Social media policy in ambiente scolastico #gasw2014

Le mie slide su “Social media policy in ambiente scolastico” per la Giornata aperta sul web #gasw2014

Non possiamo non tener conto della normativa che, in sintesi, vieta l’uso dei telefonini a scuola (Direttiva Fioroni 104/2007 ecc.) Siamo, ovviamente, tenuti a rispettare e far rispettare.
Dobbiamo, secondo me, affrontare il cambiamento e gestirlo.
Cambiamento che vede uno smartphone in mano alla quasi totalità degli studenti, la presenza sui social dei nostri ragazzi/figli a partire dalla quinta classe della scuola primarie (nonostante l’età minima, ad esempio per Facebook, sia 13 anni compiuti), la sempre più massiccia (e ingombrante?) presenza sui social di docenti e genitori ecc.

Come gestire il cambiamento in atto, anche tenendo conto delle tecnologie a disposizione nelle scuole, delle sperimentazioni che vedono i tablet per ogni studente, classi 2.0, dei progetti di scuola digitale ecc?

Come affrontare il fatto, ad esempio, che, nonostante tutti i divieti e le normative esistenti, gli studenti durante un esame (le prove INVALSI o, a breve, gli esami di stato) praticamente in tempo reale sono tutti sui social a scambiarsi quesiti e soluzioni, a fare ironia, a sfogarsi, a comunicare?

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Chiudendo gli occhi? Facendo finta che tutto ciò non accade?
Io son tre anni che ne parlo…per dire.

Con una Social Media Policy di Istituto, sempre più necessaria.
Una sorta di regolamento interno, condiviso con tutte le componenti. Una elaborazione partecipata che tenga conto di diversi fattori e questioni.

Un documento che contenga sia le Linee Guida per la gestione della presenza e della comunicazione degli spazi in rete dell’Istituto che le Linee Guida per la gestione della presenza responsabile in rete e sui social network di personale e studenti.

Social Media Policy d’Istituto come momento educante di tutta la comunità scolastica.

Nel mio intervento alla Giornata Aperta sul Web ho provato a delineare quello che secondo me dovrebbe essere il contenuto:

Gestione degli spazi in rete dell’istituto
- sito web scolastico: ruoli, comunicazione istituzionale, gestione materiali, accessi con password, gestione credenziali, ecc.
- canali social della scuola: quali aprire, che materiali, quale comunicazione, target utenti, chi gestisce ecc.

Gestione di spazi di condivisione materiali per la didattica e organizzativi
- Singolo docente o disciplina
- Singola classe
- Gruppi di lavoro
- Scelta strumenti web: dropbox, google drive, email, skype ecc.
- LIM, TABLET, Applicazioni, ebook: guide tecniche e metodologiche
- Registro elettronico ecc.

Pianificazione della presenza social collegata al sito istituzionale (come scrivevamo nel vademecum Pubblica Amministrazione e social media)

Gestione di tutte le questioni educative collegate all’uso di media sociali

I Temi da mettere sul piatto delle riflessioni da fare per una Social Media Policy d’Istituto sono tanti:
- Diffusione conoscenza: cultura digitale
- Comunicazione
- Trasparenza
- Diffusione informazioni
- Dialogo Scuola/Famiglie
- Dialogo Docenti/Studenti
- Dialogo diverse componenti comunità scolastica
- Uso della rete e della comunicazione online: competenze digitali

La scuola non può sottrarsi dall’educare all’uso corretto dei social media, alla consapevolezza e alla gestione della privacy, alla gestione della Web Reputation, ai pro e contro della geolocalizzazione, alla gestione delle informazioni riguardanti dati personali, privacy, informazioni riservate…

La scuola deve prevenire comportamenti in rete che implicano insulti, volgarità, offese, minacce, atteggiamenti violenti, bullismo, stalking ecc.

E’ oramai opportuno esplicitare come regolamentare uso di Fotografie, Filmati, Registrazioni ecc. (chiarendo gli usi consentiti, ad esempio per alunni H, DSA, BES).

Tocca alla scuola occuparsi anche di Diritto d’Autore, materiale privato o protetto, licenze Creative Commons, come citare le fonti.

Insomma ho messo molta carne al fuoco e condivido per continuare a discuterne insieme.

Cittadini attivi e responsabili nei social network all’USR Lombardia

Ieri ho tenuto la prima delle 3 lezioni del percorso di Formazione rivolto ai docenti dell’USR Lombardia, a Milano nell’ambito del piano regionale “Scuole, spazi di democrazia per promuovere la legalità”. Si tratta del percorso Cittadini attivi e responsabili nei social network

Nel percorso A che mi è stato affidato da Alberto Ardizzone (che ringrazio) mi occupo della formazione docenti sulla navigazione consapevole e responsabile nel web ovviamente con il consueto taglio sulle potenzialità offerte dai social network, rivisitati in chiave didattica e comunicativa.

L’incontro di ieri era su “I giovani e i social network: comportamenti e abitudini secondo le ultime rilevazioni italiane ed europee”

Queste le slide che ho utilizzato.

Seguiranno altre due lezioni:
- Abitare il social network: istruzioni per un uso responsabile e consapevole della rete
- Facebook e Twitter, a casa, a scuola e con gli amici

Formazione, Social Web, strumenti, competenze…

La presentazione del mio intervento “Social Network nella Formazione: strumenti e competenze” alla 10a Giornata Nazionale della Formazione “Social Network Training” di AIF del 10 giugno a Bologna.

Un resoconto della giornata e degli altri interventi, in dettaglio su Bricks.

Durante la giornata c’è stata la diretta su Twitter, nata spontaneamente dalla sala, con hashtag #aifbo

Web 2.0 e didattica a Rimini

Queste le mie slide della lezione che ho tenuto a Rimini ieri presso il Liceo Classico Giulio Cesare – Manara Valgimigli. Grazie ancora per l’invito ad @ilariapic ed al Prof. Marini.

Per la prima volta una mia lezione ha avuto anche il livetweeting (racconto in tempo reale, attraverso Twitter, di quello che accadeva) l’hashtag ufficiale (parola chiave preceduta dal # che indica tutti i Tweet su quell’argomento) su Twitter che è stato #NDrimini oltre che un evento su Facebook. Onorata!
Considerazione a margine: un hashtag per essere seguito ha bisogno di essere raccontato da account Twitter non protetti. Peccato, infatti, che il livetweet di @ilariapic possa essere letto solo da chi la segue.

Per un relatore, sapere cosa è stato realmente recepito dal pubblico che lo ascolta, è importante.
Per un’insegnante è deformazione professionale chiedere “Vediamo se hai capito, ripeti a parole tue”.

Non riassumo, allora, a parole mie la lezione su Web 2., social network e didattica di ieri, ma provo a farlo attraverso le parole del livetweet di Ilaria (a cui chiedo autorizzazione per far uscire dal suo account privato quanto segue).

Ieri, a Rimini, i colleghi docenti e gli studenti presenti hanno ascoltato da me e dovrebbero aver capito quanto segue:

comincia la lezione speciale di @catepol ai Nativi Digitali di Rimini #NDrimini attenti e prendete appunti!!!

@catepol inizia il suo discorso ai Nativi Digitali #NDrimini restate in ascolto :)

uso immediato in classe e nella vita del web 2.0_non possiamo non tener conto dell’evoluzione dei mezzi che abbiamo a disposizione #NDrimini

Ci portiamo dietro tutto un mondo attraverso un oggetto banale come tablet e telefonino #NDrimini

utilizzo di internet da parte delle generazioni dei Nativi Digitali “Chi ha facebook?” #NDrimini

con l’avvento di internet si è acceso l’interruttore della multimedialità e del multitasking #NDrimini

Cosa intendete voi per social network?Sono delle piazze virtuali che gestiamo noi in cui condividiamo azioni,pensieri, files, etc. #NDrimini

#web2.0 significa “metterci la faccia” e anche nell’inserimento di informazioni anonime si può essere identificati #NDrimini

su 25mln di italiani che hanno internet, 18mln hanno facebook, 4mln accedono da un dispositivo mobile #NDrimini

Purtroppo c’è chi si iscrive a fb anche sotto i 13 anni. L’adulto dov’è? Perché non c’è controllo? #NDrimini

siamo qui oggi grazie ai social, ci siamo conosciute dal vivo solo oggi ma ci conoscevamo o meglio ci “seguivamo” da tempo sui sn #NDrimini

gli strumenti di oggi permettono di compartecipare in diversi ambiti, anche sui giochi online che richiedono partecipanti multipli #NDrimini

Bisogna capire le potenzialità di questi strumenti: nella didattica ad esempio. Come utilizziamo questi strumenti nella didattica? #NDrimini

quelli del web2.0 sono strumenti da utilizzare consapevolmente per gli scopi didattici e che si possono“piegare”per i nostri scopi #NDrimini

Secondo voi avere moltissimi contatti su un sn è segno di…? Riflessioni e dibattito con @catepol e i Nativi Digitali #NDrimini

la “regola della nonna” vale per ogni contesto sul web, vale per tutti, anche per gli adulti #NDrimini

una studentessa utilizza a volte facebook per prendere dei piccoli appunti, lucchettando lo status => uso intelligente del social #NDrimini

“manca solo il 740 su facebook e poi avremo messo tutte le informazioni” @catepol on #NDrimini

integriamo gli strumenti per la didattica: condividere il sapere e la conoscenza ma anche il materiale didattico #NDrimini

multimedialità come alternativa alla lezione classica: sono anni che se ne parla, ogni docente ha usato un metodo simile in classe #NDrimini

ecco una docente consapevole del web, che consiglia ai suoi studenti i siti con le traduzioni di latino “fatte bene” #NDrimini

dalla matita alla penna col pennino, fino alla LIM: percorriamo le evoluzioni degli strumenti per l’insegnamento. #NDrimini

cosa possiamo fare: utilizzare i social pensati per la didattica o integrare quelli che utilizziamo normalmente #NDrimini

lo strumento del gruppo chiuso è una buona idea per usare il social network nella didattica #NDrimini

alcuni social invece sono stati creati a puro scopo didattico #NDrimini

pro e contro dell’utilizzo degli strumenti nati appositamente per la didattica #NDrimini

l’interazione è continua utilizzando gli strumenti web2.0 per la didattica sia da parte dei docenti che da parte degli studenti #NDrimini

yahoo answers ha un potenziale conoscitivo enorme, adesso le domande si fanno anche su fb quindi tutto passerà da lì #NDrimini

i ritmi sono molto diversi e intensi ma vanno gestiti nel modo giusto in un ambiente didattico che utilizza i sn #NDrimini

passiamo alle “proposte pratiche” per fare didattica: il #blog ad esempio #NDrimini

un altro strumento per la didattica può essere il #wiki per la costruzione di un documento controllato e moderato nei passaggi. #NDrimini

altri strumenti utili per la didattica 2.0 ad esempio #slideshare #youtube #skype #aNobii #twitter #facebook #NDrimini

parliamo più approfonditamente di #blog: cosa ci possiamo fare? ad es. può essere un contenitore ben strutturato per la didattica #NDrimini

consiglio di @catepol se dovete aprire un blog usate blogger o wordpress #NDrimini

la paziente @catepol spiega ai colleghi come aprire un blog in due minuti.. li convincerà ad usarlo?io penso di sì :) #NDrimini

ora parliamo di wiki come (utilissimo) strumento di scrittura collaborativa e Diego chiede: non è come google docs? #NDrimini

importante: “Si impara solo facendo” quindi vi invito a mettere in pratica questi utilissimi suggerimenti di @catepol in classe! #NDrimini

parliamo di #skype in classe per la didattica a distanza e di skype education per condividere esperienze didattiche tra docenti #NDrimini

#slideshare per docenti e studenti per condividere presentazioni, creare un account per la classe per creare un archivio di classe #NDrimini

#aNobii è il social network per chi ha la passione per la lettura, si può usare anche per la didattica #NDrimini

i docenti sono molto interessati ad aNobii #NDrimini

gli strumenti interagiscono tra di loro, quasi tutti confluiscono e permettono di condividere su facebook e twitter #NDrimini

#youtube può essere utilizzato per assegnare agli studenti dei compiti multimediali, e loro lo sanno fare già molto bene #NDrimini

usare twitter per la didattica: i 140 caratteri sono un esercizio ad essere brevi e immediati nella comunicazione #NDrimini

e concludiamo con #facebook nella didattica come strumento/luogo privilegiato di comunicazione anche fuori dall’aula #NDrimini

il rischio dietro l’utilizzo di più strumenti è l’overload comunicativo #NDrimini

Una volta scelto lo strumento più adatto bisogna gestirlo al meglio. La didattica con i social network non si improvvisa. Grazie @catepol

@catepol è stata una lezione *davvero speciale* GRAZIE! #NDrimini

Una introduzione al Web 2.0 per aziende

Condivido le slide della mia lezione per IIR del 1 dicembre 2010.
Una introduzione ai concetti e agli strumenti del web 2.0 e dei social network per le aziende, la comunicazione, il marketing.

Si ringrazia MCC per l’opportunità.

Banda larga e e-learning: cosa si potrebbe fare.

Le slides del mio intervento ieri, 20 novembre, al Vega per il convegno sulla banda larga.

Alcune proposte su cosa fare, con tutta questa banda larga, nell’e-learning, a scuola e nel mondo della formazione in generale.

Sicuramente c’è da formare adeguatamente i formatori e i docenti perché colgano e accolgano le enormi potenzialità della rete nella trasmissione delle conoscenze e dei saperi.

Una presentazione di un libro parecchio alternativa

Metti una profe che diventa blogger e che dal blog ci ha fatto un libro, poi un secondo e poi questo terzo qua.
Metti un’altra profe, io, che son sempre blogger e che sono amica dell’altra profe blogger di cui sopra.

Metti che le due profe si sentano da sempre (saran 5 anni almeno) senza essersi mai incontrate ancora e che siano in contatto a prescindere dai rispettivi blog.

Metti che l’amicizia sia nata comunque, crescendo e rafforzandosi attraverso i potenti mezzi telematici a nostra disposizione perchè, come dicevano i latini, “similes cum similibus congregantur”.

Metti la profe che dopo aver scritto i libri abbia traslocato di blog da splinder al suo blog personale.

Metti una libreria della tua terra che invita un’autrice Mondadori a presentare il suo nuovo libro.
Metti l’autrice Mondadori che ti scrive “Mi vieni a presentare tu, vero?

Metti che l’autrice è la profe blogger che scrive libri e metti che la richiesta la faccia all’altra blogger, quella ricciola.

Metti che ci si veda a Lamezia Terme, per la prima volta.
Come se ci conoscessimo da sempre.

Questa la premessa, doverosa. Ora il racconto di un pomeriggio e di una presentazione “parecchio” alternativi.

Di solito la presentazione di un libro ha un copione scritto che vede l’autore e chi lo presenta alternarsi nella presentazione al pubblico del contenuto del libro oggetto della presentazione.

Questa no. Anzi, non solo.

Gioacchino Tavella (il proprietario della libreria) ha invitato anche un’altra prof, oltre me, a conversare con la Profe.
La prof Michela Cimmino ha invitato i suoi studenti.

E fin qui, direte voi, che c’è di strano?

Tutta colpa dei genitori: Antonella Landi - Caterina Policaro - Libreria Tavella - 20 novembre 201

La presentazione del libro è cominciata con gli studenti cantanti. Dopo aver letto il libro “Tutta colpa dei genitori” di Antonella Landi hanno pensato bene di accoglierci cantando nell’ordine: “Uno su mille ce la fa”, “Notte prima degli esami” e “Avrai”.
Bravissimi e perfettamente in tema con l’argomento scuola, genitori, alunni, professori.
Complimenti ancora, ragazzi!

I saluti di rito, le presentazioni, il chi è chi. Il libraio, l’autrice, la professoressa Cimmino di Lamezia e i suoi alunni, io la profe blogger amica dell’autrice al primo incontro di persona, il bello della rete, cosa ci facevamo là.

Interviene un genitore. Dato che si dice nel libro che sia tutta colpa loro.
Una mamma, Anna Cardamone, che è anche prof. E ci legge quello che potremmo chiamare “Tutta colpa dei professori!”: tipologie di docenti da cui è meglio scappare via, poveri studenti.

Interviene lo studente, cantante ecc. ecc. Salvatore Perri. Da grande vuole fare il prof. L’ha capito dopo aver letto il libro di Antonella. Salvatore, senti a noi: sei ancora in tempo per cambiare idea, eh!

Insomma poi la interrogo io, la profe.
Quale tipologia di genitore ha scatenato la scrittura del libro?
Raccontaci il genitore che fa sfoggio di cultura e quello che fa l’amicone dei figli.
Raccontaci del genitore “inniorante tennologgico” e di come invece sia doveroso per docenti e genitori parlare la stessa lingua dei ragazzi, conoscere gli strumenti che utilizzano, guidarli all’uso corretto ecc. ecc.

Racconta al pubblico, Antonella, le varie tipologie di genitori incontrati in anni e anni da profe ai colloqui scuola-famiglia.

Raccontaci delle tipologie di studenti che poi scopri è tutta colpa dei loro genitori.

Irrompe dalla prima fila il signor Alberto, anziano, non vedente (lo scopriremo poi) e poeta. Irrompe con una bellissima poesia a memoria sulla scuola ai suoi tempi, sulla fatica che facevano gli scolaretti a raggiungere il luogo in cui si imparava grazie a maestre e maestri.

Momento meraviglioso.
Scatta la sfida che lancio io ai ragazzi presenti: “Scommettiamo che nessuno sa recitare nulla a memoria come il signor Alberto?”
Una ragazza ci prova con il primo canto della divina commedia ma si interrompe quasi subito.
Colpo di scena! Il signor Alberto, prosegue lui il canto. Memoria di ferro, memoria d’altri tempi.

Antonella è commossa. Si ride, si scherza, si applaude, si sta bene insieme. Bel posto la Libreria Tavella, con la regia della prof.ssa Cimmino e con le sorprese dalla platea.

Una presentazione parecchio alternativa, non c’è che dire. Piacevolissima.

Antonella ci legge una tipologia di genitore tratta dal libro, Salvatore (lo studente) fa una richiesta di un altro brano, quello dello studente insicuro, quello che finisce il capitoletto e l’odore dell’insicurezza trapela dalle pagine, per capirci.

La lettura e l’accento toscano di Antonella riscuotono applausi.
Ci salutiamo. No, un attimo. Gli studenti vogliono ri-cantare “Avrai” e lo vengono a cantare insieme a noi. Tutti insieme appassionatamente.

Avrai avrai avrai il tuo tempo per andar lontanoooo….

Insomma, questo il racconto di una presentazione di un libro “parecchio alternativa”.
Qui di seguito qualche foto.
Esiste un video, non so se lo vedrete mai.

Serata riuscita, ottimo ospite Gioacchino Tavella che ringrazio anche per la cena insieme.
Libri se ne son venduti tanti.
Divertire ci siamo divertiti.

Che altro volevamo di più?

Ah, Antonella di persona è una persona splendida. E questo, pur essendoci conosciute e annusate di persona solo sabato, lo sapevo già.

Tutta colpa dei genitori. Antonella Landi e Catepol a Lamezia.

Annunciazione, annunciazione.

Qui di seguito la locandina della presentazione del libro TUTTA COLPA DEI GENITORI – Mondadori 2010 di Antonella Landi. Voi direte embè? Tu che c’azzecchi con la profe?

Antonella Landi, già autrice di LA PROFE – Diario di un’insegnante con gli anfibi- Mondadori 2007 e STORIA (parecchio alternativa) DELLA LETTERATURA ITALIANA – Mondadori 2008, è al terzo libro.

Ambientazione scolastica, stavolta sotto torchio, ironicamente e non, i genitori.

«Mamma, quello di Filosofia mi ha dato tre.»
«Quello di Filosofia è un deficiente: domani ci vado a parlare io e gliene canto quattro.»
Ma dove vuoi andare? Ma cosa vuoi cantare?
Stai a casa tua, genitore,
e casomai canta a tuo figlio di studiare più.
Che male non gli fa.

Chiedete a un insegnante. Vi dirà che il vero nemico quotidiano del suo lavoro non sono gli studenti indomiti, i tagli di un nuovo ministro o il cattivo stato delle strutture scolastiche. Ma i genitori.
È tutta colpa loro se, oggi più di ieri, i ragazzi studiano poco, studiano male, non studiano affatto. Se è impossibile parlare con loro, farsi ascoltare, stabilire le regole e farle osservare.
È colpa loro se il ruolo e l’identità degli insegnanti sono stati degradati, la loro autorità delegittimata, la loro professionalità vilipesa.
Questo libro racconta la classe dei genitori dal punto di vista di una professoressa. Anzi, della Profe, “l’insegnante con gli anfibi” diventata nota con libri, blog, radio e giornali. In un ricevimento genitori tragicamente divertente, passa in rassegna le varie tipologie di papà e mamme italiche: il genitore assente, il genitore disarmato, quello delegante, quello ggiòvane, il genitore che fa finta di non esserlo e quello che “lasciamo che si esprimano!”. Il genitore che ha studiato e fa sfoggio di cultura e quello che “troppo studio fa male”, quello arrogante, competitivo, che fa i compiti al figlio e vuole un voto alto anche per sé. Il genitore che alla fine chiama i carabinieri e quello che picchia l’insegnante. Con altrettanta ironia, ma con molta più indulgenza, Antonella Landi disegna anche i ritratti dei ragazzi che di queste famiglie sono il prodotto, con il “sorriso verticale” che esce dai loro pantaloni a vita bassa e lo spaesamento cronico negli occhi: l’insicuro e la ribelle, il bullo e l’impudica, il figlio di papà e il figlio di puttana.

Questo è un libro che tutti i genitori dovrebbero (e gli insegnanti vorrebbero) leggere. Tutti quelli che hanno a cuore la scuola, e soprattutto i ragazzi. Dentro queste pagine c’è molto da sorridere, in effetti. Ma anche un messaggio, forse un appello, una richiesta d’aiuto: “Finché i genitori non andranno nella stessa direzione della scuola e non combatteranno dalla stessa parte della barricata, le fatiche di tutti saranno completamente sprecate”.

Ho l’onore di presentare il terzo libro di Antonella, collega e amica dai tempi del famosissimo blog laprofepuntoit.splinder.com (chi la ricorda? sono sicura che avete capito di chi parlo!!) che ora troviamo invece qua http://www.antonellalandi.com/blog/ sul suo sito.

Ho l’onore di conoscere di persona, finalmente, una gran bella persona, collega e amica.

Ecco perchè il bello della rete è anche questo: relazioni e amicizie che nascono grazie ai blog e si mantengono anche se non si riesce a incontrarsi di persona. Si, sono anni oramai che con Antonella c’è un’amicizia forte che si è alimentata e fortificata tra i commenti del suo frequentatissimo blog prima e via mail dopo.

Ci sentiamo così spesso che non sembra davvero vero che non ci si conosca di persona. Questo momento è finalmente arrivato.

Quando Anto mi ha chiesto di essere accanto a lei a moderare la presentazione nella mia terra, non potevo certo dire di no.

Se vi trovate da quelle parti (amici Calabresi, amici e colleghi Vibonesi…vabbè certo anche il mio parentado), sabato catepol e la profe presentano “Tutta colpa dei genitori”.

Siateci!

sabato 20 novembre 2010

Libreria “Gioacchino Tavella”
via Crati
Lamezia Terme
ore 18:00
Incontro con l’autrice Antonella Landi

“Tutta colpa dei genitori”

introduce e modera la blogger
Caterina Policaro

Twettiquette: il funzionamento di Twitter si impara all’asilo!

via Steve Wheeler

Una simpatica presentazione in cui viene spiegato l’uso di Twitter in modo semplice e ironico. Una sorta di netiquette per Twitter, la Twettiquette!

Ricorda sempre di non prenderti troppo sul serio, il consiglio che voglio girare anche a voi!

Le LIM non mordono: introduzione all’uso delle Lavagne Interattive Multimediali

Oggi ho provato a spiegare ai miei colleghi che le LIM (di cui avevo già scritto) non solo non mordono ma che, ad un livello minimo, con poca “competenza tecnologica”, possono essere piano piano introdotte nella didattica quotidiana.
Senza fare grandi cose o dover per forza stupire gli alunni con effetti speciali.

Semplicemente considerando lo strumento come opportunità per presentare al meglio il proprio materiale didattico, ottimizzare il tempo della lezione, attirare l’attenzione, coinvolgere un po’ di più.

Passo dopo passo diventare diventare più esperti e utilizzare man mano le diverse funzioni.
Il solo utilizzo come proiettore è un grande traguardo che si può raggiungere. Abbiamo le lavagne installate in classe, si tratta solo di collegare i cavi, accendere il portatile, far partire il programma. Non è un lavoro per tecnici.

Ovviamente il grosso del lavoro con le LIM è la preparazione del materiale didattico da utilizzare e non la capacità di usare il software. Il software si impara provando e riprovando ogni pulsantino per capire cosa fa.
Come ogni programma per il computer.
Considerando poi che questi software delle LIM sono stati pensati proprio per trasportare la modalità lavagna sullo schermo, per interagire col materiale, per manipolarlo, per scriverci sopra ecc.

Anche la penna per “manovrare” lo schermo al posto di mouse e tastiera si impara. E’ una manualità da acquisire, forse anche più facile per chi non utilizza il computer speditamente, perchè un gesso o un pennarello in mano lo abbiamo tenuto tutti,anche più della tastiera del computer.

E’ più facile a provarla che a spiegarla la LIM.

Condivido qui le slides. Possono essere utili anche ad altri docenti che approcciano le Lavagne Interattive o che vorrebbero avvicinarsi (e magari cominciare ad utilizzarle).

Cos’è Twitter e come si usa: un’altra bella presentazione

Un’ottima presentazione di Jane Hart su Twitter al Informatology Conference in London dove ha tenuto un Twitter Workshop.

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