Argomento: cosiddetti “nativi digitali”, copiare da internet, media literacy, scuola, consapevolezza, autorevolezza dei contenuti, saper cercare, saper trovare, l’importanza delle fonti nel tutto scorrere del web, insegnamento…
Generazione plagio, i nostri ragazzi?
Non ne avrei scritto tante volte, se così non fosse: http://tiny.cc/copiare (clicca e guarda quanti post ho dedicato al “copiare” con le tecnologie).
E’ un problema educativo serio, come potete leggere. Problema che non si risolve vietando o punendo.
Loro, i ragazzi, usano le tecnologie e basta. Usano quello che hanno disponibile, fanno i furbi perchè non hanno interlocutori che parlano la stessa lingua, che usano gli stessi device, che sanno cosa ci si può fare e cosa non ci si può fare…
Ribaltiamo un attimo la prospettiva: e se noi docenti arrivassimo in classe dando REGOLETTE d’uso delle tecnologie e di internet nella didattica quotidiana, nel metodo di studio ecc? Regolette molto chiare per gli studenti, del tipo prendi pure le informazioni da internet per l’argomento da studiare ma…
a) verifica le fonti e obbligatoriamente inseriscile, mi devi dire dove l’hai preso e chi ne ha parlato prima di te,
b) non copiarla tale e quale spacciandola per tua, a me, prof, basta metter la prima frase su google per dirti la fonte esatta,
c) obbligatoriamente riscrivi a parole tue (possibilmente sul quaderno e senza l’uso di correttore ortografico, non stampare, risparmiamo alberi, non abbattiamo foreste per stampare pezzi di Wikipedia)
d) obbligatoriamente ripeti oralmente cosa hai capito, a parole tue. Commenta, esprimi il tuo parere, fammi capire che hai capito.
Regolette banali. Potrei suggerirne altre, magari ne scriverò in maniera più approfondita. Questo post è solo un prendere appunti e spunti per riflettere.
Regolette che non mi vengono in mente in quanto esperta di tecnologie e didattica. Regolette nemmeno tanto difficili da adottare come strategia didattica. E’ solo un mix di buon senso e didattica tradizionale, se ci pensiamo: ti insegno ad usare la tua testa. Esattamente, e solo, il compito educativo di ogni docente che si rispetti.
Sai come rimangono stravolti gli studenti quando parli la loro lingua e parli delle cose che fanno loro?
Sai come dovrebbero poi impegnarsi a trovare nuovi modi di farla franca o di farla facile…
Sai come comincerebbero ad usare la loro testa un po’ più attivamente?
Occorre formare i docenti, i genitori e i ragazzi con azioni sinergiche e non dispersive. Unica soluzione percorribile.
Tecnologie che potrebbero essere sfruttate per veicolare didattica e apprendimento se tutti ne capissimo le potenzialità o anche solo l’utilità. Invece finisce che siano utilizzate soprattutto per “fregare” noi prof.
Torno sull’argomento copiare agli esami anche grazie alle tecnologie disponibili: telefonini, ipod touch, netbook, iphone, palmari, smarthphone, internet e chi più ne ha più ne metta. Memorizzate questi termini, cari colleghi, vi prego.
Sapete cosa sono? Cosa fanno? Cosa ci si può fare? Avete almeno una vaga idea? Se si, bene. Se no, vi prego partite dal mio post più recente sul copiare agli esami e ripercorrete a ritroso i diversi post precedenti sullo stesso argomento che ci trovate dentro. Spero vi si apra davanti un mondo.
Stamattina, nell’aula dove facevamo gli scrutini, aula che nel mio istituto ospiterà le due quinte durante gli esami di stato, c’era un wifi aperto. Tacchette piene di un wifi non della scuola, aperto. In realtà, io sono giorni che ne approfitto di questo wifi aperto col mio iphone.
Stamattina ho realizzato che nell’aula dove, fra qualche giorno, si svolgeranno le prove dell’esame di stato, non ci può essere un wifi aperto di cui nessuno sa nulla ma che gli studenti avranno già sgamato come me con un qualunque telefonino di ultima generazione. E infatti lo sanno.
Ecco perchè scrivo questo post per parlare soprattutto ai miei colleghi prof.
C’è un mondo da conoscere, non possiamo evitarlo.
Faccio un attimo il punto della situazione, in quanto prof, inquadrando il discorso anche secondo quanto dice la normativa più recente di mia conoscenza:
1) Esiste una direttiva che vieta l’uso dei telefonini a scuola, in generale. Trattasi di una Direttiva del 2007. Una direttiva del ex Ministro Fioroni, del 15 marzo 2007, con cui viene sancito il divieto dei cellulari a scuola durante le lezioni. Sono le linee di indirizzo e le indicazioni in materia di utilizzo di “telefoni cellulari” e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica.
2) Nelle istruzioni sugli adempimenti per gli esami di stato del primo ciclo (gli esami di terza media, per capirci) C.M. 50 del 7 giugno 2010, il Ministro Gelmini ha inserito un paio di avvertimenti riguardanti la vigilanza.
Si ricorda ai docenti che per le operazioni online e le trasmissioni via internet all’INVALSI, previste dopo l’apertura dei plichi
“nessuna persona che non sia componente della commissione può accedere al computer e/o visionare la prova”
Si ricorda ancora che bisogna:
- invitare gli studenti a consegnare alla commissione, ove ne siano in possesso: telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare e/o ricevere fotografie ed immagini; apparecchiature elettroniche di tipo “palmari”; personal computer portatili di qualsiasi tipo; orologi in grado di memorizzare dati e testi; registratori di qualsiasi tipo; testi di qualunque tipo (libri, appunti, ecc.) e contenuto;
- avvertire i candidati che potranno essere esclusi dagli esami nel caso in cui non rispettino tutte le “regole”;
- controllare le strumentazioni utilizzate da disabili/DSA a che non contengano ausili non consentiti;
- controllare che non sia possibile ai candidati accedere ad apparecchiature telefoniche, elettroniche e telematiche in dotazione alle scuole (laboratori di informatica, computer, ecc.) o, comunque, presenti nell’edificio scolastico“
3) Le istruzioni e le modalità organizzative per gli esami di maturità si trovano nella O.M. 44 del 5 maggio 2010. E non vi è accenno alla questione tecnologie.
Perchè la troviamo nella Nota Min. n. 3614 dell’11.5.2010 che è quella che cercavo.
E che ovviamente non si trova con due clic, come dovrebbe essere, su istruzione.it
In questa nota leggiamo che
“I Dirigenti scolastici avranno, altresì, cura di avvertire tempestivamente i candidati che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, portare a scuola telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare fotografie e immagini), nonché dispositivi a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere, e che nei confronti di coloro che fossero sorpresi ad utilizzarli è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, la esclusione da tutte le prove.
È inoltre vietato l’uso di apparecchiature elettroniche portatili di tipo “palmare” o personal computer portatili di qualsiasi genere, in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni “wireless”, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con protocolli UMTS, GPRS o GSM o BLUETOOTH.
I Presidenti ed i commissari, dal canto loro, avranno il compito di vigilare sul rispetto del summenzionato divieto, al fine di evitare il verificarsi di episodi incresciosi che, oltre a turbare il sereno svolgimento delle prove scritte, risulterebbero gravemente penalizzanti per gli stessi candidati.
Analoga cura sarà altresì rivolta alla vigilanza sulle apparecchiature elettronico-telematiche in dotazione alle scuole, al fine di evitare che durante lo svolgimento delle prove scritte se ne faccia un uso improprio con collegamenti all’esterno.
Dovrà essere pertanto disattivato qualunque collegamento delle scuole con la rete INTERNET e dovranno essere resi inaccessibili, nel corso delle prove scritte, aule e laboratori di informatica, nonché qualunque tipo di personal computer collegato o collegabile alla rete.
Inoltre, al fine di garantire il corretto svolgimento delle prove scritte, la Struttura Informatica del Ministero vigilerà, in collaborazione con la Polizia delle Comunicazioni, per prevenire l’utilizzo irregolare della rete INTERNET da parte di qualunque soggetto e l’uso delle connessioni di telefonia fissa e mobile.”
Insomma questo dice la normativa.
Diciamo in sintesi che le apparecchiature telefoniche e/o fotografiche e/o che si collegano in qualche modo ad internet e/o inviano dati all’esterno durante le prove d’esami sono ovviamente vietati e che vanno consegnati. Chi viene trovato in possesso o mentre li usa durante le prove può vedersi l’annullamento della prova e l’espulsione dall’esame di stato.
Su questo non ci piove. Gli insegnanti della commissione agli esami di stato sono là anche in veste di pubblici ufficiali. A nulla valgono eventuali proteste in caso si venga colti in flagranza di uso di una qualche “apparecchiatura”, anzi la situazione del candidato può solo peggiorare.
Torniamo al punto da cui sono partita.
Una direttiva del 2007, validissima. Definizioni di “apparecchiature” di cui si vieta l’uso abbastanza generiche, nella normativa, da contenerle tutte. Anche quelle che abbiamo in mano nel 2010, studenti e prof. Nel 2010 concretamente manca solo il telefonino che faccia anche il caffè. Perchè per il resto ci si può fare di tutto e anche di più. (Ovviamente anche andare su Facebook…e non lo dico a caso)
Il wifi aperto perfettamente ricevibile e sfruttabile dall’aula in cui si svolgeranno gli esami di stato. Non ci deve stare.
Qualcuno controlli. Perchè può esserci un wifi aperto il cui segnale viene ricevuto dall’aula ma magari viene dal condominio di fronte.
Chi deve controllare? La normativa parla di tecnologie e connessioni della scuola e immagino ci sia qualcuno preposto che la “roba” della scuola la terrà sotto opportuno controllo.
Da parte mia, conto di segnalarlo al Presidente di Commissione, nel caso in cui il 22 mattina quel wifi fosse acceso ed aperto. Controllerò con un click dal mio iphone.
Consiglio di verificare o far verificare la possibile presenza di wifi aperti durante le prove degli esami di stato, poi non chiediamoci come sono uscite le tracce già dopo 5 minuti l’apertura dei plichi ministeriali.
Con l’iphone (o telefonini similari) dalla foto dei documenti (con l’applicazione giusta, una vera e propria scansione del documento, trasformazione in PDF A4) al loro invio (mail, social network, cugino laureato che mi svolge il tema e me lo rimanda…) ci vorranno non più di 5 minuti. Col wifi aperto anche meno.
Ovviamente né lo studente né un prof né chiunque altro sia autorizzato a stare nei locali della scuola durante lo svolgimento dell’esame di stato non può e non deve fare queste cose.
Certo, direte, la normativa dice che è vietato utilizzare e che bisogna sequestrare. E in ogni commissione d’esame si sequestrerà.
Abbiamo esattamente idea di quali possano essere le “apparecchiature” da sequestrare?
Perchè i ragazzi son furbi, consegneranno telefonini ante 2007, riesumati in qualche cassetto, telefonini con cui al massimo davvero ci potevi fare solo foto e mandare MMS.
Cioè, lo farei anche io, al posto loro. E terrei ben nascosta, rischiando grosso, la tecnologia, l’apparecchiatura che con un clic mi collega col mondo.
iPhone, iPod touch, Blackberry, smartphone, netbook…iPad… abbiamo idea di come sono fatti?
Certo, quelli un po’ più grandi si notano di più.
Per i modelli di telefono cellulare di ultima generazione, date un’occhiata un attimo a questo link: http://www.directphoneshop.co.uk/wi-fi-phones.asp o qui sotto nelle immagini, quanti di questi modelli di telefonino conoscete?
Hanno millemila funzioni, non è questo il luogo di spiegarle. Sappiate solo che con un wifi aperto sono esattamente INTERNET nascosto nel palmo di una mano di un qualunque studente. (e se non c’è il wifi disponibile, essendo fatti apposta per accedere al web, basta la connessione dati fatta direttamente dalla SIM).
Basta un click, anzi uno sfioramento oramai, son quasi tutti touch.
Durante gli esami non si possono e non si devono usare.
Ma è un mondo abbastanza complesso da controllare…e, purtroppo, io sono sicura che gli studenti agli esami 2010 la faranno sotto il naso a molte Commissioni.
(e io magari monitorerò per voi Facebook e quello che accade durante gli esami di stato, online, e poi ve lo racconto)
Un video tratto dai consigli agli studenti riguardo alla stesura di tesi e lavori didattici di una università norvegese http://sokogskriv.no/ (via elearning blog)
Nel video una bellissima parodia Dickensiana. Il Christmas Carol che diventa un Plagiarianism Carol.
Il plagio è male. Copiare senza citare è male.A scuola, all’università ma anche in blogosfera. A farsi belli con i contenuti altrui, siam bravi tutti. Metterci del nostro è ovviamente più impegnativo.
Vi racconto un po’ il video dato che è in norvegese, sottotitolato in inglese.
E’ molto, molto carino! L’università che invita a seguire le linee guida per la stesura di tesi ed elaborati. E lo fa con “A plagiarism carol”.
Cosa accade ad uno studente a cui è assegnato un paper da elaborare e consegnare quando per vari motivi tergiversa a tal punto da arrivare a ridosso della scadenza di consegna senza aver scritto una parola?
Facile: apre Google, scrive dentro l’argomento, aspetta i risultati di ricerca utili, poi va di copia e incolla dei contenuti dentro il suo paper.
Quanti studenti lo hanno fatto e lo continueranno a fare? Copiare e incollare contenuti altrui da internet spacciandoli per propri. Fino a che qualcuno non se ne accorge.
Si chiama plagio. Usiamo il termine corretto. Nel video a questo punto appare il fantasma del plagiarism che spiegherà allo studente cosa può accadere a chi copia dei contenuti e li diffonde come suoi.
Colto in flagranza di copiatura, infatti, lo studente protagonista del video, accompagnato dal fantasma, va incontro all’umiliazione (nel suo caso, essendo un paper universitario, è un vero e proprio reato) e poi all’espulsione dal corso di studi.
Lo studente però non è convinto, dice che tanto nessuno viene poi beccato, si copiano paper e tesine dalla notte dei tempi.
Il fantasma gli risponde che è solo fortuna e che non va sfidata così spesso. Nel video, poi, una macchina antiplagio, arma segreta in possesso dell’università, passa in scansione centinaia di migliaia di testi per trovare quelli copiati.
Scenari apocalittici per chi viene scoperto.
Il fantasma del plagio chiede poi allo studente se ha mai pensato, invece, anzichè copiare e rubare contenuti, di produrne di propri, verificati e completi.
Sai quanto puoi andare lontano senza copiare, ma con le tue idee e con una preparazione adeguata nel tuo campo di specializzazione?
Simpatici i consigli finali per evitare il plagio:
- se citi qualcuno, usa le tue idee o cerca di esplicitare quelle degli altri
- fai sempre riferimento nel tuo testo alla fonte da dove derivano le idee che scrivi
- se scrivi “Essere o non essere” – Shakespeare stai citando. Se scrivi solo “Essere o non essere” stai copiando. E questo è plagio.
- Cita! Cita! Cita!
- Mentre scrivi tieni sempre aggiornato l’elenco delle fonti che hai reperito e che stai utilizzando…
Insomma, consiglio la visione e la diffusione del video. Enjoy!
Quest’anno la maturità, molto più dell’anno scorso, viaggerà su Facebook via telefonino o via iPhone, scommettiamo? Comunicano tra di loro così. E’ un dato di fatto.
Appuntamento abituale di questo blog, il post su cosa si inventano gli studenti per copiare agli esami, non potevo esimere dal fare un giro in rete per segnalare le “novità del settore”.
Un misto di tecniche e tecnologie vecchie e nuove condivise tra i ragazzi attraverso il web sociale. Video, post, commenti in cui si spiega come fare a copiare (durante i compiti o agli esami) senza essere sgamati dai professori.
Fate una ricerca in rete. Rimarrete basiti, miei cari colleghi prof.
Il gruppo dei mai sgamati pontifica sui mille modi di utilizzare bigliettini e non solo.
Oppure i trucchi che il 98% degli studenti non conosce insieme a quelli che invece tutti conoscono. E sono solo i primi esempi di gruppi e pagine collaborative di studenti che si organizzano, ce ne sono tantissimi altri.
I bigliettini infilati OVUNQUE, comunque, sono gettonatissimi dalla notte dei tempi, malgrado le tecnologie. E’ la tecnica principe, in mille varianti: dai cappellini alle calze, passando per i vocabolari, i borsellini ecc.
Youtube è pieno di video come questo che spiegano trucchi per copiare in classe.
Oppure iPod, iPhone, smartphone, lettori mp3 & co. L’auricolare nelle orecchie, nascosto da una sciarpa o dai capelli o dalla felpa con cappuccio. Utilizzati per fruire di audio registrati appositamente oppure per leggere i file utili, oppure per inviare messaggi (SMS, mail, bacheche di Facebook, MSN) ed ottenere risposte.
Per capire cosa possono fare i ragazzi con telefonini/iphone & co. in mano, ve lo spiego con le testuali parole di uno studente (prese da una delle bacheche dei gruppi che vi sto segnalando):
io utilizzo il mio i-phone tranquillamente perke i prof “antichi” nn sanno neanche che cosa sia!!! io naturalmente lo metto in modalità off line e posso lavorare tranquillamente XD… certo quando passa il prof o la prof lo metto in standby. una volta mi e capitato, gli ho dtt “prof e spento, che nn lo vede??” (naturalmente piggiando lo schermo)!! quella se l’e bevuta =)
O, banalmente, le foto delle pagine del libro sul cellulare (neanche si sprecano più a scrivere appunti sotto forma di note leggibili). E via di passaggi via Bluetoot o MMS.
Insomma, non si può non stare al passo con le tecniche utilizzate dagli studenti per copiare spudoratamente. Aprite gli occhi, colleghi.
Non si può non considerare che i ragazzi oggi hanno in mano strumenti di comunicazione e fruizione di contenuti (con e senza collegamento a internet).
Consiglierei ai colleghi impegnati nelle commissioni degli esami di stato anche di verificare la presenza di wifi aperte e ricevibili dalle aule dove si svolgeranno gli esami. Una pacchia ulteriore, per gli studenti con smartphone, se così fosse. (e per i prof. tipo me che magari durante la vigilanza potrebbero annoiarsi)
Più volte ho scherzato parlando di superpoteri: banalmente di tutti quegli accorgimenti per sapere come e dove si parla nel web di una determinata parola chiave o combinazione di, ma anche delle modalità per scoprire che fine fanno i tuoi contenuti (o pezzi di) nel mare magnum di internet. Si va dallo scoprire chi ti nomina (utile per conversare con chi ti cerca sui social network, non solo per titillare l’ego con l’egosurfing) o chi proprio ti copia (senza riferimento a te, padrone dei contenuti, alla tua licenza CC, dimenticando che il plagio è magari anche un reato) o ti aggrega pedissequamente. Ne ho fatto anche un talk al Veneziacamp 2009. Mi riprometto da sempre di condividere tutto quello che so, prima o poi, in dettaglio.
Gli esperti di buzz marketing sanno bene quanto sia importante il monitoraggio delle conversazioni attorno ad un brand o un’azienda. E si attivano, ovviamente, per.
Per la prima volta oggi scopro che mi copiano il lifestream, cioè mi copiano il feed di Friendfeed che uso come aggregatore della mia presenza in rete e dei suoi vari canali. Lo copiano e lo riaggregano così com’è (AS IS) in un social network minore, giovane, poco conosciuto.
Social Network i cui contenuti sono così ben indicizzati da google da avere subito praticamente l’alert: c’è scritto catepol qua, qua e qua… + link. Social Network che non ha ovviamente responsabilità, dato che la responsabilità è sempre del singolo utente.
Social Network che prevede l’aggregazione di feed (quindi è l’utente che vi ha deliberatamente inserito dentro il feed):
In pratica come ho subito condiviso su Friendfeed, un utente dal suo account copia il mio feed Friendfeed NON AUTORIZZATO, ergo pubblica cose PRIVATE in pubblico. Cose PRIVATE non sue se proprio vogliamo essere precisi. Cose PRIVATE mie.
Il mio lifestream integrale. Ogni post che io invio su Friendfeed riaggregato sul suo account. Certo c’è scritto “catepol: TESTO DEL POST SU FRIENDFEED” in ogni suo post, voi mi direte, ti cita, è chiaro che sei tu. Ma io non ho MAI autorizzato la pubblicazione fuori da Friendfeed e da Twitter dei fatti miei, di tutto lo stream, del flusso continuo di pensieri e fatti miei aggregato a ciò che leggo, condivido, vedo, ascolto ecc… E se permettete, mi girano. E se permettete, prima di scrivere TUTTE le mie parole, in automatico, altrove, minimo minimo mi avverti.
I miei post da Friendfeed e da Twitter sono tratti dal mio account privato (su entrambi) e ripubblicati su Profilo Blogger da un altro utente. Sono quindi diventati PUBBLICI contro la mia volontà. Infatti è proprio tramite GOOGLE che ho scoperto questa situazione. E il lucchetto sui miei account c’è proprio perchè ogni cavolata che digito non venga fagocitata dai motori di ricerca, spezzettata e utilizzata fuori dal contesto in cui è scritta. Mi legge chi voglio che mi legga, chi è interessato a leggermi. Quello che voglio leggano tutti, ma proprio tutti, sta qui sul blog. E’ una mia scelta, giusta o sbagliata che sia, pertanto i MIEI contenuti di TWITTER e FRIENDFEED sono miei e sono privati.
Cosa fare? Contattare l’utente e spiegare civilmente che NON PUO’ FARE quello che sta facendo con i miei PERSONALI E PRIVATI CONTENUTI. Mi è sembrato il primo passo.
Lo contatto su Friendfeed dove ha un account, sia in pubblico che in Messaggio Privato. Lo contatto in Messaggio Privato sul Social network in questione, lo contatto anche via mail, mail trovata sul suo blog.
E scrivo anche al responsabile del social network per segnalare che sull’account di un utente ci sono contenuti MIEI non autorizzati.
I miei post da Friendfeed e da Twitter sono tratti dal mio account privato e ripubblicati su Profilo Blogger da un altro utente che non sono io. Fino a che sono retweet e condivisioni, va bene, ma prenderli praticamente tutti e ripubblicarli no. Sono i miei, sono protetti. Si prega di cancellare. Se voglio li posto io. Non ha il permesso di farlo.
…in pratica ripubblica tutto il mio feed di Friendfeed. Complimenti. A fare i SEO con i contenuti degli altri siamo bravi tutti. Ripeto, non ha il permesso di farlo. Sta diffondendo a nome suo contenuti protetti altrui… volendo ti elenco gli eventuali reati a cui va incontro, ma credo che la soluzione sia semplicemente cancellare tutto, uno per uno. Grazie. (se ciò non accade, procedo diversamente)
In mail ho chiesto all’utente la CANCELLAZIONE IMMEDIATA di ciò che mi appartiene. Ed in maniera un po’ più determinata. Scripta manent.
Secondo passaggio: dal momento che seguiva me su Friendfeed (per cui io ho approvato la richiesta), revoco il following. Da adesso non mi segui più. Come?
Come fare per togliere l’iscrizione ad un tuo contatto (cioè decidere che non vuoi che ti segua più):
http://friendfeed.com/USERNAME/subscribers?filter=followers&moderate=1sostituisci a USERNAME il tuo nick. Ti permette di sapere chi non è iscritto a te, chi non segui tu ma segue te, e soprattutto di fare RIMUOVI iscrizione di qualcuno. Cioè decidere “Tu da ora non mi segui più”.
Friendfeed ci permette di fare ciò. Di decidere “Tu da ora non mi segui più”. Che, per un account lucchettato vuol dire: “Mi devi anche richiedere il following”. Per gli account aperti. Bè…ti leggono uguale anche se li rimuovi dall’essere iscritti a te.
Veniamo al cuore di quanto mi è accaduto: il piccolo problema mio, riguarda in realtà, in maniera allargata anche ad altri, la diffusione di contenuti privati senza autorizzazione. Se io utente di un social network decido di non dare in pasto a google le mie cose e il social network in questione mi permette di tenerle private, certo non può farlo a nome mio ed al posto mio un altro utente: il mio feed è per intero il mio feed, quello di Friendfeed, poi, è per intero il mio Lifestream, ergo è catepol per intero.
Posso capire quando si condivide o si retwitta, anzi sono favorevolissima alla condivisione e alla circolazione delle idee, delle risorse ecc… Ci mancherebbe altro. Solo che prendere pedissequamente tutto il feed di quello che scriviamo su FriendFeed o Twitter (o altro) da parte di un altro utente e dirottarlo nel suo flusso, non è corretto. Converrete.
Nel mio caso, ne faccio una questione di principio e di netiquette, non di segreti che diffondo via Friendfeed o Twitter solo a pochi adepti.
Faccio un esempio banale per farvi capire cosa intendo: se scrivo che sono arrivata a Vibo su FF e TWITTER, è dentro FF e Twitter che la cosa deve stare (ed infatti non aggrego Twitter e Friendfeed su Facebook, ergo, banalmente, su Facebook non saprete che sono arrivata a Vibo. Fondamentalmente Twitter e Friendfeed non li aggrego mai, se sono privati, privati restano, aggregarli altrove significa aggirare il lucchetto e rendere disponibile il tutto, comunque. A questo punto avrei tolto il lucchetto, no?). Grazie alla riaggregazione del mio feed dell’utente in questione, ora anche GOOGLE (e quindi il mondo) sa che a quell’ora sono arrivata a VIBO. Se volevo essere pubblica io, lo facevo da sola, sono in grado di farlo…
Non è questione di segreti da non divulgare, ho ovviamente divulgato i fatti miei, compreso il mio arrivo a Vibo, a più di 4000 persone tra twitter e FF: è proprio il principio per cui una cosa privata non puoi renderla pubblica contro il volere del diretto interessato. Un principio sacrosanto, che prescinde dai Social Network.
Come giustamente sottolinea Roberto.aka.postoditacco:
Facciamo anche il caso che io scriva in DM qualcosa in privato a un’altra persona che contenga informazioni riservate o frasi passibili di denuncia perché riguardano una terza persona che si potrebbe incazzare. In nessun caso chi riceve un’informazione a titolo privato (cioé one-to-one, neanche a livello di cerchia di amici) ha diritto di divulgarne i contenuti ed è, anzi, passibile di denuncia a sua volta per violazione della privacy - Roberto.aka.postoditacco
Come si è risolta la questione?
Ha provveduto immediatamente Laslo Veda, responsabile di Profilo Blogger , al ricevimento della mia lamentela nei confronti dell’utente. Ringrazio Laslo Veda per l’attenzione e per la cancellazione dell’utente “incriminato”, non solo dei miei post di Friendfeed su quell’account. A mali estremi, estremi rimedi. E’ una violazione ben precisa il ripubblicare non autorizzati contenuti non propri. E complimenti per Profilo Blogger e per l’attenzione agli utenti oltre che alle regole di civile convivenza della rete e dei contenuti da condividere.
Torniamo al punto di partenza: quanto è importante monitorare la propria presenza online o quantomeno essere consapevoli del come funziona la condivisione e del dove possono andare a finire i nostri contenuti? Internet e i social network non possono essere un far west. Non lo sono in realtà. Che ne pensate?