Commenti irrilevanti o inappropriati su Facebook?

Facebook non permette alcuni commenti per prevenire lo spam e lo segnala con un messaggio che appare mentre si prova a postare il commento:

“This comment seems irrelevant or inappropriate and can’t be posted. To avoid having comments blocked, please make sure they contribute to the post in a positive way.”

No, non è sentiment analysis sui commenti che lasciamo in giro per le bacheche o i post di Facebook. No, non c’è un omino pronto a censurarci a seconda di quello che scriviamo.

E’ semplicemente un complesso algoritmo che Facebook usa e che si attiva in determinate occorrenze.

E’ successo a Robert Scoble, postando un commento su un Facebook post di Max Woolf. (via)

Gli è apparso questo messaggio:

Non è riuscito a postare il suo commento.

Ovviamente Scoble racconta (sul suo Google+) e posta il commento incriminato, commento che non presenta nulla di inappropriato, imbarazzante, non è un abuso da segnalare, non è spam, non contiene nudo o pornografia né violenza o razzismo ecc.

Sembra che questo tipo di messaggio da parte di Facebook non fosse ancora apparso. Difficile stabilire per Facebook cosa sia positivo o negativo in un commento, cosa è accettabile in una cultura può essere offensivo in un’altra. Facebook affronta i contenuti postati e “modera” o previene mediante una combinazione di algoritmi del software e di segnalazioni degli utenti che contribuiscono ad riconoscere comportamenti e messaggi inappropriati.

In pratica anche i blocchi parziali o totali di un contenuto (o di un profilo) vengono attivati da Facebook dopo un tot di segnalazioni per “Abuso” da parte di altri utenti, (qui un esempio).

Altri utenti segnalano il blocco parziale e l’impossibilità a commentare su Facebook dal loro profilo in determinate situazioni.

Il messaggio di Facebook, in questo caso:

Commenting Temporarily Limited

We previously advised you that one or more of your comments was posted multiple times or marked as inappropriate. Because we received additional reports, you’ll be unable to comment on the posts of people you’re not friends with for the next 7 days. Once restored, please comment responsibly or you may face additional restrictions.

I understand that posting spam is prohibited and against the Facebook Community Standards.?

Il sistema di prevenzione dello spam da parte di Facebook è spiegato qui https://blog.facebook.com/blog.php?post=403200567130.

Ecco alcuni comportamenti ripetuti ritenuti inaccettabili da Facebook:
– inviare lo stesso messaggio a 50 contatti in meno di un’ora corrisponde a SPAM, se poi sono contatti con cui non si è “amici” sono considerati in maniera più restrittiva
– se il 75% delle richieste di amicizia da parte di un contatto viene ignorato, l’algoritmo considera quella persona noiosa o sconosciuta e ne tiene conto

Non ci sono dettagli di queste misure cautelative di Facebook proprio per evitare che gli spammer professionisti trovino il modo di aggirarle.

L’algoritmo è stato pensato per attivarsi quando rileva comportamenti sospetti, avvisare il profilo in questione con un messaggio di “rallentare” quel comportamento.
Nel momento in cui, dopo l’avviso, l’utente continua a fare quello che faceva e che da Facebook è stato considerato come spam, inappropriato, inaccettabile ecc. Facebook arriva a disabilitare quel profilo.

Il sistema automatico segnala anche eventuali link a siti che possono danneggiare il computer o che possono rubare dati personali (phishing).

Facebook ha risposto a Scoble sul messaggio relativo a commento irrilevante o inappropriato.

Non è censura ma filtraggio dello Spam. I Commenti di Scoble sono finiti nel sistema di filtraggio spam di Facebook. Sono risultati essere un “falso positivo” a causa della eccessiva lunghezza dei commenti di Robert Scoble.
Lunghezza del messaggio + non essere amici del contatto che si commenta. Nel caso specifico di Scoble.

Da questo e dalla lettura del post + centinaia di commenti di Robert Scoble su Google+ oltre che dalla lettura anche di questa discussione su Facebook, si apprende che Facebook può classificare come spam:

– l’eccessiva lunghezza dei commenti, come comportamento abituale di un profilo
– l’abitudine a commentare o inviare messaggi a profili con cui non siamo “amici”
– quando un commento contiene più di 3 @NOMEUTENTE (tag ad altri profili)
– l’essere profili pubblici (o meglio l’aver attivato la possibilità che altri sottoscrivano gli aggiornamenti pubblici senza diventare “amici” – nel caso specifico Robert Scoble ha 239,760 Public Subscribers)
– l’utilizzo di alcune parole specifiche contenute nella lista nera di Facebook (e forse la parola Google e Google+ sono tra queste)
– il permettere anche ai non amici di commentare i propri post, invece che utilizzare l’opzione di privacy che permette di commentare solo agli amici

Vi aggiorno se emergono altre caratteristiche sul funzionamento dell’algoritmo che determina come rilevanti o irrilevanti, appropriati o inappropriati, i commenti che lasciamo su Facebook.

Nota bene: tutto ciò spiega anche quello che ripetiamo spesso nel gruppo Antibufale di Facebook.

Quando troviamo foto/pagine/gruppi ecc.con BAMBINI MALATI o TORTURE SU ANIMALI (o ancora peggio PORNOGRAFIA E VIOLENZA) bisogna sempre SEGNALARE.
Le foto per contenuto grafico violento, le pagine per SPAM ecc.
SEGNALATE A FACEBOOK e FATE SEGNALARE. Non bisogna condividere ulteriormente sulle bacheche dicendo di segnalare. Ogni condivisione del link/foto/pagina per Facebook è conteggiato come apprezzamento del contenuto, qualunque sia il messaggio che ci alleghiamo. L’algoritmo non legge, l’algoritmo conta.
La segnalazione di abuso, invece, agisce in modo contrario e contribuisce a far scattare l’attivazione del filtraggio antispam.
La segnalazione (possibilmente di tanti in poco tempo, proporzionalmente ai numeri della foto/pagina/gruppo/post) è quello che serve per far attivare il filtro antispam di Facebook. Semplicemente segnalare le foto e le pagine, non andare a commentare sotto. Anche quello è conteggiato come apprezzamento.

Hanno ucciso i Trending Topics chi sia stato non si sa…

Abbiamo detto e letto chi sa quante volte della rivoluzione Twitter: le notizie, oggi, viaggiano su Twitter, l’informazione emerge direttamente da quello che dice la gente, l’argomento più discusso, twittato e retwittato è quello che finisce nei Trending Topics (o tendenze), evviva gli #hashtag ecc.

Abbiamo per le mani uno strumento potentissimo.

Ebbene, non è così.

L’informazione rilevante è totalmente manipolabile, su Twitter.

E’ un giocattolo che funziona con degli algoritmi grazie ai quali un argomento diventa Tendenza e viene evidenziato sulla destra di Twitter tra i Trending Topics.

Quando a giocare si è in pochi, emerge l’argomento interessante o si forza l’interesse della gente (ricordiamo #sucate oppure #tunnelgelmini per capirci) e la partecipazione di massa.

Quando a giocare si è in tanti, non si capisce più nulla e c’è chi ne approfitta.

Nelle immagini che seguono i Trending Topics di Twitter per l’Italia da ieri sera sono così:

O anche:

UPDATE: la fonte del TEST in questione è questa http://forum.alfemminile.com/forum/f691/__f83_f691-Le-100-domande.html

Cosa accade in sintesi, secondo me e secondo quello che so io del funzionamento di Twitter:

– Il numero degli utenti Twitter è in fortissima crescita, quindi su Twitter è arrivata tanta gente. Da dove? Ovviamente tutta gente, abituata a Facebook.

– Su Facebook per condividere i test “scemi” si clicca su condividi e si avviano le catene che viaggiano di bacheca in bacheca. Così viaggiano anche le bufale, infatti.

– Su Twitter il sistema catena non c’è fino a quando non scopri che un test, tipo quello in corso oggi, si può retwittare e rispondere mantenendo nel tweet le “parole chiave” per capire che si tratta di domande e risposte del test. Ovviamente coinvolgendo gli amici semplicemente inserendo nel tweet @NOMEAMICO a cui fare le domande del test

– Il Test circola di tweet in tweet, le domande più ripetute (ergo le porzioni di testo più ripetute, in un tempo breve, su Twitter) diventano Trending Topics. Abbiamo, signori, la CATENA DI SANT’ANTONIO su Twitter, evviva.

– I cosiddetti “bimbominkia” hanno scoperto il MEME su Twitter. Per caso o consapevolmente, questo non mi è noto. Intanto accade.

– Su Twitter non c’è nessuno che controlla, modera, monitora i trending topics, col giocattolo tutti possono giocare, c’è chi ne approfitta.  Esistono infatti dei bot, da un po’ di tempo, che prelevano il contenuto dei trending topics e lo retwittano a loro volta.

– La catena di sant’antonio diventa un loop grazie ai bot che continuano a retwittare quelle porzioni di testo e i Trending Topic rimangono quelli per ore. Difficilmente altri argomenti, seppur molto Twittati, entrano tra i Trending Topics di Twitter, con questo sistema.

– Basta che tra i partecipanti al Test ci sia qualche account più influente di altri (per numero di followers, retweet, capacità di essere retwittato ecc.) perchè qualcosa diventi Trending Topics e ci rimanga.

– I bot approfittano e raccolgono dati utente o vengono usati per altri scopi, ecc…

Questa è l’idea che mi son fatta. Quando a giocare con un giocattolo si è in troppi, il giocattolo si rompe.

Twitter veicola flussi di notizie che si perdono e che non balzano più all’occhio delle masse perchè l’algoritmo si perde dietro porzioni di testo inutili.

I Trending Topics di Twitter non rappresentano davvero ciò di cui si parla in rete. Fatevene una ragione. Il giochino è TOTALMENTE MANIPOLABILE. Per gioco (leggi qua) o appositamente.

Non è più gioco, allora, ma controllo delle informazioni che il canale Twitter veicola. Chi capisce come fare girare la ruota dei Trending Topics di Twitter, acquisisce il potere di manipolare le informazioni veicolate tramite Twitter.

Ed è più facile che farlo su Facebook. Notevolmente più semplice.

Insomma è la fine. Oppure un inizio nuovo, in cui ci sforziamo di usare Twitter bene perchè sia per la rete la grande ricchezza che è stato fino ad oggi.

Che poi tutto ciò, giusto oggi, abbia oscurato i tweet argomento #leopolda sia o meno una coincidenza…lo lascio a chi ne sa più di me.

Voi che pensate?

 

 

La matematica della visibilità su Facebook: EdgeRank & co.

Sintetizzo subito (così non siete obbligati a leggere tutto il post di approfondimento tecnico): ogni contenuto/oggetto che viene postato da un utente  su Facebook ha maggiore visibilità sulle bacheche dei suoi contatti quando il punteggio (detto EdgeRank), che l’algoritmo di Facebook gli assegna, è più alto.

Tradotto in parole più semplici: i fattori che influiscono sulla visibilità di un contenuto su Facebook (e sul loro EdgeRank) dipendono dalla capacità di relazione dell’utente con i propri contatti (messaggi privati, commenti, Like, tag, conversazioni), dal coinvolgimento e dall’interesse che suscita (like, tag, commenti, condivisione) e dal fatto di essere un contenuto abbastanza recente.

Facebook è un social network basato sulle relazioni personali e sociali tra gli utenti. Paga, in termini di visibilità, investire molto tempo a leggere, commentare, condividere ed interagire con gli altri utenti ed i loro post.

Io ve l’ho detto che la chiave della visibilità su Facebook è la socialità.

Approfondimento tecnico.

Salvatore Scellato dopo aver letto il mio mio post sul paradosso della visibilità su Facebook mi segnala un approfondimento utilissimo per capire come funziona realmente Facebook, che riporto qua per completezza di informazione.

Facebook gestisce una quantità immane di informazioni che riguardano sia noi e quello che ci condividiamo sopra ma anche quello che ognuno dei nostri contatti ci condivide.

Semplificavo nel post precedente e dicevo che:

Facebook per default, permette di visualizzare sulla homepage del nostro account al massimo 250 tra profili di amici e Pagine con il criterio di privilegiare  i post maggiormente condivisi e apprezzati dai nostri amici e da altri utenti, i post delle persone o delle pagine su cui siamo andati a commentare o mettere “mi piace” di recente o che hanno commentato e messo il like da noi. (Il paradosso della visibilità su Facebook)

E spiegavo come è possibile modificare e gestire la visualizzazione delle notizie riguardanti i contatti Facebook che ci interessano.

Precisavo a fine post che, in un certo senso, la visibilità di quello che postiamo su Facebook dipende dalla nostra socialità e che infatti:

in generale si visualizzano in bacheca i post delle persone o delle pagine su cui siamo andati a commentare o mettere “mi piace” di recente o che hanno commentato e messo il like da noi…

…ci siamo capiti: a meno che non andiamo noi a conversare, commentare, mettere “mi piace” sulle bacheche dei contatti dai quali ci interessa essere seguiti.

Aggiungo ora alcuni dettagli tecnici riguardo a come il contenuto del news feed di Facebook viene ordinato dall’algoritmo di Facebook e poi personalizzato per ogni utente. Le informazioni sono tratte da un interessante articolo di Techcrunch dello scorso aprile nel quale vengono spiegati i  dettagli matematici del funzionamento della visibilità in Facebook, in maniera semplice.

L’algoritmo che permette al news feed di mostrarci le informazioni ritenute rilevanti per noi utilizzato da Facebook si chiama EdgeRank. Ed è ottimizzato per far si che appaiano in bacheca le notizie dei nostri contatti (250 o quanti abbiamo scelto di seguirne, modificando il numerino) secondo alcuni criteri che ne determinano la rilevanza.

La sensazione di vedere sempre le stesse persone, ricordate? A prescindere dal numero che modifichiamo. Bene! E’ matematica più che essere una sensazione. La matematica della visibilità su Facebook, che dipende dalla socialità.

Per quanto matematici, infatti, questi criteri, la rilevanza dell’algoritmo è sulla socialità. Quanto più sociali sono gli Oggetti/Notizie condivisi su Facebook, quanta più interazione generano, tanto più acquisiscono rilevanza e visibilità.

Facebook ci mostra praticamente solo un sottoinsieme delle notizie dei nostri contatti. Se ci mostrasse davvero tutto, il sistema avrebbe seri problemi e rallentamenti. Allora interviene l’algoritmo  EdgeRank.

Ogni “notizia” che viene mostrata nel nostro News Feed viene considerata da EdgeRank come Oggetto singolo. Quando abbiamo un nuovo Oggetto nel News Feed (ad esempio un aggiornamento di status di un contatto), Facebook crea un Edge nel momento in cui questo oggetto interagisce con altri utenti (cioè viene commentato o riceve uno o più “mi piace” o riceve un tag).

Quindi ogni Edge è in realtà una sorta di “Oggetto sociale” dato che include sia l’Oggetto (la notizia, lo status, il link ecc.) più le azioni sociali che sopra di essa avvengono (like, commenti, tag, interazioni, conversazioni, condivisioni).

In sostanza, sono 3 i principali fattori che ‘spingono’ in alto qualcosa sulla nostra homepage di Facebook e rendono visibile la notizia ai nostri occhi:

  • l’affinità con l’autore (una persona con cui interagisco di meno verrà penalizzata e apparirà meno tra le notizie della mia homepage)
  • l’importanza del contenuto postato (una foto è più importante di un commento che a sua volta è più importante di un like, per capirci)
  • la novita’ del contenuto (le interazioni recenti vengono mostrate a scapito di quelle di più vecchia data).

Affinità, quindi l’interazione, che vi è tra il creatore della notizia e chi la vede sulla propria homepage: in pratica quanto più conversiamo con un altro contatto Facebook, quanti più messaggi privati gli mandiamo o ci manda, quanto spesso andiamo a controllare il suo profilo o passiamo sulle notizie che posta, quanto più lo commentiamo o gli clicchiamo “Mi piace” , tanto l’algoritmo conteggia “punteggio” utile in affinità con il nostro contatto, per Facebook.

Se non manteniamo in qualche modo la relazione, piano piano finirà nel dimenticatoio. Io ve lo dico sempre che le relazioni (anche sui social network) vanno sempre coltivate. Quindi anche per l’algoritmo, la relazione non è fatta del singolo Like o del singolo commento (magari spammoso) che andiamo opportunamente a piazzare qua e là su quanto postano i nostri amici, allo scopo di essere visualizzati. E’ qualcosa di più.

Ogni Edge ha un peso diverso (quindi il contenuto postato viene pesato diversamente da Facebook a seconda di che cosa è e di quanta socialità genera) e ogni Edge nuovo vale più di uno vecchio (ecco perchè poi tutto scorre e tutto si perde: Facebook fa riaffiorare solo gli Oggetti recenti ed è sempre difficile recuperare una Notizia/foto/status ecc. più vecchio se non ne abbiamo segnato il relativo link da qualche parte).

Allora, capito come funziona l’algoritmo?

Ogni singola entità sociale (Edge) moltiplicata per questi tre fattori aggiunge punteggio e tutto ciò va a costituire l’EdgeRank dell’Oggetto. Ovviamente più alto è il valore dell’EdgeRank. più alta sarà la possibilità che l’Oggetto appaia sul newsfeed di un altro utente.

Voi vi state sicuramente domandando quanto segue: se un Oggetto creato da un utente mio contatto non ha ricevuto nessuna interazione sociale, allora non viene visto sulla homepage di nessuno dei suoi contatti?

No, perchè anche l’atto stesso di creazione di un Oggetto da postare viene considerato comunque come Edge e quindi mostrato. L’algoritmo dà però priorità, a parità di condizioni nel postare, ad oggetti e Edge che cominciano ad avere “relazioni sociali” significative di qualche tipo.

Detto in parole semplici così da farmi capire da tutti: un qualunque Oggetto postato su Facebook da uno dei tuoi contatti ha molta più probabilità di essere mostrato nella homepage del tuo News Feed se è stato postato da persone che conosci e con cui hai interagito in qualche modo di recente. Se interagisci con un contatto, Facebook dà per scontato che quel contatto lo conosci di più di uno con cui non interagisci e ovviamente te lo ripropone più spesso sotto gli occhi perchè presuppone che di quel contatto ti interessa essere aggiornato molto più di un contatto con il quale non hai rapporti.

Tutto è spiegato ufficialmente qua se avete pazienza di guardare anche il video:

Watch live streaming video from f8techniques at livestream.com

2 sorprese su cinque…saranno uno di noi…

Catepol 3.0 (questo blog)

Catepol 2.0 (il tumblr)


E tutti siamo proprietari di un blog e di un tumblr.

Cazzeggionline (blog di gruppo di proprietà della sottoscritta dove possono postare tantissimi blogger, noti e non quando vogliono)

Adesso fate un po’ di attenzione.

Son sfuggiti al temibile algoritmo ed alla pulizia etnica della blogosfera italiana:

Caterina Policaro Blog (Blog della community Ltever – Università di Firenze)

E-learning per tutti (altro blog palesemente della sottoscritta)

Ne chiedo ufficialmente la rimozione…andate a guardare l’ultimo post in entrambi i blog. Ecco l’ho postato ieri ANCHE su questi due blog il post incriminato delle K. Se due più due fa quattro non doveva neanche passare. E invece. Non solo è passato…ma è visibile in bella mostra a differenza di tutti gli altri post contenenti K epurati.

L’algoritmo non è meccanico oppure non funziona. Quello manuale deve essere in ferie e non se n’è accorto. Propendo per la non esistenza dell’algoritmo, ma questo l’ho già scritto.

Eliminate anche quei due blog please, non meritano di star dentro.

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