#pzsmart – PRESENTE AVANZATO, La città tra il futuro e il digitale a Potenza

Potenza. Il 4 settembre scopriremo finalmente chi è il vincitore di PotenzApp, la app che migliorerà il nostro abitare digitale in questa cittadina lucana e non solo.

Il 4 settembre, in realtà, il programma è lungo e articolato. Ci sono a parlare anche io!

Il 4 settembre sarà l’occasione per confrontarci sulle cose che cambiano, discutendo di presente avanzato, di futuro tra la città e il digitale.

logo potenza goes smart completo colore

A Potenza, dalle 15.30 prima al teatro Stabile e poi dalle 19 in piazza Maffei. Per chi si trova da queste parti e mi legge, fateci un pensierino.

Il dibattito è sul racconto della città, con i direttori delle maggiori testate locali. Vari speaker sul tema “Come è cambiato il racconto del territorio”.

Chiuderemo io, Ernesto e Giovanni con alcune lezioni divertenti e aperte a tutti, dedicate all’uso dei social media e degli open data.

A me, ovviamente, tocca spiegare Twitter, a Giovanni Facebook e a Ernesto gli Open Data. Spalleggiandoci a vicenda!

Il programma completo è qua: http://www.potenzasmart.it/presente-avanzato-il-programma/

Premiazione da parte del Sindaco Vito Santarsiero

Keynote di Derrick De Kerckhove, filosofo, sociologo su “La Cittadinanza Digitale”

Dibattito su “Abitiamo non la città, ma il racconto della città.
Giornalismo, digitale e territorio”

Introduzione di Carlo Felice Dalla Pasqua, autore de “Il giornalista Fantasma”
Keynote di Mario Tedeschini Lalli, responsabile internazionale della Online News Association

Infine: Strumenti della modernità

- Facebook per genitori: Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di sociologia dei New Media

- Twitter per chi inizia: Caterina Policaro, docente esperta di apprendimento con le tecnologie e i media sociali

- Open data per la comunità: Ernesto Belisario, avvocato specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione.

L’hahstag per seguire da lontano è #pzsmart

Vi aspettiamo!

Special thanks per tutto ciò e anche di più a Giuseppe e Sara, dimenticavo!

Come ti geolocalizzo il pupo

Posso capire l’ansia di un genitore quando i figli sono fuori casa.

Dove vai? Con chi sei? A che ora torni? Non fare tardi! Là non ci vai da solo…ecc.
La voce di mamma o papà ancora nelle orecchie.
Sono adulta da un pezzo e non avevo un telefonino e raccontavo quasi sempre la verità e frequentavo quasi sempre gli stessi posti con le stesse persone e la città era quella, non è che potevi fuggire chi sa dove e chi sa con chi.
Qualcuno ti beccava sempre e riferiva.
Eppure la cantilena del Dove vai? Con chi sei? A che ora torni? Non fare tardi! Là non ci vai da solo…ecc. te la beccavi sempre.

E’ anche vero che, ad un certo punto, alle superiori sicuramente, oggi anche alle medie, si senta la necessità di non comunicare proprio tutti gli spostamenti ai propri genitori. Si chiama crescere, cercare la propria autonomia, tagliare qualche filo del cordone ombelicale.

Poi sono arrivati i telefonini. Ad un certo punto ogni bambino ne è stato dotato.
Lo possiedono, oggi, dalla scuola elementare. Statistica verificata di persona.
Telefonate, sms, squillini che rassicurano il genitore ansioso ed ogni altro tipo di genitore. La comodità e la tecnologia. L’abitudine consolidata. L’ansia placata dalla comunicazione in tempo reale.

Sto bene. Sono qui con. Vado al cinema. Torno presto. Vieni a prendermi. Ecc.

Anche oggi, comunque, arriva l’età in cui i figli vogliono crescere, cercare la propria autonomia, tagliare qualche filo del cordone ombelicale. In modi e tempi diversi, ma arriva.
Rispondono seccati al genitore che li cerca al telefonino magari quando sono con gli amici o con il/la fidanzatino/a. Non è che si può dire sempre tutto a mamma e papà. E’ normale. Per fare un solo esempio banale.

Arrivo al punto e non vi tedio oltre.
E’ in uscita una applicazione iphone (perchè i ragazzi di oggi hanno uno smartphone in mano, non più solo un telefonino).
Grazie alla geolocalizzazione e al gioco di guadagnare punti per ogni check in (che ricorda tanto Foursquare) questa app (I’mOK, si chiama) permetterà alle mamme e papà ansiosi del terzo millennio di controllare i loro nativi digitali ovunque essi vadano.

In pratica, mi metto nei panni del figlio, grazie al mio meravigliosissimo smartphone che si geolocalizza e che mamma e papà mi hanno regalato con tanto affetto, dovrei comunicare sempre loro la mia esatta posizione, magari fare anche le fotine taggando gli amici con cui mi trovo e i posti dove vado, inviare a mamma e papà quello che mi accade, guadagnare punti per questo e questi punti poi spendermeli in concessioni varie che i miei genitori mi concederanno.

Privacy zero, l’avrei chiamata questa app. Non un rassicurante I’m OK, sto bene, va tutto bene…

Fossi adolescente, oggi, credo proprio che mi ribellerei.
:D
Voi?