Domani mattina, 22 giugno, ore 8.30, tutti ai posti di combattimento: cominciano gli esami di stato per studenti maturandi e per docenti in Commissione.
Questo blog ogni anno, in questi giorni immediatamente precedenti gli esami di stato (comunemente ed erroneamente sempre chiamati esami di maturità), riceve un botto di visite grazie ai numerosi post che dal 2007 ho dedicato al “Copiare” in classe ed agli esami con e senza le tecnologie.
L’intento dei post è sempre stato quello di condividere con i colleghi prof quello che gli studenti sono in grado di fare con le tecnologie vecchie e nuove che hanno a disposizione. Ecco perché li ripropongo (di nuovo c’è poco a livello di tecniche, rispetto allo scorso anno, se non una maggiore diffusione di smartphone che fanno tutto, anche il caffè, nelle mani degli studenti).
…in sintesi, le apparecchiature telefoniche e/o fotografiche e/o che si collegano in qualche modo ad internet e/o inviano dati all’esterno durante le prove d’esami sono ovviamente vietati e che vanno consegnati. Chi viene trovato in possesso o mentre li usa durante le prove può vedersi l’annullamento della prova e l’espulsione dall’esame di stato.
Su questo non ci piove. Gli insegnanti della commissione agli esami di stato sono là anche in veste di pubblici ufficiali. A nulla valgono eventuali proteste in caso si venga colti in flagranza di uso di una qualche “apparecchiatura”, anzi la situazione del candidato può solo peggiorare.
La morale, giugno dopo giugno, è sempre quella: da una parte le regole esistono e vanno rispettate, dall’altra è indispensabile, per noi insegnanti, capire con cosa abbiamo esattamente a che fare quando parliamo di tecnologie (social network compresi).
Che poi si chiamano Esami di Stato e non esami di maturità. Piccolo dettaglio.
Una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione che non mi sembra per niente efficace. Come si spera di raggiungere i maturandi 2011?
Con un video?
Bè se è virale…
E’ stato pubblicato su Youtube da skuola.net un video in cui la Polizia Postale e delle Comunicazioni (Marco Valerio Cervellini) smentisce tutte le leggende metropolitane sulla possibilità di scovare in anticipo le tracce delle prove su Internet. Dovrebbe far parte della campagna “Maturità al Sicuro”.
Dico dovrebbe, perchè non se ne fa menzione.
Il video è del 19 giugno e al momento ha SOLO, neanche, 600 visite.
Una campagna così importante?
Virale al massimo eh? Arriverà ai giovani maturandi? E come?
Sul sito di skuola.net neanche c’è linkato.
Sulla pagina Facebook di skuola.net (http://www.facebook.com/skuola.net) nemmeno.
Complimenti. Geni della comunicazione virale. Come arriva il video agli studenti?
Aspettate che lo condividano loro?
E perchè dovrebbero?
Hanno tutto l’interesse alla fuga di notizie, non a combatterla.
Su Facebook, in altri gruppi e pagine dedicati alla maturità, non si trova accenno nè alla campagna “Maturità al sicuro” nè al video della Polizia Postale.
Sul sito della Polizia è sempre e solo disponibile il comunicato stampa. Il video non c’è.
Nel video si dice che la Polizia Postale è a disposizione dei ragazzi per qualunque informazione relativa agli esami di stato. la Polizia Postale chiede agli studenti di segnalare loro chi millanta di conoscere le tracce delle prove d’esame.
Sono raggiungibili su http://www.commissariatodips.it/ e su http://poliziadistato.it/
Certo poi all’interno dei due siti cercate di capire da soli come inviare una comunicazione…usabilità sotto zero.
Su google, ovviamente, sempre e solo il comunicato stampa. Situazione variata di poco rispetto al mio post precedente.
Mi passa davanti agli occhi una notizia poco fa.
Quello che segue è il racconto della mia verifica online della notizia.
Al via la campagna antibufale della Polizia Postale o delle Comunicazioni riguardo le leggende metropolitane che girano prima dell’avvio degli esami di stato.
Interessante. Voglio approfondire. La campagna in questione si chiama “Maturità al sicuro”. Inserisco su Google come farebbe chiunque volesse sapere l’informazione essenziale: il link esatto. In modo da scriverci un post che possa essere utile a colleghi e studenti che mi leggono.
Bene, fate la prova. I risultati di ricerca restituiscono pagine e pagine dove è presente il comunicato dell’avvio della campagna, a volte modificato, riscritto ma di base con questo testo:
Al via la campagna di sensibilizzazione della Polizia Postale, rivolta ai maturandi, contro ”bufale e leggende metropolitane” sulle anticipazioni delle tracce d’esame di Maturità.
Ogni anno in occasione della Maturità si rincorrono, infatti, puntualmente voci incontrollate sulle anticipazioni delle tracce ministeriali provenienti da Internet.
Ed ogni anno si diffondono le consuete leggende metropolitane secondo cui sarebbe possibile venire a conoscenza dei compiti d’esame prima della fatidica apertura delle buste provenienti dal Ministero dell’Istruzione. Leggende, spiega la Polizia Postale, che ”assumono il carattere di certezza per molti ragazzi che perdono ore intere in Rete alla ricerca di anticipazioni sulle tracce”.
Per il terzo anno consecutivo la Polizia delle Comunicazioni si appresta dunque a lanciare la campagna di sensibilizzazione ”Maturità al sicuro”, con l’obiettivo di debellare il fenomeno ed evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della soffiata giusta.
L’iniziativa ”antibufale” si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.
Si pensi che la notte che precede l’esame, aggiunge la Polizia Postale, tantissimi ragazzi coinvolti negli esami di maturità perdono il proprio tempo sulla rete nella speranza di conoscere le tracce con qualche ora di anticipo, ed e’ proprio per questo che gli operatori del Commissariato di P.S. online, l’ufficio virtuale della Polizia delle Comunicazioni, sono ”a disposizione dei maturandi per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle informazioni che circolano in rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame”.
Dov’è il link di questa iniziativa? Dove?
Io, docente o studente o genitore, che volessi verificare cosa propone la Polizia Postale, dove trovo l’ufficio virtuale della Polizia delle Comunicazioni?
Quali forme di comunicazione e strumenti preferiti dai giovani utilizza?
Facebook? Youtube? Twitter?
Il link. Dove è il link almeno ad un account oppure al sito ufficiale?
Dove?
Eppure so cercare in rete.
Al primo giro di ricerca, quello che fa la gente normalmente, NON SI TROVA il link utile ad approfondire.
Dopo un po’ di giri arrivo a capire che è una iniziativa di skuola.net.
Pare che sia una campagna che si concluderà il 21 giugno alle 21 quando un rappresentante della Polizia postale sarà ospite di “Notte prima degli esami”, la tradizionale trasmissione in web-tv realizzata da Skuola.net per rispondere a tutti i quesiti dei maturandi in relazione alle informazioni che circolano sulla rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame.
Le informazioni che reperisco sono queste: http://skuola.tiscali.it/news/scuola/notte-prima-esami-2011x.html
In cosa consiste esattamente la campagna?
Molto risalto viene dato a come si copia agli esami su skuola.net piuttosto che a questa importante campagna che parte oggi e che viene rilanciata ovunque con lo stesso comunicato.
Il video della campagna non si trova sul canale Youtube di skuola.net (o almeno io non lo vedo, magari sono io stupida). Si trova il video della campagna 2010, non la campagna 2011. Lo avevo già visto, infatti. Ricordavo la campagna 2010.
Ho ovviamente provato a cercare eventuali pagine della Polizia Postale o della Polizia delle Comunicazioni su Facebook, luogo dove dovrebbe vivere in maniera virale questa campagna antibufala sulla maturità. Ovviamente è difficile distinguere pagine ufficiali da pagine non ufficiali. In ogni caso della campagna “Maturità al sicuro” non se ne parla nemmeno in queste pagine.
Nè si trova nulla su “Maturità al sicuro”.
Seguono aggiornamenti.
Questa storia non mi piace. Indago ulteriormente.
Intanto alcune informazioni utili come antibufala della maturità ve le ri-scrivo io:
No, le tracce della maturità non si trovano su internet e la fuga di notizie dal Ministero è praticamente impossibile.
No, le tracce dei temi non le danno uguali nelle scuole italiane in Australia, 10 ore prima.
No, nessuno può vendervi le vere tracce degli esami di stato prima.
I plichi con le tracce ministeriali sono stati consegnati dagli USR, tra ieri ed oggi, ai Dirigenti Scolastici che, contestualmente, li consegnano in custodia alle Forze dell’Ordine. Saranno le Forze dell’Ordine a portarle nei singoli Istituti Scolastici alle 7.30 del 22 giugno 2011. Fino al momento dell’apertura dei plichi, che avviene davanti a Commissione e studenti, nessuno mette mano ai temi ministeriali.
La fuga di notizie ci sarà comunque, come sempre, come tutti gli anni, subito dopo l’apertura dei plichi, il 22 mattina. Con le tecnologie disponibili (iphone, smartphone ecc.) e le applicazioni, è un attimo immetterle in rete quella mattina.
Il consiglio agli studenti è ancora una volta questo: non perdete tempo a cercare le tracce online prima degli esami di stato. Non solo non le troverete, ma perdete solo tempo utile tolto allo studio.
Una iniziativa di skuola.net e della Polizia di Stato per prevenire e combattere le varie bufale che circolano in internet in occasione degli esami di stato.
No, le tracce della maturità non si trovano su internet e la fuga di notizie dal Ministero è praticamente impossibile.
No, le tracce dei temi non le danno uguali nelle scuole italiane in Australia, 10 ore prima.
No, nessuno può vendervi le vere tracce degli esami di stato prima.
Il video smentisce con ironia le principali leggende metropolitane che ruotano attorno all’esame di maturità e invita, attraverso l’appello della Polizia di Stato, a diffidare da chi dichiara di conoscere in anticipo le tracce d’esame.
La polizia postale e delle comunicazioni, oltre ad effettuare una capillare attività di monitoraggio della rete prima e durante gli esami di stato, ha messo a disposizione anche l’email polizia.comunicazioni@interno.it per eventuali segnalazioni.
La fuga di notizie ci sarà comunque, come sempre, subito dopo l’apertura dei plichi, il 22 mattina, secondo me. Quest’anno più che mai immediatamente viste le tecnologie disponibili.
Il consiglio è questo: non perdete tempo cari studenti a cercare le tracce online prima delle prove. Non solo non le troverete, ma perdete solo tempo utile tolto allo studio.
Tecnologie che potrebbero essere sfruttate per veicolare didattica e apprendimento se tutti ne capissimo le potenzialità o anche solo l’utilità. Invece finisce che siano utilizzate soprattutto per “fregare” noi prof.
Torno sull’argomento copiare agli esami anche grazie alle tecnologie disponibili: telefonini, ipod touch, netbook, iphone, palmari, smarthphone, internet e chi più ne ha più ne metta. Memorizzate questi termini, cari colleghi, vi prego.
Sapete cosa sono? Cosa fanno? Cosa ci si può fare? Avete almeno una vaga idea? Se si, bene. Se no, vi prego partite dal mio post più recente sul copiare agli esami e ripercorrete a ritroso i diversi post precedenti sullo stesso argomento che ci trovate dentro. Spero vi si apra davanti un mondo.
Stamattina, nell’aula dove facevamo gli scrutini, aula che nel mio istituto ospiterà le due quinte durante gli esami di stato, c’era un wifi aperto. Tacchette piene di un wifi non della scuola, aperto. In realtà, io sono giorni che ne approfitto di questo wifi aperto col mio iphone.
Stamattina ho realizzato che nell’aula dove, fra qualche giorno, si svolgeranno le prove dell’esame di stato, non ci può essere un wifi aperto di cui nessuno sa nulla ma che gli studenti avranno già sgamato come me con un qualunque telefonino di ultima generazione. E infatti lo sanno.
Ecco perchè scrivo questo post per parlare soprattutto ai miei colleghi prof.
C’è un mondo da conoscere, non possiamo evitarlo.
Faccio un attimo il punto della situazione, in quanto prof, inquadrando il discorso anche secondo quanto dice la normativa più recente di mia conoscenza:
1) Esiste una direttiva che vieta l’uso dei telefonini a scuola, in generale. Trattasi di una Direttiva del 2007. Una direttiva del ex Ministro Fioroni, del 15 marzo 2007, con cui viene sancito il divieto dei cellulari a scuola durante le lezioni. Sono le linee di indirizzo e le indicazioni in materia di utilizzo di “telefoni cellulari” e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica.
2) Nelle istruzioni sugli adempimenti per gli esami di stato del primo ciclo (gli esami di terza media, per capirci) C.M. 50 del 7 giugno 2010, il Ministro Gelmini ha inserito un paio di avvertimenti riguardanti la vigilanza.
Si ricorda ai docenti che per le operazioni online e le trasmissioni via internet all’INVALSI, previste dopo l’apertura dei plichi
“nessuna persona che non sia componente della commissione può accedere al computer e/o visionare la prova”
Si ricorda ancora che bisogna:
- invitare gli studenti a consegnare alla commissione, ove ne siano in possesso: telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare e/o ricevere fotografie ed immagini; apparecchiature elettroniche di tipo “palmari”; personal computer portatili di qualsiasi tipo; orologi in grado di memorizzare dati e testi; registratori di qualsiasi tipo; testi di qualunque tipo (libri, appunti, ecc.) e contenuto;
- avvertire i candidati che potranno essere esclusi dagli esami nel caso in cui non rispettino tutte le “regole”;
- controllare le strumentazioni utilizzate da disabili/DSA a che non contengano ausili non consentiti;
- controllare che non sia possibile ai candidati accedere ad apparecchiature telefoniche, elettroniche e telematiche in dotazione alle scuole (laboratori di informatica, computer, ecc.) o, comunque, presenti nell’edificio scolastico“
3) Le istruzioni e le modalità organizzative per gli esami di maturità si trovano nella O.M. 44 del 5 maggio 2010. E non vi è accenno alla questione tecnologie.
Perchè la troviamo nella Nota Min. n. 3614 dell’11.5.2010 che è quella che cercavo.
E che ovviamente non si trova con due clic, come dovrebbe essere, su istruzione.it
In questa nota leggiamo che
“I Dirigenti scolastici avranno, altresì, cura di avvertire tempestivamente i candidati che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, portare a scuola telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare fotografie e immagini), nonché dispositivi a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere, e che nei confronti di coloro che fossero sorpresi ad utilizzarli è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, la esclusione da tutte le prove.
È inoltre vietato l’uso di apparecchiature elettroniche portatili di tipo “palmare” o personal computer portatili di qualsiasi genere, in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni “wireless”, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con protocolli UMTS, GPRS o GSM o BLUETOOTH.
I Presidenti ed i commissari, dal canto loro, avranno il compito di vigilare sul rispetto del summenzionato divieto, al fine di evitare il verificarsi di episodi incresciosi che, oltre a turbare il sereno svolgimento delle prove scritte, risulterebbero gravemente penalizzanti per gli stessi candidati.
Analoga cura sarà altresì rivolta alla vigilanza sulle apparecchiature elettronico-telematiche in dotazione alle scuole, al fine di evitare che durante lo svolgimento delle prove scritte se ne faccia un uso improprio con collegamenti all’esterno.
Dovrà essere pertanto disattivato qualunque collegamento delle scuole con la rete INTERNET e dovranno essere resi inaccessibili, nel corso delle prove scritte, aule e laboratori di informatica, nonché qualunque tipo di personal computer collegato o collegabile alla rete.
Inoltre, al fine di garantire il corretto svolgimento delle prove scritte, la Struttura Informatica del Ministero vigilerà, in collaborazione con la Polizia delle Comunicazioni, per prevenire l’utilizzo irregolare della rete INTERNET da parte di qualunque soggetto e l’uso delle connessioni di telefonia fissa e mobile.”
Insomma questo dice la normativa.
Diciamo in sintesi che le apparecchiature telefoniche e/o fotografiche e/o che si collegano in qualche modo ad internet e/o inviano dati all’esterno durante le prove d’esami sono ovviamente vietati e che vanno consegnati. Chi viene trovato in possesso o mentre li usa durante le prove può vedersi l’annullamento della prova e l’espulsione dall’esame di stato.
Su questo non ci piove. Gli insegnanti della commissione agli esami di stato sono là anche in veste di pubblici ufficiali. A nulla valgono eventuali proteste in caso si venga colti in flagranza di uso di una qualche “apparecchiatura”, anzi la situazione del candidato può solo peggiorare.
Torniamo al punto da cui sono partita.
Una direttiva del 2007, validissima. Definizioni di “apparecchiature” di cui si vieta l’uso abbastanza generiche, nella normativa, da contenerle tutte. Anche quelle che abbiamo in mano nel 2010, studenti e prof. Nel 2010 concretamente manca solo il telefonino che faccia anche il caffè. Perchè per il resto ci si può fare di tutto e anche di più. (Ovviamente anche andare su Facebook…e non lo dico a caso)
Il wifi aperto perfettamente ricevibile e sfruttabile dall’aula in cui si svolgeranno gli esami di stato. Non ci deve stare.
Qualcuno controlli. Perchè può esserci un wifi aperto il cui segnale viene ricevuto dall’aula ma magari viene dal condominio di fronte.
Chi deve controllare? La normativa parla di tecnologie e connessioni della scuola e immagino ci sia qualcuno preposto che la “roba” della scuola la terrà sotto opportuno controllo.
Da parte mia, conto di segnalarlo al Presidente di Commissione, nel caso in cui il 22 mattina quel wifi fosse acceso ed aperto. Controllerò con un click dal mio iphone.
Consiglio di verificare o far verificare la possibile presenza di wifi aperti durante le prove degli esami di stato, poi non chiediamoci come sono uscite le tracce già dopo 5 minuti l’apertura dei plichi ministeriali.
Con l’iphone (o telefonini similari) dalla foto dei documenti (con l’applicazione giusta, una vera e propria scansione del documento, trasformazione in PDF A4) al loro invio (mail, social network, cugino laureato che mi svolge il tema e me lo rimanda…) ci vorranno non più di 5 minuti. Col wifi aperto anche meno.
Ovviamente né lo studente né un prof né chiunque altro sia autorizzato a stare nei locali della scuola durante lo svolgimento dell’esame di stato non può e non deve fare queste cose.
Certo, direte, la normativa dice che è vietato utilizzare e che bisogna sequestrare. E in ogni commissione d’esame si sequestrerà.
Abbiamo esattamente idea di quali possano essere le “apparecchiature” da sequestrare?
Perchè i ragazzi son furbi, consegneranno telefonini ante 2007, riesumati in qualche cassetto, telefonini con cui al massimo davvero ci potevi fare solo foto e mandare MMS.
Cioè, lo farei anche io, al posto loro. E terrei ben nascosta, rischiando grosso, la tecnologia, l’apparecchiatura che con un clic mi collega col mondo.
iPhone, iPod touch, Blackberry, smartphone, netbook…iPad… abbiamo idea di come sono fatti?
Certo, quelli un po’ più grandi si notano di più.
Per i modelli di telefono cellulare di ultima generazione, date un’occhiata un attimo a questo link: http://www.directphoneshop.co.uk/wi-fi-phones.asp o qui sotto nelle immagini, quanti di questi modelli di telefonino conoscete?
Hanno millemila funzioni, non è questo il luogo di spiegarle. Sappiate solo che con un wifi aperto sono esattamente INTERNET nascosto nel palmo di una mano di un qualunque studente. (e se non c’è il wifi disponibile, essendo fatti apposta per accedere al web, basta la connessione dati fatta direttamente dalla SIM).
Basta un click, anzi uno sfioramento oramai, son quasi tutti touch.
Durante gli esami non si possono e non si devono usare.
Ma è un mondo abbastanza complesso da controllare…e, purtroppo, io sono sicura che gli studenti agli esami 2010 la faranno sotto il naso a molte Commissioni.
(e io magari monitorerò per voi Facebook e quello che accade durante gli esami di stato, online, e poi ve lo racconto)