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Feriae Augusti

Questo blog, s’è capito, è da un po’ che è un po’ in ferie. Nonostante tecnologie e potenti mezzi telematici a disposizione con cui, volendo, si può aggiornare tutto e tutti e far finta d’esserci costantemente anche nella vita digitale.

Che poi in realtà ci sono. Modalità lettura, vi leggo.

Modalità cazzeggio, cazzeggio. Da Friendfeed e Twitter mentre Facebook no, non mi viene, si perde troppo tempo.

Modalità scrittura invece, in pausa. Certo c’è un giardiniere fidato che annaffia il blog (Gigi Cogo) e un plugin wordpress (Lifestream) che ogni sera posta il riassunto di quanto ho letto e condiviso in giro.

Giornate in famiglia che ci volevano.
Di quelle piene di parenti di primo e secondo grado intorno che (tutti o quasi rigorosamente contatti Facebook tra noi che se fossimo su un altro Social network, visto quanti siamo, chiameremmo barcamp anzi familycamp…)

Giornate nella mia terra e di prodotti tipici e sapori che son più che ricordi per noi che da qui siamo
andati a vivere altrove.

Giornate un po’ così che vai al mare come i bambini e alle 11.00 rientri a leggere e chiacchierare al fresco del giardino. A noi piace così questo mare gratis che sta comunque qua davanti ad aspettarci, senza impegno.

Qualche puntata fuori dal giardino: le Eolie con fratelli e cugini (in cinque con le lentiggini di famiglia) e relativi/e fidanzate/i e coniugi, le sagre (volendo ce n’è una ogni sera ma poi il fegato sai che esplode?), le uscite, lo stocco a Mammola, i gelati, i giri in città…

Piccoli riti familiari e consuetudini della modalità vacanza in famiglia.

Tutto accade alla giornata, senza programmi come è giusto che sia.

Tutto s’avvia alla conclusione. Buon ferragosto a voi che leggete. Ci risentiamo a stretto giro.

Londra che ti vien voglia di tornarci ora…

(via) [Momento "voglio partire" ON.] Bellissimo il video, bellissima Londra…

You’ve Got to Love London from Alex Silver on Vimeo.

La Gelmini vuole accorciare le vacanze estive a 4 settimane? E noi scioperiamo!

ATTENZIONE!!!

MESSAGGIO PER CHI E’ ARRIVATO QUI CERCANDO NOTIZIE IN MERITO ALLO SCIOPERO E ALLA PROPOSTA DI LEGGE DELLA GELMINI RIGUARDO LA RIDUZIONE DELLE VACANZE:

NON ESISTE NESSUN DISEGNO DI LEGGE DELLA GELMINI, E’ UNA BUFALA: NON E’ VERO.

Qualche giorno fa nella mia rubrichetta [cateprof] segnalavo che, anche nella mia piccola scuola superiore ai confini dell’impero, “i ragazzi non sono entrati per una presunta protesta studentesca contro la gelmini. Non ci è dato sapere quale.”

Alunni che decidono di non entrare a scuola, non è una novità. Altri che poi entrano alla seconda ora perchè non era vero che c’era sciopero (o perchè esistono ancora genitori che li rimandano, non dico a calci nel sedere, ma li rimandano a scuola). Chiedi loro la causa del loro astenersi dalle lezioni in massa e ti rispondono “C’è sciopero contro la Gelmini!” sottintendendo: “Com’è che solo voi professori non lo sapete??”

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Allora insisti a chiedere si ma contro la Gelmini perchè? E ti dicono che “Dice che” …la Gelmini in mezzo a tutti i tagli, vuole anche tagliare le vacanze estive e ridurle a 4 settimane. Ovviamente “Dice che…” chi?? Boh non si sa. Ok è la solita giustificazione degli studenti per saltare un giorno di scuola. Vecchia come il mondo. Anche noi che oggi siamo prof abbiamo saltato in massa una o più giornate di scuola con una scusa ben congeniata quando eravamo studenti, no?

Pare invece che quello che fino a poco tempo fa era un fenomeno locale (il passaparola tra scuole della stessa zona per concordare una comune giornata di sciopero studentesco, perchè se si fa tutti insieme è più bello e agli occhi dei grandi sembra una cosa veramente organizzata) grazie a telefonini prima e a Facebook adesso, acquisisce dimensioni molto più grandi.

Una Bufala, un passaparola che si allarga a macchia d’olio viaggiando via SMS, email, MSN e Facebook, forum & co.  Strumenti e veicoli di informazione e comunicazione che non possiamo non conoscere (questo lo scrivo per i miei colleghi prof.) o far finta che sono “Altro da noi”.

Non ho indagato il fenomeno, è il fenomeno che mi si è presentato direttamente, stavolta, in quanto anello della catena che passa velocemente da uno all’altro grazie al web.

Arriva, infatti, anche a me una mail (si tra i miei contatti ci sono un po’ di adolescenti, conosciuti) privata di Facebook che mi riporta un post di un blog. Lettura utilissima per meglio comprendere le dinamiche della comunicazione tra gli adolescenti nell’era dei social network. E quello che passa per la loro testolina.

Leggiamo insieme:

Ogni anno c’è la solita catena-bufala. Ovviamente anche quest’anno non è da meno, ed ecco che sulle finestre di msn, sulla mail, troviamo scritto:

“LA GELMINI CON LA LEGGE 639 VUOLE ACCORCIARE A 4 SETTIMANE LE VACANZE ESTIVE… VOI VOLETE SOLO 4 SETTIMANE D’ESTATE?!? NO ALLORA TUTTI SCIOPERIAMO IL 1 OTTOBRE !!!! TI PREGO MANDALO A TUTTI DEVE SCIOPERARE TUTTA ITALIA!!!!”

Hahaha, la legge 639! Sembra una legge razziale contro gli studenti italiani per obbligarli a lavori forzati! Ovviamente è tutta una bufala organizzata – o per dormire il 1 Ottobre – o per uno scopo preciso irato a cacciare il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.

Abbiamo cercato ulteriori informazioni su questa fantomatica legge 639. Nulla che riguardi la scuola, e soprattutto il 2009:

1) La legge 639 del 5 luglio 1964, “Restituzione dei diritti doganali e delle imposizioni indirette interne diverse dallimposta geerale sull’entrata per taluni prodotti industriali esportati”
2)Legge 639, contro l’imbrattamento di cose altrui.

Distaccandoci dalla politica, Sinistra o Destra, è pur sempre una bufala!
E ricordate di scioperare solo per una giusa causa!

Gli scioperi veri sono indetti tramite una circolare apposita che deve girare nelle scuole almeno una settimana prima, oppure è il TG stesso a dare l’informazione sullo sciopero.

Fonte: http://msn-livesidus.blogspot.com/2009/09/catena-la-gelmini-accorcia-4-settimane.html

Sorrido e vado a leggere il post. Che è strapieno di commenti. Ed ha anche una seconda parte, dove i gestori del blog, studenti anch’essi, continuano a spiegare ai coetanei che “E’ UNA BUFALA!!!”

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Cioè, avete capito bene, un bloghetto che parla di trucchi MSN, fa un pacco di visite l’altro giorno perchè gli studenti hanno scatenato un passaparola tramite internet, msn e facebook su uno sciopero contro la Gelmini e la presunta legge 639.

Il blog prova a spiegare ai coetanei che è una bufala e che in queste cose sono delle pecore che vanno dietro a tutto pur di saltare un giorno di scuola oltre che a specificare che uno sciopero ha un minimo di credibilità se segue gli iter previsti.

Sostenendo anche che “Le catene che girano su MSN e su Facebook sono finte al 99%”

Confesso: lo spasso per me è leggere i commenti del primo post e i vari forum e le yahoo answers (qui e qui su Facebook)!!  E la tentazione è forte. Ora vado a commentare anche io come una bimbominkia fra loro, una profe infiltrata, per aggiungere un piccolissimo ma non insignificante tassello informativo alla cultura adolescenziale sullo sciopero: il fatto che, non essendo LAVORATORI, forse, magari, non è che abbiano proprio un diritto di sciopero di cui avvalersi.

Mi riconoscerebbero subito, però. Io non skrivo con le kappa!!!!

Chiamatela “assenza di massa”, “non abbiamo voglia di stare a scuola”, “facciamo sega/filone ecc.” ma non inventate scuse ufficiali che vi si ritorceranno contro. E soprattutto  pensateci un paio di volte prima di divulgare ai vostri amici e contatti una notizia che “Me l’ha detto tizio su MSN che gliel’ha detto suo cugino su Facebook che l’ha letto da un volantino che aveva in mano la sorella della compagna di scuola del suo vicino di casa”

Un ultimo scorcio d’estate

Un’altra passeggiata per Tropea che non avevo ancora caricato.

Foto di catepol

Foto di catepol

Mamma ho riperso l’aereo

Dopo “Mamma ho perso l’aereo del viaggio di nozze” e “Mamma stavo per riperdere l’aereo” per la legge del non c’è due senza tre, ai nostri coniugi doveva sicuramente capitare il “Mamma ho ri-perso l’aereo”.  E capitò.

“Mamma ho perso il Lamezia. Mamma non ti preoccupare, arriviamo a Pescara”.

(foto di a Secondo Monti)

Andiamo con ordine, perchè quando una cosa deve non funzionare, non funzionerà dall’inizio.  Come sapete eravamo in Scozia e poi a Londra a far vacanze condivise e con un altro noto blogger e family. A Londra abbiam girato svincolati in modo che ognuno potesse vedere coi suoi ritmi ciò che più aggradava e poi ci si beccava per cena.

L’altro ieri sera ci dovevam vedere per salutarci in quanto noi, avendo il volo alle 0re 6.00 (six o’clock AM si avete capito bene!) e dovendo essere quindi all’alba a Stansted avevamo preso un hotel a meno di 5 miglia dall’aeroporto l’ultima notte.

Ci vediamo a Camden Town dissero i nostri eroi. Si? Col cavolo. Una bolgia mai vista. Impossibile trovarsi nonostante con gli iphone ci rincorressimo via sms e via friendfeed.

Ci vediamo al Bar Italia a Soho dissero allora i nostri baldi, dove the Cogo’s  avrebbero visto la partita. Infatti loro erano in primissima fila. Peccato che una folla italiana di italiani a Londra che aveva avuto la stessa idea di veder la partita al Bar Italia impedisse qualsiasi contatto tra la primissima fila degli spettatori inside e gli outsider. Peccato non ci fosse un centimetro quadrato diponibile in cui io e husband potessimo infilarci per salutare i nostri compagni di fish&chips.

Bagagli appresso, ci dirigiamo a Victoria Station, dove ovviamente non becchiamo il Terravision delle 21 e aspettiamo quello delle 22. Poco male, comunque ci vuole mezz’ora fino a Stansted, come abbiamo visto all’andata. This big dicks, perdonatemi il francesismo anglicizzato!

This big dicks. Il Terravision prevedeva un’altra presa persone a Liverpool Street. Da Victoria Station a Liverpool street di sabato sera a Londra. Quasi due ore nel traffico londinese misto a orde barbariche di gente gozzovigliante con birra in mano come è tradizione ogni sabato sera londinese. C’è proprio un comandamento ad hoc, pare.

“Ricordati di santificare il Saturday night in fila ordinata dentro e fuori dal pub con la tua pinta in mano, man!”

Diciamo, senza bestemmiare che siamo cattolici, che siamo arrivati all’aeroporto in circa 2 ore e mezza. Devasted.

Devasted ma non contenti,  i nostri eroi si recano ai banchi del check in dato che ci siamo, troviamo una pesa libera e pesiamo i nostri 4 trolley in modo da impostarli e regolamentarli secondo le ristrettive Ryanair: 10 kg bagaglio a mano, 15 kg da imbarcare. Il di più si paga tanto al kilo. Troppo al kilo.Pare che a breve su Ryanair per risparmiare si volerà solo in mutande se continuano a restringere il peso max dei bagagli.

Gira e volta, cambia e scambia panni di qua e panni di là, giocattolini e gadget così, libri cosà, se ne va un’altra mezz’ora. L’una di notte circa.

Scopro e vi condivido che c’è tutto un mondo a Stanstad la notte. Il nostro volo delle 6.00 non è l’unico all’alba, anzi forse ce ne stanno di più scomodi a giudicare dall’occupazione di ogni singola panchina e spazio dormibile appogiati ai bagagli. Tutti che preferiscono la scomodità del dormire in aeroporto piuttosto che fare i figoni come noi che ci prenotiamo un hotel a soli 5 minuti da là?? E perchè?

Hotel che utilizzeremo per tre ore o poco più, ma vuoi mettere la comodità di un materasso, lenzuola pulite, doccia e tv rispetto agli spigolosi trolley e ai panciuti zainetti o alle panchine di attesa? Vuoi  mettere? E infatti mettemmo e prenotammo.

Ma una sibilla calabbbra (riconosciutasubito  la signora bionda mia conterranea dall’accento marcatissimo quando ci ha chiesto se poteva usare la pesa libera anche lei) sentenziò: “Ecche lo prendete a fare l’hotel? A quest’ora vale la pena? L’ultima volta ho perso il Lamezia così visto che è alle 6.00. Ecchiveloffaffare a sta ura??” Ecche se lo pagano uguale dalla credit card ci ho risposto io.

Prenoto il taxi, il taxi ci porta in hotel. 5 minuti esatti. Mi prenoto anche il taxi che ci riprenda alle 4.45. Stiamo in una botte di ferro.

In hotel scopriamo che c’è uno shuttle che per soli 2 meravigliosissimi pounds ci porterà in aeroporto alle comodissime ore 4.30 oppure 5.00 AM. E visto che ci vogliono 5 minuti 5, decidiamo per lo shuttle delle 5.00 am. Sono Britannici qui, sarà puntualissimo e alle 5.05 am saremo là presso i banchi Ryanair a dimostrare che ci sta tutto dentro due trolley da imbarcare di circa 15 kg a testa e due a mano di circa 10 kg a testa. Perfettamente nel range (sappiate che si può arrivare fino a uno 0.5 in più sul kilo massimo e lo fanno passare. Di più no, che son sempre Britannici e precisi e quindi 10.6 kg rispetto a 10.5 kg è già un kilo in più e non solo 100 grammi).

Telefono al taxi e nel mio English disdico e ringrazio (ma così, per essere britannica tra i britannici, polite and precise). Non l’avessi mai fatto, l’avessi fatto arrivare lo stesso il taxi. Ma col senno di poi si sa…non si guadagna nulla.

Dicevo dunque che questi dello shuttle sono Britannici qui, sarà puntualissimo e alle 5.05 am saremo là presso i banchi Ryanair e bla bla bla prenderemo contenti il nostro aereo ecc. ecc.

Sveglia 4.15, fatto. Doccia, vestiti, valigie coi cespoloni agli occhi. Fatto. Davanti all’hotel ore 4.45 (non si sa mai, questi son Britannici, un solo minuto di ritardo, c’è la pena capitale prevista, mi pare, per chi sgarra). In tempo per veder la partenza dello shuttle delle 4.30. Un passeggero infatti incazzatissimo. In effetti è partito alle 4.45 non alle 4.30. Vabbè capita anche ai britannici ogni tanto. Per la legge dei grandi numeri se è capitato il ritardo britannico allo shuttle delle 4.30 non capiterà a quello delle 5.00, no?

We trust in this. Fermamente, anche, per quel poco che abbiamo avuto modo di conoscere i Britannici.

5.05 noi, una famigliola californiana, un altro soggetto panzuto ad aspettare al freddo e al gelo.

5.10 si va in reception a reclamare il ritardo. Viene chiamato l’autista, dice che sta rientrando a prenderci.

5.15 nulla di nuovo sotto il sole. Nemmeno il sole è presente, se proprio vogliamo essere precisi.

5.20 il livello di incazzatura sale. Il nostro è il minore del resto del gruppo (tanto il check in, dice il robo cartaceo Ryanair con codice a barre che ho stampato, dice chiusura alle 05.40 e ci vogliono 5 minuti 5 e ce la faremo no?)

Cavolo è chiusura gate alle 5.40. Il check in chiude alle 5.30. Oh SHIT!. Anzi scusate: this big damned dicks!!!!

5.25 si presenta tranquillo l’autista britannico, che risponde agli improperi dicendo di star tranquilli che è in anticipo sulla corsa delle 5.30.

This big damned fucking dicks!!! la corsa delle 5.00???? noi siamo la corsa delle 5.00 non effettuata non lo vedi quanto siamo britannicamente incazzati per il ritardo?????

Ci vende incazzosi e parte a razzo, understanding the situation. Sgamato a sgarrare un britannico NON PUNTUALE. Va contro ogni legge di natura e pure contro la legge dei grandi numeri di cui sopra. si sente in colpa, fa del suo meglio. Ci aspettiamo come minimo la corsa gratis come scusa sensibile e a capo chino. Si fa pure pagare. La procedura britannica dice 2 pounds each. F*ck!!

5.33 voliamo al checkin Ryanair del Lamezia affinchè possiamo poi volare col Lamezia. Non si passa. Non si passa. Siete in ritardo. Chiuso. Chiude alle 5.30 e noi siamo Britannici, mica come voi italiani. Qui gli orari si rispettano ecc. ecc. ecc. YOU, ITALIAN ALWAYS LATE. Urla, alziamo la voce anche noi. Nulla, vince lui. E’ Britannico, le regole si rispettano. Cascasse il mondo.

“Mamma ho perso il Lamezia!” tanto in Italia son le 6.40 mica le 5.40 posso chiamare i miei che ci aspettano per colazione e poi urlare shit su Friendfeed.

Ve la faccio breve, cambio tratta Ryanair al modico costo di 100 sterline a cranio. Disponibili posti solo sul Pescara delle 8.00 o sul Bari delle 18.00. Scegliamo il Pescara. Consapevoli di lasciare a Vibo dai miei la nostra macchina, il macbook, un sacco di altre cose portate giù per stare al mare, le chiavi di casa. Le chiavi di casa???

“Mamma ho perso il Lamezia. Mamma non ti preoccupare, arriviamo a Pescara”.

Un mazzo lasciato ai suoceri a Potenza la prima volta in vita nostra. Evvai. No, i suoceri sono in Sicilia. Eh ma allora ditelo. Suoceri che lasciano le chiavi della loro casa dove ci stanno le chiavi della nostra casa a una cugina.

E da Pescara in treno giù a Foggia. E da Foggia in trenino fino a Potenza. Rintraccia qualcuno che ci venisse a prendere alla stazione. Suoceri fuori, zii e cugina, irrintracciabili, un amico al mare, uno alla partita (giocava il Potenza poi forse vengo dopo), uno al lavoro, uno al mare (ah già è domenica pomeriggio, è agosto…). No, non è giornata.

Davanti alla stazione di Potenza, solo noi. E un cane. L’arrivo più triste da qualche parte che io ricordi. Ed è un arrivo a casa.

Checcefrega dice husband ci vogliamo bene lo stesso no?

Rintraccia la cugina irrintracciabile tutto il giorno (e ve l’ho detto che si capiva che non era giornata no?) prendi chiavi suoceri, prendi chiavi nostre.

Home sweet home. Doccia, pizza, letto. Domani si lavora. Amen.