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Twtrfrnd: scopri contatti comuni su Twitter

Twtrfrnd è una semplice app che permette di comparare gli amici e i contatti di due account Twitter per scoprire quanti se ne hanno in comune. (via)

immagine-24Basta inserire i nickname dei due account che vogliamo comparare. Non funziona con gli account protetti.

Ho provato a comparare me e @clarita82

Twtrfrnd ci fornisce 2 elenchi:

1. I Common Friends: io e clarita abbiamo ben 489 contatti che seguiamo entrambe. E i miei 100 contatti più di vecchia data seguono anche Clarita!

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2. Gli Indicators: Che mostra come ben 512 persone che io seguo seguono anche Clarita.

immagine-42Vi può essere utile? Io vi segnalo Twtrfrnd, fatene buon uso.

Ma quali buoni amici maledetti…(cit.)

Leggevo stamattina il post di Luis Gray sull’amicizia nei social network.

Non è scritto da nessuna parte che con ognuno dei contatti dei nostri network online passeremmo volentieri del tempo nella vita reale. Anzi a volte è esattamente il contrario. Tutti amici e tutti social quando siamo dietro lo schermo dei nostri computer o in tram sui nostri telefonini, tutti online, tutti connessi. Poi magari ci si incontra per strada e non ci si saluta, non ci si riconosce. Poi magari ad un barcamp o a una blogcena non ci si presenta neanche.

Capita. Come capita nella vita reale. Esattamente allo stesso modo. Mica si può andar daccordo con tutti, no? E’ la legge della vita. Altrimenti il mondo sarebbe perfetto se fossimo tutti amici.

Però la vita digitale connessa a tanti è una sfera sociale molto particolare, con delle dinamiche strane, per certi versi esattamente uguali a quelle della real life, per altri versi sorprendenti, in termini di fiducia e relazioni che si vanno ad instaurare. E a volte alcuni “friends” dei social network diventano realmente amici, un’amicizia che parte da altri sentieri, che chi non abita la rete non può comprendere.

Aggiungiamo in continuazione persone e contatti rendendoli “friends” su Facebook, LinkedIn, Twitter, FriendFeed ecc. e su tutti i network a cui partecipiamo, ma sicuramente questo non vuol dire che potremmo invitare ognuno di loro a casa nostra, aprendo tranquillamente la porta e facendogli accarezzare i nostri bambini, no?

L’aggiunta alle nostre reti non fa il “friend”.

Twitter friends

(foto di mallix)

Anche se, sicuramente, abbiamo oramai sperimentato anche personalmente situazioni in cui le persone che conosciamo tramite la rete e i network sociali abbiano oltrepassato quella soglia della sfera personale che normalmente era riservata a compagni di scuola, colleghi familiari e parenti o che ne so compagni della squadra di calcetto o coinquilini. Persone con cui il legame di amicizia si è sempre alimentato per contatto diretto, insomma, e che poi si mantiene nonostante le distanze, perchè in qualche modo ci teniamo.

A noi accade anche che molti dei nostri contatti, anche attraverso la partecipazione fisica ad eventi tipo Barcamp, blogbeer ecc. abbiano acquisito da parte nostra una certa dose di fiducia grazie alla quale la relazione passa da impersonale ad amicizia vera e propria. Forse per alcuni/e anche qualcosa in più.

Il tutto passando da social network, mail, messenger ecc. prima che dal contatto diretto.

Ciò che è cominciato in rete quasi casualmente, per affinità e connessione per interessi simili e frequentazioni di social network si trasforma in una connessione/relazione con l’altra persona molto più personale e forte.

Ed è una relazione che è diversa ovviamente da persona a persona. Ecco perchè dire che abbiamo tanti “friends” su su Facebook, LinkedIn, Twitter, FriendFeed ecc. e su tutti i network è qualcosa di molto relativo.

I veri “friends” come nella vita reale non possono essere tutte le persone con cui siamo in qualche modo in contatto. Anche se su Facebook oramai stiamo ritracciando e riallacciando reti sociali e contatti che per anni sono spariti dalla nostra vita. Se non siamo stati “friends” fino ad oggi, se c’eravamo persi di vista e non sentivamo la mancanza l’uno dell’altro nelle nostre vite, non è scritto da nessuna parte che proprio perchè siamo “friends” su Facebook, siamo davvero ritornati amici. Anzi.

Come l’aborigeno di Guzzanti: “Compagno del liceo…ma io e te…che cazz* se dovemo di?

Ma non è questo il punto. Leggendo il post di Luis Gray, da cui hi preso spunto per la divagazione di questo post che sto scrivendo, voglio girarvi le stesse questioni che vengono poste là.

La fiducia che hai negli amici dei social media è così grande, ad esempio, da prestargli soldi o altro quando ne dovesse avere bisogno?

O da aprirgli tranquillamente la tua casa?

O da fargli conoscere tranquillamente, che ne so, i tuoi figli, la tua intera vita, quella privata, quella che non passa per ovvi motivi dal lifestream?

E non ci può essere una risposta uniforme e valida per ogni contatto. Perchè una percentuale di rischio c’è sempre. Bada bene c’è sempre anche nella vita reale, quando si tratta di instaurare relazioni di amicizia e fiducia con un’altra persona.

Sicuramente non daremmo nè le chiavi di casa nè il numero della nostra carta di credito a nessuno. In rete come nella vita reale, ma questo non significa certo che non si possano instaurare legami forti e relazioni personali che vadano al di là dello schermo del computer.

Che diventano importanti, che diventano amicizia reale.

Alcune domande ci possono aiutare a capire il livello di relazione instaurato con un “friends” dei social network:

  1. Inviteresti un “friend” a dormire a casa tua per qualche notte anzichè farlo andare in un hotel se sai che capita dalle tue parti?
  2. Raccomanderesti un “friend” incontrato online per un annuncio di lavoro che ti passa fra le mani, lo presenteresti a chi di competenza come il candidato ideale e come persona di fiducia?
  3. Acquisteresti un prodotto per un online friend che te lo chiede e glielo invieresti prima di ricevere i soldi da parte sua?
  4. Pagheresti le bollette del telefono, di internet, della luce per un online friend che ha problemi di soldi in un periodo particolare?
  5. Condivideresti una stanza in hotel con un online friend, magari in occasione della partecipazione ad uno stesso evento in un’altra città, anche se non vi siete mai visti prima di persona?

Sono solo esempi di situazioni capitate a me o ad altri amici “di rete”.

Vi va di condividere la vostra esperienza nei commenti?

LinkedIn: nuove applicazioni e condivisione di Slideshare

Linkedin è una rete sociale di professionisti, uno strumento studiato per facilitare la creazione e il mantenimento di una rete di contatti legati alla sfera lavorativa.

Quando creo il mio account su Linkedin , vado poi ad inserirvi dentro, a mò di curriculum la mia formazione e le esperienze lavorative insieme ai motivi che mi spingono ad unirmi a questa community online (cambiare lavoro/ ricevere offerte/ fornire consulenza, ecc.). Posso poi invitare altri contatti, persone che conosco e di cui possiedo l’indirizzo di e-mail, oppure cercare persone il cui profilo mi interessa professionalmente parlando. Linkedin invia un invito via e-mail che se accettato dai destinatari, vengono aggiunti ai miei contatti.

Linkedin offre alcuni strumenti per facilitare la ricerca dei contatti ed esplicita le relazioni fino a tre livelli di distanza. La mia rete potenziale di contatti è formata infatti da tuii i miei contatti diretti (1° livello), tutti i contatti dei miei contatti diretti (2° livello), tutti i contatti di ogni contatto (3° livello). Per approfondire leggi su 2puntozeropertutti e da webeconoscenza.

LinkedIn, il social network professionale, ha appena lanciato la nuova piattaforma con molte nuove funzionalità (vedi su techcrunch e su linkedin blog per i dettagli). LinkedIn lancia la sua piattaforma di applicazioni basata su OpenSocial e chiamata InApps.

SlideShare è una delle prime ad utilissime applicazioni ad essere stata aggiunta! Lo spiega nel video la CEO di SlideShare, Rashmi Sinha.

SlideShare per LinkedIn ci permette ora di condividere direttamente le nostre slides con il nostro network professionale su LinkedIn, vedere le slide di altri contatti del nostronetwork, e di postare direttamente commenti sulle slide. E’ praticamente un mini-SlideShare dentro LinkedIn. Ottimo per condividere le nostre esperienze professionali con i contatti di LinkedIn, network con il quale prevalentemente condividiamo esperienze lavorative e curriculum.

E’ possibile far apparire le nostre presentazioni SlideShare automaticamente sul profilo LinkedIn.

Le applicazioni disponibili al momento su LinkedIn sono TripItSlideShare e Google Presentations, blog feeds da WordPress e Six Apart, file storage e collaborazione da Box.net, online workspaces da Huddle, e una Reading List app da Amazon ed inoltre alcune applicazioni, tipo un tracking per monitorare ad esempio se un’azienda/nome viene nominato su Twitter e una applicazione per creare sondaggi.

Alcune delle applicazioni in demo nei video seguenti:

Phweet per chiamare qualcuno con Twitter

Phweet, un servizio che utilizza il nostro account Twitter e che ci permette di chiamare un nostro follower su Twitter senza utilizzare alcun telefonino messenger.

Per chiamare e quindi parlare in viva voce con i nostri amici di Twitter ecco come fare: vai su Phweet, inserisci le tue credenziali di accesso a Twitter, inserisci il nome del follower di Twitter che vuoi chiamare, volendo puoi inserire un messaggio per il destinatario dell’invito, che ovviamente il nostro contatto riceverà via Twitter, puoi decidere che il messaggio sia un DM quindi rimanga privato, poi accetta i termini del servizio e invia.

Il contatto a cui abbiamo inviato l’invito e la chiamata riceve un twit d’avviso grazie al quale potrà decidere se avviare la chiamata con noi o meno. Come? Semplicemente inserendo username e password di Twitter e attivando microfono e cuffie. Gratis e facile come con i vari messenger.

NB ne aveva già parlato citandomi anche lui qui. Me ne accorgo ora (il post era programmato).