Social media policy a scuola e varie questioni educative

Social media policy degli istituti scolastici. Dopo aver condiviso le slide del mio intervento, condivido anche il video.

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Per ascoltare quello che ho raccontato a Milano alla Giornata aperta sul web dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia dovete solo avere la pazienza di seguire il mio ragionamento per una ventina di minuti.

Se volete, invece, qualcosa di più sintetico, ecco un altro video.
Si tratta di una intervista di circa tre minuti, sempre a valle del mio intervento alla Giornata aperta sul Web 2014.

Buona visione

Social media policy in ambiente scolastico #gasw2014

Le mie slide su “Social media policy in ambiente scolastico” per la Giornata aperta sul web #gasw2014

Non possiamo non tener conto della normativa che, in sintesi, vieta l’uso dei telefonini a scuola (Direttiva Fioroni 104/2007 ecc.) Siamo, ovviamente, tenuti a rispettare e far rispettare.
Dobbiamo, secondo me, affrontare il cambiamento e gestirlo.
Cambiamento che vede uno smartphone in mano alla quasi totalità degli studenti, la presenza sui social dei nostri ragazzi/figli a partire dalla quinta classe della scuola primarie (nonostante l’età minima, ad esempio per Facebook, sia 13 anni compiuti), la sempre più massiccia (e ingombrante?) presenza sui social di docenti e genitori ecc.

Come gestire il cambiamento in atto, anche tenendo conto delle tecnologie a disposizione nelle scuole, delle sperimentazioni che vedono i tablet per ogni studente, classi 2.0, dei progetti di scuola digitale ecc?

Come affrontare il fatto, ad esempio, che, nonostante tutti i divieti e le normative esistenti, gli studenti durante un esame (le prove INVALSI o, a breve, gli esami di stato) praticamente in tempo reale sono tutti sui social a scambiarsi quesiti e soluzioni, a fare ironia, a sfogarsi, a comunicare?

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Chiudendo gli occhi? Facendo finta che tutto ciò non accade?
Io son tre anni che ne parlo…per dire.

Con una Social Media Policy di Istituto, sempre più necessaria.
Una sorta di regolamento interno, condiviso con tutte le componenti. Una elaborazione partecipata che tenga conto di diversi fattori e questioni.

Un documento che contenga sia le Linee Guida per la gestione della presenza e della comunicazione degli spazi in rete dell’Istituto che le Linee Guida per la gestione della presenza responsabile in rete e sui social network di personale e studenti.

Social Media Policy d’Istituto come momento educante di tutta la comunità scolastica.

Nel mio intervento alla Giornata Aperta sul Web ho provato a delineare quello che secondo me dovrebbe essere il contenuto:

Gestione degli spazi in rete dell’istituto
- sito web scolastico: ruoli, comunicazione istituzionale, gestione materiali, accessi con password, gestione credenziali, ecc.
- canali social della scuola: quali aprire, che materiali, quale comunicazione, target utenti, chi gestisce ecc.

Gestione di spazi di condivisione materiali per la didattica e organizzativi
- Singolo docente o disciplina
- Singola classe
- Gruppi di lavoro
- Scelta strumenti web: dropbox, google drive, email, skype ecc.
- LIM, TABLET, Applicazioni, ebook: guide tecniche e metodologiche
- Registro elettronico ecc.

Pianificazione della presenza social collegata al sito istituzionale (come scrivevamo nel vademecum Pubblica Amministrazione e social media)

Gestione di tutte le questioni educative collegate all’uso di media sociali

I Temi da mettere sul piatto delle riflessioni da fare per una Social Media Policy d’Istituto sono tanti:
- Diffusione conoscenza: cultura digitale
- Comunicazione
- Trasparenza
- Diffusione informazioni
- Dialogo Scuola/Famiglie
- Dialogo Docenti/Studenti
- Dialogo diverse componenti comunità scolastica
- Uso della rete e della comunicazione online: competenze digitali

La scuola non può sottrarsi dall’educare all’uso corretto dei social media, alla consapevolezza e alla gestione della privacy, alla gestione della Web Reputation, ai pro e contro della geolocalizzazione, alla gestione delle informazioni riguardanti dati personali, privacy, informazioni riservate…

La scuola deve prevenire comportamenti in rete che implicano insulti, volgarità, offese, minacce, atteggiamenti violenti, bullismo, stalking ecc.

E’ oramai opportuno esplicitare come regolamentare uso di Fotografie, Filmati, Registrazioni ecc. (chiarendo gli usi consentiti, ad esempio per alunni H, DSA, BES).

Tocca alla scuola occuparsi anche di Diritto d’Autore, materiale privato o protetto, licenze Creative Commons, come citare le fonti.

Insomma ho messo molta carne al fuoco e condivido per continuare a discuterne insieme.

Quando gli alunni vanno in rete (le mie slide di #eleadership)

Le slide del mio intervento di lunedi scorso a Bologna al seminario per Dirigenti Scolastici dell’USR Emilia Romagna “E-Leadership: Le competenze “digitali” del Dirigente nella scuola ad alta densità tecnologica”

Iscrizioni online 2014 – Guida alla registrazione

Secondo anno per le iscrizioni a scuola che si svolgono online. Come lo scorso anno voglio dedicare qualche post di pubblica utilità alla procedura di Iscrizione online.

La legge 7 agosto 2012, n. 135 stabilisce che le iscrizioni al primo anno delle scuole statali di ogni ordine e grado avvengono esclusivamente in modalità on line. Il MIUR ha impostato una pagina web per accedere al servizio e per accompagnare le famiglie nel percorso per l’iscrizione: dalla registrazione alla compilazione ed inoltro del modulo di iscrizione, dalla scelta del percorso di studio alla ricerca della scuola desiderata. Qui la circolare con la normativa sulle iscrizioni.

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Sarà possibile effettuare la registrazione a partire dal 27 gennaio.
L’avvio delle iscrizioni on line è fissato per il 3/02/2014. Il termine ultimo per le iscrizioni è il 28/02/2014. Il sistema funzionerà 24 ore su 24, compresi il sabato e la domenica.

Vi rimando al post dello scorso anno, con tutta la procedura in dettaglio, in attesa di poter postare anche la nuova, dopo il 3 febbraio, quando si potrà accedere al sistema.
Verificherò e aggiornerò sulle eventuali novità, che comunque credo non saranno molte.

Intanto vi posto una Guida alle iscrizioni online riguardo a come effettuare passo passo la fase di registrazione da parte delle famiglie.

Cosa serve per la registrazione (e poi per l’iscrizione online)?

Una casella di posta elettronica (e-mail) valida, il documento di identità del genitore.

Ecco i passaggi in forma di presentazione:

Potete tranquillamente condividere la presentazione (ad esempio su siti di scuole ecc.)
Vi chiedo solo di mettere i credits. Grazie.

Segue seconda parte sulla procedura di iscrizione.

I ragazzi non imparano da chi a loro non piace…

L’anno scolastico è appena terminato. Cioè, non ancora, al netto della burocrazia finale. Non è in realtà ancora terminato.

Per me un anno lungo, pieno, mentale, ragionato, vissuto in certi momenti visceralmente, condiviso con chi prova a metterci anche l’anima per l’educazione dei ragazzi (a volte anche sbagliando), compromesso anzi no, meglio, fortificato da alcune incomprensioni, visioni diverse, posizioni di puntiglio.

Un altro anno da docente, con due frasi che son tornate spesso in mente durante il cammino. La prima “L’educazione è cosa di cuore” (don Bosco) e chi mi conosce veramente bene sa anche perché. Ed è fatta di relazioni tra persone.

La seconda frase non so chi l’ha detta ma è “Nulla accade per caso”.

Come questo video che avevo già visto e che poco fa mi è tornato sotto gli occhi.

education

Ora ha anche i sottotitoli italiani, non posso non postarlo.Perdete anche voi qualche minuto. Posto anche il testo.

Riflessioni su educazione, mestiere dell’insegnante e importanza delle relazioni. Qualcuno, più dotto, direbbe “Mettere sempre la persona al centro”.

Rita Pierson, insegnante da 40 anni, un giorno si sentì dire da una collega: “Non mi pagano per farmi piacere i ragazzi.” La sua risposta: “I ragazzi non imparano da chi a loro non piace.”

Il video è un ardente appello ai docenti affinché credano nei propri alunni e creino con loro un legame reale, umano, personale.

Ho trascorso tutta la mia vita o a scuola, o sulla strada per la scuola, o a parlare di cosa succede a scuola. I miei genitori erano entrambi docenti, lo erano anche i miei nonni materni, e durante gli ultimi 40 anni lo sono stata anch’io. È inutile dire quindi che per tutti questi anni ho avuto la possibilità di osservare la riforma scolastica da prospettive diverse. Alcune delle riforme sono state buone. Altre un po’ meno. Sappiamo perché i ragazzi abbandonano gli studi. Sappiamo perché non imparano. Può essere per la povertà, l’assenteismo o l’influenza negativa dei compagni. Sappiamo il perché. Ma una delle cose di cui non parliamo mai, o di cui si parla ben poco, è il valore e l’importanza dei rapporti umani, delle relazioni.

James Comer sostiene che non ci può essere apprendimento significativo senza una relazione significativa. George Washington Carver dice che l’apprendimento consiste nella comprensione delle relazioni. Tutti quanti qui avete subito l’influenza di un professore o di un adulto. Per anni ho visto gente insegnare. Ho guardato i migliori e anche qualcuno dei peggiori.

Una collega mi disse un giorno: “Non mi pagano per farmi piacere i ragazzi. Mi pagano per impartire una lezione. I ragazzi dovrebbero impararla. Io dovrei impartirla. Loro dovrebbero impararla. Caso chiuso.”

Beh, le dissi: “Sai, i ragazzi non imparano da gente che a loro non piace.”

Allora mi disse: “Queste sono un sacco di stupidaggini.”

E io le dissi: “Beh, il tuo anno sarà lungo e difficile, tesoro.”

È inutile dire che fu cosi. Certe persone pensano che la capacità di costruire una relazione o ce l’hai o non ce l’hai. Ma io penso che Stephen Covey aveva ragione quando diceva che dobbiamo mettere in atto alcune piccole cose, come cercare prima di capire e poi voler essere capiti, cose semplici come chiedere scusa. Ci avevate mai pensato? Dite a un ragazzino che vi dispiace e rimarrà scioccato.

Ho avuto classi con preparazione così scarsa, così carenti dal punto di vista scolastico, che mi veniva da piangere. Mi chiedevo come sarei riuscita a portare quel gruppo in soli 9 mesi dal livello in cui si trovava a quello in cui doveva essere. Ed era difficile. Era terribilmente duro. Come aumentare contemporaneamente l’autostima di un ragazzo e i suoi risultati scolastici?

Un anno mi è venuta un’idea brillante. Ho detto a tutti i miei alunni: “Siete stati scelti per assistere alla mia classe, perché io sono la migliore insegnante e voi siete i migliori studenti. Ci hanno messi tutti inisieme per dimostrare agli altri come si deve fare.”

Uno di loro ha chiesto:

Gli ho risposto: “Davvero. Dobbiamo far vedere alle altre classi come si fa. Quindi quando passeremo per il corridoio, la gente ci osserverà, e non potete fare rumore. Solo dovete camminare a testa alta.” E ho dato loro delle frasi da ripetere: “Io sono qualcuno. Ero qualcuno quando sono arrivato. Sarò una persona migliore quando me ne andrò. Sono forte e potente. Mi merito l’educazione che sto ricevendo qui. Ho cose da fare, gente da impressionare e posti da visitare.”

E mi hanno detto: “Sì!”

Se lo dite molte volte, incomincia a diventare parte di voi.

Per anni ho visto mia madre correggere compiti nell’intervallo, fare visite a domicilio al pomeriggio, comprare pettini, spazzole, burro di arachidi e cracker, e metterli nel cassetto della cattedra per i ragazzini che avevano fame, e un asciugamano e del sapone per quelli che non avevano un buon odore. Sapete, è difficile insegnare a degli alunni che puzzano. E poi i ragazzi possono essere crudeli. E quindi teneva quelle cose nel cassetto, e anni dopo, quando era già andata in pensione, ho sentito dire da alcuni di questi stessi ragazzi: “Sa, signora Walker, Lei ha cambiato la mia vita. Mi ha aiutato a farcela. Mi ha fatto sentire come se fossi qualcuno, quando in fondo sapevo che non era vero. E voglio solo farle vedere cosa sono diventato.”

E quando mia mamma è morta 2 anni fa, all’età di 92 anni, c’èrano così tanti ex-alunni al suo funerale, che mi è venuto da piangere, non perché se n’era andata, ma perché aveva lasciato in eredità delle relazioni che non sarebbero mai svanite.

Possiamo sopportare un maggior numero di relazioni? Assolutamente. Vi piaceranno tutti i vostri alunni? Certo che no. E sapete che quelli più difficili non sono mai assenti. Mai. Non vi piaceranno tutti, e quelli difficili sono là per un motivo. È il legame. Sono le relazioni. E anche se non vi piacciono tutti, la cosa importante è che non devono mai e poi mai saperlo. Quindi gli insegnanti diventano grandi attori e attrici: veniamo a lavorare quando non ce la sentiamo, e ascoltiamo regolamenti che non hanno nessun senso, e insegnamo comunque.

Insegnamo comunque, perché questa è la nostra professione.

Insegnare e imparare dovrebbero essere un piacere. Quanto sarebbe potente il nostro mondo se i nostri ragazzi non avessero paura di rischiare, non avessero paura di pensare, se avessero un paladino? Ogni ragazzo merita di avere un paladino, un adulto che non lo abbandonerà mai, che comprende la forza del legame e insiste che diventi la miglior persona possibile.

È duro questo lavoro? Ci potete scommettere. Oh, Dio, ci potete scommettere. Ma non è impossibile. Possiamo farcela. Siamo docenti. Siamo nati per fare la differenza.

Grazie mille.

(Applausi)

Scuola: le linee programmatiche del nuovo Ministro

Vi allego il file con le Linee Programmatiche del Ministro CARROZZA 060613.

E’ l’AUDIZIONE dell’ ON. SIG. MINISTRO CARROZZA davanti alle Commissioni riunite del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati sulle linee programmatiche

Sono da leggere, per capire come agirà il nuovo Ministro su istruzione, scuola, Università, ricerca ecc.

Molti i punti toccati dal Ministro Carrozza, ecco quello che riguarda il mondo della scuola e dell’istruzione:

- Formazione, Sviluppo Economico, Capitale Umano

…Le politiche per l’istruzione, l’università e la ricerca sono di rilevanza strategica per il Governo. In particolare, come è noto, il livello di formazione (e quindi di istruzione) ha un legame diretto con il tasso di sviluppo economico di una certa popolazione e di un certo Paese in un dato momento storico…

Tutti a scuola - Quirinale: Cerimonia inaugurazione anno scolastico 2010/2011 - Delegazione Scuole Basilicata

- Credibilità, Trasparenza e Coesione

I sistemi dell’istruzione, dell’università e della ricerca non possono vivere nell’incertezza perenne tra tagli e rimodulazioni in corso d’anno. Quello che serve è un orizzonte temporale pluriennale in cui il budget su cui sviluppare il sistema sia coerente con le politiche, le strategie e le priorità che il Paese si impegna a
perseguire, tenendo conto, peraltro, della necessità di rispettare gli obiettivi assunti a livello internazionale.

- Semplificazione burocratica

Trasparenza delle politiche e della gestione vuol dire anche un sistema normativo più semplice, meno frammentario e tortuoso, in cui le regole da applicare siano facilmente conoscibili e il più possibile semplici da applicare. La situazione attuale, purtroppo è questa: un groviglio di fonti normative in tutti i settori che afferiscono al Ministero tale da generare confusione, ampi margini di discrezionalità, minori garanzie per gli interessati, eccessivo contenzioso (solo nel settore scuola sono migliaia i ricorsi. Non c’è atto dell’amministrazione che non sia sommerso da
ricorsi).

- Obiettivo principale dell’Istruzione

…garantire ai nostri ragazzi luoghi di apprendimento sicuri e un percorso scolastico che possa incidere positivamente nella realizzazione del loro progetto di vita e sul loro futuro, permettendo a tutti i meritevoli, ancorché privi di mezzi, di raggiungere i più alti gradi dello studio secondo il dettato della nostra Costituzione.

- Due gli assi fondamentali che il sistema scolastico italiano deve sviluppare: l’inclusività del sistema formativo e la qualità degli apprendimenti

- Riconoscimento del lavoro dei docenti

Se vogliamo garantire la qualità degli apprendimenti, dobbiamo anche dare un segnale di valorizzazione e di riconoscimento al prezioso lavoro del docente. Ormai da molti anni e in molti modi – a volte anche drammatici – alla scuola e ai nostri docenti viene chiesto di assolvere a funzioni educative generali: l’accompagnamento alla “fatica di crescere” delle nuove generazioni, la funzione di guida verso modelli di comportamento costruttivi, l’orientamento fondato sull’autovalutazione di forze, inclinazioni e debolezze, il presidio dei limiti e la gestione e la riparazione, insieme ai ragazzi, di comportamenti distruttivi e auto-distruttivi purtroppo diffusi, il sostegno alle molte fragilità, la costruzione di opportunità per ciascuno.

- Tecnologie digitali

La scuola oggi deve anche confrontarsi con la
pervasività delle tecnologie digitali e con il loro utilizzo corretto, e deve attrezzarsi per rispondere alle esigenze formative di generazioni di nativi digitali e di bambini che a causa delle loro condizioni di partenza possono essere marginalizzati alimentando il digital divide.

- Azioni da perseguire

a) interventi di sistema (dove le priorità sono sicuramente costituite dall’edilizia scolastica e dallo sviluppo e sostegno all’autonomia delle scuole);
b) interventi per il personale della scuola (con la valorizzazione delle professioni e con segnali di attenzione immediati per il precariato);
c) interventi per gli studenti, garantendo apprendimenti di qualità per tutti e ognuno.

- Organico

…la costituzione dell’organico dell’autonomia e dell’organico di rete, così come già previsto dalla legge (art. 50 del D.L. n. 5/2012), che ha come conseguenze immediate una maggiore stabilità dell’organico effettivo delle istituzioni scolastiche e un consistente assorbimento di una quota sensibile di precariato.
Chiaramente il vero e proprio organico funzionale (strumento di flessibilità del quale il sistema scolastico non può più fare a meno per garantire un servizio efficiente) deve essere l’obiettivo cui tendere nel medio periodo.

- Sostegno finanziario all’autonomia scolastica

tramite il fondo per il funzionamento ordinario delle scuole e il ripristino del fondo per le attività aggiuntive del personale scolastico.

- Valorizzazione della professione docente e del personale scolastico tutto.

- Sistema di valutazione

che non deve essere visto come una volontà di “dare la pagella” ai professori o ai dirigenti scolastici, ma come necessità
da parte della scuola stessa di verificare gli esiti rispetto ad obiettivi definiti congiuntamente, al fine di creare un circolo virtuoso che consenta di intervenire sul Piano dell’offerta formativa (POF) per migliorare gli elementi di criticità che si siano
manifestati. Ma deve essere anche lo strumento per Regioni ed Enti locali per capire come investire a supporto e a rafforzamento dell’offerta formativa delle scuole, come già accaduto in alcune buone pratiche in Italia.
Nel sistema valutativo non c’è alcuna volontà sanzionatoria o di
penalizzazione: si tratta piuttosto di trovare soluzioni condivise, in grado di sviluppare processi di auto-miglioramento della qualità dell’apprendimento, della didattica, dei comportamenti professionali degli insegnanti.

- Riconoscimento economico e professionale

Successivamente, in fase di predisposizione dell’atto di indirizzo per la prossima stipula del contratto nazionale di lavoro si potrà prevedere, tra l’altro:
a – un incremento della retribuzione base del personale scolastico, nell’ambito delle compatibilità finanziarie che il Governo indicherà, che valorizzi la capacità innovativa dei singoli e di lavorare in team;
b – un chiaro riconoscimento economico delle posizioni organizzative
particolari della scuola, tanto nei riguardi del personale docente ed
educativo che di quello amministrativo, tecnico e ausiliario;
c – un altrettanto chiaro e palese riconoscimento tanto delle posizioni organizzative che di tutte le figure di supporto alla attività didattica (che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento ed alla radicalizzazione dell’istruzione sul territorio) in sede di progressione di carriera.

- Una riflessione per il nuovo reclutamento dei dirigenti scolastici e dei docenti

- Formazione docenti all’uso delle tecnologie

…occorre avviare in collaborazione con la DG Connect (Directorate
General for Communications Networks, Content and Technology) della
Commissione europea e secondo le indicazioni del Consiglio europeo dell’istruzione un piano straordinario per la formazione dei docenti all’uso delle tecnologie. Occorre favorire, pur nel rispetto delle regole di concorrenza ed evidenza pubblica, la specializzazione di imprese italiane ed europee affinché la digitalizzazione delle
scuole sia una occasione di sviluppo e crescita.

- Precariato e piano assunzioni

- Interventi per gli studenti

…l’obiettivo è quello di apprendimenti di qualita’ per tutti e ciascuno, da realizzarsi anche mediante una politica di lungo respiro per contrastare la dispersione scolastica e a favore di politiche per l’inclusione di tutti i bambini e ragazzi.

- Dispersione scolastica

- Bisogni educativi speciali, disabilità, inclusione, sostegno

- Ampliamento del tempo scuola

- Apprendimento permanente per la crescita e del potenziamento dei sistemi integrati di istruzione, formazione e lavoro

- Potenziare l’istruzione tecnico-professionale, raccordare i sistemi di istruzione, formazione e lavoro

Insomma, c’è un bel da fare nel mondo della scuola. Fa piacere leggere delle linee programmatiche che entrano molto nello specifico nelle quali non si ragiona più nell’ottica solo dei tagli.

Vedremo, però, cosa succederà veramente da adesso in poi.

BES cosa fare?

Bes? Di cosa parliamo?
Dei Bisogni Educativi Speciali, della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 sui Bisogni Educativi Speciali (BES) e la successiva Circolare 8/2013, del nuovo modello inclusivo proposto dal MIUR (da Profumo, prima di cedere il posto alla nuova Ministra).

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Vi rimando a post dettagliati di Maria Grazia Fiore in merito, per approfondire.

Da una parte un discorso molto ampio sull’inclusione scolastica che va oltre il sostegno (L. 104/92) e la dislessia e i DSA (L. 170/2010), che tenta di includere nei BES altre categorie di studenti svantaggiati per vari motivi, dall’altra una nuova tipologia di studente, lo studente BES.

Che non rimanga solo una sigla, che non si approfitti per mettere sotto la sigla BES anche chi BES non è.

Mi sono presa la briga di sintetizzare quello che le scuole devono fare nel mese di giugno. Gli adempimenti previsti per i BES. Quali i passaggi?

Come si arriva al Piano Annuale per l’Inclusività?
Chi lo elabora, chi lo approva? Cosa fanno i Consigli di Classe, cosa fa il Collegio Docenti?

Eccovi la sintesi di ciò che la normativa prevede.

Potete scaricare il file se lo trovate utile per i vostri istituti, alle prese come tutti, con i BES, i Bisogni Educativi Speciali.

N. B. Al momento ho trovato in rete solo un modello di Piano Annuale dell’Inclusione elaborato e messo a disposizione da USR Marche, può essere utile anche questo.

Work in progress, ulteriori approfondimenti a seguire.

27 verbi per insegnare meglio

Secondo l’infografica che ho trovato su Educatorstechnology, ci sono almeno 27 modi per essere un insegnante migliore al passo coi tempi del secolo che stiamo vivendo.

a better educator

Non è la tecnologia a renderci insegnanti migliori. Per prima cosa dovremmo cominciare ad usarla in ottica educativa nelle classi e con i nostri studenti e non solo riempirci la bocca (o scrivere nei progetti) che la didattica migliora anche usando i pc e le LIM.

Non saper nulla di tablet, app, e-reader, e-book ecc. poi, ci fa balzare indietro al secolo precedente. Come insegnanti non possiamo certo permettercelo.

27 verbi da imparare a memoria. Utile infografica.

Iscrizioni online 2013 – guida rapida

Se il post di ieri sulle iscrizioni online vi sembra troppo lungo, apprezzerete queste slide in cui provo a guidarvi nella registrazione e nella successiva fase di invio della domanda di iscrizione alle scuole.

E’ una simulazione per l’iscrizione alla secondaria di II grado, la procedura è comunque sempre quella anche per l’iscrizione ai gradi inferiori.

Sperando d’essere stata utile.

N.B. C’è sempre tempo fino al 28 febbraio, ricordo.

Iscrizioni online 2013 – Considerazioni e Guida

Post lungo, mettetevi comodi.

Da oggi, lo sapete, è possibile effettuare le iscrizioni a scuola direttamente (e solamente) online.

IscrizioniOnLine 2013-14

Si accede dal sito del MIUR da qui http://www.iscrizioni.istruzione.it/ oppure direttamente da qui https://iscrizioni.pubblica.istruzione.it/iscrizionionlinefamiglia/.

Iscrizioni online

Il MIUR ha già messo un avviso, in merito. Siamo soltanto alla prima giornata, la curiosità è tanta (e anche l’ansia da prestazione, aggiungerei io), c’è tempo fino al 28 Febbraio, un mese per capire, leggere, seguire le istruzioni. Ecco l’avviso:

Si ricorda alle famiglie interessate all’iscrizione on line che la procedura rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2013 e che è possibile operare 24 ore su 24, tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica.
Si sottolinea che la data di presentazione della domanda di iscrizione on line non rappresenta requisito di priorità nell’accoglimento della stessa da parte della scuola.

Non è una gara, non vince chi arriva per primo, le scuole accoglieranno le domande pervenute al 28 febbraio, non si vince l’iscrizione ad un corso piuttosto che ad un altro.

Vediamo di essere d’aiuto alle famiglie che si apprestano ad effettuare, per la prima volta in Italia, l’iscrizione online.

La Legge 7 agosto 2012, n. 135 stabilisce che “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalità on line”.

La domanda d’iscrizione alle prime classi delle scuole statali primarie, secondarie di I e di II grado si deve compilare obbligatoriamente on line. Le domande destinate invece alle scuole paritarie, se queste non hanno aderito al processo delle iscrizioni on line, vanno inoltrate per mezzo dei tradizionali modelli cartacei.

Il MIUR ha realizzato queste pagina web proprio per accompagnare le famiglie nel percorso per l’iscrizione on line: dalla registrazione, alla ricerca della scuola desiderata, dalla compilazione del modulo di iscrizione al suo inoltro.

Qui la pagina delle FAQ (le domande più frequenti): http://www.iscrizioni.istruzione.it/faq.html

La prima domanda riguarda proprio ciò che è motivo di polemica in corso: e le famiglie senza computer? e chi non ha internet?

A questa domanda io avrei risposto (almeno per quanto riguarda il passaggio dalla media alla secondaria superiore): verifichiamo che smartphone ha in mano questo ragazzo/a tredicenne, verifichiamo se ha o meno un profilo Facebook. Immagino tutti abbiate la risposta, anche se non lavorate a stretto contatto con i ragazzi di questa età ogni mattina.
Vi fornirei delle statistiche precise, sto girando per l’Orientamento, incontro dai 40 ai 100 ragazzini/e al giorno, girando per i paesi Lucani della provincia di Potenza. Ho visto Lim ovunque (e, udite, udite, in funzione!), ho visto tanti smartphone, nessuno dei ragazzi si stupisce di essere contattato “anche” via Facebook…anzi, apprezzano. Tutti o quasi sanno cosa è una mail.

Eppure continuo a leggere in giro, riguardo le iscrizioni online, riguardo questa innovazione che taglierebbe gran parte della popolazione (quella digital divisa, quella del remoto paesino montano…) da questa procedura, che le famiglie avranno “seri” problemi.

A me, invece, sembra un servizio ottimo, dedicato a una fetta molto ampia di popolazione, democratico, che non crea divisioni, che obbliga le famiglie e la scuola a confrontarsi con la rete, i servizi online per il cittadino, che fa risparmiare carta, tempo ecc.
Si sa, le mie idee sulla innovazione e le tecnologie didattiche e non, sono ben precise. Sono ottimista.

Il MIUR, giustamente, rassicura gli utenti. Ecco cosa deve fare chi non ha internet, chi non ha il computer, chi non lo sa usare: semplicemente contattare la scuola di destinazione o di frequenza e informarla della situazione. La scuola può inserire la domanda per conto della famiglia, alle scuole si chiede la massima collaborazione per l’assistenza delle famiglie in queste operazioni.

Le scuole hanno un orario ben preciso, mentre il servizio Iscrizioni Online, a partire dal 21 gennaio 2013, sarà disponibile 24 ore su 24, compresi il sabato e la domenica.

Il MIUR ci tiene anche già a precisare i numeri e la soddisfazione della prima giornata di apertura del sistema.
Anche se in molti, stamattina, si sono lamentati per l’impossibilità di accesso (prevedibilissima ansia da prestazione e curiosità tutta italiana, dico io). Ecco i numeri:

Ben il 98,8% delle scuole ha personalizzato la propria scheda. Naturalmente le scuole che non lo hanno fatto utilizzeranno il modello standard. Quindi, gran parte degli istituti ha effettuato la procedura di personalizzazione del modulo. La percentuale è altissima e simile alla percentuale degli istituti che hanno, a giugno, effettuato correttamente la procedura del Plico Telematico agli Esami di Stato.

Solo a leggere il dato, io mi chiedo perché, invece, l’opinione pubblica ritiene che le scuole siano “arretrate” in campo tecnologico. Il dato mi dice un’altra cosa.

Il risparmio nella scuola con le iscrizioni on line: a fronte di circa 1.700.000 studenti coinvolti, il risparmio è di circa 5 milioni di fogli di carta e 84.000 ore di lavoro delle segreterie scolastiche che non devono più inserire a mano i dati dai moduli cartacei.

Al massimo supporteranno, affiancando le famiglie, il processo di iscrizione online. Carta non ne dovrebbe girare. Non ha senso, infatti, fornire, in fase di orientamento, fac-simili cartacei del modulo da compilare (che non contiene nulla di eccezionale, normali informazioni richieste alle famiglie all’atto dell’iscrizione).

L’operazione di diffusione di cultura digitale è proprio quella: la procedura, guidata, online.
Le iscrizioni on line fanno parte del processo di dematerializzazione e innovazione del sistema scolastico portato avanti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo il quale su alcune operazioni di digitale della scuola può aver sbagliato (causa mancanza di denaro, diciamolo, le visioni non bastano) mentre su altre operazioni tipo il Plico Telematico e questa, ci ha visto giusto.

Ovviamente si son verificati rallentamenti nel funzionamento del sito: inevitabili durante la mattinata, alle 13.00 ora di punta, 22.500 accessi contemporanei non sono pochi.

Dopo le mie considerazioni, ecco una guida alle operazioni di iscrizione online (mi leggono colleghi, mi leggono genitori, dopotutto). Mi piace essere utile.

Il MIUR mette a disposizione le Guide per l’Iscrizione ONLINE. Meraviglia: c’è una Quick Guide anche in Inglese. Non me l’aspettavo ma è un atto dovuto alle famiglie straniere i cui figli si iscrivono alla scuola Italiana, oramai dato di fatto la loro presenza. Certo, volendo essere puntigliosi, servirebbe la Quick Guide anche (almeno) in Francese, Spagnolo. L’Arabo e il Cinese è chiedere troppo.

Due le cose da fare: la REGISTRAZIONE e il successivo INVIO DELLA DOMANDA.
La fase di registrazione permette di ricevere il codice personale (NomeUtente) utile per accedere al portale Iscrizioni onLine.

Qui le famiglie trovano la Guida alla fase di Registrazione a Iscrizioni Online.

Cosa devono sapere le famiglie quando si registrano?

Si possono registrare all’iscrizione on line, padre o madre dello studente da iscrivere oppure tutore o affidatario dello studente. Serve una sola registrazione, lo stesso studente non può inoltrare più di una domanda. Per registrarsi SERVE un indirizzo di posta elettronica. Un indirizzo di posta elettronica
NON può essere riutilizzato per effettuare più di una registrazione.

Nella compilazione della registrazione e della domanda bisogna inserire tutti i dati richiesti. I dati evidenziati con ”*” (l’asterisco) sono obbligatori.
Bisogna poi dare il consenso al trattamento dei dati per proseguire con la registrazione. Deve essere
marcata anche la presa visione del documento di informativa del trattamento dei dati.
In caso di dati mancanti o errori sarà visualizzato in alto, in colore rosso, l’elenco
degli errori riscontrati in modo da procedere alla correzione.
Una volta terminato, cliccando SALVA, il sistema visualizza tutti i dati inseriti e chiede una nuova conferma:

Messaggio

Dopo la CONFERMA si riceve la e-mail con i dati dell’utenza che consentono l’accesso alle ISCRIZIONI ONLINE.

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Si può sempre recuperare la password o il nome utente, in caso di smarrimento. Direttamente dal sito.

Una volta registrati, ecco come procedere per l’iscrizione. Qui la Guida messa a disposizione dal MIUR per la presentazione della domanda da parte delle famiglie.

Per l’iscrizione online OCCORRE:
- una mail per la registrazione
- il codice personale (NomeUtente) che si riceve in mail alla registrazione
- il codice meccanografico della scuola a cui indirizzare la domanda, composto di 10 caratteri (si chiede alla scuola oppure si cerca su Scuole in Chiaro http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/

Quali informazioni dovranno inserire i genitori sul modulo di iscrizione online?

- codice meccanografico della scuola;
- il genitore (o tutore o affidatario) che compila il modulo;
- il secondo genitore, in caso di separazione/divorzio e affido congiunto;
- l’alunno interessato dall’iscrizione (dati anagrafici e di residenza codice fiscale);
- le lingue straniere studiate nella scuola di provenienza (per gli alunni frequentanti la scuola
secondaria di I grado che si iscrivono al II grado)
- il tempo scuola prescelto (per le iscrizioni verso scuole del primo ciclo);
- la scelta per l’insegnamento della religione cattolica/attività alternative

Per le iscrizioni verso le scuole secondarie di I e di II grado, l’indirizzo di studio prescelto fra quelli che la scuola ha reso disponibili.
In presenza di più indirizzi di studio nella scuola prescelta, si indica un indirizzo prescelto ed eventualmente anche fino ad altre due scelte d’indirizzo, indicandone l’ordine di priorità.

Per la corretta compilazione viene richiesto anche il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del d.lgs. n. 196/2003 e la presa visione dell’Informativa sulla legge di autocertificazione (Leggi 15/1968, 127/1997, 131/1998; DPR 445/2000). I campi obbligatori sono contrassegnati da un asterisco (*).

La prima volta che l’utente accede, il sistema lo guida nella compilazione di una nuova domanda
d’iscrizione, proponendo in sequenza le varie sezioni che la scuola ha previsto.

Se il codice scuola è valido, il sistema visualizza la denominazione e l’indirizzo.

In tutte le maschere, sono sempre disponibili alcuni link di servizio che rimandano:
- alle regole d’iscrizione. Sono le regole stabilite dalla scuola per determinare la graduatoria di accettazione delle richieste d’iscrizione;
- ai servizi comunali. L’utente può così accedere alle pagine internet del comune ed eventualmente attivare richieste di servizi comunali specifici, come quello della mensa e dei trasporti casa-scuola. (link è attivo solo se la scuola lo ha previsto);
- ai contatti della scuola. Si visualizzano i riferimenti che la scuola ha attivato per rispondere a richieste di chiarimenti sull’iscrizione o per il supporto alla compilazione delle domande on line. I contatti riportano i nominativi e i recapiti del personale della scuola che offre consulenza per l’iscrizione e l’eventuale orario di ricevimento per le famiglie.

Per l’iscrizione al primo ciclo, quindi sia alla scuola primaria (elementari) che secondaria di I grado (medie), si deve selezionare il Tempo scuola desiderato fra quelli che la scuola prevede.

Per l’iscrizione alla scuola di I grado, si deve obbligatoriamente scegliere anche l’indirizzo di studio.

Per la scuola di II grado, l’utente deve scegliere l’indirizzo di studio tra quelli offerti dalla scuola.
Gli indirizzi di studio possono avere un ulteriore dettaglio e differenziarsi in più “curricoli” (cioè i piani di studio specifici all’interno dell’indirizzo, che la scuola può attivare nell’ambito della propria autonomia scolastica).

I genitori devono poi prestare massima attenzione ai dati dell’alunno, soprattutto a quelli anagrafici e al codice fiscale. Dopo aver inserito i dati dell’alunno, il genitore deve rilasciare il consenso al trattamento dei dati.

Poi si procede con l’inserimento dei dati della famiglia, alcuni sono obbligatori:
- Grado di parentela (madre/padre/tutore/affidatario)
- Cittadinanza
- Indicazione se separazione/divorzio ed in questo caso l’eventuale affido congiunto o meno. Se
l’affidamento non è congiunto bisogna perfezionare la domanda di iscrizione presso la scuola entro
l’avvio del nuovo anno scolastico.
- I dati del secondo genitore se precedentemente indicato lo stato di separazione/divorzio.

Si inseriscono poi:
- Scelta per l’Insegnamento della Religione Cattolica
- Dati del Nucleo Familiare specificando i dati anagrafici di ogni singolo membro.

I genitori devono specificare se l’alunno è stato sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie.

Vanno poi fornite tutte le informazioni richieste dalla scuola che ha personalizzato il
modulo d’iscrizione secondo le proprie necessità.

È possibile scegliere anche altre scuole (massimo due) oltre la prima scelta, attraverso “Scegli Seconda scuola” e “Scegli Terza scuola”. La scelta delle due scuole, in alternativa alla prima scelta, è facoltativa.

C’è sempre la possibilità di visualizzare e stampare la domanda, in formato pdf.
Nella compilazione, controllare che tutti i campi obbligatori (segnalati con l’asterisco) siano impostati correttamente.

Al termine della compilazione delle varie schermate, bisogna deve inoltrare la domanda. L’invio telematico dell’iscrizione arriva così online (sul SIDI) alla scuola di competenza e in tempo reale diventa visibile anche alla scuola attualmente frequentata dall’alunno . Questo per le ovvie e dovute attività di vigilanza sull’assolvimento dell’obbligo scolastico.

La famiglia ha sempre la possibilità di visualizzare e stampare la ricevuta di presentazione della domanda. La ricevuta viene spedita dal sistema anche sulla casella di posta elettronica con la quale si è effettuata la registrazione.

Se, invece, è la scuola ad aver operato per conto della famiglia, la ricevuta non viene spedita ma è
quindi obbligo della scuola, al completamento delle operazioni di inserimento, visualizzare e stampare la ricevuta da consegnare alla famiglia.

Sulla ricevuta sono riportati questi dati:
- l’ordine e grado d’istruzione
- il nominativo dell’alunno/a
- il codice e la denominazione della scuola a cui è stata inoltrata la domanda (non vengono
evidenziati i dati della seconda e terza scuola scelta, ma si possono controllare aprendo la
domanda)
- la data in cui la domanda è stata presentata
- il numero progressivo della domanda.

Insomma, buona iscrizione online!
Se serve, nei commenti, chiedete pure informazioni o delucidazioni. Per quello che mi compete, vi aiuto volentieri ad affrontare questa “innovazione”!

La privacy a scuola: dai tablet alla pagella elettronica, le regole da ricordare

Con l’apertura delle scuole, il Garante per la protezione dei dati personali, ritiene utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.

Diffondo anche io a colleghi, studenti e genitori che mi leggono, le regole del Garante Privacy riguardo la privacy a scuola: dai tablet alla pagella elettronica, ecco cosa dobbiamo ricordare tutti.

Mentre i provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web mancano ancora all’appello, per tutto il resto (con particolare attenzione alle tecnologie e ai media) vale il buon senso e quanto ci ricorda il garante Privacy.

Si trovano sul sito del Garante Privacy in un opuscolo graficamente curato da stampare e diffondere (o da passare via social o mail).

Riassumendole anche qua per comodità:

- Obbligo del consenso per video e foto sui social network.
- Scrutini e voti pubblici.
- Sì alle foto di recite e gite scolastiche.
- No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta.
- Su cellulari e tablet in classe l’ultima parola spetta alle scuole.

La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare

Temi in classe
Non lede la privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell’insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l’equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.

Cellulari e tablet
L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E’ bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.

Stesse cautele vanno previste per l’uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.

Recite e gite scolastiche
Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.

Retta e servizio mensa
É illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull’accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.

Telecamere
Si possono in generale installare telecamere all’interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l’esterno della scuola, l’angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.

Inserimento professionale
Al fine di agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.

Questionari per attività di ricerca
L’attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all’iniziativa.

Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.

Voti, scrutini, esami di Stato
I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell’istruzione. E’ necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l’istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

Trattamento dei dati personali
Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella loro attività quotidiana dati delicati – come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute – anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E’ bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità al regolamento sui dati sensibili adottato dal Ministero dell’istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall’istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.

Scuola digitale secondo me

In questi giorni si parla molto di riforma della scuola, modernità, merito, tecnologia, inglese ecc. TechVideoTV di Datamanager ha voluto discutere con me, insegnante e blogger, del rapporto tra la scuola italiana e il mondo digitale.

Ho provato a rispondere alle domande che Antonio Savarese mi ha fatto (in una rumorosissima Stazione di Napoli, per la cronaca, davanti a un caffè).

Qual è lo stato dell’arte della diffusione dell’e-learning e quali sono i fattori critici di successo per una corretta implementazione che agevoli la fruizione degli studenti?

Chi sono i nativi digitali e quale deve essere il modo di interagire con loro?

“La scuola italiana è dotata di dispositivi multimediali come ad esempio le LIM che al Sud sono presenti in gran numero ma ciò spesso non basta perché o manca la connessione nelle scuole riducendo quindi di fatto questi strumenti a semplici proiettori o manca la volontà degli insegnanti di creare contenuti nuovi con forme nuove che stimolino i ragazzi ad apprendere e soprattutto a creare essi stessi; Youtube ad esempio non dovrebbe solo servire per vedere filmati ma anche per creare cortometraggi. L’approccio solo testuale non funziona più, viene percepito noioso essendo i ragazzi immersi in un mondo che funziona diversamente ed in cui la regola è l’interattività e la partecipazione.”

Questo e molto altro. Ecco il video.

Patacche e distintivi

Apprendo con orrore e raccapriccio di una proposta di progetto per le scuole che prevede la distribuzione di medaglie e patacche agli studenti di elementari e medie (ops primaria e secondaria di primo grado, chiamiamole come si deve). Medaglie al valore da attaccare sui grembiuli per premiare e incentivare e motivare allo studio. Che poi li usano ancora i grembiuli?

Mimerito si chiama.

Si merita che io dica il mio pensiero in merito. Vi basta un bah?

Obiettivi:

Gratificare i ragazzi che si impegnano a scuola attraverso un distintivo che possa essere indossato sul grembiule (scuola elementare), o appuntato sul diario (scuola media).

Magari su una divisa Balilla no? Starebbero benissimo. Ma per favore.

Sai dove te le lanciano le medagliette gli alunni?

Sicuramente per raggiungere l’obiettivo “pedagogico” di premiare i migliori, i più studiosi, fa più effetto offrire loro caffè e cornetto per ogni interrogazione o compito andato bene. Apprezzerebbero nell’immediato, almeno.

Oppure un sistema alla Grande Fratello “Sei stato nominato/rimani nella casa” o a questo punto una gara con giuria alla Amici/XFactor. Otterrebbe più partecipazione attiva dagli studenti.
Le medagliette? Ma per favore!

Complimenti all’associazione e all’azienda che produce medagliette (forse non sa più a chi venderle) per l’idea. Nel 2012 ne avevamo sicuramente bisogno.

Magari immaginare incentivo migliore. Che ne so? Giochi per la PlayStation, per il Nintendo, iPod (badate bene che siano touch però, non quelli più obsoleti), App per gli smarthphone e i tablet, anzi proprio direttamente smartphone e tablet…

Almeno questi non li tirerebbero dietro agli insegnanti che li premiano.

Ovviamente il tutto a spese dell’insegnante o della scuola che ordina i kit premio coi set di medagliette. Considerando anche eventuali agevolazioni economiche per grossi ordinativi.

Certo, come no? Non fatemi dire altro, per favore.

Anzi no, un’ultima cosa…

A me…

Amicizia prof alunni su Facebook (di nuovo?)

Sull’argomento scottante “Amicizia professori e alunni, Si o No” avevo già scritto nel caso di un’altra circolare di un Preside.

Leggo sul blog di un’altra prof, laprofonline, e sul Messagero Veneto che

Il preside dell’Isis Malignani, Aldo Durì, vieta le amicizie sui social network tra studenti e insegnanti e minaccia provvedimenti disciplinari.

Ci risiamo.

«Trovo insopportabile e disdicevole vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola».

Traduco io così:
“Trovo insopportabile e disdicevole vedere mescolate, TRA GLI SCAFFALI DI UN SUPERMERCATO dove alcuni insegnanti VANNO A FARE LA SPESA, le amicizie più diverse. Tra i contatti INCONTRABILI AL SUPERMERCATO convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola.”

Esatto, avete capito bene. Luogo pubblico per luogo pubblico è esattamente la stessa questione.

Nel momento in cui un professore, a causa di una condotta non conforme alle richieste della scuola, metta a rischio il prestigio dell’istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni dal punto di vista educativo con i ragazzi, ne risponderà personalmente.

Vi rendete conto? Proprio l’altro ieri sono andata al parco a camminare. In tuta. Abbigliamento disdicevole e privato per una prof. Non ho incontrato un alunno e un genitore? Non mi sono messa a parlarci cordialmente, seppur in tenuta ginnica? Ho creato un rapporto ambiguo, confuso e inopportuno?
Di cosa dovrei rispondere?

Esatto, avete capito bene. Luogo pubblico per luogo pubblico è esattamente la stessa questione.

Il Dirigente Scolastico Aldo Durì non ha tutti i torti, sia chiaro.
Posso concordare con quello che dice alla fine dell’articolo su Messaggero Veneto, siamo sempre degli educatori. Su facebook, come al supermercato, come a camminare in tuta al parco, ovunque.

«Si sono verificati episodi a dir poco spiacevoli. Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. Da un punto di vista deontologico è inaccettabile. Questo mi ha spinto ad intervenire con urgenza. Invito i docenti ad un utilizzo estremamente cauto dell’accesso ai social network diffusi nel web, che sia soprattutto rispettoso delle norme deontologiche professionali e del ruolo di educatore che ogni insegnante riveste. Sconsiglio nel modo più fermo l’apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni, tanto più se minori. Rapporti di amicizia con studenti sono ammissibili solo nell’ambito di gruppi espressamente dedicati all’effettuazione di progetti o ricerche o attività scolastiche. E’ bene che tutti si adeguino a queste disposizioni prudenziali di comportamento nell’interesse della tutela di una corretta relazione docente – discente che non può essere paritaria».

Un paio di mie considerazioni.

Il concetto di amicizia su Facebook non è amicizia ma far parte di una rubrica di contatti. Proprio come quella del telefonino.

La vita online è parte integrante della vita delle persone, che siano prof o alunni.

E’ necessaria la consapevolezza del mezzo che si sta utilizzando.

Bisogna conoscere come funziona esattamente lo strumento.
Occorre dedicare mezz’ora della propria vita sui social per capire come impostare la propria privacy e come far vedere esattamente ciò che vogliamo a chi vogliamo.

Facebook o altri social network sono strumenti di comunicazione potentissimi e, si, certo, se si ha voglia di parlar male di qualcuno o della scuola, offrono spazio.

Non è disdicevole avere tra i propri contatti gli alunni, per un prof.
Il problema descritto dal Preside Durì non sarà un problema solo su Facebook. Quei docenti potrebbero avere un comportamento disdicevole anche nel quotidiano.
Il problema è nell’adulto, allora, che dovrebbe essere molto più consapevole dell’alunno, nell’uso.

E invece. I ragazzi sanno come impedire la vista delle loro cose a chi vogliono. Se non lo fanno, se mettono tutto in piazza sui social, è perchè hanno capito di avere un bel palcoscenico e una bella cassa di risonanza a disposizione.

Occorre osservare bene comportamenti e relazioni, su Facebook come altrove.
Il professore non è un amico, né un confidente ma un educatore. Sempre e comunque.

Come scrivevo allora, il piano su cui spostare la riflessione è sempre la Formazione dei formatori.

Non è questione di vietare o non vietare relazioni di amicizia su Facebook tra docenti e alunni. E’ questione di capire come dovrebbero rapportarsi i docenti in una relazione in primis sociale, poi didattica, che include, a qualunque livello, anche i social network e quindi l’interazione online attraverso mail, chat, social network ecc.

Un docente deve operare sempre secondo ben precisi standard comportamentali e presentarsi quindi sempre all’esterno come professionista dell’educazione e quindi modello per i ragazzi.

Aggiungo: ed essere sempre se stesso. In classe, come online.

La “confidenza” e l’accesso alle nostra vita privata siamo noi a regolarlo, alemno su Facebook. Perchè al supermercato sarà difficile determinare chi incontrare o meno, soprattutto se andiamo anche a far la spesa in tuta o con la pinza nei capelli. No?

Vi rimando sempre al post precedente dove ho ben spiegato cosa penso dell’amicizia Prof Alunni su Facebook.

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