Mi son fatto Twitter e ora?

Gli amici della real life che si “fanno Twitter”, che tenerezza.

Su Twitter sono arrivati amici, parenti, colleghi, compagni di scuola, persone che conosco con cui nella vita ho preso almeno un caffè insieme, ecc. Mancherebbe solo mia madre, lo dico per dovere di cronaca, aspettando il momento in cui accadrà.

Arrivano, spaesati, catapultati da un Facebook pieno zeppo di roba in bacheca su un sistema completamente diverso, che funziona a messaggi lunghi quanto un SMS.

Un novello iscritto su Twitter, oggi, si presenta così:

– segue massimo una decina di VIP (avrà cominciato con Fiorello, che ora non c’è più, Jovanotti, Arisa, Papaleo e pochi altri volti noti) / non è seguito da nessuno

oppure

– segue un paio di contatti, almeno uno è famoso / non è seguito da nessuno o al massimo è seguito da quel paio di contatti

La loro timeline? Spesso completamente priva di tweet o, al massimo, (se hanno cominciato ad usare Twitter nel periodo compreso tra il programma di Fiorello e Sanremo) tweet di questo genere “@VIPDITURNO sei bellissimo!!”

Ovviamente la foto è un ovetto colorato. C’era da chiederlo?

“Cate mi son messo Twitter da poco sull’iPhone me lo spieghi, per favore, non lo uso ancora molto. Ti posso chiedere come funziona?”

Opzionale un “Tu che sei tecnologica…”

Vado subito a vedere il profilo. Seguo sempre chi conosco, mi fa piacere. E poi son curiosa di vedere che ci fanno, con Twitter.

Il profilo di chi conosco si presenta così:

– seguono massimo una decina di VIP + catepol (se mi trovano loro) / divento la loro prima follower

oppure

– seguono un paio di contatti / divento la loro prima follower / mi ricambiano dopo parecchi giorni e cominciano a seguire me

Ad ogni modo, accade sempre più spesso, davanti a una pizza e una birra come davanti a un caffè, di trovarmi a spiegare Twitter. Mi sembra così strano poter finalmente conversare di Twitter anche con chi non avrei mai pensato.

Le domande del niubbo (che mi sono capitate): “C’è una che mi ha scritto “chi sei?” Sono su Twitter da poco, come faccio a sapere questa chi è?”

Come chi è? Che ne so, hai deciso di seguirla tu…Io? Impossibile…

Vabbè. Spiego come fare reply. Ottengo l’esecuzione del compito.
Reply del mio amico alla tizia: “No ma chi sei tu?”

“Cate come faccio a vedere il profilo di questi che mi seguono per sapere chi sono?” Clicca sulla foto o sul nome, no?

“C’ha la foto di un ovetto, perchè?”
Perchè tu che foto hai, amico? Nessuna. Perfetto, anche tu sei un ovetto.

Ovetto uguale novellino, ultimo arrivato oppure, semplicemente, nessuna voglia/necessità di avere un profilo tuo, una identità digitale riconoscibile.

Twitter non è Facebook, ma almeno la foto su Twitter mettetela.
Regola n. 1 di Twitter: cambia subito l’ovetto!

Ok novellino di Twitter, ora che ce l’hai, per cominciare, trova chi vuoi seguire e comincia a seguirlo.
Oppure cerca qualcosa che ti interessa nel Search, scopri chi ne parla, comincia a seguire chi ritieni interessante in materia. Poi, eventualmente, quando ti senti pronto, comincia a scrivere qualche tweet tuo. Cosa fai? Dove sei? Pensieri carini, frasi simpatiche, quello che vuoi, anche le foto. Qualcuno comincerà a seguirti, se sei interessante a tua volta.
Puoi rispondere ai contatti che segui tu, mandare messaggi privati, dividere i contatti in liste, vedere chi ti risponde, chi ti retwitta. Cose così.

E’ più facile farlo, che spiegarlo. Twitter è così. Entra nel flusso.

Più di una volta mi son sentita dire: “E che ne so chi seguire, ok seguo te” e anche “No, ma io che devo scrivere? E a chi? E perché?”

Ecco, questo è un problema. Twitter non ti serve, allora.

Arriva, infine, il momento fatidico della conversazione su Twitter: “Cate, quanta gente ti segue?”

“Più di 7000???????” Poi svengono.

Twitter è un po’ più complesso di una moda, io ed altri come me lo abitiamo da anni, non serve solo per seguire i VIP o per mandare messaggi ai programmi TV, ci passano le notizie in anteprima a saperle captare, non è una chat ma si può chattare se serve, ci sono relazioni consolidate e altre da scoprire. Questo e tanto altro.

Benvenuti su Twitter! Son sempre qua, disponibile a spiegarti come si fa, in caso. Follow me https://twitter.com/#!/catepol

63,206 caratteri di status su Facebook

Forse non tutti sanno che, mentre su Twitter il limite dei caratteri per Tweet è 140, su Facebook possiamo scrivere la bellezza di 63,206 caratteri in un singolo status.

Un Tweet si visualizza subito e si legge immediatamente. Visualizzare e leggere uno status di Facebook di 63 mila e passa caratteri diventa un po’ più complicato e richiede tempo.

Io mi chiedo: abbiamo voglia di leggere status così lunghi? Romanzi, racconti brevi…non status.

In pratica possiamo tranquillamente sostituire le note con un aggiornamento della bacheca.

Quello che apparentemente sembra un numero di caratteri dettato dal caso, non lo è, invece, come spiega uno degli ingegneri di Facebook, Bob Baldwin su ZDnet: è un numero ricavato con un calcolo che potremmo definire nerd.

“Facebook … Face Boo K … hex(FACE) – K … 64206 – 1000 = 63206.”

Il numero è calcolato utilizzando il sistema numerico esadecimale (hexadecimal numeral system): il valore esadecimale di FACE è 64,206 meno K (kilo-) (prefisso di 1,000), si arriva a 63,206.

Come visualizzare 63,206 caratteri e capire quanta roba ci si può scrivere dentro? Su Mashable ci hanno provato attraverso 10 oggetti testuali rapportabili a 63,206 caratteri per contenuto incluso. Una idea di Amy Moczynski.

In pratica ci si può scrivere lo script di un film dentro uno status di Facebook. Oppure la costituzione Americana anche più di una volta.

63,206 caratteri in uno status di Facebook equivalgono a:

1. I primi 20 Capitoli della Genesi della Bibbia che sono 63,136 caratteri, inclusi i numeri dei versetti.

2. Lo script di Bambi, cartone animato Disney del 1942: ci va 2.7 volte, lo script consta di 23,331 caratteri. Oppure lo script del primo film animato Disney, Biancaneve che ci va 1.9 volte.
3. 451.5 Tweet di 140 caratteri ciascuno
4. La canzione dei Journey Don’t Stop Believin’ ci va 61 volte (1,035 caratteri alla volta)
5. Il 73% della Comedy of Errors di Shakespeare (86,284 caratteri totali)
6. Gli ultimi 3 Episodi di Friends (62,270 caratteri totali)
7. La Costituzione Americana che è fatta di 27,159 caratteri, ci entra 2.32 volte.
8. L’intera sezione Metro del New York Times (12 articoli), più 1.5 articoli della sezione Nazionale  circa 63,049 caratteri.
9. Metà di The Old Man and the Sea, Il Vecchio e il mare di Ernest Hemingway con i suoi 133,130 caratteri, il 47% per essere precisi.
10. Un buon estratto di War and Peace, Guerra e pace di Tolstoy (sono 3,201,080 caratteri, si può pubblicare tutto in circa 50 puntate, ops aggiornamenti di status su Facebook.
Avete voglia di provare a vedere cosa si riesce a scrivere dentro uno status di Facebook? Tipo…questo post ci stava tutto.

5 anni di Twitter

Buon compleanno, Twitter. Oggi 21 marzo 2011, sono giusto sei anni di cinguettii mondiali. 5 anni di risposte in 140 caratteri (un sms, insomma) alla domanda “che cosa stai facendo?” condivise con i propri follower.
5 anni, sembra ieri.

Oggi più di 200 milioni di persone hanno un account Twitter e cinguettano condividendo le loro idee e quanto accade intorno a loro.
140 milioni di tweet al giorno, da tutto il mondo.

(video via a. contino)

I numeri di questi 5 anni di Twitter qui.

Questo il primo Tweet di Jack Dorsey, il 21 marzo 2006:

Il mio primo Tweet è del 25 novembre 2006, giorno in cui apriì l’account. (Impossibile ricordarne il contenuto, Twitter ha un limite nelle API per cui si risale solo fino a 3200 tweet indietro…e avendone in attivo 37000 circa…quanti tweet son passati sotto i ponti!)

Già a gennaio 2007 riflettevo su Twitter, privacy, vita digitale che scorre, mia e delle persone che ho piacere di seguire. Poi, me ne sono occupata su questo blog tante di quelle volte….

Una infografica riassuntiva di come sia cresciuto Twitter in questi 5 anni:

twitter-5-jaar

(credits photo)

Buon compleanno, Twitter.

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