Chi sono i lurker? La maggioranza silenziosa di chi segue chat e blog ma non interviene mai? La blogger Caterina Policaro ci descrive il profilo di chi vive il web passivamente.
Il podcast della puntata di Versione Beta andato in onda il 14 dicembre 2007. (Tra il minuto 3 e il minuto 11.40 più o meno…l’intervento più lungo fino ad ora registrato…)





Caterina ho ascoltato il tuo intervento. Tutto vero per carità. La discussione è stata piuttosto interessante. Io però non capisco questo interesse “morboso” verso i lurker. Anche perchè secondo me non c’è nessun mistero dietro. In molti casi si tratta di mancanza di tempo.
Io in questi giorni commento più del solito, anche perché ho più tempo libero. Ma per la maggior parte dell’anno sono un quasi-lurker. Lo sono per fattori di tipo esogeno, non per scelta: non ho tempo per commentare. Durante il giorno gli impegni sono incombenti e la sera vado a socializzare nella first life.
(sto generalizzando) Se nell’arco della giornata ho meno di due ore per navigare in Internet, ragiono in ottica di ottimizzazione. Voglio dire che se ho 60 minuti di tempo libero per navigare, questi li impiego per leggere più notizie possibile, a partire dalle grandi fonti (tipo IHT, Corriere, Sole 24 Ore, ecc.) per arrivare a Digg, ai network di blog che dispensano informazioni a go-go, fino ai blog personali. Capirai quindi che il tempo a disposizione per singolo sito visitato è poco, anche perché la lettura delle fonti più grandi (nel mio caso IHT) ne assorbe la maggior parte.
In più bisogna considerare il contenuto e la qualità percepita dei post. Se un post parla di cose già lette, sentite, trattate mille volte, l’idea di lasciare un commento diventa ancor meno “attraente”.
Insomma, se uno non commenta o è perché non può, o è perché la notizia non lo ha conquistato al punto giusto. Allora perché continuate a parlare dei lurker?
Lore