La rappresentazione degli strumenti digitali che utilizziamo ogni giorno in maniera analogica. Fantastici gli omini Twitter… ma non solo. Enjoy!
The Art of Analog Computing from meltmedia on Vimeo.
(via Ilarialab)
La rappresentazione degli strumenti digitali che utilizziamo ogni giorno in maniera analogica. Fantastici gli omini Twitter… ma non solo. Enjoy!
The Art of Analog Computing from meltmedia on Vimeo.
(via Ilarialab)
Questo blog si è occupato più volte degli esami di maturità, così come del “copiare” agli esami o in classe durante i compiti.
Come ti copio senza che la prof si accorga, Copia che ti sgamo…anche senza le tecnologie, L’arte di copiare durante un compito in classe, Come ti copio all’esame di Maturità 2008, Come ti copio all’esame di Maturità 2009, Esami di maturità: da come copiare alle anticipazioni dei temi dall’Australia…E se me la fanno togliere la maglietta per copiare?
Quest’anno la maturità, molto più dell’anno scorso, viaggerà su Facebook via telefonino o via iPhone, scommettiamo? Comunicano tra di loro così. E’ un dato di fatto.
Appuntamento abituale di questo blog, il post su cosa si inventano gli studenti per copiare agli esami, non potevo esimere dal fare un giro in rete per segnalare le “novità del settore”.
Un misto di tecniche e tecnologie vecchie e nuove condivise tra i ragazzi attraverso il web sociale. Video, post, commenti in cui si spiega come fare a copiare (durante i compiti o agli esami) senza essere sgamati dai professori.
Fate una ricerca in rete. Rimarrete basiti, miei cari colleghi prof.
Ad esempio la tecnica delle etichette delle bottiglie di plastica la conoscevate?
Il gruppo dei mai sgamati pontifica sui mille modi di utilizzare bigliettini e non solo.
Oppure i trucchi che il 98% degli studenti non conosce insieme a quelli che invece tutti conoscono. E sono solo i primi esempi di gruppi e pagine collaborative di studenti che si organizzano, ce ne sono tantissimi altri.
I bigliettini infilati OVUNQUE, comunque, sono gettonatissimi dalla notte dei tempi, malgrado le tecnologie. E’ la tecnica principe, in mille varianti: dai cappellini alle calze, passando per i vocabolari, i borsellini ecc.
Youtube è pieno di video come questo che spiegano trucchi per copiare in classe.
Oppure iPod, iPhone, smartphone, lettori mp3 & co. L’auricolare nelle orecchie, nascosto da una sciarpa o dai capelli o dalla felpa con cappuccio. Utilizzati per fruire di audio registrati appositamente oppure per leggere i file utili, oppure per inviare messaggi (SMS, mail, bacheche di Facebook, MSN) ed ottenere risposte.
Per capire cosa possono fare i ragazzi con telefonini/iphone & co. in mano, ve lo spiego con le testuali parole di uno studente (prese da una delle bacheche dei gruppi che vi sto segnalando):
io utilizzo il mio i-phone tranquillamente perke i prof “antichi” nn sanno neanche che cosa sia!!! io naturalmente lo metto in modalità off line e posso lavorare tranquillamente XD… certo quando passa il prof o la prof lo metto in standby. una volta mi e capitato, gli ho dtt “prof e spento, che nn lo vede??” (naturalmente piggiando lo schermo)!! quella se l’e bevuta =)
O, banalmente, le foto delle pagine del libro sul cellulare (neanche si sprecano più a scrivere appunti sotto forma di note leggibili). E via di passaggi via Bluetoot o MMS.
Insomma, non si può non stare al passo con le tecniche utilizzate dagli studenti per copiare spudoratamente. Aprite gli occhi, colleghi.
Non si può non considerare che i ragazzi oggi hanno in mano strumenti di comunicazione e fruizione di contenuti (con e senza collegamento a internet).
Consiglierei ai colleghi impegnati nelle commissioni degli esami di stato anche di verificare la presenza di wifi aperte e ricevibili dalle aule dove si svolgeranno gli esami. Una pacchia ulteriore, per gli studenti con smartphone, se così fosse. (e per i prof. tipo me che magari durante la vigilanza potrebbero annoiarsi)
Meditiamo, colleghi, meditiamo.
Maria Stella è scomparsa. A una lunga lista di inviti ha risposto con altrettante disdette. Forse per indole. Forse perché ancora le frulla nell’orecchio quel “Gelmini vieni fuori” gridato dagli studenti davanti al Senato mentre dentro si diceva sì alla “sua” riforma. Forse perché ha un senso quell’adagio secondo il quale sarebbe meglio la via della fuga che quella del disonore e visto che – dice Berlusconi – i consensi nei confronti del ministro calano a vista d’occhio, meglio il low profile che le uova marce. Il mantra è: “impegni contingenti”. Quelli che impediscono alla Gelmini di partecipare a tutte le iniziative alle quali è previsto il suo intervento.
da Repubblica (consiglio di leggerlo fino in fondo)
Io mastico pane e scuola da quando sono nata. La faccio breve, i miei da sempre lavorano nella scuola, io da sempre lavoro nella scuola, prima di occuparmi anche di altre cose. Non solo, mastico sindacato scolastico a livelli provinciali, regionali e nazionali sempre per legame familiare molto ma molto stretto. So bene cos’è il precariato, i concorsi, le graduatorie, i diritti e i doveri ecc. ecc. E son praticamente quasi coetanea di un Ministro che non ha mai messo il naso nel mondo complessissimo della scuola e dell’istruzione italiana.
Orbene, la premessa era neccessaria, prima di scrivere quanto segue, che mi esce dalla pancia, dopo aver letto l’articolo di Repubblica.
A nome di tutto il personale della scuola permettetemi di lanciare un appello serio.

Aridateci un Ministro dell’istruzione. Dell’ologramma senza voce non sappiamo che farcene. (No perchè io continuo ad associare la voce della Gelmini a quella della Cortellesi e sui giornali gira sempre e solo la stessa foto).
Aridateci un Ministro, una figura istituzionale, di destra o di sinistra non importa.
Aridateci un Ministro che partecipa a convegni ed eventi, che sappia dire due parole due di quello che “ufficialmente” scrive in decreti che portano la sua firma.
Aridateci un ministro che almeno si affacci alla finestra a sentire chi è che fa tutto sto casino sotto viale Trastevere.
Aridateci un Ministro che tratti con i sindacati, anche se poi decide di testa sua.
Aridateci un Ministro dell’istruzione. Ma seriamente.
E aridateci un sito istituzionale aggiornato. Per la prima volta da che io ricordi, su istruzione.it non succede nulla, non si comunicano le percentuali dello sciopero, c’è un buco nei comunicati dal 24 ottobre al 5 novembre. Per la prima volta NON si percepisce chi c’è al Ministero dell’istruzione nemmeno dal sito, prima vetrina che i colleghi che l’hanno preceduta occupavano invece a man basse.
La comunicazione passa anche e soprattutto da istruzione.it. Aridateci un ministro e un sito. Almeno di facciata, vogliamo sapere che cosa fa, come è stato per chi l’ha preceduta.
I comunicati del Ministro NON CI SONO. Come se la settimana della protesta degli studenti, dei docenti, delle università, della scuola tutta non fosse esistita.
No è il ministro che non esiste. E’ un ologramma. Maestro unico, pensiero unico (no, cavolo, questa è sempre la Cortellesi, no proprio non mi viene in mente una frase di Maria Stella).
Aridateci un Ministro capace di presenziare pallosissimi convegni in Italia e all’estero, di moderare le tavole rotonde, di spiegare come stanno realmente le cose nel mondo della scuola, di ascoltare. Anche se poi continua a fare di testa sua.
Aridateci un Ministro che manda pallosissime circolari in tutte le scuole, un giorno si e un giorno no.
Aridateci un Ministro che sappia dire la sua su ogni argomento che interessa il settore che Governa, anche a rischio diapparire presenzialista a tutti i costi ed egocentrico.
Aridateci un Ministro con la testa e magari con le palle, di destra o di sinistra, non importa.
Oppure toglietela dal Ministero, tanto non serve. Bastano Tremonti e Brunetta. Tagliate l’improduttività di un Ministro che non è neanche capace di fare RAPPRESENTANZA, quella rappresentanza che è parte integrante del RUOLO che riveste. Non sappiamo che farcene di una che non ha il tempo per il mondo dell’istruzione, però trova il tempo di andare dal parrucchiere.
Per il ruolo che rivesti, Maria Stella, ti prego di apparire, di scrivere, di comunicare, almeno al mondo della scuola e dell’università che sei chiamata a governare. Ripeto, caccia le palle, fai come vuoi, ma esci allo scoperto. Dopo tutto sei Ministro dello stato, non una qualunque. Per la poltrona su cui sei seduta in viale Trastevere, noi paghiamo le tasse.
Aridateci un Ministro. Questo ologramma non serve a nessuno. Neanche al Governo.
Ho in mano una modem usb MOMODESIGN MD-@ con scheda 3 in prova gratis una settimana (50 MB al giorno). Poi, come sapete, ho in mano un macbook.
Secondo la ragazza del negozio 3 per il mac basta andare sul sito della 3 (qui per l’esattezza) e fare tutto quello che ti dicono di fare.
Io che son blogger mi ricordo di @delymyth che aveva dettagliatamente descritto la procedura a suo tempo e poi trovo un altro bel post qui.
In sintesi dopo aver provato e riprovato ad aggiornare il firmware (quello dal sito di 3 è più aggiornato e dovrebbe essere il definitivo), il mio macbook non ne vuole sapere. Il programma Fast Mobile Modem 3 vede la chiavetta, mi dà campo, faccio connetti, mi dice “connetto” poi “autentico” e subito “disconnetto”. Insomma non c’è verso.
Ho provato a cercare qualche forum con soluzioni. Non sono arrivata a capo di nulla.
Se qualche anima pia ha utili suggerimenti per far funzionare la MOMODESIGN MD-@ con scheda 3 sul mio macbook si faccia vivo/a (mail, commenti/twitter/come volete).
Altrimenti io domani la riporto in negozio e tanti saluti! (e meno male che è in prova gratuita che se l’avevamo acquistata il post lo scrivevo incazzatissima altro che così).
“Again & Again” by the Bird & the Bee