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Maturità, copiare, non copiare (giugno, ripropongo puntuale)

Domani mattina, 22 giugno, ore 8.30, tutti ai posti di combattimento: cominciano gli esami di stato per studenti maturandi e per docenti in Commissione.

Questo blog ogni anno, in questi giorni immediatamente precedenti gli esami di stato (comunemente ed erroneamente sempre chiamati esami di maturità), riceve un botto di visite grazie ai numerosi post che dal 2007 ho dedicato al “Copiare” in classe ed agli esami con e senza le tecnologie.

Pare che non si cerchi altro su google. Con buona pace delle campagne di sensibilizzazione.

L’intento dei post è sempre stato quello di condividere con i colleghi prof quello che gli studenti sono in grado di fare con le tecnologie vecchie e nuove che hanno a disposizione. Ecco perché li ripropongo (di nuovo c’è poco a livello di tecniche, rispetto allo scorso anno, se non una maggiore diffusione di smartphone che fanno tutto, anche il caffè, nelle mani degli studenti).

Copiare agli esami [reloaded]

Come ti copio senza che la prof si accorga,

Copia che ti sgamo…anche senza le tecnologie,

L’arte di copiare durante un compito in classe,

Come ti copio all’esame di Maturità 2008,

Come ti copio all’esame di Maturità 2009,

Esami di maturità: da come copiare alle anticipazioni dei temi dall’Australia

E se me la fanno togliere la maglietta per copiare?

Ripropongo però, DOVEROSAMENTE, anche il post più dettagliato Esami di stato, apparecchiature, tecnologie, normativa… in cui, normativa alla mano, spiegavo che:

…in sintesi, le apparecchiature telefoniche e/o fotografiche e/o che si collegano in qualche modo ad internet e/o inviano dati all’esterno durante le prove d’esami sono ovviamente vietati e che vanno consegnati. Chi viene trovato in possesso o mentre li usa durante le prove può vedersi l’annullamento della prova e l’espulsione dall’esame di stato.

Su questo non ci piove. Gli insegnanti della commissione agli esami di stato sono là anche in veste di pubblici ufficiali. A nulla valgono eventuali proteste in caso si venga colti in flagranza di uso di una qualche “apparecchiatura”, anzi la situazione del candidato può solo peggiorare.

La morale, giugno dopo giugno, è sempre quella: da una parte le regole esistono e vanno rispettate, dall’altra è indispensabile, per noi insegnanti, capire con cosa abbiamo esattamente a che fare quando parliamo di tecnologie (social network compresi).

 

Maturità al sicuro (si ma il link?)

Mi passa davanti agli occhi una notizia poco fa.
Quello che segue è il racconto della mia verifica online della notizia.

Al via la campagna antibufale della Polizia Postale o delle Comunicazioni riguardo le leggende metropolitane che girano prima dell’avvio degli esami di stato.

Interessante. Voglio approfondire. La campagna in questione si chiama “Maturità al sicuro”. Inserisco su Google come farebbe chiunque volesse sapere l’informazione essenziale: il link esatto. In modo da scriverci un post che possa essere utile a colleghi e studenti che mi leggono.

Bene, fate la prova. I risultati di ricerca restituiscono pagine e pagine dove è presente il comunicato dell’avvio della campagna, a volte modificato, riscritto ma di base con questo testo:

Al via la campagna di sensibilizzazione della Polizia Postale, rivolta ai maturandi, contro ”bufale e leggende metropolitane” sulle anticipazioni delle tracce d’esame di Maturità.

Ogni anno in occasione della Maturità si rincorrono, infatti, puntualmente voci incontrollate sulle anticipazioni delle tracce ministeriali provenienti da Internet.

Ed ogni anno si diffondono le consuete leggende metropolitane secondo cui sarebbe possibile venire a conoscenza dei compiti d’esame prima della fatidica apertura delle buste provenienti dal Ministero dell’Istruzione. Leggende, spiega la Polizia Postale, che ”assumono il carattere di certezza per molti ragazzi che perdono ore intere in Rete alla ricerca di anticipazioni sulle tracce”.

Per il terzo anno consecutivo la Polizia delle Comunicazioni si appresta dunque a lanciare la campagna di sensibilizzazione ”Maturità al sicuro”, con l’obiettivo di debellare il fenomeno ed evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della soffiata giusta.

L’iniziativa ”antibufale” si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.

Si pensi che la notte che precede l’esame, aggiunge la Polizia Postale, tantissimi ragazzi coinvolti negli esami di maturità perdono il proprio tempo sulla rete nella speranza di conoscere le tracce con qualche ora di anticipo, ed e’ proprio per questo che gli operatori del Commissariato di P.S. online, l’ufficio virtuale della Polizia delle Comunicazioni, sono ”a disposizione dei maturandi per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle informazioni che circolano in rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame”.

Dov’è il link di questa iniziativa? Dove?

Io, docente o studente o genitore, che volessi verificare cosa propone la Polizia Postale, dove trovo l’ufficio virtuale della Polizia delle Comunicazioni?

Quali forme di comunicazione e strumenti preferiti dai giovani utilizza?
Facebook? Youtube? Twitter?
Il link. Dove è il link almeno ad un account oppure al sito ufficiale?
Dove?

Eppure so cercare in rete.
Al primo giro di ricerca, quello che fa la gente normalmente, NON SI TROVA il link utile ad approfondire.
Dopo un po’ di giri arrivo a capire che è una iniziativa di skuola.net.

Pare che sia una campagna che si concluderà il 21 giugno alle 21 quando un rappresentante della Polizia postale sarà ospite di “Notte prima degli esami”, la tradizionale trasmissione in web-tv realizzata da Skuola.net per rispondere a tutti i quesiti dei maturandi in relazione alle informazioni che circolano sulla rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame.
Le informazioni che reperisco sono queste: http://skuola.tiscali.it/news/scuola/notte-prima-esami-2011x.html

In cosa consiste esattamente la campagna?
Molto risalto viene dato a come si copia agli esami su skuola.net piuttosto che a questa importante campagna che parte oggi e che viene rilanciata ovunque con lo stesso comunicato.

Il video della campagna non si trova sul canale Youtube di skuola.net (o almeno io non lo vedo, magari sono io stupida). Si trova il video della campagna 2010, non la campagna 2011. Lo avevo già visto, infatti. Ricordavo la campagna 2010.

Questo il sito della Polizia postale e delle comunicazioni, sul sito della Polizia di Stato http://www.poliziadistato.it/articolo/982-Polizia_postale_e_delle_comunicazioni/ e non vi è traccia della campagna.

Ho ovviamente provato a cercare eventuali pagine della Polizia Postale o della Polizia delle Comunicazioni su Facebook, luogo dove dovrebbe vivere in maniera virale questa campagna antibufala sulla maturità. Ovviamente è difficile distinguere pagine ufficiali da pagine non ufficiali. In ogni caso della campagna “Maturità al sicuro” non se ne parla nemmeno in queste pagine.
Nè si trova nulla su “Maturità al sicuro”.

Seguono aggiornamenti.
Questa storia non mi piace. Indago ulteriormente.

Intanto alcune informazioni utili come antibufala della maturità ve le ri-scrivo io:

No, le tracce della maturità non si trovano su internet e la fuga di notizie dal Ministero è praticamente impossibile.
No, le tracce dei temi non le danno uguali nelle scuole italiane in Australia, 10 ore prima.
No, nessuno può vendervi le vere tracce degli esami di stato prima.

I plichi con le tracce ministeriali sono stati consegnati dagli USR, tra ieri ed oggi, ai Dirigenti Scolastici che, contestualmente, li consegnano in custodia alle Forze dell’Ordine. Saranno le Forze dell’Ordine a portarle nei singoli Istituti Scolastici alle 7.30 del 22 giugno 2011. Fino al momento dell’apertura dei plichi, che avviene davanti a Commissione e studenti, nessuno mette mano ai temi ministeriali.

La fuga di notizie ci sarà comunque, come sempre, come tutti gli anni, subito dopo l’apertura dei plichi, il 22 mattina. Con le tecnologie disponibili (iphone, smartphone ecc.) e le applicazioni, è un attimo immetterle in rete quella mattina.

Il consiglio agli studenti è ancora una volta questo: non perdete tempo a cercare le tracce online prima degli esami di stato. Non solo non le troverete, ma perdete solo tempo utile tolto allo studio.

Questo post verrà pubblicato anche sul sito che copia i post di catepol e di altri blogger

Ci risiamo. Recidiva.

Ricevo un pingback subito dopo aver postato sul blog il post precedente:

Lo stesso signore di cui al post “Spingitori di aggregatori di aggregatori di contenuti altrui” ci riprova aprendo un altro sito AGGREGATORE di contenuti altrui.

Il mio post si trova qui: http://wikiblog.it/castrocar0a0dadcaaq/el-internet-abbiamo-il-ballo-dell%E2%80%99estate/

Sempre un mio post trovato altrove, aggregato per intero, comprensivo della dicitura che appare a fine feed rss:

– Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: El Internet. Abbiamo il ballo dell’estate! – Catepol 3.0
Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell’intero post altrove.–

Cerco il proprietario del sito, sempre con il solito banale whois:
http://whois.domaintools.com/wikiblog.it

Nome e cognome, mail ecc.: SORPRESA è lo stesso signore dell’altra volta, con un nuovo sito! Che fa esattamente quello che faceva l’altro sito: prendere i contenuti degli altri senza autorizzazione alcuna.

Che gioia! Posso comunicare NUOVAMENTE la mia richiesta di rimozione di contenuti MIEI da un sito che non ho autorizzato. Che gioia!

Ovviamente anche questa volta il nostro caro signore, di cui al WHOIS, aggrega l’intero feed di Blogger Italiani, progetto di Riccardo Mares a cui ho dato esplicita autorizzazione alla condivisione del mio feed

E mentre rimango in attesa della RIMOZIONE e di una risposta alla mia mail, al solito condivido e comunico quanto mi è successo oggi, attraverso un MIO CONTENUTO su questo blog che google di solito ha piacere di indicizzare abbastanza bene, che andrà condiviso su un PAIO di social network dove mi leggeranno giusto un PAIO di persone…

Giusto un PAIO…

Un MIO CONTENUTO che verrà sicuramente AGGREGATO in tempo reale sul sito in questione, scommettiamo?

E condivido e racconto proprio perchè a fare i siti, i seo, i sem ecc. coi contenuti degli altri son bravi tutti, anche wikiblog.it

Ora aggregami anche questo.

AGGIORNAMENTO :

Mi risponde alla mail (come l’altra volta, stesso copione):

Save professoressa, nn so come sia potuto accadere…per ora le scrivo ca cell…staera povvedero’! A presto e m scusi

Certamente…i blog si aggregano da soli, vivono di vita propria…

Spingitori di aggregatori di aggregatori di contenuti altrui

Ennesima puntata della serie “Aggregatori di Aggregatori”, qui i riferimenti alle precedenti.

Da oggi “Spingitori di aggregatori di aggregatori di contenuti altrui”.

Premesso che, come ho già scritto:

In pratica, c’è gente su internet che scrive i suoi contenuti (come me e quasi tutti i blogger che conosco: centinaia, migliaia di persone che hanno qualcosa da raccontare, che ci mettono parole, faccia, tempo e spazio web) e c’è gente su internet che te li prende, li aggrega a suo piacimento PRELEVANDO letteralmente il tuo Feed RSS e li piazza su un suo spazio, automaticamente, casualmente.

Incuranti del fatto che in un post COPIATO o PRELEVATO da qualcuno oltre che il contenuto in sè, ci siano elementi distintivi della persona che ha scritto il post stesso: un link, il parlare in prima persona, le foto del proprio flickr, il racconti di fatti strettamente correlati a chi scrive e cose così. Cose che devono stare sul blog di chi scrive, salvo diversa indicazione, sempre di chi scrive.

Nulla contro quei servizi che aggregano titolo, link del post, qualche riga e poi con DOVEROSO link alla fonte rimandano alla lettura del POST COMPLETO direttamente sul blog di chi ha scritto.

Nulla contro alla circolazione dei contenuti. Si scrive anche per questo. Fa piacere che le tue cose circolino nel web, che arrivino altri lettori.

E’ l’appropriazione, il PLAGIO, il tanto non se ne accorge che mi dà sempre più fastidio. Soprattutto il mettere ads e pubblicità massiccia a contenuti ben indicizzati. Perchè questo accade, questo è lo scopo.

Aggregatori. Aggregatori di Aggregatori.

Aggrega Tori: a fare i SEO coi contenuti degli altri siam bravi tutti.

Fatti del giorno: mi arriva un trackback sul post appena pubblicato, neanche 5 minuti dopo (il sito in questione lo leggete nell’immagine, non lo linkerò anche se lo nomirerò in seguito):

La faccio semplice. Sono diversi i modi per sapere se il tuo contenuto finisce altrove.

Diciamo che clicco sul link del trackback, curiosa.

Possibile che qualcuno, letto il post, gli sia piaciuto e in meno di 5 minuti abbia postato sul suo blog un post in cui mi linka dicendo che gli è piaciuto quel post?

Questo è bloggare. E fa sempre piacere.

No. E’ solo l’ennesimo caso di aggregazione di contenuti altrui.
Ho trovato un mio post altrove, aggregato per intero, comprensivo della dicitura che appare a fine feed rss:

– Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: L’importanza degli insegnanti nel mondo [Infografica] – Catepol 3.0

Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell’intero post altrove.–

Quindi quel sito sta aggregando il mio feed RSS. Complimenti.
Vado ad esplorare il sito in questione, mi accorgo che non aggrega solo il mio blog, ma anche l’intero feed di Blogger Italiani, progetto di Riccardo Mares a cui ho dato esplicita autorizzazione alla condivisione del mio feed:

I blog presenti in questo motore (esclusi alcuni blog iniziali) sono stati inseriti a seguito della richiesta dei rispettivi autori.

Ci sono quindi i post interi di diversi amici blogger: questo http://www.geekblog.it/non-basta-pubblicare-i-dati/ ad esempio è un post di Gigi Cogo, per dire. Nemmeno con riferimento al link di partenza.

Vado a cercare su geekblog.it il disclaimer e non è presente, il link porta ad una pagina vuota. Cerco un contatto a cui scrivere, il link porta ad una pagina vuota.
Commento sotto il mio post, chiedendone la rimozione e il commento non solo non appare, ma non c’è scritto nemmeno che è in moderazione.

Gli adsense e gli annunci pubblicitari, invece, di cui è strapieno il sito di geekblog.it sono perfettamente funzionanti.

Cerco il proprietario del sito, con un banale whois:
http://whois.domaintools.com/geekblog.it

Ho un nome e cognome, so con chi ha registrato il dominio, affinando la ricerca con google ho anche una mail a cui scrivere, un telefonino, un indirizzo…
No, per dire che è una persona a cui, a vari livelli, posso comunicare la mia richiesta di rimozione.

Intanto segnalo a Google la presenza di contenuto duplicato
da qui: https://www.google.com/webmasters/tools/spamreport?hl=it

Comincio con una comunicazione garbata ma diretta con il proprietario del sito.

Richiesta di rimozione dei miei contenuti su un sito che
- non ho autorizzato,
- su cui non ho piacere che ci siano,
- che ha COPIATO interamente un mio articolo,
- che automaticamente copierà, via feed rss tutti i contenuti che posterò da qui in avanti,
- che viola il diritto d’autore
- che viola la mia Licenza CC

E’ legittimo, vi assicuro che è più che legittimo richiedere la rimozione dei propri contenuti. E io sono una gran rompiballe, lo sapete.

Risposta del proprietario del sito:

il sito ha solo finalità di promozione nel web per i siti in rete. Altri suoi feed sono presenti su altri siti di aggregatori.
Il sito ha solo finalità di far conoscere il suo blog e non ha finalità commerciali in quanto gli annunci che lei vede non sono attivi.

In pratica mi fa un favore?
Non ha finalità commerciali?
Gli annunci non sono attivi?

Se c’è una cosa che non tollero, oltre chi COPIA i contenuti degli altri, appropriandosene, è l’essere presa per cretina.

Gli annunci risultano perfettamente funzionanti.
Pertanto sta violando chiaramente la mia CC. Oltre che la proprietà dei miei contenuti.

Gli rispondo che la ferma intenzione di richiedere la rimozione rimane. Gli chiedo di provvedere.

Mi risponde che:

Già ho cancellato il suo post.
La licenza CC è rispettata a pieno, trova perfino link al suo articolo. Se oltre a scrivere avesse a conoscenza le basi del SEO e del SEM capirebbe che i link in entrata al suo articolo non fanno che fortificarlo…cmq… il feed è così preleva una parte non tutto se no non sarebbe un aggregatore ma un sito di copia ed incolla.
Non sapevo che bisognava farsi autorizzare per un semplice feed e non credo sia necessario cmq ho cancellato il suo post.

Il post era ancora là. Voi direte la cache del browser. Io vi dico: browser dell’iphone, nel mentre ero uscita, non ero più al mio computer, ho anche una vita.

Vi aggiungo: amici ed altre persone a cui ho chiesto di verificare. Il post era ancora presente su geekblog.it

Continua a prendermi per i fondelli?
Mi dice che non ho le basi del SEO e del SEM (si, certo, ci può stare…non è il mio mestiere, certo)
I link fortificano il mio articolo? Si, certo.
Bisogna farsi autorizzare per un semplice feed?

Si certo, internet è il far west dove puoi fare quello che vuoi…

Ho facoltà di precisare come voglio che siano trattati i miei contenuti e lo preciso in quella postilla sotto ogni santo feed rss, esplicitamente.
Per la ripubblicazione dell’intero contenuto dei miei articoli, ti devo autorizzare, me lo devi chiedere. Quale parte non hai capito?

Altrimenti, anche se non è un copia e incolla, nei fatti lo è comunque.
Sei blogger? Vuoi diffondere qualcosa di altri? Che ti costa scrivere un post in cui dici: “ho letto questo questa cosa qui + LINK, io penso questo ecc.?” invece di prendere tutto il post e COPIARLO da te?
Non hai il dono della tua OPINIONE? Non sai come si fa una CITAZIONE?
Però fa comodo avere tanti contenuti (di altri) ricercabili dai motori di ricerca, completamente circondati da adsense e annunci pubblicitari di ogni tipo, sperando che qualcuno ci clicchi pure. Se poi trovo già fatta la raccolta di feed interessanti, spingo dentro quella, elementare.

Spingitori di aggregatori di aggregatori di contenuti altrui.

Gli rispondo che il post si vede ancora, che ho avvisato gli amici “AGGREGATI” dal suo sito della presenza dei nostri contenuti PRELEVATI per intero, che l’aggregatore da cui ha preso il feed è autorizzato, mentre lui noi, che mi riservo di agire diversamente se non rimuove…

Aspettandomi una risposta sulla cache che arriva immediata:

sarà in cache la pagina ecco perchè lo vede, se svuota la cache del browser è possibile che non lo veda più.

Ho solo ripubblicato tramite feed un solo suo post e non capisco perchè faccia tutta questa polvere…

Alla quale OVVIAMENTE rispondo a tono. Dato che il post è ancora là.

Finalmente ottengo la RIMOZIONE.

E un’altra risposta:

Se così come dice nel suo blog si occupa di nuove tecnologie dovrebbe sapere che al centro di tutto oramai c’è la condivisione e la comunicazione.
Se no non si potrebbe condividere in alcun social network. Io non la penso così mi spiace…

Infatti sto condividendo e comunicando quanto mi è successo oggi, attraverso un mio contenuto su questo blog che google di solito ha piacere di indicizzare abbastanza bene, che andrà condiviso su un paio di social network dove mi leggeranno giusto un paio di persone.

E condivido e racconto proprio perchè a fare i siti, i seo, i sem ecc. coi contenuti degli altri son bravi tutti, anche geekblog.it

Ora aggregami anche questo post.

A far la storia d’Italia ufficialmente copiaincollando da Wikipedia siam bravi tutti

Su l’Unità di oggi 29 settembre 2010 a pag. 13 c’è un articolo di Marco Salvia riguardante le parti del libretto sui 150 anni della storia d’Italia copiate da Wikipedia.

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Ve lo riporto, avendo contribuito alla sua stesura mettendo a disposizione la copia del libretto (ricevuto in dono all’inaugurazione dell’anno scolastico in Quirinale) e verificato personalmente il plagio delle Note Storiche in esso contenute. Note Storiche praticamente copiaincollate da Wikipedia. A volte con un paio di parole “cambiate” neanche strategicamente, spesso e volentieri copiate pedissequamente, così come si trovano su Wikipedia.

Wikipedia – Unità

Tutto è partito da Lia che mi ha chiesto di mettere a disposizione il libretto “I testi della memoria”: la nostra storia insieme compie 150 anni (copertina con grafica tricolore), in mio possesso, per verificare quanto postato da Tamas sul suo tumblr. L’articolo è già stato ripreso da Giornalettismo.

Devo prima precisare una cosa, dal momento che io all’inaugurazione dell’anno scolastico al Quirinale c’ero.

Sicuramente non si è visto nella diretta TV quello che è successo al passaggio della Gelmini tra il pubblico presente. E non è esattamente quanto si scrive nè nell’articolo nè nel post di Tamas.

Al passaggio della Gelmini dal pubblico, da noi, da ragazzi e professori presenti, stavano partendo urla e fischi. Le hostess e la security  non sono passate (almeno nel mio settore) a dire che bisognava applaudire. No, le hostess e la security quando sono cominciate le urla e i fischi,  sono passate per dire a studenti e professori questo: “Abbiate rispetto del Presidente della Repubblica, è lui che vi ospita.”

E’ cosa ben diversa dal dire che hanno detto al pubblico che bisognava applaudire.

Noi prof ci siamo guardati (ripeto, almeno nella mia zona ma quello che è successo è stata reazione comunque, quindi dubito fortemente che in altre zone le hostess abbiano detto “Bisogna applaudire” e basta).
“Ragazzi, abbiamo rispetto del Presidente della Repubblica”.  Abbiamo detto ai nostri studenti.

E’ calato il silenzio. Nessun applauso. La Gelmini è passata nel silenzio del pubblico.
Due interminabili minuti che in televisione non saranno stati trasmessi, due interminabili minuti di silenzio.
Silenzio da un pubblico di studenti e professori che applaudiva a tutto, anche al passaggio dei cavalli dei corazzieri.

Due interminabili minuti di silenzio al passaggio della Gelmini.

Non ci fate fischiare, noi stiamo zitti. Questo è il messaggio, palese e percepibile solo dai presenti.
Come dire, il silenzio dice molto di più anche di fischi e urla. Anche se in TV sarà stato opportunamente camuffato.

Veniamo ora al contenuto dell’articolo, al libretto e a wikipedia.

Si è vero: il libretto “I testi della memoria”: la nostra storia insieme compie 150 anni oltre a non contenere NESSUN nome o riferimento agli eventuali curatori, nessun riferimento alla data di stampa o alla tipografia e nemmeno alla Presidenza della Repubblica o a chi ha commissionato l’opera, il libretto contiene alla fine di ogni capitoletto delle NOTE STORICHE praticamente copiate da WIKIPEDIA senza mai citare la fonte.

Non c’è un nome, un curatore, una data di stampa, una fonte che sia una, non c’è NULLA su questo libretto se non dei documenti e delle note storiche copiate da Wikipedia (solo in alcuni casi editate, ma un minimo).

“I testi della memoria” contiene alcuni documenti divisi in capitoletti:

Ad esempio il primo, Lo Statuto Albertino Torino 4 marzo 1848. C’è il testo dello Statuto Albertino con i vari articoli e le Note Storiche a pag. 21 di cui Carlo Alberto Amedeo di Savoia è scopiazzato (editing leggerissimo) da http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Alberto_di_Savoia

“Carlo Alberto Amedeo di Savoia detto “il Magnanimo” (francese: Charles-Albert; piemontese Carl’Albert; Torino, 2 ottobre 1798 – Oporto, 28 luglio 1849) conte di Barge, settimo Principe di Carignano e Re di Sardegna dal 1831 al 1849. Ha legato indelebilmente il suo nome alla promulgazione dello Statuto fondamentale della Monarchia di Savoia 4 marzo 1848 – noto, appunto, come Statuto albertino – che rese il Regno di Sardegna, prima, e l’Italia, poi, una Monarchia costituzionale.”

e lo Statuto Albertino è scopiazzato da http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_albertino

“Lo Statuto del Regno o Statuto fondamentale della Monarchia di Savoia 4 marzo 1848, noto come Statuto albertino dal nome del Re che lo promulgò, Carlo Alberto di Savoia-Carignano, fu lo statuto adottato dal Regno sardo-piemontese il 4 marzo 1848 e fu definito, nel Preambolo autografo dello stesso Carlo Alberto, «Legge fondamentale perpetua ed irrevocabile della Monarchia» sabauda.”

Sempre le note storiche a pag. 39:
- L’assassinio di Pellegrino Rossi diciamo che è preso da qua http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Romana_(1849) e editato ma poco:

“L’assassinio di Pellegrino Rossi e la conseguente crisi politica del Papato [modifica] Il 15 novembre riaprì il Parlamento e il nuovo ministro dell’interno venne accoltellato da un gruppo di cui faceva parte un figlio del capopopolo democratico Ciceruacchio. In serata lo stesso Ciceruacchio, insieme a Carlo Luciano Buonaparte, inscenò sotto il Quirinale, una tumultuosa manifestazione, per chiedere “un ministro democratico, la costituente italiana e la guerra all’Austria”. La folla portò anche un cannone, che puntò contro il palazzo: si venne allo scontro a fuoco con gli Svizzeri e restò ucciso un monsignore addetto ai Sacri Palazzi. Pio IX convocò il corpo diplomatico e dichiarò che cedeva alla violenza e che considerava nulle tutte le concessioni che avrebbe fatto. Dopodiché assecondò le pressioni popolari, incaricando il democratico Bartolomeo Galletti di formare un nuovo ministero. La scena si ripeté due giorni più tardi, la sera del 17, quando la stessa folla armata si ripresentò davanti al Quirinale, chiedendo l’allontanamento degli Svizzeri. Ancora una volta Pio IX preavvisò il corpo diplomatico e cedette.”

- Pio IX: due righe apparentemente scritte di loro pugno,

- Assedio di Roma: non sembra scopiazzato a prima vista dalla pagina relativa di Wikipedia ma googlando meglio si scopre che il testo appartiene a questa pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Romana_(1849)

- La lettera di Mazzini ai Romani: scopiazzato sempre da qua http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Romana_(1849)

Siamo a più di tre indizi e se non ricordo male, tre indizi fanno una prova: le note storiche del libretto “I testi della memoria”: la nostra storia insieme compie 150 anni, distribuito in occasione del compleanno della Repubblica e dell’inaugurazione dell’anno scolastico in Quirinale sono COPIATE da WIKIPEDIA.

O c’è bisogno che vi riporti il resto dell’indagine?

Metti il testo su google (o cerca la voce corrispondente di Wikipedia) per ognuna delle note storiche e, ad esempio, anche quelle riguardanti Mazzini son copiate da Wikipedia, questo è il lavoro che ho fatto, riassunto nell’articolo dell’Unità di oggi.

Hanno avuto l’intelligenza di non scrivere i curatori, non sapremo mai chi si è occupato della redazione e pubblicazione del libretto con i testi dei 150 anni della nostra storia. Sappiamo solo che son stati pagati (poco o tanto non importa) per COPIARE e INCOLLARE testi da WIKIPEDIA che, con tutto il rispetto per il progetto, non è esattamente una fonte storica attendibile.

WIKIPEDIA è un’enciclopedia le cui voci sono create e curate in maniera volontaria da chiunque sulla rete (certo, con le opportune verifiche ecc. ecc.)

WIKIPEDIA è un’enciclopedia che posso scrivere io, come la puoi scrivere anche tu.

Vogliamo prendere da WIKIPEDIA un contenuto? Facciamolo pure e mettiamo la fonte. Come ho fatto io in questo post: queste voci, queste parole sono interamente prese da qui, pagina e LINK.

I furbetti incaricati della redazione del testo del libretto hanno fatto una gran furbata. Peccato che tutti, dagli studenti al prof più scarso in tecnologie, oramai usiamo wikipedia e google. La verifica del plagio è immediata.

La verifica della magra figura, anche.

Gli studenti oramai si son fatti furbi e cambiano qualche parola quando trovano quello che cercano su Wikipedia, prima di consegnarlo al prof. Hanno capito che non possono consegnare tutti la stessa ricerca e hanno capito anche che i prof sanno usare Wikipedia a loro volta.
Soprattutto entrambe le categorie, prof e studenti, hanno oramai capito che le sole informazioni fornite da WIKIPEDIA non bastano. Sono solo le prime informazioni. L’approfondimento è altra cosa.

Le fonti storiche a corredo di documenti storici poi, sono ben altro di un paio di frasi scopiazzate alla meglio da WIKIPEDIA.

Chi è il mandante di questo libretto? La Presidenza della Repubblica, il Ministero dell’Istruzione? Napolitano, la Gelmini? Dubito si siano interessati al libretto in prima persona.
Non hanno nemmeno controllato il risultato commissionato a chi sa chi, però.

Fatto sta che un libretto ufficiale con contenuti ufficiali, come questi sui documenti che hanno fatto la storia dell’Italia, andava curato nei dettagli, nelle note, nelle fonti ecc. e non copiaincollato dal primo contenuto che trovi cercando su Internet.

A far la storia così siam bravi tutti.