E mi copiano il blog e quattro. E chi sa quante altre volte.

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E mi copiano il blog e uno Webso: ATTENZIONE! controllate se vi hanno preso qualche post …

E mi copiano il blog e due Che fare quando i tuoi contenuti sono casualmente copiati su un …

E mi copiano il blog e tre Facebook, Twitter, Social Media, Tecnologia…aggregami anche questo …

E mi copiano il blog e quattro. E chi sa quante altre volte. In questi casi, il “dialogo” con i gestori dei siti incriminati da me ha portato alla cancellazione dei miei contenuti, come avevo chiesto.

Giusto l’altro giorno da ArMyZ si parlava del problema degli aggregatori di aggregatori, della strana attività sul web degli aggregatori di notizie. In pratica c’è gente su internet che scrive i suoi contenuti (come me e quasi tutti i blogger che conosco: centinaia, migliaia di persone che hanno qualcosa da raccontare, che ci mettono parole, faccia, tempo e spazio web) e c’è gente che te li prende, li aggrega a suo piacimento PRELEVANDO letteralmente il tuo Feed RSS e li piazza su un suo spazio, Automaticamente, casualmente.

Incuranti del fatto che in un post COPIATO o PRELEVATO da qualcuno oltre che il contenuto in sè, ci siano elementi distintivi della persona che ha scritto il post stesso: un link, il parlare in prima persona, le foto del proprio flickr, il racconti di fatti strettamente correlati a chi scrive e cose così. Cose che devono stare sul blog di chi scrive, salvo diversa indicazione, sempre di chi scrive.

Nulla contro quei servizi che aggregano titolo, link del post, qualche riga e poi con DOVEROSO link alla fonte rimandano alla lettura del POST COMPLETO direttamente sul blog di chi ha scritto.

Nulla contro alla circolazione dei contenuti. Si scrive anche per questo. Fa piacere che le tue cose circolino nel web, che arrivino altri lettori.

E’ l’appropriazione, il PLAGIO, il tanto non se ne accorge che mi dà sempre più fastidio. Soprattutto il mettere ads e pubblicità massiccia a contenuti ben indicizzati. Perchè questo accade, questo è lo scopo.

Aggregatori. Aggregatori di Aggregatori. Aggrega Tori: a fare i SEO coi contenuti degli altri siam bravi tutti. Come ho scritto su Friendfeed l’altro giorno.

Veniamo all’episodio più recente, avrete capito dalla premessa che m’è successo un’altra volta. Ho trovato i miei post altrove aggregati per intero. Sai che novità?

Il posto è qui http://www.webdesignroma.com/ del quale il mitico Fairshare ha cominciato a sputare fuori le similitudini post dopo post:

Ah, visto che ci siamo, segnalo un post utilissimo di Robin Good in cui ci sono diversi suggerimenti e servizi utili per prevenire il fenomeno dell’online plagiarism, del plagio o furto dei contenuti online.

Torniamo al caso dei miei post aggregati, anzi riaggregati su http://www.webdesignroma.com/. Stavolta siamo di fronte non ad anonimi ma a tre professionisti del web (e la cosa spiace di più, ma almeno gli interlocutori sono raggiungibili) che si presentano così:

Il nostro successo consiste nella nostra capacità di assemblare il team più appropriato per lavorare su ogni investimento e applicare la nostra esperienza nel settore per generare le migliori idee per le società nel nostro portfolio. I membri del team WdR si dedicano allo sviluppo di strategie di comunicazione per varie tipologie di clienti: dalle piccole imprese a livello locale alle grandi aziende multinazionali. Il nostro team è composto da creativi, copywriter, SEO, programmatori, operatori multimediali, video produttori, marketing manager, esperti di comunicazione, esperti di vendita, direct marketing manager, PR manager, buyer e account manager. Tutto il nostro team mette a vostra disposizione la sua esperienza, la sua creatività e affidabilità con un unico obiettivo: la vostra crescita, semplicemente perchè la crescita dei nostri clienti significa anche crescita per l’agenzia.

Hanno un nome un cognome, una mail, skype, il telefonino, twitter, facebook ecc.

Gli scrivo. Mettendo in CCN un avvocato, stavolta. Perchè, casualmente, il primo post che ho beccato COPIATO PER INTERO, è proprio quello che riguardava mio fratello e i suoi successi professionali.

E vado anche a commentare sotto i post COPIATI che trovo (ok ad un certo punto mi stanco).

Chiedo immediatamente la rimozione del post

http://www.webdesignroma.com/blog/20090710/asp-vibo-valentia-stalteri-e-giunta-regionale-calabria-articoli-quotidiani-del-10-luglio-2009/

Questo articolo è COPIATO dal mio BLOG: vedi questo post
http://www.catepol.net/2009/07/09/asp-vibo-valentia-lavvocato-policaro-chiede-il-reintegro-coattivo-del-direttore-generale-stalteri-calabria-ora-del-9-luglio-2009/
e soprattutto vedi anche questo
http://www.catepol.net/2009/07/10/asp-vibo-valentia-stalteri-e-giunta-regionale-calabria-articoli-quotidiani-del-10-luglio-2009/

Chiedo immediatamente la rimozione del post

http://www.webdesignroma.com/blog/20090716/come-ti-copio-all’esame-visto-da-uno-studente/

Questo articolo è COPIATO dal mio BLOG: vedi questo post
http://www.catepol.net/2009/07/16/come-ti-copio-allesame-visto-da-uno-studente/

Chiedo immediatamente la rimozione del post

http://www.webdesignroma.com/blog/20090520/bionda-con-quale-bomba-bionda-ci-colpirai/

Questo articolo è COPIATO dal mio BLOG: vedi questo post
http://www.catepol.net/2009/05/21/bionda-con-quale-bomba-bionda-ci-colpirai/

Chiedo immediatamente la rimozione del post

http://www.webdesignroma.com/blog/20090710/maturita-2009-con-100-e-lode-bonus-promozione-delle-eccellenze-bonus-del-ministero-a-studenti-meritevoli/

Questo articolo è COPIATO dal mio BLOG: vedi questo post http://www.catepol.net/2009/07/10/maturita-2009-con-100-e-lode-bonus-promozione-delle-eccellenze-bonus-del-ministero-a-studenti-meritevoli/

Chiedo immediatamente la rimozione del post

http://www.webdesignroma.com/blog/20090725/oggi-cucina-catepol-spaghetti-e-fagiolini-come-li-faceva-mia-nonna-fotoricetta/

Questo articolo è COPIATO dal mio BLOG: vedi questo post
http://www.catepol.net/2009/07/25/oggi-cucina-catepol-spaghetti-e-fagiolini-come-li-faceva-mia-nonna-fotoricetta/#axzz0dqJetJoh

Vabbè, quando mi ci metto sono fastidiosa, lo ammetto. I miei commenti sono tutti, ovviamente, in MODERAZIONE.

Insomma, in buona sostanza chiedo via mail la rimozione di tutto ciò che viene fuori da questa banale ricerca http://www.webdesignroma.com/blog/?s=catepol o meglio di TUTTI POST COPIATI DAL FEED DEL MIO BLOG (preso a sua volta anche da Wikio e non solo), che, ripeto, ha i contenuti del feed con una scritta (e link al post, e plugin di Wordpress che mi fa questo gentile favore, e un paio di altri “superpoteri” che mi aiutano a tracciare che fine fanno i miei post nel web) che appare magicamente ovunque essi vengono riaggregati e che recita così:

Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Catepol 3.0 Tutti i diritti sul contenuto del feed del blog Catepol 3.0 di Caterina Policaro sono riservati (C) – Necessario il consenso per la pubblicazione altrove.

Il blog è praticamente sotto Licenza Creative Commons e, soprattutto, non a caso vi ci trovi scritti dentro argomenti correlati a me ed alla mia persona, con link ad altri post miei, immagini e foto mie, con l’uso della prima persona quando parlo e di dettagli che ti riportano sempre a me. Non a caso.

Non è che il blogger è un grande egocentrico. No, semplicemente si autotutela parlando di sè nei suoi contenuti. L’autoreferenzialità del blogger è innanzitutto un modo di tutelarsi, anche dal primo Barbareschi di turno che si sente autorizzato a saccheggiare contenuti altrui, notissimi (Spinoza.it)

Attendo risposta dai signori Federico Albani, Lucio Vecchiotti, Paolo Bati in merito alla rimozione del mio feed. Feed che prelevano anche da WIKIO (e forse anche e non solo). Attendo risposta e cancellazione del mio feed. Certo non attendo all’infinito, stavolta.

Aggregatori di aggregatori. Ultima moda di quelli che son bravi a fare i SEO con i contenuti degli altri.

Il loro aggregatore si chiama Fluida http://www.webdesignroma.com/blog/chi-siamo/ e viene così descritto:

Ma chi è questo Fluida? si tratta di un aggregatore di feed on line. …consente di aumentare la visibilità dei blog che vi sono iscritti…Crediamo che Fluida possa diventare un utile strumento per aumentare il numero di visitatori verso i blog iscritti, nonchè la loro popolarità, ma non solo!…non fornisce ai visitatori le notizie complete, bensì delle anteprime di notizie, dalle quali è poi possibile giungere ai blog iscritti. In questo modo viene realizzata una reale promozione dei blog partecipanti.

Se sei un blogger, quindi, non aspettare!  segnala il tuo blog tramite l’apposita form “Segnala sito”, oppure inviando una mail a…

Io NON MI SONO MAI ISCRITTA. IO NON VOGLIO ESSERE AGGREGATA.

Il consiglio di ArMyZ che faccio anche mio già da tempo e che rimando anche a voi blogger è questo:

occorre sempre sgranare gli occhi e prestare la massima attenzione. In questo contesto, al momento, significa: controllare sempre i link entranti, controllare la statistiche d’accesso, verificare anomalie, prendere dimestichezza con le query avanzate di google (e non solo) nonchè inserire svariati collegamenti ad altri propri post in modo da monitorare eventuali link entranti da risorse non conosciute o autorizzate.

Il web scraping (e l’appropriazione di contenuti non autorizzata) è una bella furbata, ma i “superpoteri” in mano ai blogger ti permettono di arrivare facilmente ai contenuti prelevati e postati altrove.

La pubblicità che ci mettono a contorno, poi, è odiosa. I motori di ricerca, tra l’altro, sanno bene chi ha postato per primo e quindi a chi appartiene il contenuto originale. C’è sempre Google, poi a cui il singolo blogger defraudato può comunicare http://www.google.it/webmasters/spamreport.html alla voce ‘Contenuti duplicati’ che qualcuno copia.

Ernesto Belisario, nei commenti da Armando, afferma anche che

gli aggregatori sollevano effettivamente una serie di importanti problematiche dal punto di vista giuridico (specialmente in materia di diritto d’autore sui contenuti) … poi ovviamente ci sono aggregatori che sono più consapevoli di queste criticità e trasparenti (sul meccanismo di funzionamento, ad esempio) ed altri che lo sono meno…

Essendo questa almeno la quarta volta che capita a me, forse è il momento di affrontare e approfondire queste questioni.

A me è successo questo. Lo racconto qui, come sempre, citando contenuti pubblicamente disponibili in rete  (anche fotografati da me, dato che i commenti sono in attesa di moderazione, ma esistono), pubblicando, per me, i miei lettori e per il web che nulla dimentica il comportamento dell’aggregatore http://www.webdesignroma.com/

Libera di raccontarlo, oggettivamente, sul mio blog, anche facendo nomi, come libero si sente chi aggrega e pubblica roba altrui, senza verificare se può o meno.

Paradossalmente, miei cari SEO, il motore di ricerca porterà anche qua su questa storia che tutti possono leggere (storia che, se viene aggregata anche là, spiega che i contenuti trovati là sono copia di contenuti altrui).

Io chiedo di essere tolta da ogni aggregatore a cui non ho dato espressa autorizzazione o che non ha policies trasparenti. Parliamoci chiaro: da ogni aggregatore che non mi conviene Faccio bene? Faccio male? Fatto sta che mi arrabbio, in casi come questi.

Aggregatori di aggregatori è una cosa meravigliosa. Come dire: scarica barile. Complimenti per l’idea.

*******AGGIORNAMENTO del 28 GENNAIO 2010*******

Ho ricevuto risposta mail da Federico Albani – Owner di Web Design Roma e Fluida – Best Web News e un po’ di altre cose (da quanto vedo nella signature della mail). Ve la riporto, per correttezza:

Buonasera, il suo feed rss non è inserito nel nostro archivio, aggreghiamo invece le fonti che maggiormente sono lette in quel momento nella blogosfera, Il grosso delle notizie viene importato tramite uno script chiamato ‘Zeitgeist’ che si occupa di esaminare le chiavi di ricerca con cui gli utenti raggiungono il sito e i dati forniti da google e yahoo riguardo le keyword piu’ cercate: i dati vengono suddivisi in categorie e utilizzati per cercare e aggregare nuovi contenuti. Probabilmente il suo feed è stato aggregato da altri come liquida o wikio, nelle sezioni “piu letti” o similari, che sono alcuni canali utilizzati dal nostro script insieme a Google, Per la rimozione possiamo filtrare tranquillamente il suo sito ed il suo feed, in linea di massima di solito gli autori sono contenti in quanto portiamo visite ai siti aggregati. Le confermo come da sua richiesta la completa rimozione dei suoi contenuti, qualora volesse invece che siano di nuovo presenti può segnalarlo usando il box nel sito. Mi dispiace sinceramente che se la sia presa, e mi scuso se pensa che le abbiamo arrecato un danno. Un saluto cordiale

E infatti ho verificato i miei post ora appaiono così:

e anche qui http://www.webdesignroma.com/blog/?s=catepol (la ricerca della keyword catepol, per capirci) non c’è più nulla. Pertanto sono stati cancellati e rimossi anche i post di Napolux, Gigi Cogo e altri blogger che mi nominavano e che erano stati anch’essi aggregati dall’aggregatore di aggregatore.

Ringrazio la rapidità di risposta e la solerzia di Federico Albani nell’eliminare ogni traccia di catepol (spero) dall’aggregatore di aggregatore Fluida su Web Design Roma.

Veniamo un attimo ai punti chiave su cui riflettere:

- Su Fluida sei tu blogger che segnali il tuo feed, questo dicono nelle INFO del sito. Io non mi sono ovviamente mai segnalata.

- Su Fluida ci sono le anteprime dei post e il rimando al post originale del blogger sul suo blog, questo dicono nelle INFO del sito. Io ho trovato i miei post per INTERO comprensivi del bottoncino per ritwittare (ovviamente il codice sta nel post) e comprensivo di dicitura a fondo feed.

- Su Fluida non si parla di ‘Zeitgeist’ e di aggregazione dei post più letti della blogosfera, questo NON dicono nelle INFO del sito. La risposta ricevuta parla di questo invece. CASUALMENTE son finita dentro perchè aggregata da un aggregatore che a sua volta aggrega il meglio di tratto da un altro aggregatore. COMPLIMENTI.

- Su Fluida chi è aggregato è contento perchè il blog guadagna visitatori. GRAZIE NO. Non è vero e ovviamente ho modo di monitorare queste visite e volendo dettagliarvele. Non vedo come poteva arrivare un visitatore a me se, trovando il POST per INTERO su FLUIDA lo leggeva tutto là. L’aggregazione dei contenuti altrui per parole chiave molto lette serve solo all’AGGREGATORE, per attirare visitatori provenienti dai motori di ricerca a sè e ai suoi annunci. NON SERVE AL BLOGGER.

- Su Fluida io spero di non trovare più cose mie. Fine, per ora.

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A studiare storia con internet i pellerossa si dividono in buoni e cattivi…

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Ambientazione: in classe, scuola superiore, un professionale di una qualunque città capoluogo di una delle Regioni del Regno (ci son sempre i Borboni quaggiù, vero?).

Vabbè fuor dagli scherzi, in classe si faceva storia. Rivoluzione americana, annessi e connessi e il compito di approfondire cosa successe agli indiani d’America in mezzo a tutto quel trambusto, come vennero trattati, perchè finirono nelle riserve, cose così. Approfondire, andare oltre quello che dice il libro di testo, trovare altro materiale, condividerlo, saperne di più.

Approfondire a casa, cercare materiale, selezionarlo se utile, riportare i risultati in classe, per leggerli insieme. Questo chiede  un docente, quando chiede di approfondire.

Google, scrivi “pellerossa“, clicca cerca, prendi la prima voce che viene fuori (tanto si sa che è Wikipedia) portala in classe. Questo fa l’alunno. Questo fanno tutti gli studenti del Regno, oramai. Borbonici, Polentoni, o residenti nella caput mundi. Tutti uguali gli studenti davanti a internet, anche quelli che internet se la fanno prestare dal compagno, se non ce l’hanno.

Oramai, però, anche la prof di storia lo sa che poi finisce così, con sole due varianti possibili di svolgimento del compito assegnato: gli studenti stampano la ricerca “i pellerossa” così com’è da Wikipedia oppure gli studenti copiano a mano la ricerca “i pellerossa” così com’è da Wikipedia sul quaderno per far vedere che hanno studiato perchè ci hanno dedicato veramente tempo.

Allora anche una prof di storia, oramai, avvisa a gran voce: “Non mi portate tutti quello che viene fuori da Wikipedia. Almeno, non solo. Qualcuno trovi la cultura, qualcuno le origini, qualcuno le riserve ecc., insomma non portate le stesse cose in classe, non ci serve.”

I furbi cosa fanno? Prendono la pagina dei “i pellerossa” così com’è da Wikipedia e se la dividono: così uno ha il foglio della cultura, un altro le origini, un altro le riserve ecc. C’è sempre un modo per far quello che ti assegna anche la più scaltra delle prof e col minimo sforzo, insomma. Che gli puoi contestare? Ognuno ha un documento diverso da leggere, come richiesto, no?

Dal centro dell’aula una voce di alunno appartenente alla categoria numero due, quelli che copiano le ricerche a penna: “Prof, ho fatto come avete detto, non ho preso da Wikipedia, ho cercato altro con Internet” sventolando il suo quaderno.

“Evvai, finalmente hanno capito che bisogna verificare più fonti, che la ricerca non si fa solo con la prima voce di Wikipedia che appare cliccando cerca” pensò la prof di storia e anche quella di sostegno.

“Prof, la mia ricerca infatti è diversa dalla loro, dice altre cose. Però è un po’ strana. L’ho presa dalla Nonciclopedia

Dal fondo dell’aula un compagno “Nooooooooooooo non la puoi leggere alla prof.” (però passala qua fammi vedere che dice). Risate generali. Risate anche delle prof che però tentavano di far le gnorri.

“Finiamo  di mettere insieme tutte le info VERE sui pellerossa e poi la Nonciclopedia la leggiamo se c’è tempo per farci due risate.” Come spiazzare una classe di adolescenti facendo saper loro che tu sai quello che sanno loro, che lo sai benissimo.

La lezione prosegue con la prof di storia che chiede di cercare a casa anche una notizia recente, quella della sentenza per la quale uno stato americano dovrà risarcire i Nativi Americani per non so quanti miliardi.

“Aspettate, prof. Faccio io!”

Un alunno estrae uno telefonino di ultima generazione, tre millisecondi con google e trova l’articolo sul corriere online. Lo si legge e lo si commenta in classe. Niente compito a casa! Che gli puoi contestare? Hanno svolto quanto richiesto, no?

Nel mentre colui che si fece passare il quaderno del Nonciclopedico era assorto nella lettura, chiosando ad alta voce ogni tot “Prof lo dobbiamo leggere per forza alla fine! Prof è uno spettacolo!”

Un terzo alunno si rende conto di avere anche lui stampato non Wikipedia ma la Nonciclopedia e lo dice pubblicamente poi, voltandosi verso il Nonciclopedico del quaderno lo apostrofa “Io l’ho stampato senza guardare che stampavo, lo ammetto. Ma tu “sippropriuciotu” …l’hai copiata sul quaderno e non ti sei accorto??”

Un altro suggerisce a tutti, prof comprese, la lettura della voce nonciclopedica dedicata a Potenza e ai Potentini. Voce ovviamente conosciuta da tutti, prof comprese. Che vi pare?

Sfumando l’ora, verso il suono della campanella.

Alla fine vennero anche letti i pellerossa, quelli che “si dividevano in Pellerossa buoni e Pellerossa cattivi. Si distinguevano gli uni dagli altri perché i primi erano i primi a morire, spesso uccisi dai Pellerossa cattivi, i quali finivano sempre quasi per vincere, ma alla fine perdevano a causa dell’arrivo dei nostri…ecc. ecc.”

Alla fine dell’ora di storia, non solo abbiamo fatto storia. Si è discusso sulla verifica delle fonti concordando che non basta copia/incollare e stampare da internet  perchè il materiale va guardato e verificato. Si è utilizzato internet dal telefonino per trovare l’approfondimento che serviva (e suvvia passi che non si usano i telefonini in classe, tanto li usano lo stesso e vanno su Facebook). Studenti e prof hanno parlato la stessa lingua senza divari generazionali e digitali.

Poi dici far didattica con le tecnologie.

Soprattutto, ci siam fatti 4 risate. Con buona pace dei pellerossa buoni e cattivi. Augh.

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Twitter: identità e essere influenti dipendono dagli altri

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(via Lifestream Blog) La tua identità su Twitter è fatta da quello che ci scrivi tu sopra e da come lo usi ma anche, e forse soprattutto, da come ti vedono gli altri. Anche se possiamo inserirci in liste per categorie (decise da noi) utilizzando strumenti tipo WefollowTwibes, l’informazione riguardo il “come ci vedono gli altri” e cosa pensano di noi ci viene sicuramente dalle Liste Twitter in cui altri utenti ci hanno inserito. La web reputation dipende soprattutto dagli altri e non da te.

E non è tanto il numero di liste in cui ci inseriscono gli altri utenti Twitter a fare di noi degli utenti in qualche modo influenti, quanto i temi e/o categorie in cui i nostri contatti ci inseriscono. Occorrerebbe quindi poter verificare non solo il numero di liste in cui siamo inseriti, operazione che tutti gli utenti Twitter possono effettuare autonomamente dal loro stesso account ( http://twitter.com/NOMEUTENTE/lists/memberships) ma la loro utilità per l’utente che le crea, a partire dal nome/categoria/tag che l’utente assegna alle sue liste e alla loro composizione.

In pratica, occorrerebbe una identity page, una pagina in cui capire l’identità di una persona su  Twitter vista dagli altri utenti, una pagina costruita mediante una sorta di tag cloud che analizza le keywords, le parole chiave delle liste in cui gli altri utenti ci inseriscono.

Il servizio per fare tutto ciò esiste ed è Mustexist/list_tags. In pratica quando veniamo aggiunti in liste Twitter, gli utenti ci taggano, ci assegnano dei tag, delle etichette, che vanno dal semplice “persone che conosco” al “blogger” o anche al “da evitare”!!

Mustexist/list_tags non fa altro che analizzare queste etichette (i nomi delle liste Twitter in cui siamo inseriti) e tirare fuori la nostra identità Twitter.

Cosa dicono gli altri di noi? Inserisci il tuo nick (autorizza l’applicazione loggandoti con Twitter, ma è facoltativo) e aspetta l’analisi che Mustexist/list_tags farà per te.

Viene fuori l’immagine di tutte le keywords utilizzate per descrivere noi nelle liste in cui siamo inseriti. Io sono inserita in 116 liste.

Quante più volte è stata inserita la parola chiave, tanto più grande sarà la parola nella tag cloud risultante.

La mia è “Blogger”, seguita da “italia” come potete vedere.

Si può cliccare su ciascuna delle parole che vengono fuori dall’analisi di Mustexist/list_tags e accanto verranno mostrate le liste corrispondenti in cui siamo inseriti e da parte di chi, corrispondenti a quella parola. Inoltre, appaiono anche le top list di Twitter, quelle maggiormente seguite, per quella data parola chiave.

Mustexist/list_tags è utilissimo quindi per conoscere l’immagine che gli altri utenti si son fatti di noi ma anche per verificare come viene visto realmente un qualunque utente. Esempio banale: è facile descriversi “social media expert & web 2.0 strategist & social network evangelist” da soli. Poi vai a vedere la tag cloud risultante da Mustexist/list_tags e dalle liste in cui si è stati inseriti e scopri che la parola chiave più frequente è “scassaballe” ;) (io, fortunatamente, solo una volta. No, non mi conoscete bene per nulla!!!)

Il ritratto dell’utente Twitter in questione è sicuramente più realistico, così come la sua vera identità e la sua capacità di essere realmente considerato tra gli utenti più influenti per una determinata categoria.

Ci sono strumenti tipo Favstar.fm che permettono di valutare quante volte è stato preferito, fino a poco tempo fa si considerava parametro utile per valutare quanto fosse influente un utente su Twitter anche il numero di Follower, il rapporto tra follower e following, possiamo utilizzare anche strumenti come KloutTweetrank (tra i più usati e noti)… insomma l’identità online, su Twitter si costruisce tenendo conto del parere degli utenti che ci seguono. Non è un fatto puramente personale ed egocentrico, anzi.

Chiaramente gli account Twitter privati hanno metriche di “autorevolezza” un po’ sfasate proprio dalla privatizzazione dell’account. (su questi altri strumenti, magari ci torno presto).

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Disequazioni for Dummies

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Ma chi me lo doveva dire? A sottotitolo di questo post.

Mi perdonino i matematici, gli ingegneri, coloro i quali – già vi vedo – storceranno la bocca, si morderanno il labbro, pronti a urlare  “Noooooooo, sacrilegio”.  State buoni, l’obiettivo lo dichiaro subito:  mi tocca spiegare come se avessero 8 anni, possibilmente rendere meccanico qualcosa di logico, possibilmente mettere in condizione  i miei “diversamenteclienti” di risolverne qualcuna semplice semplice. Non di svolgerle al 100% sapendo esattamente dove si va a parare e cosa, matematicamente parlando, riserverà loro il futuro.

Mi son già, precedentemente, arrovellata creativamente a spiegare le equazioni di primo grado, palla al centro e ci riuscimmo.

Metodo impeccabile valido tutt’oggi che affrontiamo la maggior complessità di quelle di secondo grado, tanto che oramai è curiosità pura per il mio cliente n. 1:  “Se c’è 2 sopra la X abbiamo 2 soluzioni” (perdonatemi perdonatemi perdonatemi questo spiegare con linguaggio non appropriato alla disciplina), la testolina mi dice “allora io metto 3 sopra e ne voglio 3 di soluzioni, le voglio fare difficili” ed io a riprenderlo che no, già son complesse queste col 2 sopra, c’è ancora il Delta da affrontare creativamente, per tornare nei ranghi.

Se il pensiero astratto è carente, se cognitivamente ci sono dei limiti, in qualche modo gli ostacoli vanno aggirati. E anche il Delta sarà nostro amico, promesso!

Ma tu non insegnavi inglese una volta, si chiederanno i miei 10 lettori.

Certo, la classe di concorso è quella, grazie all’abilitazione sto sul lato della medaglia chiamato “Sostegno”, in teoria il mio ambito è quello Linguistico, in pratica la realtà ti porta ad esperienze didattiche che variano caso per caso e non hai materialmente il tempo e il modo di scusarti e dire “Ah no, matematica non mi compete” se la programmazione differenziata prevede che si agisca anche su quelle piccole competenze cognitive, per potenziarle, quando presenti. Quindi: “Ah si, matematica, anche, mi compete”. (Menomale che ho fatto lo scientifico, menomale che ho fatto lo scientifico, menomale che ho fatto lo scientifico…è diventato il mio mantra.)

Con il cliente n. 2 (caso cognitivamente e fisicamente diversissimo dall’altro, per alcuni tratti in negativo, per altri molto meno) siamo giunti alle disequazioni. Siamo più avanti col programma, si direbbe in gergo.

Nulla di creativo qui, per ora. Che ci può essere di creativo in un Delta che una volta è maggiore di zero, una volta è uguale e una volta è minore. I casi sono quelli. La parabola tocca in due punti, oppure in uno solo, oppure non tocca mai. La parabola sta sempre sopra, perchè c’è il trucchetto per ritornare ad avere “a” maggiore di zero. La parabola, dopotutto,  è spiegare un concetto difficile con uno più semplice e magari dare un insegnamento morale.E l’insegnamento morale, nel nostro caso, è : “Dai che ce la possiamo fare, testolina!”

Insomma lo specchietto della spiegazione della risoluzione delle disequazioni, come lo fai, lo fai, queste cose deve contenere.

Solo che, l’obiettivo è sempre quello:  spiegartelo come se avessi 8 anni, possibilmente renderti meccanico qualcosa di logico, possibilmente metterti in condizione di risolverne qualcuna semplice semplice. Non di svolgerle al 100% sapendo esattamente dove si va a parare.

Obiettivo minimo si chiama. Anzi no, hanno cambiato la dicitura, adesso parliamo di raggiungimento dei livelli minimi di sufficienza. Mio compito è inventarmi qualunque metodologia per farteli raggiungere o almeno poter dire “Ci abbiamo provato”.

Ho sempre la creatività dalla mia e le mie penne colorate, no?

L’ennesimo specchietto con la spiegazione delle Disequazioni contiene tutto quello che devi sapere. L’ennesimo specchietto, frutto del lavoro e della pazienza che neanche al liceo quando toccava a me essere interrogata su queste cose. Le disequazioni for Dummies.

Le disequazioni in PDF direttamente dal quaderno all’iphone, passando per l’applicazione ScannerPro (Link AppStore) che, dopo questa laboriosa e colorata elaborazione,  mi meritavo sia il momento geek “Ma quanto è figa la profe con l’iphone”,  sia la conservazione del capolavoro per il successivo ri-uso col cliente n. 2. Che, secondo voi, mi rimetto a riscrivere il tutto un’altra volta, quando servirà? Seee… i learning object vanno riutilizzati. Adattati, magari, ma riutilizzati sempre!

Le Disequazioni for Dummies:

Disequazioni

Anche l’ingegner husband ha approvato ed applaudito. Ma chi me lo doveva dire?

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Social Network su Tv7 del 15 gennaio 2010

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Cosa sono i social network, come vengono usati dalla gente (e la creatività della gente osa usi e contesti che fanno spesso rabbrividire gli utenti già più abituati al web 2.0), attenzione a cosa si condivide online.

Perchè dietro lo schermo ci sono le persone, dietro lo schermo ci siamo noi.

Ieri sera è andato in onda in Tv7 su Rai1 un servizio sui Social Network a cura di Francesca Oliva. Io son quella riccia all’inizio…no, non quella che si sposa e twitta! Insieme a me, Roldano De Persio e Massimo Melica. Buona visione.

Ah, appaiono oltre ai conosciuti Facebook e Twitter anche Friendfeed e Meemi, Linkedin…ottimo! Social Network non è solo Facebook, piccole aperture e apparizioni del resto del web 2.0 che non possono non essere apprezzate.

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