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Lo stare sul pezzo quando Facebook si rompe

Internet è stare sempre sul pezzo, possibilmente risalendo a fonti attendibili della notizia che si diffonde.

Per stare sul pezzo delle notizie di internet, su internet, sono necessari (almeno) Facebook e Twitter aperti e connessi oltre che esserci, su Facebook e Twitter, proprio nel momento in cui qualcosa accade.

Nell’impossibilità di essere sul pezzo mentre qualcosa accade su Internet (tipo che sei sconnessa perché al lavoro o in altre faccende affaccendata) munirsi di
- hashtag del caso da consultare a posteriori e cercare di capire dalle conversazioni cosa succede,
- feed reader dal quale estrapolare, dai blog e dalle testate che ne hanno sicuramente scritto, la notizia del giorno.

La notizia di oggi è che si è rotto Facebook stamattina. Chi dice per ore, chi per una mezz’ora, chi per qualche minuto.
Sto solo leggendo nel feed reader, a posteriori, quelli che ne hanno scritto per stare sul pezzo. A fatto concluso, dovrebbero esserci anche tutti i dettagli.

Invece.

Fossi stata sul pezzo io, avrei scritto come segue, qui sul mio blog. Se proprio fosse stata una notiziona fondamentale, il down di Facebook, per i miei lettori.

Premessa la quasi normalità del fatto che Facebook non funzioni, di tanto in tanto, per tempi variabili, soprattutto quando sono in atto grandi cambiamenti (come ad esempio la trasformazione di tutti i profili e le pagine alla nuova Timeline e cose del genere che, si sa, sono proprio in atto in questi giorni e per tutto il mese…), considerato che bla bla bla…
Apprendo da zdnet che Facebook stamattina non funziona, è down, non va, non carica le pagine, non si connette (scegli tu un altro sinonimo) in alcuni paesi.

Facebook is down in Europe. It’s not clear how widespread the issue is, but I have heard reports from users being unable to access the social network from Albania, Belgium, Bosnia, Bulgaria, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Estonia, France, Finland, Germany, Hungary, Iceland, Ireland, Israel, Italy, Macedonia, Malta, Norway, the Netherlands, Portugal, Poland, Romania, Russia, Serbia, Spain, Sweden, Switzerland, Turkey, Ukraine, and the U.K.
As I’ve been updating this article, it has become apparent that the issue goes beyond Europe. Users have also told me Facebook is not working in the Middle East and Africa, including the following countries: Abu Dhabi, Egypt, Ghana, Nepal, Pakistan, South Africa, Sri Lanka, Swaziland, the UAE, and Zimbabwe.

Poi sarei andata a vedere che dice Facebook di ufficiale in merito alla questione. Su Known Issues non si trova nulla in merito, su Facebook Security nemmeno (e sono i posti dove Facebook ufficialmente comunica agli utenti le sue cose). Sul blog ufficiale http://blog.facebook.com/ nada de nada. Ok assodato che fosse un down temporaneo, tra i tanti, mi sarei messa l’anima in pace, Nel frattempo Facebook avrebbe risolto.

Pare che Facebook abbia comunque fatto un comunicato ufficiale riportato dalla BBC in cui si scusa per i problemi tecnici.

“Today we experienced technical difficulties causing the site to be unavailable for a number of users in Europe”

“The issue has been resolved and everyone should now have access to Facebook. We apologise for any inconvenience.”

Questo è quanto. Queste sono le fonti.
Alla fine nulla di grave, mi pare. Non è certo la prima volta che Facebook risulti “Rotto” agli utenti.

Dicevo dell’essere sul pezzo. Questo è un post sull’essere sul pezzo e non sulla notizia del down di Facebook di questa mattina.

Vi estrapolo frasi dai blog e dalle testate che leggo via Feed Reader (selezionati tra quelle che ritengo fonti attendibili, dato che le leggo via Feed Reader e che mi interessa essere aggiornata su quanto scrivono).
Non linko a chi appartengono, per una volta non metto le fonti.
Capirete perchè…leggendo le frasi che vi riporto.

Questa la notizia del giorno nei toni e nelle parole di chi era sul pezzo, stamattina (praticamente l’apocalisse…mah):

- “Maxi-blackout per Facebook”

- “dalle 8.43 alle 8.58 di stamattina Facebook fosse irragiungibile in europa, medio oriente e forse africa…”

- “panico tra gli utenti che vivono sul social network”

- “le cause del disservizio non sono state ancora rese note”

- “fonti certe paiono escludere attacchi hacker, forse solo un problema di DNS”

- “la cronostoria del disservizio”

- “le maggiori segnalazioni, pubblicate su Twitter utilizzando lo hashtag #facebookdown”

- “Non sono ancora chiare le cause del guasto ma i problemi stanno aumentando in diversi paesi.”

- “Il blackout ha subito infiammato il popolo del web e su Twitter è stato coniato l’ashtag #facebookdown.”

- “Il gruppo di hacktivisti Anonymous ha negato ogni responsabilità sull’accaduto.”

- “Facebook down ma poi riparte, arrivano le scuse del social network”

- “Gli hacker di Anonymous hanno negato di esserne responsabili attraverso il loro canale ufficiale AnonOps su Twitter, dichiarando che non esiste alcuna “operazione Facebook” e di “non dire cose stupide”.”

- “Il servizio continua, ma a singhiozzo. Una strana dinamica ancora tutta da spiegare”

- “E’ tutt’altro che chiaro il motivo del disservizio che fin da questa mattina colpisce Facebook, il principale e più popolare social network del mondo che fin da questa mattina è stato down per molti minuti, causando lo scontento dell’utenza. Il motivo di questa inaccessibilità del sito è, ad oggi, tutta da spiegare: non ci sono comunicazioni ufficiali né da Facebook, né da Google (e anche questo secondo attore è importante, e vedremo perché).”

Le parole sono importanti.

Insomma se questo è lo stare sul pezzo su Internet, per le cose di Internet, fermatevi tutti. Voglio scendere.

Feste 2.0?

E gli hashtag del 2011, i video più visti su Youtube, cosa ha cercato la gente su Google nel 2011, i topic principali su Facebook, le 50 applicazioni iPhone più scaricate del 2011, le migliori applicazioni per iPhone e Android, i best trending topic di Twitter, i miei 50 miglior post del blog nel 2011 ve li raccolgo anche in un ebook, le più belle infografiche, la classifica delle pagine Facebook con più fan e con miliardi di Like del 2011, i top dei top su Klout, le Twitstar, i topblogger (esistono ancora?), le Storify dell’anno, i Friendfeeders che odio, i followers che amo, i punti su Foursquare che non s’è mai capito a cosa servano realmente, le più belle foto di Instagram (povero Flickr così maltrattato oramai anche se le foto più belle del 2011 ovviamente le troviamo anche là), quanti retweet servono per diventare famosi, quanti followers, quanti fan, quanti mi piace, quanti reshare, condividimi questo, condividimi quello, il tag nelle foto natalizie di parenti, amici e sconosciuti, i miei 100 migliori tweet in un comodo PDF scaricabile, la newsletter natalizia, le mail augurali con 100 indirizzi in copia…
Non oso aprire Google Plus per sapere che passa da là.

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Moltiplica per “n” contatti sui Social Network (che comprendono anche amici e parenti, oramai). Chiunque.
Tutti produttori di contenuti natalizi da condividere.

Essere originali a tutti i costi e paradossalmente far tutti le stesse cose.

Non me ne vogliate ma, se queste sono le originalissime “feste 2.0″ a cui sto partecipando, ecco…io mi sarei già abbondantemente stancata.

Quanto pesa Internet?

Quanto pesa internet?

El Internet. Abbiamo il ballo dell’estate!

Ho trovato il ballo dell’estate 2011. Mettete il volume a palla, su le mani, tutti insieme…

Haaaay El Internet! El Internet! El Internet!
Haaaay El Internet! El Internet! El Internet!

Tormentone dell’estate? Vedremo!
by Los Alguiens Producciones

Web 2.0 e didattica a Rimini

Queste le mie slide della lezione che ho tenuto a Rimini ieri presso il Liceo Classico Giulio Cesare – Manara Valgimigli. Grazie ancora per l’invito ad @ilariapic ed al Prof. Marini.

Per la prima volta una mia lezione ha avuto anche il livetweeting (racconto in tempo reale, attraverso Twitter, di quello che accadeva) l’hashtag ufficiale (parola chiave preceduta dal # che indica tutti i Tweet su quell’argomento) su Twitter che è stato #NDrimini oltre che un evento su Facebook. Onorata!
Considerazione a margine: un hashtag per essere seguito ha bisogno di essere raccontato da account Twitter non protetti. Peccato, infatti, che il livetweet di @ilariapic possa essere letto solo da chi la segue.

Per un relatore, sapere cosa è stato realmente recepito dal pubblico che lo ascolta, è importante.
Per un’insegnante è deformazione professionale chiedere “Vediamo se hai capito, ripeti a parole tue”.

Non riassumo, allora, a parole mie la lezione su Web 2., social network e didattica di ieri, ma provo a farlo attraverso le parole del livetweet di Ilaria (a cui chiedo autorizzazione per far uscire dal suo account privato quanto segue).

Ieri, a Rimini, i colleghi docenti e gli studenti presenti hanno ascoltato da me e dovrebbero aver capito quanto segue:

comincia la lezione speciale di @catepol ai Nativi Digitali di Rimini #NDrimini attenti e prendete appunti!!!

@catepol inizia il suo discorso ai Nativi Digitali #NDrimini restate in ascolto :)

uso immediato in classe e nella vita del web 2.0_non possiamo non tener conto dell’evoluzione dei mezzi che abbiamo a disposizione #NDrimini

Ci portiamo dietro tutto un mondo attraverso un oggetto banale come tablet e telefonino #NDrimini

utilizzo di internet da parte delle generazioni dei Nativi Digitali “Chi ha facebook?” #NDrimini

con l’avvento di internet si è acceso l’interruttore della multimedialità e del multitasking #NDrimini

Cosa intendete voi per social network?Sono delle piazze virtuali che gestiamo noi in cui condividiamo azioni,pensieri, files, etc. #NDrimini

#web2.0 significa “metterci la faccia” e anche nell’inserimento di informazioni anonime si può essere identificati #NDrimini

su 25mln di italiani che hanno internet, 18mln hanno facebook, 4mln accedono da un dispositivo mobile #NDrimini

Purtroppo c’è chi si iscrive a fb anche sotto i 13 anni. L’adulto dov’è? Perché non c’è controllo? #NDrimini

siamo qui oggi grazie ai social, ci siamo conosciute dal vivo solo oggi ma ci conoscevamo o meglio ci “seguivamo” da tempo sui sn #NDrimini

gli strumenti di oggi permettono di compartecipare in diversi ambiti, anche sui giochi online che richiedono partecipanti multipli #NDrimini

Bisogna capire le potenzialità di questi strumenti: nella didattica ad esempio. Come utilizziamo questi strumenti nella didattica? #NDrimini

quelli del web2.0 sono strumenti da utilizzare consapevolmente per gli scopi didattici e che si possono“piegare”per i nostri scopi #NDrimini

Secondo voi avere moltissimi contatti su un sn è segno di…? Riflessioni e dibattito con @catepol e i Nativi Digitali #NDrimini

la “regola della nonna” vale per ogni contesto sul web, vale per tutti, anche per gli adulti #NDrimini

una studentessa utilizza a volte facebook per prendere dei piccoli appunti, lucchettando lo status => uso intelligente del social #NDrimini

“manca solo il 740 su facebook e poi avremo messo tutte le informazioni” @catepol on #NDrimini

integriamo gli strumenti per la didattica: condividere il sapere e la conoscenza ma anche il materiale didattico #NDrimini

multimedialità come alternativa alla lezione classica: sono anni che se ne parla, ogni docente ha usato un metodo simile in classe #NDrimini

ecco una docente consapevole del web, che consiglia ai suoi studenti i siti con le traduzioni di latino “fatte bene” #NDrimini

dalla matita alla penna col pennino, fino alla LIM: percorriamo le evoluzioni degli strumenti per l’insegnamento. #NDrimini

cosa possiamo fare: utilizzare i social pensati per la didattica o integrare quelli che utilizziamo normalmente #NDrimini

lo strumento del gruppo chiuso è una buona idea per usare il social network nella didattica #NDrimini

alcuni social invece sono stati creati a puro scopo didattico #NDrimini

pro e contro dell’utilizzo degli strumenti nati appositamente per la didattica #NDrimini

l’interazione è continua utilizzando gli strumenti web2.0 per la didattica sia da parte dei docenti che da parte degli studenti #NDrimini

yahoo answers ha un potenziale conoscitivo enorme, adesso le domande si fanno anche su fb quindi tutto passerà da lì #NDrimini

i ritmi sono molto diversi e intensi ma vanno gestiti nel modo giusto in un ambiente didattico che utilizza i sn #NDrimini

passiamo alle “proposte pratiche” per fare didattica: il #blog ad esempio #NDrimini

un altro strumento per la didattica può essere il #wiki per la costruzione di un documento controllato e moderato nei passaggi. #NDrimini

altri strumenti utili per la didattica 2.0 ad esempio #slideshare #youtube #skype #aNobii #twitter #facebook #NDrimini

parliamo più approfonditamente di #blog: cosa ci possiamo fare? ad es. può essere un contenitore ben strutturato per la didattica #NDrimini

consiglio di @catepol se dovete aprire un blog usate blogger o wordpress #NDrimini

la paziente @catepol spiega ai colleghi come aprire un blog in due minuti.. li convincerà ad usarlo?io penso di sì :) #NDrimini

ora parliamo di wiki come (utilissimo) strumento di scrittura collaborativa e Diego chiede: non è come google docs? #NDrimini

importante: “Si impara solo facendo” quindi vi invito a mettere in pratica questi utilissimi suggerimenti di @catepol in classe! #NDrimini

parliamo di #skype in classe per la didattica a distanza e di skype education per condividere esperienze didattiche tra docenti #NDrimini

#slideshare per docenti e studenti per condividere presentazioni, creare un account per la classe per creare un archivio di classe #NDrimini

#aNobii è il social network per chi ha la passione per la lettura, si può usare anche per la didattica #NDrimini

i docenti sono molto interessati ad aNobii #NDrimini

gli strumenti interagiscono tra di loro, quasi tutti confluiscono e permettono di condividere su facebook e twitter #NDrimini

#youtube può essere utilizzato per assegnare agli studenti dei compiti multimediali, e loro lo sanno fare già molto bene #NDrimini

usare twitter per la didattica: i 140 caratteri sono un esercizio ad essere brevi e immediati nella comunicazione #NDrimini

e concludiamo con #facebook nella didattica come strumento/luogo privilegiato di comunicazione anche fuori dall’aula #NDrimini

il rischio dietro l’utilizzo di più strumenti è l’overload comunicativo #NDrimini

Una volta scelto lo strumento più adatto bisogna gestirlo al meglio. La didattica con i social network non si improvvisa. Grazie @catepol

@catepol è stata una lezione *davvero speciale* GRAZIE! #NDrimini