Cui Prodest? (conversazioni, persone, effimero)

No veramente chiediamoci…cui prodest? Tanto tutto scorre. (Cui prodest per chi non ha fatto il liceo sta per “A che serve tutto ciò?”)

(foto di catepol)

Le meduse sono urticanti se invadi il loro territorio e di questo si fan forti ma quando cambi loro l’habitat e le metti al sole si sciolgono.

Volevo scrivere un post su conversazioni online e conversatori, invece vi lascio parole antiche del Qoèlet (si la Bibbia embè?) che esprimono molto meglio quello che è il mio pensiero in merito.

Nella socialsfera in cui ognuno di noi “conversa” o “cazzeggia” online, anche con gente che nemmeno conosce o con cui non ha avuto mai a che fare, sta capitando di tutto (parlo della mia, ovvio, meglio essere precisi).

Cui prodest?

La riflessione da cui volevo partire nasce da una chat con un amico e dalle mie testuali parole “Non aver capito in questi tre mesi che a due persone che conosci (e che abbraccio virtualmente, forza Ale e forza Manu) era successo qualcosa di brutto dai social network, perchè tutto scorre, perchè non facciamo caso alle cose serie, ma badiamo solo a cazzeggiare, vuol dire che veramente i social network non servono a un cavolo”.

Il post però non lo scrivo. Vi lascio queste riflessioni che seguono. Ognuno le interpreti e le legga come vuole. A me dicono tanto, in merito alla vita in generale, non solo a quella digitale.

2Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
3Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
per cui fatica sotto il sole?
4Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
5Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
6Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
7Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
8Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né mai l’orecchio è sazio di udire.
9Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.
10C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
“Guarda, questa è una novità”?
Proprio questa è già stata nei secoli
che ci hanno preceduto.

11Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.

e ancora…

1Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

2C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

6Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

9Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?