Di alfabeti digitali ed educazione civica

Un alfabeto digitale non esiste, perché i singoli blocchetti costitutivi delle esperienze possibili in rete non sono certi, non sono univoci e soprattutto non sono arbitrari e questo li rende discutibili e interpretabili…

…L’alfabeto quello è e funziona per questo; Internet è quello che io riesco a farci e funziona per questo. Chiunque pensi che sia possibile “alfabetizzare” un’altra persona al digitale imponendogli la sua versione dei fatti non ha capito con che cosa ha a che fare. Di questi tempi, una lacuna piuttosto grave: non ci serve alfabetizzazione digitale, ci serve educazione civica.

luminol Lettura consigliata!

#Luminol. Tracce di realtà rivelate dai media digitali / Mafe De Baggis

Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze Digitali e Scuola Digitale in ottica di genere. Le slide del mio intervento a Matera, 13 settembre 2014 nell’ambito della due giorni di seminari su “Smart City e Smart Community in ottica di genere nell’attività di governance: dalla normativa all’azione amministrativa e sociale”.

Iniziativa organizzata e promossa dalla consigliera di Parità Regionale di Basilicata Maria Anna Fanelli che ringrazio per aver coinvolto anche me, insieme all’Associazione Stati Generali dell’Innovazione e alla Rete Wister.

Con il digitale, abbiamo il mondo in tasca, racchiuso nel nostro smartphone o nel nostro tablet. Perché la scuola oggi dovrebbe occuparsi delle competenze digitali? Per tante ragioni.
Per comprendere e usare le tecnologie “smart” e i social non solo a scopo ludico ma per l’apprendimento continuo e per sviluppare le competenze digitali oramai indispensabili.

competenze digitali

Non si è “alfabetizzati digitali” una volta per sempre, il digitale è in perenne evoluzione. Occorre fornire anche a scuola gli strumenti culturali e la curiosità per trarre tutti i benefici disponibili dal digitale, a prescindere dallo strumento utilizzato. Domani sarà già obsoleto, mentre solo l’approccio corretto rende il digitale un diritto vero e proprio di cittadinanza e partecipazione alla rivoluzione che internet ha portato nelle nostre vite e nella nostra quotidianità.

Mi sono soffermata sulla definizione condivisa da AGID di “competenze digitali” a partire dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, 2006/962/CE.

Ho provato a riassumere cosa vuol dire scuola digitale oggi in Italia, nelle varie fasi delPiano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) che porta avanti l’obiettivo di modificare gli ambienti di apprendimento per rendere l’offerta educativa e formativa coerente con i cambiamenti della società della conoscenza e con le esigenze e con i ritmi del mondo contemporaneo.

Occorre affrontare la complessità delle abitudini digitali insieme ai nuovi modi di comunicare e apprendere. E’ di fondamentale importanza formare i docenti. Le questioni educative correlate alle competenze digitali e alla scuola digitale sono tante: meglio il tablet per ogni alunno? Oppure il BYOD? Dobbiamo davvero rottamare le LIM?

Infine una carrellata di tutte le questioni legate ai social che la scuola non può non affrontare.

Sulla questione di genere in effetti ho detto poco. E c’è una ragione ben precisa: le competenze digitali sono il punto di partenza, per uomini e donne, a pari livello e senza differenze di genere, per affrontare il mondo attuale. Cominciando dalla scuola, con i bambini, le competenze digitali potrebbero essere la chiave di volta per eliminare gli stereotipi che vedono da una parte “le cose che possono fare i maschietti” e dall’altra “le cose che possono fare le femminucce”.

Internet, il web, i social media, le competenze digitali non sono certo precluse alle donne. Anzi.
Che ne dite?

Di touch, tastiere ancora utili e generazione app

C’è questa riflessione di Seth Godin sulla tendenza della tecnologia sempre più verso il “senza tastiera“.

When the masses only connect to the net without a keyboard, who will be left to change the world?

Quando tutti saremo connessi alla rete senza usare una tastiera, dai nostri piccoli o grandi schermetti touch, chi cambierà più il mondo? Chi scriverà bei romanzi? Difficile farlo senza tastiera.
Difficile lavorare su fogli di calcolo e questioni economiche importanti, solo da uno smartphone.
E i programmatori? Difficile immaginarli senza tastiera a programmare qualcosa solo scorrendo un polpastrello sul vetro del tablet.

learn

Ci sono cose per cui la tastiera su cui digitare testi o programmi deve sempre servire. Se così non fosse, la tecnologia touch per quanto rivoluzionaria e sempre più diffusa, non rivoluzionerà le nostre vite, non le cambierà veramente in meglio. Solo apparentemente possiamo star bene e crescere in un mondo dove la comunicazione è ridotta a 140 caratteri, a una foto whatsappata, a uno status di Facebook.

Non bastano tweet e selfie. Serve ancora la tastiera. Non dimentichiamocene.

Nel mentre sto leggendo Generazione App: La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale di Howard Gardner. Mi interessa capire se davvero sta cambiando la modalità con cui i ragazzi apprendono, in un mondo digitale sempre più filtrato attraverso le app.

Oggi, i giovani descrivono le esperienze comuni della loro generazione in termini di Internet, web, dispositivi portatili, smartphone e delle esperienze sociali e culturali cui questi danno luogo – prima fra tutte, la piattaforma di social network Facebook.

Una ricerca che prova a confrontare comportamenti, apprendimento, creatività nella generazione giovanile, lungo l’arco degli ultimi 20 anni e con il passaggio alle app dell’era digitale.

La provocazione del testo di Gardner è proprio questa: i giovani oramai vedono il mondo come un insieme di app, ognuna utile a risolvere un problema?

Metto insieme le riflessioni di Godin sulla necessità di usare ancora la tastiera e continuo a leggere Gardner.

In che modo il digitale e la tecnologia, insieme ad una complessità di fattori, possono modificare o stanno già modificando la natura profonda della società e della conoscenza?

La mia intervista agostana su Radio Capodistria: le bufale su Facebook

Il 18 agosto scorso (alle 8 del mattino, si sente dalla mia voce non freschissima e, me lo dico da sola, da qualche ripetizione di troppo) sono stata intervistata su Radio Capodistria nella trasmissione Calle degli Orti Grandi da Paolo Pichierri. Argomento della chiacchierata il gruppo antibufale su Facebook: LE BUFALE SU FACEBOOK: NON CASCATECI!!! – GRUPPO ANTI BUFALE (che oramai ha superato i 12000 iscritti e di cui trovate la storia su questo blog in diversi post).

bufala

Abbiamo discusso insieme dell’importanza di verificare le informazioni che circolano sui social, di cultura digitale, dell’importanza del regolamento del gruppo per l’ecologia della comunicazione stessa e di altro.
Ringrazio sempre gli altri amici blogger admin che mi aiutano a gestire il gruppo e tutti gli utenti Facebook che ogni giorno spiegano, spiegano, smentitiscono, forniscono fonti e letture utili aiutando a rispondere alle richieste (tantissime):

“E’ una bufala questa?”

Buon ascolto!

Arriva il Little Facebook Editor per pubblicare e aggiornare contenuti

Dunque Dave Winer qui scrive del suo lavoro per Facebook e presenta, tra le righe, una Facebook Publishing Surface.

Si tratta del Little Facebook Editor, una piccola app, leggera, che permette di postare su Facebook contenuti di vario tipo.

Il Little Facebook Editor può essere utile per fare Live-blogging, scrivere articoli su Facebook in maniera un po’ più professionale, utilizzare Facebook per scrivere e aggiornare documenti.

Insomma uno strumento per pubblicare contenuti e, soprattutto, per aggiornarli con facilità.

Obiettivo di Winer e della app quello di far diventare Facebook la piattaforma di pubblicazione degli utenti anche attraverso tool che fanno postare dal di fuori dell’ambiente Facebook.

Vediamo come funziona Little Facebook Editor.
Aprire http://littlecardeditor.com/text/ e loggarsi su Facebook attraverso il bottone Sign in alto nell’angolo sinistro dello schermo.

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Click su “New” per cominciare a scrivere un nuovo post.
Click su OK per confermare.

Scrivere il testo del post nella text area. Alla fine, click su Save.
Diventa attivo adesso anche il bottone Go.
Click su GO per aprire una nuova tab con il contenuto del post, su Facebook.

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Possiamo aggiungere altro contenuto o cambiare il testo che abbiamo scritto, editandolo direttamente dalla text area e poi con un click su Update.
L’operazione di Update si può fare quante volte vogliamo, ogni volta che ne abbiamo necessità.

Per scrivere un nuovo post, che poi andrà su Facebook, basta adesso fare click sul bottone New.

Tutto qua. Una rivoluzione, in pratica, nella pubblicazione dei contenuti che dall’esterno passano semplicemente su Facebook. Si annulla il passaggio, per parlare di noi blogger abituati così, di un WordPress o altra piattaforma che posta link e titolo su Facebook ma poi da Facebook, riporta all’esterno di Facebook, sul blog, per far leggere il contenuto.

Facebook porta così i contenuti, anche più articolati, su Facebook stesso.

Cosa comporta usare il Little Facebook Editor?

Il Cross-posting di un contenuto Facebook su un blog, un RSS feed, luoghi sui quali il contenuto non deve più esclusivamente risiedere. Atri sistemi di gestione dei contenuti saranno incoraggiati a aprire API per il cross-posting.
Si potrà archiviare il contenuto di Facebook fuori da Facebook.
Si potrà condividere, ad esempio, il contenuto del blog con i lettori di Facebook, aggiornando la copia su Facebook in modo sincronizzato con il contenuto del blog.
Si potrà gestire l’archivio dei post su Facebook.

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Winer immagina che gli autori cominceranno ad utilizzarlo per comporre i contenuti di Facebook, dice che verrà proprio voglia di scrivere su Facebook, come si faceva e si fa sui blog. Solo che ci leggerà più agevolmente il pubblico di Facebook. E ci condividerà, secondo le sue dinamiche ben rodate.

La scrittura entrerà e uscirà da Facebook, rompendo quindi l’ambiente chiuso che fino a questo momento è stato il social network come lo conosciamo.

Fornire API che permettano agli utenti di comporre il proprio contenuto, fuori dall’ambiente di pubblicazione. Ecco la rivoluzione. Con Facebook non si è mai potuto fare. Altri ambienti, più conosciuti dai blogger, come WordPress, Tumblr, Blogger, e gli altri sistemi di blogging hanno sempre messo a disposizione API di questo tipo come parte integrante della loro stessa cultura di pubblicazione e condivisione ed è sempre stata una cosa positiva.

Ora tocca a Facebook, grazie a Dave Winer. Vedremo gli sviluppi.

Photography: live first, than shoot

Photography is a privilege we are lucky to have, but it should never get in the way of our happiness, it should pull us toward it like a magnetic force. The secret to great photography has nothing to do with your philosophy, your choice of format, or your pedigree. Let your camera be your compass. Live first, then shoot.

Un bel post sul senso della fotografia di John Carey, che vi consiglio di leggere.

escate14

Che storia raccontiamo con i nostri scatti?
Ormai scattiamo, scattiamo, scattiamo con i nostri smartphone e postiamo sui social.
Io per prima.
Ho comprato una Canon e continuo a dimenticarmela. Faccio foto con l’iphone, utilizzo spudoratamente Instagram e i suoi filtri. Gioco.

E questa estate ho legato con un filo, anzi con un hashtag #esCate14, le foto dalle vacanze.

Terzo anno consecutivo che “passo le vacanze su Instagram” (le precedenti giravano ancora su Flickr, sempre fatto una marea di scatti, comunque).

Non è importante con cosa fotografiamo.
Non è lo strumento a rendere belle le nostre foto ma la felicità che fissiamo in un istante, quale che sia lo schermetto attraverso cui la filtriamo.

Io non sono fotografa. Mi piace semplicemente guardarmi attorno, cogliere un dettaglio archiviarlo per me, condividerlo quando lo ritengo di una bellezza che posso far guardare anche agli altri.

The best camera is the one that leads you to happiness

Vivo prima, mi godo momenti e compagnia. Poi scatto, se c’è da scattare, immortalare un istante, un angolo, un punto di vista, un colore, un sapore, un dettaglio, un’idea, una sensazione, un luogo e il mio attraversarlo non solo con lo sguardo. E qualche selfie.
E condivido poi su Instagram che rilancia su Twitter e Facebook (e qui sul blog).

La mia estate anzi la mia #esCate14 per ora è qui https://twitter.com/search?f=realtime&q=%23escate14&src=typd ma mi riprometto di raccontarvela meglio su queste pagine…

…from emotion recollected into tranquillity

come scriveva William Wordsworth.

La rivoluzione digitale è tutta qua…

C’è questo video di Facebook (in realtà non gettonatissimo, devo dire, su Youtube pubblicato il 9 luglio e con 22mila condivisioni ad oggi, nulla praticamente, se pensiamo che proviene dal Facebook team e che potenzialmente avrebbe potuto avere un pubblico “mondiale”).

C’è questo video in cui, semplicemente, Facebook prova a mostrare come ci si organizza nella vita reale, per far cose della vita di ogni giorno, attraverso Facebook.

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Una partita. Messaggio organizzativo dei ragazzi su Facebook (attraverso Messenger). Ed è subito mobilitazione. Ci vediamo al campetto!

Un video vacanziero, Summer Friendly. Facebook, il social, amico della nostra estate e del tempo libero. Fermare in un minuto di video, le migliaia di condivisioni social organizzative che passano sui nostri smartphone, ogni giorno.

Chi, nell’ultimo anno, non ha organizzato una partita, una birra, una pizza, una vacanza, un appuntamento, una cena con amici, parenti, col partner ecc. passando da Whatsapp, Facebook, Twitter & co.?

La relazione. La rivoluzione digitale è tutta qua: nelle persone che usano le tecnologie per comunicare, in ogni momento, semplicemente, con le persone.

Nulla di virtuale. Tanto reale, tanto quotidiano, piuttosto.

(fatemi mandare un tweet a husband per chiedere cosa facciamo per pranzo, va…)
;)

#hashtaggami questo…

Dedicato a quelli che riempiono i loro tweet di hashtag, a quelli che non hanno ancora capito a cosa servono, a quelli che l’hashtag è un vezzo. Anzi #un #vezzo.
Immaginiamo di sostenere una conversazione piena di hashtag. Ci riuscireste?

hashtag

Hastaggami questo, hashtaggami quello, un hashtag per ogni cosa, un hashtag per terminare la frase. L’orticaria che ci prende quando leggiamo tweet con un hashtag ogni 2 parole.

“#Hashtag” with Jimmy Fallon & Justin Timberlake

Prima di riempire il tuo tweet di hashtag, prima di postarlo, chiediti sempre:

‘Se utilizzassi tutte queste parole col cancelletto in una conversazione faccia a faccia, quanto annoierei l’altra persona, da 1 a 10?’

Se la risposta è 11, come immagino…corri ai ripari!
Ne basta uno, un paio, attinenti. Gli hashtag servono soprattutto per tenere le fila di tutti i conversatori e di tutte le conversazioni su un argomento.

Come scegliere un hashtag?

Perché associare una parola chiave a un particolare tipo di contenuto, a un evento, un argomento, un tema ben preciso?

Perché possa essere utile a me, per permettere ad altri di seguire, per raggruppare facilmente tutto ciò che è relativo a ciò di cui si parla, per farci uno storify o una tagboard riassuntiva e farlo leggere a chi non c’era, per associare e far associare subito a chi legge ciò a cui facciamo riferimento, per sapere chi ne ha parlato, e per altri mille buoni motivi.

Usiamo gli hashtag con la testa, insomma!
Gli hashtag migliori sono quelli che vengono ricordati e quindi utilizzati.
Tutto il resto è #noia

Internet è un territorio

“Internet n’abolit pas les limites géographiques traditionnelles, ne dissout pas les identités culturelles, n’aplanit pas les différences linguistiques: il les consacre”.

Internet non ha abolito i confini tradizionali, anzi li ha consacrati!

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“Car même si nous avons accès aux contenus du monde entier depuis nos ordinateurs et nos smartphones, internet reste très local dans ses usages et s’adapte aux réalités de chaque espace. Il y a des plateformes globalisées, mais peu de contenus. Il n’y a pas d'”internet global” – et il n’y en aura jamais. Loin d’un mondialisme sans frontières, la transition numérique n’est pas une homogénéisation. L’uniformisation culturelle et linguistique ne doit pas être redoutée. La révolution numérique apparaît, au contraire, comme une territorialisation et une fragmentation: internet, c’est un territoire.”

Frédéric Martel – Mainstream

Internet é un territorio.
Abbiamo accesso al mondo intero e allo stesso tempo rafforziamo soprattutto il legame con il locale, con il nostro territorio, con la nostra lingua.

Con il mondo intero sempre a disposizione. Utile rifletterci su.

Esami di stato 2014: #quasimaturi – #maturita2014 – #plicotelematico – #commissioneweb

Quasi cinquecentomila studenti italiani coinvolti, a partire da domani, 18 giugno 2014, negli Esami di Stato conclusivi del II ciclo di istruzione. Una lunga nota del Ministero dell’Istruzione con numeri, dati, curiosità. Vi aggiungo qualcosa anche io sul lato Plico Telematico e Commissione Web.

maturità

Cominciamo (al solito) con la prova scritta di italiano, uguale per tutti gli istituti di II grado, il 18 giugno.
Poi, giovedì 19 giugno, la seconda prova, diversa a seconda dell’indirizzo di studio, sempre preparata dal Ministero.
Lunedì 23 giugno la terza prova scritta, predisposta invece dalle commissioni.

Plico Telematico

L’invio delle tracce, anno 3, avverrà con il plico telematico.

La password/chiave ministeriale di accesso viene resa nota solo la mattina della prova attraverso questi canali di comunicazione (digitali e analogici, ancora una volta, a prevenire ogni tipo di problema correlato alle tecnologie:
* HomePage del sito internet del MIUR (www.istruzione.it).
* Service-Desk al Numero Verde 800 903 080.
* Portale SIDI (HomePage).
* APP per smartphone Android disponibile su Play store (MIUR Plico Telematico 2.0) Per effettuare il Download dell’applicazione su smartphone, seguire le istruzioni descritte nella “Guida Utente – Installazione App – Plico Telematico” disponibile all’interno dell’Area dedicata “Esami di Stato – Plico Telematico” del Portale SIDI. Peccato non ci sia anche app per IOS, ma non si può avere tutto dalla vita no?
* due Link dedicati, uno anche per accesso da mobile.
* Posta elettronica: sarà inviata una e-mail contenente la Chiave Ministero a tutti i Referenti.

Il MIUR fornisce ai referenti del Plico Telematico, in mail, anche dei “consigli pratici”.

Il lato social della maturità

Una bella notizia, lato social: il Miur ha aperto un canale di comunicazione con i maturandi su Twitter raccogliendo le loro emozioni pre-esame attraverso l’hashtag #quasimaturi e #maturita2014.
Sarà un piacere (o un delirio) seguire gli esami di stato su Twitter!
Ah, sono già Trending Topic su Twitter!

Invece, da prof e da esperta di social media, rinnovo l’invito a colleghi presidenti e commissari #maturità2014: mettete mano a impostazioni privacy dei vostri profili social in questi giorni.
Se serve aiuto, chiedete pure.

Come discutevamo su Facebook: non ci succede nulla che già non succedeva, sui nostri profili social.
Dobbiamo però essere consapevoli che la maturità scatena la curiosità morbosa di maturandi, genitori, colleghi ecc. ecc. Quindi due cose: o sui nostri profili siamo consapevoli di quello che c’è (sarebbe la regola sempre) oppure, almeno in questa occasione, prima di finire “messi in circolo in rete” per quello che postiamo, mettiamo mano alle impostazioni di privacy se non lo abbiamo mai fatto, se non ci abbiamo mai pensato. Pensiamo a come ci possano vedere dall’esterno, non solo i contatti amici: è quello che poi viene messo in “circolo” da chi curiosa tra le nostre cose in rete, in questo periodo.

Tutto è screenshottabile: basta un solo contatto che veda o legga i nostri profili dove, comunque, siamo pubblici (e purtroppo agli esami siamo pubblici ufficiali, anche).
La prima consapevolezza della nostra identità digitale è la nostra. Tutto può essere preso e decontestualizzato dai nostri profili social (ovviamente la cosa vale per tutti, anche per gli alunni, mica solo per i prof). La nostra privacy siamo noi.

Numeri e tracce

491.224 studenti partecipano all’Esame di maturità. Di questi 469.374 candidati interni, 21.850 esterni. Candidati delle scuole statali 445.912, 45.312 nelle paritarie.
Le commissioni sono 12.105.
Tracce: sono scelte dal Ministro dell’Istruzione fra le proposte elaborate da gruppo di esperti appartenenti al mondo della scuola. L’ultima parola nella scelta è del Ministro.

Mercoledì 18 giugno: prova di italiano

4 le tipologie d’esame: analisi del testo, redazione di un articolo di giornale/saggio breve, tema di argomento storico, tema di ordine generale. 6 ore per lo svolgimento.

Giovedì 19 giugno: seconda prova scritta

E’ specifica per ciascun percorso di studi. Materie individuate a gennaio con decreto ministeriale per tutti gli 892 indirizzi di studio e i corsi sperimentali attivi. Per gli Istituti tecnici e professionali sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratica-laboratoriale. Forma scritta o grafica o scritto-grafica o scritto-pratica. Potranno, anche essere utilizzati i laboratori del proprio istituto scolastico.

Materie principali indirizzi tecnici e professionali:

Istituto tecnico commerciale (ragionieri): Economia aziendale;
Istituto tecnico per geometri: Estimo;
Istituto tecnico per il turismo: Tecnica turistica;
Istituto tecnico industriale (elettronica e telecomunicazioni): Elettronica;
Istituto tecnico industriale (elettrotecnica ed automazione): Elettrotecnica;
Istituto tecnico industriale (informatica): Informatica generale e applicazioni tecnico-scientifiche;
Istituto professionale per agrotecnico: Economia agraria;
Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione: Alimenti e alimentazione;
Istituto professionale per i servizi sociali: Psicologia generale e applicata;
Per il settore artistico (Licei e Istituti d’arte) la seconda prova avrà un carattere progettuale e laboratoriale (ad esempio architettura, ceramica, marmo, mosaico, oreficeria, ecc.) e si svolgerà in tre giorni.

Terza prova scritta

Trattazione sintetica di non più di 5 argomenti, o quesiti a risposta singola (da 10 a 15) o multipla (da 30 a 40), o problemi a soluzione rapida (non più di due), fino allo sviluppo di un progetto o all’analisi di casi pratici e professionali (non più di due).
La terza prova scritta è predisposta da ciascuna commissione sulle materie previste dal programma dell’ultimo anno e tenendo in considerazione delle indicazioni del Consiglio di classe.

L’esame orale

Su tutte le materie previste dal programma di studi dell’ultimo anno. L’esame può partire dalla discussione di un percorso interdisciplinare scelto dallo studente (che può sintetizzarlo in una tesina scritta o attraverso lavoro multimediale) e prosegue sempre con un carattere interdisciplinare.

Progetto Esabac e scuole italiane all’estero

123 istituti scolastici coinvolti nel progetto Esabac (Esame di Stato-Baccalauréat) che consente di ottenere un doppio diploma italiano e francese.
558 gli studenti della maturità in 23 istituzioni scolastiche italiane all’estero, fra statali e paritarie.

Controlli

I commissari devono assicurare la massima vigilanza.
Non è consentito l’accesso alle scuole da parte di estranei.
Prima dell’inizio delle prove agli studenti sarà richiesto di consegnare i cellulari e ogni altro apparecchio digitale in loro possesso.
I banchi, dove possibile, saranno disposti l’uno dietro l’altro, in fila indiana.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il Miur, già da settimane ha intrapreso iniziative di controllo preventivo soprattutto per evitare la diffusione attraverso la Rete di bufale e tracce false che possano trarre in inganno i ragazzi.

L’uomo delle tracce

“Siate sereni e, soprattutto, non copiate”

I consigli del Ministro Giannini

Coraggio, competenza, concentrazione, le tre ‘c’ per passare la #maturita2014 secondo il Ministro!

Siti da attenzionare durante gli esami di maturità

In generale…per diversi motivi:
http://www.studenti.it/
http://skuola.net/
http://www.studentville.it/

Tutti i miei post su “Esami” perché più volte ho scritto di tutta una serie di questioni educative legate alle tecnologie. Oggi più che mai da attenzionare.

I modelli dei verbali da scaricare
E’ possibile scaricare i modelli di verbali e documenti utili per la Commissione esami di stato, nel caso di malfunzionamenti del SIDI e di Commissione web.

Lo studio della Fondazione Agnelli sulle Tracce

Insomma: buona maturità a tutti!

Via Tuttoscuola e MIUR

Social media policy a scuola e varie questioni educative

Social media policy degli istituti scolastici. Dopo aver condiviso le slide del mio intervento, condivido anche il video.

SM-Policy-101-Cara

Per ascoltare quello che ho raccontato a Milano alla Giornata aperta sul web dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia dovete solo avere la pazienza di seguire il mio ragionamento per una ventina di minuti.

Se volete, invece, qualcosa di più sintetico, ecco un altro video.
Si tratta di una intervista di circa tre minuti, sempre a valle del mio intervento alla Giornata aperta sul Web 2014.

Buona visione

Social media policy in ambiente scolastico #gasw2014

Le mie slide su “Social media policy in ambiente scolastico” per la Giornata aperta sul web #gasw2014

Non possiamo non tener conto della normativa che, in sintesi, vieta l’uso dei telefonini a scuola (Direttiva Fioroni 104/2007 ecc.) Siamo, ovviamente, tenuti a rispettare e far rispettare.
Dobbiamo, secondo me, affrontare il cambiamento e gestirlo.
Cambiamento che vede uno smartphone in mano alla quasi totalità degli studenti, la presenza sui social dei nostri ragazzi/figli a partire dalla quinta classe della scuola primarie (nonostante l’età minima, ad esempio per Facebook, sia 13 anni compiuti), la sempre più massiccia (e ingombrante?) presenza sui social di docenti e genitori ecc.

Come gestire il cambiamento in atto, anche tenendo conto delle tecnologie a disposizione nelle scuole, delle sperimentazioni che vedono i tablet per ogni studente, classi 2.0, dei progetti di scuola digitale ecc?

Come affrontare il fatto, ad esempio, che, nonostante tutti i divieti e le normative esistenti, gli studenti durante un esame (le prove INVALSI o, a breve, gli esami di stato) praticamente in tempo reale sono tutti sui social a scambiarsi quesiti e soluzioni, a fare ironia, a sfogarsi, a comunicare?

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Chiudendo gli occhi? Facendo finta che tutto ciò non accade?
Io son tre anni che ne parlo…per dire.

Con una Social Media Policy di Istituto, sempre più necessaria.
Una sorta di regolamento interno, condiviso con tutte le componenti. Una elaborazione partecipata che tenga conto di diversi fattori e questioni.

Un documento che contenga sia le Linee Guida per la gestione della presenza e della comunicazione degli spazi in rete dell’Istituto che le Linee Guida per la gestione della presenza responsabile in rete e sui social network di personale e studenti.

Social Media Policy d’Istituto come momento educante di tutta la comunità scolastica.

Nel mio intervento alla Giornata Aperta sul Web ho provato a delineare quello che secondo me dovrebbe essere il contenuto:

Gestione degli spazi in rete dell’istituto
– sito web scolastico: ruoli, comunicazione istituzionale, gestione materiali, accessi con password, gestione credenziali, ecc.
– canali social della scuola: quali aprire, che materiali, quale comunicazione, target utenti, chi gestisce ecc.

Gestione di spazi di condivisione materiali per la didattica e organizzativi
– Singolo docente o disciplina
– Singola classe
– Gruppi di lavoro
– Scelta strumenti web: dropbox, google drive, email, skype ecc.
– LIM, TABLET, Applicazioni, ebook: guide tecniche e metodologiche
– Registro elettronico ecc.

Pianificazione della presenza social collegata al sito istituzionale (come scrivevamo nel vademecum Pubblica Amministrazione e social media)

Gestione di tutte le questioni educative collegate all’uso di media sociali

I Temi da mettere sul piatto delle riflessioni da fare per una Social Media Policy d’Istituto sono tanti:
– Diffusione conoscenza: cultura digitale
– Comunicazione
– Trasparenza
– Diffusione informazioni
– Dialogo Scuola/Famiglie
– Dialogo Docenti/Studenti
– Dialogo diverse componenti comunità scolastica
– Uso della rete e della comunicazione online: competenze digitali

La scuola non può sottrarsi dall’educare all’uso corretto dei social media, alla consapevolezza e alla gestione della privacy, alla gestione della Web Reputation, ai pro e contro della geolocalizzazione, alla gestione delle informazioni riguardanti dati personali, privacy, informazioni riservate…

La scuola deve prevenire comportamenti in rete che implicano insulti, volgarità, offese, minacce, atteggiamenti violenti, bullismo, stalking ecc.

E’ oramai opportuno esplicitare come regolamentare uso di Fotografie, Filmati, Registrazioni ecc. (chiarendo gli usi consentiti, ad esempio per alunni H, DSA, BES).

Tocca alla scuola occuparsi anche di Diritto d’Autore, materiale privato o protetto, licenze Creative Commons, come citare le fonti.

Insomma ho messo molta carne al fuoco e condivido per continuare a discuterne insieme.

#d2dpotenza #wister le mie presentazioni

Le slide dei miei due interventi per Wister a Potenza.

Social Media, relazione, partecipazione e comunicazione

Adolescenti, rete, social network. Questioni educative

#d2dpotenza ?#WISTER a Potenza: Cittadinanza di Genere Digitale, Introduzione al digitale e ai Social Network

Oggi pomeriggio e domani mattina a Potenza, presso la Sala B del Consiglio Regionale, il  COMITATO DI SCOPO CITTADINANZA DI GENERE, in collaborazione con Stati Generali dell?Innovazione e la Rete Wister, ha organizzato il secondo appuntamento di “GENERANDO” su Cittadinanza di Genere Digitale, Introduzione al digitale e ai social Network.

Hastag per seguire su Twitter quanto racconteremo: #d2dpotenza #WISTER

2WEBManifestoComitatoGenere

Programma

Lunedi 12, dalle ore 15:30 alle ore 19.00:
Introduzione di Giovanna Cuoco Socia fondatrice del Comitato di Scopo Cittadinanza di Genere;

Prima parte dedicata alla formazione, tenuta da Tiziana Medici sul tema del Learning Meeting e da Caterina Policaro sul tema del Social Media nell?ottica della relazione, partecipazione e comunicazione.

-Martedi 13, dalle ore 10,00 alle 13.30:
Seconda parte dedicata alla formazione, tenuta dal Gruppo Wister.

Per la rete WISTER interverranno Flavia Marzano, Emma Pietrafesa, Rosa De Vivo, Caterina Policaro su Social Media e cybermolestie, Storytelling, sulle questioni educative nella rete e nei social network legate agli Adolescenti, sull?importanza della rete nella ricerca del lavoro nell?era 2.0. Elisa Laraia interverrà sulla scelta dell?arte per il territorio della Basilicata attraverso il web con il progetto LAP | Public Art Award.

Insomma se siete da queste parti… vi aspetto!

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