Computer a scuola anche senza energia elettrica

Leggo sul edublog una bellissima storia di passione, didattica e tecnologie.

E’ la storia di Moliehi Sekese, un’insegnante della Mamoeketsi Government Primary School in Lesotho che prova ad usare le tecnologie a scuola anche in condizioni limitate (come ad esempio la mancanza di energia elettrica).

Ve la racconto in dettaglio su Wired  sul mio YOUSCHOOL

Youschool: catepol anche su Wired.it

Da oggi è online il nuovo sito di Wired.it, rinnovato completamente nella sua veste online e con esso anche un nuovo blog per me, ospitato tra le loro pagine.

Sono in buona compagnia. Siamo infatti in 18  blogger ad inaugurare questa nuova collaborazione con Wired, la testata diretta da Riccardo Luna: Nicola MattinaMatteo Bittanti,Paolo IabichinoLuca De FinoBernardo ParrellaFlavia MarzanoRiccardo Meggiato,Luca ContiMatteo BordoneAlessandro LongoLinnea PassalerGuido ScorzaCaterina PolicaroPaolo AttivissimoEmil AbirascidFrancesco FondiSimone Pieranni

Il mio blog su Wired chiama YOUSCHOOL, indovinate cosa ci scriverò sopra?

Nuovo blog, nuova avventura. Aggiornamenti, notizie, approfondimenti e novità dal mondo della didattica attraverso le tecnologie, dell’imparare anche attraverso la rete. A 360 gradi, ovviamente. Un po’ la costola di quello che continuerò a scrivere anche qua.

I primi tre post sono online:

WordPress per i siti scolastici accessibili
FacilitOffice: leggere e scrivere è più facile con il computer
La storia d’Italia copiata da Wikipedia

La mia apparizione su Glamour di marzo

glamourOra che è uscito il nuovo numero ve lo posso raccontare.

Su Glamour di marzo c’ero anche io. (L’intero articolo sul Lifestreaming qui e qui).

Aneddoti a margine della mia apparizione in riccioli, faccia, nome, cognome e nickname su Glamour di marzo.

1. L’omonima cugina

Squilla il cell, “Ciao Cate sono Cate” di rito, “Meno male che ci sei tu a portare alto il nostro nome in giro sui giornali. Io, se non vedono la foto dico che sono io, posso?”

Certo Cate, certo! Fai pure!

2. Mia madre

Ho lasciato la copia di Glamour in bagno per vedere quando se ne accorgeva. Non se n’è accorta. Mi ha chiamato, però, giorni dopo perchè altri le avevano ovviamente dato la fotocopia dicendole “Ma questa non è tua figlia?” e mi ha chiamato per  dire a me…“Ma tu hai visto che sei su Glamour?”

3. A scuola: “T’abbiamo visto tutti su Glamour, allora sei famosa!”

Io non c’ero, una mattina, e a scuola, una collega ha mostrato Glamour a tutti. Poi quando mi ha visto, la collega che ha mostrato Glamour a tutti mi fa “Allora visto che sei esperta di computer…che portatile mi posso comprare?”

La collega che ha mostrato Glamour a tutti e m’ha chiesto la consulenza da esperta di informatica ha proseguito dicendomi: “Allora visto che ti piacciono i computer perchè non ti abboni anche a questa che è una rivista bellissima, uscita ora in Italia dopo 16 anni che c’è in tutto il mondo…” e mi tira fuori una copia di Wired con RLM che mi sorrideva.

Sempre la collega che ha mostrato Glamour a tutti e m’ha chiesto la consulenza da esperta di informatica e m’ha tirato fuori la copia di Wired: “Perchè vedi l’abbonamento costa pochissimo, ma davvero te la consiglio questa rivista a te che sei esperta di informatica!”

E infine la collega che ha mostrato Glamour a tutti e m’ha chiesto la consulenza da esperta di informatica e m’ha tirato fuori la copia di Wired, poi ha aggiunto: “Devo venire a leggere sul tuo sito!”

A tutto ciò, si è aggiunta alla discussione un’altra collega che “Ma t’ho visto al Tg3 Basilicata l’altro giorno!! Ma allora sei famosa davvero!” (qui il tgr fa millemilapunti eh)

4. Ancora a scuola

Collega di Ed. Fisica “Lei (rivolto a me) oramai finisce sui giornali di moda!”

Collega di matematica rivolta a me “Che fai? Sfili?”

5. Compagna di scuola ritrovata ovviamente su Facebook

Compagna di banco del liceo: “Questa poi vederti su glamour sfogliadolo distrattamente e del tutto fortuitamente m’è sembrato pazzesco sei super conosciuta….ed io contenta e orgogliosa…”

Io: “Bè sei una delle pochissime persone che può anche dire eravamo compagne di banco :-)”

Detto ciò sparisco…anche perchè casualmente son finita in foto col mio alunno due giorni fa sul Quotidiano di Basilicata e l’ho scoperto stamattina e non mi sono ancora vista e soprattutto non so perchè.


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