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E tu che blogger sei? Personalità e blog

(via) Una psicologa dell’Università dell’Alabama, Rosanna Guadagno, Bradley M. Okdiea e Cassie A. Enoa hanno fatto una ricerca relativa all’argomento blogger e personalità mediante il Big Five Personality Inventory.

Il risultato della ricerca sembra indicare negli individui che hanno ottenuto i punteggi più alti in “Apertura alle nuove Esperienze” e “Stabilità Emotiva” hanno maggiore probabilità di aprire e tenere aggiornato un blog. 

Chi possiede un alto grado di “Apertura alle nuove esperienze” di solito possiede anche caratteristiche quali immaginazione, curiosità, talento artistico e varietà di interessi, in poche parole il ritratto del blogger. Infatti non esiste un blogger uguale all’altro no? 

Per ovvi motivi questa ricerca non è esaustiva e presenta grossi limiti di precisione e scientificità, ma sono gli stessi autori ad ammetterlo perchè i dati analizzati si riferiscono alla popolazione studentesca e non possono essere generalizzati a intervalli di età diversi e non vengono rappresentati i blog professionali o utilizzati come strumenti di comunicazione e/o marketing. Il campione della ricerca è americano e quindi che non necessariamente vi troviamo la rappresentazione della personalità dei blogger di altre nazionalità e culture.

E’ comunque interessante dare una lettura a: Who blogs? Personality predictors of blogging

 

 

Come si navigherà nel Web 3.0 (o Semantic Web)?

(via e via)


Freebase Parallax: A new way to browse and explore data from David Huynh on Vimeo.

Un video per capire cosa si intende per WEB 3.0 (o web semantico). Un video di David Huynh, tratto dal sito di Parallax, un prototipo di motore di ricerca semantico.

Twitter + Summize = search.twitter.com

Twitter ha acquistato Summize (che già permetteva le migliori ricerche su Twitter) che quindi viene integrato direttamente in Twitter e diventa http://search.twitter.com/

E’ possibile effettuare ricerche semplici o ricerche avanzate che prevedono una serie di opzioni di ricercae di opzioni per cercare nei contenuti dei twit e delle conversazioni o direttamente tra gli utenti.

 

E’ anche possibile effettuare ricerche complesse utilizzando gli operatori:

Con http://search.twitter.com/ diventa sempre più semplice non perdere una conversazione che ci interessa.

Instant Messaging Generation

Leggo da Luca Colombo che il 2 luglio a Milano con NextPlora son stati presentati i risultati di una ricerca “Osservatorio internet sul mondo della messaggistica istantanea in Italia” realizzata nel mese di maggio sull’argomento “Instant Messaging” loro diffusione e loro uso. E’ intervenuto anche Andrea Giovenali, Presidente della società di ricerca, che ha presentato quanto emerge dalla ricerca.

Windows Live Messenger guida la classifica di strumenti di IM in Italia e a questo ci si poteva arrivare, vista la diffusione che questo IM ha nelle giovani genereazioni di utenti internet.

Skype se la cava benino (è conosciuto ed è utilizzato da chi, aggiungo io, ha bisogno di videochiamare piuttosto che delle emoticons), GTalk a quanto pare lo utilizziamo solo noi fighetti ;-) )

Per fare cosa si utilizzano gli IM?

La slides parla chiaro.

Come viene usato l’IM nei contesti professionali e in situazioni/contatti di lavoro?

L’obiettivo della ricerca era proprio quello di analizzare lo scenario italiano dell’Instant Messaging in modo da provare a delineare le caratteristiche e il profilo degli utenti.

Dalle slides appare che l’Istant Messaging:

  • è lo strumento di relazione adottato soprattutto dai giovani (DNA) ma oramai entrato a pieno titolo anche nelle vite di molti adulti
  • La dimensione di maggiore sviluppo dell’uso dell’IM è quella legata al lavoro
  • Abbiamo accesso continuato alla messaggistica istantanea e utilizziamo gli IM contemporaneamente ad altre attività e in multi-tasking
  • Gli IM  servono per intrattenere relazioni ed anche come un’alternativa al prime-time della Tv
  • Hanno un ruolo sostitutivo degli strumenti di comunicazione sincrona (telefono, cellulare) e asincrona (email, SMS)
  • Hanno un ruolo sempre più crescente di piattaforma utile per condividere le varie sfaccettature del proprio mondo e del proprio sé (file, foto, immagini, emozioni) in una cerchia governata e ristretta
  • L’IM è più intimo e selettivo/elettivo dei social network, meno complicato del peer-to-peer (e meno rischioso), più “tribale” delle community

Sarebbe interessante approfondire l’uso degli IM che facciamo noi (blogosfera, adulti, abitanti della rete un po’ più avanzati ecc.)

Perchè non commentare raccontandomi la vostra esperienza con gli IM? Cosa utilizzate (gtalk, msn, skype ecc), come li utilizzate, perchè? quando? Con chi? ecc.

Questa la presentazione utilizzata nella conferenza stampa che vale la pena di visionare per intero, dal momento che ci dice veramente molto sull’uso dell’IM e sulla percezione che gli utenti ne hanno, ma anche sull’effettivo uso:

Cari prof, Internet non è (solo) la barra di ricerca di Google!

I post sulla formazione blended learning di Indire – Puntoedu – Corso Neoassunti 2008 stanno portando a galla (almeno ai miei occhi) un problema abbastanza diffuso e io che mi occupo di formare i docenti alle nuove tecnologie perchè poi le utilizzino nella loro didattica (o magari anche solo nel loro quotidiano) non posso non affrontarlo.

Vedo quotidianamente utilizzare internet senza realmente saperlo utilizzare nelle scuole ma non pensavo che il problema fosse di proporzioni vastissime.

Da ieri (immagino apertura ufficiale dei corsi Neoassunti 2008 – INDIRE, che ricordo riguardano a tappeto tutti i docenti italiani immessi in ruolo il primo settembre 2007, quindi tantissima gente, e che prevedono una parte di corso online OBBLIGATORIA, quindi che obbligano migliaia di persone a mettere mano su una tastiera, digitare qualcosa, accedere a internet e navigare tra le pagine del corso), arrivano qui sul blog proprio in questo modo, digitando su Google (ma anche sugli altri motori di ricerca) anzichè digitare la URL ricevuta rigorosamente su lettera cartacea nell’apposita barra. Dunque anzichè ritrovarsi sul corso direttamente accedono al corso dall’indirizzo del corso che io ho segnalato nella mia guida (prima parte). Spero leggano anche tutta la procedura che spiego passo passo, in modo da far poi autonomamente tutto senza passare da qui. Qualcuno ha anche salvato il post sul suo hard disk. (foto di sonicbloom)

Vi allego qui un PDF con le chiavi di ricerca/key search di ieri. Anche solo una visita a keysearch (e son di più) e…capite le proporzioni della cosa? Non le metto nel post direttamente per due motivi: il primo è che sono tantissime con tutte le variazioni possibili, l’alternanza delle diverse parole, gli errori, gli url con e senza spazi, punti, competi, parziali, incompleti ecc.). Il secondo è che siccome Google li manda già tutti da me anzichè mandarli sui siti istituzionali (quelli dove qualcuno magari è anche pagato per facilitare l’accesso ai corsi online ed alle informazioni relative ad essi), non vorrei diventare l’alter ego del Ministero della Pubblica Istruzione agli occhi delle persone a cui apparirò come primo risultato di ricerca utile.

Il problema è questo: invece di digitare una URL nella barra del browser la stragrande maggioranza delle persone la digita nella barra di google che al 90% è la home page iniziale all’apertura di ogni browser.

Dunque nella testa di molti e nelle procedure di navigazione in rete GOOGLE = INTERNET. Queste persone non fanno differenza, o meglio non conoscono la differenza tra l’inserire una URL (un indirizzo internet, per capirci) e una chiave di ricerca (cioè cerco qualcosa per parole chiave e cerco di capire tra i risultati che mi vengono rilasciati quale può essere quello che fa al caso mio). Qualcuno ha detto loro scrivi là e clicca invio. Questo è internet. Trovi subito quello che cerchi. (Mi fanno morire quelli che cercano proprio inserendo una domanda che inizia con "Come?") (foto di dylan.bathurst)

Nella maggiorparte dei casi la cosa funziona. Tra i primi siti che Google ci segnala c’è sicuramente la destinazione che stavamo cercando. Chi non possiede le competenze di base per poter discernere tra i risultati di ricerca clicca indistintamente. E arriva al sito che cercava senza aver aggiunto neanche un briciolo di conoscenza nuova riguardo l’utilizzo di Internet, che rimane prettamente strumentale. Apri, digita, clicca, leggi. Chiudi. La password? Ce l’ho sull’agendina! Ok si può recuperare te la mandano sulla posta elettronica. Si ma anche la password della posta elettronica sta sull’agendina e l’agendina è a casa! (Vita vissuta, giuro).

E’ d’obbligo precisare che non tutti sono a livello zero riguardo le competenze di ricerca e reperimento informazioni in rete. Ci son poi quelli scaltri e più avanzati. Son quelli che son certi che tutto si trovi su Internet oramai. Ed infatti cercano la tesina e la relazione finale da scopiazzare! Bella pronta, già fatta e confezionata da altri, impacchettata, basta cambiarvi nome e cognome e mandarla al proprio e-tutor.

Purtroppo per loro, la statistica delle mie keysearch in merito mi comunica una informazione importante: se la maggiorparte delle persone non conosce la differenza tra digitare in Google e digitare nella barra degli indirizzi, immagino che la competenza avanzata di condividere le risorse e i materiali in rete (o anche solo pubblicarli da qualche parte) sia dominio di pochissimi. Ergo: col cavolo che troverete i compitini già fatti del corso. Io vi posso facilitare e guidare nella fruizione del corso blended ma ognuno si svolga il suo percorso. Almeno questo!