Notifiche mail dai social network: come gestirle

Proseguendo il filone “pulizie sui social network” cominciato con il post su come rimuovere le applicazioni inutili dai vari social, grazie a MyPermissions, oggi tocca ad una applicazione simile: Notification Control.

E’ arrivato il momento di ripulire la nostra mail da tutte le notifiche inutili che riceviamo dai social network a cui siamo iscritti. In un colpo solo. Grazie a Notification Control. Questo post piacerà sicuramente al mio amico Webeconoscenza.

In pratica serve da online bookmark. Un punto di accesso unico alla sezione notifiche di Twitter, facebook, Google+, Pinterest, Tumblr, Youtube, Foursquare, Linkedin, Ebay e altro. Basta essere loggati ai vari servizi e con un clic arriviamo alle impostazioni notifiche di ognuno, in modo da sistemarle e farle funzionare esattamente come vogliamo, senza più essere invasi da quelle che non servono.

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Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog

128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate?

Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse.

Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel 2012 a scrivere e condividere su queste pagine.

In questi giorni di festa e relax natalizio (mentre stavo a mangiare due zeppole dai miei) la blogosfera appare in  gran fermento su queste tematiche (più pasquali che natalizie, trattando di morte e resurrezione): blog morti, blog che devono risorgere, risorgeranno mai questi blog, siamo meno blogger da quando ci sono i social network…

La blogosfera, in fermento. Come non accadeva da tempo. Blog che discutono di blogging, un evergreen, comunque. Voglio aggiungere un paio di riflessioni.

Diciamo meglio, almeno per quanto mi riguarda: la blogosfera è qui intesa come alcuni tra i blog che leggo, soprattutto di amici. Gente che aveva e ha un blog, che conosce gente che ha un blog, che a sua volta conosce gente che ha un blog…per dirla con il prof. (e amico blogger) Stefano Epifani.

Gente che è ovviamente parte delle mie reti sociali in almeno un social network a scelta tra Twitter, Friendfeed, Facebook…e che leggo anche così, non solo sul blog. Gente con cui mi relaziono online (ma anche offline, quando possibile). Gente con cui il piacere di leggersi e conversare non ha bisogno di risorgere, perchè è vivo e vegeto, seppure in forme diverse rispetto a qualche tempo fa. Gente che popola il mio feed reader.

Per dire…i blog che legge Mantellini hanno scritto molto meno di me nel 2011, volendo stare alle statistiche, e di molti tra i blogger che leggo, logorroici come me, ma non è questo il punto.

Una “Blogosfera 2011″ che Vincenzo Cosenza ha provato a visualizzare evidenziando nodi e correlazioni tematiche e di affinità. Una blogosfera ancora esistente, a quanto pare, cambiata dai social network e dalla velocità di posting maggiore che Twitter e Facebook concedono, pur sempre presente.

Uno zoccolo duro, a leggere nomi e link analizzati da Vincos.

Giovanni Boccia Artieri ben riassume le varie discussioni in corso sul risorgere dei blog nel 2012. Ne nasce un titolo che è anche un hashtag per Twitter #risorgiblog  (non si può oramai prescindere, non si può lasciare un post solo su un blog con i suoi commentatori, le conversazioni avvengono anche altrove, abbiamo imparato da tempo a tenere il filo di ciò che si dirama da un blog attraverso Twitter, Facebook, Friendfeed ecc. anche se è più faticoso). Mi dicono che #risorgiblog sia diventato anche trending topic di Twitter ad un certo punto e che ne è nato anche uno Storify per tenerne traccia. Bene!

Giuseppe Granieri, pur avendo ridotto sensibilmente la sua produzione di post sul blog, scrive:

Personalmente non so se ci sia un Rinascimento Blog, ma posso affermare in tutta tranquillità che in questi 10 anni io non ho smesso un attimo di leggere i blog e sono molto grato a tutti coloro che li usano per condividere idee, pensieri e spunti di riflessione.

Personalmente, lo penso anche io. Non ho mai smesso di leggere i blog che ancora scrivono nè di scrivere il blog su cui io stessa scrivo. I social network amplificano, il blog è sempre l’hub da cui tutto parte. Almeno ciò che merita di essere approfondito o semplicemente conservato e reso ricercabile a chi ci arriva anche dopo diverso tempo dalla data in cui è postato.

Il blog è l’espressione del proprio ego. Bloggo, ergo sum. Quante volte lo abbiamo detto in passato?

Ad avere un blog oggi, per dire, c’è anche mia cugina o la mia collega a scuola, arrivate al blog con un percorso inverso, stanche di Facebook e desiderose di avere uno spazio proprio, magari solo per metterci le proprie ricette o le proprie foto.

Luca Conti spiega bene i suoi propositi di rimettere al centro della sua presenza digitale il blog e di rivedere soprattutto il “tempo” da dedicare ai social network. Io, come lui, non ho mai inglobato i post del blog nelle note su Facebook (forse non le ho proprio mai usate, sapete?)

Sempre preferito mantenere ciò che è mio in uno spazio mio e totalmente controllabile. Sempre preferito amplificare coi social, come è giusto che sia. Il blog è il blog. Se voglio che qualcosa raggiunga veramente tutti, è qua che la scrivo. Pur seguendo le conversazioni che ne nascono ovunque. E con ovunque aggiungo anche Google Plus, che fino ad ora non ho nemmeno nominato e che, in teoria, vorrebbe sostituire davvero i blog. Non ci credo neanche se lo vedo.

Anche Facebook da qualche tempo offre la possibilità di scrivere status lunghi fino a 60000 caratteri. Anche Facebook, quindi, prova a farci scrivere le nostre cose là, piuttosto che su spazi nostri. Regalandoci la Timeline e il “recupero” di quanto fino a ieri, invece, si perdeva nello stream. Regalandoci la possibilità di scrivere “Romanzi” e non più semplici “Status”.

Molta gente, pensando di avere spazi propri su Facebook o su Google Plus, è là che argomenterà e condividerà. Ben venga anche il fatto che raccolgano lettori e commentatori attraverso questi strumenti. Non c’è nulla di male. L’uso social della rete non deve certo essere uguale per tutti. Dinamiche di massa a cui un singolo utente può decidere se e come aderire e partecipare. Spazi da occupare. Quando trovo persone interessanti da leggere, non importa il mezzo (pur preferendo il blog). Mi adeguo.

I VIP italiani proprio in questo momento storico scoprono Twitter per raccontarsi e raccontare. Un pubblico sempre più vasto che in massa accorre. Scambiando Twitter per il numero di cellulare del VIP in questione a cui inviare SMS mediante una o più mention. Chiocciolina/nomedelVIP e INVIO: sperando di ricevere risposta e guadagnare non più il quarto d’ora di fama, ma giusto 140 caratteri da raccontare agli amici “ehy, sono stato citato dal VIP su Twitter!”

Gigi Cogo si assume la “colpa” di aver fatto partire questa discussione. Ci sono giornate in cui, in effetti, è vero: dal feed reader non esce nulla di interessante da leggere mentre sui vari social network è tutto un pullulare di condivisioni, battute, link che, ti distrai due minuti magari per festeggiare il Natale con i tuoi, si sono già persi nello stream o nella Timeline.

Ci sono giornate in cui i blogger non scrivono, me compresa, però non si fanno desiderare sui vari social, dove sicuramente una foto, uno status, una battuta e un mi piace vengono scambiati.

Meno male che qualcuno si prende ancora la briga di scrivere sul blog e, quindi, di arrivarmi nel feed reader. Ora che ci penso, se così non fosse stato, non avrei partecipato a questa conversazione sulla blogosfera che muore, risorge, s’accascia, si riprende.

Ci sono giornate in cui è interessante seguire quello che qualcuno condivide su Twitter e Facebook, anche se non ha scritto nulla sul suo blog. Oppure proprio perchè non ha un blog. No, su Google Plus, rinuncio. Non vi seguirò.

Il web oramai è bello perchè è vario. Qualcosa di interessante condiviso dalle persone che seguiamo, esce sempre, su bacheche e profili, anche se il passaggio non è più la vecchia serendipity che ti portava di blog in blog, di link in link. E’ un po’ più vario, imprevedibile, complesso.

PierLuca Santoro scrive e argomenta, spostando la riflessione anche sulla professionalità che chi gestisce un blog dovrebbe avere. Blog inteso non come categoria, ma come “scatolone”. In effetti col blog ognuno poi ci fa quello che vuole e i blogger, da sempre, non sono perfettamente categorizzabili. Ognuno prendendosi la responsabilità di ciò che scrive, di come lo scrive e degli eventuali tornaconti personali che dovrebbero essere gestiti con trasparenza, almeno per rispetto nei confronti dei propri lettori.

Sicuramente ho dimenticato qualcuno dei partecipanti alla discussione “Risorgimento Blog”. Nei post citati, comunque trovate molti altri rimandi e link a post in cui se ne parla. Utile conoscere più pareri in merito.

Ecco, la blogosfera. Se tornassimo al 2007 per un attimo, questo post verrebbe bannato da BlogBabel perchè contenente troppi link e rimandi ad altri blog che rimandano ad altri blog che si linkavano tra loro. Roba che ti falsa l’algoritmo. Roba che se la ricorda solo chi aveva un blog all’epoca dei fatti. Roba che accadeva sotto Natale e la blogosfera scopriva che linkare tutti gli amici per fare gli auguri andava contro le regole.

O meglio, lo scoprivo io. E’ me che eliminarono dalla classifica dei blogger italiani, mica altri. E’ sempre questo blog, poi riammesso e “perdonato” che ha parametri falsati (vi balza all’occhio subito guardando qua, i miei post più citati portano il link al blog su Splinder, pensate un po’…e a questa cosa non si può riparare…parole loro…).

Oggi invece, taggare tutti in una foto su Facebook oppure attraverso le @mentions su Twitter è così normale. Non si sfasciano algoritmi, anzi…può essere pure che ti aumenti il Klout (nuovo parametro NON scientifico per mostrare al mondo quanto si è influenti in rete).

Roba che potremmo aprirci diversi flame, come ai vecchi tempi. E allora sì che sarebbe un vero Risorgimento Blog!!

Su Splinder, per la cronaca: a partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso. Migliaia di blog che migrano su altri lidi (WordPress ecc.) e su domini proprietari. Il 2011 è quindi l’anno della morte di un servizio blog e non dei blog, se proprio vogliamo essere precisi. Di un servizio che ha fatto la storia della blogosfera italiana. Io ho cominciato là nel 2002, come me tanti. Blog ancora in vita, blog che è un peccato perdere anche se non aggiornati, blog e loro contenuti, che appartengono ai blogger che li hanno scritti, seppure su un servizio non loro.

10 anni di blog o di partecipazione alla blogosfera. 10 anni in cui il web sociale è diventato veramente alla portata di tutti e non più una parte abitata della rete, ma solo da pochi.

Ho sempre scritto che “Solo il blog è per sempre” da quando nella nostra vita digitale si sono inseriti anche i social network ed è diventato necessario animare e presidiare anche altri canali. Il blog, questo spazio di cui abbiamo pieno controllo, anche quello di cancellare o di moderare chi non ci piace. Toglietemi tutto, ma non il mio blog. Solo il blog è per sempre, solo il blog è totalmente mio. Gli altri canali, invece, possono cambiare come cambia il vento. Oggi siamo su Facebook e Twitter, magari anche su Google Plus. Domani chi può dirlo?

Preferisco spostare i miei feed sui nuovi profili di social network che aprirò e che abiterò, non mi ci trasferirò mai. Preferisco partire sempre da qua, da questo blog, da ciò che sono, a prescindere dai social network.

Per concludere, se fate risorgere i vostri blog non mi dispiace, anzi! Dai, proposito per il 2012: più post sui blog per tutti!

Per coordinare il tutto coi i social network, in caso, posso darvi una mano io.

 

 

Ora ti spiego Google Plus con un disegnino

Ho trovato questa immagine che spiega come funziona Google Plus meglio di come avevo provato inizialmente a spiegarvelo io.

Understanding Google+ è di Gabriel Vasile

Per la serie: una immagine serve più di tante parole e spiegazioni.

Vuoi condividere qualcosa? A chi vuoi condividere? Chi vuoi che legga? Chi vuoi che non legga?  Seguite il disegnino con i 10 passaggi fondamentali del funzionamento di Google Plus.

Enjoy!

Da Google Reader a Twitter, Facebook, Friendfeed ecc.

Google Reader cambia, per decisione di Google. Vediamo cosa cambia.

Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate.

Da social diventa a-social, in pratica.

Si, avete capito bene. Lo strumento che fino a poco fa ci permetteva di aggregare gli RSS di quello che ci interessava leggere e poi condividere le risorse interessanti con i nostri contatti su Google reader stesso oppure inviandole anche sui nostri social network con un solo clic sull’icona Share, perde tutta la seconda parte di questo periodo che sto scrivendo.

Google Reader ritira la possibilità di following, friending, shared link.

Rimane l’aggregazione degli RSS, si aggiunge la possibilità di condividere su Google+. Lo scopo è poter condividere le risorse di GReader su Google+ anche scegliendo specifiche cerchie a cui condividere.

Tutti i servizi che ricevevano il link da Google Reader quando cliccavamo sul bottoncino Share/Condividi smetteranno di funzionare, o meglio, perderanno il flusso delle informazioni condivise perchè non è automatico condividerle.

Possiamo continuare ad usare Google Reader così come vuole Google, perdendo le funzionalità sociali e di condivisione per “trasferirci” su Google+, dove le condivisioni NON finiscono nello stream (dove dovrebbero, logicamente, confluire) ma nella tab specifica +1 (che, ad esempio io, non apro mai) dalla quale non si condivide ad altri ma solo a se stessi:

Per condividere anche sullo stream di Google+ dopo aver cliccato su +1 appare anche il box per condividere.

Complimenti eh.

Possiamo esportare tutto (anche i vecchi condivisi che non vediamo più e i contatti) attraverso Google Reader –> Impostazioni –> Importa/Esporta e decidere di cambiare strumento:

Possiamo ingegnarci per farlo funzionare ancora come strumento di condivisione verso i social network su cui desideriamo condividere, attraverso altri strumenti e social che la rete ci mette a disposizione. Integrandoli e facendo attenzione a NON INCROCIARE I FLUSSI!

Al momento ho scelto la terza via.

E’ ancora possibile condividere da Google Reader a Twitter, Facebook, Friendfeed ecc.

Google Reader mantiene il Servizio Send to /Inviahttp://www.google.com/reader/settings?display=item-links

 

 

Impostare e scegliere tra i vari servizi disponibili, quelli a cui vogliamo condividere attraverso Google Reader. Se non è presente un servizio, possiamo aggiungerlo a mano, in basso e creare un Custom Link.

Pro: Ogni item può essere condiviso sul social prescelto

Contro: L’invia a di un item deve essere fatto per ogni servizio, uno per uno.

Converrete con me che diventa macchinoso fare Invia a Twitter, Invia a Facebook, Invia a ecc ecc.

Il mio obiettivo è questo: con meno clic e sbattimento possibile, ogni volta che voglio condividere una risorsa o un link da Google Reader voglio che il link arrivi su Twitter, Facebook e Friendfeed contemporaneamente. Magari anche su Google+, ma nello stream principale. Dal momento che non è mai stato possibile, per ora di G+ non me ne occupo.

Le mie reti sociali maggiori sono sicuramente su Twitter, Facebook e Friendfeed ed è là che mi interessa condividere.

I miei flussi funzionano cosi:

- Twitter posta su Friendfeed grazie a Advanced Tweets

- Twitter può postare su Facebook grazie a Selective Twitter aggiungendo alla fine del Tweet #fb

Per cui se riesco a condividere da Google Reader su Twitter posto su tutti e tre i miei social network.

Non è difficile!

Metodo 1: Uso invia a di Google Reader, si apre una nuova tab con il Tweet (Titolo e URL), aggiungo #fb al Tweet, invio.

Troppi passaggi.

Metodo 2: Uso ifttt.com su cui ho impostato un task di questo tipo:

Per ogni item di Google Reader su cui metto la stellina (che, fortunatamente, è stata mantenuta) viene postato un nuovo Tweet (che contiene anche #fb finale):

Quindi con un solo clic sulla stellina posto contemporaneamente la condivisione su Twitter, Friendfeed, Facebook.

Evvai!

Rimane solo da risolvere come condividere da mobile.

Da iphone non c’è possibilità di stellare un link, solo +1 (che non mi serve) e invia mail.

ERRATA CORRIGE: posso mettere la stella anche da iphone, si trova accanto al titolo del post da condividere. RISOLTO!

Da android pare ci sia Invia a (quindi con Invia a Twitter, o a quello che vuoi, la questione si risolve facilmente) e anche la possibilità di mettere la stella.

Ho provato a condividere da iphone via mail utilizzando le mail di:

- Hellotxt che posta contemporaneamente su Twitter, Friendfeed, Facebook e molto altro

- Posterous che posta contemporaneamente su Twitter, Friendfeed, Facebook e molto altro

In entrambi i casi non mi piace il risultato sui vari social. Il link condiviso è “sporco” e quindi meno immediato da comprendere ai miei contatti. Contiene in entrambi i casi un “inviato da Google Reader”…insomma non mi piace. Non va bene.

Continuo a cercare la soluzione per condividere con poco sbattimento anche da iphone e vi aggiorno.

TROVATA: la stella è accanto al titolo del Link, per cui anche da mobile i passaggi di condivisione per me sono questi:

Google Reader –> Stella –> grazie a ifttt.com –> Twitter –> Friendfeed –> Facebook.

Solo con un clic, come prima. Evvai!

Mi hai cercHiato?

Google+ for dummies.

Io verso te.

Io ti metto in una cerchia.

Io ti parlo quando condivido qualcosa con quella cerchia in cui ci sei tu.

Io ti parlo se condivido qualcosa solo con te.

Tu mi leggi?

Si

- se mi hai messo a tua volta in una cerchia, ricevi quella condivisione, puoi commentare

- se è “Public”

- se non mi hai messo in una cerchia, però, mi trovi sotto “Incoming”

No

- se non entri in “Incoming”

Tu verso me.

Tu mi hai messo in una cerchia.

Tu mi parli quando condividi qualcosa con quella cerchia in cui ci sono io.

Tu mi parli se condividi qualcosa solo con me.

Io ti leggo?

Si

- se ti ho messo a mia volta in una cerchia, ricevo quella condivisione, posso commentare

- se è “Public”

- se non ti ho messo in una cerchia, però, ti trovo sotto “Incoming”

No

- se non entro in “Incoming”

Poi c’è il block.

Se ti blocco io rimango nelle tue cerchie ma tu non vedi ciò che dico e io non vedo ciò che dici tu.

Se ti blocco tu sei fuori automaticamente dalle mie cerchie ed anche dalle cerchie estese, anche se abbiamo connessioni reciproche.

Se ti blocco non puoi nemmeno citarmi nei post e nei commenti.

Se ti blocco vedi solo ciò che posto in “Public”.

E viceversa se a bloccarmi sei tu.