A multitasking girl in a multitasking world: web 2.0, e-learning, scuola, formazione, tecnologie, twitter, varie ed eventuali. Il blog di Caterina Policaro
Se il web fosse un’aula scolastica o universitaria e gli studenti fossero, per il loro modo di essere e di fare, un social network o un sito social, potremmo rappresentarli così:
Dal secchione al più scapocchione, c’è un sito social che rappresenta ognuno. Oramai. (via Digital Inspiration)
Ventesimo appuntamento della rubrica saltuaria LE BUFALE SU FACEBOOK: NON CASCATECI!!!- GRUPPO ANTI BUFALE (34298 membri al momento in cui scrivo): aggiornamenti vari. Ci sono più Gruppi Bufala, Fan Page Bufala e Applicazioni Bufala che stelle in cielo oramai e anche i granelli si sabbia cominciano ad essere pochi a confronto.
Da ieri una BUONA NOTIZIA: le APPLICAZIONI non invieranno più notifiche automatiche ai loro utenti ma ci chiederanno il consenso ad utilizzare la nostra e-mail (fonte Facebook)
Pubblicato nel gruppo l’aggiornamento dell’elenco bufale. Lo riporto anche qui per comodità.
ChatRoulette, ne avete sentito parlare vero? E’ la mania di questi giorni.
E “nexted” è il neologismo coniato ad hoc per ChatRoulette, termine che indica l’azione di cliccare sul tasto next da parte dello sconosciuto che si collega con te casualmente in quel momento, perchè non gli interessi, non sei di suo gradimento, non gli piaci, per vedere chi c’è nella prossima cam.
ChatRoulette in pratica è un sito semplicissimo, un’idea ancora più stupida, è il nuovo giocattolino di internet che funziona così: ti colleghi, accendi la cam, vedi due video, uno sei tu, l’altro è chi è collegato in quel momento secondo la roulette. A caso, insomma, vedi qualcuno collegato davanti ad un’altra webcam. Adesso puoi fare due cose: interagire dal video e chattare, oppure cliccare su NEXT, avanti il prossimo. In una Roulette infinita.
You are nexted! Altro giro, altra corsa.
E’ una videochat ad accesso anonimo, non serve registrazione. Accedi al sito, accendi la cam, (dovresti avere almeno 16 anni, dovresti avere), clicca su Play.
Appare il primo nuovo videoamico o videoamica, se non ci piace, F9, NEXT, si prosegue. Appaiono anche in gruppo, eterogenei, simpatici, che fanno le smorfie, salutano, ammicano, internazionali.
Ecco, fino a che sono persone che fanno le facce buffe, che ti salutano, con cui si può chattare del più e del meno, è pure divertente. Solo che a volte non sono persone, sono parti di persone. Parti intime, diciamo in movimento. Una roba non esattamente bella da vedere. Soprattutto quando non te l’aspetti, e hai solo qualche secondo per realizzare quello che vedi a video e cliccare su NEXT (o stare a guardare, certo, nessuno vieta di fare i guardoni degli armeggiamenti manuali di altri che, volutamente, sono là proprio per farsi vedere, dopotutto).
Ecco io ho beccato anche questo col cartello che chiedeva a me di mostrare a lui le tette, per dire. A scopo umanitario, come vedete.
Sia chiaro, il giochino è simpatico. L’idea del diciassettene Andrey Ternovskiy è carina, forse geniale nella sua immediatezza concettuale. Solo che tutti, dopo qualche click, neanche il tempo di capire come funziona, ci siamo imbattuti in un pisello al vento o in un paio di tette sballonzolanti. Non è lo strumento ma sono le persone che lo usano, al solito. E la chat simpatica con uno straniero si trasforma in tutt’altro, senza filtri, senza poter prevedere cosa apparirà.
Anzichè navigare nel web, navighi tra persone collegate in video che ti appaiono random, che non puoi prevedere, scegli chi ti piace e chi no, un click su next e avanti un altro. In rete è strapieno di screenshot della varia umanità chatroulettiggiante.
Giocarci non è da demonizzare. Certo, non c’è privacy (possiamo solo, eventualmente, non attivare la webcam, ma nessuno ci darà retta e saremo “nexted” in un nano secondo da tutti quanti). Mostrarsi in video è una scelta e anche l’entrare in contatto con gli sconosciuti fa parte del gioco.
Solo, attenzione! Lo dico agli adulti (genitori, insegnanti ecc.): sappiate che esiste ChatRoulette, sappiate che funziona così, sappiate che oltre al divertimento si può incappare in visioni non proprio piacevoli. Insomma non stupitevi di nulla.
Spettabile agenzia, sito fighissimo di annunci immobiliari o di cosmesi per gatti, che mi proponi un redditizio scambio link (redditizio per chi?).
Gentile lettore, blogger o possessore di sito o sitarello, che mi chiedi lo scambio link, tu dovresti conoscermi, ti rispondo molto schiettamente.
E la risposta vale per entrambi. La blogosfera per me è fatta di persone, relazioni e conversazioni. Non di siti che tecnicamente si linkano, non di codice HTML, no. Almeno non come la intendo io.
Per quanto riguarda te, libero di linkarmi o di citarmi (non di copiare pedissequamente un intero post, quello no, là m’arrabbio sul serio). Ognuno sul suo blog fa quello che vuole. I criteri di linking sono personali. Non c’è neanche bisogno di avvisarmi se mi linki per qualche motivo. Se lo hai fatto (a parte che ci sono diversi strumenti per saperlo, a disposizione) è perchè volevi linkarmi per qualche motivo. Mi fa piacere, ma non è che c’è obbligo di ricambiare il link, no?
Certo potresti volere il mio link perchè hai letto su un trattatello SEO che ci sono diversi Blog Italiani che non utilizzano il Nofollow, blog con altissimo TrustRank che ti permettono di posizionare i tuoi poveri link, potresti avermi trovato elencata giusto in cima alla lista di questi fantasmagorici blog dal PR5.
Dice il trattatello SEO, a ragione, che in giro per il web ci sono blog migliori dei vostri su cui basta semplicemente far in modo che il vostro link appaia, che è importante rilasciare commenti in blog di questo tipo, perchè se in home ci sono elencati gli ultimi commenti vuol dire che ci sono in ogni pagina di quel blog, per cui il commento e il relativo link finisce non in una, ma in TOT pagine corrispondenti alle pagine del blog nei risultati di ricerca che google, o un altro motore di ricerca, fagocita.
“Se commenti in blog che presentano il DoFollow ( trasferiscono valore) aumenterà il Link Popularity, e di conseguenza anche il PageRank.”
Lo scambio link così come me lo chiedete, però, non mi interessa e non lo faccio mai.
Non pensare che me la stia tirando. Assolutamente no. Ti spiego.
Come avrai notato linko gli altri blog o siti con un mio personale criterio sia nel blogroll che nei vari post e articoli.
Il criterio è molto semplice:
- blog e blogger che conosco di persona
- blog/siti che leggo e cito perchè li ritengo interessanti e/o utili ad approfondire il tema o l’argomento che di volta in volta affronto
- mie collaborazioni, fatti miei, mie relazioni,
- chi dico io, quando dico io, per motivi che dipendono solo da me e non da banali tecniche SEO
In sostanza non c’è proprio spazio e volontà di scambiare link (tantomeno con anchor test particolari, perchè dovrei linkare “annunci immobiliari” qua dentro? O “casino online”?), nè quella di vendere link sul mio sito. Questa è la mia policy e la mia onestà intellettuale di blogger che non cade dal pero ma che conosce le basilari regolette SEO.
Mi spiace non poter rispondere diversamente allo scambio link che mi chiedi in mail. Non ti preoccupare, non mi sono offesa per la richiesta.
Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. E io risposi. E’ la mia risposta definitiva? Si. La accendiamo?
La blogosfera dei quattro gatti che si linkano fra loro, quelli che se lo misurano a suon di classifiche, “quelli del “blogroll stretto” come i giornalisti/blogger, quella sporca trentina che continua a giocare con la rete come fosse ancora il patrimonio di pochi eletti che possono dire: “Io c’ero, le ho scritte io le regole, o le non regole. Io sono la Netiquette. Noi sappiamo chi sta attaccando la NetNeutrality” (Gigi Cogo) …bè mettetevi l’animo in pace, non esiste davvero più.
La blogosfera è quello che oramai chiamiamo “casa nostra”. Una infografica di Intact (via thenextweb) appena trovata prova a mostrarci quanto è realmente grande la blogosfera, la rete globale che noi tutti abitiamo a partire dal nostro blog.
Questa è la blogosfera che tutti noi chiamiamo “casa nostra”:
ci sono circa 133,000,000 milioni di blog al mondo
il 35% dei giornalisti oggi è anche Blogger
il 48% dei Blog sono Americani
il 26% dei Blog è Europeo
il 66% dei blogger è maschio
1/4 di essi guadagna circa più di 100mila dollari all’anno
i blog che si occupano di tecnologia (in generale) sono in maggioranza (sempre dopo i blog personali, di diario e di cazzeggio)
il 75% dei blogger è laureato
il 42% dei blogger ha incontrato almeno una volta qualcuno conosciuto tramite blog/social network
E avete ancora voglia di dire che i blogger sono quattro gatti e che ce la cantiamo e suoniamo solo tra di noi?