I compiti viaggiano già su Whatsapp

Riflessioni su tecnologie e apprendimento che nascono per caso, ma non troppo, dopo una conversazione con altri docenti al termine di un corso di formazione sulle LIM.

E’ il momento di Whatsapp, applicazione per smartphone (tutti i tipi) che permette di mandare messaggi gratis, foto, audio ecc. A singoli contatti o a gruppi di contatti (diventando una chat di gruppo ma privata).

Avete già capito dove voglio andare a parare?
Ho appena twittato, non a caso, le mie previsioni per gli esami di maturità 2013.

Ho scritto più volte di tecnologie, cheating, esami su questo blog.

cheating

E’ possibile usare Whatsapp a scopi educativi, come strumento che facilita l’apprendimento? Certo. Questo voglio approfondire.

Mi appunto qui anche questo articolo che parla del fenomeno Whatsapp e le ricadute su educazione emozionale e relazione.

Intanto, sarete curiosi di sapere che in Egitto e in Cambogia il problema degli studenti che copiano o si aiutano via Whatsapp è in discussione già dallo scorso anno scolastico.

Whatsapp è così diffuso (e praticato) dagli studenti. Basta osservarli e capire che è proprio Whatsapp, anche più di Facebook, lo strumento privilegiato di comunicazione veloce.

E’ il momento di cominciare a pensarci anche in termini di impatto sulla scuola e sull’apprendimento (troppo facile dire che gli studenti lo usano per copiare fotografando le domande dei test e attendendo messaggio di risposta e chiudere così il discorso educativo).

Che dite?

UPDATE
Usi educativi di Whatsapp di cui vengo a conoscenza:
- genitori che inviano ai figli via Whatsapp le pagine fotografate dei libri di testo dimenticati a casa
- mamme che creano un gruppo “compiti” su Whatsapp e durante il fine settimana si scambiamo pareri e “compiti mancanti” per semplificare la vita
- docenti che mandano i compiti via Whatsapp agli alunni malati o assenti

Mandatemene altri e li aggiungo!

27 verbi per insegnare meglio

Secondo l’infografica che ho trovato su Educatorstechnology, ci sono almeno 27 modi per essere un insegnante migliore al passo coi tempi del secolo che stiamo vivendo.

a better educator

Non è la tecnologia a renderci insegnanti migliori. Per prima cosa dovremmo cominciare ad usarla in ottica educativa nelle classi e con i nostri studenti e non solo riempirci la bocca (o scrivere nei progetti) che la didattica migliora anche usando i pc e le LIM.

Non saper nulla di tablet, app, e-reader, e-book ecc. poi, ci fa balzare indietro al secolo precedente. Come insegnanti non possiamo certo permettercelo.

27 verbi da imparare a memoria. Utile infografica.

Social network: possibilità di uso consapevole nella didattica

Le slide del mio intervento al Mediashow 2011.

L’evoluzione delle tecnologie per la didattica

Bellissima la storia grafica del NYTimes che racconta per immagini e su una linea del tempo l’evoluzione delle tecnologie per la didattica, di tutti quegli strumenti che, nel corso dei secoli, sono stati utilizzati da insegnanti e studenti per migliorare l’apprendimento.

Dalla tavoletta con l’alfabeto del 1650

…passando per la lavagna di ardesia (tutt’ora in uso dal 1890)

Il 900 ha visto  succedersi tecnologie didattiche come le matite, la calcolatrice, i primi proiettori, i CD, le cuffie per il laboratorio linguistico, i computer, internet, le LIM…

Dulcis in fundo, signori, l’iPad

Attenzione però. Ricordiamoci che  la sola tecnologia didattica di ultimissima generazione non basta a migliorare l’apprendimento.

Con le nuove tecnologie a scuola prende bei voti anche Bart Simpsons…

Non è la prima volta che un social network e le sue dinamiche entrano in una puntata di un cartone animato (in South Park ci fu la puntata sugli “amici di Facebook”). Mai mi sarei aspettata di trovare in un cartone animato famoso per la satira sociale molto ma molto spinta come i Simpsons l’argomento della didattica con le tecnologie. Simpaticamente affrontato.

L’insegnante di Bart Simpsons non riesce a farsi ascoltare dalla classe, tutta presa a messaggiarsi con telefonini & co., neanche sequestrandoglieli tutti. Prova allora con le tecnologie, ma tutto quello che ha a disposizione è un obsoleto computer di classe, sai che barba, sai che noia.

Arriva il giovane supplente a scuola di Bart, fresco di studi su didattica e nuovi media e prova proprio ad utilizzarle quelle tecnologie che hanno in mano i ragazzi per raggiungere gli studenti, stabilire un contatto, parlando la loro lingua fatta di SMS, chat, Facebook, video di Youtube ecc.

I compiti si fanno con Twitter, ragazzi!

“Homework: 20 minutes of Twittering.” E anche Bart, notoriamente non un allievo modello, riuscirà a prendere bei voti, alla fine.

Connessi? Perchè? – Why do we connect?

Perchè usare la rete? Perchè socializzare su internet? Perchè connettere il mio mondo col tuo mondo attraverso un social network o un blog o un sito, una chat, una mail? Perchè? Per uno, 100, diecimila motivi che si scoprono solo utilizzando il web per entrare in relazione.

Un video di Shelly Terrell, visto su Free technology for teachers mette insieme un bel po’ di motivi e un bel po’ di risposte alla domanda “Connessi? Perchè?”

Connessi per imparare dagli altri, connessi per arricchirci, connessi per comunicare.

Connessi per condividere risorse e idee, per raggiungere obiettivi, per trovare ispirazione, per chiacchierare, per stare in contatto, per partecipare. Connessi perchè è importante crearsi un proprio PLN, un personal learning network, una rete personale che grazie alla rete ed ai nostri contatti, alla condivisione della propria conoscenza ma anche del puro e sano cazzeggio, ci fa continuare ad imparare. In questa rete fatta di persone e non di codice.

Shelly ha messo su anche un wiki dove troviamo altro materiale utile a spiegare i social media e come imparare anche grazie al web 2.0.

Se il web fosse una classe scolastica…

Se il web fosse un’aula scolastica o universitaria e gli studenti fossero, per il loro modo di essere e di fare, un social network o un sito social, potremmo rappresentarli così:

Dal secchione al più scapocchione, c’è un sito social che rappresenta ognuno. Oramai. (via Digital Inspiration)

iPhone e iPod Touch: applicazioni e didattica

Trovo su HeyJude un documento scribd di James Greenwood che mi appunto qui e condivido.

Si tratta di un elenco, sicuramente non completo (anzi se avete segnalazioni di applicazioni iPhone/iPod Touch didattiche, ditemelo nei commenti), di tutta una serie di applicazioni per iPhone/iPod Touch utilizzabili in ambito educativo, per imparare, per insegnare, per ripetere, per condividere.

ICTAC MEMO iPhone Apps for Education

Le potenzialità di un oggetto come l’iPhone (o anche di un iPod Touch) nella didattica sono tantissime. Inizio con questo post una esplorazione sul campo di cui vi aggiornerò.

Avevo letto di qualche sperimentazione americana e inglese in college in cui gli studenti vengono dotati di un iPhone/iPod touch per meglio partecipare alle lezioni.

Vi segnalo a questo proposito anche un progetto italiano, quello della Scuola di Eccellenza Universitaria “Tullio Levi-Civita” dal nome “Conoscenza in rete”, che ha come obiettivo la creazione di una piattaforma multimediale di scambio di informazioni a beneficio della didattica e che prevede di dotare ogni studente di un Apple iPod Touch mediante il quale potrà sempre accedere, anche in mobilità, all’orario dei corsi, al materiale didattico relativo alle lezioni, al database delle videolezioni, rese disponibili il giorno seguente il loro svolgimento e sempre a disposizione dello studente, comunicare con segreteria, tutor, professori e altri studentivia E-mail e di utilizzare i servizi di chimata su internet (Skype)…ecc.

Immagine 29

Un campo, insomma, tutto da esplorare per chi si occupa di elearning e tecnologie didattiche.

Cos’è Twitter? Come si usa? Come utilizzarlo nella didattica: idee e proposte.

Cos’è Twitter? Come si usa? Come utilizzarlo nella didattica: idee e proposte. Traduzione e adattamento in italiano della presentazione http://www.slideshare.net/carolct/teaching-with-twitter-2417716#stats-bottom di Carol Cooper-Taylor, a cura di Caterina Policaro

Materiale messo a disposizione nel corso “Insegnare e apprendere con Twitter” http://www.innovazioneascuola.it/ nell’ambito dei corsi “Insegnare e apprendere coi Social Network di Garamond, di cui sono tutor.

Insegnare e apprendere con i Social Network: iscrizioni ai minicorsi Garamond

Sono aperte le iscrizioni ai corsi online su FaceBook, Wikipedia, YouTube, iPod, E-Book, Learning Object per la scuola, nei quali collaboro in veste di Tutor/esperta.

E’ possibile iscriversi sul sito di Garamond dove trovate informazioni più dettagliate:
http://www.garamond.it/index.php?pagina=626

Costi: 30 Euro per singolo modulo, 150 Euro per accedere a tutti i 15 moduli.

Al termine del pecorso, Garamond rilascerà ad ogni corsista un attestato di partecipazione, riconosciuto dalla amministrazione scolastica in quanto Garamond è Ente accreditato dal Ministero per la formazione dei docenti.

C’è anche un gruppo Facebook ad hoc.

Titoli dei moduli

  1. Insegnare e apprendere con Facebook
    A che condizioni Facebook non è solo chiacchiere, svago e perdita di tempo, ma è anche un ambiente formativo e creativo?
  2. Insegnare e apprendere con Wiki/Wikipedia
    La conoscenza è solo quella chiusa nei libri a stampa o può essere aperta e costruita insieme da chi collabora in rete?
  3. Insegnare e apprendere con YouTube
    Registrare un filmato e metterlo online è solo una pratica goliardica o può diventare un modo nuovo di documentare l’informazione?
  4. Insegnare e apprendere con iTunes/Podcast
    Perché ascoltare una voce sola quando si può imparare da tante voci diverse, dovunque e in ogni momento?
  5. Insegnare e apprendere con Slideshare
    Come rendere più vivace e interessante una lezione con l’aiuto di mappe e slides? Dove trovarne di già pronte su ogni argomento?
  6. Insegnare e apprendere con Twitter
    Imparare ai tempi della rete: è possibile anche scrivendo e leggendo messaggi brevi quanto un sms?
  7. Insegnare e apprendere con Skype
    E se potessimo fare lezione anche a distanza, senza stare tutti nella stessa aula, nella stessa scuola e nella stessa città?
  8. Insegnare e apprendere con Google/G-Earth
    In rete tutto è a portata di mano, ma chi ci dice come trovare le cose migliori? E come vistare posti lontani senza fare un chilometro?
  9. Insegnare e apprendere con E-Portfolio
    E se provassimo a valutare gli studenti partendo dalle cose che sanno fare, raccogliendone le tracce online?
  10. Insegnare e apprendere con gli E-Book
    Chi ha detto che si debba imparare e studiare solo con la carta? Come saranno i libri di testo per la generazione dei nativi digitali?
  11. Insegnare e apprendere con i Learning Object
    Come fare lezione con una lavagna interattiva? Come personalizzare l’apprendimento con i learning object?
  12. Insegnare e apprendere con MySpace
    E sei i ragazzi facessero i compiti elaborando testi, grafici, immagini, video, mettendoli in rete sul loro sito personale?
  13. Insegnare e apprendere con Second Life/AW
    Quanto migliora la comprensione di un concetto immergendosi nella sua rappresentazione virtuale?
  14. Insegnare e apprendere con i Blog e RSS
    Se oltre che sul diario e sui quaderni si chiedesse agli studenti di scrivere sui blog, condividendo appunti e pensieri in rete?
  15. Insegnare e apprendere con i Ning
    Come possiamo trasferire anche in rete le relazioni delle nostre classi e magari creare nuove comunità fra alunni di scuole diverse?

Internet nella didattica non può essere solo “Google, wikipedia, cut & paste. Print”

Foto di catepol

Foto di catepol

Foto scattata da me questa mattina.

Non siamo al corso di Letteratura Italiana di una Facoltà di Lettere. Non siamo neanche in un liceo. Io stessa stento a recuperare un paio di nomi da un qualche angolo della memoria a lungo termine. Eppure ho fatto un liceo, presentato Italiano agli esami di Maturità vecchio stile, dato due esami di Letteratura italiana con 30 nonostante studiassi Lingue.

Questa la lavagna stamattina. Un elenco di 40, e sottolineo 40, autori più o meno conosciuti della Letteratura Italiana tra ’300 e ’400. E la consegna: “Per casa sceglietene 4 o 5 a testa e fate una ricerca su internet, vita e opere”.

Il collega è impazzito? Oppure ha bevuto? E’ l’ultimo dei professionali quello in cui ci troviamo, questi è già tanto che riconoscano in mezzo all’elenco Dante, per sentito dire, forse Petrarca, magari Boccaccio se son stati fatti i riferimenti ai racconti giusti, quelli un po’ piccanti.

40 autori. Tutti insieme. Boccheggiavano nel copiare l’elenco sul quaderno. Annaspavano, roteavano gli occhi. “Ma tutti questi, professore???”

Mi dice il collega: “Lo faccio perchè DEVONO almeno una volta nella vita sentir parlare di tutti, sapere che sono esistiti, cosa hanno scritto. Lo faccio per la cultura!”

Tutti i torti non ha, è un metodo strano, ma è un metodo. Non è mio compito giudicare la didattica del collega, mi faccio un po’ i fatti miei. Conosco il contesto, il collega, il contorno. Non funzionerà.

Information overload. Un elenco così lungo anche un adulto non lo ricorda, per sentito dire.

Ora, però, una considerazione la voglio fare.

Nell’era di internet, ognuno dei ragazzi è in grado di affrontare questo compito. Ci vogliono neanche 10 minuti a tirar giù vite e opere di 4 o 5 autori da Wikipedia. E i ragazzi lo sanno. E’ quello che ha chiesto il prof. Ci fosse un secchione tra loro, consiglierei di perderci un quarto d’ora in più e tirare giù le schede di tutti e 40 gli autori scritti alla lavagna. Non costa nulla, cut & paste. Fatto uno, fatti 4 o 5, fatti tutti. Cut & paste. Senza leggere. Senza capire.

Io lo avrei fatto da alunna, io lo facevo. Son punti “La ragazza è volenterosa” guadagnati che fanno molta bella impressione e a fine anno si traducono in voti positivi.

Nell’era di internet il task assegnato (le ricerche) sarà portato in classe da tutti. Ma internet che valore aggiunto ha dato alla didattica? Quanto ha contribuito ad accrescere la cultura degli alunni in questione?

Poco. Nulla. Avranno risparmiato solo il tempo e la fatica di trovare sull’enciclopedia e copiare sul quaderno. Le dita faranno meno male.

Google, wikipedia, cut & paste. Print. Son tre click ad autore.

Nell’era di internet non puoi fermarti alla ricerchina da wikipedia. Eppure il collega questo farà. Al compitino stampato e presentato corrisponderà un voto, positivo, posso scommetterci. Quanto son bravi i ragazzi di oggi col computer. Sanno trovare le informazioni. Il miracolo di internet, insomma.

Quanti di loro impareranno almeno uno degli autori prescelti? Sapranno dire non solo quando è nato e quando è morto, leggendo di straforo l’A4 stampato? Avranno voglia di leggere una delle opere? Si appassioneranno?

Nell’era di internet, tutto è facile, tutto si trova. Nell’era di internet gli studenti si son fatti furbi.

Nell’era di internet, il collega purtroppo, pensando di stare al passo coi tempi, innovare la didattica, usare le tecnologie in classe per motivare gli alunni, sarà soddisfatto del prodotto ottenuto.

Peccato che il solo ” Google, wikipedia, cut & paste. Print. ” non avrà attivato alcun processo, nè voglia di saperne qualcosa in più.

Peccato solo che per far scrivere alla lavagna e copiare l’elenco dei 40 autori si siano sprecati 20 e passa minuti di aula, di lezione frontale, in cui non s’è dato nulla agli studenti, se non la tranquillità che “Sta finendo l’ora, per oggi è fatta!”

Epilogo: ad un certo punto la profe @catepol tirò fuori dalla borsa il suo iphone e scattò la foto alla lavagna. “Prof. ma fate le foto in classe???” (ok, confesso, anche un paio di “Prof. che figata, avete l’iphone!”). La mia alunna non aveva finito di copiare l’elenco, alla collega dell’ora successiva serviva la lavagna.“Così posso dettarglielo e la collega può cancellare!” la mia risposta. “L’alternativa è che io perda 10 minuti a mia volta a copiarli a mano, e sinceramente, vorrei lavorare!”

“Prof. siete un genio! Potevate dirlo prima anche a noi, così non perdevamo tutto questo tempo a copiare e magari facevamo lezione”

Eh già, le tecnologie nella didattica sono un mezzo, un supporto al processo di insegnamento/apprendimento. Non un fine. Ma ve lo spiego la prossima volta.

Suggerisco però di leggere in merito i post di Gianni Marconato: “Le tecnologie non servono” … “a meno che…

PS il n. O dell’elenco è il mio collega, che neanche s’è accorto della presa per i fondelli. No, per dire.

I Need my Teachers to Learn: buon anno scolastico a tutti!

Kevin Honeycutt con l’aiuto di alcuni amici ha messo su una canzone “I Need my Teachers to Learn” e relativo video molto carino, secondo me, sulla necessità per gli insegnanti di cambiare i loro metodi di insegnamento adeguandoli il meglio possibile a quelle che sono la vita e la quotidianità degli studenti di oggi ed ai loro nuovi stili di apprendimento che passano anche e soprattutto per la tecnologia.

Il messaggio è:  gli studenti di oggi hanno bisogno di insegnanti che abbiano voglia di imparare, che non abbiano paura del nuovo, anzi che lo sfruttino al meglio per  insegnare ;-)

Gli insegnanti hanno, di contro, bisogno di studenti così, curiosi e multimediali ma anche tanto bisognosi di guide, per crescere. E’ una grande sfida. No?

Buon inizio di anno scolastico a tutti, colleghi docenti e studenti. Nonostante i tagli…

(via e via)

Twitter in classe

Un interessante esperimento sull’uso di Twitter in classe.

La Dr. Monica Rankin, professoressa di Storia presso la UT Dallas, voleva coinvolgere e interessare quanti più studenti possibile nelle discussioni didattiche sia in classe sia fuori dalle mura fische e temporali del tempo d’aula delle sue lezioni.  Aveva sentito parlare di Twitter e si è detta: “Perchè non provare ad utilizzare Twitter con questi studenti?” Nel video, l’esperimento didattico condotto.

Monica Ranking collabora con la  UT Dallas, Arts and Technology – Emerging Media and Communications (EMAC) http://www.emac.utdallas.edu faculty. (io quasi quasi manderei un curriculum…)

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