TweetShareIn merito alla questione sospensione attività didattiche a Roma da parte del Sindaco Alemanno, c’è qualcosa che non quadra. Chi lavora nella scuola dovrebbe aver già fatto la stessa riflessione che sto facendo io. Il Sindaco e il Prefetto decidono la chiusura delle scuole (e degli uffici). Chiusura. Gli alunni non devono andare a scuola. [...]
TweetShare18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su Splinder. Cercavo una roba per fare un sito gratis, incappai nella parola blog. Cercai come fare un blog gratis arrivai a “il tuo blog in 5 minuti”. 5 minuti dopo avevo un blog. Poi un altro e un altro ancora. Ne risultano [...]
TweetShareFacebook sta attivando per tutti la nuova Timeline / Diario. Lo farà per tutti gli utenti in questi giorni, automaticamente se non la attiviamo noi da qui http://www.facebook.com/about/timeline. Consiglio di attivarla e andare a verificare le impostazioni degli elementi che compongono il diario, in modo da regolare le impostazioni di privacy di ciò che vogliamo far [...]
TweetShareDella censura di Twitter se ne sta parlando molto, oggi. Vi rimando subito alla lettura dei post di Gba e Valigiablu per approfondimenti. Oggi doveva (o è) il giorno dello sciopero su Twitter contro la censura. Ok. In pratica non dovremmo usare Twitter tutto il giorno. La cosa mi fa sorridere.Impossibile che tutti lo facciano. [...]
Ho appena trovato (via) questo Twitterfesto. Un manifesto per diventare star di Twitter in Italia…
Perchè l’obiettivo degli italiani oramai non sono più i 15 minuti di celebrità ma i 140 caratteri di un retweet. Magari da una Twitter Star o da un VIP.
Ho preso l’abitudine di segnarmi cosa NON fare, quando partecipo a seminari, corsi, workshop in cui non sono io a parlare. Il titolo è volutamente ironico.
Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire “Evviva! Finalmente!”
100% di uso del computer da parte dei colleghi che dovevano riferire. Nessuno a spiegare a braccio o senza supporto visivo. Ognuno con una presentazione Powerpoint più o meno multimediale da mostrare.
C’è speranza per la scuola digitale!
Contenuti interessanti. Ho partecipato tra il pubblico ascoltante fino all’ultima slide prevista.
Solo che…
20 presentazioni rigorosamente in Powerpoint con tutte le animazioni possibili e immaginabili utilizzate in una sola mattinata. Tutte. Le. Benedette. Animazioni. Tutte. Ho visto effetti che non pensavo esistessero.
Animata ogni santissima slide, o quasi.
Bella la prima foto che entra in dissolvenza, bello il primo titolo che entra dal basso verso l’alto saltellando. Alla terza animazione, però, mi viene l’orticaria. Ce n’è veramente bisogno?
Io tendo a non usarle mai, nelle mie presentazioni.
Metto le mani avanti: non sto dicendo che le mie siano più belle di quelle ascoltate e viste ieri, che so usare meglio Powerpoint (in realtà anche Keynote), che non si fa così.
Ho cambiato e cambierò stile comunicativo per le mie slide, correggendo man mano i diversi errori di impostazione che anche io continuo a fare. Ho tanto ancora da imparare.
Preparare una presentazione bella, comunicativa, efficace, che raggiunga lo scopo per cui è stata pensata, è qualcosa di complesso e si impara facendo, testando, ri-tarando il tutto, aggiornando, eliminando. Less is more, in effetti. Prima, difficilissima, regola delle presentazioni.
Statistica a spanne del seminario in questione: tutte le 20 presentazioni prodotte con Powerpoint, salvate come ppt o pptx. Un paio in pps. Keynote questo sconosciuto. Non pervenute soluzioni online tipo Prezi.
Il pc utilizzato per proiettare aveva solo Openoffice (comunque ottima scelta) installato. Ergo, non era mica detto che tutto funzionasse come era stato progettato in Powerpoint.
Che peccato! Il lavoro di ore ed ore, di tanti ppt e pptx con i caratteri più improbabili, le alabarde spaziali sulle foto e il rumore del proiettile quando entra una riga di testo, se hai solo Openoffice poi non rende bene!
Ecco un altro buon motivo per non eccedere con animazioni ed effetti!
Quando non si conosce il computer che verrà utilizzato, relativo software e versione, è banale, meglio portarsi dietro la presentazione in diversi formati. Ci sono maggiori probabilità che un PC legga il ppt e non il pptx. Purtroppo. Il PDF delle slide, male che vada la compatibilità Powerpoint/Openoffice, può salvare capra e cavoli. Così come le slide caricate preventivamente su Slideshare o similari, online. Perchè, per una legge non scritta, le chiavette usb potrebbero non funzionare/essere lette proprio quando servono. Anche se fino a un minuto prima funzionavano.
Vogliamo parlare della densità di lettere e paragrafi presenti in una sola slide? Alcune veramente pesantissime. Come se creare più slide con lo stesso contenuto (equivalente di due fogli Word fitti fitti, a volte) si pagasse di più. Non è che stai meglio in 10 minuti di intervento se compatti tutto in poche slide fitte fitte.
Se poi la leggi pure questa slide fitta fitta…
Non è che per raccontare la tua esperienza devi mettere proprio tutte le foto che hai scattato quando eri là. Bastano un paio di momenti significativi.
Ah, i template. Non è che più è colorata l’immagine di sfondo e più bella viene la presentazione. Le onde del mare, le scacchiere ecc. Sono pesanti, distraggono. Spesso non si abbinano al colore del font utilizzato.
Il font. Carattere sempre troppo piccolo, box testo messi quasi sempre a caso, non formattatti al loro interno.
In ogni seminario che si rispetti arriva sempre il momento della presentazione che non si apre in nessun modo. Dopo vari tentativi del “tecnico”, c’è sempre un “tecnico” addetto in questi momenti, dopo lo spegni e riaccendi, la decisione. Stacca il portatile, prendi quello del relatore, dove sicuramente la presentazione funzionava, attaccalo al proiettore, fai partire, funziona.
Alla fine, tocca sempre al “tecnico” staccare il portatile, rimettere il portatile ufficiale, ricollegare il proiettore, controllare se tutto funziona come prima… Meno male che dopo lo stacca/attacca abbiamo fatto la pausa caffè!!
Termino con un video che ben riassume il fallimento della comunicazione attraverso una presentazione Powerpoint fatta sempre, perennemente, allo stesso modo, quello sbagliato.
E’ in inglese, ci si riesce comunque a riderci su. E tutto serve per imparare!
Dunque nuovo tormentone bufala che gira su Facebook da qualche giorno. Fortunatamente non fa alcun danno stavolta, solo sorridere. Ci si può giocare tranquillamente, insomma.
Il messaggio è questo:
I CELLULARI HANNO UN NOME
- Prendete le ultime 3 cifre del vostro numero (es. 349 3650796-> prendere in considerazione “796″)
- Scrivete il codice @*[796:0] nello spazio dei commenti qui sotto, sostituendo i 3 numeri con i vostri.
- Rimuovete l’asterisco * dal codice e premete invio nello spazio commenti.
(ahaha che figata)
E magari avete anche provato a sostituire le 3 cifre con la parte finale del vostro numero di cellulare e avete visto che, magia, appare scritto un nome! Allora è vero? I nostri numeri di telefonino hanno un nome?
No. Frenate l’entusiasmo. Non è vero.
Ah il messaggio gira anche in inglese:
Hey guys check this out! Did you know your CELL PHONE has a name? Try this: 1st step: from your mobile number, take the last 3 numbers. Example- 780-496-9684 , take “684? only 2nd step: Write this @*[684:0] in the comment box below, replacing the 3 numbers with your own. … 3rd step: remove the * sign and press enter in the comment box!!
In pratica sostituendo i 3 numeri con le ultime tre cifre del telefonino e poi togliendo l’asterisco prima di postare il commento su Facebook, non stiamo facendo altro che taggare qualcuno attraverso il numero ID che corrisponde ad un account.
Provate con il vostro numero ID. Per scoprirlo basta andare qui https://graph.facebook.com/NOME
Sostituisci nel link a NOME il tuo username di Facebook.
L’ID è nella prima riga.
Prova a postare @[TUOID:0] oppure fai una prova, in un commento, postando il numero 4 al posto delle 3 cifre 4.
Il n. 4 @[4:0] è Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook in persona!!
Il @[5:0] è Chris Hughes, il co-fondatore di Facebook.
In pratica i numeri più bassi corrispondono ai primi iscritti di Facebook e così via crescendo. (1,2 e 3 non esistono, o erano i soci di Zuck…insomma il primo è lui anche se è al n. 4 di ID)
Noi, ovviamente, abbiamo ID molto più lunghi.
Capito il meccanismo? In pratica postando quel commento, una volta tolto l’asterisco, non stiamo facendo altro che TAGGARE qualcuno.
Quindi anche se non sostituisci le 3 cifre con quelle finali del tuo numero di telefonino ma ci metti 3 cifre a caso, apparirà un nome.
Verrà taggato un nome a caso, corrispondente a quella ID.
Quindi non a caso, ma un utente preciso.
Il nome che appare NON è il nome del tuo numero di cellulare. No. E’ il nome di un iscritto a Facebook.
Che poi, con solo 3 cifre finali vengono 1000 combinazioni (10 X 10 X 10 è una combinazione semplice). Come pensi che siano coperti e nominati tutti i numeri di cellulare del mondo?
Puoi provare con più cifre, anzi metti proprio tutto il numero di cellulare. Se è un ID valido, compare un nome.
E’ in pratica il vecchio sistema di tagging di Facebook, quando gli iscritti erano pochi. Infatti pare che fu usato fino a 35,650 e poi mutato.
GLi ID cancellati (tipo dal n. 1 al 3 se provate a sostituire le tre cifre) rendono uno 0 (zero) nel commento e non un nome.
Avete anche capito, a questo punto, perchè bisogna cancellare l’asterisco alla fine dell’inserimento del numero? Perchè Facebook se legge subito il segno @ comincia a cercare di taggare tra i nostri contatti e si apre il menù per scegliere chi. Siccome stiamo taggando contatti che non sono tra i nostri, cancellare l’asterisco alla fine permette a Facebook di riconoscere il codice ID e di taggare, senza link, il nominativo in questione.
E’ arrivato il momento di ripulire la nostra mail da tutte le notifiche inutili che riceviamo dai social network a cui siamo iscritti. In un colpo solo. Grazie a Notification Control. Questo post piacerà sicuramente al mio amico Webeconoscenza.
In pratica serve da online bookmark. Un punto di accesso unico alla sezione notifiche di Twitter, facebook, Google+, Pinterest, Tumblr, Youtube, Foursquare, Linkedin, Ebay e altro. Basta essere loggati ai vari servizi e con un clic arriviamo alle impostazioni notifiche di ognuno, in modo da sistemarle e farle funzionare esattamente come vogliamo, senza più essere invasi da quelle che non servono.
Dialogo tra due ragazzetti di scuola media realmente ascoltato.
“Noi della nostra classe sai come facciamo? Abbiamo creato un gruppo su Feisbuc che si chiama III B, la nostra classe… Capito? e prima di un compito ci passiamo tutti gli appunti oppure se sappiamo le domande, ci passiamo le risposte.
Poi durante il compito ci mandiamo un sacco di messaggi. Certi che hanno il telefonino che va su internet controllano le risposte e ce le passiamo… Tanto la prossoré manco se ne accorge…”
Le k mettetecele voi, non son capace di inserirle al posto giusto per rendere il dialogo più realistico.