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Twitter: crescita e altri dati in un’infografica

(via Blogherald e Wired)

La crescita di Twitter comincia realmente dopo la caduta dell’aereo nel fiume Hudson nel gennaio del 2009, immagine che ha fatto immediatamente il giro del mondo. Grande merito a Ashton Kutcher e alla gara per raggiungere il milione di followers, e alla rivolta iraniana dopo le elezioni.

La comparazione con Facebook e Myspace.

Chi sono gli utenti Twitter (americani)?

Le città da cui si twitta di più al mondo. Roma è al nono posto.

Questo e molto altro, in questa infografica. Enjoy.

[Recensione] Comunicare con Twitter di Luca Conti

More about Comunicare Con Twitter

Ringrazio subito Luca Conti per la copia di “Comunicare con Twitter” inviatami tramite Hoepli. E lo ringrazio anche per avermi intervistato in merito a Twitter e per aver inserito il tutto tra le pagine del suo libro.

“Comunicare con Twitter” si legge bene, scorre facilmente, Luca ha la capacità di essere divulgativo e chiaro nello spiegare come funziona Twitter.

E’ un libro che va bene, infatti, sia per chi conosce Twitter e già lo usa, sia per chi, incuriosito da questo nuovo strumento, si accinge ad utilizzarlo per la prima volta.

I primi vorranno approfondire il discorso sui possibili utilizzi che comunicatori, aziende, giornalisti, professionisti dovrebbero cominciare a mettere in atto e troveranno capitoli per i loro denti.

I secondi vorranno cominciare quasi da zero, dal che cos’è al come si usa. Troveranno anch’essi spiegazioni dettagliate, esempi ecc.

Twitter è oramai sinonimo di comunicazioni e conversazioni praticamente in tempo reale dentro e fuori la rete.

Ho raccontato più volte su questo blog la potenza dei messaggi di 140 caratteri che ci rendono capaci di trasmettere con rapidità notizie, stati d’animo, opinioni o testimonianze su fatti o eventi che accadono attorno a noi e allo stesso tempo di leggere quanto viene twittato da ogni parte del mondo.

Twitter è quindi il modo più semplice per essere sempre aggiornati, dal computer o dal telefono cellulare: il filtro e l’autorevolezza lo fanno le stesse persone e la rete sociale di contatti che man mano ogni utente Twitter crea attorno a sè. Luca Conti, però,  prospetta anche un mondo di comunicazione online in cui su Twitter troviamo (e possiamo seguire agevolmente) anche testate giornalistiche, aziende o istituzioni che godono della nostra fiducia e attenzione.

Nel capitolo 3 troviamo tutte le spiegazioni riguardanti Tweet, Retweet, Follower & Following, Ashtag, Reply, DM ecc.

Un po’ come dire: prima di usare lo strumento, impariamone il linguaggio. Nel caso di Twitter è tutto molto semplice, l’utente ci prende facilmente la mano e, una volta creato l’account e cominciato a decidere chi vale la pena seguire, può entrare a pieno titolo nella Twittosfera.

A pag. 42 alcuni esperti, tra cui io, danno consigli per utilizzare al meglio Twitter.

Il mio consiglio è questo: cercare qualcuno da seguire oltre i propri amici e contatti, magari qualcuno che twitta o si occupa di argomenti che ci interessano, leggerli e, dopo qualche giorno di conoscenza e lettura, provare ad interagire con essi contattandoli con un DM o con un reply. Insomma: osservare, capire come funziona, usare e cominciare a conversare. That’s Twitter!

Dal capitolo 4, Luca Conti comincia a spiegare i possibili usi professionali di Twitter, le strategie comunicative da adottare, le tipologie di comunicazione mediante Twitter, l’integrazione con gli altri canali del web 2.0, l’ottimizzazione del mezzo ecc.

A pag. 75 e per ben 3 pagine l’intervista che Luca mi ha fatto. Il punto di vista di Caterina Policaro, utente esperto.

Ovviamente non solo l’unica intervistata nel libro. Quasi in ogni capitolo, Luca ha chiesto e pubblicato il parere di utenti esperti di twitter. Trovate anche le interviste a Andrea Colaianni, ad esempio, o Marcello Cividini, Paola Bonomo, Luca Tremolada, ma anche ad esempio Jeffrey Hayzlett di Kodak. E non solo.

Ci trovate tutti tra le pagine di “Comunicare con Twitter” a spiegare cosa è Twitter per noi, come lo usiamo, come si potrebbe utilizzare, cosa ci vediamo nel suo futuro, che utenti consigliamo di seguire ecc.

Il capitolo 6 è dedicato al come ascoltare su Twitter. Il capitolo 7 alla conversazione ed al confronto.

Più siamo capaci di valorizzare la conversazione pubblica nella quale siamo immersi, più valore saremo in grado di estrarre dalla conversazione stessa, dice Luca.

Il capitolo 8 è dedicato a promozione e marketing mediante Twitter, il capitolo 9 a giornalismo e informazione ai tempi di Twitter. Capitoli ricchi di esempi di account e best practices. Utilissima a pagina 152 la scheda che spiega come verificare l’attendibilità delle fonti delle notizie e delle informazioni che viaggiano attraverso Twitter e vari retweet.

A pag. 164 poi, troviamo un bel po’ di consigli utili dedicati ai giornalisti che Twittano o vogliono integrare anche Twitter nella loro professione.

Il libro prosegue con capitoli dedicati al trovare lavoro anche mediante Twitter, alla gestione della propria reputazione online sia per l’utente semplice ma soprattutto per le aziende, a diversi esempi di utilizzo di Twitter nel settore pubblico e nel privato o nel terzo settore, all’intrattenimento ecc.

Luca suggerisce anche diversi account da seguire ai suoi lettori, suddivisi per categorie di possibile interesse o settore.

Appendice al libro sono tutte le applicazioni che contornano l’universo Twitter e lo espandono (ad esempio quelle per inviare foto e video, per gestire sondaggi, per fare analisi ecc.). Ogni applicazione ha una breve scheda di descrizione, in modo da comprendere subito cosa fa ed a che serve.

Nel capitolo 15 Luca prospetta anche le diverse alternative a Twitter (Friendfeed, Facebook e anche l’italianissimo Meemi).

Insomma un manuale su Twitter, annessi e connessi, veramente completo e che consiglio. Di lettura immediata: non è un libro tecnico per addetti ai lavori o per persone già esperte di internet e social media. E’ un testo per tutti, divulgativo e chiaro, ricco di approfondimenti e link da esplorare, la cui lettura invita a esplorare poi direttamente.

Come ogni tecnologia, il bello o il brutto di Twitter non è Twitter ma è l’uso che l’utente ne farà. Le possibilità e le opportunità offerte da questi strumenti di comunicazione, sono enormi.

La tecnologia abilita servizi e apre nuove frontiere. Sta poi all’uomo, a noi, usarle con consapevolezza e intelligenza.

Buona lettura! E grazie ancora a Luca per avermi inserito dentro questo libro su Twitter, in più momenti.


Le fonti di una notizia via Twitter in una infografica

Ogni giorno, migliaia di storie e notizie vengono raccontate su internet attraverso blog, social network e soprattutto, velocemente, via Twitter. Uno studio di Journalism.org sulla blogosfera ha provato ad esaminare le fonti di queste storie.

Sembra che il grosso lo facciano i vecchi media, le principali fonti di notizie e storie provengono dai vecchi media quali giornali e TV.

Ci piace condividere e fare informazione via Twitter, ma ancora oggi le informazioni principali che condividiamo provengono praticamente dai giornali del mattino.

Uno sguardo in dettaglio allo studio di Journalism.org in questa infografica.

La fonte di una notizia data via Twitter

Wikipedia vs Meemi: non permette la voce e offende i suoi utenti

Avete presente Meemi? Il social network o servizio di microblogging che dir si voglia, tutto italiano? (Ne ho parlato qui http://www.catepol.net/2008/03/04/meemi-micro-blogging-tutto-italiano/, qui http://www.catepol.net/2008/05/25/meemicom-utilita-della-conoscenza-condivisa/, qui http://www.catepol.net/2009/05/05/meemi-e-tutto-nuovo/, qui http://www.catepol.net/2009/01/28/novita-in-casa-meemi/ e qui http://www.catepol.net/2009/02/17/meemi-pubblicita-progresso/comment-page-1/)

E soprattutto questi sono i numeri di Meemi, presente sul web italiano da almeno 3 anni. Non è che sia proprio sconosciuto, come sapete.

Bene, ve la sintetizzo. Il fatto è grave, gravissimo.

Su Wikipedia qualcuno degli stessi utenti Meemi ha provato a creare giustamente la voce Meemi (esiste per Twitter, Facebook e, diciamocelo, esiste una voce Wikipedia per qualuque cazzata 2.0 e non che vi venga in mente).

La voce “Meemi” viene creata prendendo esempio dalla struttura delle voci di altri Social Network quali Facebook, FriendFeed e Twitter…

E visto che ne abbiamo l’immagine, giudicate voi se abbia o meno diritto di stare su Wikipedia.

Due amministratori di Wikipedia decidono “arbitrariamente” in pochi minuti dalla pubblicazione che è pubblicitarie e un utente propone la pagina per la cancellazione: la voce sarebbe promozionale e non enciclopedica.

4:58, 2 apr 2010 Guidomac (Discussione | contributi) ha cancellato “Meemi” ? ((C4) Contenuto palesemente non enciclopedico oppure promozionale, CV)

Ok, ci può stare. No non ci può stare.  Leggete anche qua per approfondireE anche questo post ancora.

Il bello è che era già successo a febbraio, pagina creata da Alex e poi bannata.

Il problema è che subito dopo è cominciato il blocco degli utenti che provavano a segnalare e/o a contribuire alla costruzione della pagina Meemi su Wikipedia.

Leggete qui su Wikipedia lo svolgimento dei fatti e le motivazioni della cancellazione.

Non solo.

Chi ha provato a segnalare la cosa a Wikipedia è diventato “utente problematico” ed è stato bloccato. Alla faccia dell’enciclopedia libera.

Qui potete leggere tutta la discussione sui bloccati.

Vi rendete conto che hanno bloccato anche Enrico/Capobecchino l’amministratore/fondatore/gestore di Meemi??

Ma leggiamo insieme alcuni stralci della pagina dove gli utenti bloccati vengono offesi e non hanno nemmeno più modo di rispondere:

tre utenti sono stati bloccati infinito per alterazione del consenso in una procedura di cancellazione a cui non hanno preso parte!!! –Snowdog (bucalettere) 10:30, 26 mag 2010 (CEST)

Brutta storia, una vera e propria lobby… Direi che conferma l’intento promozionale e l’azione coordinata degli utenti nell’alterazione del consenso.–Marte77 12:29, 26 mag 2010 (CEST)

le mosche vanno scacciate come i B52.–Marte77 14:30, 26 mag 2010 (CEST)

Il resto lo trovate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Segnalazioni_di_gruppo/20100526

Valutate voi.

Secondo me la gestione della cancellazione, blocco utenti e discussione sugli utenti problematici è stata fatta in fretta e male. E i fatti che vi riporto sono gravi.

Invito i diretti interessati, che mi leggono, ad aggiungere altri dettagli di quanto è accaduto che potrei aver dimenticato in questo post.

Enrico intanto aspetta ufficialmente i chiarimenti della faccenda (dato che essendo bloccato non può farlo su wikipedia e dato che non gli rispondono neanche via mail).

Invito tutti a diffondere la storia. Alla faccia dell’enciclopedia libera. Libera quando e come pare a loro.

Twitter: tutti i numeri in una infografica

Dopo tutti i numeri di Facebook in una infografica, ecco a voi anche tutti i numeri di Twitter in una infografica (fonte: http://www.website-monitoring.com/blog/2010/05/04/twitter-facts-and-figures-history-statistics/)

La storia di Twitter, i momenti cruciali della sua crescita per numero di utenti e uso, utenti e statistiche, le dieci nazioni in cui Twitter è più utilizzato, i top 20 users, i 20 Twitter più seguiti al mondo.

Questo e molto altro nell’infografica.

Ci sono più di 106 Milioni di utenti twitter al mondo. Ci sono circa 300mila nuovi utenti Twitter al giorno, 3 milioni di richieste Twitter che generano 180 milioni di visitatori unici, ogni giorno.

Il 75% del traffico di Twitter proviene dall’esterno.

Il 24% degli utenti Twitter ha 0 follower.

Il 97% degli utenti Twitter segue meno di 100 persone.

Si inviano circa 55milioni di tweet al giorno, circa 640 tweet al secondo.

Si fanno ricerche di termini dentro twitter pari a 600 milioni di query al giorno.

I giorni della settimana in cui si registra la maggiore attività degli utenti su Twitter sono il giovedi e il venerdi.

L’orario in cui si Twitta di più durante il giorno è tra le 22 e le 23 di sera.

Anche se il 41% degli utenti non ha ancora twittato dalla creazione del suo account.

Il 30% delle conversazioni Twitter riguarda l’aggiornamento dello status personale, il 27% invece riguarda le conversazioni private che avvengono via DM, messaggi diretti.

Il 10% dei tweet riguarda segnalazioni di link a blog e siti, il 3% a video e immagini.

Le lingue più usate su Twitter sono ovviamente l’inglese, che incide per il 61%, seguito da Portoghese (11%) Giapponese (6%) e Spagnolo (4%).

Le nazioni maggior mente presenti su Twitter, per traffico generato, sono gli Stati Uniti (33,3%) seguiti da India (8,2%) e Giappone (7,1%). Se ne deduce anche che in Cina Twitter è bloccato. In Europa la Germania precede il Regno Unito e la Spagna per traffico generato su twitter.

Demografia di Twitter: gli account maschili sono il 45% mentre quelli femminili il 55%.

Il 45% degli utenti Twitter ha tra i 18 e i 34 anni, per un 69% è caucasico, seguito dagli afro-americani.

I top twitter user vedono ai primi posti (per numero di followers) delle celebrità: Ashton Kutcher, Britney Spears. Obama è solo al quarto posto, incalzato da Lady Gaga.

C’è il New York Times al 20 posto dei top twitter users.

Esistono circa 70000 applicazioni per Twitter che utilizzano le Twitter API.

A Twitter lavorano solo 175 persone.