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Il mondo prima di Facebook

Chi se lo ricorda il mondo prima di Facebook?
Provatelo a chiedere direttamente ai ragazzi di oggi e poi guardate questo video.

Come ti geolocalizzo il pupo

Posso capire l’ansia di un genitore quando i figli sono fuori casa.

Dove vai? Con chi sei? A che ora torni? Non fare tardi! Là non ci vai da solo…ecc.
La voce di mamma o papà ancora nelle orecchie.
Sono adulta da un pezzo e non avevo un telefonino e raccontavo quasi sempre la verità e frequentavo quasi sempre gli stessi posti con le stesse persone e la città era quella, non è che potevi fuggire chi sa dove e chi sa con chi.
Qualcuno ti beccava sempre e riferiva.
Eppure la cantilena del Dove vai? Con chi sei? A che ora torni? Non fare tardi! Là non ci vai da solo…ecc. te la beccavi sempre.

E’ anche vero che, ad un certo punto, alle superiori sicuramente, oggi anche alle medie, si senta la necessità di non comunicare proprio tutti gli spostamenti ai propri genitori. Si chiama crescere, cercare la propria autonomia, tagliare qualche filo del cordone ombelicale.

Poi sono arrivati i telefonini. Ad un certo punto ogni bambino ne è stato dotato.
Lo possiedono, oggi, dalla scuola elementare. Statistica verificata di persona.
Telefonate, sms, squillini che rassicurano il genitore ansioso ed ogni altro tipo di genitore. La comodità e la tecnologia. L’abitudine consolidata. L’ansia placata dalla comunicazione in tempo reale.

Sto bene. Sono qui con. Vado al cinema. Torno presto. Vieni a prendermi. Ecc.

Anche oggi, comunque, arriva l’età in cui i figli vogliono crescere, cercare la propria autonomia, tagliare qualche filo del cordone ombelicale. In modi e tempi diversi, ma arriva.
Rispondono seccati al genitore che li cerca al telefonino magari quando sono con gli amici o con il/la fidanzatino/a. Non è che si può dire sempre tutto a mamma e papà. E’ normale. Per fare un solo esempio banale.

Arrivo al punto e non vi tedio oltre.
E’ in uscita una applicazione iphone (perchè i ragazzi di oggi hanno uno smartphone in mano, non più solo un telefonino).
Grazie alla geolocalizzazione e al gioco di guadagnare punti per ogni check in (che ricorda tanto Foursquare) questa app (I’mOK, si chiama) permetterà alle mamme e papà ansiosi del terzo millennio di controllare i loro nativi digitali ovunque essi vadano.

In pratica, mi metto nei panni del figlio, grazie al mio meravigliosissimo smartphone che si geolocalizza e che mamma e papà mi hanno regalato con tanto affetto, dovrei comunicare sempre loro la mia esatta posizione, magari fare anche le fotine taggando gli amici con cui mi trovo e i posti dove vado, inviare a mamma e papà quello che mi accade, guadagnare punti per questo e questi punti poi spendermeli in concessioni varie che i miei genitori mi concederanno.

Privacy zero, l’avrei chiamata questa app. Non un rassicurante I’m OK, sto bene, va tutto bene…

Fossi adolescente, oggi, credo proprio che mi ribellerei.
:D
Voi?

La Gelmini vuole accorciare le vacanze estive a 4 settimane? E noi scioperiamo!

ATTENZIONE!!!

MESSAGGIO PER CHI E’ ARRIVATO QUI CERCANDO NOTIZIE IN MERITO ALLO SCIOPERO E ALLA PROPOSTA DI LEGGE DELLA GELMINI RIGUARDO LA RIDUZIONE DELLE VACANZE:

NON ESISTE NESSUN DISEGNO DI LEGGE DELLA GELMINI, E’ UNA BUFALA: NON E’ VERO.

Qualche giorno fa nella mia rubrichetta [cateprof] segnalavo che, anche nella mia piccola scuola superiore ai confini dell’impero, “i ragazzi non sono entrati per una presunta protesta studentesca contro la gelmini. Non ci è dato sapere quale.”

Alunni che decidono di non entrare a scuola, non è una novità. Altri che poi entrano alla seconda ora perchè non era vero che c’era sciopero (o perchè esistono ancora genitori che li rimandano, non dico a calci nel sedere, ma li rimandano a scuola). Chiedi loro la causa del loro astenersi dalle lezioni in massa e ti rispondono “C’è sciopero contro la Gelmini!” sottintendendo: “Com’è che solo voi professori non lo sapete??”

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Allora insisti a chiedere si ma contro la Gelmini perchè? E ti dicono che “Dice che” …la Gelmini in mezzo a tutti i tagli, vuole anche tagliare le vacanze estive e ridurle a 4 settimane. Ovviamente “Dice che…” chi?? Boh non si sa. Ok è la solita giustificazione degli studenti per saltare un giorno di scuola. Vecchia come il mondo. Anche noi che oggi siamo prof abbiamo saltato in massa una o più giornate di scuola con una scusa ben congeniata quando eravamo studenti, no?

Pare invece che quello che fino a poco tempo fa era un fenomeno locale (il passaparola tra scuole della stessa zona per concordare una comune giornata di sciopero studentesco, perchè se si fa tutti insieme è più bello e agli occhi dei grandi sembra una cosa veramente organizzata) grazie a telefonini prima e a Facebook adesso, acquisisce dimensioni molto più grandi.

Una Bufala, un passaparola che si allarga a macchia d’olio viaggiando via SMS, email, MSN e Facebook, forum & co.  Strumenti e veicoli di informazione e comunicazione che non possiamo non conoscere (questo lo scrivo per i miei colleghi prof.) o far finta che sono “Altro da noi”.

Non ho indagato il fenomeno, è il fenomeno che mi si è presentato direttamente, stavolta, in quanto anello della catena che passa velocemente da uno all’altro grazie al web.

Arriva, infatti, anche a me una mail (si tra i miei contatti ci sono un po’ di adolescenti, conosciuti) privata di Facebook che mi riporta un post di un blog. Lettura utilissima per meglio comprendere le dinamiche della comunicazione tra gli adolescenti nell’era dei social network. E quello che passa per la loro testolina.

Leggiamo insieme:

Ogni anno c’è la solita catena-bufala. Ovviamente anche quest’anno non è da meno, ed ecco che sulle finestre di msn, sulla mail, troviamo scritto:

“LA GELMINI CON LA LEGGE 639 VUOLE ACCORCIARE A 4 SETTIMANE LE VACANZE ESTIVE… VOI VOLETE SOLO 4 SETTIMANE D’ESTATE?!? NO ALLORA TUTTI SCIOPERIAMO IL 1 OTTOBRE !!!! TI PREGO MANDALO A TUTTI DEVE SCIOPERARE TUTTA ITALIA!!!!”

Hahaha, la legge 639! Sembra una legge razziale contro gli studenti italiani per obbligarli a lavori forzati! Ovviamente è tutta una bufala organizzata – o per dormire il 1 Ottobre – o per uno scopo preciso irato a cacciare il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.

Abbiamo cercato ulteriori informazioni su questa fantomatica legge 639. Nulla che riguardi la scuola, e soprattutto il 2009:

1) La legge 639 del 5 luglio 1964, “Restituzione dei diritti doganali e delle imposizioni indirette interne diverse dallimposta geerale sull’entrata per taluni prodotti industriali esportati”
2)Legge 639, contro l’imbrattamento di cose altrui.

Distaccandoci dalla politica, Sinistra o Destra, è pur sempre una bufala!
E ricordate di scioperare solo per una giusa causa!

Gli scioperi veri sono indetti tramite una circolare apposita che deve girare nelle scuole almeno una settimana prima, oppure è il TG stesso a dare l’informazione sullo sciopero.

Fonte: http://msn-livesidus.blogspot.com/2009/09/catena-la-gelmini-accorcia-4-settimane.html

Sorrido e vado a leggere il post. Che è strapieno di commenti. Ed ha anche una seconda parte, dove i gestori del blog, studenti anch’essi, continuano a spiegare ai coetanei che “E’ UNA BUFALA!!!”

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Cioè, avete capito bene, un bloghetto che parla di trucchi MSN, fa un pacco di visite l’altro giorno perchè gli studenti hanno scatenato un passaparola tramite internet, msn e facebook su uno sciopero contro la Gelmini e la presunta legge 639.

Il blog prova a spiegare ai coetanei che è una bufala e che in queste cose sono delle pecore che vanno dietro a tutto pur di saltare un giorno di scuola oltre che a specificare che uno sciopero ha un minimo di credibilità se segue gli iter previsti.

Sostenendo anche che “Le catene che girano su MSN e su Facebook sono finte al 99%”

Confesso: lo spasso per me è leggere i commenti del primo post e i vari forum e le yahoo answers (qui e qui su Facebook)!!  E la tentazione è forte. Ora vado a commentare anche io come una bimbominkia fra loro, una profe infiltrata, per aggiungere un piccolissimo ma non insignificante tassello informativo alla cultura adolescenziale sullo sciopero: il fatto che, non essendo LAVORATORI, forse, magari, non è che abbiano proprio un diritto di sciopero di cui avvalersi.

Mi riconoscerebbero subito, però. Io non skrivo con le kappa!!!!

Chiamatela “assenza di massa”, “non abbiamo voglia di stare a scuola”, “facciamo sega/filone ecc.” ma non inventate scuse ufficiali che vi si ritorceranno contro. E soprattutto  pensateci un paio di volte prima di divulgare ai vostri amici e contatti una notizia che “Me l’ha detto tizio su MSN che gliel’ha detto suo cugino su Facebook che l’ha letto da un volantino che aveva in mano la sorella della compagna di scuola del suo vicino di casa”

Facebook neomelodico: Lasciarsi su Facebook

Trashissimo, non trovate?