La scuola digitale che vorrei (Rnext – Matera)

Sono stata invitata da Riccardo Luna a Rnext Matera per parlare di scuola, tra gli innovatori della regione in cui vivo, la Basilicata.
A parlare, per una volta “in patria”, del mio lavoro.

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“La scuola digitale che vorrei”, la scuola che vorrei cominciare a vedere anche in Basilicata, di questo ho parlato.
Non solo di quello che faccio io, nel mio piccolo con gli studenti, ad esempio #basilicataborgtoborg, ma soprattutto quando mi occupo di formazione docenti, dirigenti, studenti sulle tecnologie, il digitale, le LIM, i social ecc.

Ho raccontato qualcosa della scuola digitale in Basilicata: colleghe e scuole vincitrici di premi ETwinning ad esempio, o del Mediashow di Melfi che si tiene ogni anno.

Ed ho concluso (5 minuti esatti, col timer davanti, un teatro gremito di fronte, vi assicuro non è facile) così:

la scuola digitale in basilicata

La scuola digitale che vorrei, anche in Basilicata, vede docenti che non finalmente temono il digitale, la sburocratizzazione (registro digitale e comunicazione) vera, meno carta in circolazione e documenti in triplice fotocopia, più relazione, anche online attraverso i siti scolastici.

Confido nell’apporto che riusciremo a dare, noi docenti, per formare studenti che siano sempre più cittadini attivi e utenti consapevoli delle tecnologie che quest’epoca ha regalato loro in mano.

Vorrei, qui lancio un appello alla Basilicata e all’Ufficio Scolastico, che gli esperti presenti nell’elenco del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) venissero valorizzati e utilizzati per “svecchiare” la scuola lucana, per abilitare forme di insegnamento/apprendimento supportate dal digitale, per motivare.
E lo dico non solo perché in quell’elenco di formatori ci sono anche io.

Insomma, se volete vedere il video del mio intervento al Next di Matera, eccolo:

“Conosciuta web con @catepol, oltre a essere una tweetstar è insegnante e ambasciatrice dell’innovazione nella scuola in Italia. Per lei le tecnologie sono un motivatore per gli studenti. L’intervento a Matera.”

Volevo ripartire dal blog…

…invece son mesi senza ADSL a casa, il piano dati sull’iphone mi declassa a velocità ridotta dai primi del mese (come non averla proprio la connessione!), ma quanto consumo? Ma sempre su internet sto?
Ah, e l’ipad 1 pesa, é scomodo, non ci puoi far tutto (non è vero, ovvio, ho fatto cose in queste condizioni, che voi umani…)

Vabbè…

Come scusa, essere “digital divisa”, non è un granché, mi sembrava solo buona per rompere il “blocco del blogger”
:)

Buona Pasqua e buona Pasquetta fatte, intanto.

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#catenewyear i miei social auguri

Auguri a quelli che gli hashtag, auguri a quelli senza hashtag (se il cancelletto fosse un attributo, non sarebbe da tutti).

Auguri a quelli che ci mettono la faccia. Hanno spalle abbastanza grandi.
Auguri a quelli che la faccia non ce l’hanno.

Auguri a quelli che non si prendono troppo sul serio.
Auguri a quelli che pensan d’essere seri e invece…

Auguri a chi è capace di mettersi e rimettersi in gioco ogni giorno.
Auguri a chi non gioca mai.

Auguri a quelli che ti parlano guardandoti negli occhi.
Auguri a chi gli occhi invece non li alza mai.

Auguri a chi sa usare sempre le parole giuste, a chi almeno ci prova.
Auguri anche a chi invece “sono solo parole”.

Auguri a chi sa fermarsi a respirare e riflettere su quanto accade.
Auguri a chi non respira mai.

Auguri a chi sa cambiare programma perché la vita non è scontata.
Auguri a chi non cambia e non fa sconti mai.

Auguri a chi sorride di sorrisi sinceri, a chi di sorrisi di cortesia.
Auguri a chi sorride comunque e a chi non sorride mai.

Auguri a chi sui social è sempre se stesso.
Auguri a chi non è sociale nè se stesso ma va bene uguale. Per loro.

Auguri a chi impara dagli altri e dalle situazioni sempre qualcosa.
Auguri a chi non imparerà mai.

Auguri a chi parte con bagaglio essenziale e poi se la sa cavare.
Auguri a chi fa valigie pesanti e poi non parte mai.

Auguri a te che hai fatto parte di questo lungo anno che finisce.
Auguri a te che hai finito di farne parte.

2014. Auguri. Social auguri.
Buon anno a tutti.
Si ricomincia da qua.

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Ora ti spiego Twitter…

e poi ti interrogo!

Scherzi a parte, ma rimanendo dentro la metafora della prof che spiega alla lavagna (dopotutto è il mio mestiere), questa è la presentazione che ho utilizzato a #pzsmart il 4 settembre a Potenza per spiegare Twitter a chi inizia ad usarlo, a chi già lo usa e voleva capirne di più, a chi nemmeno sapeva cos’è prima di fermarsi in Piazzetta Maffei incuriosito da quei tre (io, Ernesto, Giovanni) che parlavano di Twitter, Facebook, Open Data.

I Simpson e gli Open Data, invece, li trovate qua.

Di presenza su web, flussi, disegnini…

A proposito di presenza sul web. La mia, ovvio.
Fa un anno in questi giorni il rallentamento del blog (non l’ho chiuso ma ho postato poco e non troppo spesso, diciamolo). Un blog che ha 10 anni di vita.

Direi che è ora di riprendere le fila e di ricominciare a scrivere, quando mi va, come mi va, per chi ha piacere di leggere.

Temi sempre quelli: scuola, quella reale tra i banchi, quella digitale, annessi e connessi. Educazione, didattica, social network, uso consapevole del web, strumenti e tool utili per comunicare e abitare il web sociale, Facebook, Twitter, Instagram & co. Quello che faccio in giro, quello che leggo, quello che assorbo e che appunto qui, utile a me, utile anche ad altri.

Temi anche nuovi, a seconda di quello che succederà.

Mia presenza sui social vari: massiccia come sempre.
Solo un po’ diversa, meno me, più condivisione. Questo già da un po’, per chi se ne è accorto.

Voglia di “imparare” sempre e comunque.

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Stavo facendomi un disegnino sulla Moleskine, a penna.
Una volta avrei messo il blog al centro di tutto. Adesso c’è Twitter e poi Facebook.
Ragionavo sui flussi. Cosa voglio comunicare e a chi. Come vi raggiungo. Come non doppiare.

Segue post dettagliato, a mo’ di guida allo sharing.

Solo a elencare a me stessa come devono funzionare questo blog, Twitter, Facebook, Instagram, Tumblr, Foursquare, Feedly, Zite, Pocket, Pinterest, Youtube, Slideshare ecc. (ah si, Google+ volendo) con l’aiuto di alcuni tool (IFTTT, Advanced Tweet, Selective Tweets…) mi stanno venendo un po’ di idee.

Solo a riflettere di come è cambiato il social web in questi ultimi anni, per noi che ci stavamo da prima, c’è tanto da scrivere.

Stay tuned. Catepol is back. (non me ne sono mai andata, in effetti…lo scrivo per me)

La scuola 2.0 a Social PA: come se la cava la PA sui social network #forumPA2013

Non è la prima volta che dico la mia sulla Scuola 2.0 puntando l’attenzione sulle competenze nuove che i docenti dovrebbero acquisire (e pure velocemente).

Ne ho parlato anche al ForumPA, il 28 maggio a conclusione del convegno “Social PA: come se la cava la PA sui social network”.

nativi digitali

Questo il video (attenzione su Internet Explorer non si vede, usa Chrome).

Queste le slide che ho usato come traccia per quanto ho raccontato.

Candidata alle Primarie PD

Questo anno molto impegnativo per me su diversi fronti, sta per terminare.
Con una grande novità e un impegno forte.

Sono candidata alle Primarie dei Parlamentari del PD nella Provincia di Potenza.

Candidati Primarie Potenza

La scelta del Partito Democratico di costruire primarie aperte con uno spazio significativo per il contributo delle donne, favorisce il confronto sui contenuti e mi permette di proporre all’attenzione degli elettori del PD i temi che mi stanno a cuore: ISTRUZIONE, SCUOLA, SOCIALE, TERRITORIO, CULTURA, CITTADINANZA DIGITALE e INNOVAZIONE.

Ho scelto di partecipare alle Primarie dei Parlamentari del PD “Il Segno che Cambia l’Italia” per portare in prima persona un contributo attivo al Partito, alla Basilicata e al Paese.

Voglio ora mettere a disposizione del territorio e della gente, la mia passione per il lavoro, la continua cura delle relazioni sociali, l’interesse per l’innovazione e il progresso, il mio impegno e la mia professionalità affinché diventino un volano di crescita e sviluppo per la Basilicata.

Si vota il 30 dicembre.

Se hai già votato alle ultime primarie di Novembre/Dicembre (o ti sei almeno registrato) oppure se sei iscritto/a al PD nel 2011, puoi sostenermi con il tuo voto (ovviamente se vivi in provincia di Potenza!).
Se non hai votato, puoi comunque aiutarmi, promuovendo la mia candidatura a chi può votarmi.

Possono essere espresse massimo due preferenze (una maschile e una femminile).

Qui trovi tutti i dettagli sul come fare.

Per trovare il tuo seggio qui oppure puoi contattare me (via mail caterina.policaro @ gmail.com, Twitter, Facebook) o la sede del PD Regionale.

N. B. Per chi non fosse mio lettore abituale, maggiori informazioni su di me, chi sono e di cosa mi occupo nella vita qui sul blog, su Twitter e su Facebook (oltre che in giro per la rete).

Comunque vada sarà una esperienza significativa e che ricorderò.

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Il tuo blog in 5 minuti: son passati 10 anni

Riemergo dal silenzio, scherzando scherzando è un mese che non posto sul blog. Per mancanza di tempo, più che altro.
E’ capitato poche volte nel corso di questi 10 anni.
Si, 10 anni di blog.

18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su Splinder. Cercavo in rete un posto per farmi un sito gratis, beccai la parola blog più volte. La cosa mi incuriosì.
Cosa saranno mai questi blog? Cercai come fare un blog gratis arrivai a “il tuo blog in 5 minuti”. 5 minuti dopo avevo un blog.
Novembre 2002. 10 anni fa.

Poi ne ho aperto un altro e un altro ancora (erano gratis, dopotutto). Ne risultavano più di 10 aperti da me, nell’account Splinder ora praticamente chiuso (blog aperti prima che decidessero che se ne potevano aprire solo 3 a testa, come sono anziana).

Blog Tematici, personali, di lavoro, di cazzeggio. Non cercateli, li avevo tutti lucchettati tempo fa, quando mi son trasferita su questo dominio Catepol 3.0 tutto mio dove e-learning e succedeacatepol son stati fusi.

Ora scrivo qui e anche altrove. A volte mi pagano anche per scrivere qualcosa su un blog non mio, da non crederci. Altre volte per spiegare come funziona il web 2.0.

Ora ci sono i social media e tanto faccio passare da Twitter e Facebook.

10 anni di cose raccontate in rete. 10 anni di blog.
10 anni di blogosfera, di persone conosciute proprio grazie al blog e all’abitare la rete insieme, di relazioni e parole che fanno parte integrante del mio quotidiano.
10 anni, son tanti. E pensare che c’è gente a cui ancora spiego cos’è un blog e come aprirlo, perché non lo sa.

Giusto per scrivere qui che no, non ho chiuso il blog. Ho scritto tanti di quei post nella mia mente in questo mese (in realtà dall’inizio dell’estate) che però poi non ho riversato qua.

Fase riflessiva, la chiamano. Forse.

Curiosità: da quando mi leggete?
Come mi avete trovato? Cosa vi piace di quello che posto? Cosa non vi piace?

Dopotutto, se non smetto col blog è merito di chi mi legge no?
A presto.

Estraendo dati da un campione dai miei follower scoprivo che….

Conta più il numero dei follower su Twitter o la qualità delle interazioni?
Sono esseri umani o bot questi follower?
Sono esseri umani ma sono profili fake?
Come funziona Twitter esattamente?
Come scoprire chi si cela dietro un profilo Twitter con sicurezza?

A questi ed altri interrogativi proverò a rispondere con la mia personalissima ricerca.

Mentre, complice la calura estiva, il dibattito in rete oggi pare aggrapparsi ad un lavoro di MCC nel quale si prova a dimostrare il legame Grillo, Followers, Finti Followers (fake), Bot su Twitter che fanno numero ma non sono umani…

…io, sempre complice la calura estiva, estraevo un campione rappresentativo dai miei follower su Twitter per analizzarli e comprendere un paio di cosette.

Su 7 follower estrapolati tra quelli che conosco personalmente nella vita reale anche prima di Twitter, di cui 5 parenti entro il primo grado, 1 parente acquisito, 1 amica, gente di cui ho il numero di telefono e che sento regolarmente, per capirci scoprivo che:
- 3 non hanno mai pensato di cambiare l’ovetto
- 3 hanno inserito la loro foto
- 1 non si capisce perchè abbia quella foto
- 1 solo contiene una bio che non si capisce cosa sia
- nessuno dei 7 ha almeno 30 followers
- nessuno dei 7 ha scritto più di 50 post, a volte nemmeno 20
- 1 solo si è in qualche modo geolocalizzato
- tutti non twittano da più di un mese, alcuni non hanno mai twittato proprio…

Hanno twittato così poco che controllare l’uso della punteggiatura nei loro post o se ci fosse almeno un hashtag è facile. No, non credo si siano proprio posti la domanda “cosa sono quelle parole con il cancelletto?”. Tranne 1 dei 7. Me lo ha chiesto a voce.

Qualcuno ha l’iPhone per accedere a Twitter, qualcuno Android (lo so perché so che smartphone possiedono), non credo abbiano Foursquare (o almeno non mi hanno mai aggiunto tra i loro amici), 1, però, sicuro ha Instagram (ce l’ho tra i followers anche là), molto probabilmente in generale hanno usato Twitter.com le poche volte che hanno Twittato qualcosa. Per provare.

Oppure durante Sanremo.

C’è chi ha scritto un paio di suoi pensieri, chi ha condiviso qualche link, chi ha risposto ad altri utenti Twitter (nello specifico, in generale, tipo a Fiorello, a Papaleo e a Catepol. Non per forza in quest’ordine).

C’è chi non ha mai veramente twittato, c’è chi non è seguito da nessuno oltre che da me che li seguo appena mi aggiungono loro, li conosco, che faccio? La snob?

Analizzando da vicino chi seguono la situazione è questa: n. di following pari a VIP = totale following -1 (e il -1 sono io, quindi seguono tot VIP + catepol).

Non esattamente un comportamento “umano” su Twitter per questi 7 profili, no?

Ognuno c’ha i bot che si merita, per followers. I miei, posso dire alla fine di questa mia personalissima ricerca, si annidano tra parenti e amici.

Sicuramente non sono dei fake, ma solo perchè io li conosco e li riconosco.
Di persona. L’apparenza o identità digitale, invece, giocherebbe tutta contro di loro.

Evviva Twitter.
Voi non prendetelo troppo sul serio, però.

Scuola digitale secondo me

In questi giorni si parla molto di riforma della scuola, modernità, merito, tecnologia, inglese ecc. TechVideoTV di Datamanager ha voluto discutere con me, insegnante e blogger, del rapporto tra la scuola italiana e il mondo digitale.

Ho provato a rispondere alle domande che Antonio Savarese mi ha fatto (in una rumorosissima Stazione di Napoli, per la cronaca, davanti a un caffè).

Qual è lo stato dell’arte della diffusione dell’e-learning e quali sono i fattori critici di successo per una corretta implementazione che agevoli la fruizione degli studenti?

Chi sono i nativi digitali e quale deve essere il modo di interagire con loro?

“La scuola italiana è dotata di dispositivi multimediali come ad esempio le LIM che al Sud sono presenti in gran numero ma ciò spesso non basta perché o manca la connessione nelle scuole riducendo quindi di fatto questi strumenti a semplici proiettori o manca la volontà degli insegnanti di creare contenuti nuovi con forme nuove che stimolino i ragazzi ad apprendere e soprattutto a creare essi stessi; Youtube ad esempio non dovrebbe solo servire per vedere filmati ma anche per creare cortometraggi. L’approccio solo testuale non funziona più, viene percepito noioso essendo i ragazzi immersi in un mondo che funziona diversamente ed in cui la regola è l’interattività e la partecipazione.”

Questo e molto altro. Ecco il video.

La tecnologia aiuta i prof

Dimenticavo di dirvi che sono stata intervistata nel numero di maggio/giugno 2012 della rivista Promozione Umana della Fondazione Promozione e Solidarietà Umana in uno speciale dedicato a SCUOLA E REALTÀ: l’istruzione di fronte alla scuola che cambia, tra internet e smartphone di Ottavio Repetti.

Interessante approfondimento sulla scuola tenuta a confrontarsi con questo mondo in costante cambiamento che non può non fare a meno di considerare il digitale e gli strumenti di comunicazione/connessione che gli studenti in primis hanno sempre in mano a prolungamento della loro stessa esistenza e relazione con il mondo che li circonda.

Queste le domande a cui prova a rispondere lo speciale SCUOLA E REALTA’:

Ha ancora senso una scuola di tipo nozionistico, quando le nozioni che vorremmo far loro studiare, i ragazzi le hanno letteralmente in tasca, ovvero nel cellulare?
E’ possibile interessare degli adolescenti a un tipo di insegnamento che non ha più legami con la loro realtà quotidiana?
Posto che il ruolo della scuola è imprescindibile, come dovrebbe cambiare quest’ultima per continuare a svolgere al meglio il proprio compito?

Don Chino Pezzoli nel primo articolo scrive che

Al tempo di internet e dell’alfabetizzazione che può arrivare ovunque, non ha senso una scuola che non educhi, non affini le sensibilità, non abitui a essere critici e selettivi nei confronti della valanga di stimoli che ci piovono addosso da ogni dove.

Secondo me, oramai lo sapete, la tecnologia aiuta i prof.
I docenti e gli educatori devono imparare a sfruttare le potenzialità della Rete e dei social network.

Ecco la mia intervista.

Promozione Umana Maggio 2012 – intervista a caterina policaro

Nelle pagine successive della rivista esperienze concrete e positive di uso delle tecnologie per fare didattica a scuola nei vari ordini e testimonianze di altri prof.
Infine, anche un articolo dedicato a cosa ne pensano i diretti interessati sull’uso di internet, tablet e computer a scuola: gli studenti. Chiedono uno “svecchiamento” della classica lezione frontale con l’uso dei nuovi strumenti, ovviamente. Chiedono anche servizi primari come il riscaldamento e la manutenzione delle strutture, prima di tutto, prima ancora dei tablet.

Una riflessione profonda scaturisce dai vari articoli dello speciale scuola di Promozione Umana:

Comunque vengano presentati i contenuti, devono poi essere studiati ed è
questo il problema.

Le tecnologie da sole miracoli non ne fanno. Lo studio richiede comunque impegno personale e applicazione, a prescindere dalla tecnologia che viene utilizzata per la trasmissione/condivisione della conoscenza.

Nessuno fa niente per niente

Come sapete ho aperto un Tumblr apposito “Ricevo & Inoltro” tempo fa su cui registrare i messaggi assurdi o strani che ricevo in mail, su Twitter, Facebook, Google+, nei commenti al blog ecc.

Molta gente mi scrive, mi contatta, mi risponde, mi chiede.

Dopo essere finita (come blog) nella lista dei blog a PR5 (page rank) nofollow free, dopo aver più volte precisato che no, non effettuo “scambio link” a richiesta, so per certo di essere nelle mailing list di diverse agenzie di comunicazione e uffici stampa da quanti comunicati ricevo ultimamente.

Poco male, a volte i comunicati servono anche per essere aggiornati su determinati argomenti che mi interessano. Poi ci sono quelli con preghiera di pubblicazione e diffusione. Peccato io pubblichi e diffonda quello che mi va o mi interessa in qualche modo, dato che il blog è mio e non è una testata.

Soprattutto perchè dovrei pubblicare cose di altri? A me che me ne viene?

Free Shirt Friday – Will Blog For Food

Ora penserete che me la tiro. Vabbè.

Sottopongo alla vostra attenzione quanto ho ricevuto “solo” oggi omettendo nomi e mittenti. Ricevute in quanto catepol.net (spesso le mail sono intestate così: Gentile Direttore, Gentile Redazione, Gentile Blogger, Gentile Direttore Editoriale ecc.)

Giudicate voi le richieste.

Mail 1 da agenzia di comunicazione multilingue di grosso social network

Oggetto: opportunità di collaborazione

Testo:

Gentile Caterina,

Ho trovato molto interessante e ben strutturato il suo blog ed i suoi post offrono sicuramente diversi spunti di discussione oltre a distinguersi per essere particolarmente ben scritti.

Lavoro per [grosso social network] tramite una compagnia multilingue. Ci occupiamo, in particolare, di fornire testi interessanti per il pubblico online e per gli utenti di social networks.

Al momento abbiamo a disposizione un articolo nuovissimo dal contenuto originale che non è mai stato pubblicato prima d’ora e che riguarda le diverse campagne dei social networks, scritto da uno dei nostri copywriters.

L’articolo, che offre un contenuto di alto livello, contiene un link alla pagina italiana di [grosso social network]. Infatti, Inserire un link contestuale all’argomento del post fornirà al visitatore del suo blog uno strumento ulteriore di usabilità che gli farà apprezzare anche di più il suo articolo.

L’articolo da noi fornito sarebbe completamente gratuito data l’alta qualità del suo blog, in quanto il suo inserimento porterebbe benefici anche a [grosso social network].

La ringrazio per il suo tempo e la prego di non esitare a contattarmi per qualsiasi domanda.

Gentili Saluti,

NOME E COGNOME

NOME AGENZIA/[grosso social network]

Mail 2 da Agenzia di Consulenza Social Media

Oggetto: Social Media Marketing

Testo:

Entra nel mondo dei Social Media e fai crescere la tua azienda grazie alla consulenza della NOME AGENZIA!

I Social Media sono divenuti il canale di conversazione preferito per centinaia di migliaia di persone ed aziende, uno straordinario ambiente di condivisione digitale in cui non esistono differenze geografiche o generazionali. Riuscire a interagire con milioni di potenziali clienti in una dimensione nuova (marketing one to one), rappresenta un’opportunità di autopromozione senza precedenti che può contribuire a diffondere, in modo virale ed incontrollabile, la notorietà di una persona, di un’azienda, di un brand o di un prodotto.

La crescita esponenziale di Facebook e Twitter, è la prova di questo importante fenomeno.

Non è però semplice essere costantemente online, stuzzicare i propri “fan” giorno dopo giorno, ricevere la loro attenzione, far condividere i propri post ed attirare sempre più potenziali clienti.

Da oggi ti offriamo servizi di creazione e gestione costante della tua pagina Facebook e della tua pagina Twitter.

Personalizziamo e gestiamo le tue pagine su facebook e su twitter per risultare professionali ed attirare un numero sempre maggiore di fan e follower.

Collegati sul sito SITO AGENZIA e chiedi un preventivo

Mail 3 da un ufficio stampa

Buongiorno,

in allegato invito e relativo comunicato stampa sulla

Evento di premiazione Concorso XXX

Mail 4 da un AD di un’Agenzia di Comunicazione

Oggetto: Ciao Caterina, ecco uno strumento per battere la crisi.

Testo

Ciao Caterina,
sono NOME E COGNOME, l’AD di NOME AGENZIA.

A Milano, il 21 maggio, si terrà il Workshop sull’XXXXXXX.
Hai l’occasione di essere tra i primi a sfruttare gli strumenti per l’Innovazione del Business Model.
Scopri i segreti dell’Innovazione del Business Model. Applicali alla tua vita, al tuo progetto, al tuo prodotto o alla tua azienda e batti la concorrenza.
Batti la crisi!
Il corso si basa sulle tecniche pubblicate da Alexander Osterwalder nel suo libro Business Model Generation. Si tratta di una svolta nel campo della strategia d’impresa.

Contattami
Firma

Mail 5 da un implementatore di aggregatori di notizie in rete

Oggetto: Aggregatori

Testo:

Ciao Caterina, stavo leggendo il tuo articolo sugli aggregatori di aggregatori (http://www.catepol.net/2011/04/27/spingitori-di-aggregatori-di-aggregatori-di-contenuti-altrui/#axzz1un5JR0d4), e ti vorrei segnalare un aggregatore che ho fatto io con intenzioni diverse da quelle di cui parli tu nel tuo articolo. Se volessi scrivere un post su questo aggregatore ne sarei felice, se vuoi ti aiuto (anche scrivendoti una bozza se è il caso). L’aggregatore si chiama NOME AGGREGATORE, aggrega solo notizie e solo se geolocalizzabili, nel senso che fanno riferimento ad una città. In oltre risulta utile per leggere la stessa notizia trattata da fonti diverse grazie alla funzione di “Confronto Notizie Correlate” e se si arriva da un motore di ricerca il sito individua la query di ricerca e mostra per primi i risultati che possono tornare utili, così evitando di arrivare in pagine che sono cambiate rispetto a come le ricorda google o altro motore di ricerca.

Se volessi scrivere su di questo aggregatore hai tutto il mio aiuto, se ne vuoi sapere di più insomma sono a tua disposizione. E complimenti per il tuo blog, solo ti consiglierei di far comparire meno articoli in homepage infatti la pagina è troppo lunga e questo rallenta la navigazione (almeno usando google chrome).

PS: Caspita mi sono dilungato parecchio, grazie per avermi letto (immagino) :)
Ciao
NOME E COGNOME

Mail 6 da un blogger (a me ignoto) (roba che uno spam del genere a me non è mai venuto neanche in mente)

Oggetto: news di maggio

Testo

se ve li siete persi, se li volete rileggere, se volevate lasciare un commento
e ancora non lo avete fatto, se ancora non conoscevate il mio blog
e vi va di fare un po’ di strada assieme…

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Mail 7 da un copywriter

Oggetto

Testo

Gentile Redazione Catepol 3.0,

sono NOME, copywriter e web designer freelancer.

Ho guardato il vostro sito e, considerando gli argomenti che trattate,
pensavo potesse interessarvi promuovere (ovviamente ricevendo
un compenso) i master di informatica che la NOME AZIENDA offre ai propri
studenti.

Questa è la pagina con i master SITO
le cui schede sono state interamente progettate e create da me:
grafica, contenuti e processo di vendita.

Qualora foste interessati potremmo approfondire l’argomento,
soprattutto sotto l’aspetto economico ;-)

A presto
NOME

Avete letto tra le righe di queste mail/comunicati a catepol.net la parola soldi? Compenso? Io non riesco a trovare dove.
C’è pure chi chiede qualcosa a me.

Finalmente alla settima mail qualcuno che propone un compenso per la mia prestazione di blogger (o meglio la possibilità di). Di blogger che scrive sul suo blog personale cose di altri. Con parole e comunicati di altri.

Leggete bene, si offrono anche di scrivere il post per me, nelle mail. Me lo preparano, me lo infiocchettano, mi facilitano il lavoro, hanno testi già pronti.

A catepol.net solo il compito di postare sul blog e linkare.
Lo fanno per il mio bene, per il bene di questo blog. Filantropia eh.

Sono tentata di rispondere a tutti “Prima vedere cammello” anche solo per vedere le reazioni eventuali. Nel senso: quale è lo scambio che stiamo facendo? Io faccio una cosa per voi, voi cosa fate per me?

Alla fine non rispondo proprio a queste mail che chiedono “pubblicazione” da parte mia.
Nemmeno a quelle (rare) che propongono un compenso. Gli scambio link, poi, aborro.

Ho fatto prove prodotto in passato e scritto recensioni. Ho ricevuto libri e altro. Ecco questo ha molto più senso per questo blog e sono abbastanza disponibile.
Fermo restando il fatto che io possa parlarne bene o male liberamente dopo la prova/lettura, fermo restando il fatto che si possa anche mettere in conto che io non ne scriva nemmeno dopo perchè non ho tempo, voglia, cose così.Insomma senza dovermi sentire obbligata anche quando del prodotto vengo omaggiata.
Non ve l’ho chiesto io di omaggiarmi.

Purtroppo è il mio blog e io faccio sempre di testa mia.
Mettetelo in conto quando mi scrivete.

Ora starete ancora pensando che me la tiro. Vabbè.

Translating Twitter

Il Twitter Translation Center si allarga e si accresce di nuove lingue.
Twitter è ora stato tradotto in Arabo, Farsi, Ebraico e Urdu. Sempre grazie al lavoro di migliaia di volontari, Twitter è stato tradotto anche in lingue a lettura da destra verso sinistra.

Translating Twitter, è un servizio radio di Cristina Carnelli e Francesca Gobbo per Micro-Europa, portale radio network di studenti europei di informazione e cittadinanza multilingue.

Ricordate quando traducemmo Twitter in italiano?

Il servizio contiene un’intervista a Catepol nella quale ho provato a spiegare come funziona la traduzione di Twitter.

Insieme a me, nell’intervista, il produttore e conduttore di Click, la rubrica settimanale di tecnologia del canale televisivo in Farsi della BBC.

Potete ascoltare l’intervista Translating Twitter cliccando qui.

Galeotto fu il tweet del caffè

Poi dici la rete e i social network.

Sei a Milano, scrivi su Twitter che sei a piede libero in centro in modo che qualche amico si palesi per prendere un caffè insieme, ti ritrovi a prendere il caffè nientemeno che al Corriere. Poi ti ritrovi proprio sul Corriere, intervistata.

L’intervista sulla “scuola 2.0″ che oggi trovate sul Corriere http://ehibook.corriere.it/2012/02/21/%C2%ABcatepol%C2%BB-libri-digitali-lavagne-multimediali-e-facebook-la-mia-scuola-2-0/ è nata così.

Grazie a @vitadigitale e @al_rastelli (fuori da Twitter, Federico Cella e Alessia Rastelli) per il caffè, la visita agli spazi della redazione e l’intervista video.

E grazie a Twitter, per tutto il resto!

Fai un video con la tua Timeline di Facebook

Facebook sta attivando per tutti la nuova Timeline / Diario. Lo farà per tutti gli utenti in questi giorni, automaticamente se non la attiviamo noi da qui http://www.facebook.com/about/timeline.

Consiglio di attivarla e andare a verificare le impostazioni degli elementi che compongono il diario, in modo da regolare le impostazioni di privacy di ciò che vogliamo far vedere, soprattutto a chi.

Possiamo fare un video della Timeline. Provateci.
E’ bellissimo il risultato!

Si comincia da qui: con Timeline Movie Maker un’applicazione che trasforma in video il nostro diario di Facebook.

Avviando l’applicazione il Movie Maker comincia una serie di “parses nostalgia,” “captures your good side,” e “finds I-Remember-Whens” aggiungendo man mano elementi presi dalla nostra Timeline. L’applicazione permette, alla fine del processo, di scegliere il sottofondo musicale, sostituire nel video alcune immagini che non vogliamo inserire nel video o alcuni check in che non vogliamo appaiano.

Click su http://www.timelinemoviemaker.com/, click su Make your Movie, attendi il processo di creazione.

Il video può essere condiviso ovviamente su Facebook. Verrà condiviso solo agli amici e non ai sottoscrittori.

Non c’è al momento possibilità di salvare, esportare o embeddare il video e, ad esempio, metterlo su Youtube, oppure condividerlo su altri social.

A meno che non ci attiviamo diversamente…

Il video della mia Timeline di Facebook è, infatti, visibile qui, per avere un’idea del risultato che viene fuori.

L’ho registrato con Screenr per poterlo embeddare sul blog ed eventualmente mettere anche su Youtube, manca però l’audio.

Con il sottofondo che ho scelto è molto più carino!

Provate a divertirvi un po’ con la vostra Timeline. Enjoy!

PS la versione completa del video della Timeline di Catepol è su Facebook, ovviamente o qui http://www.timelinemoviemaker.com/display/?t=4f27dea906ca07-08299931

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