Abbiamo detto e letto chi sa quante volte della rivoluzione Twitter: le notizie, oggi, viaggiano su Twitter, l’informazione emerge direttamente da quello che dice la gente, l’argomento più discusso, twittato e retwittato è quello che finisce nei Trending Topics (o tendenze), evviva gli #hashtag ecc.
Abbiamo per le mani uno strumento potentissimo.
Ebbene, non è così.
L’informazione rilevante è totalmente manipolabile, su Twitter.
E’ un giocattolo che funziona con degli algoritmi grazie ai quali un argomento diventa Tendenza e viene evidenziato sulla destra di Twitter tra i Trending Topics.
Quando a giocare si è in pochi, emerge l’argomento interessante o si forza l’interesse della gente (ricordiamo #sucate oppure #tunnelgelmini per capirci) e la partecipazione di massa.
Quando a giocare si è in tanti, non si capisce più nulla e c’è chi ne approfitta.
Nelle immagini che seguono i Trending Topics di Twitter per l’Italia da ieri sera sono così:
O anche:
UPDATE: la fonte del TEST in questione è questa http://forum.alfemminile.com/forum/f691/__f83_f691-Le-100-domande.html
Cosa accade in sintesi, secondo me e secondo quello che so io del funzionamento di Twitter:
- Il numero degli utenti Twitter è in fortissima crescita, quindi su Twitter è arrivata tanta gente. Da dove? Ovviamente tutta gente, abituata a Facebook.
- Su Facebook per condividere i test “scemi” si clicca su condividi e si avviano le catene che viaggiano di bacheca in bacheca. Così viaggiano anche le bufale, infatti.
- Su Twitter il sistema catena non c’è fino a quando non scopri che un test, tipo quello in corso oggi, si può retwittare e rispondere mantenendo nel tweet le “parole chiave” per capire che si tratta di domande e risposte del test. Ovviamente coinvolgendo gli amici semplicemente inserendo nel tweet @NOMEAMICO a cui fare le domande del test
- Il Test circola di tweet in tweet, le domande più ripetute (ergo le porzioni di testo più ripetute, in un tempo breve, su Twitter) diventano Trending Topics. Abbiamo, signori, la CATENA DI SANT’ANTONIO su Twitter, evviva.
- I cosiddetti “bimbominkia” hanno scoperto il MEME su Twitter. Per caso o consapevolmente, questo non mi è noto. Intanto accade.
- Su Twitter non c’è nessuno che controlla, modera, monitora i trending topics, col giocattolo tutti possono giocare, c’è chi ne approfitta. Esistono infatti dei bot, da un po’ di tempo, che prelevano il contenuto dei trending topics e lo retwittano a loro volta.
- La catena di sant’antonio diventa un loop grazie ai bot che continuano a retwittare quelle porzioni di testo e i Trending Topic rimangono quelli per ore. Difficilmente altri argomenti, seppur molto Twittati, entrano tra i Trending Topics di Twitter, con questo sistema.
- Basta che tra i partecipanti al Test ci sia qualche account più influente di altri (per numero di followers, retweet, capacità di essere retwittato ecc.) perchè qualcosa diventi Trending Topics e ci rimanga.
- I bot approfittano e raccolgono dati utente o vengono usati per altri scopi, ecc…
Questa è l’idea che mi son fatta. Quando a giocare con un giocattolo si è in troppi, il giocattolo si rompe.
Twitter veicola flussi di notizie che si perdono e che non balzano più all’occhio delle masse perchè l’algoritmo si perde dietro porzioni di testo inutili.
I Trending Topics di Twitter non rappresentano davvero ciò di cui si parla in rete. Fatevene una ragione. Il giochino è TOTALMENTE MANIPOLABILE. Per gioco (leggi qua) o appositamente.
Non è più gioco, allora, ma controllo delle informazioni che il canale Twitter veicola. Chi capisce come fare girare la ruota dei Trending Topics di Twitter, acquisisce il potere di manipolare le informazioni veicolate tramite Twitter.
Ed è più facile che farlo su Facebook. Notevolmente più semplice.
Insomma è la fine. Oppure un inizio nuovo, in cui ci sforziamo di usare Twitter bene perchè sia per la rete la grande ricchezza che è stato fino ad oggi.
Che poi tutto ciò, giusto oggi, abbia oscurato i tweet argomento #leopolda sia o meno una coincidenza…lo lascio a chi ne sa più di me.
Voi che pensate?













Commenti irrilevanti o inappropriati su Facebook?
Facebook non permette alcuni commenti per prevenire lo spam e lo segnala con un messaggio che appare mentre si prova a postare il commento:
No, non è sentiment analysis sui commenti che lasciamo in giro per le bacheche o i post di Facebook. No, non c’è un omino pronto a censurarci a seconda di quello che scriviamo.
E’ semplicemente un complesso algoritmo che Facebook usa e che si attiva in determinate occorrenze.
E’ successo a Robert Scoble, postando un commento su un Facebook post di Max Woolf. (via)
Gli è apparso questo messaggio:
Non è riuscito a postare il suo commento.
Ovviamente Scoble racconta (sul suo Google+) e posta il commento incriminato, commento che non presenta nulla di inappropriato, imbarazzante, non è un abuso da segnalare, non è spam, non contiene nudo o pornografia né violenza o razzismo ecc.
Sembra che questo tipo di messaggio da parte di Facebook non fosse ancora apparso. Difficile stabilire per Facebook cosa sia positivo o negativo in un commento, cosa è accettabile in una cultura può essere offensivo in un’altra. Facebook affronta i contenuti postati e “modera” o previene mediante una combinazione di algoritmi del software e di segnalazioni degli utenti che contribuiscono ad riconoscere comportamenti e messaggi inappropriati.
In pratica anche i blocchi parziali o totali di un contenuto (o di un profilo) vengono attivati da Facebook dopo un tot di segnalazioni per “Abuso” da parte di altri utenti, (qui un esempio).
Altri utenti segnalano il blocco parziale e l’impossibilità a commentare su Facebook dal loro profilo in determinate situazioni.
Il messaggio di Facebook, in questo caso:
Il sistema di prevenzione dello spam da parte di Facebook è spiegato qui https://blog.facebook.com/blog.php?post=403200567130.
Ecco alcuni comportamenti ripetuti ritenuti inaccettabili da Facebook:
- inviare lo stesso messaggio a 50 contatti in meno di un’ora corrisponde a SPAM, se poi sono contatti con cui non si è “amici” sono considerati in maniera più restrittiva
- se il 75% delle richieste di amicizia da parte di un contatto viene ignorato, l’algoritmo considera quella persona noiosa o sconosciuta e ne tiene conto
Non ci sono dettagli di queste misure cautelative di Facebook proprio per evitare che gli spammer professionisti trovino il modo di aggirarle.
L’algoritmo è stato pensato per attivarsi quando rileva comportamenti sospetti, avvisare il profilo in questione con un messaggio di “rallentare” quel comportamento.
Nel momento in cui, dopo l’avviso, l’utente continua a fare quello che faceva e che da Facebook è stato considerato come spam, inappropriato, inaccettabile ecc. Facebook arriva a disabilitare quel profilo.
Il sistema automatico segnala anche eventuali link a siti che possono danneggiare il computer o che possono rubare dati personali (phishing).
Facebook ha risposto a Scoble sul messaggio relativo a commento irrilevante o inappropriato.
Non è censura ma filtraggio dello Spam. I Commenti di Scoble sono finiti nel sistema di filtraggio spam di Facebook. Sono risultati essere un “falso positivo” a causa della eccessiva lunghezza dei commenti di Robert Scoble.
Lunghezza del messaggio + non essere amici del contatto che si commenta. Nel caso specifico di Scoble.
Da questo e dalla lettura del post + centinaia di commenti di Robert Scoble su Google+ oltre che dalla lettura anche di questa discussione su Facebook, si apprende che Facebook può classificare come spam:
- l’eccessiva lunghezza dei commenti, come comportamento abituale di un profilo
- l’abitudine a commentare o inviare messaggi a profili con cui non siamo “amici”
- quando un commento contiene più di 3 @NOMEUTENTE (tag ad altri profili)
- l’essere profili pubblici (o meglio l’aver attivato la possibilità che altri sottoscrivano gli aggiornamenti pubblici senza diventare “amici” – nel caso specifico Robert Scoble ha 239,760 Public Subscribers)
- l’utilizzo di alcune parole specifiche contenute nella lista nera di Facebook (e forse la parola Google e Google+ sono tra queste)
- il permettere anche ai non amici di commentare i propri post, invece che utilizzare l’opzione di privacy che permette di commentare solo agli amici
Vi aggiorno se emergono altre caratteristiche sul funzionamento dell’algoritmo che determina come rilevanti o irrilevanti, appropriati o inappropriati, i commenti che lasciamo su Facebook.
Nota bene: tutto ciò spiega anche quello che ripetiamo spesso nel gruppo Antibufale di Facebook.
Quando troviamo foto/pagine/gruppi ecc.con BAMBINI MALATI o TORTURE SU ANIMALI (o ancora peggio PORNOGRAFIA E VIOLENZA) bisogna sempre SEGNALARE.
Le foto per contenuto grafico violento, le pagine per SPAM ecc.
SEGNALATE A FACEBOOK e FATE SEGNALARE. Non bisogna condividere ulteriormente sulle bacheche dicendo di segnalare. Ogni condivisione del link/foto/pagina per Facebook è conteggiato come apprezzamento del contenuto, qualunque sia il messaggio che ci alleghiamo. L’algoritmo non legge, l’algoritmo conta.
La segnalazione di abuso, invece, agisce in modo contrario e contribuisce a far scattare l’attivazione del filtraggio antispam.
La segnalazione (possibilmente di tanti in poco tempo, proporzionalmente ai numeri della foto/pagina/gruppo/post) è quello che serve per far attivare il filtro antispam di Facebook. Semplicemente segnalare le foto e le pagine, non andare a commentare sotto. Anche quello è conteggiato come apprezzamento.