Condividi la qualunque su Facebook

La gente su Facebook posta continuamente cose stupide, per passare il tempo, oppure condivide senza pensare/leggere/fare una ricerca su google per verificare (la risposta di solito si trova subito, tra l’altro).

Non mi meraviglio più di niente.
Stimati professionisti, colleghi, amici tra i miei contatti lo fanno tranquillamente.


(foto presa qui)

Mi son fatta l’idea che, per qualche arcano motivo, il cervello smetta di funzionare mentre il mouse passa su “condividi” e clic, si condivide la qualunque.

E i meme e le bufale si diffondono.

Il gruppo Anti Bufale pullula di segnalazioni che poi son sempre le stesse (infatti io copio e incollo pazientemente sempre le stesse risposte).

Continuo a chiedermi e ad analizzare senza alcuna pretesa di scientificità perché si perda tanto di quel tempo così, su Facebook, invece di piegarlo ad usi migliori. Perché?

Facciamo un esempio banale, così mi capite:
io, catepol, posto sulla mia bacheca un link alla prima cavolata che trovo in giro, oppure alla prima cosa demente che mi viene in mente, svegliandomi la mattina, prima di aver preso un caffè.

Ora Facebook dona grande rilievo alle foto in bacheca, si vedono più grandi. Allora, per farmi meglio notare dai miei contatti, posto una foto (che siano animali maltrattati, bambini picchiati, fotomontaggi con scritte allarmistiche poco importa, l’importante è che carpisca l’attenzione in bacheca per 2 secondi, quelli che servono a cliccare “condividi” senza pensare o a scandalizzarsi e cliccare “condividi”, scandalizzandosi pure).

I miei contatti a questo punto possono scegliere cosa fare:

a) leggere
b) ignorare
c) leggere e pensare quanto è cretina catepol e commentare
d) leggere e pensare quanto è cretina catepol e condividere
e) leggere e pensare quanto è cretina catepol e ignorare
f) non leggere e cliccare “condividi”
g) cliccare “condividi” solo perché se lo ha postato catepol, va condiviso
h) vivere sereni lo stesso.

Questo vale per ogni cosa su Facebook.

Certo, nel momento in cui mi accorgo che catepol mi vuole truffare attraverso Facebook, il discorso cambia.
E’ giusto chiedere lumi. Se il dubbio sorge, l’utente ha già fatto un grande passo avanti: ha acceso il cervello, sta valutando. E’ giusto segnalare e far segnalare.

Ma di un elefante nano, di un presunto feto morto, di un cane martoriato dagli alieni, di qualunque notizia sensazionale trovata su una bacheca Facebook di un contatto, di qualunque petizione pro o contro qualcosa, perché la gente ci dedica tutto questo tempo?

Non basta un sano IGNORA?
Dobbiamo proprio interessarci a tutto quello che vediamo sulle bacheche dei nostri contatti?

PS
Le bufale del momento:

1. la pagina” Abortire un gay è un atto di fede” pare sia stata chiusa,

2. la pagina “Un sorriso per tutti i Bambini disabili” pare sia stata chiusa,

3. “Aggiungi alle liste di interesse” delle pagine non funziona come in questi messaggi che girano:

“Ogni attività svolta da una pagina verrà vista solo da 1/4 dei fans, questo perché Zuckerberg ha aggiunto il tasto ‘promuovi’ e in parole povere si deve sganciargli dei soldi per far sì che i post vengano visualizzati da tutti i fans della pagina. Se volete che i post delle vostre pagine preferite appaiano sulla vostra home dovete cliccare sulla rotellina delle impostazioni accanto al ‘mi piace’ e cliccare su ‘aggiungi alle liste di interessi’.”

“SE SIMPATIZZI PER QUESTA PAGINA. ESEGUI QUESTA PROCEDURA. GRAZIE

??? Da quando Facebook impone agli amministratori di pagina di pagare per promuovere le proprie pagine, solo il 10% dei fans riceve gli aggiornamenti nella propria home. Per continuare a VISUALIZZARE I NOSTRI POST dovete aprire la NOSTRA PAGINA, portare il MOUSE vicino al pulsante “Ti piace” c’è una specie di rotellina cliccatela. Selezionare “AGGIUNGI ALLE LISTE DEGLI INTERESSI” Facendo così,continuerete a vedere i nostri post nella vostra home e non cancelleranno la pagina. Grazie!!!!!! Condividete per favore!!!???”

“Facebook ha cambiato il modo di gestire le pagine, ed ora solo il 10% dei fan possono avere gli aggiornamenti sulla propria bacheca.
Per continuare a visualizzare la nostra pagina e le nostre notizie , foto e link sulla vostra bacheca dovete cliccare sulla rotellina in alto a destra affianco al tasto “Mi piace” e “Messaggio”, vi si aprirà un menu a scorrimento, dovrete cliccare su “aggiungi alle liste di interessi…” se non ne avete una vi basterà cliccare su “nuova lista” a quel punto ritornerete tutti a vedere la nostra pagina e gli aggiornamenti sulla vostra Bacheca. Grazie per la vostra attenzione!”

e similari…

Su questi messaggi “AGGIUNGI ALLE LISTE DI INTERESSI” che molte pagine mettono in bacheca dovete sapere che: “aggiungi alle liste di interessi” è funzione che troviamo in ogni pagina su cui clicchiamo mi piace. “Aggiungi alle liste di interessi” è una libera NOSTRA scelta, una volta che abbiamo cliccato MI PIACE su una pagina.

Non lo devono consigliare le pagine. Se lo fanno, è perchè stanno ELEMOSINANDO visibilità.

“Aggiungi alle liste di interessi” serve a farci leggere più facilmente quelle pagine suddividendole per interessi che sono solo NOSTRI. E si, certamente, queste pagine passeranno più spesso sotto i nostri occhi. Passeranno più spesso in bacheca. Questa frase “Facebook ha cambiato il modo di gestire le pagine, ed ora solo il 10% dei fan possono avere gli aggiornamenti sulla propria bacheca.” NON E’ VERA (ergo è BUFALA). Con questi messaggi falsi, in pratica, le PAGINE ELEMOSINANO subdolamente l’interesse della gente e la possibilità di ottenere un briciolino di visibilità in più sulle bacheche.

4. La tassa aerea del vaticano riportata in questo tipo di messaggi “ROBA DA MATTI!!! SU TUTTI I BIGLIETTI AEREI EMESSI IN ITALIA E CHE ARRIVANO DALL’ESTERO CON ALITALIA C’è UNA TASSA DI IMPORTO VARIABILE (DALL’1.81€ A 5.16E O ANCHE PIU) CHE SI CHIAMA VT, VATICANO. QUESTA TASSA FU ISTITUITA NEL 2000 PER FINANZIARE L’ANNO DEL GIUBILEO. NON E’ STATA MAI TOLTA. AD OGGI, TUTTI I BIGLIETTI AEREI EMESSI, PAGANO IL PEDAGGIO AL VATICANO…..QUALCUNO CI LIBERI DAI PARASSITI….PRESTOOOOO!!” è ovviamente una bufala.

Basta cercare su Google e si scopre che VT è ben altro.
“VT: corrispettivo per la sicurezza del passeggero e del bagaglio a mano: il costo che la compagnia sostiene per i controlli di sicurezza effettuati sui passeggeri e sul bagaglio a mano, che ammonta a 1,81 euro”

Ma continuate pure a perdere un sacco di tempo a condividere queste cose. Beati voi che ce l’avete tutto questo tempo.

Internet, Internet…

Internet, Internet…
Da Usenet ai meme, passando per Mosaic, i gattini LOLCATs, ecc.
Se vi serve un video divertente per spiegare internet e la sua evoluzione, eccolo qua.
Oppure se volete spiegare cosa avete fatto davanti ad uno schermo negli ultimi 20 anni.
Internet è quella roba su cui passiamo tanto di quel tempo da trattenere fino a scoppiare la pipì, per dire. Quella sedia da cui non ci alziamo, quei kg in più che non smaltiamo…Internet, internet…

Ops oggi internet è sui telefonini…e chi lo molla più?

Video di Rob Manuel & co. (co-fondatore di B3ta) (via thenextweb)

La diffusione dei meme (e delle bufale) su Facebook

Interessante video in cui Lara Adamic spiega quali sono le caratteristiche della diffusione dei meme (e io aggiungo delle bufale) su Facebook.

Solo i miei amici ora copieranno e incolleranno questo sulla loro Bacheca

Ecco. Copiare e incollare sulla bacheca. L’istruzione o ordine perentorio che si dà agli amici quando si vuole diffondere qualcosa attraverso Facebook.

Anzi: PER FAVORE COPIATE E INCOLLATE SULLA VOSTRA BACHECA. Urlato, spesso in maiuscolo per far capire che E’ IMPORTANTE.

O ancora…(copio dai messaggi BUFALA più in voga in questo periodo):
– Per favore fate di questo post il vostro status.
– ATTENZIONE COMUNICATO URGENTE. MASSIMA DIFFUSIONE PREGO.
– FAI COPIA E INCOLLA E INVIALO ANCHE AI NON IN LINEA FALLO… PREGO INSERIRE NELLE VOSTRE BACHECHE… GRAZIE.
– CONDIVIDETE E FATE GIRARE.
– Copiate e diffondete sulla vs bacheca, avvisate i vs amici, grazie
– si prega di perdere 2 secondi copiate e incollate sulla vostra bacheca, già provare non costa nulla
– URGENTE AVVISO AI NAVIGANTI SU FACEBOOK! ATTENZiONE!!! NON FATE FINTA DI NON VEDERE QUESTO COMUNICATO… CONDIVIDETE E FATE GIRARE… SI CONDIVIDONO TANTE CAZZATE, QUESTA E’ UNA COSA URGENTE.

Ci sono messaggi che vengono così copiati e incollati migliaia di volte su migliaia di bacheche. Alcuni ritornano dopo un paio di anni, modificati nelle parole, uguali nel contenuto. Quante volte avete letto di Facebook che diventa a pagamento oppure del bimbo leucemico che ha bisogno di trasfusione oppure di inviare ad almeno 20 amici il messaggio per far vedere che l’account è attivo altrimenti Facebook ce lo chiude per inattività?

Messaggi che giocano sul coinvolgimento emotivo oppure che coinvolgono persone che ci riguardano (spesso semplicemente gli hacker che ci ruberebbero il profilo solo accettandone l’amicizia).
Messaggi corredati da immagini strazianti (il bambino con un tumore, la ragazzina picchiata a sangue, animali seviziati e chi più ne ha più ne metta).

Molti di questi messaggi AVVISO o BUFALA cambiano in parodie degli stessi messaggi. Le parodie a loro volta si diffondono su migliaia di altre bacheche.
A volte le parodie superano per diffusione il messaggio originale.

Di solito è qualcosa letta da un amico, di un amico mi fido, nel dubbio facciamo che condivido oppure copio e incollo. Che male può fare un messaggio in più?
Dopotutto gli status non si pagano.

Come l’appello per gli omogeneizzati alla banana che in Italia nemmeno si vendevano, ricordate? Lo stesso messaggio ha girato migliaia di volte su Facebook, a volte era colpa della Nestlè, a volte della Gerber. Identico l’appello, identico il contenuto. In inglese prima, in italiano poi. A questo punto credo che nessuna lingua sia esente dalla diffusione dei meme o delle bufale.

Alcuni dei messaggi da diffondere giocano sul senso di colpa dell’amico.
Magari aggiungendoci un cuoricino!

Se sei un vero amico passa parola

L’urgenza e la diffusione di un messaggio fanno il giro delle bacheche degli amici più stretti (o di quelli che ci leggono sempre) nella prima ora dal posting. Poi ritornano dopo mesi, anche dopo anni, su altre bacheche. Con qualche mutazione e adattamento. Un po’ come il vecchio gioco del telefono senza fili. Un messaggio passato di orecchio in orecchio non arrivava mai all’ultimo della fila come era partito.

Insomma il meccanismo è questo e scatta sempre. Io dico che accade perchè la gente non legge veramente (o non capisce quello che legge, però è brava a copiaincollare).

Se la pensi come me COPIA E INCOLLA il link di questo post sulla tua bacheca e DIFFONDI, GRAZIE. ;)

E andarono a chiamare ancora altri elefanti (blog, blogosfera, inclusione, passaparola & co.)

(pubblicato oggi su http://it.blog.buzzparadise.com/)

Un elefante si dondolava sopra al filo di una ragnatela; 

e reputando la cosa interessante, andò a chiamare un altro elefante.

Due elefanti si dondolavano sopra al filo di una ragnatela;

e reputando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante.

Tre elefanti si dondolavano sopra al filo di una ragnatela;

e reputando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante.

Quattro elefanti si dondolavano sopra al filo di una ragnatela;

e reputando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante.

(ad libitum, aggiungendo elefanti fino a quando il filo regge!!!)

Non so se conoscete questa filastrocca per bambini (usatissima negli oratori salesiani o tra gli Scout, ma oramai anche le maestre la conoscono). Che c’azzecca? In effetti volevo parlare di blog.

Bè, approccio ludico innanzitutto, chè la blogosfera in questi giorni tra polemiche e scazzi, sta diventando troppo seria e si rischia di non divertirsi più. Seguitemi.

Tema del post: il blog, tenere un blog, divertirsi con i blog, passa parola, come funziona, ma ripeto continuiamo a divertirci, please.

Dunque c’è un elefante che scopre una novità (i blog) e comincia a dondolare. Comincia a capire come ci si dondola su una ragnatela (che di per sè offre un equilibrio precario),, quindi come stare in equilibrio, come divertirsi dondolando e soprattutto come coinvolgere i suoi amici a fare lo stesso. Perchè? Perchè la cosa è interessante. E tutto ciò che è interessante merita d’esser condiviso. E allora comincia a spiegare la ragnatela (cosa è un blog) agli altri.

A livello di strumento/tecnologia un blog è:

un programma di pubblicazione guidata di contenuti su internet  che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Fin qui la spiegazione da "elefante maestrina".

Proviamo ora a vedere perchè un elefante (un blogger) dovrebbe ritenere così interessante dondolarsi su una ragnatela e voler chiamare altri a fare lo stesso, perchè lui si diverte e vorrebbe divertirsi insieme ad altri.

A livello di persone che stanno dietro la tecnologia che permette a tutti di pubblicare qualcosa su internet invece un blog è:

…una conversazione continua, in rete con altri. Il blog è fatto per esprimere la voglia di comunicare a tutto tondo, una stanzetta tua con vista sull’intero web, un indirizzo mediante il quale chi naviga in internet ti può venire a trovare per scambiare due chiacchiere con te e prendersi un caffè. Un blog è una estensione di te stesso.

Che tu voglia raccontare quanto ti è accaduto, o condividere un video o una barzelletta, che tu voglia diffondere notizie, riprenderle, commentarle, dare la tua opinione in merito o semplicemente segnalare ad altri quanto hai ritenuto importante per te, che tu voglia semplicemente dare libero sfogo al grafomane logorroico che è in te, il blog è il tuo spazio. Libero e personale, ma anche sociale se non lo tieni privato.

Dove sei tu a metterci quanto di tuo vuoi condividere e a non metterci quello che di tuo vuoi conservare. Un po’ il tuo cartellone pubblicitario, il tuo spot. Parla di te anche se non parli di te.

Un blog è un arricchimento continuo per te che scrivi andando alla ricerca di cose da scrivere che possano interessare il tuo lettore oltre che te stesso, ma la ricchezza viene soprattutto da quanti commentando in bene o in male, linkandoti, diffondendo ad altri i tuoi contenuti in Internet, ti accompagnano alla scoperta di altri pensieri, di altri blog, di altre persone con cui non avresti mai pensato di entrare in contatto, con cui non avresti mai pensato di avere delle affinità e degli interessi comuni. (catepol)

E ritenendo la cosa interessante, gli elefanti andarono a chiamare ancora altri elefanti.

Si la ragnatela (il web), per quanto precaria, continua a reggere. Sarà perchè gli elefanti man mano che arrivano si fanno spazio, si danno la mano a mantenere l’equilibrio o forse si mettono anche a rafforzare la rete creata perchè possa sempre accogliere altri elefanti. Il gruppo degli elefanti non può essere un gruppo chiuso. Come i bambini quando giocano con la filastrocca. Ricordo versioni giunte fino al centesimo elefante e bambini scalmanati che volevano aggiungerne ancora e cantare, cantare, cantare nel cortile dell’oratorio fino allo sfinimento.

Qui entra in gioco anche l’abilità dell’animatore, che non si deve stancare e deve continuare ad includere, a cantare, ad invitare e far invitare altri elefanti. Ogni community, soprattutto online, ha bisogno ad un certo punto di animatori. Animatori di discussioni, conversazioni, nuovi stimoli, capacità di accogliere il pensiero di tutti, ecc. ecc. Gente che si diverte e che sa far divertire, gente che non si annoia, insomma! Gente che non si stanca di continuare ad includere altri, a spiegare come si fa.

E andiamo a chiamare un altro elefante!

Fuor di metafora. Col blog innanzitutto ci si diverte. A livello personale. Altrimenti non avrebbe senso tenere aperta una vetrina di sè e delle cose che ci piace scrivere, condividere, far leggere. Non è un diario. Perchè il blog abbiamo piacere che sia pubblico, che sia letto. Col blog raggiungiamo tanti altri e li includiamo nel gioco-conversazione. La rete sociale si allarga eppure continua ad esserci sempre spazio per nuovi stimoli e nuove persone. Lo strumento è a disposizione di tutti ed è anche facile da utilizzare. Poi il blog potrebbe diventare anche uno strumento di lavoro. Ma non funziona se non continua a gestire conversazioni, anche a livello profesisonale.

Il passaparola è la linfa delle conversazioni che avvengono nella ragnatela della blogosfera. Chiamiamoli meme, buzz, passaparola, inviti, contest o come volete.

L’inclusione sulla ragnatela funziona proprio perchè…

…e ritenendola una cosa interessante, andiamo a chiamare ancora altri elefanti!

 

Gioco meme per blogger della domenica: catepol per immagini

In questa pigra domenica mi metto a giocare con Fayaway e Annabanana e Vipera, e rilancio il gioco a tutti voi oh lettori! Partecipa numeroso se ti va.

REGOLE: Rispondi alle 16 domande senza usare le parole, ma usando la prima immagine che Google Images ti propone digitando la risposta.

1) La mia età al prossimo compleanno



2) Un posto che vorrei visitare:

3) Il mio posto preferito

4) Il mio oggetto preferito.

5) Il mio cibo preferito:

6) Il mio animale preferito:

7) Il mio colore preferito:

8) Il posto in cui sono nata:

9) Il posto in cui vivo:

Vabbè Potenza = foto depression. Siccome vivo "anche" a Vibo Valentia spettate che rimetto un po’ d’azzurro (di sole e d’azzurrooooo)

10) Il nome di un animale domestico che ho avuto:

11) Il mio nickname sul blog:

(questo viso e questo giorno non mi è nuovo)

12) Il mio vero nome

(Caterina Murino – Actress)

 

13) Il nome della mia nonna materna:

14) Il nome della mia nonna paterna:

(Seconda foto è sempre Caterina Murino – actress)

15) Una mia brutta abitudine:

16) La mia vacanza preferita:

Ho digitato "dolce far nulla" per la cronaca…e il fatto che mi sia apparsa una Calabria e il suo mare e il simbolo del Mac è certamente un messaggio subliminale (urge procurare connessione a casa a mare??).

Se giocate anche voi fatemelo sapere nei commenti che son curiosa e vengo subito a vedere!!!

Videodomanda di Faxebinder in rappresentanza dei blogger ai candidati premier

Un genio! Perchè…

Il bene della blogosfera va oltre il gioco delle parti e dei partiti. Il perdurare della crisi nuoce a tutti senza distinzioni, è in gioco il futuro, il nostro futuro.

Faxebinder

Meemi: micro-blogging tutto italiano

 

Meemi permette di condividere con tutti il "rumore di fondo" che caratterizza la nostra vita online (e non solo). Meemi è un progetto italiano.  Meemi offre la possibilità di condividere la propria conoscenza con gli altri e la possibilità di classificare la propria conoscenza e indirizzarla ad altri utenti.

Il termine meemi è la traduzione in Suomi del termine meme e ne rispecchia in pieno le funzionalità.

Meemi è un progetto nato quasi per gioco il 10 Settembre del 2007- Da  Lunedi 3 Marzo 2008 è online la nuova versione di Meemi -
http://www.meemi.com/beta/ – in cui sono state impelemtate nuove caratteristiche: è stata ridisegnata la grafica ed il layout ma in nel prossimo futuro saranno implementati i template. ci  sono gli RSS per ogni pagina che possiamo visualizzare e ci sono altre opzioni da usare direttamente digitando nelle varie url.

Su molte altre funzionalità Enrico (alias Capobecchino) ed Carla (alias Crocchetta) stanno lavorando alacremente. E credo ci saranno molte novità a breve (API, AIR, DIrect Messages, SMS…).

Per ora esiste una versione mobile anche di meemi - http://www.meemi.com/m/ – ancora limitata nelle funzionalità, ma Enrico ci ha detto che a breve (forse anche in settimana) uscirà una versione mobile completa di tutte le opzioni, quindi anche con le risposte ai memi, i filtri e tutte le caratteristiche di meemi.

Meemi si propone come la strada piú semplice per condividere i testi, le foto, link, citazioni, eventi e video preferiti e commentarli con gli amici nei commenti.

Ovviamente mi trovate anche qui http://www.meemi.com/beta/catepol e insieme ad un altro manipolo di blogger come potete vedere anche nell’immagine, abbiamo l’onore di essere considerati utenti speciali, utenti che abbiamo cercato di provare e testare, dare consigli e suggerimenti ecc. Enrico ha voluto ringraziarci così, ma siamo noi che dobbiamo ringraziare lui, invece. Ed il minimo era dedicare un post e utilizzare più spesso Meemi.

E’ un altro servizio di microblogging che si aggiunge agli innumerevoli altri che utilizziamo. Ma vale la pena di provarlo.

Vi dò anche un utile suggerimento: c’è HelloTXT che permette di usare tutti o quasi i servizi contemporaneamente: Twitter, Pownce, Jaiku, Beemood, Meemi, Facebook, Plaxo ed anche il Tumblr (ed altri ancora).

Prometto recensione di http://www.hellotxt.com/ a breve, brevissimo.

Ed anche di Beemood.

 

 

Intanto vi lascio le opzioni da digitare direttamente nelle URL di Meemi:

/random   Questa opzione permette di visualizzare random un meme. Di default ne visualizza solo 1.

/today Questa opzione visualizza solo i memi postati oggi.

/limit_n Questa opzione visualizza solo una quantità (n) di memi che può variare da 1 a 15.

/filter_n oppure /filter_n,n,…,n Questa opzione filtra la visualizzazione dei memi per tipologia, 0 = testi, 1 = citazioni, 2 = immagini, 3 = link, 4 = eventi, 5 = video

/order_ASC oppure /order_DESC (default) Logicamente questa opzione inverte l’ordine di visualizzazione

/channel_canale oppure /channel_canale1,canale2,…,canale_n Questa opzione filtra i vari memi che vengono classificati e postati in
canali.

Tutte le opzioni possono essere mischiate fra di loro senza problemi, quindi se vogliamo tirar fuori 3 memi random non ci resta che scrivere alla fine della url /random/limit_3 oppure 3 memi random di tipo immagine /random/limit_3/filter_2 … e cosi via.

 

MEME: cos’è un Blog (reloaded – diffondete)

Un annetto fa facemmo un meme. Provammo a spiegare cos’è un blog a chi non ne avesse idea.

Visti i tempi che corrono e l’ignoranza dilagante in materia che però finisce a Porta a Porta e arriva a milioni di persone con concetti distorti, immaginando tanti genitori che cercano di capire cosa fanno di sporco i loro figli coi blog (se non avete ancora visto il video, vi prego, guardatelo e dite insieme a me oh my god), rilancio il meme.

Proviamo a spiegare cos’è un blog sui nostri blog. Proviamo a spiegarlo semplicemente. Non a livello tecnico. Quello è facile. (foto di ldjjj)

 

A livello di strumento/tecnologia un blog è:

…un programma di pubblicazione guidata di contenuti su internet  che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template

Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. …Si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse…

Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.

Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l’insieme di tutti i blog viene detto blogosfera (in inglese, blogsphere)…

(fonte Wikipedia)

Proviamo a spiegare cos’è un blog sui nostri blog. Proviamo a spiegarlo semplicemente. Proviamo a spiegarlo a parole nostre.

Ora mi direte: "Ma sono anni che lo stiamo a spiegare!" e avete ragione. Ma noi la rete la abitiamo. Il resto del mondo, i telespettatori che guardano Porta a Porta, no. Queste persone cercheranno al massimo su Google la parola Blog per capire. Ecco, a queste persone che non conoscono Internet, che non lo usano come noi, che non sono blogger, che non hanno idea, dobbiamo continuare a spiegarlo.

Perchè se da Vespa si dice che Blog = Prostituzione, tocca proprio a noi smentire e spiegare.

Proviamo a spiegare cos’è un blog sui nostri blog. Proviamo a spiegarlo semplicemente. Proviamo a spiegarlo a parole nostre. (foto di Nele en Jan)

 

My 2 cents qui di seguito:

Un blog è una conversazione continua, in rete con altri. Il blog è fatto per esprimere la voglia di comunicare a tutto tondo, una stanzetta tua con vista sull’intero web, un indirizzo mediante il quale chi naviga in internet ti può venire a trovare per scambiare due chiacchiere con te e prendersi un caffè. Un blog è una estensione di te stesso.

Che tu voglia raccontare quanto ti è accaduto, o condividere un video o una barzelletta, che tu voglia diffondere notizie, riprenderle, commentarle, dare la tua opinione in merito o semplicemente segnalare ad altri quanto hai ritenuto importante per te, che tu voglia semplicemente dare libero sfogo al grafomane logorroico che è in te, il blog è il tuo spazio. Libero e personale, ma anche sociale se non lo tieni privato.

Dove sei tu a metterci quanto di tuo vuoi condividere e a non metterci quello che di tuo vuoi conservare. Un po’ il tuo cartellone pubblicitario, il tuo spot. Parla di te anche se non parli di te.

Un blog è un arricchimento continuo per te che scrivi andando alla ricerca di cose da scrivere che possano interessare il tuo lettore oltre che te stesso, ma la ricchezza viene soprattutto da quanti commentando in bene o in male, linkandoti, diffondendo ad altri i tuoi contenuti in Internet, ti accompagnano alla scoperta di altri pensieri, di altri blog, di altre persone con cui non avresti mai pensato di entrare in contatto, con cui non avresti mai pensato di avere delle affinità e degli interessi comuni.

PS e per la cronaca al grande fratello non ho mai desiderato di partecipare!

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