Under 13 via da Facebook!

Rimanendo sull’argomento Facebook, prof, alunni.
Soprattutto alunni, come la scuola deve porsi nei confronti della vita sui social network degli studenti.

Oggi la notizia di rilievo (via Dailymail) è questa: Paul Woodward, Preside della St. Whites School – Forest of Dean (England) ritiene che più del 60% degli alunni della scuola sia iscritto a Facebook e lo usi regolarmente durante la giornata.

Fin qui nulla di nuovo, se non che gli alunni della St. Whites School hanno un’età compresa tra i 4 e gli 11 anni e per essere iscritti su Facebook dovrebbero averne almeno 13, come previsto nelle policy!

Image credit: Screenshot C.Osborne/Facebook

Mr Woodward è anche segretario della National Association of Head Teachers, l’Associazione nazionale Inglese dei Dirigenti Scolastici, e chiedono ufficialmente l’allontanamento dai social tipo Facebook dei minori (almeno di quelli che hanno un’età inferiore a quella prevista nelle policy).
Qualcuno dovrebbe controllare le loro iscrizioni ai social network e prevenire il rischio che possano accedere, senza guida e senza controllo, a materiale inappropriato alla loro giovanissima età, navigando in rete e bazzicando i social.

La scuola deve fare qualcosa, deve tenere conto del fenomeno diffusissimo, deve saperlo affrontare.

Le aziende di internet e lo stesso Governo dovrebbero attivarsi per proteggere bambini e preadolescenti. I presidi Inglesi domandano soprattutto protezione rispetto all’accesso a contenuti pornografici o a sfondo sessuale o da giochi non adatti. Chiedono ufficialmente a Cameron misure concrete di protezione delle giovani generazioni.

Il vero problema, dice il preside Woodward è questo:

‘The real concern is children being able to have Facebook accounts when they are not old enough, and parents condoning it. If my school is representative, it’s 60 per cent at least have got access.’

(via cnet e zdnet)

I ragazzini con meno di 13 anni non dovrebbero accedere a Facebook e aprire l’account, spesso con i genitori che sono pure consenzienti e che non si pongono proprio il problema. Praticamente la maggior parte di essi possiede un profilo Facebook dal quale interagisce tranquillamente con i propri amici e non solo.

E’ contrario ai termini di servizio permettere che gli under 13 si iscrivano a Facebook e i genitori devono esserne consapevoli. In quanto genitori devono attrezzarsi per prevenire e proteggere i loro figli anche su Internet. I ragazzini sono esposti a contenuti non adatti alla loro età.

I profili degli under 13 vanno segnalati a Facebook perchè possano essere chiusi o bloccati. Ne avevo già scritto in dettaglio qui.

Gli underage si segnalano da qui https://www.facebook.com/help/contact/?id=210036389087590

La BBC aveva già sollevato il problema dei genitori complici o accondiscendenti nell’apertura di profili sui social in età non consone.

Qualche dato: il 4% dei bambini su Facebook ha meno di 6 anni. Dato tratto da una statistica e infografica di Minor Monitor.

6 anni, capite? Il 38% dei ragazzini iscritti a Facebook ha meno di 13 anni. Non sorprendetevi, vi assicuro che è così anche in Italia.

Su Facebook si iscrivono già dalla scuola elementare, alle medie la percentuale è altissima e, ovviamente, non hanno i 13 anni previsti.

In una quinta elementare li ho provocati, una volta, facendo la gnorri e chiedendo loro “Ma come fate a registrarvi, non si blocca la registrazione se non mettete 13 anni?”
Risposta prof: “Vabbè prof, si aumenta l’età!” Ho incalzato nella mia indagine: “Quindi mettete 14 e state tranquilli anche se ne avete 10?” e loro: “Io ho messo 20″, “Io invece 36″, “Io 18″ ecc. Ma perchè? Poi vi può contattare qualcuno più grande se imbrogliate così con l’età.

Risposta disarmante: “Prof, ma si capisce dalle foto che mettiamo che siamo piccoli, stai tranquilla…” Ah bè, certo!

Facebook continua ad affermare che rimuove in media 20,000 utenti under 13 al giorno.
Spesso sono i genitori stessi che creano profili per i loro bambini, a volte subito dopo la loro nascita. Ecco: anche i novelli genitori che hanno aperto il profilo al neonato, magari come canale per mostrare le foto a parenti e amici o con l’idea di creare il diario di tutta la vita del piccolo/a, dovrebbero chiudere immediatamente questi profili.

Nessuno di noi, credo, avrebbe piacere di scoprire un giorno che su internet ci sono le sue foto dalla nascita in poi e che sono state messe con troppa leggerezza e senza pensare alle conseguenze future, dagli stessi genitori, pensando di fare una cosa simpatica, no?

Io continuo a pensare che non possiamo non tenere conto della loro presenza sui social. Ci sono, è il loro cortile, è il posto dove si relazionano, giocano, si divertono, chattano.

Vietarglielo perchè sono under 13? Improponibile, fondamentalmente.
E’ troppo tardi, è troppo tardi. Il danno è fatto da tempo. Sono stati lasciati soli, hanno aperto profili da tempo, li abitano. Li vivono, sono parte di loro e delle loro giornate.

Possiamo solo educarli a usare i social nel modo migliore, impostare bene la privacy, spiegare che si posta con la testa, che sono comunque in piazza, che ci possono fare anche cose buone.Questo dovremmo fare.

I divieti di solito con i più piccoli provocano esattamente una reazione contraria.

Voi che ne dite?

E se il prof twitta durante l’esame?

All’università di Cardiff scoppia il #tweetgate a causa dell’uso/abuso di Twitter durante un esame. Fonte: un newspaper indipendente degli studenti, prendiamo la cosa con le pinze.

Stavolta non è colpa degli studenti. No, Twitter non è stato usato da loro come veloce strumento (più degli SMS) per passarsi le risposte dell’esame in corso. Come verrebbe subito da pensare. No.

C’è una indagine in corso su uno dei membri della commissione esaminatrice. Uno dei prof, in pratica. Il giovane ricercatore/collaboratore/assistente ha pensato bene, per passare il tempo durante lo svolgimento della prova, di twittare.

Niente di male, se non che twittasse dell’esame, dalla sede dell’esame. E che ci aggiungesse suoi personali commenti su studenti e studentesse.

“Student 22 is very cold… But if she will wear a mini-skirt and heels to an exam in January.”

“Student 20 just asked to go to toilet. She went just before the exam. Coffee fuelled emergency cramming I reckon.”

“I never realised exams were so loosely regulated e.g. leaving me in charge of one. It’s disgraceful, really.”

L’assistente è un utente Twitter prolifico, uno da più di 21.000 tweet scritti e inviati, per capirci. Ok twittare la qualunque (non dovrei essere proprio io a dirlo, visti i miei numeri su Twitter) ma esprimere commenti personali e giudizi sugli studenti che svolgevano l’esame, non è proprio il massimo della correttezza.

Non s’è capito se i tweet siano stati inviati durante la prova o dopo, lo dirà l’esito dell’indagine. L’Università di Cardiff prevede il divieto di uso di telefonini e smartphone durante gli esami scritti e basta. Abbastanza ovvio che le linee guida del Senato Accademico non prevedano, al momento, la regolamentazione dell’uso di Twitter durante gli esami. Questo episodio potrebbe aprire riflessioni in merito. Chi vigila sull’esame non dovrebbe a sua volta usare il telefonino e men che meno Twitter, forse l’Università si organizzerà, adesso.

Gli strumenti di comunicazione evolvono più velocemente dei regolamenti, si sa.

Gli studenti, da parte loro, sono offesi non per il fatto che l’assistente abbia twittato durante l’esame ma per l’ironia e i commenti espressi su ognuno di loro. Erano là per essere giudicati per i contenuti della prova d’esame e sulla loro preparazione, non per le minigonne che indossavano.

Non hanno tutti i torti.
Ora resta da vedere se le policy d’uso dei social (non solo per gli studenti) in sede d’esame (e in che modo) verranno o meno regolamentate.

Qua una volta c’era un blog…

…ora è tutto un pullulare di Social Sharing, pubblicati sul blog automaticamente con i link a post e articoli interessanti di cui consiglio la lettura e la traccia delle condivisioni di catepol su vari social network.

Nel Social Sharing, che è in pratica una sorta di aggregatore della mia presenza in rete e delle mie varie identità digitali alla Friendfeed, ma ospitato qua nei miei spazi (tutto ci può essere chiuso, nulla è veramente nostro, tranne il nostro blog. Ricordatevelo!), ci trovate tutto tranne Twitter e Friendfeed. Essendo account privati, tenuti fuori dalle grinfie dei motori di ricerca, sarebbe poi un controsenso pubblicarli sl blog. Per seguirmi su TwitterFriendfeed basta chiedere. Se siete persone conversanti e non fake o account palesemente spammosi o pubblicitari, vi faccio accomodare volentieri nei miei salotti social.

Dicevamo: qua una volta c’era un blog. La scrittura dei miei post è diminuita e me ne dolgo. Torno presto. Anzi son tornata già con questo post. Dopo tutto, l’hosting è pagato!

Ho scritto anche altrove nel 2010 (YOUSCHOOL e dettotranoi) e pare che continuerò a farlo ancora per un po’.

Sono andata in giro a raccontare cose di internet e di didattica (e dintorni), per passione o per lavoro, nel 2010. Ho già in agenda appuntamenti 2011.

Ho letto 46 libri nel 2010 per un totale di 9442 pagine secondo Anobii (dove ho provato ad essere diligente e tenere traccia delle mie letture – di carta e su ebook – passo passo). Solo di recensioni (doverose almeno per i testi che mi sono stati gentilmente inviati/regalati, alcuni con dedica personale dell’autore/amico) ho di che riempire il blog per tutto il 2011.

Nel 2011 leggerò di più. Come ai vecchi tempi. Me lo impongo.

Alcune collaborazioni appena chiuse ed altre attive, oltre al mestiere di insegnante che svolgo sempre volentieri.

Amici nuovi e vecchi, tanti, con cui son sempre belle le occasioni per stare insieme soprattutto fuori dalla rete. Occasioni di cui non è detto si debba raccontare tutto, preferisco viverle.

Il Social Sharing, su questo blog, da quotidiano diventa settimanale (provo, poi magari torno a quello quotidiano, vediamo). Rimane comunque parte integrante di questo blog che è pur sempre il mio hub da cui si diramano i social network e tutto il resto.

Torno a scrivere, torno a scrivere con più frequenza, tranquilli!

Rivedo la mia policy nel rapporto following/followers sui miei social network principali e più rilevanti in termini di numeri, per farli diventare più utili in termini di relazioni e conversazioni interessanti rispetto al tempo che vi ci dedico.

Facebook aperto a tutti. A partire dalle persone che conosco realmente, ovviamente, accetterò comunque tutte le richieste (filtrando i contatti in apposite cartelle amici con possibilità di accedere alle mie cose diversificata). In linea di massima tutti i contatti potranno leggere la mia bacheca e ciò che posto, potranno scrivermi in privato, commentare. Non tutti potranno scrivere e postare cose sulla mia bacheca.

Mi staggo immediatamente da tutte le foto e video che non mi vedono coinvolta realmente.

Blocco tutte (o quasi) le applicazioni e i giochi al primo invito che ricevo. Rimozione immediata dagli eventi (con eventuale impedimento all’invitante di invitarmi ancora ad altro) che non mi riguardano e che non mi interessano minimamente.

E’ giusto così. Mi interessano persone e relazioni. Agisco di conseguenza mettendo al bando tutto ciò che ritengo rumore inutile e perdita di tempo.

La relazione su Facebook è reciproca. Non approfittate mai dei vostri “amici”, me compresa. Basta un attimo per togliere questa amicizia virtuale, che amicizia non è, rimuovendovi dagli amici.

Regolamento la visibilità in home di Facebook del vostro stream. Se mi interessate, se ci conosciamo, se ci leggiamo anche altrove, se lavoriamo insieme, se siamo parenti, se siamo andati almeno una volta a prendere un caffè insieme…vi assicuro che ci siete, che mi passate davanti agli occhi con i vostri status e le vostre condivisioni. Altrimenti, amici (di Facebook) lo stesso. E’ inumano pensare che si possa seguire davvero tutti i propri contatti, no?

Twitter aperto a tutti o quasi. L’account è privato perchè non mi va di dare in pasto ai motori di ricerca frammenti di 140 caratteri completamente sganciati da ogni contesto. Certo non è privato per tirarmela in alcun modo.

Seguo chi mi interessa seguire, anche se questi/e non ricambiano il following.

Ricambio quasi sempre la richiesta di following, cominciando a seguire a mia volta, quando accetto un nuovo follower. Di solito, a patto che siate persone almeno un minimo conversanti. Cerco di rendere paritario il rapporto e la possibilità di inviarsi dei DM.

Defollowo nel momento in cui mi defollowate (utilizzo twunfollow e tweepi per saperlo). Se non volete più conversare con me, non conversiamo. Sono coerente con le vostre scelte.

Anche per Twitter è inumano pensare che io segua tutti, infatti non lo faccio. Seguo chi mi interessa però cerco di rispondere sempre a chi mi cerca, retwitta, cita, chiede. Spesso seguo lo stream così come gira, in serendipity. E la serendipity mi fa leggere e seguire anche chi non leggo abitualmente e mi fa scoprire cose, notizie, persone. Quello è il bello di Twitter. La grande ricchezza.

Friendfeed rivoluzione in corso per quanto mi riguarda, account aperto a quasi tutti, privato anche questo sempre per i motori di ricerca che fagocitano i thread decontestualizzandoli. Privato perchè posso così accettare le richieste di following valutandole una per una, privato perchè posso decidere chi seguire e da chi farmi seguire.

Seguo chi mi interessa seguire, anche se questi/e non ricambiano il following.

Durante le vacanze ho cominciato e quasi portato a termine un lavoraccio: entrare in ognuno degli account che seguivo, valutare uno per uno se erano davvero meritevoli del mio interesse e della mia attenzione, cliccare su “unfollow”. Sono passata dal seguire circa 2000 account a seguirne circa 850. Un bel salto.

Ho eliminato dalla mia vista tutti gli account fake, quelli aperti e mai usati, quelli usati ma fermi tipo al 2009 o a molti mesi fa, quelli senza contenuti, quelli che erano solo un rimando di feed del blog, quelli in cui non c’erano conversazioni in atto o interventi in thread, quelli che non m’andava più di seguire (per un motivo o per un altro).

Stesso lavoraccio in corso sugli account che seguono me per valutare caso per caso se continuare a farli accedere o meno al mio stream. Non è per tirarmela, anche qua. E’ per un’ecologia delle mie relazioni, è per rivalutare e dare la giusta importanza alle persone (e quindi anche toglierla, se ritengo non la meritino).

Non ricambio più di default la richiesta di following, cominciando a seguire a mia volta, quando accetto un nuovo follower. Se siete persone “conversanti” comunque, in linea di massima, vi accetto.

Defollowo nel momento in cui mi defollowate (utilizzo ffspy.com o FriendVenn per saperlo). Se non volete più conversare con me, non conversiamo. Sono coerente con le vostre scelte.

Non blocco nessuno di solito, preferisco un utilizzo sapiente del “nascondi” di Friendfeed.

Anche per Friendfeed (e per la velocità e la quantità delle informazioni che vengono veicolate attraverso) è inumano pensare che io segua tutti, infatti non lo faccio. Certo mi piace sempre prezzemolare e curiosare nei thread aperti a tutti, si impara sempre qualcosa quindi non me ne precludo l’opportunità. Il bello di Friendfeed è proprio il meccanismo dei FOAF (la possibilità di vedere anche gli amici degli amici), per cui comunque le conversazioni rilevanti e seguite rimbalzano alla mia attenzione pur non seguendo direttamente i proprietari degli account dove esse si svolgono.

Seguo chi mi interessa però cerco di rispondere sempre a chi mi cerca, ricondivide, cita, chiede, reblogga, condivide miei post, mi chiama in causa ecc…

Ignoro quando è il caso.

Spesso anche qui seguo lo stream in serendipity e riesco a leggere cose, notizie, persone, conversazioni, novità ecc. A volte, confesso, la serendipity (o un sapiente uso del search, quando funziona) porta a leggere su Friendfeed anche quello che non dovrei.

Detto ciò, s’è fatta una certa.

Il post del rientro è venuto lungo, se avete avuto la pazienza di leggere fino a qua vi mando un caro saluto. Ci rileggiamo presto su questi schermi.

Social network, abusi e contenuti inappropriati: come segnalare

Questo post parte da una riflessione condivisa su Friendfeed qui http://friendfeed.com/catepol/21a720c0/tema-abuso-e-contenuti-inappropriati-su (purtroppo per leggerla mi devi chiedere di potermi seguire, ho l’account protetto).

(e forse è un post lungo, mettiti comodo)

La riflessione riguardava i contenuti generati dagli utenti che passano per Friendfeed, contenuti che ultimamente sono anche “inappropriati” nel senso che, proprio grazie alla libertà di espressione e condivisione che Friendfeed consente, molto più di Facebook o Twitter, si sta esagerando su alcuni temi caldi: sesso, religione, anticlericalismo, violenza, razzismo ecc.

Si esagera con la scusa che “ma è ironia, ma è satira, ma è la mia opinione, ma c’è la libertà d’espressione ecc.” Non giudico. Ognuno è responsabile dei suoi contenuti, davanti agli altri che lo leggono e soprattutto davanti alle leggi vigenti, se è il caso.

Ho volutamente generalizzato intendendo con abusi e contenuti inappropriati tutto quello che, ad esempio, su Facebook verrebbe bannato subito per un qualche motivo segnalato, (giustamente o meno) ma soprattutto a tutto ciò che nel quotidiano, nella vita reale, è così border line da arrivare ad essere classificato anche come eventuale reato…

Voi direte, giustamente, su Friendfeed hai la possibilità di fare nascondi selettivo su un utente o particolari contenuti dello stesso utente e poi hai la possibilità di bloccare l’utente e non vederlo più, nè farti leggere da lui.

Giusto, ma andiamo un attimo più in profondità: io utente Friendfeed ignoro o blocco contenuti inappropriati e che non gradisco quindi impedisco a me stesso quei contenuti. E torno a vivere sereno ma, a conti fatti, socialmente quei contenuti sono in circolo, in rete, specie se l’account FF non è privato. Esagero? No, seguitemi.

Partendo da Friendfeed ho pensato di fare una ricognizione in alcuni social network, quelli più usati, specialmente dai giovani, per capire come funziona la responsabilità del posting di contenuti, l’età minima richiesta, il cosa fare in caso di abusi di qualche tipo. Perchè internet non è una sconfinata prateria dove fare qualunque cosa, tanto poi danno la colpa al gestore del servizio.

La responsabilità è sempre dell’utente proprietario dell’account. E su Friendfeed siamo una nicchia, siamo utenti abbastanza avvezzi alla netiquette e capaci di abitare il web 2.0 meglio degli utenti di tanti altri social.

Mi sono andata a guardare i Terms of Service di Facebook, Twitter, Friendfeed, Netlog, Badoo e MSN per estrapolare e condividere con voi le informazioni utili su: età minima richiesta per aprire ed usare l’account, usi e responsabilità sui contenuti condivisi, modalità di segnalazione degli eventuali abusi degli utenti.

Mi interessa capire cosa si può fare per segnalare abusi e contenuti inappropriati, mi interessa capire come si pone il servizio nei confronti dell’utente, mi interessa capire cosa può fare un utente, concretamente, in questi casi.

Come sospettavo, Friendfeed è il più blando di tutti nel precisare cosa un utente può fare o meno col suo account. Non solo, è l’unico in cui non è precisata l’età minima al di sotto della quale dovrebbe essere vietato utilizzarlo. Ed anche riguardo alle modalità di segnalazione, non è che ci sia molto da fare.

Di contro, Facebook si rivela quello più completo, almeno sulla carta, almeno dalle parole scritte e dalle varie questioni affrontate.

Twitter pure demanda tutta la responsabilità all’utente ma è possibile entrare facilmente in contatto con i responsabili e segnalare.

MSN, Badoo e Netlog scrivono chiaramente cosa si può e cosa non si può postare, a livello di contenuti e come ci si deve comportare. Badoo e Netlog con una comunicazione migliore. Decisamente. Spiegano bene.

Andiamo con ordine:

SN Età minima Link ai Terms of service
Facebook 13

Con possibilità di segnalare utenti di età inferiore ben precisata:

Se desideri segnalare un utente minore di 13 anni (età minima per l’utilizzo del sito), ti preghiamo di farlo qui. Elimineremo immediatamente gli account dei minori di 13 anni segnalati mediante questo modulo.

http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=underage

http://www.facebook.com/terms.php?ref=pf
Twitter 13 http://twitter.com/tos
Friendfeed Non trovata (per cui CHIUNQUE può aprire un account) http://friendfeed.com/about/terms
Netlog 13

I minori devono avere il permesso di uno dei propri genitori o del proprio tutore legale prima di registrarsi.

http://it.netlog.com/about/legal/view=general
Badoo 18

Non incoraggiamo, ne pubblicizziamo, l’uso dei nostri servizi da parte di bambini o, comunque, di persone di eta’ inferiore ai 18 anni a cui chiediamo di non inserire informazioni sul sito.

http://badoo.com/terms/
MSN 13 http://help.live.com/help.aspx?project=tou&mkt=it-it

Come potete notare dalla tabella, l’età minima è di solito 13 anni, tranne che per Badoo che ne pretende 18 e Friendfeed, del quale l’informazione non si trova. Solo su Facebook mi risulta esserci la modalità di segnalare chi ha meno di 13 anni. Non che ci sia poi realmente il controllo degli account, conosco bambini di 8 o 9 anni con un account Facebook, ma almeno sulla carta si parano le spalle più degli altri social network riguardo i minori.

Proseguiamo nell’indagine.

Friendfeed dice quasi solo questo e (nonostante la localizzazione in italiano) lo dice pure in Inglese:

2. User Responsibility: You are solely responsible for your use of the Site and Services. Because FriendFeed merely serves as a repository of information, user-posted content does not represent the advice, views, opinions or beliefs of FriendFeed, and FriendFeed makes no claim of accuracy of any user-posted material. FriendFeed archives links to third-party websites. The linked websites’ content, business practices and privacy policies are not under our control, and we are not responsible for the content of any linked website or any link contained in a linked website. The inclusion of a link on the Site or Services does not imply any endorsement by or any affiliation with FriendFeed. In accessing the Site and Services or following links to third-party websites you may be exposed to content that you consider offensive or inappropriate. You agree that your only recourse is to stop using the Site and Services.”

In pratica, come volevasi dimostrare dalla riflessione di partenza, Friendfeed ci dice che ci può tranquillamente capitare di incappare in contenuti inappropriati ed abusi. Dal momento che il responsabile su Friendfeed sei tu in prima persona, gli altri contro i tuoi abusi, qualora provino fastidio per qualcosa, possono nell’ordine: nascondere, bloccare, non usare FF.

“Su FF siamo tutti amministratori di noi stessi.” come giustamente dice Roberto.

Gli abusi si segnalano da qui, con un form http://friendfeed.com/about/contact/terms, su friendfeed.

Sempre che ci sia qualcuno che risponda, dato che son stati comprati da Facebook e sono mesi che non si vedono migliorie o aggiornamenti di sorta. Ad ogni modo Friendfeed parla solo di spam, account rubati, ingiurie, tutela di marchi. In caso di contenuti pedopornografici, esplicitamente violenti e/o blasfemi, razzisti, intolleranti, “querelabili”… che si fa?

Come risponde @nicolapagliuca:

ci sono contenuti che non possono essere valutati a seconda della sensibilità personale. Se chiedessimo a un ladro di professione cosa pensa del furto in base alla sua sensibilità risponderebbe che non è un reato,mentre sappiamo che lo è. Ora è vero che non tutti i reati sono sanzionati e previsti, come è vero che alcuni reati sono obiettivamente sovrasanzionati… però esiste un codice civile e penale che abbinato al buon senso di ognuno ci aiuta a relazionarci col resto del mondo. Oggi come oggi, col web, sapere cosa è reato e cosa no è un attimo.

Ok siamo tutti adulti e vaccinati su Friendfeed al momento (e comunque accadono episodi spiacevoli), non oso pensare cosa potrebbe diventare, in termini di contenuti inappropriati, il giorno che grandi masse di utenti vi si trasferiranno proprio perchè, alla fine, ci si può postare sopra quello che si vuole. Di contro, c’è di buono, che tutto finisce dentro Google utilizzando Friendfeed e che la tracciabilità dei contenuti inappropriati è praticamente immediata, in caso di eventuali denunce alle forze dell’ordine.

Vediamo cosa si dice sugli altri social network che ho preso in esame.

Twitter ci comunica che:

Tutto il Contenuto, che sia pubblico o trasmesso privatamente, è sotto la sola responsabilità di chi ha creato detto Contenuto. Potremmo non monitorare o controllare il Contenuto pubblicato tramite i Servizi e non ci assumiamo nessuna responsabilità per detto Contenuto. Ogni uso o riferimento a qualsiasi Contenuto o materiale pubblicato tramite i Servizi o da te ottenuto tramite i Servizi è effettuato a tuo rischio.

Non approviamo, supportiamo, rappresentiamo o garantiamo completezza, veridicità, accuratezza o affidabilità per qualsiasi eventuale Contenuto o comunicazione pubblicati tramite i Servizi, né sposiamo le opinioni espresse tramite essi. Utilizzandoli, sei quindi consapevole che potresti essere esposto a Contenuto, il quale potrebbe essere offensivo, dannoso, inesatto o comunque inappropriato, o in alcuni casi, frainteso o ingannevole. In nessun caso Twitter sarà in qualche modo responsabile per il Contenuto, incluso, ma non solo, eventuali errori, omissioni, perdite o danni di qualsiasi natura, dovuti all’uso di Contenuto pubblicato, inviato via email, trasmesso, oppure reso disponibile da altri Servizi o trasmesso altrove.

In pratica: fate quello che volete con Twitter, siete voi responsabili, però, se è il caso, ogni tanto potremmo pure intervenire. Il discorso di Twitter è particolare, dato che trasmettiamo in soli 140 caratteri ed eventuali link a contenuti più ampi rimandano sempre a siti esterni a Twitter.

Per segnalare abusi su Twitter procedere così: mail a lawenforcement@twitter.com per violazione della legge, mail a terms@twitter.com per violazione dei termini. Qui c’è una pagina in italiano per segnalare molestie e minacce personali http://help.twitter.com/entries/96225-molestie-e-minacce-come-segnalarle. Qui il form per inviare segnalazioni: http://help.twitter.com/requests/new

MSN riguardo gli Usi illeciti dice che:

Non è consentito caricare, inviare, trasmettere, trasferire, distribuire o agevolare la distribuzione di qualsiasi contenuto, inclusa la pubblicazione di messaggi contenenti testo, materiale audiovisivo, dati, informazioni o software né utilizzare diversamente il servizio in modo che:

rappresenti immagini di nudo di qualsiasi tipo, incluse immagini di nudo umano complete o parziali o immagini di nudo in forme non umane, ad esempio fumetti, grafica di fantasia o immagini manga.

inciti, promuova o mostri materiale pornografico o espressioni di oscenità, volgarità, irriverenza, odio, intolleranza, razzismo o violenza gratuita.

dichiari erroneamente la fonte del contenuto pubblicato o caricato, ivi inclusa la rappresentazione di un altro individuo o ente.

fornisca o crei collegamenti a siti esterni che violano il Codice di comportamento.

includa contenuto protetto da leggi sulla proprietà intellettuale, diritti alla privacy o alla pubblicità o qualsiasi altra legge applicabile tranne nel caso in cui si possiedano o si controllino i diritti di cui sopra o si disponga del consenso necessario.

sia utilizzato con l’intento di danneggiare o sfruttare minori.

sia proposto con l’intento di sollecitare o raccogliere informazioni personali di minori, ivi incluse, in via esemplificativa, informazioni relative a nome, indirizzo di posta elettronica, indirizzo, numero di telefono o nome dell’istituto scolastico.

invada la privacy degli utenti tentando di raccogliere, memorizzare o rendere pubbliche informazioni personali in grado di permetterne l’identificazione (ad esempio password, informazioni sull’account, numero di carta di credito, indirizzo o altre informazioni di contatto) senza il previo consenso informato degli interessati.

sia illegale o violi le leggi locali e nazionali vigenti nel luogo di residenza, ivi incluse, in via esemplificativa, informazioni relative a pedofilia, incesto, droghe illegali, pirateria informatica e molestie.

sia proposto per minacciare, molestare, diffamare, defraudare, umiliare, denigrare o intimidire un individuo o un gruppo di individui per qualsiasi motivo, anche per ragioni di età, sesso, handicap, etnia, orientamento sessuale, razza o religione o che inciti o incoraggi terzi a farlo.

danneggi o intenda danneggiare il computer di altri utenti o consenta di accedere in modo non appropriato a prodotti software, siti Web o server, ivi incluso, in via esemplificativa, lo spamming, ovvero l’invio di messaggi indesiderati.

tenti di attribuire all’utente con qualsiasi mezzo l’identità di un dipendente, un agente, un gestore, un moderatore, un altro utente o qualunque altro membro del team Microsoft.

promuova o faciliti in altro modo l’acquisto e la vendita di armi da fuoco o munizioni.

contenga o possa essere considerato come messaggi di posta indesiderata, catene, marketing di affiliazione o annunci pubblicitari non richiesti.

qualifichi in modo erroneo il contenuto pubblicato o caricato o contenga contenuti uguali o simili ad altri già pubblicati.

tenti di modificare i servizi, inclusi i sistemi relativi alla valutazione e alla reputazione, violando una qualsiasi disposizione del presente Codice di comportamento in collusione con altri in relazione all’attribuzione dei voti o utilizzando più profili.

proponga l’esecuzione di trasferimenti internazionali di denaro per importi che superano il prezzo richiesto per un articolo, con l’intento di richiedere un rimborso di una qualsiasi parte del pagamento.

contenga annunci pubblicitari per sistemi di guadagno, carte di sconto, servizi di consulenza finanziaria e sondaggi o concorsi online.

Insomma MSN ci va giù pesante segnalando una casistica di abusi puntuale e precisa che tocca tutto: dalla pornografia alla pedofilia passando per contenuti violenti, razzisti, che violano privacy ecc.

Per segnalare abusi su MSN e violazioni al Codice di comportamento, è possibile utilizzare il collegamento Segnala abusi: https://support.msn.com/?scrx=1

Passiamo a Netlog e Badoo, usatissimi per bloccolare soprattutto dai più giovani.

Per Netlog le regole sono chiare e comunicative, spiegano anche a cosa si va incontro, violandole. E non è poco:

Si deve obbedire a qualche regola, cosi tutti possono divertirsi con Netlog. Le azioni che sono proibite dalla legge e possono portare a condanna sono:

Razzismo, xenofobia e discriminazione (punibili col carcere). Su Netlog sono proibite note razziste, propaganda di discriminazione delle preferenze sessuali, foto razziste o insulti a stranieri.

Pubbliche offese, pubblicazione di foto pornografiche, pedofilia, offerte di prostituzione o di accompagnamento, invitare esplicitamente o implicitamente ad attività sessuali.

E’ proibito caricare foto e testi esplicitamente o implicitamente erotici. E’ proibito invitare pubblicamente o privatamente ad attività sessuali. Foto umoristiche o caricaturali possono essere un eccezione, fintanto che il personaggio umoristico sia il più in evidenza.

Calunnia, diffamazione, persecuzione, abusi di nomi o foto di altre persone sono proibiti per legge e possono essere puniti. Per questo motivo alunnia, diffamazione, persecuzione, insulti, abusi di nomi o foto di altre persone sono vietati anche su Netlog.

E’ severamente vietato pubblicare messaggi o foto con contenuto dannoso, minaccioso, fuorviante, rancoroso, aggressivo, razzista, volgare, denigratorio, indecente, offensivo, violento, osceno o pornografico.

E’ anche proibito usare il sito per fini politici, religiosi o commerciali. Riferimenti a partiti politici e pubblicazioni di bandiere saranno puniti se è chiaro che ci sono idee politiche dietro. Discussioni su argomenti politici/religiosi sono permesse, se non sono denigratorie.

Il disturbo dell’ordine pubblico sul sito inteso come spamming, ricerca voti, invio di e-mail non richieste in privato o con messaggi pubblici, caricamento illegale di pagine, inondazione di messaggi o messaggi eccesivamente lunghi, sarà perseguito. NON TI COMPORTARE IN MANIERA INAPPROPRIATA CON GLI ALTRI UTENTI DI Netlog.

(Provare a) hackerare Netlog o l’account di un membro di Netlog è proibito e punibile. In tale stuazione, noi avvisiamo sempre la polizia, anche in caso di minore. Facendo ciò, c’è il rischio di galera o multa.

Eccetto gli abusi come la diffamazione e la persecuzione, che può essere perseguita solo dopo un reclamo di colui che la ha subita, Netlog può prendere iniziativa per porre fine a ciò che è proibito. Netlog è obbligato dalla legge a riportare gravi offese agli organi competenti.

Grandioso. E comprensibile da tutti, soprattutto dai ragazzi più giovani.

Gli abusi possono essere riferiti a: Netlog – Emile Braunplein 18 B-9000 Ghent Belgio Fax: +32 2 400 43 20 abuse-it@netlog.com Nella maggior parte dei casi, si può usare la funzione automatica di Netlog per segnalare un abuso, la si trova nei vari contenuti:

Su Badoo:

1.Devi avere un eta’ minima di 18 anni compiuti.

2.Sei l’unico/a responsabile in relazione a sicurezza, riservatezza ed autorizzazione all’utilizzo di ogni materiale e informazione che inserirai nel sito.

3.Il sito potrebbe avere dei contenuti che potresti non condividere o che potresti trovare riprovevoli.

4.Devi utilizzare il sito nel rispetto delle leggi in vigore nel paese in cui ti trovi .

5.I contatti e le relative informazioni possono essere inseriti solamente nei campi prestabiliti.

6.Non devi trarre in inganno o molestare gli altri utenti. Non puoi utilizzare questo sito per vendere beni o servizi o diffondere materiale pubblicitario o promozionale senza l’autorizzazione espressa di Badoo.

Il sito e’ concepito come un forum ove poter incontrare altre persone, partecipare a discussioni e condividere foto, novità ed informazioni. E’ importante per noi, e per te, che il sito rimanga un luogo sicuro e piacevole. Per manterlo così, non ti e’ permesso insultare nessuno, inserire commenti osceni, materiali pornografici o altri contenuti che possano offendere la dignità umana. Allo stesso modo, non ti e’ permesso inserire contenuti che possano incoraggiare attività terroristiche o comportamenti che potrebbero causare o essere considerati atti criminali. Infine, non ti e’ permesso di inserire contenuti o materiali che possano violare diritti di proprietà intellettuali altrui. Questo vuol anche dire che e’ vietato riprodurre o inserire foto e video altrui senza l’espresso consenso dei rispettivi titolari.

Cosa non puoi fare su Badoo

Non essere maleducato con gli altri. Su questo sito ti devi comportare cosi come faresti nella vita reale. Tratta la gente come se fosse davanti a te. Non caricare foto pornografiche o oscene

Sappiamo che ci sono tanti altri posti dove caricare e vedere foto e/o video pornografici ed osceni. Badoo non è uno di questi, quindi non farlo o saremo costretti ad eliminare il tuo profilo, all’istante.

Non fare nulla di illegale sul nostro sito

Se lo dovessi fare, non saremo affatto contenti, ma saremo felici di inviare tutte le tue informazioni alle autorità giudiziarie.

Non fare copia/incolla con i messaggi

No, davvero. E’ proprio una cosa da sfigati. Se desideri scrivere a qualcuno almeno inviagli un messaggio originale e personale. Questa specie di spam di massa non ha mai funzionato e si noterà subito che genere di persona sei.

Non spammare i nostri utenti

Non provare a vendere prodotti, altri siti, o te stesso su Badoo.

Nel caso tu non segua queste Linee Guida potresti ricevere un avvertimento e/o l’eliminazione del tuo profilo. Questa Linee Guida sono state elaborate per mantenere Badoo pulito, amichevole e piacevole per tutti. Se non sei dovessi essere d’accordo con noi, cerca un altro sito su cui iscriverti.

Anche qui, molto ma molto chiari con gli utenti.

Per segnalare abusi su Badoo, non essendo iscritta, ho trovato solo questo http://badoo.com/feedback/ che però non è proprio non specifico per ABUSI.

Insomma, i due colossi dei social network più utilizzati dagli adolescenti si son presi la briga di mettere per iscritto tutto.

Tralasciamo però il fatto che poi la realtà d’uso è diversa, che le ragazzine fanno a gara a mettere foto profilo sexy, che l’uso di Badoo e Netlog è molto sexually oriented. Mi interessava capire se le regole fossero chiare. Le regole lo sono.

Ed infine, veniamo a Facebook. Lasciato volutamente per ultimo dato che Facebook ha appena inserito il Centro per la Sicurezza e che è sempre, apparentemente, molto attento alle questioni di sicurezza, privacy, abusi ecc.

Dico apparentemente perchè nonostante tutto, gli utenti continuano a farci il bello ed il cattivo tempo, alla faccia dei blocchi dell’account, che comunque avvengono.

Il Centro per la Sicurezza Diviso in sezioni, con intenti educativi, Facebook parla ai genitori, ai ragazzi, agli insegnanti, Facebook spiega come stare bene su Facebook e come segnalare eventuali abusi.

Dalle condizioni d’uso di Facebook sappiamo questo:

1.Non inviare o pubblicare in altro modo comunicazioni commerciali non autorizzate (ad esempio spam) ad altri utenti su Facebook.

2.Non raccogliere contenuti o informazioni degli utenti, né accedere in altro modo a Facebook, usando strumenti automatizzati (come bot di raccolta, robot, spider o scraper) senza la nostra autorizzazione.

3.Non intraprendere azioni di marketing multi-livello illegali, ad esempio schemi piramidali, su Facebook.

4.Non caricare virus o altri codici dannosi.

5.Non cercare di ottenere informazioni di accesso o accedere ad account di altri utenti.

6.Non denigrare, intimidire o molestare altri utenti.

7.Non pubblicare contenuti che incitino all’odio, minatori, pornografici, con immagini di nudo o altri contenuti grafici o con violenza gratuita.

8.Non sviluppare o utilizzare applicazioni di terzi che contengano, pubblicizzino o commercializzino in altro modo contenuti correlati all’alcol o comunque rivolti ad un pubblico adulto senza le dovute restrizioni di età.

9.Non offrire gare, offerte o concorsi a premi (“promozioni”) su Facebook senza disporre del nostro consenso scritto. In caso di autorizzazione da parte nostra, l’utente è pienamente responsabile della promozione e si atterrà alle nostre Linee guida sulle promozioni e a tutte le leggi applicabili.

10.Non usare Facebook per scopi illegali, ingannevoli, malevoli o discriminatori.

11.Non intraprendere azioni che possano impedire, sovraccaricare o compromettere il corretto funzionamento di Facebook, ad esempio con un attacco di negazione del servizio.

12.Non favorire o incoraggiare alcuna violazione della presente Dichiarazione.

Vediamo ora le varie modalità di segnalazione abusi di diverso tipo su Facebook partendo da questa pagina dedicata:  http://www.facebook.com/help/?topic=reportabuse

Facebook incoraggia tutti gli utenti a utilizzare i link “Segnala” quando individuano contenuti inappropriati. Nella maggior parte dei casi, si trova il link “Segnala” sotto al contenuto stesso da segnalare. Selezionando il link, si aprirà un modulo in cui specificare il tipo di abuso e scrivere una segnalazione dettagliata. Facebook esamina le segnalazioni e determina se il contenuto in questione debba essere rimosso o no. Tutte le segnalazioni di abuso su Facebook sono confidenziali.

Se non è possibile segnalare l’abuso attraverso questi link, si segnala qui http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=report_tos_violation

Si può “segnalare” qualsiasi foto che riteniamo offensiva (con il link presente sotto l’immagine). Facebook controllerà queste segnalazioni e, se, necessario, rimuoverà le foto. Tutte le segnalazioni sono confidenziali.

In Facebook sono disponibili link che consentono di segnalare la presenza di contenuti offensivi sul sito, a diversi livelli:

Per segnalare un profilo, andare nel profilo e cliccare su “Segnala/blocca questa persona” nella colonna sinistra sotto l’immagine del profilo.

Per segnalare una foto, andare sulla foto specifica e cliccare su “Segnala questa foto” sotto la foto.

Per segnalare un messaggio di posta, visualizzare il messaggio e cliccare su “Segnala messaggio” sotto il nome del mittente. Si possono segnalare solo i messaggi di persone che non sono tra i nostri amici.

Per segnalare un gruppo o un evento, andare sulla pagina principale e cliccare sul link “Segnala” sotto la foto del gruppo o dell’evento.

Per segnalare un Pagina, visualizzare la Pagina e cliccare su “Segnala Pagina” nella colonna sinistra sotto la foto della Pagina.

Se troviamo un profilo che potrebbe appartenere a una persona denunciata per violenza sessuale, segnalarlo qui e Facebook analizzà le informazioni fornite: http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=sex_offender

Se troviamo materiali che promuovono comportamenti terroristici o che raccolgono fondi per un’organizzazione terroristica, Facebook ti incoraggia vivamente a segnalarli qui: http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=terrorist_content

Mi fermo qui, ho tralasciato volutamente ciò che riguarda contenuti e diritto d’autore altrimenti non ne uscivo più dal post.

Quale policy vi sembra meglio fatta? Quale la più comunicativa e comprensibile dagli utenti? Quale social network vi sembra gestire al meglio queste questioni?

Attendo i vostri feedback.

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