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Youschool: catepol anche su Wired.it

Da oggi è online il nuovo sito di Wired.it, rinnovato completamente nella sua veste online e con esso anche un nuovo blog per me, ospitato tra le loro pagine.

Sono in buona compagnia. Siamo infatti in 18  blogger ad inaugurare questa nuova collaborazione con Wired, la testata diretta da Riccardo Luna: Nicola MattinaMatteo Bittanti,Paolo IabichinoLuca De FinoBernardo ParrellaFlavia MarzanoRiccardo Meggiato,Luca ContiMatteo BordoneAlessandro LongoLinnea PassalerGuido ScorzaCaterina PolicaroPaolo AttivissimoEmil AbirascidFrancesco FondiSimone Pieranni

Il mio blog su Wired chiama YOUSCHOOL, indovinate cosa ci scriverò sopra?

Nuovo blog, nuova avventura. Aggiornamenti, notizie, approfondimenti e novità dal mondo della didattica attraverso le tecnologie, dell’imparare anche attraverso la rete. A 360 gradi, ovviamente. Un po’ la costola di quello che continuerò a scrivere anche qua.

I primi tre post sono online:

- WordPress per i siti scolastici accessibili
- FacilitOffice: leggere e scrivere è più facile con il computer
- La storia d’Italia copiata da Wikipedia

Catania – Stati generali dell’innovazione

Sono stata invitata dal Comune di Catania, insieme ad un manipolo di blogger, a partecipare agli Stati Generali dell’Innovazione, che si è svolto a Palazzo Platamone.

Una bella giornata non solo per il clima. Un po’ (molto) convegno, un po’ (meno) barcamp. Un tentativo comunque di parlare di innovazione in una città del Sud, un tentativo ben riuscito, secondo me. Un tentativo di sperimentare la modalità Barcamp in un contesto più o meno istituzionale cercando ed ottenendo la partecipazione dei cittadini, in primis.

Ringrazio (anche a nome di husband)  gli organizzatori del Barcamp  e soprattutto il Comune di Catania per l’ospitalità (viaggio e pernottamento inclusi, sono trasparente, non c’è motivo di non dirlo). Ringrazio il comitato organizzatore, Salvo Mizzi, Davide Bennato, Antonio Predichizzi

Ringrazio per l’invito, per la cortesia, per avermi dato modo di tornare nella splendida Catania, due giorni in giro in maniche di camicia, tra sole, mare, cannoli, pesce, arancini, cipolline, ecc. Quasi da non voler rientrare più a casa.

Ringrazio, fino a che siamo stati più o meno tutti insieme, l’ottima compagnia degli altri blogger amici, con cui abbiamo condiviso l’esperienza (Nicola MattinaMarco MassarottoMarco ZamperiniPaolo ValentiMichele Ficara ManganelliAlessandro Nasini, Luca Conti, Zeno Tomiolo, Fabrizio UlisseDavide Bennato e Tania, Roberto ChibbaroFloriana Coppoletta … dimentico qualcuno? Ah è ho conosciuto di persona anche Toni Siino e Francesco Passantino…)

Noi, i più vicini, i più meridionali del gruppo blogger invitato, siamo arrivati ovviamente tardi per la cena insieme del 18 sera. Da Potenza a Catania in aereo purtroppo non ci si arriva comodi. C’è toccata la Salerno-Reggio che, al momento, tutto è tranne che una autostrada. Siamo arrivati però in tempo per raggiungere l’allegra combriccola allo Zocentro culture contemporanee Neanche il tempo di salutare tutti e bere qualcosa che mi intervistano ai microfoni di Radio Zammù per la trasmissione Radio50 Special che andava live dal locale e che ha provato a raccontare agli ascoltatori, intervistandoci e cazzeggiando con noi, cosa è un blog, chi sono i blogger, le conversazioni online, i social network, cose così.

Divertente. Soprattutto perchè aspettavano con ansia il parere della quota rosa del gruppo, cioè il mio :)

Interventi dalle due sale, molti. Impossibile seguire tutto, o stavi in sala uno o stavi in sala due. Ne elenco alcuni, con i link ai relativi progetti per andare a vedere con calma di che si tratta.

Foto di marcomassarotto

Inoll una rete aperta di varie iniziative e progetti, progetto Senseable Cities per realizzare le WikiCity, Salvo Mica di e-ludo con il Global Game Jam e la creazione di un MMOG, sulla Mafia ma, ovviamente, a scopi educativi,  Google Technology User Group, Freaknet Medialab, Roberto Chibbaro con Catania come Barcelona e “22 @ Barcelona“, l’idea SeeMS: SMS in trasparenza per scrivere camminando, un po’ come facciamo con varie app per l’iphone che già lo permettono, TeleStrada, la WebTV della Caritas premiata come miglior webTV di denuncia italiana, gli spazi sociali di Artemius, Catania in your pocket, Marco Massarotto e il Tax 2.0, ecc…

Insomma un gran bel calderone non solo di progetti strettamente catanesi o siciliani, anche se largo spazio è stato ovviamente dedicato a questo, così come previsto per questi stati generali. Soprattutto si è fatto molto networking di persona. Scopo primario del Barcamp infatti era anche quello di mettere in relazione persone, teste, idee, progetti e di farle incontrare e conversare. Rompere un po’ gli schemi di quello che è un “convegno”, sperimentare la temporizzazione degli interventi (massimo 5 minuti a relatore), ed anche la possibilità di iscriversi ed andare a parlare, se si voleva presentare qualcosa.

La sensazione è quella di una giornata che andava fatta, soprattutto fatta al sud. Un modo per incontrarsi e presentare idee di innovazione che non riguardano solo la tecnologia ma, soprattutto, una mentalità da cambiare, la voglia di fare qualcosa di nuovo per il bene collettivo, l’importanza del raccontare progetti già in atto o idee per il futuro.

Un paio di critiche, ci stanno. (altrimenti chi li vuole sentire quelli che “Quando pagano vitto e alloggio ai blogger non possono non parlarne bene”).

La prima: il convegno del mattino è partito bene, poi è andato un po’ a ramengo. Mai dare troppo spazio al sociologo famoso, ad un certo punto ha fagocitato tutto! La seconda: il sistema di presentazione cosiddetto Ignite (che a quanto ho capito è sintetizzato in “hai solo 5 minuti per dire la tua”, funziona e non funziona. Fa durare troppo chi non sa presentare e ti annoia, interrompe invece i bravi comunicatori sul più bello, quando ti stanno scaldando e convincendo. O forse è stata la fretta di stare nei tempi (la colpa comunque è del Prof. Bennato che tirava via il microfono dalle mani, letteralmente, allo scoccare del quinto minuto!!!)

Si è obiettato che non fosse un vero Barcamp. In effetti non lo era, l’ho già scritto.

Il barcamp era parte dell’evento, non era l’evento degli Stati Generali dell’Innovazione. Noi che abbiamo partecipato lo sapevamo, era scritto nel programma il funzionamento della giornata. Eravamo là per ascoltare ed abbiamo ascoltato. Eravamo là per partecipare ed abbiamo partecipato socializzando anche l’evento sui vari social network (segui #innovaCt sia su Friendfeed che su Twitter per rileggere il real time della giornata degli Stati Generali dell’Innovazione a Catania. Non è che fossimo tenuti alla condivisione, eppure abbiamo condiviso.

Di Catania bellissima città magari scrivo un altro post. Permettetemi però di concludere così (i motivi sono tanti, chi ha orecchie per intendere intenda).

[MODE CATEPOL POLEMICA E LA BLOGOSFERA, ON] Certo mancavano soprattutto i “fotografi delle dive” per definirlo un vero e proprio barcamp blogosferico e mancava il cazzeggio rumoroso esterno dei blogger, quelli che, qualunque cosa si faccia ad un barcamp, qualunque sia l’argomento, incuranti e irrispettosi di chi sta parlando o presentando qualcosa, si alzano in massa e vanno a fare i fatti loro fuori (sempre che siano mai entrati in sala a sentir qualcuno parlare)…

Ah, non c’erano gadget in dono, nè tramezzini nè buffet su cui fiondarsi come cavallette, siamo andati a spese nostre in rosticceria (certo, ne è valsa la pena!!!). [MODE CATEPOL POLEMICA E LA BLOGOSFERA, OFF]


Scambio link? No, grazie.

Spettabile agenzia, sito fighissimo di annunci immobiliari o di cosmesi per gatti, che mi proponi un redditizio scambio link (redditizio per chi?).

Gentile lettore, blogger o possessore di sito o sitarello, che mi chiedi lo scambio link, tu dovresti conoscermi, ti rispondo molto schiettamente.

E la risposta vale per entrambi. La blogosfera per me è fatta di persone, relazioni e conversazioni. Non di siti che tecnicamente si linkano, non di codice HTML, no. Almeno non come la intendo io.

Per quanto riguarda te, libero di linkarmi o di citarmi (non di copiare pedissequamente un intero post, quello no, là m’arrabbio sul serio). Ognuno sul suo blog fa quello che vuole. I criteri di linking sono personali. Non c’è neanche bisogno di avvisarmi se mi linki per qualche motivo. Se lo hai fatto (a parte che ci sono diversi strumenti per saperlo, a disposizione) è perchè volevi linkarmi per qualche motivo. Mi fa piacere, ma non è che c’è obbligo di ricambiare il link, no?

Certo potresti volere il mio link perchè hai letto su un trattatello SEO che ci sono diversi Blog Italiani che non utilizzano il Nofollow, blog con altissimo TrustRank che ti permettono di posizionare i tuoi poveri link, potresti avermi trovato elencata giusto in cima alla lista di questi fantasmagorici blog dal PR5.

Dice il trattatello SEO, a ragione, che in giro per il web ci sono blog migliori dei vostri su cui basta semplicemente far in modo che il vostro link appaia, che è importante rilasciare commenti in blog di questo tipo, perchè se in home ci sono elencati gli ultimi commenti vuol dire che ci sono in ogni pagina di quel blog, per cui il commento e il relativo link finisce non in una, ma in TOT pagine corrispondenti alle pagine del blog nei risultati di ricerca che google, o un altro motore di ricerca, fagocita.

“Se commenti in blog che presentano il DoFollow ( trasferiscono valore) aumenterà il Link Popularity, e di conseguenza anche il PageRank.”

Testuali parole del trattatello SEO.

Per quanto riguarda me, non mi presto a scambio link di questo tipo. Lo so benissimo di avere un PR5. So bene quanto possa essere utile ad altri siti un mio link. Ho giocato e stravolto classifiche con i miei link. Conosco il meccanismo, si può montarlo e smontarlo.

Lo scambio link così come me lo chiedete, però, non mi interessa e non lo faccio mai.

Non pensare che me la stia tirando. Assolutamente no. Ti spiego.

Come avrai notato linko gli altri blog o siti con un mio personale criterio sia nel blogroll che nei vari post e articoli.

Il criterio è molto semplice:
- blog e blogger che conosco di persona
- blog/siti che leggo e cito perchè li ritengo interessanti e/o utili ad approfondire il tema o l’argomento che di volta in volta affronto
- mie collaborazioni, fatti miei, mie relazioni,
- chi dico io, quando dico io, per motivi che dipendono solo da me e non da banali tecniche SEO

FINE. THE END. THAT’S ALL.

Il blog è mio e me lo gestisco io. Il blog è mio e ci faccio il cappero che dico io.

In sostanza non c’è proprio spazio e volontà di scambiare link (tantomeno con anchor test particolari, perchè dovrei linkare “annunci immobiliari” qua dentro? O “casino online”?), nè quella di vendere link sul mio sito. Questa è la mia policy e la mia onestà intellettuale di blogger che non cade dal pero ma che conosce le basilari regolette SEO.

Mi spiace non poter rispondere diversamente allo scambio link che mi chiedi in mail. Non ti preoccupare, non mi sono offesa per la richiesta.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. E io risposi. E’ la mia risposta definitiva? Si. La accendiamo?

Se prima eravamo quattro gatti a ballar la blogosfera…

La blogosfera dei quattro gatti che si linkano fra loro, quelli che se lo misurano a suon di classifiche, “quelli del “blogroll stretto” come i giornalisti/blogger, quella sporca trentina che continua a giocare con la rete come fosse ancora il patrimonio di pochi eletti che possono dire: “Io c’ero, le ho scritte io le regole, o le non regole. Io sono la Netiquette. Noi sappiamo chi sta attaccando la NetNeutrality” (Gigi Cogo) …bè mettetevi l’animo in pace, non esiste davvero più.

La blogosfera è quello che oramai chiamiamo “casa nostra”. Una infografica di Intact (via thenextweb) appena trovata prova a mostrarci quanto è realmente grande la blogosfera, la rete globale che noi tutti abitiamo a partire dal nostro blog.

Questa è la blogosfera che tutti noi chiamiamo “casa nostra”:

  • ci sono circa 133,000,000 milioni di blog al mondo
  • il 35% dei giornalisti oggi è anche Blogger
  • il 48% dei Blog sono Americani
  • il 26% dei Blog è Europeo
  • il 66% dei blogger è maschio
  • 1/4 di essi guadagna circa più di 100mila dollari all’anno
  • i blog che si occupano di tecnologia (in generale) sono in maggioranza (sempre dopo i blog personali, di diario e di cazzeggio)
  • il 75% dei blogger è laureato
  • il 42% dei blogger ha incontrato almeno una volta qualcuno conosciuto tramite blog/social network

E avete ancora voglia di dire che i blogger sono quattro gatti e che ce la cantiamo e suoniamo solo tra di noi?

ConvoTrack: commenti e conversazioni su un post in una sidebar

Leggo da Delymyth e subito provo. Subito provo e subito uso. Subito uso e subito posto.

Vi presento ConvoTrack. Un altro sistema per seguire tutti i commenti (o quasi) di un post nei vari rivoli in cui un post, una volta pubblicato, si disperde (Friendfeed, Twitter, Digg, altri blog ecc.).

Come potete vedere nell’immagine, per l’ultimo post, ma anche per tutti gli altri, grazie a ConvoTrack ottengo una sidebar o barra laterale che contiene tutti i vari commenti al link del post, dispersi nel web 2.0.

Per ottenere la sidebar non dovete fare altro che istallare il bookmarklet di ConvoTrack trascinando il link nella barra del browser.

Quando siete su un post di un blog e volete vedere i commenti ulteriori (che si aggiungono a quelli che normalmente si trovano sotto il post), i commenti scritti in altri luoghi (Twitter, Friendfeed, ecc.), basta cliccare sul bookmarklet e la barra laterale si apre, raccogliendo per noi in un unico luogo questi ulteriori commenti.

ConvoTrack quindi si aggiunge al Plugin di Backtype già in uso su questo blog e che già di suo posta sotto ogni post i commenti prelevati altrove in Internet, aggregandoli.

Un altro strumento, insomma, che ci può aiutare a tenere traccia delle conversazioni. E’ possibile, volendo, inserire l’etichetta ConvoTrack mediante del codice da copiare sul blog, in modo che anche i visitatori visualizzino, cliccandoci sopra, la sidebar coi commenti.