leggo e condivido, parolando

Trentenne anch’io

E che siccome io voglio capire la vita che mi gira intorno, e che siccome ultimamente ho viaggiato spesso in treno, e che siccome il treno è il mio habitat preferito per la lettura, eccomi a scrivere qualche appunto su un altro testo letto di recente, acquistato a prima vista  a Termini mentre aspettavo la coincidenza.
 

Una ricerca/saggio di Marina Piazza, non impegnativa la lettura, in cui si affrontano  i problemi delle trentenni di oggi con le parole delle stesse protagoniste. Bè…mi si poteva contattare. Avrei sicuramente aggiunto qualcosa di utile. O vi avrei consigliato di leggere cosa succede@catepol.

Dilemmi vecchi e nuovi: figli o carriera, famiglia o lavoro?
La novità è che ad essere cambiate non sono le donne, ma le nostre aspettative e anche quelle dei nostri compagni. I momenti della vita in cui ci si pone queste domande sono posticipati  così come sono cambiati notevolmente gli scenari lavorativi e di coppia, di stabilità, di mobilità. E sono mutamenti profondi, con ostacoli diversi dal passato e con nuove necessità di scegliere la giusta via. A chi tocca conciliare i due mondi? Alle donne, ovviamente. E la sfida si fa cruciale dal momento che viviamo molto più a lungo e che a cavallo dei trent’anni con laurea, master, e molto altro, avendo attraversato percorsi formativi complessi ci si trova a dover scegliere  a ridosso del confine biologico e naturale della maternità.
L’accesso sempre difficile al mondo del lavoro che discrimina comunque gli uomini dalle donne, i contratti atipici ed a tempo determinato, le co.co.co, le co.co.pro., le consulenze e le collaborazioni (sembra la mia autobiografia recente), la mancanza magari non di stipendio ma di sicurezze per poter progettare il futuro.
Siamo sempre più istruite e sempre più agguerrite, abbiamo sempre più voglia di essere autonome rispetto alle nostre mamme, sempre più decise a realizzarci sia nella famiglia ma soprattutto nella professione, sempre più consapevoli di quello che siamo, delle nostre capacità, della nostra professionalità e di quello che vogliamo.


Bel profilo della  generazione a cui appartengo. Consigliato alle coetanee.

7 thoughts on “Trentenne anch’io

  1. già forse dovrei leggerlo anch’io… perché seppur lontana anagraficamente sono una trentenne disillusa dentro. Cazzo.

  2. si fulvia aspetta…magari quando arrivi tu le cose cambiano ancora…prenderei l’edizione di quell’anno…magari scontata 😉

  3. Le 30enni di oggi non sono diverse di quelli di quasi 20 anni fa…Era allora che ci si sentiva più “in carriera”, relizzate e programmate come un computer. Laurea, lavoro, matrimonio, figli, avanzamenti di grado…C’era forse più sicurezza nel futuro (solo come sensazione), meno precariato.

    Però.

    Però era un bluff, tesora. E le 50enni di ora, lo hanno capito: è altro che cercavano. Un “altro” indefinibile, ma che si può descrivere come un “mare calmo dentro”.

    In poche lo hanno trovato.

    Forse quelle poche che come me si sono sempre giudicate con certezza e umiltà “nate nel secolo sbagliato”.

    Voi – quelle della tua generazione- pur dichiarandovi insicure in realtà siete più forti, più pronte ai cambiamenti repentini, più elastiche, e di certo più ironiche.

    Buonanotte a te, splendida 15enne al quadrato. ;-**

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