Cercavo un’idea per questo post numero 3000 di questo blog dodicenne…

…e mi è venuto in mente di postarvi qualcosa di sempre valido e utile nel mondo della comunicazione in rete, di Internet, dei blog, dei social ecc.

Un video, geniale precursore di tanti discorsi sul web. Attuale ancora.

3000

Aborigeno, ma io e te…?

Ah, si…
questo è il post n. 3000 di questo blog che ha 12 anni, nato su Splinder poi traslocato su dominio mio. 12 anni, più o meno come il web italiano 2.0 della primissima ora, prima di Twitter, prima di Facebook e di tutto l’ambaradan social che ci portiamo dietro sotto forma di app.
Questo blog ne ha viste e dette tante, ad un certo punto ha raccontato meno, è stato ripreso, messo in pausa, riavviato. Sta sempre qua, insieme alla blogger tenutaria, alle prese con le solite mille cose e che si ripromette sempre di scrivere di nuovo come ai vecchi tempi. Vedremo.

Banda ultralarga per la scuola…vi aspetto!

Dal 9 all’11 ottobre 2014, la dodicesima edizione di “Smart and Education Technology Days – 3 Giorni per la scuola”, l’evento organizzato da Città della Scienza di Napoli ed interamente dedicato alle scuole, vede la presenza di GARR sia nel programma congressuale che con uno stand espositivo dove saranno presentate le iniziative della comunità dell’università e della ricerca per le scuole.

Il 9 ottobre, il seminario organizzato da GARR su “Banda ultralarga per la scuola” sarà l’occasione per discutere sul ruolo della rete e sulle esperienze di successo in corso nelle scuole in Italia. Interverranno, tra gli altri, Alessandra Poggiani, DG dell’AgID e Francesco Luccisano, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Giannini.

banda larga

Il 10 ottobre il programma di incontri proseguirà con il seminario “Scuole e didattica in rete”, in cui verranno presentate le opportunità offerte dal collegamento in fibra alle scuole.

Infine, durante tutta la tre giorni presso lo stand GARR si terranno una serie di incontri, seminari e dimostrazioni con le scuole innovative e con gli enti di ricerca della comunità GARR, tra cui CNR, INGV, INAF, INFN e CINECA che presenteranno contenuti e iniziative per le scuole.

Info e programma completo sono online su: www.garrxprogress.it/3giorniperlascuola

————-

Programma seminario “Banda ultralarga per la scuola”

Giovedì 9 Ottobre 2014 – 14.00-15.30 – Napoli, Città della Scienza – Sala Averroè
Modera: Caterina Policaro, insegnante blogger

La Scuola Digitale nel piano “La Buona Scuola” del MIUR
Francesco Luccisano, Capo Segreteria Tecnica Ministro – MIUR

Competenze e strategie per innovare la scuola: il ruolo dell’Agenzia per l’Italia Digitale
Alessandra Poggiani, Direttore Generale AGID

Iniziative del MIUR per la scuola digitale: il progetto GARR-X Progress
Fabrizio Cobis, MIUR, Direzione generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca

Collegare le scuole in fibra per avvicinarle al mondo dell’Università, della Ricerca e della Cultura: la visione GARR
Claudia Battista, Coordinatore Progetto GARR-X Progress

Il modello dell’Università di Cassino: il progetto EduNet
Marco D’Ambrosio, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Concetta Senese, Dirigente Scolastico Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano (FR)

Le reti regionali per le scuole: l’esperienza di Lepida in Emilia-Romagna
Enrica Salbaroli, Lepida, Rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia-Romagna

Innovazione digitale a scuola nel Sud
Antonio Guida, Dirigente Scolastico Istituto Marco Polo di Bari

Yes I did it again…

Era un po’ che non “registravo” qualcosa.
Oggi pomeriggio è andata così.

Trova base karaoke, apri Garage Band, attacca microfono e cuffie, premi rec. Buona la prima…nel senso che questo che segue è il risultato, assolutamente non professionale né accurato e nemmeno precisissimo.

Il bello di chi non canta da un po’.
Oggi pomeriggio è andata così.
Controvento.

mic

La mia cover di Controvento di Arisa. Così come m’è uscita.
Non è perfetta ma non mi sembra proprio terribile.

Oggi pomeriggio è andata così. A volte mi ricordo di “avere una voce” e la provo. Controvento. Avevo bisogno di ricordare a me stessa che “ho una voce”. Per tante ragioni, su piani diversi, personale, professionale, quotidiano.

“Ho una voce” non allenata, pigra, e oggi pomeriggio è andata così.
“Ho una voce” a volte parlo, a volte scrivo, a volte bloggo, a volte twitto. A volte canto. E cantare aiuta a ritrovarla sopita tra stomaco e diaframma, a farla salire nel naso senza fermarsi alla prima uscita utile fornita dalla gola.

Oggi pomeriggio è andata così.

Controvento, in tutti i sensi. Archivio il risultato e andiamo avanti.

La mia intervista agostana su Radio Capodistria: le bufale su Facebook

Il 18 agosto scorso (alle 8 del mattino, si sente dalla mia voce non freschissima e, me lo dico da sola, da qualche ripetizione di troppo) sono stata intervistata su Radio Capodistria nella trasmissione Calle degli Orti Grandi da Paolo Pichierri. Argomento della chiacchierata il gruppo antibufale su Facebook: LE BUFALE SU FACEBOOK: NON CASCATECI!!! – GRUPPO ANTI BUFALE (che oramai ha superato i 12000 iscritti e di cui trovate la storia su questo blog in diversi post).

bufala

Abbiamo discusso insieme dell’importanza di verificare le informazioni che circolano sui social, di cultura digitale, dell’importanza del regolamento del gruppo per l’ecologia della comunicazione stessa e di altro.
Ringrazio sempre gli altri amici blogger admin che mi aiutano a gestire il gruppo e tutti gli utenti Facebook che ogni giorno spiegano, spiegano, smentitiscono, forniscono fonti e letture utili aiutando a rispondere alle richieste (tantissime):

“E’ una bufala questa?”

Buon ascolto!

La scuola digitale che vorrei (Rnext – Matera)

Sono stata invitata da Riccardo Luna a Rnext Matera per parlare di scuola, tra gli innovatori della regione in cui vivo, la Basilicata.
A parlare, per una volta “in patria”, del mio lavoro.

next

“La scuola digitale che vorrei”, la scuola che vorrei cominciare a vedere anche in Basilicata, di questo ho parlato.
Non solo di quello che faccio io, nel mio piccolo con gli studenti, ad esempio #basilicataborgtoborg, ma soprattutto quando mi occupo di formazione docenti, dirigenti, studenti sulle tecnologie, il digitale, le LIM, i social ecc.

Ho raccontato qualcosa della scuola digitale in Basilicata: colleghe e scuole vincitrici di premi ETwinning ad esempio, o del Mediashow di Melfi che si tiene ogni anno.

Ed ho concluso (5 minuti esatti, col timer davanti, un teatro gremito di fronte, vi assicuro non è facile) così:

la scuola digitale in basilicata

La scuola digitale che vorrei, anche in Basilicata, vede docenti che non finalmente temono il digitale, la sburocratizzazione (registro digitale e comunicazione) vera, meno carta in circolazione e documenti in triplice fotocopia, più relazione, anche online attraverso i siti scolastici.

Confido nell’apporto che riusciremo a dare, noi docenti, per formare studenti che siano sempre più cittadini attivi e utenti consapevoli delle tecnologie che quest’epoca ha regalato loro in mano.

Vorrei, qui lancio un appello alla Basilicata e all’Ufficio Scolastico, che gli esperti presenti nell’elenco del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) venissero valorizzati e utilizzati per “svecchiare” la scuola lucana, per abilitare forme di insegnamento/apprendimento supportate dal digitale, per motivare.
E lo dico non solo perché in quell’elenco di formatori ci sono anche io.

Insomma, se volete vedere il video del mio intervento al Next di Matera, eccolo:

“Conosciuta web con @catepol, oltre a essere una tweetstar è insegnante e ambasciatrice dell’innovazione nella scuola in Italia. Per lei le tecnologie sono un motivatore per gli studenti. L’intervento a Matera.”

Volevo ripartire dal blog…

…invece son mesi senza ADSL a casa, il piano dati sull’iphone mi declassa a velocità ridotta dai primi del mese (come non averla proprio la connessione!), ma quanto consumo? Ma sempre su internet sto?
Ah, e l’ipad 1 pesa, é scomodo, non ci puoi far tutto (non è vero, ovvio, ho fatto cose in queste condizioni, che voi umani…)

Vabbè…

Come scusa, essere “digital divisa”, non è un granché, mi sembrava solo buona per rompere il “blocco del blogger”

:)

Buona Pasqua e buona Pasquetta fatte, intanto.

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#catenewyear i miei social auguri

Auguri a quelli che gli hashtag, auguri a quelli senza hashtag (se il cancelletto fosse un attributo, non sarebbe da tutti).

Auguri a quelli che ci mettono la faccia. Hanno spalle abbastanza grandi.
Auguri a quelli che la faccia non ce l’hanno.

Auguri a quelli che non si prendono troppo sul serio.
Auguri a quelli che pensan d’essere seri e invece…

Auguri a chi è capace di mettersi e rimettersi in gioco ogni giorno.
Auguri a chi non gioca mai.

Auguri a quelli che ti parlano guardandoti negli occhi.
Auguri a chi gli occhi invece non li alza mai.

Auguri a chi sa usare sempre le parole giuste, a chi almeno ci prova.
Auguri anche a chi invece “sono solo parole”.

Auguri a chi sa fermarsi a respirare e riflettere su quanto accade.
Auguri a chi non respira mai.

Auguri a chi sa cambiare programma perché la vita non è scontata.
Auguri a chi non cambia e non fa sconti mai.

Auguri a chi sorride di sorrisi sinceri, a chi di sorrisi di cortesia.
Auguri a chi sorride comunque e a chi non sorride mai.

Auguri a chi sui social è sempre se stesso.
Auguri a chi non è sociale nè se stesso ma va bene uguale. Per loro.

Auguri a chi impara dagli altri e dalle situazioni sempre qualcosa.
Auguri a chi non imparerà mai.

Auguri a chi parte con bagaglio essenziale e poi se la sa cavare.
Auguri a chi fa valigie pesanti e poi non parte mai.

Auguri a te che hai fatto parte di questo lungo anno che finisce.
Auguri a te che hai finito di farne parte.

2014. Auguri. Social auguri.
Buon anno a tutti.
Si ricomincia da qua.

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Ora ti spiego Twitter…

e poi ti interrogo!

Scherzi a parte, ma rimanendo dentro la metafora della prof che spiega alla lavagna (dopotutto è il mio mestiere), questa è la presentazione che ho utilizzato a #pzsmart il 4 settembre a Potenza per spiegare Twitter a chi inizia ad usarlo, a chi già lo usa e voleva capirne di più, a chi nemmeno sapeva cos’è prima di fermarsi in Piazzetta Maffei incuriosito da quei tre (io, Ernesto, Giovanni) che parlavano di Twitter, Facebook, Open Data.

I Simpson e gli Open Data, invece, li trovate qua.

Di presenza su web, flussi, disegnini…

A proposito di presenza sul web. La mia, ovvio.
Fa un anno in questi giorni il rallentamento del blog (non l’ho chiuso ma ho postato poco e non troppo spesso, diciamolo). Un blog che ha 10 anni di vita.

Direi che è ora di riprendere le fila e di ricominciare a scrivere, quando mi va, come mi va, per chi ha piacere di leggere.

Temi sempre quelli: scuola, quella reale tra i banchi, quella digitale, annessi e connessi. Educazione, didattica, social network, uso consapevole del web, strumenti e tool utili per comunicare e abitare il web sociale, Facebook, Twitter, Instagram & co. Quello che faccio in giro, quello che leggo, quello che assorbo e che appunto qui, utile a me, utile anche ad altri.

Temi anche nuovi, a seconda di quello che succederà.

Mia presenza sui social vari: massiccia come sempre.
Solo un po’ diversa, meno me, più condivisione. Questo già da un po’, per chi se ne è accorto.

Voglia di “imparare” sempre e comunque.

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Stavo facendomi un disegnino sulla Moleskine, a penna.
Una volta avrei messo il blog al centro di tutto. Adesso c’è Twitter e poi Facebook.
Ragionavo sui flussi. Cosa voglio comunicare e a chi. Come vi raggiungo. Come non doppiare.

Segue post dettagliato, a mo’ di guida allo sharing.

Solo a elencare a me stessa come devono funzionare questo blog, Twitter, Facebook, Instagram, Tumblr, Foursquare, Feedly, Zite, Pocket, Pinterest, Youtube, Slideshare ecc. (ah si, Google+ volendo) con l’aiuto di alcuni tool (IFTTT, Advanced Tweet, Selective Tweets…) mi stanno venendo un po’ di idee.

Solo a riflettere di come è cambiato il social web in questi ultimi anni, per noi che ci stavamo da prima, c’è tanto da scrivere.

Stay tuned. Catepol is back. (non me ne sono mai andata, in effetti…lo scrivo per me)

La scuola 2.0 a Social PA: come se la cava la PA sui social network #forumPA2013

Non è la prima volta che dico la mia sulla Scuola 2.0 puntando l’attenzione sulle competenze nuove che i docenti dovrebbero acquisire (e pure velocemente).

Ne ho parlato anche al ForumPA, il 28 maggio a conclusione del convegno “Social PA: come se la cava la PA sui social network”.

nativi digitali

Questo il video (attenzione su Internet Explorer non si vede, usa Chrome).

Queste le slide che ho usato come traccia per quanto ho raccontato.

Candidata alle Primarie PD

Questo anno molto impegnativo per me su diversi fronti, sta per terminare.
Con una grande novità e un impegno forte.

Sono candidata alle Primarie dei Parlamentari del PD nella Provincia di Potenza.

Candidati Primarie Potenza

La scelta del Partito Democratico di costruire primarie aperte con uno spazio significativo per il contributo delle donne, favorisce il confronto sui contenuti e mi permette di proporre all’attenzione degli elettori del PD i temi che mi stanno a cuore: ISTRUZIONE, SCUOLA, SOCIALE, TERRITORIO, CULTURA, CITTADINANZA DIGITALE e INNOVAZIONE.

Ho scelto di partecipare alle Primarie dei Parlamentari del PD “Il Segno che Cambia l’Italia” per portare in prima persona un contributo attivo al Partito, alla Basilicata e al Paese.

Voglio ora mettere a disposizione del territorio e della gente, la mia passione per il lavoro, la continua cura delle relazioni sociali, l’interesse per l’innovazione e il progresso, il mio impegno e la mia professionalità affinché diventino un volano di crescita e sviluppo per la Basilicata.

Si vota il 30 dicembre.

Se hai già votato alle ultime primarie di Novembre/Dicembre (o ti sei almeno registrato) oppure se sei iscritto/a al PD nel 2011, puoi sostenermi con il tuo voto (ovviamente se vivi in provincia di Potenza!).
Se non hai votato, puoi comunque aiutarmi, promuovendo la mia candidatura a chi può votarmi.

Possono essere espresse massimo due preferenze (una maschile e una femminile).

Qui trovi tutti i dettagli sul come fare.

Per trovare il tuo seggio qui oppure puoi contattare me (via mail caterina.policaro @ gmail.com, Twitter, Facebook) o la sede del PD Regionale.

N. B. Per chi non fosse mio lettore abituale, maggiori informazioni su di me, chi sono e di cosa mi occupo nella vita qui sul blog, su Twitter e su Facebook (oltre che in giro per la rete).

Comunque vada sarà una esperienza significativa e che ricorderò.

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Il tuo blog in 5 minuti: son passati 10 anni

Riemergo dal silenzio, scherzando scherzando è un mese che non posto sul blog. Per mancanza di tempo, più che altro.
E’ capitato poche volte nel corso di questi 10 anni.
Si, 10 anni di blog.

18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su Splinder. Cercavo in rete un posto per farmi un sito gratis, beccai la parola blog più volte. La cosa mi incuriosì.
Cosa saranno mai questi blog? Cercai come fare un blog gratis arrivai a “il tuo blog in 5 minuti”. 5 minuti dopo avevo un blog.
Novembre 2002. 10 anni fa.

Poi ne ho aperto un altro e un altro ancora (erano gratis, dopotutto). Ne risultavano più di 10 aperti da me, nell’account Splinder ora praticamente chiuso (blog aperti prima che decidessero che se ne potevano aprire solo 3 a testa, come sono anziana).

Blog Tematici, personali, di lavoro, di cazzeggio. Non cercateli, li avevo tutti lucchettati tempo fa, quando mi son trasferita su questo dominio Catepol 3.0 tutto mio dove e-learning e succedeacatepol son stati fusi.

Ora scrivo qui e anche altrove. A volte mi pagano anche per scrivere qualcosa su un blog non mio, da non crederci. Altre volte per spiegare come funziona il web 2.0.

Ora ci sono i social media e tanto faccio passare da Twitter e Facebook.

10 anni di cose raccontate in rete. 10 anni di blog.
10 anni di blogosfera, di persone conosciute proprio grazie al blog e all’abitare la rete insieme, di relazioni e parole che fanno parte integrante del mio quotidiano.
10 anni, son tanti. E pensare che c’è gente a cui ancora spiego cos’è un blog e come aprirlo, perché non lo sa.

Giusto per scrivere qui che no, non ho chiuso il blog. Ho scritto tanti di quei post nella mia mente in questo mese (in realtà dall’inizio dell’estate) che però poi non ho riversato qua.

Fase riflessiva, la chiamano. Forse.

Curiosità: da quando mi leggete?
Come mi avete trovato? Cosa vi piace di quello che posto? Cosa non vi piace?

Dopotutto, se non smetto col blog è merito di chi mi legge no?
A presto.

Estraendo dati da un campione dai miei follower scoprivo che….

Conta più il numero dei follower su Twitter o la qualità delle interazioni?
Sono esseri umani o bot questi follower?
Sono esseri umani ma sono profili fake?
Come funziona Twitter esattamente?
Come scoprire chi si cela dietro un profilo Twitter con sicurezza?

A questi ed altri interrogativi proverò a rispondere con la mia personalissima ricerca.

Mentre, complice la calura estiva, il dibattito in rete oggi pare aggrapparsi ad un lavoro di MCC nel quale si prova a dimostrare il legame Grillo, Followers, Finti Followers (fake), Bot su Twitter che fanno numero ma non sono umani…

…io, sempre complice la calura estiva, estraevo un campione rappresentativo dai miei follower su Twitter per analizzarli e comprendere un paio di cosette.

Su 7 follower estrapolati tra quelli che conosco personalmente nella vita reale anche prima di Twitter, di cui 5 parenti entro il primo grado, 1 parente acquisito, 1 amica, gente di cui ho il numero di telefono e che sento regolarmente, per capirci scoprivo che:
– 3 non hanno mai pensato di cambiare l’ovetto
– 3 hanno inserito la loro foto
– 1 non si capisce perchè abbia quella foto
– 1 solo contiene una bio che non si capisce cosa sia
– nessuno dei 7 ha almeno 30 followers
– nessuno dei 7 ha scritto più di 50 post, a volte nemmeno 20
– 1 solo si è in qualche modo geolocalizzato
– tutti non twittano da più di un mese, alcuni non hanno mai twittato proprio…

Hanno twittato così poco che controllare l’uso della punteggiatura nei loro post o se ci fosse almeno un hashtag è facile. No, non credo si siano proprio posti la domanda “cosa sono quelle parole con il cancelletto?”. Tranne 1 dei 7. Me lo ha chiesto a voce.

Qualcuno ha l’iPhone per accedere a Twitter, qualcuno Android (lo so perché so che smartphone possiedono), non credo abbiano Foursquare (o almeno non mi hanno mai aggiunto tra i loro amici), 1, però, sicuro ha Instagram (ce l’ho tra i followers anche là), molto probabilmente in generale hanno usato Twitter.com le poche volte che hanno Twittato qualcosa. Per provare.

Oppure durante Sanremo.

C’è chi ha scritto un paio di suoi pensieri, chi ha condiviso qualche link, chi ha risposto ad altri utenti Twitter (nello specifico, in generale, tipo a Fiorello, a Papaleo e a Catepol. Non per forza in quest’ordine).

C’è chi non ha mai veramente twittato, c’è chi non è seguito da nessuno oltre che da me che li seguo appena mi aggiungono loro, li conosco, che faccio? La snob?

Analizzando da vicino chi seguono la situazione è questa: n. di following pari a VIP = totale following -1 (e il -1 sono io, quindi seguono tot VIP + catepol).

Non esattamente un comportamento “umano” su Twitter per questi 7 profili, no?

Ognuno c’ha i bot che si merita, per followers. I miei, posso dire alla fine di questa mia personalissima ricerca, si annidano tra parenti e amici.

Sicuramente non sono dei fake, ma solo perchè io li conosco e li riconosco.
Di persona. L’apparenza o identità digitale, invece, giocherebbe tutta contro di loro.

Evviva Twitter.
Voi non prendetelo troppo sul serio, però.

Scuola digitale secondo me

In questi giorni si parla molto di riforma della scuola, modernità, merito, tecnologia, inglese ecc. TechVideoTV di Datamanager ha voluto discutere con me, insegnante e blogger, del rapporto tra la scuola italiana e il mondo digitale.

Ho provato a rispondere alle domande che Antonio Savarese mi ha fatto (in una rumorosissima Stazione di Napoli, per la cronaca, davanti a un caffè).

Qual è lo stato dell’arte della diffusione dell’e-learning e quali sono i fattori critici di successo per una corretta implementazione che agevoli la fruizione degli studenti?

Chi sono i nativi digitali e quale deve essere il modo di interagire con loro?

“La scuola italiana è dotata di dispositivi multimediali come ad esempio le LIM che al Sud sono presenti in gran numero ma ciò spesso non basta perché o manca la connessione nelle scuole riducendo quindi di fatto questi strumenti a semplici proiettori o manca la volontà degli insegnanti di creare contenuti nuovi con forme nuove che stimolino i ragazzi ad apprendere e soprattutto a creare essi stessi; Youtube ad esempio non dovrebbe solo servire per vedere filmati ma anche per creare cortometraggi. L’approccio solo testuale non funziona più, viene percepito noioso essendo i ragazzi immersi in un mondo che funziona diversamente ed in cui la regola è l’interattività e la partecipazione.”

Questo e molto altro. Ecco il video.

La tecnologia aiuta i prof

Dimenticavo di dirvi che sono stata intervistata nel numero di maggio/giugno 2012 della rivista Promozione Umana della Fondazione Promozione e Solidarietà Umana in uno speciale dedicato a SCUOLA E REALTÀ: l’istruzione di fronte alla scuola che cambia, tra internet e smartphone di Ottavio Repetti.

Interessante approfondimento sulla scuola tenuta a confrontarsi con questo mondo in costante cambiamento che non può non fare a meno di considerare il digitale e gli strumenti di comunicazione/connessione che gli studenti in primis hanno sempre in mano a prolungamento della loro stessa esistenza e relazione con il mondo che li circonda.

Queste le domande a cui prova a rispondere lo speciale SCUOLA E REALTA':

Ha ancora senso una scuola di tipo nozionistico, quando le nozioni che vorremmo far loro studiare, i ragazzi le hanno letteralmente in tasca, ovvero nel cellulare?
E’ possibile interessare degli adolescenti a un tipo di insegnamento che non ha più legami con la loro realtà quotidiana?
Posto che il ruolo della scuola è imprescindibile, come dovrebbe cambiare quest’ultima per continuare a svolgere al meglio il proprio compito?

Don Chino Pezzoli nel primo articolo scrive che

Al tempo di internet e dell’alfabetizzazione che può arrivare ovunque, non ha senso una scuola che non educhi, non affini le sensibilità, non abitui a essere critici e selettivi nei confronti della valanga di stimoli che ci piovono addosso da ogni dove.

Secondo me, oramai lo sapete, la tecnologia aiuta i prof.
I docenti e gli educatori devono imparare a sfruttare le potenzialità della Rete e dei social network.

Ecco la mia intervista.

Promozione Umana Maggio 2012 – intervista a caterina policaro

Nelle pagine successive della rivista esperienze concrete e positive di uso delle tecnologie per fare didattica a scuola nei vari ordini e testimonianze di altri prof.
Infine, anche un articolo dedicato a cosa ne pensano i diretti interessati sull’uso di internet, tablet e computer a scuola: gli studenti. Chiedono uno “svecchiamento” della classica lezione frontale con l’uso dei nuovi strumenti, ovviamente. Chiedono anche servizi primari come il riscaldamento e la manutenzione delle strutture, prima di tutto, prima ancora dei tablet.

Una riflessione profonda scaturisce dai vari articoli dello speciale scuola di Promozione Umana:

Comunque vengano presentati i contenuti, devono poi essere studiati ed è
questo il problema.

Le tecnologie da sole miracoli non ne fanno. Lo studio richiede comunque impegno personale e applicazione, a prescindere dalla tecnologia che viene utilizzata per la trasmissione/condivisione della conoscenza.

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