Giornata aperta sul web 2014: Social media policy in ambiente scolastico e Social Network behaviour

Sarò di nuovo tra i relatori alla Giornata aperta sul web, lunedì 26 maggio, a Milano.
Ringrazio il caro Alberto Ardizzone e l’Ufficio Scolastico per la Lombardia per l’invito all’Edizione 2014 della Giornata aperta sul web, appuntamento annuale sulla comunicazione web a scuola.

Durante la mattinata farò un intervento sulla social media policy d’istituto.
Nel pomeriggio sarò, come la prima volta alla Giornata aperta sul web, di nuovo in workshop insieme all’amica e collega Federica Scarrione. Ci occuperemo dei comportamenti dei ragazzi e delle ragazze sui social e proveremo a condividere qualche idea “social” per rendere più partecipativi i siti scolastici e le attività didattiche.

Ci vediamo Lunedì 26 maggio presso l’Istituto Gentileschi di via Natta 11 a Milano.
Come mia abitudine, condividerò le slide che utilizzerò nei due interventi qui sul blog.

milano

Qualche informazione sulla giornata.
Si parlerà di innovazioni normative in termini di trasparenza e accessibilità che si innestano nel processo di digitalizzazione già in atto in diverse realtà scolastiche e che sollecitano nuove forme di collaborazione tra dirigenza, personale di segreteria e docenti.

La sessione mattutina, in plenaria, particolarmente rivolta a dirigenti scolastici, Dsga e webmaster scolastici, si svolgerà dalle 10.00 alle 13.30 esarà suddivisa in due parti:
Siti scolastici oggi su novità normative, soluzioni tecniche proposte da Porte aperte sul web, servizi e ambienti per la partecipazione – Domande&Risposte.
Gli esperti presenti risponderanno a domande, dubbi, richieste di chiarimenti raccolti dalle scuole.

La sessione pomeridiana, dalle 14.45 alle 16.45, si svilupperà attraverso quattro workshop. Due di questi sono legati al supporto offerto alle scuole dalla comunità Porte aperte sul web alla costruzione di siti scolastici a norma attraverso i CMS (Content Management System) open source Drupal e WordPress.
Il terzo workshop verterà sui comportamenti degli studenti nel social e sull’uso di ambienti di apprendimento e strumenti social per condividere risorse web nel sito scolastico.
Il quarto laboratorio presenterà strumenti per la didattica e l’organizzazione delle aule con hardware e software liberi.

La partecipazione alla giornata è libera e aperta alla partecipazione di personale scolastico di altre regioni, ma gli interessati dovranno segnalare la propria adesione compilando on line il modulo di iscrizione all’indirizzo http://www.istruzione.lombardia.gov.it/iscrizioni/gasw-2014/.
(fonte: http://www.istruzione.lombardia.gov.it/protlo8448_14/)

Programma mattino (ore 9.30 – 13.30)
Ore 9.15: Accoglienza
Ore 9.30: Registrazione
Ore 10.00 – Saluti e presentazione della giornata
Agostino Miele, dirigente scolastico Istituto Gentileschi
Luciana Volta, dirigente ufficio I – USR Lombardia
Ore 10.10 – Siti web a scuola e nella pubblica amministrazione
Accessibilità e trasparenza nei siti della P.A.: cosa sta cambiando, Roberto Scano, presidente IWA-Italy
Il punto sul processo di materializzazione a scuola, Mario Varini, Dsga IC Castellucchio (MN)
Siti scolastici oggi, Alberto Ardizzone, USR Lombardia
Social media policy in ambiente scolastico, Caterina Policaro, docente e blogger
Ore 11.50 – Domande e risposte

Gli esperti presenti risponderanno a domande, dubbi, richieste di chiarimenti raccolti dalle scuole sui temi della tavola rotonda. Durante le sessione è previsto un intervento registrato dell’avvocato Ernesto Belisario su aspetti legali emersi dalle domande espresse in fase di iscrizione.

Programma pomeriggio (ore 14.45 – 16.45)
Nel pomeriggio workshop tematici sulla gestione della comunicazione web scolastica con l’ausilio di CMS open source, su comportamenti social degli studenti e sull’uso e gestione di risorse libere nella didattica.

- Drupal per la scuola, con gli utilizzatori Drupal di Porte aperte sul web
- WordPress per la scuola, con gli utilizzatori WordPress di Porte aperte sul web
- Linux, la tua scelta libera, con Antonello Facchetti, Paolo Mauri e Lillo Sciascia
- Social network behaviour con Caterina Policaro e Federica Scarrione

Etwinning: mobilità virtuale e innovazione sostenibile a scuola

Mobilità virtuale e innovazione sostenibile a scuola, in Sicilia due giorni di
networking con 200 insegnanti da tutta Europa.

Per la prima volta riuniti a Catania i rappresentanti della rete europea degli Ambasciatori eTwinning, attivi nella diffusione dei gemellaggi elettronici tra scuole della Unione Europea.
Dal 17 al 19 ottobre oltre 200 docenti europei si riuniranno a Catania (Hotel Sheraton) in nome della formazione e della condivisione di buone pratiche, per un’ innovazione didattica sostenibile attraverso la mobilità virtuale.

Questo in sintesi il significato della prima Conferenza europea ambasciatori eTwinning, l’azione sui gemellaggi elettronici tra scuole coordinata dalla Commissione Europea.

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Attesi in Sicilia gli insegnanti di scuole pubbliche del continente che costituiscono la rete europea di esperti nazionali all’interno dei sistemi scolastici dei Paesi aderenti, per informare, orientare e diffondere i benefici della didattica attraverso gemellaggi elettronici tra scuole, supportando l’azione delle Unità nazionali
eTwinning.

Il programma sarà alternato da sessioni in plenaria, keynote speech di esperti e workshop di formazione su diversi aspetti relativi l’innovazione scolastica e la mobilità virtuale in Europa. In conclusione del settennato di Lifelong Learning Programme, l’evento costituirà anche l’occasione per tirare le somme dei risultati e le sfide di eTwinning nel prossimo Programma Erasmus+, oltre a favorire lo scambio di esperienze e risultati.

L’evento è organizzato dall’Agenzia LLP Indire, Unità nazionale eTwinning con il patrocinio del Comune di Catania. Insieme agli Ambasciatori eTwinning selezionati in ciascun Paese (per l’Italia ci saranno circa 40 docenti selezionati dalla rete nazionale ambasciatori), saranno presenti rappresentanti di Commissione Europea, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, istituzioni locali, oltre ai coordinatori dell’Agenzia nazionale per il Lifelong Learning Programme di INDIRE.

Per attività ludiche e sociali sono state coinvolte anche alcune scuole locali.

Hashtag ufficiale: #etwamb13
Live streaming sul sito di eTwinning Italia: www.etwinning.it

La scuola 2.0 a Social PA: come se la cava la PA sui social network #forumPA2013

Non è la prima volta che dico la mia sulla Scuola 2.0 puntando l’attenzione sulle competenze nuove che i docenti dovrebbero acquisire (e pure velocemente).

Ne ho parlato anche al ForumPA, il 28 maggio a conclusione del convegno “Social PA: come se la cava la PA sui social network”.

nativi digitali

Questo il video (attenzione su Internet Explorer non si vede, usa Chrome).

Queste le slide che ho usato come traccia per quanto ho raccontato.

Scuola 2.0 a Smau Bari

Ieri pomeriggio ero a SMAU Bari per conto di IWA Italia a tenere un workshop formativo su “SCUOLA 2.0: PROSPETTIVE E SFIDE DELLA DIDATTICA CON LE TECNOLOGIE”

Metto a disposizione le slide che ho utilizzato, come al solito, su Slideshare.

Corso online per 100mila studenti? Si può!

Ho appena finito di vedere questo video. Si tratta dell’intervento al TED di Peter Norvig sul suo corso online tenuto con Sebastian Thrun sull’intelligenza artificiale a Stanford. Corso frequentato da 175 studenti sul posto e da più di 100mila online.

Interessante la condivisione di Peter Norvig. Non solo il funzionamento del corso ma anche quello che ha imparato sull’insegnamento ad una classe globale di questo tipo.

Il video è sottotitolato in italiano, qui la trascrizione integrale del video.

Cosa si impara da questa esperienza di didattica online?

Siamo tutti sia studenti che insegnanti.

Anche quando il tema di una lezione è avanzato e moderno, la tecnica d’insegnamento spesso non lo è, anche nel 2012. Lo stesso Norvig ammette di utilizzare la stessa tecnica che si utilizzava già nelle classi del quattordicesimo secolo: libri di testo, leggìo sul palco, l’oratore che parla e…un ragazzo addormentato là in fondo, all’ultimo banco.

Così nasce la sfida del corso online, con lo scopo di innovare la didattica del corso di Stanford per i sui studenti e, a questo punto, anche di renderlo disponibile gratuitamente, per tutto il mondo che desiderasse seguire (tramite Coursera).

160 000 studenti da 209 paesi del mondo. Video lezioni che provano ad imitare le lezioni uno a uno sono, le migliori per l’apprendimento degli studenti, mutuando dalla Khan Academy, la durata dei video, massimo 10 minuti, che funzionano meglio rispetto a lezioni lunghe, optando per video più brevi e più interattivi (2 minuti, massimo 6) e una domanda a quiz, per dare la sensazione di una lezione uno a uno.

In molti corsi online, i video sono sempre disponibili. Potete vedere ogni volta che volete. Ma se lo si potete fare in qualunque momento, significa che lo potete fare domani, e se lo potete fare domani, beh, potreste non farlo mai. (Risate)

Necessarie le date limite, alla fine della settimana fare i compiti, in modo che tutti lavorassero contemporaneamente agli stessi argomenti e avanzassero insieme. Studenti organizzati in forum dove si riuniscono per discutere insieme.

Motivazione. Parola chiave di tutto il percorso.

Perdete 5 minuti per vedere tutto il video, vale veramente la pena.

Più tablet, meno maestri?

Il tablet? Meglio di una maestra?
No è che Il Sole 24 ORE non sapeva come fare la marketta alle app consigliate in quel post (comprensive di link e costo) e allora che ti mette in mezzo? Le neuroscienze e il fatto che i bambini sappiano da subito utilizzare gli schermi touch dei tablet e farci cose.

Miracoli? No, genialità di Steve Jobs, invece, che consiste nel mettere sul mercato prodotti che tutti vogliono avere (ergo comprare) perchè il touch è una modalità a prova di imbecille.
Non è un caso che sia intuitivo per i bambini ma anche per persone più anziane.
Ma questa è un’altra storia.

Detto ciò, volevo scrivere un post in merito. Invece, vi rimando ai post delle “colleghe” che ne hanno già scritto: Galatea e Rosalba.

Perchè ripetere cose già dette molto chiaramente da loro?

Soprattutto leggete il parere di chi di neuroscienze ne sa davvero, vi rimando anche al post di Carmelo Di Mauro.

Voi ditemi solo come fa un bambino ad arrivare alla meravigliosa app della filarmonica e ad usarla con competenza, curiosità e passione (e quindi ad apprendere felice, anche da solo), senza che un adulto (maestra o genitore che sia) gliela spieghi e ne condivida, guidandolo, almeno inizialmente l’uso.

Saranno nativi digitali, ma non son nati imparati.

Commissione web in manutenzione?

I Referenti di Sede accedono regolarmente al SIDI (nonostante qualche rallentamento stamattina, tipo io ho avuto l’accesso Bloccato per un po’) e alle funzionalità Plico Telematico a cui sono abilitati. Tanto non si può far null’altro che attendere la Chiave Ministero il 20 giugno mattina, oramai.

Le Commissioni, invece, non hanno avuto accesso, ancora, a Commissione Web.

Cosa sta accadendo e perchè il sistema è ancora in manutenzione?
Semplicemente stanno attivando Commissione Web a tutti. Nello specifico: tutti i dati che le segreterie dovrebbero aver già caricato saranno resi disponibili alle singole commissioni d’esame tramite un’applicazione online con cui gestire tutte le fasi.

Qui il video che mostra l’interfaccia, molto semplice, e il funzionamento delle varie funzionalità, una volta attiva l’applicazione.

Al momento la situazione è questa:

L’applicazione Commissione Web non è ancora disponibile alle Commissioni degli Esami di stato 2012.
Quindi le Commissioni non hanno ancora avuto accesso all’applicazione in rete con cui gestiranno le operazioni di verbalizzazione, gestione presenze, consegna/ritiro prove ecc.

Sul SIDI c’è l’avviso:

Ore 13.45 del 18 giugno 2012

(18 giugno 2012) Esami di Stato – Commissioni web
Sono in corso le attività tecniche di ripristino della funzione di Gestione commissioni in Esiti Esami di Stato, per l’attività di preparazione dei lavori dei presidenti sotto Commissioni web. Si prega di riprovare più tardi.

Niente panico, è bene che tutto funzioni al meglio nel momento in cui Commissione Web viene attivata per tutte le commissioni.
Quindi meglio qualche ora di manutenzione in più e la garanzia che il passaggio dati dal SIDI delle segreterie a Commissione Web sia avvenuto in sicurezza, che le utenze interessate siano state abilitate e che tutto funzioni. Pazienza, cari colleghi, pazienza.

Nel frattempo gli uffici di segreteria delle Scuole hanno già provveduto a (Nota prot.n. 2931 del 15 giugno 2012):

- caricare e rendere disponibili le informazioni dell’ammissione degli studenti e loro dati alla Commissione;
- importare dal SIDI i dati relativi al Presidente e ai Commissari nominati, verificando che siano state correttamente registrate eventuali sostituzioni
- inserire i dati relativi ai commissari interni che devono essere già registrati su POLIS.
- attivare, nel caso in cui la Commissione abbia scelto di utilizzare “Commissione web”, l’utenza del Presidente e dei Commissari indicati dal Presidente così da consentire l’utilizzo di “Commissione web”.

Su “Commissione web” Presidente e Commissari accedono (quindi devono essere registrati) con le credenziali di accesso a “POLIS” (che possiedono, perché tramite POLIS/Istanze Online hanno prodotto domanda per gli Esami di Stato e altro).

L’applicazione “Commissione web” prevede la gestione di tutte le fasi degli Esami di Stato e contiene, per una rapida consultazione, la Guida Operativa e la normativa di riferimento.

AGGIORNAMENTO delle 14.15 del 18 giugno 2012

Pare che si possa finalmente accedere all’applicazione Commissione Web

Scuola digitale secondo me

In questi giorni si parla molto di riforma della scuola, modernità, merito, tecnologia, inglese ecc. TechVideoTV di Datamanager ha voluto discutere con me, insegnante e blogger, del rapporto tra la scuola italiana e il mondo digitale.

Ho provato a rispondere alle domande che Antonio Savarese mi ha fatto (in una rumorosissima Stazione di Napoli, per la cronaca, davanti a un caffè).

Qual è lo stato dell’arte della diffusione dell’e-learning e quali sono i fattori critici di successo per una corretta implementazione che agevoli la fruizione degli studenti?

Chi sono i nativi digitali e quale deve essere il modo di interagire con loro?

“La scuola italiana è dotata di dispositivi multimediali come ad esempio le LIM che al Sud sono presenti in gran numero ma ciò spesso non basta perché o manca la connessione nelle scuole riducendo quindi di fatto questi strumenti a semplici proiettori o manca la volontà degli insegnanti di creare contenuti nuovi con forme nuove che stimolino i ragazzi ad apprendere e soprattutto a creare essi stessi; Youtube ad esempio non dovrebbe solo servire per vedere filmati ma anche per creare cortometraggi. L’approccio solo testuale non funziona più, viene percepito noioso essendo i ragazzi immersi in un mondo che funziona diversamente ed in cui la regola è l’interattività e la partecipazione.”

Questo e molto altro. Ecco il video.

La tecnologia aiuta i prof

Dimenticavo di dirvi che sono stata intervistata nel numero di maggio/giugno 2012 della rivista Promozione Umana della Fondazione Promozione e Solidarietà Umana in uno speciale dedicato a SCUOLA E REALTÀ: l’istruzione di fronte alla scuola che cambia, tra internet e smartphone di Ottavio Repetti.

Interessante approfondimento sulla scuola tenuta a confrontarsi con questo mondo in costante cambiamento che non può non fare a meno di considerare il digitale e gli strumenti di comunicazione/connessione che gli studenti in primis hanno sempre in mano a prolungamento della loro stessa esistenza e relazione con il mondo che li circonda.

Queste le domande a cui prova a rispondere lo speciale SCUOLA E REALTA’:

Ha ancora senso una scuola di tipo nozionistico, quando le nozioni che vorremmo far loro studiare, i ragazzi le hanno letteralmente in tasca, ovvero nel cellulare?
E’ possibile interessare degli adolescenti a un tipo di insegnamento che non ha più legami con la loro realtà quotidiana?
Posto che il ruolo della scuola è imprescindibile, come dovrebbe cambiare quest’ultima per continuare a svolgere al meglio il proprio compito?

Don Chino Pezzoli nel primo articolo scrive che

Al tempo di internet e dell’alfabetizzazione che può arrivare ovunque, non ha senso una scuola che non educhi, non affini le sensibilità, non abitui a essere critici e selettivi nei confronti della valanga di stimoli che ci piovono addosso da ogni dove.

Secondo me, oramai lo sapete, la tecnologia aiuta i prof.
I docenti e gli educatori devono imparare a sfruttare le potenzialità della Rete e dei social network.

Ecco la mia intervista.

Promozione Umana Maggio 2012 – intervista a caterina policaro

Nelle pagine successive della rivista esperienze concrete e positive di uso delle tecnologie per fare didattica a scuola nei vari ordini e testimonianze di altri prof.
Infine, anche un articolo dedicato a cosa ne pensano i diretti interessati sull’uso di internet, tablet e computer a scuola: gli studenti. Chiedono uno “svecchiamento” della classica lezione frontale con l’uso dei nuovi strumenti, ovviamente. Chiedono anche servizi primari come il riscaldamento e la manutenzione delle strutture, prima di tutto, prima ancora dei tablet.

Una riflessione profonda scaturisce dai vari articoli dello speciale scuola di Promozione Umana:

Comunque vengano presentati i contenuti, devono poi essere studiati ed è
questo il problema.

Le tecnologie da sole miracoli non ne fanno. Lo studio richiede comunque impegno personale e applicazione, a prescindere dalla tecnologia che viene utilizzata per la trasmissione/condivisione della conoscenza.

Breve storia delle tecnologie nella didattica

Un video che riassume la storia dell’introduzione e uso delle tecnologie nella didattica.

Dai lucidi alle Lim passando per le fotocopie e le presentazioni power point. Dalla produzione alla ricerca di informazioni in rete. La condivisione e la partecipazione attiva. Fino ai social network e agli smartphone.

iPhone (e iPad) sono solo un nuovo inizio.

Ah, il video è del 2009, volevo precisare.
Infatti l’iPad non lo troviamo (rivoluzione da aprile 2010).
Quello che è certo è che non si può non tenere conto delle tecnologie quando si fa didattica.
Vi rimando però a un post di Gianni Marconato in merito.

Se non siamo capaci di fare cose nuove in modo nuovo, avremo sprecato per sempre questa grande opportunità, questa grande sfida.

via

Maturità, copiare, non copiare (giugno, ripropongo puntuale)

Domani mattina, 22 giugno, ore 8.30, tutti ai posti di combattimento: cominciano gli esami di stato per studenti maturandi e per docenti in Commissione.

Questo blog ogni anno, in questi giorni immediatamente precedenti gli esami di stato (comunemente ed erroneamente sempre chiamati esami di maturità), riceve un botto di visite grazie ai numerosi post che dal 2007 ho dedicato al “Copiare” in classe ed agli esami con e senza le tecnologie.

Pare che non si cerchi altro su google. Con buona pace delle campagne di sensibilizzazione.

L’intento dei post è sempre stato quello di condividere con i colleghi prof quello che gli studenti sono in grado di fare con le tecnologie vecchie e nuove che hanno a disposizione. Ecco perché li ripropongo (di nuovo c’è poco a livello di tecniche, rispetto allo scorso anno, se non una maggiore diffusione di smartphone che fanno tutto, anche il caffè, nelle mani degli studenti).

Copiare agli esami [reloaded]

Come ti copio senza che la prof si accorga,

Copia che ti sgamo…anche senza le tecnologie,

L’arte di copiare durante un compito in classe,

Come ti copio all’esame di Maturità 2008,

Come ti copio all’esame di Maturità 2009,

Esami di maturità: da come copiare alle anticipazioni dei temi dall’Australia

E se me la fanno togliere la maglietta per copiare?

Ripropongo però, DOVEROSAMENTE, anche il post più dettagliato Esami di stato, apparecchiature, tecnologie, normativa… in cui, normativa alla mano, spiegavo che:

…in sintesi, le apparecchiature telefoniche e/o fotografiche e/o che si collegano in qualche modo ad internet e/o inviano dati all’esterno durante le prove d’esami sono ovviamente vietati e che vanno consegnati. Chi viene trovato in possesso o mentre li usa durante le prove può vedersi l’annullamento della prova e l’espulsione dall’esame di stato.

Su questo non ci piove. Gli insegnanti della commissione agli esami di stato sono là anche in veste di pubblici ufficiali. A nulla valgono eventuali proteste in caso si venga colti in flagranza di uso di una qualche “apparecchiatura”, anzi la situazione del candidato può solo peggiorare.

La morale, giugno dopo giugno, è sempre quella: da una parte le regole esistono e vanno rispettate, dall’altra è indispensabile, per noi insegnanti, capire con cosa abbiamo esattamente a che fare quando parliamo di tecnologie (social network compresi).

 

Web 2.0 e didattica a Rimini

Queste le mie slide della lezione che ho tenuto a Rimini ieri presso il Liceo Classico Giulio Cesare – Manara Valgimigli. Grazie ancora per l’invito ad @ilariapic ed al Prof. Marini.

Per la prima volta una mia lezione ha avuto anche il livetweeting (racconto in tempo reale, attraverso Twitter, di quello che accadeva) l’hashtag ufficiale (parola chiave preceduta dal # che indica tutti i Tweet su quell’argomento) su Twitter che è stato #NDrimini oltre che un evento su Facebook. Onorata!
Considerazione a margine: un hashtag per essere seguito ha bisogno di essere raccontato da account Twitter non protetti. Peccato, infatti, che il livetweet di @ilariapic possa essere letto solo da chi la segue.

Per un relatore, sapere cosa è stato realmente recepito dal pubblico che lo ascolta, è importante.
Per un’insegnante è deformazione professionale chiedere “Vediamo se hai capito, ripeti a parole tue”.

Non riassumo, allora, a parole mie la lezione su Web 2., social network e didattica di ieri, ma provo a farlo attraverso le parole del livetweet di Ilaria (a cui chiedo autorizzazione per far uscire dal suo account privato quanto segue).

Ieri, a Rimini, i colleghi docenti e gli studenti presenti hanno ascoltato da me e dovrebbero aver capito quanto segue:

comincia la lezione speciale di @catepol ai Nativi Digitali di Rimini #NDrimini attenti e prendete appunti!!!

@catepol inizia il suo discorso ai Nativi Digitali #NDrimini restate in ascolto :)

uso immediato in classe e nella vita del web 2.0_non possiamo non tener conto dell’evoluzione dei mezzi che abbiamo a disposizione #NDrimini

Ci portiamo dietro tutto un mondo attraverso un oggetto banale come tablet e telefonino #NDrimini

utilizzo di internet da parte delle generazioni dei Nativi Digitali “Chi ha facebook?” #NDrimini

con l’avvento di internet si è acceso l’interruttore della multimedialità e del multitasking #NDrimini

Cosa intendete voi per social network?Sono delle piazze virtuali che gestiamo noi in cui condividiamo azioni,pensieri, files, etc. #NDrimini

#web2.0 significa “metterci la faccia” e anche nell’inserimento di informazioni anonime si può essere identificati #NDrimini

su 25mln di italiani che hanno internet, 18mln hanno facebook, 4mln accedono da un dispositivo mobile #NDrimini

Purtroppo c’è chi si iscrive a fb anche sotto i 13 anni. L’adulto dov’è? Perché non c’è controllo? #NDrimini

siamo qui oggi grazie ai social, ci siamo conosciute dal vivo solo oggi ma ci conoscevamo o meglio ci “seguivamo” da tempo sui sn #NDrimini

gli strumenti di oggi permettono di compartecipare in diversi ambiti, anche sui giochi online che richiedono partecipanti multipli #NDrimini

Bisogna capire le potenzialità di questi strumenti: nella didattica ad esempio. Come utilizziamo questi strumenti nella didattica? #NDrimini

quelli del web2.0 sono strumenti da utilizzare consapevolmente per gli scopi didattici e che si possono“piegare”per i nostri scopi #NDrimini

Secondo voi avere moltissimi contatti su un sn è segno di…? Riflessioni e dibattito con @catepol e i Nativi Digitali #NDrimini

la “regola della nonna” vale per ogni contesto sul web, vale per tutti, anche per gli adulti #NDrimini

una studentessa utilizza a volte facebook per prendere dei piccoli appunti, lucchettando lo status => uso intelligente del social #NDrimini

“manca solo il 740 su facebook e poi avremo messo tutte le informazioni” @catepol on #NDrimini

integriamo gli strumenti per la didattica: condividere il sapere e la conoscenza ma anche il materiale didattico #NDrimini

multimedialità come alternativa alla lezione classica: sono anni che se ne parla, ogni docente ha usato un metodo simile in classe #NDrimini

ecco una docente consapevole del web, che consiglia ai suoi studenti i siti con le traduzioni di latino “fatte bene” #NDrimini

dalla matita alla penna col pennino, fino alla LIM: percorriamo le evoluzioni degli strumenti per l’insegnamento. #NDrimini

cosa possiamo fare: utilizzare i social pensati per la didattica o integrare quelli che utilizziamo normalmente #NDrimini

lo strumento del gruppo chiuso è una buona idea per usare il social network nella didattica #NDrimini

alcuni social invece sono stati creati a puro scopo didattico #NDrimini

pro e contro dell’utilizzo degli strumenti nati appositamente per la didattica #NDrimini

l’interazione è continua utilizzando gli strumenti web2.0 per la didattica sia da parte dei docenti che da parte degli studenti #NDrimini

yahoo answers ha un potenziale conoscitivo enorme, adesso le domande si fanno anche su fb quindi tutto passerà da lì #NDrimini

i ritmi sono molto diversi e intensi ma vanno gestiti nel modo giusto in un ambiente didattico che utilizza i sn #NDrimini

passiamo alle “proposte pratiche” per fare didattica: il #blog ad esempio #NDrimini

un altro strumento per la didattica può essere il #wiki per la costruzione di un documento controllato e moderato nei passaggi. #NDrimini

altri strumenti utili per la didattica 2.0 ad esempio #slideshare #youtube #skype #aNobii #twitter #facebook #NDrimini

parliamo più approfonditamente di #blog: cosa ci possiamo fare? ad es. può essere un contenitore ben strutturato per la didattica #NDrimini

consiglio di @catepol se dovete aprire un blog usate blogger o wordpress #NDrimini

la paziente @catepol spiega ai colleghi come aprire un blog in due minuti.. li convincerà ad usarlo?io penso di sì :) #NDrimini

ora parliamo di wiki come (utilissimo) strumento di scrittura collaborativa e Diego chiede: non è come google docs? #NDrimini

importante: “Si impara solo facendo” quindi vi invito a mettere in pratica questi utilissimi suggerimenti di @catepol in classe! #NDrimini

parliamo di #skype in classe per la didattica a distanza e di skype education per condividere esperienze didattiche tra docenti #NDrimini

#slideshare per docenti e studenti per condividere presentazioni, creare un account per la classe per creare un archivio di classe #NDrimini

#aNobii è il social network per chi ha la passione per la lettura, si può usare anche per la didattica #NDrimini

i docenti sono molto interessati ad aNobii #NDrimini

gli strumenti interagiscono tra di loro, quasi tutti confluiscono e permettono di condividere su facebook e twitter #NDrimini

#youtube può essere utilizzato per assegnare agli studenti dei compiti multimediali, e loro lo sanno fare già molto bene #NDrimini

usare twitter per la didattica: i 140 caratteri sono un esercizio ad essere brevi e immediati nella comunicazione #NDrimini

e concludiamo con #facebook nella didattica come strumento/luogo privilegiato di comunicazione anche fuori dall’aula #NDrimini

il rischio dietro l’utilizzo di più strumenti è l’overload comunicativo #NDrimini

Una volta scelto lo strumento più adatto bisogna gestirlo al meglio. La didattica con i social network non si improvvisa. Grazie @catepol

@catepol è stata una lezione *davvero speciale* GRAZIE! #NDrimini

Computer a scuola anche senza energia elettrica

Leggo sul edublog una bellissima storia di passione, didattica e tecnologie.

E’ la storia di Moliehi Sekese, un’insegnante della Mamoeketsi Government Primary School in Lesotho che prova ad usare le tecnologie a scuola anche in condizioni limitate (come ad esempio la mancanza di energia elettrica).

Ve la racconto in dettaglio su Wired  sul mio YOUSCHOOL

Youschool: catepol anche su Wired.it

Da oggi è online il nuovo sito di Wired.it, rinnovato completamente nella sua veste online e con esso anche un nuovo blog per me, ospitato tra le loro pagine.

Sono in buona compagnia. Siamo infatti in 18  blogger ad inaugurare questa nuova collaborazione con Wired, la testata diretta da Riccardo Luna: Nicola MattinaMatteo Bittanti,Paolo IabichinoLuca De FinoBernardo ParrellaFlavia MarzanoRiccardo Meggiato,Luca ContiMatteo BordoneAlessandro LongoLinnea PassalerGuido ScorzaCaterina PolicaroPaolo AttivissimoEmil AbirascidFrancesco FondiSimone Pieranni

Il mio blog su Wired chiama YOUSCHOOL, indovinate cosa ci scriverò sopra?

Nuovo blog, nuova avventura. Aggiornamenti, notizie, approfondimenti e novità dal mondo della didattica attraverso le tecnologie, dell’imparare anche attraverso la rete. A 360 gradi, ovviamente. Un po’ la costola di quello che continuerò a scrivere anche qua.

I primi tre post sono online:

- WordPress per i siti scolastici accessibili
- FacilitOffice: leggere e scrivere è più facile con il computer
- La storia d’Italia copiata da Wikipedia

Le LIM non mordono: introduzione all’uso delle Lavagne Interattive Multimediali

Oggi ho provato a spiegare ai miei colleghi che le LIM (di cui avevo già scritto) non solo non mordono ma che, ad un livello minimo, con poca “competenza tecnologica”, possono essere piano piano introdotte nella didattica quotidiana.
Senza fare grandi cose o dover per forza stupire gli alunni con effetti speciali.

Semplicemente considerando lo strumento come opportunità per presentare al meglio il proprio materiale didattico, ottimizzare il tempo della lezione, attirare l’attenzione, coinvolgere un po’ di più.

Passo dopo passo diventare diventare più esperti e utilizzare man mano le diverse funzioni.
Il solo utilizzo come proiettore è un grande traguardo che si può raggiungere. Abbiamo le lavagne installate in classe, si tratta solo di collegare i cavi, accendere il portatile, far partire il programma. Non è un lavoro per tecnici.

Ovviamente il grosso del lavoro con le LIM è la preparazione del materiale didattico da utilizzare e non la capacità di usare il software. Il software si impara provando e riprovando ogni pulsantino per capire cosa fa.
Come ogni programma per il computer.
Considerando poi che questi software delle LIM sono stati pensati proprio per trasportare la modalità lavagna sullo schermo, per interagire col materiale, per manipolarlo, per scriverci sopra ecc.

Anche la penna per “manovrare” lo schermo al posto di mouse e tastiera si impara. E’ una manualità da acquisire, forse anche più facile per chi non utilizza il computer speditamente, perchè un gesso o un pennarello in mano lo abbiamo tenuto tutti,anche più della tastiera del computer.

E’ più facile a provarla che a spiegarla la LIM.

Condivido qui le slides. Possono essere utili anche ad altri docenti che approcciano le Lavagne Interattive o che vorrebbero avvicinarsi (e magari cominciare ad utilizzarle).

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