà una cerimonia solenne a Camere riunite e alla presenza del Presidente della Repubblica che verrà trasmessa in diretta web/tv dalla Rai.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha individuato una scuola per ogni Regione d’Italia che parteciperà in delegazione formata dal Dirigente scolastico o da un docente e da uno studente alla Cerimonia per il 150° a Montecitorio.

20 tra docenti/dirigenti e 20 studenti.

Gli studenti saranno nell’Aula Parlamentare mentre gli adulti seguiranno la cerimonia dalla Sala della Lupa.

Le scuole sono state scelte tra quelle segnalate da ciascun USR in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico che si è tenuta lo scorso 24 settembre al Quirinale, alla quale ho avuto l’onore di partecipare.

Ecco, la mia scuola è la scuola prescelta per rappresentare la Basilicata alla Cerimonia del 17 marzo. Il mio Dirigente ha delegato me, avendo accompagnato i nostri studenti già all’inaugurazione dell’Anno Scolastico 2010/11.

Io ed una studentessa rappresenteremo la nostra Regione al cospetto del Presidente della Repubblica. Ne sono onorata. Sono emozionata anche solo a scriverlo.

La cerimonia si svolgerà così, da programma inviatomi, dalle 16.00 in poi:

Dopo che tutte le Autorità hanno raggiunto i loro posti, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei Deputati e il Presidente del Senato della Repubblica, fanno ingresso in Aula.

Verrà eseguito l’Inno d’Italia da parte della Banda musicale.

Ascolteremo gli interventi del Presidente della Camera dei deputati, del Presidente del Senato della Repubblica e infine del Presidente della Repubblica.

Conclusioni e onori militari al Presidente della Repubblica.

Sto già ripassando l’inno nazionale!

Ovviamente, per quanto mi sarà possibile, aggiornamenti e foto dell’evento, spero anche in tempo reale, attraverso i vari social network (Twitter/Facebook/Friendfeed/Flickr).

Potenza is burning

Trovato su Facebook (lo aggiungo alle mie conoscenze sulla cultura e le abitudini locali, dopo il corso di lucano di base e la voce Nonciclopedica su Potenza e i Potentini).

vivo a potenza ma la gente capisce sempre cosenza e mi dice “che bella la calabria!”

ora c’è woodcock
abbiamo arrestato vittorio emanuele
abbiamo arrestato fabrizio corona
è venuta anche la moglie nina
abbiamo fatto la fila per guardarla
faustino ha detto che il re era innocente
in piazzetta non ci va più nessuno
vado solo a san michele
ordino due amari e una birra
ordino quattro amari e due birre
abbasso la gradazione alcolica così mi ubriaco prima e spendo di meno!
t’offro n’amaro!
a san michele una peroni costa un euro!
vado allo zero nove sette uno
ordino sei amari e tre birre
vado al dàiamond
saluto tonino
saluto i uagliò
turnammcenn’ in casa!
esco sotto i portici della tèlecom
sei proprio fiezzo
fatti forza mi frà
ti amo a catena mi suò
mamma chi flesh
andiamo a svolgere il cioccolato di napoli
mi finanzieresti una sigaretta?
u putenza è sempe nu squadrone
a melfi so tutti zingari
se la merda fosse oro a matera c’è il tesoro
quei quattro sassi di merda!
scaglione è nu coglione
cò postiglione non falliremo mai: ma vafanculo!
siamo undici leoni
vado sopra potenza a menare i punk,
vado sotto casa a menare i punk,
divento punk!
pesco carpe all’alto basento
alle prime la prima canna
alle seconde la seconda
facciamo nà sòcia alla snai
ai vertici ci sono i portici
alle quattro al bar vienna
il quattro bianchi al tre gazzelle
il cervelletto di scimmia
andiamo a fare l’amore al pantano
pompa pompa marì
il pazzo delle coppette
sciabecco
s’ncazzà s’ncazzà scùs scùs nun t’ncazzà
maò c’è silvio giordano
rocchino u carcerato
renato martorano
vado al classico ma non lo dico in giro
faccio colazione da peke snack
vado all’ ìtis e ne vado fiero
faccio filone a montereale
vado a sentire i dàmash
ascolto il dottor panico
renato pezzano è meglio di dèvid gìlmur
vado a vedere il film di rocco papaleo
a tramùtola ci sono solo belle ragazze
a tramùtola ci stanno solo cesse
a potenza la situazione è migliorata
ma ci stanno ancora le figliòle con i baffi!
vado al gòblins
mi metto i giubbotti con la cintura
parcheggio in piazza prefettura
parcheggio a largo pignatari
parcheggio sotto il ponte di montereale
parcheggio in mezzo alla strada!
la municipale va a dormire alle nove!
la municipale prima delle nove racconta barzellette!
la panda grigia è solo della digos!
a chianchetta mi prendevo le botte
al francioso mi prendevo le botte
al serpentone mi prendevo le botte
a macchia romana continuo a prendere le botte!
il serpentone non è più quello di una volta!
a potenza non c’è la mafia
a potenza puoi lasciare la macchina aperta con le chiavi dentro
i fidanzatini di policoro
i veleni di tito
toghe lucane
iena due
elisa claps!
è stato il prete
è stato l’albanese con la uno bianca
è stato chi l’ha visto!
vi ricordate di colombo?
e andreotti che viene a potenza per appoggiare la candidatura di de filippo

[Recensione] Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù

More about Lucani

Sai quei libri che compri per caso? Ecco, Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù di Angela Langone stava accanto alla cassa della libreria di Potenza dove io e husband stavamo comprando altri libri.

Vicino alla cassa e, mentre aspettavamo il nostro turno per pagare, cade l’occhio sul titolo e comincia lo sfottò. Amore ora me lo compro, voglio capirvi di più, a volte io da calabrese non vi riesco a seguire, oramai vivo qua…cose così. E lui: ma dai non ti basto io?

Amore, ma qui si parla dei difetti e delle peggiori virtù: è arrivato il momento di conoscerle per difendermi, prima che mi fagocitiate, qua in Lucania!

Ecco, un libro comprato per sfottò, orgoglio calabro che vuole approfondire difetti e virtù dei lucani che l’hanno adottata. Un libro agile e simpatico che si legge in pochissimo, un libro divertente, pieno di quei luoghi comuni che non pensavi fossero realmente così comuni da essere praticamente parte integrante del cosiddetto lucano DOC.

La giovane autrice, per scrivere un libro sui lucani, non poteva che essere figlia di lucani, pur vivendo nel milanese. E scrive benissimo. Ottimo stile.

La Basilicata, la regione che quando dici “sai io vivo a Potenza” nessuno riesce a collocarla bene tra Napoli, la Calabria e la Puglia. Si, da qualche parte sta. Là in mezzo. Regione inesplorata fino a poco tempo fa, un po’ meno forse dopo il film di Papaleo che, almeno qui a Potenza, ha fatto più incassi di Avatar, al botteghino.

Lucania che ancora non si capisce come ci si arriva (poi capisci perchè Cristo s’era fermato ad Eboli, non sarà mai passato il regionale per Potenza, si quello che ci mette così tanto tempo per fare Potenza/Salerno o viceversa che ad un certo punto ti sembra di non sapere più dove stai).

Quella sottile linea rossa che divide la Basilicata dal resto d’Italia.

Potenza: la sottile linea rossa

I lucani, così diversi dagli altri meridionali, sicuramente diversi da noi calabresi, questo permettetemelo. I lucani non amano il luogo dove sono nati. No, i lucani lo adorano. La Basilicata più che una regione è una comunità e la lucanità oltrepassa i confini geografici. I lucani nel mondo riescono a ritrovarsi e riconoscersi (vabbè questo capita anche ai calabresi, diciamolo).

Pare ci siano 1.600.000 lucani nel mondo (fatti due conti, no non vivono in Basilicata quindi).

Lucani si nasce e si resta. E loro, modestamente lo nacquero. (Poi dici che non faccio bene a precisare sempre che son calabrese di nascita, lucana di residenza!)

Il libro passa dalla storia della popolazione a quella dei luoghi che non si può non visitare capitando da queste parti. Bellissime le perle di cultura locale e i detti popolari spiegati a chi lucano non è.

Il lucano non si dilunga in chiacchiere quando vede un amico, si limita a dire “Offro io!” e guai a chi protesta. “Haggia pagà ‘i!”

Si starebbe proprio bene in Basilicata…se non fosse per la gente! 600.000 persone, la gente lucana, probabilmente tutti imparentati fra di loro!

Avere 2000 parenti significa all’incirca 8 matrimoni l’anno, 18 tra cresime, battesimi e comunioni, 13 funerali e bè…2000 compleanni! Ai matrimoni si riuniscono almeno 300 persone, il che significa stringere almeno 300 mani sudaticce o ruvide, baciare 600 guance accaldate, ricordare 300 nomi e cognomi di persone di cui non si sa più neanche il grado di parentela!”

Tradizioni e costumi ripercorsi simpaticamente nel libro, vale la pena leggere e sorridere di tutto e pensare “E’ vero, sono proprio così!”  Si trova poi nel libro “Lucani – Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù”  un capitolo dedicato alla donna lucana, permalosa e fiera, a capo di famiglie matriarcali da sempre. La mamma non si tocca, per un lucano è ancora più vero.

“La mamma lucana è una mamma lupa: la padrona della tana, protettiva come una crema solare, intransigente come un direttore del personale.”

Segue un capitolo ovviamente immancabile sui cibi e la cucina lucana. E’ lampante anche solo a chi è passato per poche ore in Basilicata che la cucina locale è soprattutto tanta! E anche buona. Ogni prodotto tipico degno di nota viene raccontato nel libro e ti fa venire veramente appetito e voglia di assaggiare. Dai cruschi all’Aglianico passando per molto altro.

Venite a trovarci, il lucano è sempre ospitale e desideroso di farvi assaggiare (vabbè dai anche il calabrese è così, concedetemelo). Venite a trovarci. Il lucano non ama aver la casa vuota, il lucano deve sempre offrirti qualcosa. Guai a te se non accetti, forestiero.

Lucania terra di contadini, poeti, briganti ed emigranti ma raccontata con il cuore e l’orgoglio di discendere da genitori lucani.

In fondo al libro anche un piccolo manualetto di lingua lucana per sopravvivere in caso di permanenza sul territorio. Utilissimo anche a me che vi risiedo, mica è facile capire i lucani quando parlano fra loro senza considerare che te, magari, sei calabrese e non è che afferri proprio tutto dei discorsi.

“Sembrerete dei veri lucani se… al posto di chiedere “Come ti chiami?” direte “A chi sì figl’?”

Poi alcuni brevi simpatici ritratti dei lucani come noi, per meglio dire dei lucani famosi della storia passata e presente, da Orazio a Beniamino Placido, passando per molti altri.

Libro gradevolissimo e che consiglio. Piacevole acquisto per caso, piacevole lettura.

Per chi avesse conosciuto lucani e volesse approfondire le caratteristiche peculiari di questa regione e dei suoi abitanti, per sorridere ed imparare. Per essere preparati quando passate da queste lande.

Cosa vuoi di più dalla vita? Ah io nulla. Il lucano già ce l’ho!

Potenza – Ponte attrezzato e Scale Mobili

Ieri, 24 gradi, un sole splendido, mi son detta: “Facciamoci un giro, va!” Avevo proprio voglia di stare all’aperto, ho preso la digitale e via. Proviamo, finalmente le scale mobili nuove, il Ponte Attrezzato Santa Lucia che, da gennaio ,permette di attraversare la città da una parte all’altra (per capirci, da casa mia, zona Poggio Tre Galli, a Sopra Potenza – via Pretoria, centro città).

Proviamo a vedere se è vero che ci si mette più o meno 15/20 minuti ad andare in centro, come dicono. E’ vero! Una svolta anche per me! Potenza si sa, non offre certo modo di camminare tranquilli e di andare da una parte all’altra senza automobile, tra “discese ardite e risalite” (cit.)

La mia passeggiata nelle foto che seguono, così capite anche voi di cosa si tratta quando vi dicono che a Potenza ci son le scale mobili ed il ponte attrezzato.

Ora faccio anche l’intellettuale e vi dò qualche informazione (magari architetti e ingegneri che mi leggono sono interessati a sapere qualcosa in più, oltre alle foto).

Il percorso da via Tammone a Porta Salza è di 600 metri, formato da 26 rampe, dotato di 2 ascensori inclinati per diversamente abili, ed in 15 minuti collega le due parti della città e trasportando fino a 9000 persone in un’ora (che non credo vedremo mai circolare tutte insieme).

Dovete sapere che Potenza, ridente cittadina in cui risiedo per amore, senza mare nel paesaggio a cui ero abituata, con l’inaugurazione e la messa in funzione del Ponte Attrezzato, raggiunge un primato: è la città d’Europa dotata del sistema di trasporto urbano più lungo costituito da scale mobili. Dicheno.

Complessivamente Potenza, in questo momento, ha un sistema di scale mobili che si estende per 1,3 Km con una capacità di trasporto complessivo di 18.000 persone/ora. La città di Tokio, prima al mondo, ha un sistema di poco superiore (1,5 Km). Non potevo non farci finalmente un giro e parlarne.

Il Ponte Attrezzato Santa Lucia non è mica il solo. Si aggiunge, infatti, alle già esistenti: Scala Mobile Prima (Viale Marconi – P.zza Vittorio Emanuele), Scala Mobile di Via Armellini e Scala Mobile Basento, di prossima apertura, che collegherà la stazione di Potenza Centro con il Mobility Center, primo Centro Direzionale della città.

Non entro nel merito di questioni che non conosco ma di cui, ovviamente, qui si parla: è costato troppo, ci hanno messo secoli per costruirlo, il progetto iniziale era diverso, dovevano esserci dei negozi sulla parte di ponte aperto, quello che passa sopra Viale dell’Unicef, il problema dei parcheggi alle varie entrate, ecc. Beghe politiche, economiche e amministrative da cui preferisco star fuori.

Volevo solo condividere la mia passeggiata di ieri. Sperando che il tempo cominci seriamente a migliorare anche qui sull’Appennino Lucano in modo che io possa stare in giro un po’ più spesso e raccontare qualcosa di questa città che mi ospita.

Altrimenti dite che parlo sempre di Vibo e del mare…chi sa perchè.