Social network e nuove relazioni

Ieri sono stata a Matera, invitata dal CSV (Centro Servizi Volontariato) Basilicata a parlare di “Social network e socialità: uno sguardo sulle nuove relazioni”.

Un intervento formativo/informativo per associazioni e no-profit su come il social web ha cambiato la nostra socialità e il modo di essere in relazione aggiungendo una dimensione digitale grazie alle tecnologie che abbiamo in mano.

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Una conversazione su come utilizzare al meglio il social web e i suoi strumenti comunicare e raccontare ciò per cui si adoperano tantissimi volontari, associazioni, persone di buona volontà, ogni giorno.

Social come piazze virtuali, estensioni della nostra presenza, come strumento che ci mette in relazione.
Conversazioni, conoscenza condivisa.
Cosa sono questi benedetti hashtag e come funzionano.
La differenza tra un profilo, una pagina, un gruppo Facebook. Cosa è meglio utilizzare per la comunicazione e la narrazione, insieme a un sito/blog?
Personal branding, web reputation, coerenza delle persone dentro e fuori i social network.
Un approfondimento dell’articolo recentissimo scritto da Vincos su Che Futuro! sulla solidarietà e le migliori noprofit in rete.
La cura dei contenuti, del racconto, lo storytelling.

Perché…siamo quello che condividiamo!

Queste le mie slide. Enjoy!

#digitalchampions in missione ;)

Passami il sale!

Il digitale e i social influenzano le nostre relazioni.

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Una scena non insolita, a cena.
Tutti assorbiti dagli smartphone e da quello che vi accade dentro: whatsapp, facebook, twitter, mail ecc.

La reazione inconsulta di un padre.
Passami il sale!

E presta attenzione alle persone che hai attorno.

Un corto che ha vinto il Best Comedy Award at the 2014 Five16 Film Festival.

La rivoluzione digitale è tutta qua…

C’è questo video di Facebook (in realtà non gettonatissimo, devo dire, su Youtube pubblicato il 9 luglio e con 22mila condivisioni ad oggi, nulla praticamente, se pensiamo che proviene dal Facebook team e che potenzialmente avrebbe potuto avere un pubblico “mondiale”).

C’è questo video in cui, semplicemente, Facebook prova a mostrare come ci si organizza nella vita reale, per far cose della vita di ogni giorno, attraverso Facebook.

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Una partita. Messaggio organizzativo dei ragazzi su Facebook (attraverso Messenger). Ed è subito mobilitazione. Ci vediamo al campetto!

Un video vacanziero, Summer Friendly. Facebook, il social, amico della nostra estate e del tempo libero. Fermare in un minuto di video, le migliaia di condivisioni social organizzative che passano sui nostri smartphone, ogni giorno.

Chi, nell’ultimo anno, non ha organizzato una partita, una birra, una pizza, una vacanza, un appuntamento, una cena con amici, parenti, col partner ecc. passando da Whatsapp, Facebook, Twitter & co.?

La relazione. La rivoluzione digitale è tutta qua: nelle persone che usano le tecnologie per comunicare, in ogni momento, semplicemente, con le persone.

Nulla di virtuale. Tanto reale, tanto quotidiano, piuttosto.

(fatemi mandare un tweet a husband per chiedere cosa facciamo per pranzo, va…)
;)

La differenza tra conoscere e comprendere

Considerare le cose dal punto di vista dell’altro.
Per comprendere veramente un’altra persona è necessario, in ogni situazione, provare a guardare le cose dalla prospettiva dell’altro.
Non è semplice.

empathy_design

I believe that there’s a difference between knowing something and understanding it. You know how you’ll try to communicate something very important to you to another person and sometimes they’ll wave you off with an impatient, “I know, I know”? That’s knowing: I got the gist, filed it away, I don’t need to think about it again. Knowing is comprehension; understanding is deeper because it comes from empathy or identification.

Matt Zoller Seitz – RogertEbert.com’s – via LH

Friendfeed e pietre in faccia…

E’ un po’ che, scherzando ma nemmeno tanto, con Delymyth oppure con Gigicogo e con altri amici, ci diciamo che sarebbe il caso di scrivere uno studio approfondito sulla dinamica delle relazioni che si scatenano su Friendfeed.

Bè, questo video (Pietre di Antoine) mi sembra un ottima premessa allo studio approfondito.
Comincia con la domanda chi è che tira le pietre? Finisce con il prendere le distanze del diretto interessato…

Friendfeed e le pietre in faccia. Per qualche motivo, su cui fervono le indagini degli studiosi, pare che il costume nazionale su Friendfeed sia proprio quello di tirare le pietre (in gergo tecnico “flame”). A prescindere. E non solo quando fa caldo.

Parafrasando Irene Cara: “Flame, I’m gonna live forever… baby remember my nickname…remember, remember, remember…FLAME!”

(foto di Di Thomas Hawk)

Se sei buono, te le tirano. Se sei cattivo è anche ovvio. Se sei blogger, te le tirano, se porti i tacchi ma anche se non li porti, se sei guru del web e soprattutto se non lo sei, se scrivi un libro o se non lo scrivi, se partecipi ad un barcamp oppure se non ci vai e ti si nota di più, se ti fai le foto o se te le fanno gli altri, se dici una roba interessante e scateni la conversazione oppure anche solo perchè respiri.

Entrare a gamba tesa nelle conversazioni, sparare a zero, moltiplicare i commenti. Non contenti, aprire un altro thread in cui dirne di tutti i colori su qualcuno cercando il consenso del proprio mini branco. O anche aprire stanze segrete, private che poi basta un errore di uno degli adepti e vengono a galla. Basta che se ne sparli, ma fra di noi, muahahahahah.

Account fake creati ad hoc, liberi di tirare pietre in faccia protetti dall’anonimato e dallo schermo. Compaiono, scompaiono quando il gioco si fa duro o quando vengono sgamati ed associati a un reale proprietario.

Il discorso va ovviamente approfondito con esempi concreti di testi estratti da conversazioni deliranti.

Vi lascio col testo della canzone. Volevo parafrasarlo per contestualizzarlo a Friendfeed e alle tipologie di fauna che tirano le pietre virtuali con i loro thread e i loro commenti e le loro stanzette. Invece va bene così com’è.

Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.

Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c’è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!

Sarà così
finché vivrai
Sarà così

Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.

Tu sei bello e ti tirano le pietre.
Tu sei brutto e ti tirano le pietre.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
che tante pietre in faccia prenderai!

Sarà così
finché vivrai
Sarà così

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