Materacamp 2009: quello che io non ho visto (ma non per questo non c’era)

C’è una parte di Materacamp che non ho vissuto se non in parte: gli interventi! Non li ho visti nè sentiti, ma gli interventi, i contenuti, al Materacamp ci son stati, e come!! Nonostante abbia letto chi afferma il contrario, non avendo nemmeno messo piede in Mediateca, sabato scorso.

Io ero solo impegnata con Clara e gli altri, a far la trottola, come doveva essere. Ma i contenuti, gli interventi, ci son stati. Due sale interne, una esterna, con libertà e fluidità, come deve essere ad un Barcamp. Chi ha voluto, ha parlato, chi non ha parlato, ha ascoltato, tutti partecipanti, ognuno a suo modo.

Un’orda di Blogger ha invaso Matera nel ponte del 2 maggio, come sapete.

(foto di gigi.cogo)

E non si è trattato di solo cazzeggio. Ci son state critiche costruttive, ma anche qualcuno che ha detto che contenuti al MateraCamp non ne sono passati perchè le blogstars avevano di meglio da fare (non ti linko, mi son rotta di sentirmi rispondere dallo scorso anno che è un “cateclaracamp” da chi neanche ci mette piede).

Foto di vitocola

E allora questo cartellone che ci stava a fare? E le tre sale? E tutti questi post-it? E tutta la gente che era seduta, che si spostava da una parte all’altra. Non saranno mica venuti solamente a scoccare l’abbondante pranzo offerto? Non mi è sembrato.

Ecco, pertanto cosa mi son persa, a malincuore:

- Meteomatera che ha parlato di tempo e web (non di quanto tempo perdiamo sul web, ma del meteo…bella giornata infatti durate il camp, meno male)!!

- Nicola Greco (16 anni, ripeto 16 anni) ha parlato di BuddyPress. E’ uno degli sviluppatori, il ragazzo ha futuro. tenetelo d’occhio. (Tra l’altro è quasi mio compaesano e cugino di una mia ex compagna di scuola, il mondo è piccolo).

(foto di brezzalago)

Sul sito italiano di BuddyPress capiamo di che si tratta quello che Nicola presenta: trasformare una installazione di WordPress MU in una piattaforma di social network. Una gran figata (in piccolo sperimentata qui http://blogeventi.com/ )

I’m giving a speech about “What’s BuddyPress” and a little introduction to BPDEV plugins.

Il suo blog è in inglese. Se avessi anche un solo alunno che si destreggia con inglese e internet come lui, sarei la docente più contenta al mondo! Complimenti, Nicola.

- Gfoss ha raccontato di quante belle cose si possono fare con il software geografico libero. E poi si son messi a mappare Matera. Interessante il progetto  Open Street Map, presentato da Francesco de Virgilio, della comunità italiana openstreetmap.

- Gli eBayers hanno tenuto i loro incontri (non mi chiedete di che hanno parlato, però, vi rispondo non lo so. Erano tutti attentissimi, molto più dei blogger, questo va detto).

- C’è stato l’intervento su “Web Marketing e Green Marketing applicati alla commercializzazione dei prodotti agro alimentari” (almeno leggo dal post-it appeso). Non so dirvi al momento chi lo ha tenuto.

- Irene/Cucina Senza Senza è stata seguita ed applaudita nel suo intervento provocatorio dal titolo “Dalla padella alla Brace”. Husband era entusiasta. Io avrei voluto, meno male che c’è la Presentazione scaricabile!!!

Di cibo ci siamo occupate anche noi trottole, ma a scopo sociale: sfamare voi! Più che con tante belle parole, con i guanti, col grembiule e con i fatti!

(foto di gigi.cogo)

- Sandro e i ragazzi di Ideama hanno presentato l’approccio “Immagine, Comunicazione, Usabilità” spiegando anche le scelte applicate al sito del Materacamp.

- Stefania Mele, una delle organizzatrici del Materacamp, la prima a sinistra nella foto sopra, ha anche  presentato “45 piccole idee anticrisi” (le slides qui di seguito).

Ed ancora, eccomi a riferirvi del progetto Marro’ws dei nostri amici turchi Ali R?za Babao?lan e Aykut Karaalio?lu di Impreda Technology. Son stata praticamente precettata a tradurre l’intervento per i non English Speaker, ma l’ho fatto con vero piacere. Quindi è praticamente l’unico intervento che ho avuto modo di seguire per intero e con la massima attenzione, per non raccontare al pubblico in sala delle fesserie, traducendo ad capocchiam.

Foto di Amantealive.it

I nostri due simpaticissimi amici turchi con il progetto Marro’ws vogliono provare risolvere i problemi dei contenuti sul web, della loro organizzazione per una migliore fruizione da parte dell’utente che possa essere in grado di trovare esattamente quello che cerca, quando cerca un pezzo di informazione.

Se pensiamo a quando cerchiamo qualcosa su Google, capiamo quanto per un utente inesperto (ad esempio la mamma di Ali che cerca una ricetta) i contenuti del web siano mal organizzati e impossibili da ritrovare dopo del tempo, senza i dovuti accorgimenti. La soluzione del progetto Marro’ws è un sistema di informazioni organizzato, mediante il quale, con semplicità (ed anche senza registrazione) condividere e raccogliere i contenuti (come quando ritagliamo dai giornali gli articoli che ci interessano e ce li archiviamo secondo il nostro particolare criterio di pertinenza ed utilità, questa la metafora utilizzata), grazie ad uno strumento che si colloca tra il 2.0 e il 3.0, quindi il semantico.

Il funzionamento di Marro’ws è semplicissimo: selezioni il pezzo di articolo o post che interessa, grazie al bookmark per Firefox e lo salvi con un click nel tuo contenitore sotto forma di short URL personalizzabile. Il contenuto in formato indirizzo URL potrai poi esportarlo da  qualunque accesso internet, in un e-mail oppure pubblicarlo su twitter e facebook ecc. o ancora salvarlo in formato PDF o file doc, html ecc.

(ma magari poi vi faccio un post a parte su Marro’ws, intanto i due amici dopo Matera se ne sono andati al NEXT’09 conference in Germania dove hanno tenuto un’altra presentazione http://www.next-conference.com/next09/)

- Ernesto Belisario/Diritto 2.0 con “La guerra del copyright non si combatte solo nelle baie” (meno male che ci son le slide!!)

- Marco Massarotto, Stefano Vitta e Mafe De Baggis sulla  “Community First”, abbozzata solo la scorsa settimana dallo stesso boss di Hagakure. Nello spazio esterno. Anticamera del raduno dei blogger che sarebbe seguito da lì a poco.

- C’è stata, infatti, contemporaneamente a Community First, la presentazione del gruppo degli scrittori collettivi in Second Life, coordinati da Azzurra Collas/Lorenza Colicigno, sul progetto di romanzo collettivo “La torre di Asian” -  http://romanzocollettivo.ning.com

Tutto bene, finché metto alla prova le mie capacità tecnologiche, qui ammetto una caduta radicale, quasi un abisso!! Segnale basso e quindi niente SL, mi dispiace, so che il gruppo è lì ad aspettare il collegamento, ma pazienza.
Il mio pc, che in effetti aveva fatto i capricci il giorno prima, decide di oscurarsi e di oscurare le bellissime foto-documentazione di Asian. Qui mi sento un po’ persa (si sarà visto?), ma poi, Lorenza aka Azzurra reagisce e torna all’arcaico strumento della parola, in cui, diciamo la verità, è abbastanza ferrata.

La presentazione di Lorenza, come potete leggere dalle sue stesse parole, ha avuto qualche difficoltà tecnica che non è stato possibile risolvere, e di questo mi dispiace molto.

Un appunto mio a noi dell’organizzazione sullo svuotamento della sala avvenuto durante  il romanzo collettivo. Abbiamo sbagliato a distribuire il gioco Blogstar proprio in questo momento.

A me, trottola,  ha dato la sensazione del “Il matrimonio è finito, questa è la bomboniera, andate in pace”. A cui si è aggiunto l’afflusso di massa dei blogger più noti, me compresa, nello spazio esterno.

In pratica ad un certo punto il richiamo del cazzeggio blogosferico ha distolto l’attenzione dal resto del camp, diciamocelo!

Allora veniamo alla parte ludica del materacamp, qui c’ero!

Il Flame in realtime di Maxime e Dania,

(foto di lafra)

il Minchia 2.0 coordinato da Siskaceska Ferrara e Marileda Maggi, l’aperitivo a “tarallucci e vino” offerto da me per ringraziare e festeggiare il quarto posto di Bilbao.

(foto di Amantealive.it)

Comincio col prendere in prestito le parole di Dania:

Non esiste un modo giusto o sbagliato per partecipare a un BarCamp. Qualunque sia la tipologia della tua presenza in rete e il motivo che ti spinge a socializzare, dal vivo, con altri blogger, l’unica cosa che dovresti cercare di fare è rilassarti, divertirti e prenderti, sempre, poco sul serio.

immagine-41

(foto di Ali R. Babao?lan)

Ed è proprio prendendoci poco sul serio che, tutti stravaccati nello spazio esterno della Mediateca, ci siam divertiti un po’. Ma magari ve lo racconto in n altro post.

Materacamp 2009: cominciamo coi ringraziamenti

Ieri 2 maggio ha avuto luogo il MateraCamp (lo sanno anche i sassi oramai :-) ).

C’è tanto da raccontare ma voglio cominciare con i cosiddetti “doveri istituzionali” e quindi dal ringraziare di cuore chi si è arrotolato le maniche e si è messo a disposizione a vari livelli affinchè questo Barcamp lucano riuscisse bene.

Il Materacamp è stato, mai come questa edizione, una sinergia di forze e teste incredibile. Un bel gruppo a cui va il merito di aver reso possibili queste splendide giornate materane (perchè, come già sapete, è dal 30 sera che, con i primi arrivi a Matera, la macchina social e dell’accoglienza si è messa in moto, dando il benvenuto, accompagnando, dando passaggi, facendo cenare ecc. gli ospiti che man mano sono arrivati).

Io e Clarita abbiamo avuto più visibilità perchè più conosciute e più presenti sui social network, proprio per questo, questo post è doveroso, da parte mia. Per ringraziare TUTTI TUTTI TUTTI.

foto di vitocola

E comincio ovviamente con il ringraziare gli ottimi Clarita e Gianfranco, veri e propri padroni di casa, insieme al mitico staff della Mediateca Provinciale, la location che ci ha ospitati, perchè hanno faticato per la riuscita del Materacamp davanti e dietro le quinte.

Grazie a voi, Loredana, Rosa, Brunella, Bruno, Carla, Fabio e Leo e grazie ai membri della neo costituita Associazione Materacamp: Brunella, Stefania e Severino, Sandro e Gabriella.

Ringrazio Husband, Ernesto, Marcello, gli Ideama boys, Francesco e gli altri organizzatori del raduno a noi gemellato, quello dei Power Sellers di Ebay.

La macchina organizzativa del Materacamp si è poi avvalsa della collaborazione preziosissima di GFoss, Egghia, Sassiland, Videouno, Agenzia Lionetti, La Stamperia Liantonio, Blogo e Blogstargame, MTCom, B&B La casa dei Sassi, Personalizzami,per l’accoglienza, la comunicazione, la gadgettistica ecc.

Un grazie immenso a chi non ci ha lasciato a stomaco vuoto: Consorzio di Tutela Vini MateraDOC, Derado, Villa Schiuma, Consorzio del Pane di Matera, Peperoni Pennella, Masseria Grieco, Panificio San Giacomo, Bottega dei Sassi, Le dodici Lune, La Cantina della Bruna. Grazie per aver sfamato i 200 e passa partecipanti del Materacamp, credo di poter dire anche da parte di ognuno di loro.

Un grazie anche ai nostri media partner Liquida e Geek Files.

E vi rimando ad un prossimo post invece col racconto del Materacamp, visto da me.

Materacamp09 a Buongiorno Regione Basilicata

Grazie a Videouno e al TGR Basilicata, il Materacamp09 arriva sui media tradizionali. L’intervista a Clarita è stata trasmessa nella trasmissione Buongiorno Regione, in onda su Raitre oggi alle 7.30, a cura della redazione della Rai a Potenza.


Materacamp09: la RAI intervista Clarita from Clara Longo on Vimeo.

Ed inoltre ricorda:

Matera Blogbeer“: http://barcamp.org/materacamp09. Puoi seguire questo evento anche attraverso l’apposita pagina di Facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=147392995112.

Materacamp in Cena“: http://barcamp.org/materacamp09. Puoi seguire questo evento anche attraverso l’apposita pagina di Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=54020457751.

Materacamp 2009: siete caldi????

A grande richiesta, torna il Materacamp…edizione 2009 e la grande macchina organizzativa lucana si è già messa in movimento per questa nuova avventura!!!

Per i neofiti, cos’è un barcamp?
Il BarCamp e’ una “non-conferenza” tematica, nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere nozioni in un ambiente libero e aperto al confronto. E’ un evento intenso con discussioni, dimostrazioni e molta interazione tra i partecipanti. Chiunque abbia qualcosa da condividere o il desiderio di imparare e’ benvenuto e invitato a partecipare. Quando arrivi, sii preparato a condividere con i barcamper. Quanto te ne vai, sii preparato a condividere con il mondo. Niente spettatori, solo partecipanti!
L’intento è quello di presentare ai cittadini, alle aziende e alle associazioni le esperienze, le attività e i modelli di business che in altre parti d’Italia e del Mondo stanno facendo crescere un nuovi mercati e contemporaneamente stanno supportando i vecchi verso la ripresa economica. In questa prospettiva di sviluppo le aziende e le associazioni sono quelle che per prime vanno informate, istruite ed educate alle nuove tecnologie, ai nuovi media e ai nuovi modelli di business, affrontando i problemi più rilevanti per svilupparne le potenzialità. L’idea di un’incontro a Matera ha ulteriori finalità non meno importanti. La città di Matera con le sue grosse carenze dal punto di vista delle reti di comunicazione ferroviarie e autostradali è il luogo ideale per promuovere uno sviluppo in questo senso. (via)

Quando è previsto il Materacamp?
E’ oramai tradizione organizzare questo Barcamp lucano nel mese di maggio. E per ovvi motivi logistici/organizzativi quest’anno la scelta è caduta su sabato 2 maggio. Come per lo scorso anno ci saranno delle attività turistiche e ludiche che interesseranno l’intero ponte del 1° maggio, di modo che i “forestieri” che vengono da tanto tanto lontano possono essere ripagati dalle fatiche del viaggio visitando luoghi incontaminati e pieni di fascino e assaporando delizie dal gusto unico tipo i celeberrimi peperoni cruschi, l’altrettanto famoso espressino freddo, il pane di Matera e così via.

Quale sarà il tema di questo barcamp?
Visto il “felice e prospero” periodo che stiamo affrontando, stavamo pensando di concentrare gli interventi su su come il web e la tecnologia possano aiutare l’economia a sconfiggere la crisi. Ovviamente questa è un’indicazione generale.

Quali sono stati i feedback delle scorse edizioni?
Puoi leggere tutto sui wiki delle altre edizioni del Materacamp: tanti blogger hanno partecipato e hanno messo nero su bianco la loro esperienza materana.

Se hai voglia di collaborare con me & Clara & husband & Gianfranco per organizzare questo importante evento che vede la città dei Sassi e la Basilicata al centro dell’universo virtuale e della blogosfera, basta inviarci un’email!

E puoi anche passare parola sul tuo blog… Ogni aiuto è ben accetto…

Ovviamente c’è un wiki dedicato all’evento… eccolo: http://barcamp.org/materacamp09 che è quello dove bisogna iscriversi per comunicare la propria partecipazione

Ovviamente siamo anche su Facebook http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=9935a04348903c09054dc505b16680fa&gid=51261770673

Twitter : http://www.twitter.com/materacamp

Friendfeed: http://www.friendfeed.com/materacamp

Flickr dove saranno caricate le foto: http://www.flickr.com/groups/1000328@N24/

[Marchette] Anche io sto provando Oral-B Professional Care 8500

La PromoDigital (nella persona di Umberto) mi ha contattata insieme ad altre blogger per testare questo spazzolino elettrico: lo Spazzolino Elettrico Ricaricabile Oral-B Professional Care 8500.

Ovviamente ho accettato. Ovviamente ho in mano lo spazzolino elettrico. Ovviamente mi ci sto lavando i denti. Altrimenti come lo scrivo il post di recensione?

Di mio e di originale posso scrivere solo che il prodotto è buono, come ho fatto a non provare mai prima uno spazzolino elettrico? E mi fermo qui.

Pur avendo io tutto il materiale informativo da cui trarre le info per questo post. Dopotutto ce lo fanno provare per parlarne e per pubblicizzarlo, è chiaro. Per le caratteristiche e altri dettagli, invece vi rimando da Clarita e da Elena.

Hanno praticamente scritto tutto loro, e anche di più. E allora perchè questo post non sembri un redazionale pubblicitario, leggete là. Io torno a lavarmi i denti con Spazzolino Elettrico Ricaricabile Oral-B Professional Care 8500, con permesso!

PS ah comunque lo usano anche tanti altri blogger (solo che loro l’hanno regolarmente acquistato!!)

Twittercount: mostra la tua popolarità su Twitter

TwitterCounter è un servizio che i Blogger troveranno molto utile soprattutto da condividere sui vari Social networkers o sul blog stesso per condividere e tracciare giorno dopo giorno i followers che possiedono su Twitter. E’ possibile infatti aggiungere il tuo profilo TwitterCounter sui blog o sui profili dei social network e così attirare altri followers. Basta inserire il proprio nickname per ottenere il grafico dei propri followers.

Funziona ovviamente con gli account non protetti. Non potendo provare col mio, faccio gli auguri con un link omaggio a Clarita nel giorno del suo compleanno:

Il TwitterCounter si aggiorna automaticamente e quotidianamente ed è possibile postarlo sul blog per mostrare a tutti la propria popolarità su Twitter. Basta copiare/incollare il codice che renderà un simil feedburner ma per Twitter:

Questo è quello di clara:

<a href=”http://twittercounter.com/?username=clarita82″ title=”TwitterCounter for @clarita82″><img src=”http://twittercounter.com/counter/?username=clarita82″ width=”88″ height=”26″ style=”border:none;” alt=”TwitterCounter for @clarita82″ /></a>

Questo il risultato:
TwitterCounter for @clarita82

Basta cambiare nickname per avere il proprio. Prevede una blogosfera invasa da twittercounter.

TweetShots: screenshot per Twtter via bookmarklet

TweetShots permette di catturare direttamente da web la schermata (screenshot) di un tweet da Twitter e di inviare la schermata per email oppure pubblicare direttamente su Tumblr oppure, ancora, di prelevare il codice HTML embeddable utile per inserire l’immagine dello screenshot su qualsiasi blog o pagina web.

Basta creare il bookmarklet (la cosa interessante è che si può personalizzare) e trascinarlo nella barra dei segnalibri del nostro browser. Una volta che abbiamo il bookmarklet e vogliamo fare lo screenshot di un twit particolarmente interessante che vogliamo mostrare altrove, basta andare sulla pagina dello status del singolo tweet, cliccare sopra il bookmarklet e così ottenere lo screenshot dalla finestra popup che si aprirà. (via)

Ovviamente gli account protetti non vengono presi:

Barcamp in Italia: intervista quadrupla agli organizzatori

Tra Aprile e Maggio si son svolti in Italia, da nord a sud ben 4 Barcamp.

(Manfrys eri tu quello che aveva proposto di metter su delle linee guida per i Barcamp, vero?)

Con questo post voglio proporre una riflessione sui Barcamp, mediante una sorta di intervista quadrupla ai quattro meravigliosi organizzatori dei quattro eventi Barcamp (in ordine puramente cronologico): Twittercamp, FoodCamp, MateraCamp e iWordcamp.

L’intento è quello di ricavarne delle riflessioni utili sul fenomeno Barcamp da condividere con la blogosfera. Di solito i partecipanti al ritorno da un Barcamp ne continuano a parlare sui loro blog in una sorta di coda lunga post camp che procede anche con le critiche del caso. Critiche spesso rivolte agli organizzatori, oppure alla location non adatta, oppure al clima non Barcampesco (ma esiste un vero clima barcampesco?) oppure ad altro.

Come sapete, io (e husband) abbiamo partecipato a due dei 4 Barcamp (a Mestre e Matera, e nel secondo abbiamo dato anche una mano a Clara per l’organizzazione). Ci sarebbe (soprattutto a husband, e per motivi molto diversi dai miei ;-) ) molto piaciuto essere presenti sia in Molise che a Milano, ma tutto non si può fare, soprattutto per questione di tempo.

Ho letto però i vari feedback di tutti e quattro i Barcamp e fondamentalmente si può affermare che tutti e quattro gli eventi, seppur diversissimi fra loro, sono andati molto bene, in termini di partecipazione, numeri, clima che si è creato, diffusione dell’evento al di fuori della cerchia dei soliti noti ecc. ecc.

Possiamo però anche affermare anche che son stati 4 Barcamp diversissimi fra loro. E questo conferma la regola che il Barcamp non è un format predeterminato, nè ci sono regole di organizzazione e/o svolgimento dell’evento stesso che possano influire o meno sulla riuscita del camp.

I Barcamp sono fatti dalle persone, in fondo.

Da come le persone lo vivono, lo pensano, ne prendono il meglio in termini di occasione di incontro e scambio di idee, confronto. Non importa quale sia l’argomento del camp e secondo me neanche la location.

Ecco, avevo voglia di scrivere un post approfondito che sorge proprio da questa considerazione:
4 Barcamp (Twittercamp, FoodCamp, MateraCamp e iWordcamp ), 4 eventi diversi tra loro per scopi, location, tematica e partecipanti.

Tutti e 4 rusciti: qual è la ricetta? Qual è il segreto?

4 meravigliosi organizzatori (a detta di molti) a cui ho chiesto un po’ del loro tempo per rispondere alle seguenti domande, buttate giù tenendo conto di tutte le sfaccettature che può avere l’organizzazione di un Barcamp.

Gigi, Antonio, Clara e Paolo organizzatori rispettivamente del Twittercamp, FoodCamp, MateraCamp e iWordcamp hanno risposto volentieri a quanto segue:

BARCAMP QUESTIONS:

Cos’è un Barcamp?

Antonio - Un gruppo di persone che è in relazione grazie alla rete, che decide di sperimentare la dinamica di relazione propria della rete anche nella cosiddetta “vita reale”.

Gigi - Formalmente quello che dice wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp

Clara - Utilizzo la definizione di wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp), semplice ed essenziale. BarCamp è una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi.
Gli eventi si occupano soprattutto di temi legati alle innovazioni sull’uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali.
BarCamp e’ una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.

Cos’è un barcamp secondo te?

Antonio - Vedi sopra :)

Gigi – Informalmente qualsiasi cosa, qualsiasi momento, qualsiasi forma di relazione sociale fra abitanti della rete.

Clara - Secondo me il barcamp è una manifestazione che ha tre scopi:
1) permette di conoscere e di incontrare i “colleghi” blogger che si frequentano quotidianamente attraverso le proprie pagine web ed i social network;
2) permette di discutere e approfondire gli argomenti del web, del blog, delle innovazioni creando anche opportunità di partnership e di lavoro;
3) permette la promozione del territorio in cui si svolge la manifestazione.

Cosa ti ha spinto ad organizzare un barcamp?

Antonio - Due cose: l’interesse per l’argomento cui era dedicato (in questo caso il food annessi e connessi) e il rapporto con le persone che avevano avuto l’idea (in questo caso Vittorio Pasteris, Zeno Tomiolo e altri).

Gigi – La voglia e la necessità di contaminare altri settori sociali, istituzionali ed economici con le dinamiche proprie della rete “abitata”.

Clara - Il Materacamp è stato organizzato per la prima volta nel 2007 da un gruppo di blogger locali guidati da Giovanni Calia aka Estragon. E’ stata proprio un’idea di quest’ultimo la realizzazione di un simile evento a Matera in cui è forte il contrasto tra la mancanza di infrastrutture (Matera non ha la Ferrovia dello Stato, la Basilicata non ha un aeroporto) e la voglia di creare opportunità di sviluppo del territorio attraverso le infrastrutture virtuali con la tecnologia.
Personalmente ho curato l’organizzazione della seconda edizione del Materacamp, tenuto a maggio 2008, insieme a Caterina aka Catepol, Alfredo aka Sirdrake e rispettivi partner (compreso il mio), Donato aka Hyperbros e Giovanni aka Estragon. Sono stata anch’io spinta dalle stesse motivazioni di Giovanni e dall’amore per il mio territorio, secondo me pieno di potenzialità che possono essere evidenziate nettamente grazie al web e alle tecnologie.

Avevi già organizzato o partecipato ad un barcamp?

Antonio - Partecipato sì, a più d’uno. Organizzato no.

Gigi – Si, lo scorso anno il Venetobarcamp come organizzatore e come frequentatore 4 o 5 in giro per l’Italia

Clara - Sì, avevo partecipato al Materacamp 2007.

Come hai scelto la location e perchè?

Antonio - Per una serie di motivi:
- volevo uscire dalla solita “grande città”
- volevo un nesso col tema food
- volevo un nesso con eventi locali di “vita reale”
- volevo che ci fossero lì blogger da coinvolgere.

A San Martino in Pensilis (CB) abbiamo trovato tutto questo, e perfino un comune che ha offerto ai bloggers ospitalità gratis!

Gigi- Semplicemnte sfruttando un opportunità. C’erano dei convegni formali e delle location istituzionali, ho chiesto se mi davano spazio gratis.

Clara - Come ho già scritto due domande fa, Matera è stata scelta come location soprattutto per il contrasto creato dalla mancanza di infrastrutture e quindi la necessità di far passare lo sviluppo di questo territorio attraverso le reti virtuali e le tecnologie. E poi Matera è una città bellissima ricca di storia, fascino e cultura. Un luogo in cui tutto è emotivamente accentuato. E l’incontro tra blogger appare ancora più magico.

Quanto è importante la location, che caratteristiche deve possedere per poter svolgere un barcamp?

Antonio

- deve avere una connessione wifi efficiente
- deve avere una sala, un luogo di riferimento
- deve avere almeno un microfono e un proiettore
- deve essere la meno isolata possibile rispetto al “resto del mondo” che vive là fuori.

Gigi – Secondo me nessuna importanza. L’unica importanza fondamentale in un evento sociale sono le persone e le relazioni.

Clara - La location è fondamentale. Non dev’essere fredda e distaccata ma deve armonizzarsi alla perfezione con gli animi trepidanti dei partecipanti. Un luogo incantato dove poter condividere la giornata al di là dei tecnicismi barcampici.

Era associato un qualche tipo di evento correlato al barcamp?

Antonio - Sì, due:
1) la tradizionale “Carrese”, storica corsa dei buoi, la festa più importante dell’anno
2) “Sosta al Tratturo”, una rassegna di produttori artigianali di cibi e vini, che nell’ultima giornata del FoodCamp si sono uniti a noi dando vita ad una discussione molto interessante e ricca.

Gigi- Si, degli eventi tradizionalemnte ingessati e formali. Proprio per questo volevo far conoscere i due mondi.

Clara No. (come no Clara? era casuale il ponte del primo maggio di cui tutti hanno approfittato? LOL)

Hai fatto in modo di far capitare il barcamp insieme ad altri eventi particolari? Perchè?

Antonio - Credo che web 2.0 significhi ANCHE “contaminare” delle dinamiche che i blogger sperimentano in rete la cosiddetta “vita reale”, e dunque occorre non separarsene, ma cercare tutte le occasioni di incontro.

Gigi – Proprio per quello che ho detto sopra. In pratica mi interessava far capire le dinamiche della parte abitata della rete ad aziende e istituzioni. Oggi è possibile mutuare comporatmenti di relazione sociale/digitale anche in altri contesti. Io lavoro per questo, è il mio mestiere. Utilizzare tecnologie abilitanti sia industriali che sociali che possano far vivere meglio lo stato di cittadinanza digitale.

Clara - Essendo Matera una città turistica molto difficile da raggiungere, quest’anno la data scelta, il 3 maggio, non è stata casuale ma dettata dalla volontà di organizzare anche una visita turistica approfondita del territorio soprattutto i partecipanti venuti da molto molto lontano. Al termine di questa visita turistica, organizzata in collaborazione con altre associazioni culturali che si sono messe a disposizione dei partecipanti, è stata realizzata anche la prima Blogbeer materana, primo momento blog-social pre materacamp.

I blogger notoriamente pretendono 2 cose da un barcamp: il wifi libero e il cibo. Come hai organizzato questi aspetti?

Antonio - Il wifi era offerto dal  comune e allestito da un locale provider. E funzionava ottimamente. Per il cibo, visto il tema non c’erano problemi :)
Il FoodCamp si è giovato di tre sponsor, diciamo così, “tecnici”: San-lorenzo.com, Fattoriaitaliana.com, Acetaiasangiacomo.com. Per di più le bancarelle della “Sosta al Tratturo” hanno integrato coi loro prodotti. Un’ottima esperienza sotto ogni punto di vista :)

Gigi- Il wi-fi libero è stato fornito da chi ci ospitava a gratis. Il cibo è stato favorito dall’accordo con un azienda di catering a prezzi abbastanza modici.

Clara - La scelta sulla struttura ospitante il Materacamp non è stata casuale: è stato scelto un luogo in cui il wi-fi fosse già presente per evitare complicazioni tecniche. Per quanto riguarda il cibo, la società che aveva già offerto i suoi prodotti al primo Materacamp si è resa nuovamente disponibile insieme ad un consorzio di prodotti tipici ed all’associazione per la valorizzazione del pane di Matera. Inoltre è stato coinvolto anche l’Istituto Professionale Alberghiero di Matera che ha curato l’allestimento e la gestione del buffet.

Hai avuto qualche tipo di contributo?

Antonio - Non direttamente in denaro, ma indirettamente sì: dagli sponsor di cui sopra, in forma di cibarie e vini, e dal comune, in forma di ospitalità per i pernottamenti.

Gigi – No, di nessun tipo. Ho contato sulle dinamiche di rete, sul passa parola e sul mio tempo a disposizione per far decolalre e gestire l’evento.

Clara - I contributi avuti sono stati tanti. Numerose sono state le aziende e le associazioni (molto web 1.0 o anche 0.0) che hanno offerto qualcosa in questo Materacamp: dai badge all’acqua, dal cibo alla realizzazione della diretta streaming dell’evento, dalla location alle visite turistiche. Inoltre il Comune di Matera ci ha concesso il patrocinio per l’affissione delle locandine e un contributo economico di €200.

Come ti sei organizzato per ottenere questi contributi e per cosa li hai utilizzati?

Antonio - Per il Comune è stato essenziale il coinvolgimento di un imprenditore agricolo-blogger: Francesco Travaglini di Parcodeibuoi.com, è lui che ha coinvolto il comune e tutto il resto.

Gigi – Nessun contributo, solo locazione gratuita e comodato di tecnologie (lo streaming ad esempio)

Clara - Il contributo economico è stato utilizzato per la stampa delle locandine, il noleggio delle tovaglie per il buffet e altre piccole spese.

Sei ruscito a coinvolgere altri blogger nell’organizzazione? Quale è stato il loro contributo?

Antonio - Francesco Travaglini, come già detto, Vittorio Pasteris, il vero artefice iniziale dell’idea, e un manipolo di altri sei o sette blogger, coinvolti attraverso un semplice google-group.

Gigi – No per l’organizzazione. Si per la gestione. Il Barcamp l’ho ideato e preparato tutto da solo. Con la mia auto durante la notte ho portato le attrezzature, ho inscatolato i gadgets e le brochure, e altre 100 amenità. Quindi tutto da solo per passione e per passare il tempo con cose che mi piacciono e mi soddisfano.
Poi ho fatto una cena social con i blogger veneti per chiedere da loro un contributo durante la giornata del Barcamp e lo hanno dato facendo le solite preziosissime cose: attaccare i post, it, registrare le persone, distribuire i gadgets, le interviste ai relatori, preparare il portale di aggregazione, ecc.

Clara - Come ho già scritto prima, mi hanno coadiuvato nell’organizzazione di questo Materacamp 2008 il mio Gianfranco (www.gianfrancogiusto.it), Caterina (www.catepol.net) e il suo Michelangelo, Alfredo (www.sirdrake.tv) e la sua Mariangela (http://tommasina.blogspot.com), Donato (www.hyperbros.com) e Giovanni (www.estragon.net). Poiché non abbiamo avuto molto tempo non ci siamo divisi per bene i compiti… tutti hanno fatto un po’ tutto.

Meglio organizzare da soli o in gruppo? I blogger sanno organizzare qualcosa insieme secondo te?

Antonio - In gruppo, non c’è dubbio: dove non arriva uno arriva un altro, non c’è alternativa. Diffidare dei cosiddetti BarCamp organizzati da una persona sola: è facile che si tratti di una sua iniziativa personale (se non “aziendale”) spacciata per BarCamp.

Gigi – Meglio da soli, secondo me. Ma forse non ho curato abbastanza il coinvolgimento, ovvero l’ho fatto solo in forma digitale e non analogica.

Clara - Meglio organizzare in gruppo. Il brainstorming è il miglior strumento per organizzare bene un barcamp. Eppoi sono tantissime le cose da fare che è umanamente impossibile farle da soli, considerato il fatto che tutti lavoriamo. E i blogger sanno organizzarsi bene insieme.

Come è stato organizzato lo spazio per i talk?

Antonio - Ci si è adattati allo spazio che avevamo a disposizione, che peraltro andava benissimo: una sala con tutti i partecipanti (circa 25, più altri 10-15 produttori l’ultima mattinata) a ferro di cavallo, e un proiettore al centro.

Gigi – Inteso come schedulazione in modo del tutto anarchico. Non ho animato questa fase. Ognuno poteva appendere il badge sulla lavagna, cambiare orario, cambiare tema, prendersi il palco garande (lasciato dal convegno del giorno prima) o gestirsi i tolk sui tre angoli più piccoli predisposti all’uopo.

Clara - Lo spazio per i talk si è autogestito come barcamp vuole. L’unica organizzazione è stata data mettendo a disposizione una lavagna su cui son stati attaccati i post-it con gli interventi e presentando ogni intervento.

Come è stato organizzato lo spazio per le conversazioni dal basso?

Antonio - Come dovrebbe avvenire per tutti i BarCamp: niente interventi programmati, una bella bacheca all’ingresso su cui appiccicare i post-it con gli interventi.

Gigi – Nessuna organizzazione. Perchè va organizzato?

Clara - Anche questo spazio si è autogestito in forma spontanea.

Quanto è importante pensare anche a chi viene da lontano al camp? (Logistica, eventuali sistemazioni ecc?)

Antonio - Molto: infatti per noi è stato vitale l’apporto del comune di San Martino in Pensilis e di Francesco Travaglini sul luogo. Pensate che avevamo il personale della Protezione Civile (distaccato lì per la festa) che ci scorrazzava a destra e a sinistra coi loro mezzi… e si sono divertiti pure loro :)

Gigi – Molto. Ho scritto tutto sul wiki e ho accompagnato chi mi ha scritto via email con suggerimenti. Ovviamente Venezia città è bellissima in primavera ed era ovvio che qualche camperista pensasse di farsi anche un giretto in città.

Clara - Moltissimo. Infatti io e gli altri blogger organizzatori abbiamo aiutato praticamente tutti i partecipanti a trovare una sistemazione all’interno degli alberghi e dei bed and breakfast della città e ci siamo messi a disposizione per offrire loro ogni tipo di informazione.

Quanto è importante la correlazione con il territorio (città, provincia, regione) che ospita il camp?

Antonio - Vitale. Senza di questo il BarCamp diventa una occasione di “dating”, di socializzazione tra persone che si frequentano in rete, e nulla di più.

Gigi – Moltissimo, secondo me, difatti comune e regione lo hanno capito e hanno contribuito con il wi-fi, le dotazioni in comodato, ecc. Ma anche con la diffusione dell’evento sulla stampa.

Clara - E’ importante attivare le dinamiche di rete per coinvolgere quanti più attori possibili del territorio. Un barcamp viene organizzato anche per diffondere ai non blogger e ai non addetti ai lavori le tematiche del web, delle tecnologie. Coinvolgere il territorio in questa missione vuol dire mettere la pulce nell’orecchio cercando di costruire qualcosa per lui.

Come hai pensato il coinvolgimento dei non blogger, quindi dei non addetti ai lavori (partecipanti fuori dalle dinamiche della blogosfera, del web 2.0 ecc.?)

Antonio - Il programma del FoodCamp è stato divulgato con manifesti e locandine insieme al programma della festa e della manifestazione “Sosta al Tratturo”. Tutta la città sapeva che c’eravamo anche noi “quelli di internet”.

Gigi – Con il convegno del giorno precedente dove abbiamo cercato di spiegare cos’è un momento sociale di aggregazione degli abitanti della rete.

Clara - Sono stati coinvolti molti “non addetti ai lavori” che, come ho scritto prima, hanno contribuito all’organizzazione del Materacamp.

E’ importante la partecipazione ai barcamp dei non abitanti della rete?

Antonio - No, ma è importante che si creino occasioni perché se vogliono possano partecipare, o per lo meno curiosare, e fare domande per capirne di più.

Gigi – Secondo me moltissimo. Sinceramente l’inclusione e la contaminazione sono, per me, fattori determinanti di quella che credo ancora come missione. Cantarcela fra i soliti noti mi sembra ormai un esercizio sterile.

Clara - E’ molto importante. Perché i barcamp, avendo lo scopo di discutere su argomenti come web, blog, tecnologie, possono anche inizializzare i non abitanti della rete a questi argomenti e chiarire loro eventuali dubbi.

Cosa offre un barcamp agli abitanti della rete?

Antonio - L’occasione per approfondire in uno-due giorni un tema, e accendere nuovi argomenti su cui proseguire la ricerca e la conversazione in rete.

Gigi – Offre momenti di conversazione, momenti di relazione, momenti di presentazione (progetti, idee, ecc.)

Clara - La possibilità di incontrare gli altri abitanti della rete e di scambiare con loro opinioni sugli argomenti a loro cari, sia tecnici che frivoli.

Cosa invece rappresenta per i non abitanti della rete? Come viene visto e percepito dall’esterno?

Antonio - Serve soprattutto a contrastare la solita idea di internet che viene divulgata dai mass-media (pedofili, truffatori e dintorni), facendo vedere che invece la rete è abitata da persone normali, e perfino simpatiche.

Gigi- Secondo me, proprio perchè non sappiamo O NON VOGLIAMO includere non significa proprio nulla. Ci vedono come dei marziani che si ritrovano per cazzeggiare su temi che nessuno conosce. La forza del movimento, come possibile beneficio per il sistema paese, è quasi zero!

Clara - Molti associano la parola barcamp soltanto ad un incontro tra blogger. Invece non dev’essere così perché deve anche portare al di fuori della rete i discorsi della rete.

E’ stato facile o complicato reperire sponsor (a vario titolo) che hanno contribuito alla riuscita del Barcamp?

Antonio - No, non nel nostro caso. Secondo me più un BarCamp è “verticalizzato” su un tema, e più questo tema è “extra-web” e più è facile risolvere anche i problemi di sponsor.

Gigi – Per me facilissimo, ma sono avvantaggiato dal fatto che mi relaziono con molte multinazionali dell’ICT per lavoro. Quindi ho chiesto dei favori che molti mi hanno fatto con piacere.

Clara - E’ stato difficile perché molti provano un senso di diffidenza verso il web, i blogger e le nuove tecnologie. Comunque gli sponsor che hanno contribuito a questo Materacamp sono stati tutti consapevoli di ciò a cui partecipavano.

Quanto contano i talk? Meglio spontanei e non preparati, o preparati appositamente per l’occasione?

Antonio - I talk dovrebbero essere sempre e solo spontanei in un BarCamp, e dovrebbero servire soprattutto da “scintilla” per far accendere le conversazioni, e non (come mi pare si tende ormai troppo a fare) le solite presentazioni superpreparate con tanto di slide in stile simil-bocconiano.

Gigi – Per me esiste solo il talk spontaneo. Quello preparato mi sembra fatto apposta per creare l’aspettattiva. I talk preparati sembrano fatti apposistamente per accendere i riflettori sulle blogstar di turno che concedono la loro presenza al barcamp. Diverso è il talk preparato per favorire un esperto della tematica o un azienda o associazione che presenta una soluzione. Quello ben venga.

Clara - E’ meglio sempre preparare il proprio intervento per non avere brutte sorprese. Ma niente e nessuno vieta di prepararlo sul momento.

Pur essendo lo spirito del Barcamp notoriamente molto free, quanto conta coordinare le varie attività che vi si svolgono?

Antonio - Se il gruppo è piccolo (ed è necessario che lo sia, diciamo non oltre le 30 persone, nel caso fossero di più occorre lavorare in sotto-gruppi di questa dimensione, altrimenti il tutto si trasforma in un happening più o meno divertente, ma non è un BarCamp) il gruppo si autodisciplina abbastanza bene.

Gigi- Secondo me pochissimo. Emerge la capacità delle persone a stare bene insieme. Io dico sempre che se amo davvero mia moglie o la mia ragazza, non imporat dove siamo. Stiamo bene in ogni posto. Se poi non ci amiamo più, stiamo male in ogni posto.

Clara - E’ fondamentale coordinare le varie attività. Un minimo di organizzazione aiuta a tener le redini di tutto e di raddrizzare il tiro nel caso in cui qualcosa non va per il verso giusto.

Come è meglio coordinare le attività in un barcamp?

Antonio - Col buon senso decidendo insieme in quella sede.

Gigi – Sono molto talebano in questo….lasciare che tutto scorra con le dinamiche che i camperisti si scielgono da soli. Cert, molti fanno animazione, ma secondo me è un falso problema. L’organizzatore di un barcamp offre una location, delle facilities ed eventualmente dei temi, il resto lo fanno i partecipanti, altrimenti che barcamp è?

Clara - Dividersi i compiti e concentrarsi ognuno su un’attività.

Esiste secondo te un format di barcamp ideale?

Antonio - Sì: quello con tutte le caratteristiche che ho detto sopra :)

Gigi – Assolutamente no. Nella maniera più categorica! Il barcamp è uno spirito, non un modello.

Clara - Il barcamp ideale è quella manifestazione in cui i talk sono interessanti da seguire sia per gli addetti ai lavoro che non, in cui i non abitanti della rete s’interessano agli argomenti discussi proponendo domande e chiarendo dubbi, in cui le conversazioni dal basso ci sono e sono stimolate in modo adeguato. Il barcamp ideale è quello in cui ognuno si sente a proprio agio di parlare e confrontarsi con gli altri, di aprire le proprie emozioni a quelle altrui.

Inserire “personalità” o eventi laterali nel programma del barcamp come influenza il barcamp stesso?

Antonio - L’inserimento di “personalità” non ha molto senso, a meno che non siano spontaneamente partecipanti “alla pari” per loro scelta. Eventi laterali invece, se sono quelli del territorio di cui si è ospiti, come ho detto sopra, sono molto utili, e aiutano a “integrare” le dinamiche della rete nel mondo cosiddetto reale, e viceversa.

Gigi – Per carità. Loro lo apprezzano perchè amano i tappeti di raso e i riflettori. Ho notato, al Materacamp che qualche star non è nemmeno entrata in sala conferenza. Giustamente amava alre dinamiche, voleva stare con glia michetti e con le radio e i giornali che lo intervistavano. Succede. Ma perchè deve favorirlo l’organizzazione?

Clara - Dipende dall’argomento principale del barcamp.

Come hai pubblicizzato il tuo barcamp?

Antonio - Soliti mezzi, niente di particolare: un bel wiki, post nei vari blog, un po’ di twitterate e via di questo passo :)
A livello locale però il FoodCamp è stato pubblicizzato insieme agli altri eventi da affissioni radio e tv locali.

Gigi – Solo in modalità digitale con il passaparola della rete.

Clara - Sono stati utilizzati vari canali: email, wiki, blog, twitter, flickr, youtube, comunicati stampa, servizi televisivi…

Pensi che la tipologia Barcamp abbia esaurito la sua spinta innovativa?

Antonio - Tutt’altro: a patto di non trasformarlo, come accade troppo spesso, per ansia organizzativa, in un convegno-congresso-seminario vecchia maniera.

Gigi- Assolutamente si. Non c’è nulla di innovativo nello stare assieme e conversare. E’ solo un occasione.

Clara - Assolutamente no. Penso che la tipologia Barcamp pian piano si utilizzerà anche per le altre tipologie di conferenze perché stimolano l’attenzione e l’interesse dei partecipanti.

Come gestisci la coda lunga del post barcamp?

Antonio - Apriremo presto un blog del FoodCamp, per proseguire lì le conversazioni avviate, sia con interventi diretti che con la segnalazione degli interventi che escono in giro per la rete, in vista della prossima sessione di FoodCamp a Riva del Garda, contestualmente a Blogfest 2008, in settembre. 

Gigi – Non la gestisco. perchè dovrei gestirla? La coda lunga si genera e si esaurisce da sola.

Clara - I giorni immediatamente successivi sono pieni di attività: c’è da organizzare la rassegna stampa, commentare i post dei blogger partecipanti, visualizzare e commentare le foto dei partecipanti su flickr, caricare i video su youtube… poi rimangono i ricordi e l’amicizia dei blogger conosciuti che continuano a vivere nella rete.

Cosa miglioreresti, cambieresti per un’edizione futura?

Antonio - Il liveblogging a beneficio di chi non può partecipare direttamente durante i lavori.

Gigi – Non so se ne farò ancora. Mi sto occupando di mutuare alcune (non tutte) delle dinamiche che danno valore agli eventi sociali per riportarle nelle convention tradizionali.

Clara - Bhè, sicuramente assegnerei ad ogni organizzatore un’attività da curare… e ci penserei per tempo, cioè inizierei a organizzare il barcamp 3 mesi prima dela data sicuramente, anche promuovendo degli incontri tra blogger locali per incentivare il brainstorming.

Paolo ha preferito rispondere alle domande con un (due!) video:

..e due…

(ecco adesso sarebbe da chiedere a Giovy – unico mi sembra ad aver partecipato a tutti e quattro i Barcamp – le sue impressioni, per avere realmente il quadro completo anche dal lato partecipanti)

Clarita specialguest

Ciao, sono Clarita, sì quella di www.clarita.it e sono la gueststar per qualche giorno della fantastica Catepol che, appena appresa la mia disavventura, si è subito prodigata nel fornirmi questo spazietto sul suo splendido blog.

Cosa è successo al mio blog? Da 24 ore è down… il server che mi ospita non regge + il traffico prodotto… ma vi rendete conto??? uno straLOL al mio blog dai grandi numeri… Quei grandi bastardi della società di hosting mi hanno prima sospeso il sito, poi mi hanno inviato una email dicendomi che devo passare ad 1 account business (in cui pago ogni mese più del corrispettivo pagato in un anno) per avere traffico illimitato… poichè questo periodo non è davvero grandioso x me (il mio boy all’estero, troppo lavoro, l’esame di stato alle porte, carenza di ferro e allergia) mi sono davvero buttata giù… :( anche il mio blog mi ha abbandonata… una delle mie stampelle a cui mi sorreggo… sigh… tristezza…

Spero davvero che questo problema si risolva al + presto!!! Intanto ancora grazie alla mitica Catepol per avermi dato un account sul suo sito e per avermi permesso di avvisare il mondo blogosferico di questa mia disavventura…

photo by palmasco

MateraCamp: comunicato stampa

Autore Sirdrake

Arriveranno da tutta Italia e si riverseranno nei vicoli dei Sassi, gli antichi e suggestivi rioni materani.
Si riconosceranno immediatamente perché pronunceranno parole tipo: Twitter, plug-in, page rank e altri incomprensibili termini.
Tra loro si rivolgeranno domande come: "hai aggiornato la release di Word Press?", oppure "hai scaricato le foto su Flickr?".
I blogger sono persone strane, è vero. Ma non sono pericolose e possono anche risultare simpatiche.
Il 3 maggio si incontreranno a Matera – dalle 10 alle 18 alle Monacelle – e discuteranno di tecnologie, internet, innovazione, di vecchi e nuovi modi di comunicare, lavorare, fare affari, divertirsi.
Ne discuteranno tra loro e con tutti i cittadini che vorranno partecipare al secondo BarCamp di Matera, la prima città del mezzogiorno d’Italia a ospitare una manifestazione del genere.
Il BarCamp è una "non-conferenza", nel senso che il tema del dibattito non è imposto da chi organizza ma è deciso da chi partecipa.
Si prende un post-it, ci si scrive sopra il titolo e l’ora in cui si intende fare l’intervento e si incolla in bacheca.
Il dibattito su ogni singolo tema dura pochi minuti, poi chi è interessato ad approfondire si sposta in un’altra sala.
 
Tenere un BarCamp in una città del sud, vuol dire anche riflettere sulle opportunità di sviluppo offerte dalla rete, da internet. Vuol dire raccontare ai giovani materni, lucani, italiani, che si può anche lavorare sfruttando le potenzialità della rete.
Ma nel barCamp a raccontare sono le esperienze di chi ce l’ha fatta.
 
Il concetto di "rete" ha anche ispirato gli organizzatori della manifestazione che hanno cercato di coinvolgere tutti i soggetti presenti sul territorio, perché se si lavora insieme si lavora meglio.
 

Così è arrivata la disponibilità del complesso "Le Monacelle", che ospita la manifestazione; ci saranno i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Matera che gestiranno il buffet offerto agli ospiti da un gruppo di giovani imprenditori di Lauria, "La compagnia del Cavatappi" (vendono prodotti tipici lucani va internet), da "Tesori di Lucania" e dall’Associazione per la valorizzazione del pane di Matera; le guide della Cooperativa Artezeta accompagneranno gli ospiti alla scoperta delle bellezze storiche e artistiche della città; Videouno curerà la diretta dell’evento che sarà trasmessa dal MioTg; poi l’acqua Gaudianello, l’Apt di Basilicata, le associazioni Blues On, Amici del Turista e Egghia, Exent, Trend Expo.

Qui finisce il comunicato stampa, ma se volete saperne di più leggete qui, se ancora vi dovete prenotare andate sul wiki.

Per tutto ciò in cui possiamo essere utili rivolgetevi a Clara (che si è dovuta sobbarcare da sola l’organizzazione dell’intera manifestazione, in maniera impeccabile con il supporto del suo tesoro) oppure a me & husband (e special thanks vanno ad Alfredo & Mariangela). 

Le previsioni del tempo su Matera! Ora che volete di più? Un lucano? Ne vedrete molti sabato…siete proprio sicuri? Ci vediamo a Matera!

 

MateraCamp: – 8

Mancano solo 8 giorni al Materacamp e siamo tutti in fermento… Alfredo, io ed Clara, soprattutto con i rispettivi partner (anche husband ovvio anche se non ha link) stiamo movimentando la macchina da guerra!!

Ci dispiace molto che Giovanni per il nuovo lavoro non potrà partecipare al Materacamp, ma ecco che bisognava prendere in mano tutti i fili di una complessa organizzazione e ci siam rimboccati le maniche con una joint venture Matera/Potenza che se ci sentissero i lucani si metterebbero le mani ai capelli no?

Vi aggiorno sulla situazione:

Habemus mangiatoria: l’Associazione per la valorizzazione del Pane di Matera, la Compagnia del Cavatappi e il consorzio “Tesori di Lucania” ci offrono i loro preziosi prodotti (formaggi, salumi, pane di matera igp, focacce, biscotti, confetture, olive, vini) che verranno sapientemente allestiti in un succulento buffet dal Professor Piliero ed i suoi alunni dell’Istituto Professionale Alberghiero “A. Turi” di Matera, che grazie alla disponibilità della Preside Prof.ssa Sansone gestirà questo importante aspetto della manifestazione. Grazie alla Gaudianello, habemus anche aqua!

Insomma la zona buffet e rifocillamenti è a posto! Quindi male che vada il MateraCamp sarà ricordato almeno per non essere rimasti a stomaco vuoto!

La diretta del Materacamp, che si terrà presso Le Monacelle che ci mettono a disposizione gratuitamente i loro locali e la loro rete wifi, verrà curata dagli amici di Videouno. Badge e magliette verranno offerti rispettivamente da Exent e TrendExpo. Qualcuno vuole offrirci altri gadget? Siete i benvenuti! Contattateci subito!

E anche l’organizzazione delle attività turistiche del 2 maggio è a buon punto. Grazie alla Cooperativa Artezeta, potremo visitare la famosa Cripta del Peccato Originale e il Musma ad un ridottissimo prezzo… Il tutto “condito” dal materiale turistico offertoci dall’APT Basilicata.

Un ringraziamento particolare anche agli amici di Egghia e all’Associazione Blues On per la collaborazione e il supporto tecnico-promozionale.

E per ora è tutto! Stay tuned anche su Twitter con http://www.twitter.com/materacamp