Coltivare i giardini della vita digitale che già abitiamo o colonizzarne sempre di nuovi?

Gigi Cogo posta una riflessione a valle del down temporaneo di Friendfeed ma soprattutto sul nostro modo di abitare i nostri spazi di aggregazione digitale. Spazi che non sono nostri, giustamente ricorda. Solo il blog è nostro ed è per sempre, aggiungo io da un po’ (autocit).

I love FriendFeed

(foto di Nastrorosa)

Sergio Maistrello prova a spiegare i grandi difetti di Facebook (quelli che non piacciono alla stragrande maggioranza degli abitanti della rete più anziani, me compresa). Soprattutto il fatto che non abbia memoria, che tutto vi scorra sopra diventando dopo poco irricercabile e perso. Anche le conversazioni migliori. Panta Rei.

Lorenza Boninu invece prova a spiegare i pregi di Facebook che sintetizzo in: conversazione e relazione anche e soprattutto con chi è al di fuori della parte abitata dalla rete blogosferica (che, ricordiamo, è solo una parte della parte abitata della rete). Qui e ora, con chi c’è, con chi conosciamo di più, con chi si fa i fatti nostri, con chi abbiamo piacere di farci i fatti suoi. Soprattutto, grande vantaggio se sei blogger: ti leggeranno molti altri che prima non lo facevano.

Non ha tutti i torti. Facebook ha il pregio di aver portato tanta gente su Internet. Più sono le persone, più la relazione si arricchisce, più la rete e le sue dinamiche circolano. Non saranno tutti bravi come noi che siamo arrivati prima, ma la rete è di tutti, il social web soprattutto. La gente se lo plasma addosso per come lo ritiene.

Io penso tante cose a riguardo, me ne appunto qualcuna qua, da approfondire.

La nobiltà dei social media (che ora sono realmente a disposizione di tutti) è proprio nella socializzazione e nella capacità di mantenere relazioni personali e sociali con le persone della propria rete, con le persone che scegliamo di seguire e con quelle che scelgono di seguire noi. Che poi sia su Facebook o su Friendfeed o Twitter o altrove, lo strumento non conta. E nemmeno i motivi per cui ciò accade.

Un account personale aperto in qualunque posto del web sociale attirerà a sè qualcuno a seguirlo, per forza di cose. E si nutrirà anche di quanto ci mettono gli altri.

The Act of the FriendFeed

(foto di adKinn)

Conta la rete di relazioni, conta il nostro modo di pianificare e gestire la social life e la nostra presenza digitale (non credo sia una coincidenza che Luca Conti in questi giorni stia rimettendo ordine ai flussi), conta il nostro modo di rapportarci ed entrare in comunicazione. Inutile fare solo “trasmissione” in tutti i luoghi e in tutti i laghi del web, senza la conversazione, ovunque avvenga.

Non è un nuovo social luogo figo (tutti che cercano l’alternativa a Friendfeed in questi giorni) quello di cui c’è bisogno. Non mi risultano tra l’altro al momento alternative valide a Friendfeed ed alla socialità online spinta a cui ci ha abituato.

C’è bisogno di utilizzare al meglio le reti sociali che già abitiamo, coltivare i vari giardini della vita digitale e non solo gli orticelli su Farmville, innaffiare e migliorare le relazioni e le conversazioni, arricchirsi e arricchire, se è possibile. C’è bisogno di raccogliere dai mille rivoli, non ulteriormente di disperdere.

Banalmente, basandomi solo sui numeri delle mie reti sociali dei luoghi in cui abito io la rete, i miei followers/following sono così suddivisi: Twitter 2996/2381, Friendfeed 2322/2211, Facebook 2466, Meemi 290/287 (per nominare solo quelli in cui si vive, si digita, si chatta, si scrive, si condivide, si partecipa alla grande). Se morisse davvero Friendfeed, logica vuole che le reti sociali più simili (non pensiamo ai numeri ma alle persone che stanno dietro ogni account) per me siano Twitter/Facebook (e anche la bella gente che abita Meemi). E saranno quelle da innaffiare e coltivare, o integrare anche altrove. Una rete sociale che non dovrò ricreare da zero, sicuramente. Una rete sociale che vive a prescindere dai social network, ci chiudessero tutto, di molti ho la mail e il cellulare…mica ci perdiamo di vista, mica la relazione scompare!

Il ragionamento vale uguale, anche con numeri più “vivibili” di relazioni sociali online forti. Anzi, è ancora più facile ricreare e traslocare altrove la rete sociale con numeri piccoli. Chi sceglie il gruppo ristretto, nel 90% dei casi ha scelto persone che conosce e con cui la relazione è forte. Quindi, il ragionamento sulla non importanza dello strumento 2.0 in sè, vale per tutti, credo.

La mania degli ultimi giorni era “spostiamoci altrove, in massa”.  Friendfeed muore, dove andremo? E via varie ipotesi e vari suggerimenti di tool. Eppure nessuna decolla. Su Cliqset per dire, i miei numeri al momento sono 94/94. Sempre banalmente, quindi, o su cliqset non mi vuole seguire nessuno, o vi si è spostata solo l’elite dell’elite che tra l’altro lo usa per importare i soliti Twitter/Friendfeed/facebook/Tumblr/Flickr/Youtube ecc. ecc. ecc. come su Buzz o su altro (occhio sempre occhio al loop), o torniamo a quello che dicevo: abbiamo proprio bisogno di replicare il flusso ovunque?

Copione che si ripete: nuovo servizio quanto è figo, quanto è figo, registro immediatamente l’account, metto la mia foto e il nickname, che ci faccio? Vabbè mettiamoci subito dentro Twitter, Friendfeed, Google Reader, Tumblr, il blog, Youtube, Flickr ecc., faccio importa amici da altri servizi o dai contatti mail, dico in giro “oh quanto è figo questo nuovo servizio”, scrivo “post di prova, vediamo come funziona questo fighissimo nuovo servizio”, ricevo tre o quattro commenti di quelli che stanno facendo esattamente la stessa cosa, cominciamo tutti a dire “non mi piace non mi piace”, finisce nell’oblio dei millemila account aperti e lasciati al loro destino.

Abbiamo proprio bisogno di correre alla ricerca dell’ultimo servizio 2.0? Sono tutti uguali oramai, fanno tutti praticamente la stessa cosa, tutti hanno pregi e difetti. Il social media perfetto non esiste. Non è questione di funzionalità, opzioni di privacy, possibilità di postare tutto quello che vogliamo, mandare messaggi privati, no.

Non è un caso se i servizi 2.0 che hanno maggior fortuna son sempre quelli dove le reti sociali degli utenti si consolidano meglio o almeno facilmente. Dove la qualità ricercata è quella delle relazioni e non quella dello strumento utilizzato. Dove al centro ci sono sempre prima le persone con le quali abbiamo piacere/interesse/voglia di fare rete insieme.

Dove non importa quanti “amici” o follower hai, ciò che conta è la qualità di quello che con loro ci fai.

Non è neanche un caso che un mio post di status su Facebook, (banalissimo tra l’altro) oggi, dopo più di 15 giorni di inattività o di mancanza di mie notizie in bacheca se non i rimandi ai post del blog, faccia subito 30 commenti…Non guardate ai numeri come se fosse il dito guardando la luna. Non sono numeri, sono relazioni. Non sono tanti commenti/like che dicono quanto è seguita catepol. No, sono solo persone che conversano con me.

Forse dovrei innaffiare di più anche quel giardino (Facebook) di cui più volte anche io parlo male e trascuro perchè non esattamente adatto alla mia idea di abitare la rete. Forse dovrei innaffiare e coltivare meglio la parte di rete che ho scelto di abitare, riorganizzare i flussi, potare i rami secchi, concimare, seminare ancora e poi raccogliere e condividerne i frutti.

Forse dovresti farlo anche tu.

Sempre valido il consiglio di coltivare le relazioni del 2007… comunque. Corsi e ricorsi storici, non trovate anche voi?

Wikipedia e blocco utenti Meemi: aggiornamenti

Aggiornamento su Wikipedia vs Meemi.

Varie ed accese sono le discussioni in corso in merito alla questione nel web sociale (quindi su diversi blog, su Friendfeed (@wolly, @gigicogo), su Twitter…soprattutto)

Ufficialmente (fonte Wikipedia, Frieda Brioschi che ringrazio per le spiegazioni che mi sta dando in mail):

– Gli utenti bloccati son stati sbloccati e hanno avuto modo di dire finalmente la loro sulla questione:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Segnalazioni_di_gruppo/20100526

– L’amministratore “incriminato” per il blocco infinito “a prescindere” anche a utenti che non c’azzeccavano nulla, si è preso una segnalazione (che in Wikipedia pare sia un grande segnale) http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Amministratori_problematici/Gliu/2

- La riflessione sull’accaduto in Wikipedia  non è ancora terminata, stanno
discutendo lo “strumento” che è stato usato, cioè il blocco di gruppi di utenze dette programmatiche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Questa_volta_per_bene:_utenze_programmatiche_e_segnalazioni_di_gruppo

Le questioni Wikipedia le risolve al suo interno.

Prima di esprimere altre opinioni (non cambia quello che penso in merito al blocco infinito e di gruppo scritto su su Wikipedia vs Meemi e spiegato ulteriormente anche nei commenti), mi chiedo e vi chiedo di leggere tutto ciò che vi segnalo.

Di mio aggiungo, per ora, solo che la rete non è Google, la rete non è Facebook, la rete non è Wikipedia. Anche se la gente magari pensa che la rete o internet sia una di queste 3 cose.  La rete non vive “solo” dentro questi 3 grandi contenitori.

La rete è fatta di persone che la abitano e conversano sul web sociale. Le conversazioni vanno ovunque e prendono rivoli diversi. E vanno presidiate.

Ricordo solo che il punto spinoso della questione non è mai stato la presenza o meno della voce Meemi su Wikipedia, ma il successivo blocco utenti multiplo senza possibilità di spiegazione o intervento, fino all’avvenuto (e doveroso IMHO) sblocco.

Wikipedia vs Meemi: non permette la voce e offende i suoi utenti

Avete presente Meemi? Il social network o servizio di microblogging che dir si voglia, tutto italiano? (Ne ho parlato qui http://www.catepol.net/2008/03/04/meemi-micro-blogging-tutto-italiano/, qui http://www.catepol.net/2008/05/25/meemicom-utilita-della-conoscenza-condivisa/, qui http://www.catepol.net/2009/05/05/meemi-e-tutto-nuovo/, qui http://www.catepol.net/2009/01/28/novita-in-casa-meemi/ e qui http://www.catepol.net/2009/02/17/meemi-pubblicita-progresso/comment-page-1/)

E soprattutto questi sono i numeri di Meemi, presente sul web italiano da almeno 3 anni. Non è che sia proprio sconosciuto, come sapete.

Bene, ve la sintetizzo. Il fatto è grave, gravissimo.

Su Wikipedia qualcuno degli stessi utenti Meemi ha provato a creare giustamente la voce Meemi (esiste per Twitter, Facebook e, diciamocelo, esiste una voce Wikipedia per qualuque cazzata 2.0 e non che vi venga in mente).

La voce “Meemi” viene creata prendendo esempio dalla struttura delle voci di altri Social Network quali Facebook, FriendFeed e Twitter…

E visto che ne abbiamo l’immagine, giudicate voi se abbia o meno diritto di stare su Wikipedia.

Due amministratori di Wikipedia decidono “arbitrariamente” in pochi minuti dalla pubblicazione che è pubblicitarie e un utente propone la pagina per la cancellazione: la voce sarebbe promozionale e non enciclopedica.

4:58, 2 apr 2010 Guidomac (Discussione | contributi) ha cancellato “Meemi” ? ((C4) Contenuto palesemente non enciclopedico oppure promozionale, CV)

Ok, ci può stare. No non ci può stare.  Leggete anche qua per approfondireE anche questo post ancora.

Il bello è che era già successo a febbraio, pagina creata da Alex e poi bannata.

Il problema è che subito dopo è cominciato il blocco degli utenti che provavano a segnalare e/o a contribuire alla costruzione della pagina Meemi su Wikipedia.

Leggete qui su Wikipedia lo svolgimento dei fatti e le motivazioni della cancellazione.

Non solo.

Chi ha provato a segnalare la cosa a Wikipedia è diventato “utente problematico” ed è stato bloccato. Alla faccia dell’enciclopedia libera.

Qui potete leggere tutta la discussione sui bloccati.

Vi rendete conto che hanno bloccato anche Enrico/Capobecchino l’amministratore/fondatore/gestore di Meemi??

Ma leggiamo insieme alcuni stralci della pagina dove gli utenti bloccati vengono offesi e non hanno nemmeno più modo di rispondere:

tre utenti sono stati bloccati infinito per alterazione del consenso in una procedura di cancellazione a cui non hanno preso parte!!! –Snowdog (bucalettere) 10:30, 26 mag 2010 (CEST)

Brutta storia, una vera e propria lobby… Direi che conferma l’intento promozionale e l’azione coordinata degli utenti nell’alterazione del consenso.–Marte77 12:29, 26 mag 2010 (CEST)

le mosche vanno scacciate come i B52.–Marte77 14:30, 26 mag 2010 (CEST)

Il resto lo trovate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Segnalazioni_di_gruppo/20100526

Valutate voi.

Secondo me la gestione della cancellazione, blocco utenti e discussione sugli utenti problematici è stata fatta in fretta e male. E i fatti che vi riporto sono gravi.

Invito i diretti interessati, che mi leggono, ad aggiungere altri dettagli di quanto è accaduto che potrei aver dimenticato in questo post.

Enrico intanto aspetta ufficialmente i chiarimenti della faccenda (dato che essendo bloccato non può farlo su wikipedia e dato che non gli rispondono neanche via mail).

Invito tutti a diffondere la storia. Alla faccia dell’enciclopedia libera. Libera quando e come pare a loro.

Meemi: tutti i numeri in una infografica

Dopo tutti i numeri di Twitter e quelli di Facebook non potevo non postare anche tutti i numeri di Meemi diffusi dallo stesso sviluppatore (Enrico) ovviamente direttamente condividendoli in un meme sul social network italiano.

Signori, a voi la crescita di Meemi in una infografica. Crescita significativa (che ovviamente non ha i numeri di twitter e facebook), i risultati e i dati sono focalizzati sul mercato italiano.

Aspettando le prossime novità, tra cui client e app iphone, complimenti ad Enrico e Carla. E soprattutto complimenti agli utenti che credono nel progetto e utilizzano ogni giorno di più il social network italiano in crescita.

E voi, l’avete provato Meemi o no?

Altri post su Meemi in questo blog:

http://www.catepol.net/2009/01/28/novita-in-casa-meemi/

http://www.catepol.net/2009/02/17/meemi-pubblicita-progresso/

http://www.catepol.net/2008/03/04/meemi-micro-blogging-tutto-italiano/

http://www.catepol.net/2008/05/25/meemicom-utilita-della-conoscenza-condivisa/

Prima di postare un aggiornamento di status su un social network, pensa!

(via cracked.com) Esaminiamo per un attimo il processo psicologico che ci porta a postare (o non postare) un aggiornamento di status su un qualunque social network (che sia Twitter, Facebook, Friendfeed, Meemi ecc. poco importa).

Facciamolo con una flow chart:

Ok vuoi postare uno status. Comincia col chiederti: chi lo leggerà? Chi vorrei che lo leggesse ma, soprattutto, chi non vorrei che lo leggesse mai?

Sei ubriaco o sotto effetto di qualcosa mentre scrivi lo status? Qualcuno potrebbe essere ferito dal tuo status? Sicuro che quello che scrivi potrebbe leggerlo la tua mamma senza problemi?

Spesso non si pensa molto prima di postare l’aggiornamento di status. Non si pensa al contenuto diffuso, a chi potrebbe leggerlo, ad eventuali conseguenze (di ogni genere).

In questo post sono scherzosamente (ma non troppo) elencati alcuni criteri (e relativo punteggio) per valutare bene se l’aggiornamento di status che vogliamo postare su un social network merita o meno di essere postato. Chiediti, prima di postare, se:

- quanto scrivi ha a che fare con una enorme cazzata da te commessa?

- quanto scrivi ha a che fare con una visita medica e relativo stato di salute e/o malattie che magari è il caso la gente non sappia?

- quanto scrivi ha a che fare con la visita medica dal ginecologo o dal proctologo?

- vuoi commentare una delle tue funzioni corporee in pubblico?

- hai accidentalmente scritto di una funzione corporea in atto e relative caratteristiche?

- vuoi dire al mondo cosa hai mangiato? E’ proprio necessario?

- cosa hai mangiato ha influenzato in qualche modo qualche funzione corporea?

- il commento  per una persona specifica? (sentito mai parlare di messaggi diretti?)

- sicuro che vuoi far sapere come è andato il tuo ultimo incontro d’affari?

- sei stato mollato, vuoi dirlo veramente a tutti?

- sei incinta e ancora manco il padre lo sa? (non puoi scriverlo su Facebook in antemprima, ti pare?)

- tua madre è su Facebook lo sai vero?

- il tuo prof delle superiori è su Facebook e ti legge, sai anche questo vero?

Insomma, prima di postare un aggiornamento di status su un social network, pensa!

Sentieri Digitali – Le frontiere del social networking

Quello che ho raccontato io, ieri a Napoli.

Un grazie a Carmine Saviano per l’articolo sulla Pagina Napoletana di Repubblica.

Social Network su Tv7 del 15 gennaio 2010

Cosa sono i social network, come vengono usati dalla gente (e la creatività della gente osa usi e contesti che fanno spesso rabbrividire gli utenti già più abituati al web 2.0), attenzione a cosa si condivide online.

Perchè dietro lo schermo ci sono le persone, dietro lo schermo ci siamo noi.

Ieri sera è andato in onda in Tv7 su Rai1 un servizio sui Social Network a cura di Francesca Oliva. Io son quella riccia all’inizio…no, non quella che si sposa e twitta! Insieme a me, Roldano De Persio e Massimo Melica. Buona visione.

Ah, appaiono oltre ai conosciuti Facebook e Twitter anche Friendfeed e Meemi, Linkedin…ottimo! Social Network non è solo Facebook, piccole aperture e apparizioni del resto del web 2.0 che non possono non essere apprezzate.

Social Network? Si, grazie. Le mie slides

Le mie slides per la Palestra della Creatività

Social Media Addicts è tempo di disintossicarsi! Seeeee…

Ci sono arrivata per caso a questa pagina. Non so quanto sia vera o sia solo ironia. Esiste la Social Media Addicts Association, l’associazione che ha come scopo di farti dire “Basta ai social media!” o anche “Chiudi Twitter, chiudi Facebook, esci a fare una passeggiata, socializza con la gente!!!”

Ecco la mia presentazione al gruppo:

“Ciao sono @catepol”

Tutti: “Ciao @catepol”

“Confesso, sto su internet a cazzeggiare tra Blog, Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi  & co. tutto il giorno, quando posso. Se non posso, lo faccio uguale dal mio fido iphone…è grave??”

“No, col nostro aiuto ce la puoi fare!”

“Si ma…se non fate smettere tutti gli altri…io mica smetto!! :P E poi io mica cazzeggio solo, io condivido conoscenza…io”

“Ti illudi, @catepol, ti illudi. Sei solo drogata di Twitt, messaggi, mail, poke, direct messages, rss…solo drogata. Convincitene!”

“V’ho detto che condivido conoscenza, io. Sapete che c’è? Defollowatemi va…io continuo per la mia strada ma voi liberi di seguirmi o non seguirmi. O mi si odia o mi si ama.”

“Nulla…questa @catepol è irrecuperabile!!!!”

Digital life, social network, lifestreaming…ti faccio il disegnino 2

lifestreaming

Aggiornamento (era ora) del post in cui spiegavo come funziona la mia vita digitale e relativo aggiornamento del disegnino. Provo a dare ordine alla mia presenza sul web, sui social network e al livestreaming e a spiegare come funziona la mia digital life sempre senza pretendere che sia questo il modo migliore. E’ solo la mia ecologia della mia comunicazione online, che fa capo ovviamente a me stessa e che continua ad avere in questo blog il suo hub da cui tutto si dipana.

Fermo restando che ognuno usa gli strumenti comunicativi a sua disposizione come più gli aggrada,  che si può concatenare tutto, ripetendosi, che ci son tanti modi di essere presenti online quanti sono i canali a disposizione (che oramai son più delle stelle in cielo), volevo ragionevolmente spiegare e spiegarvi come gestisco la complessità  dei flussi comunicativi in rete che mi riguardano o in cui sono inserita, la gestione delle conversazioni e il tentativo di arginare la dispersione e frammentazione della mia identità.

Per semplificare vi faccio nuovamente  il disegnino con i luoghi virtuali che uso prevalentemente nel web 2.0 utilizzando la metafora del ragnetto che tesse la sua ragnatela.

La mia presenza/comunicazione nel web 2.0 si muove su questi principali livelli:

- SCRIVO e CONDIVIDO (BLOG)– Il blogging nelle sue sfaccettature: un blog principale, questo, hub di tutto. Qualche altro blog mio in giro dove scrivo quando mi va, come mi va. I blog dove scrivo saltuariamente come ospite. I commenti che lascio in giro sugli altri blog. Toglietemi tutto, ma non il mio blog. solo il blog è per sempre, solo il blog è totalmente mio. Gli altri canali, invece, possono cambiare come cambia il vento.

- TWITTO e NON SOLO (SOCIAL NETWORK) – Condivisione in 140 caratteri, pensieri e link veloci, di tutto un po’. Me, me stessa and I. quello che mi passa per la mente, quello che voglio dire velocemente, e non solo.  Mi trovate come catepol ovunque, ma non è detto che usi tutto.

  • Principalmente uso Twitter (che posta sempre su Friendfeed) e Friendfeed (che posta su Twitter, ma non tutto quello che vi aggrego, utilizzando comunque le impostazioni per non doppiare il contenuto postato da una parte all’altra), Facebook, Meemi.
  • Twitter e Friendfeed sono account protetti. Per seguirmi devi chiedermelo, per seguirmi devo approvare la tua richiesta.
  • Facebook è sganciato da Twitter e Friendfeed. Per scelta mia, nulla di quello che posto su Twitter e Friendfeed va su Facebook. Continuo ad essere convinta che Facebook non sia fatto per aggregare tutto o per fare livestream. Gli utenti Facebook non leggono per default. Perchè inondarli di contenuti provenienti dall’esterno e comunque non correlati? Facebook serve per tenersi in contatto, non per i contenuti da condividere. IMHO.
  • Meemi a volte mi serve anche per postare su Twitter.
  • Su Facebook faccio finire SOLO i post del blog tramite Networkedblog, applicazione che permette di postare link al post e contenuto iniziale del post sulla bacheca. Ottimo per veicolare i contatti Facebook e farli finire a leggere il blog. Ottimo per guadagnare nuovi lettori sul blog (e io è sul blog che scrivo principalmente).

Tutto comunque finisce dentro Friendfeed.

Da tutti questi social network puoi contattarmi (anche via messaggi privati).

- NON DI SOLI 140 CARATTERI VIVE LA BLOGGERIl microblogging.

  • Ho (almeno) un Tumblr a cui ho dato una linea editoriale specifica e cioè è il “Catepol’s stream of consciousness in serendipity della blogosfera e non solo“.
  • Uso invece Meemi per contenuti (soprattutto immagini) simpatici e per interagire coi meemers,
  • vorrei usare Posterous (ma che ci metto per differenziarlo dagli altri due?),
  • son sempre su Friendfeed (dove microbloggo pensieri più lunghi di 140 caratteri che però non sono post, dove posto immagini velocemente, dove converso, cazzeggio ecc).

Tutto comunque finisce dentro Friendfeed.

(Mi trovate comunque iscritta su tutti o quasi i servizi di microblogging. Non è detto che li aggiorni, non mi piace doppiare contenuti uguali su tutto.)

- CONDIVIDO ERGO SUM

  • Condivisione di media vari. Foto (Flickr), video (Youtube e Vimeo, ma non solo), slides (Slideshare), audio (Blip)…
  • Varie. Tipo i posti in cui vado (Brightkite), o altro.
  • Link e risorse utili. Mille le possibilità che la rete ci offre. Gli shared del Google Reader (post di altri che condivido perchè mi interessano o mi piacciono particolarmente), Delicious, Anobii ecc.

Tutto comunque finisce dentro Friendfeed. Tutto ciò confluisce nel LIFESTREAMING.

Per me lifestreaming è Friendfeed, dove confluiscono tutti i livelli precedenti, dove si può commentare e partecipare a conversazioni.

Ho un desiderio represso: vorrei (e potrei) mandare un giorno tutto in loop. Per vedere l’effetto che fa!! Aggiungere i feed di tutto a tutto e boom! Far esplodere i social network!!

Scherzi a parte, cerco invece di mantenere coerenti i flussi e le loro direzioni. Anche se si può fare (e tanti lo fanno) col tumblr, con twitter, con friendfeed, con facebook ecc: su tutto si può (ognuno dei servizi lo consente) rimandare i feed di blog, foto, video, slides che poi verrebbero twittate e quindi inviate su Friendfeed che poi invierebbe su facebook che poi rimanderebbe su Twitter ecc. Paura eh?

:-)

Ogni nuovo servizio o social network prevede l’aggregazione di tutti (o parte) quelli che l’hanno preceduto. A me non piace ripetere uno stesso contenuto all’infinito soprattutto per rispetto ai miei lettori.

Il disegnino di questo post è nato con l’intento di mostra prima a me e poi a voi le direzioni dei miei contenuti e della mia vita digitale nella quale il loop e lo spam dei contenuti di ogni genere, da quelli personali, al cazzeggio, a quelli seri, non sono presenti (checchè ne pensi qualcuno in blogosfera). L’aggiornamento rispetto a quello postato un anno fa, era doveroso.

Ho fatto molte prove per arrivare a questa organizzazione delle informazioni, che rimane comunque ancora perfettibile.

NON USO abitualmente servizi che permettono il multiposting su tutti i social network tipo hellotxt o ping.fm. Se lo faccio, avviso che sto trasmettendo a “RETI UNIFICATE”, se lo faccio, lo faccio per provare.

Non ha senso per me sparare lo stesso messaggio ovunque. Bisogna poi seguire le risposte ovunque (cosa fattibilissima, capiamoci, ma perchè disperdersi?) A me piace conversare e condividere nei luoghi  dove trovo più gente disposta a sua volta a condividere e conversare con me.

Siamo sicuri di avere su ognuno dei social network followers diversi che giustifichino  un invio cumulativo dello stesso messaggio? Non credo. Anzi, oramai abbiamo su tutti i servizi uno zoccolo duro di nostri contatti che ricevono quindi “n” volte lo stesso messaggio ovunque.

Dal momento che, per me,  è una perdita di tempo leggere la stessa cosa del contatto XXX ovunque nello stesso momento e non sapere dove è meglio rispondere qualora volessi rispondere, evito di far perdere lo stesso tempo a chi segue me ed evito la ripetizione su ogni canale. Almeno ci provo.

E veniamo alle COMUNICAZIONI INTERPERSONALI.

Sulla destra del disegno trovate, separato dal resto, tutte le possibilità di entrare in contatto diretto con me. Mail, Messenger, Social network. Se mi scrivi (o mi contatti), ti rispondo.

Facebook è il canale da utilizzare per  farmi contattare anche da chi non bazzica il web 2.0 e la blogosfera: quindi compagni di scuola o cugini o conoscenti vari della vita reale e non solo, cominciate pure da là…

Sicuramente mi è sfuggito qualche flusso e qualche servizio. Sicuramente vi chiederete come faccio a seguire tutto, ma la risposta a questo è nel post sui superpoteri che scriverò presto.

Queste son le modalità con cui son presente in rete io, catepol/caterina. Nel rispetto di chi mi segue e legge. Almeno ci provo.

Che ne pensate di questa organizzazione, come fate voi? Confrontiamoci se vi va.

Meemi: online la nuova versione del micro-blogging tutto italiano

Ricevo e inoltro le nuove funzionalità della nuova versione di Meemi.

Caro meemer, finalmente è on line la nuova versione 4 :)

Abbiamo ridisegnato la home che ora presenta:
– ultimi 3 memi condivisi
– top meemers nell’ultima ora
– ultimi iscritti
– top 10 canali
– i canali dell’ultima ora
http://meemi.com

Abbiamo migliorato il nostro algoritmo del “best of”:
– best of generale
– best of utente
– best of utente e chi sta seguendo
http://meemi.com/p/best-of/day
Il menù è stato totalmente ridisegnato, ora ti basta “fare click sulla
faccia” :)

Abbiamo aggiunto i temi e molti beta tester si son divertiti a crearne di
nuovi. :)

Finalmente ora è possibile modificare un meme e cambiare anche la
tipologia originale.

Grazie ai nostri beta tester abbiamo aggiunto nuove funzioni come:
– poter segnare un singolo meme come letto
– condividere velocemente dal menù personale – connected today, esplorare i nuovi amici di oggi dei tuoi amici

Abbiamo dato maggior risalto alle “Url uniche”, una sorta di pagine
personali. ex. http://meemi.com/meemi/url-unique

Ora è possibile condividere direttamente una foto tramite webcam
E’ possibile vedere chi ti ha nominato direttamente cliccando dal tuo menù
personale.

Finalmente è possibile cambiare la località direttamente nel meme, utile
alla geo localizzazione delle foto e dei memi che condivisi.

Finalmente è possibile condividere tutto direttamente anche su twitter (un
nostro piccolo segno di rispetto verso il capostipite)

Le discussioni in dettaglio si autoaggiornano in tempo reale se ci sono
nuove risposte.

L’antispam è diventato un po più cattivo ed è incrementale, cioè se
fate i cattivi la prima volta, la seconda volta la punizione sarà peggiore
;)

Nella condivisione tramite mail è stato aggiunto il supporto a Qik
(http://qik.com), cosi sarà possibile condividere video direttamente da
mobile :)

Abbiamo potenziato la ricerca e la versione mobile http://meemi.com/m

Seguite sempre http://meemi.com/meemi ;)

Purtroppo tristemente ci lascia Internet Explorer 6 (bye bye).

Buon divertimento ;)

Enrico (capobecchino) http://meemi.com/capobecchino
Carla (crocchetta) http://meemi.com/crocchetta

ps. abbiamo avuto un piccolo problema con l’invio di una mail di test ad
alcuni utenti, se sei fra questi, chiedo scusa del piccolo disturbo.
(Enrico)

meemi

Dear meemer, finally is online the new version 4 :)
We redesigned the home that now has:  – last 3 shared memes  – top meemers in the last hour  – newest meemers
– top 10 channels  – the channels in the last hour http://meemi.com

We improved our algorithm the “best of”:
– best of (general)
– best of (user)  – best of (user and following)
http://meemi.com/p/best-of/day

The menu has been totally redesigned, now you just “click on the face” :)
We have themes. :)
At last you can now change a meme and also change the type of original.
Thanks to our beta testers we have added new features:
– mark as read single meme
– share quickly from personal menu  – connected today, explore new friends of your followings.

We gave more evidence to the “unique URL”, a sort of personal pages. ex. http://meemi.com/meemi/url-unique

Now you can share photos directly via a webcam
Now you can see who is mentioned directly by clicking from your personal
menu.
Finally you can change the location directly in the meme, helping to geo
location of the photos and shared memes.
You can share everything directly on Twitter (a small token of our respect
for the parent)
Memes (detail) auto-refreshing in real time if there are new replies.
The spam has become a bit more nasty and is incremental, that is if you do
bad the first time, the second time the punishment will be worse ;)
Sharing via email has been added support for Qik (http://qik.com), so you
can share videos directly from mobile :)
We have new search and mobile version http://meemi.com/m

Follow always http://meemi.com/meemi
Unfortunately leaves us Internet Explorer 6 (bye bye).
Enjoy ;)

Enrico (capobecchino) http://meemi.com/capobecchino Carla (crocchetta) http://meemi.com/crocchetta
(sorry for my simply english)

ps. we had a small problem with sending a text email to some users, if
you’re among them, I apologize of the small disturbance. (Enrico)


Meemi team
http://meemi.com

Un’altra intervista dal Veneziacamp2009

Francesco Arleo di Comedu mi ha intervistato al VeneziaCamp2009

ComEdu al VeneziaCamp intervista Catepol from Edoardo Basso on Vimeo.

Il mio personale decalogo su microblogging e servizi similari

1. Rispondere subito alle domande “A che serve?”,  “Come si usa?” all’apertura della home. Se non capisco io, l’utente medio e meno avvezzo è già scappato. Io magari mi fermo ad esplorare per capire  “A che mi può servire?”, “Con chi posso utlizzarlo?”, “Cosa fa di nuovo?”, “Perchè dovrei cominciare ad utilizzarlo?”

2. Dopo prima esplorazione e testing farmi capire, ma stavolta davvero, alla luce della moltitudine di servizi simili utilizzabili e già utilizzati:  “A che mi può servire?”, “Con chi posso utlizzarlo?”, “Cosa fa di nuovo?”, “Perchè dovrei cominciare ad utilizzarlo?” ma soprattutto “Se ne sentiva veramente il bisogno di un altro clone?”

3. Un click, una azione. Usabilità ed immediatezza. Un box per scrivere i miei 140, 160, 200, 1000 caratteri dal quale posso aggiungere una URL o una immagine o un file o un video, le solite cose che si condividono, insomma. Scrivo e invio. Segnalo e posto. That’s microblogging, baby! Se poi me lo fai fare anche dal telefonino, via SMS perchè non è detto che tutti abbiano telefonini connessi in rete, stai a cavallo.

4. Aggiunta amici facile, please, ma soprattutto devo subito capire: “Chi sto seguendo io?” e “Chi sta seguendo me?”

immagine-2

5. Notifica sull’account, notifica via mail, notifica via Feed. Notifica come vuoi, basta che mi notifichi qualcosa. Robe come “Chi mi ha aggiunto come amico?” o “Chi ha risposto ad un mio messaggio?” o anche “Chi mi ha cercato con li classico metodo @catepol?” Notificamelo in qualche modo, fammelo sapere. Se non passo dal servizio e non mi loggo, per qualunque motivo, in qualche modo devi segnalarmi che succede là dentro, potrei dimenticare di esserci iscritta.

6. Posso cercare dentro qualcosa? Posso salvare la ricerca? Magari con un feed RSS? Grazie, mi fai contenta. Oltre all’egosurfing (quindi a cercare chi nomina catepol e quando, confesso lo faccio sempre) magari mi interessa cercare, per parole chiave o argomenti che mi interessano, chi ne ha già parlato. Per conversare.

7. Posso aggregarti su Friendfeed, Facebook, Twitter ecc?? Se non sei interoperabile con almeno questi 3 big, oramai dove vai? Di sistema chiuso e proprietario basta Facebook (infatti a me non piace e guarda caso non ci aggrego nulla). Le conversazioni sono liquide. Ma devono essere anche ricercabili e facilmente trovabili.

8. Il sistema di “Like” o “Favorito” o “Mi piace” non è essenziale, ma è utile come segnalibro (per ritornarci) o per dirlo anche agli altri contatti, per segnalare. Considera l’opzione. E’ un’opzione sociale.

9. Condivisione della conoscenza e  socialità all’interno ed all’esterno del servizio stesso. Non mi serve un altro servizio su cui postare, a reti unificate uno status identico su tutti i miei social network.

10. Avrai una killer feature, vero? Com’è che non la vedo? Son stupida io? O fan tutti le stesse cose?

Alla fine e quello che conta è la rete sociale che ti costruisci attraverso il microblogging e i social network, quella che ti gravita attorno, quella con cui entri in relazione, quella con cui è più semplice e immediato interagire, conversare, cazzeggiare. Quella da cui “impari” qualcosa.

Non importa il servizio utilizzato. Non importa che parli italiano se sei italiano (nonostante Facebook si sia diffuso proprio per questo). Non è la tecnologia, son le persone.

Aggregatori di Social Network: quale formaggio scelgo?

Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo”.

Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?

Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.

Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?

Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.

Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail

E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).

Per non parlare  delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”,  la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.

It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!

Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.

Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :

Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?

Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?

Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.

Feedscrolling: brevi dalla blogosfera e non solo (24 maggio 2009)

Quarta puntata della rubrica Feedscrolling.

Brevi segnalazioni, cose veloci che mi passano sotto gli occhi mentre faccio scrolling nel mio feed reader. Cose che magari possono interessare qualcuno. Cose che magari condivido velocemente su Friendfeed per appuntarmele, cose che vorrei farci un post, cose che poi magari il post non lo scrivo e finiscono nel flusso. Brevi dalla Blogosfera e non solo.

Didattica, tecnologie, web 2.0 & co.

Dal blog ai social network: in questo libro si parla anche di me.

Education 2.0

Come gestire la propria Social Life dalla sidebar (solo per Win, purtroppo)

Flowgram: gli screencast diventano slide condivisibili

Learning Theories

Aggiungi il bottoncino dei visitatori sul blog.

Web 2.0 e disillusione.

Più di 80 video sulla Media Literacy.

Educate – iPhone iPod Touch App for teachers

Mobile learning: un nuovo plugin per Moodle

The Mobile Learning Engine (MLE) for Moodle

- Twitter

HOW TO: Create Custom Twitter Backgrounds: non hai più scuse per non personalizzare il tuo account Twitter

FileTwt – Sharing Files On Twitter, made easy: condividere file su Twitter si può con questi accorgimenti.

25 Twitter Apps to Manage Multiple Accounts

Less Friend: per conoscere e organizzare le relazioni tra i tuoi follower e i tuoi following. Scopri chi ti segue non ricambiato da te e viceversa, chi segui tu senza essere ricambiato. Facilmente.

immagine-11

Stessa cosa fa Friendorfollow (capire chi ci segue su Twitter ecc.)

immagine-22

Ben 5 modi diversi per condividere video su Twitter.

MindMeTo: un modo per ricordarsi le cose via Twitter. Utile.

- Facebook

Su Facebook profili di donne che si spogliano a pagamento: ecco Mara

Facebook «entra» anche all’oratorio

Facebook e la punteggiatura.

Se l’account Facebook risulta violato, che fare?

Fessbuc: la sitcom su Facebook è su Youtube.

Blogosfera

Rosanna Banfi racconta il cancro con un blog.

32 motivi per non aprire un blog. Il blogo non è cosa di tutti.

Letture consigliate

Io, una tardiva digitale.

Generazione fottuta.

Cazzeggio

Che Blogstar sei? (risultato scontato per me)

immagine-31

No, mamma, non sono stato io!

Ti è piaciuto? Se si…ne scrivo sul blog, tranquillo!

La risposta alla domanda “ma dove ca**o siamo???

La Blogosfera???

Pagina 1 di 212
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: