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La matematica della visibilità su Facebook: EdgeRank & co.

Sintetizzo subito (così non siete obbligati a leggere tutto il post di approfondimento tecnico): ogni contenuto/oggetto che viene postato da un utente  su Facebook ha maggiore visibilità sulle bacheche dei suoi contatti quando il punteggio (detto EdgeRank), che l’algoritmo di Facebook gli assegna, è più alto.

Tradotto in parole più semplici: i fattori che influiscono sulla visibilità di un contenuto su Facebook (e sul loro EdgeRank) dipendono dalla capacità di relazione dell’utente con i propri contatti (messaggi privati, commenti, Like, tag, conversazioni), dal coinvolgimento e dall’interesse che suscita (like, tag, commenti, condivisione) e dal fatto di essere un contenuto abbastanza recente.

Facebook è un social network basato sulle relazioni personali e sociali tra gli utenti. Paga, in termini di visibilità, investire molto tempo a leggere, commentare, condividere ed interagire con gli altri utenti ed i loro post.

Io ve l’ho detto che la chiave della visibilità su Facebook è la socialità.

Approfondimento tecnico.

Salvatore Scellato dopo aver letto il mio mio post sul paradosso della visibilità su Facebook mi segnala un approfondimento utilissimo per capire come funziona realmente Facebook, che riporto qua per completezza di informazione.

Facebook gestisce una quantità immane di informazioni che riguardano sia noi e quello che ci condividiamo sopra ma anche quello che ognuno dei nostri contatti ci condivide.

Semplificavo nel post precedente e dicevo che:

Facebook per default, permette di visualizzare sulla homepage del nostro account al massimo 250 tra profili di amici e Pagine con il criterio di privilegiare  i post maggiormente condivisi e apprezzati dai nostri amici e da altri utenti, i post delle persone o delle pagine su cui siamo andati a commentare o mettere “mi piace” di recente o che hanno commentato e messo il like da noi. (Il paradosso della visibilità su Facebook)

E spiegavo come è possibile modificare e gestire la visualizzazione delle notizie riguardanti i contatti Facebook che ci interessano.

Precisavo a fine post che, in un certo senso, la visibilità di quello che postiamo su Facebook dipende dalla nostra socialità e che infatti:

in generale si visualizzano in bacheca i post delle persone o delle pagine su cui siamo andati a commentare o mettere “mi piace” di recente o che hanno commentato e messo il like da noi…

…ci siamo capiti: a meno che non andiamo noi a conversare, commentare, mettere “mi piace” sulle bacheche dei contatti dai quali ci interessa essere seguiti.

Aggiungo ora alcuni dettagli tecnici riguardo a come il contenuto del news feed di Facebook viene ordinato dall’algoritmo di Facebook e poi personalizzato per ogni utente. Le informazioni sono tratte da un interessante articolo di Techcrunch dello scorso aprile nel quale vengono spiegati i  dettagli matematici del funzionamento della visibilità in Facebook, in maniera semplice.

L’algoritmo che permette al news feed di mostrarci le informazioni ritenute rilevanti per noi utilizzato da Facebook si chiama EdgeRank. Ed è ottimizzato per far si che appaiano in bacheca le notizie dei nostri contatti (250 o quanti abbiamo scelto di seguirne, modificando il numerino) secondo alcuni criteri che ne determinano la rilevanza.

La sensazione di vedere sempre le stesse persone, ricordate? A prescindere dal numero che modifichiamo. Bene! E’ matematica più che essere una sensazione. La matematica della visibilità su Facebook, che dipende dalla socialità.

Per quanto matematici, infatti, questi criteri, la rilevanza dell’algoritmo è sulla socialità. Quanto più sociali sono gli Oggetti/Notizie condivisi su Facebook, quanta più interazione generano, tanto più acquisiscono rilevanza e visibilità.

Facebook ci mostra praticamente solo un sottoinsieme delle notizie dei nostri contatti. Se ci mostrasse davvero tutto, il sistema avrebbe seri problemi e rallentamenti. Allora interviene l’algoritmo  EdgeRank.

Ogni “notizia” che viene mostrata nel nostro News Feed viene considerata da EdgeRank come Oggetto singolo. Quando abbiamo un nuovo Oggetto nel News Feed (ad esempio un aggiornamento di status di un contatto), Facebook crea un Edge nel momento in cui questo oggetto interagisce con altri utenti (cioè viene commentato o riceve uno o più “mi piace” o riceve un tag).

Quindi ogni Edge è in realtà una sorta di “Oggetto sociale” dato che include sia l’Oggetto (la notizia, lo status, il link ecc.) più le azioni sociali che sopra di essa avvengono (like, commenti, tag, interazioni, conversazioni, condivisioni).

In sostanza, sono 3 i principali fattori che ‘spingono’ in alto qualcosa sulla nostra homepage di Facebook e rendono visibile la notizia ai nostri occhi:

  • l’affinità con l’autore (una persona con cui interagisco di meno verrà penalizzata e apparirà meno tra le notizie della mia homepage)
  • l’importanza del contenuto postato (una foto è più importante di un commento che a sua volta è più importante di un like, per capirci)
  • la novita’ del contenuto (le interazioni recenti vengono mostrate a scapito di quelle di più vecchia data).

Affinità, quindi l’interazione, che vi è tra il creatore della notizia e chi la vede sulla propria homepage: in pratica quanto più conversiamo con un altro contatto Facebook, quanti più messaggi privati gli mandiamo o ci manda, quanto spesso andiamo a controllare il suo profilo o passiamo sulle notizie che posta, quanto più lo commentiamo o gli clicchiamo “Mi piace” , tanto l’algoritmo conteggia “punteggio” utile in affinità con il nostro contatto, per Facebook.

Se non manteniamo in qualche modo la relazione, piano piano finirà nel dimenticatoio. Io ve lo dico sempre che le relazioni (anche sui social network) vanno sempre coltivate. Quindi anche per l’algoritmo, la relazione non è fatta del singolo Like o del singolo commento (magari spammoso) che andiamo opportunamente a piazzare qua e là su quanto postano i nostri amici, allo scopo di essere visualizzati. E’ qualcosa di più.

Ogni Edge ha un peso diverso (quindi il contenuto postato viene pesato diversamente da Facebook a seconda di che cosa è e di quanta socialità genera) e ogni Edge nuovo vale più di uno vecchio (ecco perchè poi tutto scorre e tutto si perde: Facebook fa riaffiorare solo gli Oggetti recenti ed è sempre difficile recuperare una Notizia/foto/status ecc. più vecchio se non ne abbiamo segnato il relativo link da qualche parte).

Allora, capito come funziona l’algoritmo?

Ogni singola entità sociale (Edge) moltiplicata per questi tre fattori aggiunge punteggio e tutto ciò va a costituire l’EdgeRank dell’Oggetto. Ovviamente più alto è il valore dell’EdgeRank. più alta sarà la possibilità che l’Oggetto appaia sul newsfeed di un altro utente.

Voi vi state sicuramente domandando quanto segue: se un Oggetto creato da un utente mio contatto non ha ricevuto nessuna interazione sociale, allora non viene visto sulla homepage di nessuno dei suoi contatti?

No, perchè anche l’atto stesso di creazione di un Oggetto da postare viene considerato comunque come Edge e quindi mostrato. L’algoritmo dà però priorità, a parità di condizioni nel postare, ad oggetti e Edge che cominciano ad avere “relazioni sociali” significative di qualche tipo.

Detto in parole semplici così da farmi capire da tutti: un qualunque Oggetto postato su Facebook da uno dei tuoi contatti ha molta più probabilità di essere mostrato nella homepage del tuo News Feed se è stato postato da persone che conosci e con cui hai interagito in qualche modo di recente. Se interagisci con un contatto, Facebook dà per scontato che quel contatto lo conosci di più di uno con cui non interagisci e ovviamente te lo ripropone più spesso sotto gli occhi perchè presuppone che di quel contatto ti interessa essere aggiornato molto più di un contatto con il quale non hai rapporti.

Tutto è spiegato ufficialmente qua se avete pazienza di guardare anche il video:

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9 thoughts on “La matematica della visibilità su Facebook: EdgeRank & co.

  1. Questo tipo di algoritmo, ora potrebbe cambiare anche quello di Bing?

  2. Molto interessanti sia l’articolo che il video.

    Mi sembra che il punto cruciale possa riguardare la possibilità di interazione di FB con Google e gli altri motori di ricerca: invece l’impressione che sto avendo è che FB voglia diventare un mondo chiuso che vuole bastare a se stesso, e nel quale Google ha soltanto un ruolo marginale.

    Non che non possano o non debbano farlo, ma il futuro in campo di sviluppo applicazioni mi pare sia sempre più verso l’open…

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