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Bizfactory a Lecce: scuola, impresa, nuove tecnologie

Ieri, 17 giugno, ho partecipato a BizFactory a Lecce al forum “iGeneration: Scuola, imprenditorialità e nuove tecnologie per il business” presso le Officine Cantelmo. BizFactory è una manifestazione nazionale che ha radunato per 3 giorni tutti gli studenti e i docenti (150 circa da tutta Italia) partecipanti al contest JA, Impresa in azione. Laboratori di idee imprenditoriali a scuola, in sintesi.

Affiancati da insegnanti ed esperti del settore, migliaia di studenti italiani dai 17 ai 19 anni durante l’anno scolastico hanno lavorato al programma “Impresa in azione” mettendo su idee d’impresa originali, utili e innovative, con la possibilità di ottenerne anche il brevetto. La manifestazione è ideata da “Junior Archievement Italia”, associazione no profit che promuove l’educazione economica nelle scuole con il supporto di imprese sensibili al tema della formazione delle giovani generazioni e convinte che investire nella scuola sia un valore ad alto impatto sociale.

Queste le slide della presentazione che avevo preparato, pur non avendo avuto il tempo di presentarla tutta causa ritardo sulla tabella di marcia della giornata e saluti del Sindaco di Lecce, arrivato proprio sulla slide:
“Quanti di voi NON usano almeno un social tra Facebook, Youtube & co.??”

Questo il messaggio che ho sinteticamente provato a lasciare agli studenti ed ai colleghi prof:

Se avete un’idea imprenditoriale, credeteci fino in fondo, utilizzate le tecnologie da abitanti della rete, lavorateci seriamente. A noi docenti l’obbligo di guidare e formare all’uso consapevole dei nuovi strumenti, con i quali è possibile cambiare il mondo. Non è più possibile non tenerne conto.

Insieme a me a conversare con studenti e prof, Roberto Macina – Qurami, Azzurra Giorgio – Intervieweb, Barbara Labate – Risparmiosuper via Skype, moderati da Mark Perna – ContechTV e da Alessandro Arcodia.

I progetti di impresa sono stati valutati da una giuria composta da:
Anna Maria Annichiarico, Direttore di Tecnopolis, Roberto Barontini, Direttore Master Mains presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Max Bruschi, Consigliere del Ministro Gelmini, Alberta Brusi, Chief of Staff di Citi, Carlo Alberto Carnevale Maffé, Docente senior dell’università Bocconi, Marco De Candia, Business Development Manager di Exprivia, Roberto Dentale, formatore ed esperto in creazione d’impresa, Laura Fagiani, CSR Manager di Nokia, Irfan Khan, Sales Engineer di ABB Italia, Teresa Masciopinto, Responsabile Soci Area Sud di Banca Etica.

Ringrazio gli organizzatori per l’invito. Bella esperienza BizFactory che consiglio di tenere d’occhio, soprattutto ai colleghi prof. In modo da organizzarsi per partecipare, eventualmente, alla prossima edizione, con le idee di impresa dei nostri alunni.

La manifestazione si è conclusa con la premiazione della migliore impresa Ja 2011 che rappresenterà l’Italia alla European company of the year competition di Oslo ad agosto. In bocca al lupo, ragazzi!

ATTENZIONE: Disattivazione delle caselle di posta @istruzione.it non utilizzate

Attenzione. Post di servizio e di pubblica utilità rivolto a tutti i possessori di una casella mail @istruzione.it (Docenti, Scuole, Dirigenti Scolastici, Personale amministrativo ecc.)

Disattivazione delle caselle di posta @istruzione.it non utilizzate.

Mi è appena arrivata una mail sulla casella @istruzione.it con questo titolo.


Inviata da “assistenzauffici @ istruzione.it” a “comunicazioni.docenti @ istruzione.it”, quindi a tutti gli indirizzi mail gestiti su @istruzione.it

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca fornisce una casella di posta nel dominio istruzione.it al personale docente in servizio, e incoraggia l’uso della posta elettronica per scambiare informazioni, migliorare le comunicazioni, e per rendere più efficaci ed efficienti i processi di lavoro a supporto della missione istituzionale dell’Amministrazione.

Il servizio è gratuito per i docenti ma ha un costo per l’Amministrazione: pertanto, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse finanziarie utilizzate per la gestione del servizio di posta elettronica, si comunica che il 28 febbraio 2011 si procederà alla disattivazione delle caselle di posta elettronica istituzionale dei docenti che risulteranno, nella stessa data, non utilizzate dal 1 aprile 2010.

Distinti saluti

Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

D.G. Studi Statistica e Sistemi Informativi

In pratica le caselle mail non utilizzate dal 1 aprile 2010 verranno chiuse perchè hanno un costo per l’amministrazione.

Perchè rinunciare alla casella @istruzione.it dal momento che, per quanto mi riguarda, alcune comunicazioni arrivano anche là?

Perchè ora dovremmo rinunciare alla casella mail che il Ministero ad un certo punto ha imposto a tutto il personale della scuola? Casella mail con cui siamo iscritti ai vari percorsi di formazione online, al cedolino elettronico ecc. Casella mail aggiuntiva, certo.

Casella mail che porta il nostro nome e cognome, casella mail nostra e personale, quindi.

Sono subito entrata nella mia casella @istruzione.it, mi sono inviata un paio di mail in uscita e in entrata. Così non la perdo. Non sarà tra quelle eliminate.

Consiglio di fare così, entro il 28 febbraio, in modo da far capire al sistema informatico che la casella mail è ancora utilizzata.

Se hai smarrito la password, puoi fare il recupero pasword utilizzando questo form:

http://www.trampi.istruzione.it/peassistenza/pelrichiestasupporto?tu=3

La mia casella è OVVIAMENTE reindirizzata su gmail. Eccomi, presente: io non la uso la casella @istruzione.it almeno non direttamente. La uso da Gmail attraverso cui non solo ricevo regolarmente la posta “ministeriale”, ma rispondo anche, come se rispondessi da @istruzione.it

E’ una casella mail che ritengo oramai mia personale, una mail che comunico alle persone in ambito scolastico perché più semplice da ricordare avendola in comune con tutto il personale della scuola e senza dover incorrere in astrusi spelling di gmail.

Quindi il Ministero prima “incoraggia l’uso della posta elettronica per scambiare informazioni, migliorare le comunicazioni, e per rendere più efficaci ed efficienti i processi di lavoro a supporto della missione istituzionale dell’Amministrazione”, ci regala la casella mail, poi ad un certo punto se la riprende?

Non mi sembra il massimo.

UPDATE: arriva una seconda mail ad integrazione della precedente.

Ad integrazione della precedente comunicazione, si precisa che NON verranno disattivate le caselle di posta su cui è impostato l’inoltro automatico verso un’altra casella e quelle associate ad utenti registrati sul’applicazione Istanze On Line.

Distinti saluti
Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
D.G. Studi Statistica e Sistemi Informativi

 

Le LIM non mordono: introduzione all’uso delle Lavagne Interattive Multimediali

Oggi ho provato a spiegare ai miei colleghi che le LIM (di cui avevo già scritto) non solo non mordono ma che, ad un livello minimo, con poca “competenza tecnologica”, possono essere piano piano introdotte nella didattica quotidiana.
Senza fare grandi cose o dover per forza stupire gli alunni con effetti speciali.

Semplicemente considerando lo strumento come opportunità per presentare al meglio il proprio materiale didattico, ottimizzare il tempo della lezione, attirare l’attenzione, coinvolgere un po’ di più.

Passo dopo passo diventare diventare più esperti e utilizzare man mano le diverse funzioni.
Il solo utilizzo come proiettore è un grande traguardo che si può raggiungere. Abbiamo le lavagne installate in classe, si tratta solo di collegare i cavi, accendere il portatile, far partire il programma. Non è un lavoro per tecnici.

Ovviamente il grosso del lavoro con le LIM è la preparazione del materiale didattico da utilizzare e non la capacità di usare il software. Il software si impara provando e riprovando ogni pulsantino per capire cosa fa.
Come ogni programma per il computer.
Considerando poi che questi software delle LIM sono stati pensati proprio per trasportare la modalità lavagna sullo schermo, per interagire col materiale, per manipolarlo, per scriverci sopra ecc.

Anche la penna per “manovrare” lo schermo al posto di mouse e tastiera si impara. E’ una manualità da acquisire, forse anche più facile per chi non utilizza il computer speditamente, perchè un gesso o un pennarello in mano lo abbiamo tenuto tutti,anche più della tastiera del computer.

E’ più facile a provarla che a spiegarla la LIM.

Condivido qui le slides. Possono essere utili anche ad altri docenti che approcciano le Lavagne Interattive o che vorrebbero avvicinarsi (e magari cominciare ad utilizzarle).

L’educazione è cosa di cuore (cit.)

Tutti a scuola. 21 settembre 2010 - Quirinale. Cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico 2010/11

Una prima e personale considerazione a margine della due giorni con la delegazione delle scuole lucane al Quirinale. Una piccola riflessione educativa prima di raccontare l’esperienza.

Palese è la differenza, agli occhi dei ragazzi che ci sono affidati, tra chi è abituato a stare davvero in mezzo a loro e chi no. E non raccontatemi, colleghi, che ci state ogni mattina in mezzo a loro, per lavoro.

Non è esattamente questo quello che volevo dire. Poi non lamentiamoci del mancato rispetto del nostro ruolo. Quanto rispettiamo loro? Quanto piacere abbiamo a stare con loro? Quanto lo percepiscono che stiamo lavorando per loro?

Quanto senso pratico ci vuole? Tanto.

L’educazione è cosa di cuore. [Don Bosco]

P***ana P***ana, P***ana la maestra… (cit.)

Questa è  la fase in cui mi sento un ibrido. Ho preso servizio nella nuova scuola partecipando al primo collegio dei docenti, ma ho ancora un piede nella vecchia per via degli esami di settembre. Nell’arco dello stesso giorno ho stretto la mano al preside con cui sto per cominciare a lavorare e ho salutato con malinconia quello con cui ho lavorato fino a giugno. Ho messo a fuoco i visi dei nuovi colleghi ma continuo a vedere quelli che ho frequentato tutte le mattine per un anno. Ho in mano la lista delle classi che da mercoledì inizierò a conoscere, ma il cuore mi batte ancora forte per i ragazzi a cui non insegnerò mai più. Per chi non ci lavora, i problemi della scuola sono sempre di natura logistica, organizzativa, economica, politica, sociale. Per chi ci è dentro fino al collo e nonostante i tempi avversi seguita a credere in quello che fa, il problema è principalmente emozionale. Io sto male. Sto male per tutto quello che volevo e non ho fatto in tempo a dire ai miei alunni, sto male per i progetti che avevamo accarezzato insieme, perché dopo la prosa dovevo insegnargli la poesia, dopo l’impero romano avrei voluto raccontargli il medioevo. Ma se è vero quello che don Milani scrisse nella sua intramontabile Lettera a una professoressa (“Le maestre son come i preti e le puttane. Si innamorano alla svelta delle creature. Se poi le perdono non hanno tempo di piangere”), tempo un mese e sarò guarita.

Antonella Landi – Pagine fiorentine del Corriere della Sera