Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze Digitali e Scuola Digitale in ottica di genere. Le slide del mio intervento a Matera, 13 settembre 2014 nell’ambito della due giorni di seminari su “Smart City e Smart Community in ottica di genere nell’attività di governance: dalla normativa all’azione amministrativa e sociale”.

Iniziativa organizzata e promossa dalla consigliera di Parità Regionale di Basilicata Maria Anna Fanelli che ringrazio per aver coinvolto anche me, insieme all’Associazione Stati Generali dell’Innovazione e alla Rete Wister.

Con il digitale, abbiamo il mondo in tasca, racchiuso nel nostro smartphone o nel nostro tablet. Perché la scuola oggi dovrebbe occuparsi delle competenze digitali? Per tante ragioni.
Per comprendere e usare le tecnologie “smart” e i social non solo a scopo ludico ma per l’apprendimento continuo e per sviluppare le competenze digitali oramai indispensabili.

competenze digitali

Non si è “alfabetizzati digitali” una volta per sempre, il digitale è in perenne evoluzione. Occorre fornire anche a scuola gli strumenti culturali e la curiosità per trarre tutti i benefici disponibili dal digitale, a prescindere dallo strumento utilizzato. Domani sarà già obsoleto, mentre solo l’approccio corretto rende il digitale un diritto vero e proprio di cittadinanza e partecipazione alla rivoluzione che internet ha portato nelle nostre vite e nella nostra quotidianità.

Mi sono soffermata sulla definizione condivisa da AGID di “competenze digitali” a partire dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, 2006/962/CE.

Ho provato a riassumere cosa vuol dire scuola digitale oggi in Italia, nelle varie fasi delPiano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) che porta avanti l’obiettivo di modificare gli ambienti di apprendimento per rendere l’offerta educativa e formativa coerente con i cambiamenti della società della conoscenza e con le esigenze e con i ritmi del mondo contemporaneo.

Occorre affrontare la complessità delle abitudini digitali insieme ai nuovi modi di comunicare e apprendere. E’ di fondamentale importanza formare i docenti. Le questioni educative correlate alle competenze digitali e alla scuola digitale sono tante: meglio il tablet per ogni alunno? Oppure il BYOD? Dobbiamo davvero rottamare le LIM?

Infine una carrellata di tutte le questioni legate ai social che la scuola non può non affrontare.

Sulla questione di genere in effetti ho detto poco. E c’è una ragione ben precisa: le competenze digitali sono il punto di partenza, per uomini e donne, a pari livello e senza differenze di genere, per affrontare il mondo attuale. Cominciando dalla scuola, con i bambini, le competenze digitali potrebbero essere la chiave di volta per eliminare gli stereotipi che vedono da una parte “le cose che possono fare i maschietti” e dall’altra “le cose che possono fare le femminucce”.

Internet, il web, i social media, le competenze digitali non sono certo precluse alle donne. Anzi.
Che ne dite?

Tablet in classe: alcune questioni da ricordare

Tablet in classe: alcune questioni da ricordare

However, there are reservations, too. Pupils will forget to bring their devices to school. They will lose them. They will break them. They will try to share inappropriate material. They will pick the wrong one up at the end of a class. Batteries will run out in the middle of lessons.

“Educational” apps will be exposed as mere gimmicks. The technology will be another potential source of distraction. And however many filters, passwords and restrictions are imposed centrally, just how secure will the system be?

Un articolo del Telegraph con alcune riflessioni sui pro e i contro dell’uso dei tablet a scuola con i bambini. Da leggere.

Plico telematico 2014

Plico telematico anno 3. Da sperimentazione diventa (o dovrebbe essere diventata) procedura acquisita, metabolizzata, interiorizzata.

Dovrebbe.

Sono stata referente del plico telematico per i primi due anni nel mio istituto, ho seguito direttamente tutte le procedure, la sperimentazione, le simulazioni. Quest’anno invece non lo sono ma ovviamente, lo sapete, continuo a seguire i temi che riguardano la scuola correlata agli aspetti del digitale e il plico telematico è parte integrante delle procedure di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Non ci sono particolari novità quest’anno se non che non si è effettuata la simulazione del download del plico telematico (operazione comunque utile, nei due anni precedenti, per provare la procedura e verificare il funzionamento del tutto) e che le operazioni preliminari allo svolgimento delle prove scritte degli esami di Stato prevedono, dalla mattinata del 10 e fino al 16 Giugno, che ciascun Referente di sede d’esame proceda direttamente (a ridosso dell’insediamento della Commissione)
– al download del plico,
– all’installazione dell’applicazione sulla postazione nella sede d’esame,
– a conservare le credenziali(utente e password) rilasciate dal sistema,
– a effettuare tutte le verifiche indicate nell’allegato,
– a eseguire il test
– a comunicarne obbligatoriamente l’esito a sistema SIDI.

In un mondo perfetto, con percentuali di riuscita dell’operazione su tutto il territorio nazionale, nel 2012/13 e 2011/12, altissime, tutto dovrebbe procedere in tranquillità agli esami di stato 2014.

Si tratta solo di scaricare l’applicazione e fare i test con le credenziali, abilitarla alla ricezione dei temi nelle giornate della prima e seconda prova scritta.

Solo che, ad oggi 12 giugno, il portale di accesso al sidi/plico telematico si presenta così ai referenti di sede (e a tutti noi):

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Sito in manutenzione tecnica.

Sarà ripristinato il prima possibile.

Ci scusiamo per il disagio

Quindi, invece di essere già nella fase successiva, cioè l’attesa della e-mail con le modalità di diffusione delle chiavi di decriptazione per le prove scritte, la procedura deve ancora iniziare.

Cosa succede? Cosa è stato sottodimensionato, sottovalutato stavolta al MIUR? Si sa che in questi giorni istruzione.it viene utilizzato per una marea di motivi da una marea di utenti (TFA, Graduatorie, Segreterie ecc.)

Anche la sezione “Istanze online” in questi giorni è “affaticata” e non tutte le funzioni “funzionano”.

Tornando al Plico Telematico per gli esami di stato 2014. I referenti di sede ricevono una mail il 10 giugno nella quale viene comunicato che, per problemi tecnici al momento non è possibile effettuare il download del plico telematico attraverso la funzione SIDI Esami di Stato – Plico Telematico -Download e che saranno informati non appena la funzione sarà disponibile.

Successivamente i referenti di sede ricevono una comunicazione (11 giugno) nella quale è spiegata la procedura straordinaria di download del plico “per ovviare alle problematiche riscontrate sul SIDI ed effettuare la procedura di download del Plico Telematico” con un link attraverso cui accedere.

Al link del download straordinario bisogna inserire le credenziali che verranno comunicate ai referenti di sede con successiva mail e così si potrà effettuare il download del Plico Telematico, quello ufficiale per la sessione Ordinaria 2014.

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Finalmente, i referenti di Sede ricevono anche le credenziali di accesso alla procedura di download straordinaria.

E questo rimbalzare di credenziali diverse, comunque è utile per la sicurezza delle operazioni.

Come funziona adesso?
I referenti di Sede possono, adesso, effettuare il download dell’applicazione del plico telematico su postazioni di lavoro protette da password e collocate all’interno di locali sicuri e affidabili i cui accessi siano muniti di serrature e chiavi perfettamente funzionanti (nota prot. 3172 del 24.05.12).

Dovrebbero avere già anche verificato le impostazioni della stampante: formato A4, zoom al 100%, orientamento verticale (portrait). Qualunque altra impostazione potrebbe generare stampe incomplete e quindi non corrette. Così potranno fare la prova di stampa del TEST.

Con il download verranno fornite le ulteriori credenziali necessarie
all’apertura del Plico. Credenziali che, ovviamente, vanno conservate e non rese disponibili ad altri soggetti.

I Referenti di sede devono, a questo punto, effettuare tutte le verifiche comunicate loro precedentemente e procedere al TEST. Non appena il SIDI sarà reso nuovamente disponibile, sarà necessario comunicare l’esito del test con l’apposita funzione. Cari Referenti di sede, ricordatevi di prendere nota del codice segnalato dall’applicazione in caso di esito positivo o delle eventuali criticità riscontrate.

E poi, allo stato attuale, i Referenti di sede, dovranno aspettare altre comunicazioni, nei prossimi giorni.

Il MIUR ringrazia per la collaborazione.

Devo dire che anche il @miursocial, ieri ha subito risposto su Twitter al mio quesito:

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Insomma ci stanno lavorando.

Spiace vedere che una procedura digitale funzionante e rodata, dopo due anni, sia in “ritardo” in questo terzo anno per problemi tecnici (che potevano anche essere previsti per tempo).

Il Plico Telematico non è più la novità con cui il MIUR per la prima volta nella storia, consegna i temi della Maturità via Internet e non attraverso l’ambaradan dello spiegamento di forze dell’ordine e delle copie cartacee sigillate, consegnate la mattina stessa.

Avevo scritto qui sul blog i miei complimenti al Ministro Profumo, per questo. Una delle pratiche di dematerializzazione telematica della PA non solo funzionante ma riuscitissima (pochissime le scuole che hanno avuto problemi nei primi 2 anni, procedura iperguidata, simulazioni effettuate positivamente da tutti gli istituti ecc.) insieme a quella delle Iscrizioni online.

Io, questo lo dico per sorriderne insieme, detenevo pure il mio record personale: lo scorso anno ho consegnato al Presidente della Commissione la stampa dei temi di italiano alle 8.32, per dire…

Speriamo che i problemi tecnici si risolvano e che tutto proceda come deve procedere, altrimenti sarà un passo in dietro per la digitalizzazione delle scuole e di tutto il Paese.

E poi rimando a questo post (qui parlo agli studenti, ai maturandi): no, il plico telematico non può essere hackerato, studiate tranquilli!

E buona #maturita2014 a tutti, colleghi Presidenti e Commissari, studenti maturandi, referenti del plico telematico ecc.!!

Social media policy a scuola e varie questioni educative

Social media policy degli istituti scolastici. Dopo aver condiviso le slide del mio intervento, condivido anche il video.

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Per ascoltare quello che ho raccontato a Milano alla Giornata aperta sul web dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia dovete solo avere la pazienza di seguire il mio ragionamento per una ventina di minuti.

Se volete, invece, qualcosa di più sintetico, ecco un altro video.
Si tratta di una intervista di circa tre minuti, sempre a valle del mio intervento alla Giornata aperta sul Web 2014.

Buona visione

Social media policy in ambiente scolastico #gasw2014

Le mie slide su “Social media policy in ambiente scolastico” per la Giornata aperta sul web #gasw2014

Non possiamo non tener conto della normativa che, in sintesi, vieta l’uso dei telefonini a scuola (Direttiva Fioroni 104/2007 ecc.) Siamo, ovviamente, tenuti a rispettare e far rispettare.
Dobbiamo, secondo me, affrontare il cambiamento e gestirlo.
Cambiamento che vede uno smartphone in mano alla quasi totalità degli studenti, la presenza sui social dei nostri ragazzi/figli a partire dalla quinta classe della scuola primarie (nonostante l’età minima, ad esempio per Facebook, sia 13 anni compiuti), la sempre più massiccia (e ingombrante?) presenza sui social di docenti e genitori ecc.

Come gestire il cambiamento in atto, anche tenendo conto delle tecnologie a disposizione nelle scuole, delle sperimentazioni che vedono i tablet per ogni studente, classi 2.0, dei progetti di scuola digitale ecc?

Come affrontare il fatto, ad esempio, che, nonostante tutti i divieti e le normative esistenti, gli studenti durante un esame (le prove INVALSI o, a breve, gli esami di stato) praticamente in tempo reale sono tutti sui social a scambiarsi quesiti e soluzioni, a fare ironia, a sfogarsi, a comunicare?

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Chiudendo gli occhi? Facendo finta che tutto ciò non accade?
Io son tre anni che ne parlo…per dire.

Con una Social Media Policy di Istituto, sempre più necessaria.
Una sorta di regolamento interno, condiviso con tutte le componenti. Una elaborazione partecipata che tenga conto di diversi fattori e questioni.

Un documento che contenga sia le Linee Guida per la gestione della presenza e della comunicazione degli spazi in rete dell’Istituto che le Linee Guida per la gestione della presenza responsabile in rete e sui social network di personale e studenti.

Social Media Policy d’Istituto come momento educante di tutta la comunità scolastica.

Nel mio intervento alla Giornata Aperta sul Web ho provato a delineare quello che secondo me dovrebbe essere il contenuto:

Gestione degli spazi in rete dell’istituto
– sito web scolastico: ruoli, comunicazione istituzionale, gestione materiali, accessi con password, gestione credenziali, ecc.
– canali social della scuola: quali aprire, che materiali, quale comunicazione, target utenti, chi gestisce ecc.

Gestione di spazi di condivisione materiali per la didattica e organizzativi
– Singolo docente o disciplina
– Singola classe
– Gruppi di lavoro
– Scelta strumenti web: dropbox, google drive, email, skype ecc.
– LIM, TABLET, Applicazioni, ebook: guide tecniche e metodologiche
– Registro elettronico ecc.

Pianificazione della presenza social collegata al sito istituzionale (come scrivevamo nel vademecum Pubblica Amministrazione e social media)

Gestione di tutte le questioni educative collegate all’uso di media sociali

I Temi da mettere sul piatto delle riflessioni da fare per una Social Media Policy d’Istituto sono tanti:
– Diffusione conoscenza: cultura digitale
– Comunicazione
– Trasparenza
– Diffusione informazioni
– Dialogo Scuola/Famiglie
– Dialogo Docenti/Studenti
– Dialogo diverse componenti comunità scolastica
– Uso della rete e della comunicazione online: competenze digitali

La scuola non può sottrarsi dall’educare all’uso corretto dei social media, alla consapevolezza e alla gestione della privacy, alla gestione della Web Reputation, ai pro e contro della geolocalizzazione, alla gestione delle informazioni riguardanti dati personali, privacy, informazioni riservate…

La scuola deve prevenire comportamenti in rete che implicano insulti, volgarità, offese, minacce, atteggiamenti violenti, bullismo, stalking ecc.

E’ oramai opportuno esplicitare come regolamentare uso di Fotografie, Filmati, Registrazioni ecc. (chiarendo gli usi consentiti, ad esempio per alunni H, DSA, BES).

Tocca alla scuola occuparsi anche di Diritto d’Autore, materiale privato o protetto, licenze Creative Commons, come citare le fonti.

Insomma ho messo molta carne al fuoco e condivido per continuare a discuterne insieme.

#d2dpotenza #wister le mie presentazioni

Le slide dei miei due interventi per Wister a Potenza.

Social Media, relazione, partecipazione e comunicazione

Adolescenti, rete, social network. Questioni educative

Quando gli alunni vanno in rete (le mie slide di #eleadership)

Le slide del mio intervento di lunedi scorso a Bologna al seminario per Dirigenti Scolastici dell’USR Emilia Romagna “E-Leadership: Le competenze “digitali” del Dirigente nella scuola ad alta densità tecnologica”

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano (le mie slide)

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano.
Le mie slide del seminario di Tropea

Poi un articolo della Gazzetta del Sud che vi racconta come è andata:

Convegno Rotary Tropea

L’uso corretto dei social network e la difesa dalle insidie della rete

Domani mattina sarò a Tropea. Gioco in casa natia, stavolta.

Il Rotary Club – Distretto 2100 – Club di Tropea e l’IIS di Tropea mi hanno invitato come relatrice al seminario su “L’uso corretto dei social network e la difesa dalle insidie della rete”

Io introduco e spiego cosa sono i social, a cosa servono e come si usano. A seguire interventi della Polizia Postale, di una criminologa e di un avvocato. Seminario rivolto a studenti delle scuole e docenti. Che ci faranno un po’ di domande.

Si preannuncia una mattinata interessante.

locandina social network tropea

Social media e didattica, figli digitali sempre connessi

Condivido le due presentazioni che ho utilizzato per il pomeriggio di formazione all’Istituto Comprensivo Cadeo. Ancora grazie a Daniele Barca e Angelo Bardini per l’invito e per l’accoglienza. Spero di essere stata utile.

Le slide della formazione genitori.

“Figli digitali, social e sempre connessi (opportunità e rischi, cosa deve sapere un genitore?)”

Le slide della formazione docenti.

“Social media e didattica: quali possibilità?” (…e come prevenire qualche rischio)

Ora ve li buco i messaggi multipli su Facebook!

2014 cominciato esattamente come è finito il 2013 per quanto riguarda i messaggi privati di Facebook. Rimane l’abitudine, per tanti, troppi oramai, di abusare dello strumento.

Come? Con i messaggi privati multipli, indirizzati a 100 contatti tutti insieme. Fortunatamente c’è un limite almeno nel numero.

Si può solo uscire dalle conversazioni, purtroppo, dopo che qualcuno ci ha inserito e dopo che cominciamo a ricevere il fiume della conversazione in atto. Si, si potrebbe anche decidere da chi farci inviare messaggi privati su Facebook, lasciando la possibilità solo agli amici.

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Stamattina sono stata svegliata proprio dal suono ripetuto delle notifiche del Messenger (all’unisono poi su iPhone e Ipad). Sarà successo qualcosa, ho pensato.

E no, non ditemi che è il prezzo da pagare per avere tanti “amici” sui social, la conversazione multipla. Non lo è.

I messaggi privati, sono privati. Magari a piccoli gruppi, se il tema è comune (organizzare una pizza, darsi appuntamento per qualcosa, coordinarsi). I messaggi privati collettivi, con persone sconosciute, non sono più privati, tanto vale utilizzare la bacheca + il tag alle persone.

Educhiamoci tutti a monte: prima di mandare un messaggio privato a 100 persone (che siano gli auguri di natale, della befana o l’invito a votare Renzi o chi so io o il gioco stupido con cui si pensa di contribuire alla prevenzione del cancro al seno….) chiediamoci quanto stiamo invadendo la privacy della gente e quanto risultiamo inutili.

Chiediamocelo e prima di cliccare invio, dopo aver aggiunto i 100 contatti, proviamo anche a risponderci. Una volta lo avremmo chiamato semplicemente spam.

Invasione di privacy perché si mettono in una chat di gruppo anche sconosciuti fra loro che non è detto condividano lo stesso tema del messaggio.

Infatti poi cosa accade? Cominciano le risposte “ok” “grazie” “ciao” e anche i “toglietemi dal gruppo” ecc . Il delirio.

La privacy perché tutto ciò si traduce nell’invasione del proprio cell/tablet sui quali la app Messenger con solerzia segnala ogni notifica di messaggio privato.

Come abbiamo le notifiche sms, mail, whatsapp ecc. abbiamo anche queste e sono per il contatto privato, personale, importante, rapido. Perchè Twitter prima, Facebook poi, li avrebbero chiamati Messaggi Diretti o Messaggi Privati?

Nessuno ci autorizza a invadere gli spazi privati altrui se non è importante. Nessuno ci autorizza a mandare pacchi di informazione inutile ai nostri contatti. Nessuno ci autorizza ad abusare di questi canali social per attirare attenzione. Non parliamo del consumo dati + batteria, quando nostro malgrado siamo bersaglio di questa messaggistica.

Per i messaggi multipli che sono così pubblici, bacheca + tag. Esci dalla conversazione è una ulteriore perdita di tempo ogni volta che vorrei evitare, almeno io.

È questione, al solito, di educarci agli strumenti social e al loro uso.
Non è un caso che la maggior parte di noi clicchi immediatamente su “Esci dalla conversazione”.
Basta scorrere questo tipo di conversazioni multiple, le uscite sono visibili a tutti, man mano che avvengono, fanno parte integrante della chat.

Quindi i messaggi multipli sono inutili.

Nell’ecologia della comunicazione social di tutti, fare attenzione a ciò che facciamo, come lo facciamo, attraverso quale canale e, soprattutto con quale obiettivo, diventa sempre più importante.

Siamo invasi da informazioni di ogni genere, fortunatamente possiamo sempre scegliere a cosa prestare attenzione. Quando si entra a gamba tesa nei canali privati e diretti, riusciamo a prestare attenzione anche alle persone e calibrare quanto scriviamo loro?

Attenzione alle persone, attenzione alla relazione, attenzione alla comunicazione, attenzione al messaggio, attenzione a non sprecare e far sprecare tempo, attenzione alle cose importanti.

Al prossimo messaggio multiplo su Facebook, inutile, prima di uscire dalla conversazione, copieró e incolleró questo post.

Ora ti spiego Twitter…

e poi ti interrogo!

Scherzi a parte, ma rimanendo dentro la metafora della prof che spiega alla lavagna (dopotutto è il mio mestiere), questa è la presentazione che ho utilizzato a #pzsmart il 4 settembre a Potenza per spiegare Twitter a chi inizia ad usarlo, a chi già lo usa e voleva capirne di più, a chi nemmeno sapeva cos’è prima di fermarsi in Piazzetta Maffei incuriosito da quei tre (io, Ernesto, Giovanni) che parlavano di Twitter, Facebook, Open Data.

I Simpson e gli Open Data, invece, li trovate qua.

Prestiti e altro via bot nei gruppi Facebook e non solo

I seguenti messaggi (o messaggi di questo tipo, cambiano di poco man mano che si diffondono su Facebook e riguardano prestiti o eredità di solito) che molti utenti postano in diversi gruppi sono SPAM. Dove li vedete, segnalateli a Facebook come SPAM.
Sia l’utente che il contenuto.

Il fenomeno: utenti con nome spesso straniero, ma ho visto anche molti italiani, chiedono ammissione a gruppi Facebook (o via accedono direttamente se i gruppi sono aperti) e nel giro di pochissimi minuti postano simultaneamente un messaggio SPAM e lo stesso messaggio SPAM a commento dei primi 5/10 post visibili in quel gruppo.

Oppure vi scrivono un messaggio privato. Ancora: vendono auto a 1000 o 1500 euro…
Spesso hanno anche la traduzione in Inglese o Francese.
Anche perché la parte in Italiano è scritta in un italiano così improbabile o tradotto con Google Translator…

Cambiano i nomi (che vi ometto), cambiano la formula, ma c’è sempre la proposta di un contatto via mail privata (vi ometto anche le mail).

A volte, semplicemente, vogliono solo conoscervi (chi sa per quale motivo, mandate pure loro una mail e lo scoprirete, questo è l’obiettivo: avere una mail di risposta. Ergo: raccolgono indirizzi mail veri a cui successivamente inviare cosa, non ci è dato ancora di sapere).

facebook spam

Li stiamo raccogliendo e archiviando nel gruppo antibufale qui e qui

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Nella casistica molti hanno account mail @live.fr

Fatto sta che entrano nei gruppi e postano a raffica in pochissimi minuti il loro post e il testo a commento degli ultimi 5/10 post del gruppo.

Consiglio ovvio per combattere questi spammer: non rispondete e non mandate nessuna mail a loro! Segnalate per spam il messaggio, segnalate anche il mittente. Spesso sono account fake (e bot che fanno queste operazioni).
Nei gruppi se siete admin eliminate messaggi e bannate gli autori.

Se siete admin di gruppi, per un periodo di tempo potete optare per la moderazione preventiva. Cioè i post degli utenti devono essere approvati. Quando postano questi messaggi SPAM li vedete solo voi e potete in un clic cancellare contenuto e bannare utente dal gruppo (impedendogli di richiedere nuova iscrizione). Così il gruppo rimane pulito.

Ne avete ricevuti o visti di simili?
Mandatemeli nei commenti o su Facebook. Sono curiosa di vedere come variano nel tempo e nello spazio questi messaggi SPAM :)

No, Facebook non nasconde le cose. Sei tu che non impari mai…

[COME FUNZIONA FACEBOOK]

Per la cronaca la casella messaggi “ALTRO” non è nascosta, non esce fuori ora solo perché anche a Repubblica se ne sono accorti, ma è qui
https://www.facebook.com/messages/other da un bel po’.

other

Tutti su Facebook abbiamo la casella ALTRO.

Il non sapere di averla, non vuol dire che Facebook ci nasconde le cose… vuol dire che, come al solito, TU non hai dedicato quei tre secondi del tuo tempo a imparare come funzionano le cose che usi.

Eppure stai su Facebook praticamente tutto il giorno.

Non hai mai notato che, quando ricevi un messaggio su Facebook, c’è sempre scritto “ALTRO”? Non ti è mai venuta la curiosità di cliccarci su e scoprire questi messaggi che Facebook ti nasconde? No?

Dedica tre secondi a me e a leggere questo post, ora.
Oppure mandalo ai tuoi amici, pregandoli di dedicare tre secondi a imparare una cosa utile.

Qui te lo spiega proprio Facebook: https://www.facebook.com/help/188872764494245.

Sotto ALTRI, ci trovi i messaggi e le e-mail che sono stati filtrati dalla tua posta in arrivo (che sono i MESSAGGI di Facebook, i messaggi privati, ogni tentativo di CHAT che hai con altri utenti, ecco questa è la tua Posta in Arrivo di Facebook).

Ricorda che chiunque su Facebook può inviarti un messaggio e chiunque può inviarti un’e-mail al tuo indirizzo e-mail di Facebook.

Il tuo indirizzo e-mail su Facebook corrisponde al tuo nome utente o ID utente pubblico e consente alle persone di:
– Inviarti e-mail: username@facebook.com
– Accedere al tuo diario: facebook.com/username

Quando ti registri, ti viene assegnato un indirizzo @facebook.com che hai la possibilità di cambiare una volta.

Il tuo nome utente lo imposti da qui https://www.facebook.com/username

Con il tuo indirizzo e-mail @facebook.com, le persone possono inviarti e-mail utilizzando qualsiasi sistema tradizionale (es.: Hotmail, Yahoo! o Gmail) e le e-mail saranno consegnate ai tuoi messaggi di Facebook.
Quando invii messaggi agli indirizzi e-mail esterni, le e-mail vengono formattate in modo da sembrare messaggi di Facebook, compresi nome, immagine del profilo e testo.
Quando invii messaggi a indirizzi e-mail esterni, il tuo indirizzo e-mail comparirà come username@facebook.com.

Torniamo alla casella ALTRO o ALTRI di Facebook.
Cosa ci finisce dentro?

Qui scopri come filtrare cosa ci deve finire dentro: https://www.facebook.com/help/www/116215745206219?rdrhc

Hai dei Filtri di base e dei Filtri più restrittivi.

Impostando i Filtri di base, nella posta in arrivo vedrai soprattutto messaggi di amici e persone che potresti conoscere (ad esempio amici di amici). I messaggi delle altre persone finiscono solitamente nella cartella Altri senza che tu riceva alcuna notifica.

Sta a te, semplicemente cliccare su ALTRI e scoprire chi ti ha scritto.

Se selezioni Filtri più restrittivi, nella posta in arrivo vedrai soprattutto messaggi di amici. Alcuni messaggi di persone di cui vorresti avere notizie possono finire nella cartella Altri.

Di solito ci finiscono i messaggi che i mandano le persone con cui NON sei amico, i membri dei gruppi a cui appartieni che ti scrivono, i messaggi dalle applicazioni tipo Linkedin, ecc.

Sperando di essere stata utile.
Per tutto il resto vi rimando al Gruppo Antibufale di Facebook.

Eh no il plico telematico non si hackera…

Lo so, lo scorso anno, era una novità, il Plico Telematico con cui il MIUR per la prima volta nella storia, consegnava i temi della Maturità via Internet e non attraverso l’ambaradan dello spiegamento di forze dell’ordine e delle copie cartacee sigillate, consegnate la mattina stessa.

Fatemelo dire, plauso a Profumo. Una delle pratiche di dematerializzazione telematica della PA non solo funzionante ma riuscitissima (pochissime le scuole che hanno avuto problemi lo scorso anno, procedura iperguidata, simulazioni effettuate positivamente da tutti gli istituti, ad oggi).

Quest’anno ho scritto un solo post, di avvio delle danze del Plico Telematico 2.0.

Funziona come lo scorso anno.
Se non per qualche piccola differenza nelle procedure per decriptare e nella sicurezza, maggiore.

Immagine 3

Sfato subito la leggenda metropolitana delle 24 ore prima degli esami. Sono tutti a caccia dell’anteprima, che non ci sarà.

No, non è possibile hackerare il Plico Telematico, no, non è possibile trovare in rete stanotte la traccia della prima prova degli Esami di Stato perché qualcuno ha hackerato il Plico Telematico.

Perché i temi non viaggiano in rete. Hanno già viaggiato, se proprio vogliamo. La rete domattina non serve nemmeno, se non per prendere la Chiave Ministero.

Che poi, la Chiave Ministero sarà diffusa e sarà pubblica, a partire dalle 8.30. Via mail, intranet/SIDI, mail ai referenti del Plico, mail alle scuole, una pagina web dedicata interna, televideo RAI, numero verde da chiamare in caso di catastrofe nucleare giusto alle 8.30, link pubblico su istruzione.it che immancabilmente crollerà…

Voi che siete a casa collegatevi pure sul TG1. Come fece Profumo, domattina ci sarà la Carrozza in diretta.

Ah ci sarà una Chiave Ministero per ognuna delle prove d’esame (2 o 3 quindi, a seconda del tipo di Scuola Superiore).

Ma tanto, non serve a nessuno avere la Chiave Ministero se non a chi sta operando per scaricare la traccia destinata a quel tipo di Istituto e solo quella.

E male che vada…si chiamano i Nuclei Territoriali presso le USP/USR.

Lo spiegavo bene già lo scorso anno. Repetita iuvant.

No, le tracce in Australia non escono prima, neanche su Plico Telematico Australia (non ho cercato, ma secondo me esiste pure un sito fattapposta per burla).

No, non ci sono talpe al Ministero e nemmeno negli uffici scolastici territoriali.

No, gli hacker non possono intercettare il plico telematico.

Tipo, per intercettare il mio, dovrebbero rapirmi, in quanto Referente del Plico. E se anche confessassi le password per accedere…il Plico Telematico della mia scuola è solo sul PC della mia scuola e le password in mio possesso servono solo ad aprire quello e nessun altro (sempre che si riesca ad accedere al profilo utente del PC dentro il quale è stato messo in sicurezza il Plico Telematico e sempre che si sia in possesso delle chiavi della stanza dove è stato messo in sicurezza quel PC)…

Complicato, nevvero?

No, il plico telematico non si può craccare.

No, la Chiave Ministero non la troverete online prima e anche se la trovate, dovreste anche “ESSERE” il referente di sede che sarà col Presidente di Commissione in ogni momento, domattina.

Insomma è complesso arrivarci. E se ci arrivate, siete rintracciabili. Perché il Referente di Sede è tracciato, è lui e solo lui abilitato ad accedere, aprire, inserire, fare.
Quindi chi usa il suo ID commette reato.
Poi, il Referente di Sede è un pubblico ufficiale, in quel momento, osservato da altri pubblici ufficiali (Presidente e Commissione).

No. Comunque tutte queste operazioni non si possono fare prima di domattina.

No, non potete usare internet durante gli esami di stato.
No, non ci sono tracce su internet, quelle che trovate come anteprime sono bufale.

No, gli alieni non rapiranno nessuno di quelli che sanno, costringendolo a confessare le tracce degli esami di stato.

No, non perdete tempo così, cari ragazzi/e. Buona Maturità 2013.

Nota Bene:
Dalle 8.31 in poi, dopo che anche solo la prima scuola decripta e stampa la prova, ci sarà, come accade da sempre, il pdf (speriamo non proprio quello ufficiale, scaricato da qualche referente…) che viaggerà nella grande rete alla velocità della luce.
Senza mai capire da dove è fuoriuscito.
Sicuro è che i siti specializzati, si sono organizzati per procurarsi i temi, in qualche modo.

Via Whatsapp, quest’anno? Probabile.

La diffusione delle tracce, immediata, accade dalla notte dei tempi, anche da prima di Internet. Di cosa ci stupiamo?

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