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Festina Lente & serendipity

Serendipity è leggere in una vecchia rivista dal medio ieri dell’importanza di rallentare un attimo, appuntarsi sulla moleskine il motto latino Festina Lente a cui faceva riferimento l’articolo, cercare in rete e trovare questa riflessione sulla rete (che tra l’altro è un testo letto non avete idea quanti anni fa, quando mi affacciavo a Internet).

 

festina lente

La frase festina lente è attribuita a Svetonio. Ma ciò che mi sembra interessante non è tanto l’origine antica, quanto il fatto che sia stata adottata da un grande innovatore del Rinascimento, Aldo Manunzio, proprio quando si apriva un nuovo ciclo nei sistemi di comunicazione.

Festina lente. Affrettati piano. Non è un caso che quell’apparente paradosso fosse il motto dell’inventore dell’editoria, all’inizio di un grande cambiamento nella comunicazione umana. È quel misto di urgenza e di pazienza che occorre per comunicare bene con uno strumento nuovo. La frase, e il simbolo visivo che l’accompagna, possono essere interpretati in molti modi. Ma mi piace pensare che il delfino rappresenti forza, agilità, intelligenza; l’ancora costanza, meditazione, concretezza. Occorre velocità di reazione e flessibilità, capacità di imparare in fretta e di adattarsi continuamente a nuove situazioni e nuovi stimoli. Ma anche molta attenzione, una grande capacità di aspettare; e molta pazienza. Perché i risultati non sono immediati – e non è bene che lo siano.

Gli errori sono inevitabili; il vantaggio è che “sbagliando si impara”. Se cerchiamo di fare “tutto e subito” rischiamo di disperderci e di infilarci in percorsi che non ci interessano, che non ci piacciono, che non corrispondono alle nostre intenzioni. Una sperimentazione graduale, un passo per volta ci permette di esplorare possibilità meno evidenti, di scoprire percorsi che non avevamo immaginato.

L’importante è avere la pazienza di provare, esplorare, scoprire. Partire adagio, senza fretta; ma essere pronti ad accelerare i tempi, a cogliere le occasioni, quando ci troveremo davanti a una possibilità imprevista. Molto probabilmente quelle circostanze ci saranno; ma è quasi impossibile prevedere quando, come e quali. Questo è, credo, il più grosso problema della rete. Ma è anche il suo fascino.

Ogni esperienza in rete ha una sua “curva”, un suo andamento di sviluppo. È meglio se ha una crescita “naturale”: cioè comincia lentamente, poi accelera quando arriva a un punto spontaneo di sviluppo; oscilla, rallenta, cambia e si evolve secondo le esperienze e le situazioni. In pratica non è difficile applicare l’apparente paradosso “affrettati adagio”. Vuol dire non avere fretta quando non serve; ma saper cogliere con prontezza e velocità le occasioni favorevoli.

(Tratto da G. Livraghi, L’umanità dell’Internet (Le vie della rete sono infinite), cap. 27)

2 thoughts on “Festina Lente & serendipity

  1. marco grazie del passaggio. Se non aggiungi altro 🙂 vuol dire che c’è già abbastanza di che riflettere no?

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