Internet MALE vs Internet BENE

Sfatiamo il mito che "La RETE è IL MALE".

Ieri leggevo sui giornali della strage del ragazzo finlandese che aveva preventivamente messo il video su YouTube. Articoli imbottiti del concetto "Internet è Il MALE" per i nostri giovani e di analisi psicologiche senza fondamenti di conoscenza vera del funzionamento di YouTube e di quello che ci si può fare in termini di condivisione, socializzazione e divertimento. Già, ma vallo a spiegare al giornalista che YouTube non è solo il contenitore di video scabrosi (tipo quelli che riprendono situazioni pseudo assurde della scuola italiana, tanto di moda quando si parla diInternet). Si vallo a spiegare che anche se il video viene visto 200000 volte, un utente come fa a riconoscere gli elementi di pericolosità e quindi segnalare alle autorità competenti? Nel senso che un video su YouTube è un file girato e montato da qualcuno e inserito là e condiviso in rete. Certo in questo caso poteva essere presagio di strage…ma anche no.

Poi leggevo dell’omicidio di Perugia. L’amica della ragazza assassinata aveva ommioddio un su myspace (che tra l’altro definito dal giornalista come libro online), dove in ben 2 frasi (rendiamoci conto 2 frasi) si potrebbero leggere a posteriori, in uno dei racconti che essa, studentessa di scrittura creativa, postava, riferimenti all’omicidio di cui ora vengono accusati. Ommioddio. In un racconto seppur splatter di una che studia scrittura creativa e che usa il blog come tanti per scrivere le sue cose. Quindi l’equazione è: scrive su Internet, c’è sicuramente il MALE in quello che scrive, quindi Internet è il MALE.

Ora sono episodi gravi, magari in questi 2 casi di cronaca nera è anche possibile trovare delle relazioni tra quanto è stato messo in rete dal ragazzo finlandese o da quest’ultima ragazza americana a Perugia. ma le analisi che ho letto sui giornali mi son sembrate troppo semplicistiche e scritte da psichiatri della devianza giovanile che se la dovevano prendere con le tecnologie moderne. E’ troppo facile spiegare il disagio giovanile così…Ma questo accanirsi contro Internet e quello che i nostri giovani ci fanno, sulla devianza causata dalla rete, mi sembra sempre esagerato.

La rete non è il MALE. La rete offre mille opportunità. Si tratta di rompere questo muro di ignoranza di chi la rete la utilizza poco e solo per demonizzare. Come fare? Sfatiamo il luoghi comuni di Internet. Cerchiamo invece di coglierne tutte le opportunità e di utilizzarle in ogni settore. Certo quello che mettiamo in rete rispecchia quello che viviamo e vediamo nella vita reale. Quindi accanto alla creatività, alla socializzazione, alla condivisione, al social web ecc, c’è anche la pornografia, i pericoli, le frodi, i pazzi, i deviati ecc. Esattamente quello che troviamo quando la mattina ci chiudiamo la porta di casa alle spalle e scendiamo per strada…

A noi trovare il modo di diffondere le possibilità e la parte "BUONA" di Internet. Quella abitata.

PS POST UPDATE: Rientrata a casa volevo aggiungere qualcosa sull’articolo apparso su Repubblica a firma di Gabriele Romagnoli sulla cosiddetta Generazione Youtube o della solitudine dei giovani su Internet. Invece vi rimando a chi di queste cose ne sa più di me: Webgol, Giovanni Boccia Artieri, Zambardino, che quoto anche io:

"…Ammettiamo pure che nel far blog, postare su youtube, twittare con e quant’altro ci siano solitudine ed esibizionismo, non so se ricordate una vignetta di Altan, dove il padre dice al figlio: “Sempre lì a rincoglionirti con la televisione, eh!” E il figlio: “Tutta invidia perché te ti sei dovuto rincoglionire con la radio”…"

Guardate il video di Marco Montemagno…qualche buona idea la trovate qui.
IAB Forum 2007 – Marco Montemagno – Evoluzione dei Media

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catepol - Caterina Policaro

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9 pensieri riguardo “Internet MALE vs Internet BENE

  • 09/11/2007 in 09:40
    Permalink

    condivido completamente queste tue considerazioni.Purtroppo, noi che viviamo la rete sappiamo che non è male,è difficile farlo capire a chi non lo vive,ci sono troppi pregiudizi!

    Risposta
  • 09/11/2007 in 10:36
    Permalink

    Già… son d’accordo. In realtà, mi hai anticipato. Stavo per scrivere un post anche io sull’argomento. Più che altro tenderei a sottolineare una cosa: più i giornalisti continuano a parlare di Internet come male, come un “luogo” dove si può fare di tutto impunemente, più la gente ne sarà convinta. Io sono del parere che bisogna far capire alle persone che Internet è una risorsa, che su Internet continui ad essere te stesso e che, se fai una cazzata, non sei esentato dal pagarne le conseguenze solo perchè sei in rete…

    Risposta
  • 09/11/2007 in 12:24
    Permalink

    La rete amplifica questi fatti ma di certo non è la causa.

    vale

    Risposta
  • 09/11/2007 in 13:58
    Permalink

    analisi assolutamente condivisibile.

    Mi chiedo anche che tipo di psicologi hanno intervistato, hanno fatto sembrare chi ha un blog o pubblica video su youtube un povero derelitto della società che passa ore su ore su internet progettando stragi di massa.

    Ed è pure difficile poi spiegarlo che magari, ci sono molti che non si nascondono dietro un nick e che oltre la rete ci sono gli incontri, le cene, le birrate.. che sono molto piu “sociali” del catechismo o della scuola calcio.

    Robie

    Risposta
  • 09/11/2007 in 15:37
    Permalink

    cara cate,

    sai come la penso sui giornalisti tesserati…;) e come amo ripetere le cose buone hanno bisogno di tempo.

    tempo per analizzare i fenomeni

    tempo per non sparare le prime cazzate che ti attraversano il cervello

    tempo per cercare confronto e feedback da persone che continuano a studiare i fenomeni e hanno voglia di essere sempre aggiornate

    tempo per separare il segnale dal rumore

    la rete e il male coincidono solo per chi non ha mai acceso il computer o …il cervello. fate vobis

    Mirco,

    il tuo compagnuccio di merende

    Risposta
  • 09/11/2007 in 17:56
    Permalink

    La verità è che la rete resta ancora un ambiente inesplorato, o meglio, conosciuto solo superficialmente dalla maggior parte della popolazione (come gli autori di determinate affermazioni). Penso che tutti quanti sappiano navigare in internet al giorno d’oggi, ma quanti ne comprendono le reali potenzialità? e i derivanti pericoli?

    Risposta

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