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Facebook finisce su South Park

(via mashable) ieri pare sia andata in onda una puntata di  South Park con Facebook come protagonista.

L’ossessione per il numero di amicizie su Facebook. Molti amici, molto onore. L’ossessione di non essere nessuno se non si hanno abbastanza amici su Facebook.

L’ossessione della privacy, del farsi i fatti degli altri, di avere tutto il parentado amico su Facebook. L’ossessione per Farmville. La Facebook Mania.

Il concetto di amicizia (così abusato su Facebook).

Chi è più potente? L’utente o il suo profilo?

L’episodio dal titolo “You Have 0 Friends,” [Hai 0 amici] cattura perfettamente la Facebook Mania. Lo potete visionare per intero qui http://www.southparkstudios.com/episodes/267112 (ovviamente è in Inglese)

In sintesi: Stan, ragazzino solitario, non è ancora su FB e viene quasi costretto ad iscriversi dai suoi amici. La sua ragazza è gelosa di ciò che accade sul suo profilo (ovviamente!!) e suo padre insiste perchè aggiunga tutti i suoi parenti di primo e secondo grado (ovviamente!!) e soprattutto che mandi  un “poke” anche alla nonna. Frustratissimo, chiude il profilo. Nel frattempo Kyle diventa “friend” di un perdente su FB, cosa che porta ad una serie di “ti tolgo l’amicizia” e cose così.

La parte migliore dell’episodio, come di consueto in South Park spetta a Cartman, con il suo consiglio:

“Chick friends are worth almost triple what dude friends are.”

Con una battuta anche su Chatroulette: “If you want to find some quality friends, you have to wade through all the dicks first.”

Una clip tratta dall’episodio qui di seguito:

Insomma, enjoy! Divertitevi a vedere la puntata di South Park su Facebook.

Se me tagghi non vale

Privacy and Social Network

What does a friend of a friend of a friend know about you? – Un Video dell’Office of the Privacy Commissioner of Canada, Jennifer Stoddart. (via)

Cosa riesce a sapere su di noi una amico di un amico di un nostro amico? Cosa riesce a sapere dai nostri dati che condividiamo online?

Il video ci ricorda di porci alcune domande prima di mandare qualunque dettaglio di noi online e sui social network: mi va di condividere questa cosa? Sono consapevole che arriva anche agli amici degli amici degli amici (quindi a perfetti sconosciuti) una volta che la lancio in rete? Che cosa faccio capire di me? Che informazioni sto diffondendo? Qualcuno potrebbe usare queste informazioni contro di me? Queste informazioni come mi dipingono? Saranno valide anche fra qualche anno? Son cose che vorrei far sapere ad un qualunque dei miei amici? Mia madre sarebbe contenta di leggere queste cose di me? Il mio capo sarebbe contento di sapere queste cose sul mio conto?

Ecc. ecc. ecc.

Se pensiamo alla diffusione di Facebook, c’è sicuramente da spiegare un po’ di cose a chi non ha idea di come funziona il meccanismo degli amici degli amici degli amici online. Senza allarmismi.

Anche perchè alla fine è solo questione di buonsenso.

Ma quali buoni amici maledetti…(cit.)

Leggevo stamattina il post di Luis Gray sull’amicizia nei social network.

Non è scritto da nessuna parte che con ognuno dei contatti dei nostri network online passeremmo volentieri del tempo nella vita reale. Anzi a volte è esattamente il contrario. Tutti amici e tutti social quando siamo dietro lo schermo dei nostri computer o in tram sui nostri telefonini, tutti online, tutti connessi. Poi magari ci si incontra per strada e non ci si saluta, non ci si riconosce. Poi magari ad un barcamp o a una blogcena non ci si presenta neanche.

Capita. Come capita nella vita reale. Esattamente allo stesso modo. Mica si può andar daccordo con tutti, no? E’ la legge della vita. Altrimenti il mondo sarebbe perfetto se fossimo tutti amici.

Però la vita digitale connessa a tanti è una sfera sociale molto particolare, con delle dinamiche strane, per certi versi esattamente uguali a quelle della real life, per altri versi sorprendenti, in termini di fiducia e relazioni che si vanno ad instaurare. E a volte alcuni “friends” dei social network diventano realmente amici, un’amicizia che parte da altri sentieri, che chi non abita la rete non può comprendere.

Aggiungiamo in continuazione persone e contatti rendendoli “friends” su Facebook, LinkedIn, Twitter, FriendFeed ecc. e su tutti i network a cui partecipiamo, ma sicuramente questo non vuol dire che potremmo invitare ognuno di loro a casa nostra, aprendo tranquillamente la porta e facendogli accarezzare i nostri bambini, no?

L’aggiunta alle nostre reti non fa il “friend”.

Twitter friends

(foto di mallix)

Anche se, sicuramente, abbiamo oramai sperimentato anche personalmente situazioni in cui le persone che conosciamo tramite la rete e i network sociali abbiano oltrepassato quella soglia della sfera personale che normalmente era riservata a compagni di scuola, colleghi familiari e parenti o che ne so compagni della squadra di calcetto o coinquilini. Persone con cui il legame di amicizia si è sempre alimentato per contatto diretto, insomma, e che poi si mantiene nonostante le distanze, perchè in qualche modo ci teniamo.

A noi accade anche che molti dei nostri contatti, anche attraverso la partecipazione fisica ad eventi tipo Barcamp, blogbeer ecc. abbiano acquisito da parte nostra una certa dose di fiducia grazie alla quale la relazione passa da impersonale ad amicizia vera e propria. Forse per alcuni/e anche qualcosa in più.

Il tutto passando da social network, mail, messenger ecc. prima che dal contatto diretto.

Ciò che è cominciato in rete quasi casualmente, per affinità e connessione per interessi simili e frequentazioni di social network si trasforma in una connessione/relazione con l’altra persona molto più personale e forte.

Ed è una relazione che è diversa ovviamente da persona a persona. Ecco perchè dire che abbiamo tanti “friends” su su Facebook, LinkedIn, Twitter, FriendFeed ecc. e su tutti i network è qualcosa di molto relativo.

I veri “friends” come nella vita reale non possono essere tutte le persone con cui siamo in qualche modo in contatto. Anche se su Facebook oramai stiamo ritracciando e riallacciando reti sociali e contatti che per anni sono spariti dalla nostra vita. Se non siamo stati “friends” fino ad oggi, se c’eravamo persi di vista e non sentivamo la mancanza l’uno dell’altro nelle nostre vite, non è scritto da nessuna parte che proprio perchè siamo “friends” su Facebook, siamo davvero ritornati amici. Anzi.

Come l’aborigeno di Guzzanti: “Compagno del liceo…ma io e te…che cazz* se dovemo di?

Ma non è questo il punto. Leggendo il post di Luis Gray, da cui hi preso spunto per la divagazione di questo post che sto scrivendo, voglio girarvi le stesse questioni che vengono poste là.

La fiducia che hai negli amici dei social media è così grande, ad esempio, da prestargli soldi o altro quando ne dovesse avere bisogno?

O da aprirgli tranquillamente la tua casa?

O da fargli conoscere tranquillamente, che ne so, i tuoi figli, la tua intera vita, quella privata, quella che non passa per ovvi motivi dal lifestream?

E non ci può essere una risposta uniforme e valida per ogni contatto. Perchè una percentuale di rischio c’è sempre. Bada bene c’è sempre anche nella vita reale, quando si tratta di instaurare relazioni di amicizia e fiducia con un’altra persona.

Sicuramente non daremmo nè le chiavi di casa nè il numero della nostra carta di credito a nessuno. In rete come nella vita reale, ma questo non significa certo che non si possano instaurare legami forti e relazioni personali che vadano al di là dello schermo del computer.

Che diventano importanti, che diventano amicizia reale.

Alcune domande ci possono aiutare a capire il livello di relazione instaurato con un “friends” dei social network:

  1. Inviteresti un “friend” a dormire a casa tua per qualche notte anzichè farlo andare in un hotel se sai che capita dalle tue parti?
  2. Raccomanderesti un “friend” incontrato online per un annuncio di lavoro che ti passa fra le mani, lo presenteresti a chi di competenza come il candidato ideale e come persona di fiducia?
  3. Acquisteresti un prodotto per un online friend che te lo chiede e glielo invieresti prima di ricevere i soldi da parte sua?
  4. Pagheresti le bollette del telefono, di internet, della luce per un online friend che ha problemi di soldi in un periodo particolare?
  5. Condivideresti una stanza in hotel con un online friend, magari in occasione della partecipazione ad uno stesso evento in un’altra città, anche se non vi siete mai visti prima di persona?

Sono solo esempi di situazioni capitate a me o ad altri amici “di rete”.

Vi va di condividere la vostra esperienza nei commenti?

Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua…

Regalatevi due minuti per leggerla

(foto di Chris..A.K.A..Shrek)

Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po’ di spazio sotto ogni nome.

Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell’ora per finire il lavoro, ma all’uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.

Quel sabato l’insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.

Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l’intera classe stava sorridendo. ‘Davvero?’ sentì sussurrare. ‘Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!’ e ‘Non pensavo di piacere tanto agli altri’ erano le frasi più pronunciate.

Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l’avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l’esercizio era servito al suo scopo.

Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.

Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo… La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultima a salutare la salma.

Mentre stava lì, uno de i soldati presenti le domandò ‘Lei era l’insegnante di matematica di Mark?’. Lei annuì, dopodiché lui le disse ‘Mark parlava di lei spessissimo’

Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante.

‘Vogliamo mostrarle una cosa’, disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. ‘Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo’

Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L’insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.

‘Grazie mille per averlo fatto’, disse la madre di Mark. ‘Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro’

Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse ‘Io ho ancora la mia lista. E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa’. La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po’
consumata, mostrandola al gruppo. ‘La porto sempre con me, penso che tutti l’abbiamo conservata’

In quel momento l’insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero più rivisto.

Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l’altro. E non sappiamo quando accadrà. Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi.

E un modo di farlo è: continuare ad inoltrare questo messaggio. Se non lo invii, avrai perso un’altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile e carino verso gli altri.

Se lo hai ricevuto, è perché per qualcuno sei importante e c’è almeno una persona di cui ti importa.
A più persone invii questo messaggio, migliore sarà la tua relazione con gli altri.

Ricorda, ‘chi semina raccoglie’. Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua…