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	<title>Catepol 3.0 &#187; parolando</title>
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	<description>Il blog di Caterina Policaro. Web 2.0, e-learning, scuola, formazione, tecnologie, twitter, facebook, blogosfera, varie ed eventuali.</description>
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		<title>Che io sappia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:05:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetIn merito alla questione sospensione attività didattiche a Roma da parte del Sindaco Alemanno, c&#8217;è qualcosa che non quadra. Chi lavora nella scuola dovrebbe aver già fatto la stessa riflessione che sto facendo io. Il Sindaco e il Prefetto decidono la chiusura delle scuole (e degli uffici). Chiusura. Gli alunni non devono andare a scuola. [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/02/04/che-io-sappia/">Che io sappia&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.--</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61823" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F02%2F04%2Fche-io-sappia%2F&amp;text=Che%20io%20sappia%26%238230%3B&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F02%2F04%2Fche-io-sappia%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/02/04/che-io-sappia/"></g:plusone></div><p>In merito alla questione sospensione attività didattiche a Roma da parte del Sindaco Alemanno, c&#8217;è qualcosa che non quadra. Chi lavora nella scuola dovrebbe aver già fatto la stessa riflessione che sto facendo io.</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/02/scuola-chiusa-per-neve.jpg" alt="" title="scuola-chiusa-per-neve" width="300" height="199" class="aligncenter size-full wp-image-61824" /></p>
<p>Il Sindaco e il Prefetto decidono la chiusura delle scuole (e degli uffici).<br />
Chiusura. Gli alunni non devono andare a scuola. I genitori non ce li possono portare. Anche il personale non lavora.</p>
<p>Il Dirigente Scolastico decide la sospensione delle attività scolastiche (nel suo Istituto).</p>
<p>In caso di SOSPENSIONE delle attività scolastiche, sempre il Dirigente Scolastico (nel suo solo Istituto) stabilisce il contingente, tra il personale, che deve assicurare i servizi essenziali a scuola.<br />
Cioè, attraverso una circolare del Dirigente, stabilisce quanti e chi, tra il personale, deve garantire i servizi minimi (in presenza di minori, ovviamente, mica per altri motivi).</p>
<p>Volendo fare anche il pelo, il servizio essenziale riguarda il personale ATA. Personale docente ed educativo coinvolto solo se l&#8217;Istituto, la scuola, è un Convitto Nazionale / Educandato (ergo gli alunni ci mangiano e ci dormono e quindi, in caso di neve, in caso di sciopero, possono non poter rientrare a casa, non possono essere messi in mezzo ad una strada, essendo minori).</p>
<p>Mi chiedevo, dato che sindaco + prefetto sono quelli che CHIUDONO le scuole, mentre i Dirigenti Scolastici sono quelli che SOSPENDONO le attività didattiche nelle singole scuole (non viceversa), Alemanno come ha potuto sospendere l&#8217;attività didattica lasciando le scuole aperte?</p>
<p>Ha in pratica deciso che gli alunni erano giustificati se non ci andavano, mentre i prof dovevano garantire l&#8217;apertura e il servizio&#8230;metti caso un genitore non sapeva dove parcheggiarli.<br />
Nella singola scuola il Dirigente ha diramato la sua bella circolare con i servizi essenziali? Si? No? Perché ad attività didattica sospesa, non lavorano tutti, ma solo quelli designati per i servizi minimi. </p>
<p>Che io sappia. Magari non conosco tutta la normativa. Metto le mani avanti. </p>
<p>Oppure:<br />
Caso a) se il sindaco non ha chiuso le scuole e se ogni dirigente scolastico della Capitale non ha sospeso le lezioni, le scuole a Roma erano regolarmente aperte<br />
Caso b) a Roma qualcuno ha commesso un abuso di potere</p>
<p>Vi devo citare articoli, CCNL e normativa o siete in grado di googlare da soli? <img src='http://www.catepol.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>PS nelle 2 ordinanze (<a href="http://lnx.atpromaistruzione.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Ordinanza-n.-24-del-2-febbraio-2012-del-Sindaco-di-Roma-Capitale.pdf" target="_blank">una</a> e <a href="http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/chiusura4febbraio.pdf" target="_blank">due</a>) si parla sia di sospensione che di chiusura. Alemà&#8230;deciditi eh</p>
<p>Aggiornamento: <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/02/03/news/presidi_infuriati_molti_istituti_nel_caos_cercavo_le_notizie_sul_blog_del_sindaco-29234977/" target="_blank">mi pareva strano che i Presidi non avessero detto nulla</a>&#8230;</p>
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Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
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<div id="tweetbutton61823" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F02%2F04%2Fche-io-sappia%2F&amp;text=Che%20io%20sappia%26%238230%3B&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F02%2F04%2Fche-io-sappia%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ciao Splinder e grazie. Son blogger per colpa tua&#8230;</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:51:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweet18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su Splinder. Cercavo una roba per fare un sito gratis, incappai nella parola blog. Cercai come fare un blog gratis arrivai a &#8220;il tuo blog in 5 minuti&#8221;. 5 minuti dopo avevo un blog. Poi un altro e un altro ancora. Ne risultano [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/">Ciao Splinder e grazie. Son blogger per colpa tua&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61820" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F31%2Fciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua%2F&amp;text=Ciao%20Splinder%20e%20grazie.%20Son%20blogger%20per%20colpa%20tua%26%238230%3B&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F31%2Fciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/"></g:plusone></div><p>18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su <a href="http://www.splinder.com" target="_blank">Splinder</a>. Cercavo una roba per fare un sito gratis, incappai nella parola blog. Cercai come fare un blog gratis arrivai a &#8220;il tuo blog in 5 minuti&#8221;. 5 minuti dopo avevo un blog.</p>
<p>Poi un altro e un altro ancora. Ne risultano 10 aperti da me, nell&#8217;account Splinder (aperti prima che decidessero che se ne potevano aprire solo 3 a testa, come sono anziana). Tematici, personali, di lavoro, di cazzeggio. Non cercateli, son tutti lucchettati da quando mi son trasferita su un dominio mio. Alla fine e-learning e succedeacatepol son stati fusi tutti qua su Catepol 3.0 (e questo vi spiega anche il 3.0 del titolo).</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/01/splinder-1024x768.png" alt="" title="splinder" width="440" height="330" class="aligncenter size-large wp-image-61821" /></p>
<p>31 gennaio 2012 Splinder chiude. Potevi arrivare fino a novembre 2012 per i miei 10 anni da blogger, ma tant&#8217;è.<br />
Splinder chiude e si porta con sé una fetta consistente della blogosfera italiana. Quella che ha accolto anche me da subito, la grande famiglia di cui ti sentivi parte pur non conoscendo nessuno.<br />
Ricordo quando i blog erano veramente pochi. Persone, nomi, nickname di Splinder. Gli incontri di persona, i Barcamp, sono venuti dopo.<br />
Amicizie nate in rete, conosciute poi spesso di persona o ancora no. Si commentava, si chattava quasi, nei commenti di alcuni blog di Splinder, ci si riconosceva dalla scrittura, ci si amava o ci si odiava.</p>
<p>Poi vennero le classifiche, ma questa è già un&#8217;altra storia, molto più recente. E un blog di Splinder non si doveva permettere di scalarle, un blog di Splinder era troppo sfigato, la blogosfera che conta aveva traslocato su un dominio suo&#8230;</p>
<p>Non ho niente da esportare da Splinder o da reindirizzare. Quello che dovevo portarmi dietro l&#8217;ho portato già qui su catepol.net. Lascio morire l&#8217;account così, con quello che contiene e con una marea di ricordi.</p>
<p>Un pezzo di rete (intesa come relazione più o meno forte tra la gente che ha qualcosa da raccontare online, ancor prima dell&#8217;avvento dei social network e della partecipazione di massa) si chiude. </p>
<p>Ciao Splinder e grazie. Se sono blogger e continuo imbrattare questo blog con le mie cose è anche colpa tua.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F31%2Fciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/"></g:plusone></div><p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/">Ciao Splinder e grazie. Son blogger per colpa tua&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<div id="tweetbutton61820" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F31%2Fciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua%2F&amp;text=Ciao%20Splinder%20e%20grazie.%20Son%20blogger%20per%20colpa%20tua%26%238230%3B&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F31%2Fciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Maledette presentazioni Powerpoint&#8230;</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/01/19/maledette-presentazioni-powerpoint/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 19:09:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetHo preso l&#8217;abitudine di segnarmi cosa NON fare, quando partecipo a seminari, corsi, workshop in cui non sono io a parlare. Il titolo è volutamente ironico. Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/19/maledette-presentazioni-powerpoint/">Maledette presentazioni Powerpoint&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61799" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F19%2Fmaledette-presentazioni-powerpoint%2F&amp;text=Maledette%20presentazioni%20Powerpoint%26%238230%3B&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F19%2Fmaledette-presentazioni-powerpoint%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/01/19/maledette-presentazioni-powerpoint/"></g:plusone></div><p>Ho preso l&#8217;abitudine di segnarmi cosa NON fare, quando partecipo a seminari, corsi, workshop in cui non sono io a parlare. Il titolo è volutamente ironico.</p>
<p> <img src='http://www.catepol.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire &#8220;Evviva! Finalmente!&#8221;<br />
100% di uso del computer da parte dei colleghi che dovevano riferire. Nessuno a spiegare a braccio o senza supporto visivo. Ognuno con una presentazione Powerpoint più o meno multimediale da mostrare.<br />
C&#8217;è speranza per la scuola digitale!</p>
<p>Contenuti interessanti. Ho partecipato tra il pubblico ascoltante fino all&#8217;ultima slide prevista. </p>
<p>Solo che&#8230;</p>
<p>20 presentazioni rigorosamente in Powerpoint con tutte le animazioni possibili e immaginabili utilizzate in una sola mattinata. Tutte. Le. Benedette. Animazioni. Tutte. Ho visto effetti che non pensavo esistessero. </p>
<p>Animata ogni santissima slide, o quasi.</p>
<p>Bella la prima foto che entra in dissolvenza, bello il primo titolo che entra dal basso verso l&#8217;alto saltellando. Alla terza animazione, però, mi viene l&#8217;orticaria. Ce n&#8217;è veramente bisogno?</p>
<p>Io tendo a non usarle mai, nelle mie presentazioni.<br />
Metto le mani avanti: non sto dicendo che le mie siano più belle di quelle ascoltate e viste ieri, che so usare meglio Powerpoint (in realtà anche Keynote), che non si fa così.<br />
Ho cambiato e cambierò stile comunicativo per le mie slide, correggendo man mano i diversi errori di impostazione che anche io continuo a fare. Ho tanto ancora da imparare.</p>
<p>Preparare una presentazione bella, comunicativa, efficace, che raggiunga lo scopo per cui è stata pensata, è qualcosa di complesso e si impara facendo, testando, ri-tarando il tutto, aggiornando, eliminando. Less is more, in effetti. Prima, difficilissima, regola delle presentazioni.</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/01/larger-than-life-300x224.jpg" alt="" title="larger-than-life" width="300" height="224" class="aligncenter size-medium wp-image-61800" /></p>
<p>Statistica a spanne del seminario in questione: tutte le 20 presentazioni prodotte con Powerpoint, salvate come ppt o pptx. Un paio in pps. Keynote questo sconosciuto. Non pervenute soluzioni online tipo Prezi.<br />
Il pc utilizzato per proiettare aveva solo Openoffice (comunque ottima scelta) installato. Ergo, non era mica detto che tutto funzionasse come era stato progettato in Powerpoint.</p>
<p>Che peccato! Il lavoro di ore ed ore, di tanti ppt e pptx con i caratteri più improbabili, le alabarde spaziali sulle foto e il rumore del proiettile quando entra una riga di testo, se hai solo Openoffice poi non rende bene!</p>
<p>Ecco un altro buon motivo per non eccedere con animazioni ed effetti!</p>
<p>Quando non si conosce il computer che verrà utilizzato, relativo software e versione, è banale, meglio portarsi dietro la presentazione in diversi formati. Ci sono maggiori probabilità che un PC legga il ppt e non il pptx. Purtroppo. Il PDF delle slide, male che vada la compatibilità Powerpoint/Openoffice, può salvare capra e cavoli. Così come le slide caricate preventivamente su Slideshare o similari, online. Perchè, per una legge non scritta, le chiavette usb potrebbero non funzionare/essere lette proprio quando servono. Anche se fino a un minuto prima funzionavano.</p>
<p>Vogliamo parlare della densità di lettere e paragrafi presenti in una sola slide? Alcune veramente pesantissime. Come se creare più slide con lo stesso contenuto (equivalente di due fogli Word fitti fitti, a volte) si pagasse di più. Non è che stai meglio in 10 minuti di intervento se compatti tutto in poche slide fitte fitte. </p>
<p>Se poi la leggi pure questa slide fitta fitta&#8230;</p>
<p>Non è che per raccontare la tua esperienza devi mettere proprio tutte le foto che hai scattato quando eri là. Bastano un paio di momenti significativi.</p>
<p>Ah, i template. Non è che più è colorata l&#8217;immagine di sfondo e più bella viene la presentazione. Le onde del mare, le scacchiere ecc. Sono pesanti, distraggono. Spesso non si abbinano al colore del font utilizzato. </p>
<p>Il font. Carattere sempre troppo piccolo, box testo messi quasi sempre a caso, non formattatti al loro interno.</p>
<p>Qui <a href="http://powerpointsymphony.com/?p=280" target="_blank">un po&#8217; di consigli per migliorare le presentazioni</a>, già che ci sono.</p>
<p>In ogni seminario che si rispetti arriva sempre il momento della presentazione che non si apre in nessun modo. Dopo vari tentativi del &#8220;tecnico&#8221;, c&#8217;è sempre un &#8220;tecnico&#8221; addetto in questi momenti, dopo lo spegni e riaccendi, la decisione. Stacca il portatile, prendi quello del relatore, dove sicuramente la presentazione funzionava, attaccalo al proiettore, fai partire, funziona.<br />
Alla fine, tocca sempre al &#8220;tecnico&#8221; staccare il portatile, rimettere il portatile ufficiale, ricollegare il proiettore, controllare se tutto funziona come prima&#8230; Meno male che dopo lo stacca/attacca abbiamo fatto la pausa caffè!!</p>
<p>Termino con un video che ben riassume il fallimento della comunicazione attraverso una presentazione Powerpoint fatta sempre, perennemente, allo stesso modo, quello sbagliato. </p>
<p>E&#8217; in inglese, ci si riesce comunque a riderci su. E tutto serve per imparare!</p>
<p><iframe width="480" height="274" src="http://www.youtube.com/embed/3rHFNJnDPYY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Enjoy!</p>
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Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.--</p>
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		<title>Tanto non se ne accorge</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/01/10/tanto-non-se-ne-accorge/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TweetDialogo tra due ragazzetti di scuola media realmente ascoltato. &#8220;Noi della nostra classe sai come facciamo? Abbiamo creato un gruppo su Feisbuc che si chiama III B, la nostra classe&#8230; Capito? e prima di un compito ci passiamo tutti gli appunti oppure se sappiamo le domande, ci passiamo le risposte. Poi durante il compito ci [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/10/tanto-non-se-ne-accorge/">Tanto non se ne accorge</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<p>&#8220;Noi della nostra classe sai come facciamo? Abbiamo creato un gruppo su Feisbuc che si chiama III B, la nostra classe&#8230; Capito? e prima di un compito ci passiamo tutti gli appunti oppure se sappiamo le domande, ci passiamo le risposte.<br />
Poi durante il compito ci mandiamo un sacco di messaggi. Certi che hanno il telefonino che va su internet controllano le risposte e ce le passiamo&#8230; Tanto la prossoré manco se ne accorge&#8230;&#8221;</p>
<p>Le k mettetecele voi, non son capace di inserirle al posto giusto per rendere il dialogo più realistico.</p>
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		<title>63,206 caratteri di status su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 22:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TweetForse non tutti sanno che, mentre su Twitter il limite dei caratteri per Tweet è 140, su Facebook possiamo scrivere la bellezza di 63,206 caratteri in un singolo status. Un Tweet si visualizza subito e si legge immediatamente. Visualizzare e leggere uno status di Facebook di 63 mila e passa caratteri diventa un po&#8217; più complicato [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/05/63206-caratteri-di-status-su-facebook/">63,206 caratteri di status su Facebook</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61763" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F05%2F63206-caratteri-di-status-su-facebook%2F&amp;text=63%2C206%20caratteri%20di%20status%20su%20Facebook&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F05%2F63206-caratteri-di-status-su-facebook%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/01/05/63206-caratteri-di-status-su-facebook/"></g:plusone></div><p>Forse non tutti sanno che, mentre su Twitter il limite dei caratteri per Tweet è 140, su Facebook possiamo scrivere la bellezza di <a href="http://mashable.com/2011/11/30/facebook-status-63206-characters/">63,206 </a>caratteri in un singolo status.</p>
<p>Un Tweet si visualizza subito e si legge immediatamente. Visualizzare e leggere uno status di Facebook di 63 mila e passa caratteri diventa un po&#8217; più complicato e richiede tempo.</p>
<p>Io mi chiedo: abbiamo voglia di leggere status così lunghi? Romanzi, racconti brevi&#8230;non status.</p>
<p>In pratica possiamo tranquillamente sostituire le note con un aggiornamento della bacheca.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-61764" title="caratteri facebook status update" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/01/Immagine-1-300x75.png" alt="" width="300" height="75" /></p>
<p>Quello che apparentemente sembra un numero di caratteri dettato dal caso, non lo è, invece, come spiega uno degli ingegneri di Facebook, Bob Baldwin su <a href="http://www.zdnet.com/blog/facebook/facebook-increases-status-update-character-limit-to-63206/5754" target="_blank">ZDnet</a>: è un numero ricavato con un calcolo che potremmo definire nerd.</p>
<blockquote><p>&#8220;Facebook … Face Boo K … hex(FACE) – K … 64206 – 1000 = 63206.”</p></blockquote>
<p>Il numero è calcolato utilizzando il sistema numerico esadecimale (<a href="http://easycalculation.com/hex-converter.php" target="_blank">hexadecimal numeral system</a>): il valore esadecimale di FACE è 64,206 meno K (kilo-) (prefisso di 1,000), si arriva a 63,206.</p>
<p>Come visualizzare 63,206 caratteri e capire quanta roba ci si può scrivere dentro? Su <a href="http://mashable.com/2012/01/04/facebook-character-limit/#411378-The-New-York-Times-Metro-Section" target="_blank">Mashable</a> ci hanno provato attraverso 10 oggetti testuali rapportabili a 63,206 caratteri per contenuto incluso. Una <em><a href="http://www.352media.com/blog/10-Ways-to-Utilize-Facebooks-New-Character-Limit-on-Posts.aspx" target="_blank">idea</a></em> di <em><a href="https://twitter.com/#!/amymoczynski" target="_blank">Amy Moczynski</a>.</em></p>
<p>In pratica ci si può scrivere lo script di un film dentro uno status di Facebook. Oppure la costituzione Americana anche più di una volta.</p>
<p>63,206 caratteri in uno status di Facebook equivalgono a:</p>
<p>1. <strong>I primi 20 Capitoli della Genesi della Bibbia</strong> che sono 63,136 caratteri, inclusi i numeri dei versetti.</p>
<div>
<div>2. <strong>Lo script di </strong><em><strong>Bambi</strong>, c</em>artone animato Disney del 1942: ci va 2.7 volte, lo script consta di 23,331 caratteri. Oppure lo script del primo film animato Disney, Biancaneve che ci va 1.9 volte.</div>
<div></div>
<div>
<div>3. <strong>451.5 Tweet di 140 caratteri ciascuno</strong></div>
<div></div>
<div>
<div>4. <strong>La canzione dei Journey <em>Don&#8217;t Stop Believin&#8217; </em></strong>ci va 61 volte (1,035 caratteri alla volta)</div>
<div></div>
<div>
<div>5. <strong>Il 73% della <em>Comedy of Errors </em>di Shakespeare</strong> (86,284 caratteri totali)</div>
<div></div>
<div>
<div>6. <strong>Gli ultimi 3 Episodi di <em>Friends</em></strong> (62,270 caratteri totali)</div>
<div></div>
<div>
<div>7. <strong>La Costituzione Americana</strong> che è fatta di 27,159 caratteri, ci entra 2.32 volte.</div>
<div></div>
<div>
<div>8. L&#8217;intera sezione Metro del <strong><em>New York Times</em> </strong>(12 articoli), più 1.5 articoli della sezione Nazionale  circa 63,049 caratteri.</div>
<div></div>
<div>
<div>9. <strong>Metà di </strong><em><strong>The Old Man and the Sea</strong>, </em>Il Vecchio e il mare di Ernest Hemingway con i suoi 133,130 caratteri, il 47% per essere precisi.</div>
<div></div>
<div>
<div>10. Un buon estratto di <em><strong>War and Peace</strong>, </em>Guerra e pace di Tolstoy (sono 3,201,080 caratteri, si può pubblicare tutto in circa 50 puntate, ops aggiornamenti di status su Facebook.</div>
</div>
<div></div>
<div>Avete voglia di provare a vedere cosa si riesce a scrivere dentro uno status di Facebook? Tipo&#8230;questo post ci stava tutto.</div>
<div><a href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/" target="_blank">Potremmo anche fare a meno dei blog a questo punto</a>?</div>
<div></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:35:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweet128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate? Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse. Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/">Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.--</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61715" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F30%2Fblog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog%2F&amp;text=Blog%2C%20blogger%2C%20blogosfera%2C%20social%20network%20e%20%23risorgiblog&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F30%2Fblog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/"></g:plusone></div><p>128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate?</p>
<p>Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse.</p>
<p>Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel 2012 a scrivere e condividere su queste pagine.</p>
<p>In questi giorni di festa e relax natalizio (mentre stavo a mangiare due zeppole dai miei) la blogosfera appare in  gran fermento su queste tematiche (più pasquali che natalizie, trattando di morte e resurrezione): blog morti, blog che devono risorgere, risorgeranno mai questi blog, siamo meno blogger da quando ci sono i social network&#8230;</p>
<p>La blogosfera, in fermento. Come non accadeva da tempo. Blog che discutono di blogging, un evergreen, comunque. Voglio aggiungere un paio di riflessioni.</p>
<p>Diciamo meglio, almeno per quanto mi riguarda: la blogosfera è qui intesa come alcuni tra i blog che leggo, soprattutto di amici. Gente che aveva e ha un blog, che conosce gente che ha un blog, che a sua volta conosce gente che ha un blog&#8230;per dirla con il prof. (e amico blogger) <a href="http://blog.stefanoepifani.it/" target="_blank">Stefano Epifani</a>.</p>
<p>Gente che è ovviamente parte delle mie reti sociali in almeno un social network a scelta tra Twitter, Friendfeed, Facebook&#8230;e che leggo anche così, non solo sul blog. Gente con cui mi relaziono online (ma anche offline, quando possibile). Gente con cui il piacere di leggersi e conversare non ha bisogno di risorgere, perchè è vivo e vegeto, seppure in forme diverse rispetto a qualche tempo fa. Gente che popola il mio feed reader.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-61716" title="blogosfera" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/blogosfera-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Per dire&#8230;<a href="http://www.mantellini.it/?p=16984" target="_blank">i blog che legge Mantellini</a> hanno scritto molto meno di me nel 2011, volendo stare alle statistiche, e di molti tra i blogger che leggo, logorroici come me, ma non è questo il punto.</p>
<p>Una &#8220;Blogosfera 2011&#8243; che <a href="http://vincos.it/2011/12/02/la-blogosfera-italiana-quinta-ed-ultima-parte/" target="_blank">Vincenzo Cosenza</a> ha provato a visualizzare evidenziando nodi e correlazioni tematiche e di affinità. Una blogosfera ancora esistente, a quanto pare, cambiata dai social network e dalla velocità di posting maggiore che Twitter e Facebook concedono, pur sempre presente.</p>
<p>Uno zoccolo duro, a leggere nomi e link analizzati da Vincos.</p>
<p><a href="http://mediamondo.wordpress.com/2011/12/29/risorgiblog/" target="_blank">Giovanni Boccia Artieri</a> ben riassume le varie discussioni in corso sul risorgere dei blog nel 2012. Ne nasce un titolo che è anche un hashtag per Twitter <a href="https://twitter.com/?iid=am-150023031913252333195445340&amp;nid=23+sender&amp;uid=22083&amp;utm_content=profile#!/search/%23risorgiblog" target="_blank">#risorgiblog</a>  (non si può oramai prescindere, non si può lasciare un post solo su un blog con i suoi commentatori, le conversazioni avvengono anche altrove, abbiamo imparato da tempo a tenere il filo di ciò che si dirama da un blog attraverso Twitter, Facebook, Friendfeed ecc. anche se è più faticoso). Mi dicono che <a href="https://twitter.com/?iid=am-150023031913252333195445340&amp;nid=23+sender&amp;uid=22083&amp;utm_content=profile#!/search/%23risorgiblog" target="_blank">#risorgiblog</a> sia diventato anche trending topic di Twitter ad un certo punto e che ne è nato anche uno <a href="http://storify.com/gba_mediamondo/risorgiblog#" target="_blank">Storify</a> per tenerne traccia. Bene!</p>
<p><a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1487" target="_blank">Giuseppe Granieri</a>, pur avendo ridotto sensibilmente la sua produzione di post sul blog, scrive:</p>
<blockquote><p>Personalmente non so se ci sia un Rinascimento Blog, ma posso affermare in tutta tranquillità che in questi 10 anni io non ho smesso un attimo di leggere i blog e sono molto grato a tutti coloro che li usano per condividere idee, pensieri e spunti di riflessione.</p></blockquote>
<p>Personalmente, lo penso anche io. Non ho mai smesso di leggere i blog che ancora scrivono nè di scrivere il blog su cui io stessa scrivo. I social network amplificano, il blog è sempre l&#8217;hub da cui tutto parte. Almeno ciò che merita di essere approfondito o semplicemente conservato e reso ricercabile a chi ci arriva anche dopo diverso tempo dalla data in cui è postato.</p>
<p>Il blog è l&#8217;espressione del proprio ego. <a href="http://www.catepol.net/2009/04/14/3308/" target="_blank">Bloggo, ergo sum</a>. Quante volte lo abbiamo detto in passato?</p>
<p>Ad avere un blog oggi, per dire, c&#8217;è anche mia cugina o la mia collega a scuola, arrivate al blog con un percorso inverso, stanche di Facebook e desiderose di avere uno spazio proprio, magari solo per metterci le proprie ricette o le proprie foto.</p>
<p><a href="http://www.pandemia.info/2011/12/29/2012-lanno-della-rinascita-dei-blog.html" target="_blank">Luca Conti</a> spiega bene i suoi propositi di rimettere al centro della sua presenza digitale il blog e di rivedere soprattutto il &#8220;tempo&#8221; da dedicare ai social network. Io, come lui, non ho mai inglobato i post del blog nelle note su Facebook (forse non le ho proprio mai usate, sapete?)</p>
<p>Sempre preferito mantenere ciò che è mio in uno spazio mio e totalmente controllabile. Sempre preferito amplificare coi social, come è giusto che sia. Il blog è il blog. Se voglio che qualcosa raggiunga veramente tutti, è qua che la scrivo. Pur seguendo le conversazioni che ne nascono ovunque. E con ovunque aggiungo anche Google Plus, che fino ad ora non ho nemmeno nominato e che, in teoria, vorrebbe sostituire davvero i blog. Non ci credo neanche se lo vedo.</p>
<p>Anche Facebook da qualche tempo offre la possibilità di scrivere status lunghi fino a 60000 caratteri. Anche Facebook, quindi, prova a farci scrivere le nostre cose là, piuttosto che su spazi nostri. Regalandoci la Timeline e il &#8220;recupero&#8221; di quanto fino a ieri, invece, si perdeva nello stream. Regalandoci la possibilità di scrivere &#8220;Romanzi&#8221; e non più semplici &#8220;Status&#8221;.</p>
<p>Molta gente, pensando di avere spazi propri su Facebook o su Google Plus, è là che argomenterà e condividerà. Ben venga anche il fatto che raccolgano lettori e commentatori attraverso questi strumenti. Non c&#8217;è nulla di male. L&#8217;uso social della rete non deve certo essere uguale per tutti. Dinamiche di massa a cui un singolo utente può decidere se e come aderire e partecipare. Spazi da occupare. Quando trovo persone interessanti da leggere, non importa il mezzo (pur preferendo il blog). Mi adeguo.</p>
<p>I VIP italiani proprio in questo momento storico scoprono Twitter per raccontarsi e raccontare. Un pubblico sempre più vasto che in massa accorre. Scambiando Twitter per il numero di cellulare del VIP in questione a cui inviare SMS mediante una o più mention. Chiocciolina/nomedelVIP e INVIO: sperando di ricevere risposta e guadagnare non più il quarto d&#8217;ora di fama, ma giusto 140 caratteri da raccontare agli amici &#8220;ehy, sono stato citato dal VIP su Twitter!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.webeconoscenza.net/2011/12/29/mea-culpa/" target="_blank">Gigi Cogo</a> si assume la &#8220;colpa&#8221; di aver fatto partire questa discussione. Ci sono giornate in cui, in effetti, è vero: dal feed reader non esce nulla di interessante da leggere mentre sui vari social network è tutto un pullulare di condivisioni, battute, link che, ti distrai due minuti magari per festeggiare il Natale con i tuoi, si sono già persi nello stream o nella Timeline.</p>
<p>Ci sono giornate in cui i blogger non scrivono, me compresa, però non si fanno desiderare sui vari social, dove sicuramente una foto, uno status, una battuta e un mi piace vengono scambiati.</p>
<p>Meno male che qualcuno si prende ancora la briga di scrivere sul blog e, quindi, di arrivarmi nel feed reader. Ora che ci penso, se così non fosse stato, non avrei partecipato a questa conversazione sulla blogosfera che muore, risorge, s&#8217;accascia, si riprende.</p>
<p>Ci sono giornate in cui è interessante seguire quello che qualcuno condivide su Twitter e Facebook, anche se non ha scritto nulla sul suo blog. Oppure proprio perchè non ha un blog. No, su Google Plus, rinuncio. Non vi seguirò.</p>
<p>Il web oramai è bello perchè è vario. Qualcosa di interessante condiviso dalle persone che seguiamo, esce sempre, su bacheche e profili, anche se il passaggio non è più la vecchia serendipity che ti portava di blog in blog, di link in link. E&#8217; un po&#8217; più vario, imprevedibile, complesso.</p>
<p><a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/12/29/fare-luce-sui-blog/" target="_blank">PierLuca Santoro</a> scrive e argomenta, spostando la riflessione anche sulla <a href="http://goo.gl/Mir1R" target="_blank">professionalità</a> che chi gestisce un blog dovrebbe avere. Blog inteso non come categoria, ma come &#8220;scatolone&#8221;. In effetti col blog ognuno poi ci fa quello che vuole e i blogger, da sempre, non sono perfettamente categorizzabili. Ognuno prendendosi la responsabilità di ciò che scrive, di come lo scrive e degli eventuali tornaconti personali che dovrebbero essere gestiti con trasparenza, almeno per rispetto nei confronti dei propri lettori.</p>
<p>Sicuramente ho dimenticato qualcuno dei partecipanti alla discussione &#8220;Risorgimento Blog&#8221;. Nei post citati, comunque trovate molti altri rimandi e link a post in cui se ne parla. Utile conoscere più pareri in merito.</p>
<p>Ecco, la blogosfera. Se tornassimo al 2007 per un attimo, <a href="http://www.catepol.net/2008/07/18/ciao-sono-lologramma-di-catepol-sono-qui-ma-sono-altrove/" target="_blank">questo post verrebbe bannato da BlogBabel perchè contenente troppi link e rimandi ad altri blog</a> che rimandano ad altri blog che si linkavano tra loro. Roba che ti falsa l&#8217;algoritmo. Roba che se la ricorda solo chi aveva un blog all&#8217;epoca dei fatti. Roba che accadeva sotto Natale e la blogosfera scopriva che linkare tutti gli amici per fare gli auguri andava contro le regole.</p>
<p>O meglio, lo scoprivo io. E&#8217; me che eliminarono dalla classifica dei blogger italiani, mica altri. E&#8217; sempre questo blog, poi riammesso e &#8220;perdonato&#8221; che ha parametri falsati (vi balza all&#8217;occhio subito guardando <a href="http://it.blogbabel.com/classifica-blog/blog/succedecatepol/" target="_blank">qua</a>, i miei post più citati portano il link al blog su Splinder, pensate un po&#8217;&#8230;e a questa cosa non si può riparare&#8230;parole loro&#8230;).</p>
<p>Oggi invece, taggare tutti in una foto su Facebook oppure attraverso le @mentions su Twitter è così normale. Non si sfasciano algoritmi, anzi&#8230;può essere pure che ti aumenti il Klout (nuovo parametro NON scientifico per mostrare al mondo quanto si è influenti in rete).</p>
<p>Roba che potremmo aprirci diversi flame, come ai vecchi tempi. E allora sì che sarebbe un vero Risorgimento Blog!!</p>
<p>Su Splinder, per la cronaca: a partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso. Migliaia di blog che migrano su altri lidi (WordPress ecc.) e su domini proprietari. Il 2011 è quindi l&#8217;anno della morte di un servizio blog e non dei blog, se proprio vogliamo essere precisi. Di un servizio che ha fatto la storia della blogosfera italiana. Io ho cominciato là nel 2002, come me tanti. Blog ancora in vita, blog che è un peccato perdere anche se non aggiornati, blog e loro contenuti, che appartengono ai blogger che li hanno scritti, seppure su un servizio non loro.</p>
<p>10 anni di blog o di partecipazione alla blogosfera. 10 anni in cui il web sociale è diventato veramente alla portata di tutti e non più una parte abitata della rete, ma solo da pochi.</p>
<p>Ho sempre scritto che &#8220;<a href="http://www.catepol.net/2009/11/26/digital-life-social-network-lifestreaming%E2%80%A6ti-faccio-il-disegnino-2/" target="_blank">Solo il blog è per sempre</a>&#8221; da quando nella nostra vita digitale si sono inseriti anche i social network ed è diventato necessario animare e presidiare anche altri canali. Il blog, questo spazio di cui abbiamo pieno controllo, anche quello di cancellare o di moderare chi non ci piace. Toglietemi tutto, ma non il mio blog. Solo il blog è per sempre, solo il blog è totalmente mio. Gli altri canali, invece, possono cambiare come cambia il vento. Oggi siamo su Facebook e Twitter, magari anche su Google Plus. Domani chi può dirlo?</p>
<p>Preferisco spostare i miei feed sui nuovi profili di social network che aprirò e che abiterò, non mi ci trasferirò mai. Preferisco partire sempre da qua, da questo blog, da ciò che sono, a prescindere dai social network.</p>
<p>Per concludere, se fate risorgere i vostri blog non mi dispiace, anzi! Dai, proposito per il 2012: più post sui blog per tutti!</p>
<p>Per coordinare il tutto coi i social network, in caso, posso darvi una mano io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Feste 2.0?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TweetE gli hashtag del 2011, i video più visti su Youtube, cosa ha cercato la gente su Google nel 2011, i topic principali su Facebook, le 50 applicazioni iPhone più scaricate del 2011, le migliori applicazioni per iPhone e Android, i best trending topic di Twitter, i miei 50 miglior post del blog nel 2011 [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/">Feste 2.0?</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61711" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F&amp;text=Feste%202.0%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/"></g:plusone></div><p>E gli hashtag del 2011, i video più visti su Youtube, cosa ha cercato la gente su Google nel 2011, i topic principali su Facebook, le 50 applicazioni iPhone più scaricate del 2011, le migliori applicazioni per iPhone e Android, i best trending topic di Twitter, i miei 50 miglior post del blog nel 2011 ve li raccolgo anche in un ebook, le più belle infografiche, la classifica delle pagine Facebook con più fan e con miliardi di Like del 2011, i top dei top su Klout, le Twitstar, i topblogger (esistono ancora?), le Storify dell&#8217;anno, i Friendfeeders che odio, i followers che amo, i punti su Foursquare che non s&#8217;è mai capito a cosa servano realmente, le più belle foto di Instagram (povero Flickr così maltrattato oramai anche se le foto più belle del 2011 ovviamente le troviamo anche là), quanti retweet servono per diventare famosi, quanti followers, quanti fan, quanti mi piace, quanti reshare, condividimi questo, condividimi quello, il tag nelle foto natalizie di parenti, amici e sconosciuti, i miei 100 migliori tweet in un comodo PDF scaricabile, la newsletter natalizia, le mail augurali con 100 indirizzi in copia&#8230;<br />
Non oso aprire Google Plus per sapere che passa da là.</p>
<p><a href="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/20111222-133122.jpg"><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/20111222-133122.jpg" alt="20111222-133122.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>Moltiplica per &#8220;n&#8221; contatti sui Social Network (che comprendono anche amici e parenti, oramai). Chiunque.<br />
Tutti produttori di contenuti natalizi da condividere.</p>
<p>Essere originali a tutti i costi e paradossalmente far tutti le stesse cose.</p>
<p>Non me ne vogliate ma, se queste sono le originalissime &#8220;feste 2.0&#8243; a cui sto partecipando, ecco&#8230;io mi sarei già abbondantemente stancata.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/"></g:plusone></div><p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/">Feste 2.0?</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<div id="tweetbutton61711" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F&amp;text=Feste%202.0%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Amicizia prof e alunni su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 17:45:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetLa notizia di oggi da Repubblica: una circolare (interna? del Dirigente?) della scuola media di Albisola Superiore vieterebbe l&#8217;amicizia tra docenti e alunni. Poche parole: &#8220;I PROFESSORI non possono dare l&#8217;amicizia su Facebook ai loro studenti&#8221; Intanto: se hanno meno di 13 anni, gli alunni di questa scuola media non dovrebbero neanche esserci su Facebook. Il fatto [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/12/06/amicizia-prof-e-alunni-su-facebook/">Amicizia prof e alunni su Facebook</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61688" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F06%2Famicizia-prof-e-alunni-su-facebook%2F&amp;text=Amicizia%20prof%20e%20alunni%20su%20Facebook&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F06%2Famicizia-prof-e-alunni-su-facebook%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/12/06/amicizia-prof-e-alunni-su-facebook/"></g:plusone></div><p>La notizia di oggi da <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2011/12/06/news/prof_alunni_facebook-26155010/" target="_blank">Repubblica</a>: una circolare (interna? del Dirigente?) della <a href="http://www.mediaalbisolasup.altervista.org/" target="_blank">scuola media di Albisola Superiore</a> vieterebbe l&#8217;amicizia tra docenti e alunni.</p>
<p>Poche parole: <strong>&#8220;I PROFESSORI non possono dare l&#8217;amicizia su Facebook ai loro studenti&#8221;</strong></p>
<p>Intanto: se hanno meno di 13 anni, gli alunni di questa scuola media non dovrebbero neanche esserci su Facebook. Il fatto che ci siano è un problema educativo (per famiglia e scuola) che va affrontato in maniera costruttiva, non vietato e nemmeno ignorato.</p>
<p>Pare che il Preside di Albisola Superiore abbia preso ispirazione dal <a href="http://mashable.com/2011/07/30/student-teacher-facebook/" target="_blank">Missouri</a> dove, con la <a href="http://www.senate.mo.gov/11info/BTS_Web/Bill.aspx?SessionType=R&amp;BillID=4066479" target="_blank">Senate Bill 54</a>, si vietava ai professori di avere contatti sui social network con gli studenti, per proteggere i minori da eventuali approcci a sfondo sessuale o non proprio &#8220;educativi&#8221;.</p>
<p><strong>La legge del Missouri è stata poi cambiata</strong>: a seguito delle proteste dei docenti e della popolazione, è stata giudicata, ovviamente, anticostituzionale. Nessuno lo dice, nei vari articoli che sto leggendo in merito alla questione amicizia professori/studenti su Facebook, Si o No, vietare o permettere&#8230;</p>
<p>In Missouri la cosidetta <a href="http://www.kansascity.com/2011/10/21/3221888/missouri-alters-policy-on-social.html" target="_blank">Facebook Law</a> non vige più, al contrario, tutti i distretti scolastici a partire da Marzo 2012, dovranno seriamente adottare o creare le proprie policy per l&#8217;uso dei social network.</p>
<p>Molto più giusto e al passo con i tempi e le dinamiche di rete che non si possono certo vietare.</p>
<p>Tempo fa avevo scritto <a href="http://www.catepol.net/2011/04/13/canada-facebook-vietato-agli-insegnanti/#axzz1flw5ucqh" target="_blank">un post sul divieto in Canada, per i prof, di avere amici gli studenti.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche il <a href="http://www.oct.ca/publications/PDF/Prof_Adv_Soc_Media_EN.pdf" target="_blank">Professional Advisory on the Use of Electronic Communication and Social Media</a> non era altro che una sorta di codice di comportamento e comunicazione che gli insegnanti dovrebbero tenere nei confronti dei minori con cui si relazionano.</p>
<p>Il piano su cui voglio spostare la riflessione è sempre quello della <strong>Formazione dei formatori.</strong></p>
<p>Non è questione di vietare o non vietare relazioni di amicizia su Facebook tra docenti e alunni. E&#8217; questione di capire come dovrebbero rapportarsi i docenti in una relazione in primis sociale, poi didattica, che include, a qualunque livello, anche i social network e quindi l’interazione online attraverso mail, chat, social network ecc.</p>
<p>Io sono dell&#8217;idea che un docente debba operare sempre secondo ben precisi standard comportamentali e presentarsi quindi sempre all’esterno come professionista dell’educazione e quindi modello per i ragazzi. Aggiungo: ed essere sempre se stesso. In classe, come online.</p>
<p>Al dirigente che vieterebbe l&#8217;amicizia su Facebook ai propri docenti (io questa circolare la vorrei proprio vedere) risponde u<a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/6/SCUOLA-L-amicizia-tra-prof-e-studenti-su-Facebook-Il-preside-io-lo-faccio-vi-spiego-come/227126/ " target="_blank">n altro Dirigente che la vede esattamente all&#8217;opposto e, anzi, incentiva l&#8217;uso degli strumenti di comunicazione online</a> (e Facebook è esattamente questo, non il proprio diario segreto).</p>
<p>Il dibattito in rete si sviluppa su due principali posizioni da parte di docenti e presidi:</p>
<p>- Mai dare l&#8217;amicizia agli alunni, per maggiore privacy e per mantenere distinti i ruoli che Facebook, invece, metterebbe sullo stesso piano. Eventualmente si diventa &#8220;amici&#8221; solo quando diventano ex-alunni</p>
<p>- Facebook può essere uno strumento di comunicazione, relazione, didattica quindi perchè no? Con le giuste impostazioni di privacy e, ovviamente, non invadendo le bacheche degli alunni.</p>
<p>Ricordo a tutti, adulti e adolescenti, la &#8220;Regola della Nonna&#8221; per Internet e  Social Network che vado professando nelle mie lezioni:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/Il-web-2.0-e-la-didattica-Rimini-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-61690" title="Il web 2.0 e la didattica - Rimini (1)" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/Il-web-2.0-e-la-didattica-Rimini-1.png" alt="" width="440" height="298" /></a></p>
<p>Ho aperto una discussione pubblica direttamente <a href="http://www.facebook.com/catepol/posts/10150505622841823?notif_t=feed_comment" target="_blank">su Facebook, dove ho chiamato in ballo (taggandoli) colleghi prof, dirigenti, alunni</a>.</p>
<p>Eh già, perchè la mosca bianca potrei essere io: la prof che accetta l&#8217;amicizia degli alunni (di ogni ordine e grado) su Facebook, senza problemi. Vado in giro a spiegare <a href="http://www.google.it/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=catepol+social+network+didattica&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;redir_esc=&amp;ei=YUTeTrqEJqaA4gTAzuHXBg" target="_blank">come utilizzare al meglio i social network e magari farci anche didattica</a>, dopo tutto.</p>
<p>Sono la stessa identica persona nella vita, in classe, al supermercato, sui social network e sul blog e, di conseguenza, gestisco le mie relazioni sociali in tutti i casi, off e online allo stesso modo. L&#8217;autorevolezza e il rispetto come prof non viene certo sminuito dall&#8217;amicizia su un Social Network che ci mette, in teoria, tutti allo stesso livello.</p>
<p>Ricordiamoci che l&#8217;amicizia su Facebook non è amicizia, nello stretto senso della parola. E&#8217; far parte uno nella rete sociale dell&#8217;altro. Facebook è un posto pubblico, una piazza, nella quale possiamo decidere da chi farci ascoltare e vedere (le benedette impostazioni di privacy che nessuno pare conoscere), pur sempre in una piazza.</p>
<p>La &#8220;confidenza&#8221; e l&#8217;accesso alle nostra vita privata siamo noi a regolarlo. Facebook ci consente innumerevoli opzioni di condivisione, oramai, per fare in modo che ci legga solo chi vogliamo noi.</p>
<p>Pare che la relazione &#8220;amicale&#8221; su Facebook crei imbarazzo ai docenti che leggono sulle bacheche dei ragazzi cose che non vorrebbero leggere/sapere, ai docenti che non vogliono che i ragazzi leggano le loro cose private.</p>
<p>Non agli alunni. Infatti, di solito, sono gli studenti che chiedono l&#8217;amicizia ad un professore. Quando inviano la richiesta, sono forse più consapevoli (vivendo molto di più su Facebook degli adulti) che i prof potranno farsi &#8220;i fatti loro&#8221; e &#8220;spiarli&#8221; ed, allo stesso tempo, loro &#8220;farsi i fatti dei prof&#8221;.</p>
<p>Mai pensato di inserire gli alunni in una apposita lista amici alla quale ridurre al minimo le possibilità di interazione/visione delle nostre cose? Ad esempio.</p>
<p>Il problema non è Facebook. Le &#8220;cose imbarazzanti&#8221; sulle bacheche degli uni e degli altri diventano un problema solo perché chi scrive non si rende conto di scrivere comunque in piazza.</p>
<p>Facebook è solo uno strumento. Dipende dall&#8217;uso che ne fanno le persone. Le persone, prima di usarlo, dovrebbero sapere esattamente come funziona lo strumento. Questo non mi stancherò mai di dirlo e di spiegarlo.</p>
<p>Puoi non essere amico su Facebook con l&#8217;alunno o col prof, se uno dei due ha qualcosa di compromettente da nascondere e la passa attraverso un social network, ha vita breve lo stesso. Lo si viene a sapere come in un piccolo paesello. Non è Facebook il problema. E&#8217; quello che ci mettiamo sopra con leggerezza.</p>
<p>Don Bosco diceva che per conoscere veramente i ragazzi ed entrare realmente in relazione con loro (ed è il minimo per un docente, no?) devi arrotolarti le maniche della camicia e scendere in cortile, in mezzo a loro, a giocare. Come uno di loro. Ottieni rispetto, conoscenza reciproca e possibilità di aprirti un varco ed arrivare al punto accessibile al &#8220;bene&#8221; che ognuno di loro possiede. Anche il più &#8220;delinquente&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/Il-web-2.0-e-la-didattica-Rimini.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-61689" title="facebook docenti studenti" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/Il-web-2.0-e-la-didattica-Rimini.png" alt="" width="440" height="289" /></a></p>
<p>Riportando tutto ad oggi, è necessario essere su Facebook insieme a loro, per conoscerli ed entrare in relazione. Attenzione: parlo sempre di relazione educativa. Nel rispetto dei ruoli. Ergo: io i &#8220;fatti loro&#8221; non me li vado a fare sulle loro bacheche, se non è strettamente necessario. Perché li rispetto. Quando mi accorgo di cose che &#8220;non dovrei sapere&#8221;, nel momento in cui le apprendo e reputo, da docente, che ci sia bisogno di un intervento, intervengo (non su Facebook, in pubblico, mi pare ovvio, ma di persona, nei modi e nei tempi più adatti).</p>
<p>Come insegnante ho sempre un ruolo educativo nella loro vita e ritengo mi competa trovare la via giusta per intervenire. Il mio essere insegnante non si esaurisce al suono della campanella e ci vediamo domani. Fino a domani ognuno per la sua vita.</p>
<p>Se così fosse, anche incontrare per strada o al supermercato gli alunni, scambiarci due chiacchiere amichevoli e farsi due risate, dovrebbe essere vietato da una circolare. Se, poi, hai la sfortuna di vivere nello stesso condominio dove vive qualche alunno, guai a te se lo saluti o gli rivolgi la parola in ascensore.</p>
<p>La chiusura, il divieto, a priori è il vero male.  L&#8217;educazione all&#8217;uso degli strumenti di comunicazione in rete è la chiave. Per prof e per studenti, anche in separata sede. Educazione al saper stare stare in pubblico (che è quello che si fa quando si abita un social network: si è in pubblico), educazione a gestirsi i &#8220;fatti propri&#8221; sapendo utilizzare bene le opzioni di privacy, educazione alla relazione che non può più prescindere dalla relazione attraverso la comuncazione in rete.</p>
<p>Vi riporto il parere di due studenti della mia scuola, presi dalla discussione sulla mia bacheca:</p>
<blockquote><p>non è necessario mettere un divieto assoluto sulle amicizie di fb dato che non si devono per forza accettare, se un prof lo ritengo &#8220;adatto&#8221; ad averlo su fb perché non condividere delle info con lui??? ( e viceversa il prof dovrebbe fare lo stesso ragionamento), anche per uno scambio di pareri come questo???</p>
<p>Non trovo nulla di male nell&#8217;amicizia alunno-prof ! Come ben sappiamo x noi la classe é una seconda casa!noi ragazzi ci relazioniamo e parliamo di tutto con i nostri docenti&#8230;se qualcosa non si vuol far sapere non si scrive nemmeno!quindi non so dove sia il problema!</p></blockquote>
<p>E&#8217; questione di fiducia. Loro non hanno nulla da nascondere, noi nemmeno.</p>
<p>Qui un esempio di progetto a tema &#8220;<a href="http://www.massere.it/it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=267&amp;Itemid=140" target="_blank">Sicurezza e privacy sui social network</a>&#8220;. Molti altri sono in corso in varie scuole, molti docenti approfittano proprio della possibilità di comunicazione e relazione offerte da Facebook per migliorare la didattica.</p>
<p>Non bisogna nemmeno essere &#8220;amici&#8221; per utilizzare Facebook come strumento didattico. <a href="http://mashable.com/2011/12/05/educators-on-facebook/" target="_blank">Basta utilizzare pagine, meglio ancora gruppi</a>, avere degli obiettivi ben precisi su cui convogliare la partecipazione via social network, non essere invadenti sulle bacheche altrui, non controllare ma relazionarsi.</p>
<p>Abitare insieme uno spazio sociale fatto di relazioni tra persone.</p>
<p>Quanti tra i colleghi docenti hanno letto i consigli che Facebook stesso mette a disposizione degli educatori e degli insegnanti? (<a href="http://www.facebook.com/safety/attachment/Facebook%20for%20Educators.pdf" target="_blank">Facebook for Educators</a> e molto altro su <a href="http://facebookforeducators.org/" target="_blank">http://facebookforeducators.org/</a>)</p>
<p>In sintesi i consigli per una relazione docente/studente su Facebook sono: usare Gruppi e Pagine per comunicare con gli studenti. Nei <strong>Gruppi </strong>i membri non sono obbligati anche ad essere reciprocamente &#8220;amici&#8221; su Facebook. I gruppi possono essere “aperti,” “chiusi,” o “segreti.” Nei gruppi chiusi il contenuto è privato e riservato solo ai membri. Nelle <strong>Pagine, </strong>che sono pubbliche, l&#8217;interazione tra studenti e docenti dovrà essere aperta, trasparente ma anche sicura. Se le modera un docente, ci sono gli strumenti adatti. Non c&#8217;è bisogno di essere &#8220;amici&#8221; anche nel caso delle Pagine. Basta cliccare &#8220;Mi Piace&#8221; ed utilizzare l&#8217;ambiente creato per le comunicazioni, per dare i compiti, per condividere risorse e note, per portare avanti conversazioni sui più svariati argomenti.</p>
<p>Ho messo tantissima carne al fuoco, mi rendo conto.</p>
<p>Voi che ne pensate?</p>
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			<media:title type="html">facebook docenti studenti</media:title>
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		<title>Il taglio delle  email @istruzione.it</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 15:04:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetUno degli ultimi atti sotto la Gelmini: il risparmio nella Pubblica Amministrazione che comincia dal taglio delle caselle email @istruzione.it Mah. Ne avevo già scritto, sorridendo, in passato, quando avevano già provato a tagliare le caselle email non utilizzate.  Bastava utilizzare, mandarsi un paio di email, per salvarle e mantenerle. Sorrido ancora una volta pensando che [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/11/16/il-taglio-delle-email-istruzione-it/">Il taglio delle  email @istruzione.it</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61679" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F11%2F16%2Fil-taglio-delle-email-istruzione-it%2F&amp;text=Il%20taglio%20delle%20%20email%20%40istruzione.it&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F11%2F16%2Fil-taglio-delle-email-istruzione-it%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/11/16/il-taglio-delle-email-istruzione-it/"></g:plusone></div><p>Uno degli ultimi atti sotto la Gelmini: il risparmio nella Pubblica Amministrazione che comincia dal <a href="http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot5758_11">taglio delle caselle email @istruzione.it</a></p>
<p>Mah.</p>
<p>Ne avevo già scritto, sorridendo, in passato, <a href="http://www.catepol.net/2011/02/23/attenzione-disattivazione-delle-caselle-di-posta-istruzione-it-non-utilizzate/#axzz1dsrelLQP" target="_blank">quando avevano già provato a tagliare le caselle email non utilizzate</a>.  Bastava utilizzare, mandarsi un paio di email, per salvarle e mantenerle.</p>
<p>Sorrido ancora una volta pensando che stavolta hanno scritto nel comunicato la soluzione: g<strong>li utenti interessati a mantenere la propria casella di posta dovranno semplicemente eseguire un accesso alla stessa entro il 24 novembre 2011.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/11/primo-piano_posta-elettronica-certificata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61681" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/11/primo-piano_posta-elettronica-certificata.jpg" alt="" width="440" height="330" /></a></p>
<p>In pratica se hai una casella @istruzione.it e la vuoi salvare, esegui almeno un accesso, mandati una mail, manda dei saluti a qualcuno, reindirizzala su un altro account se non l&#8217;hai ancora fatto&#8230;usala 5 minuti.</p>
<p>Certo, se non la utilizzavi da 9 mesi, magari non ti serve la casella @istruzione.it</p>
<p>Però&#8230;</p>
<p>Perchè rinunciare alla casella @<a href="http://twitter.com/istruzione">istruzione</a>.it, casella mail con il nostro nome e cognome che io ho sempre considerato come altra email personale, dal momento che, per quanto mi riguarda, alcune comunicazioni arrivano anche là?</p>
<p>Perchè dovremmo rinunciare alla casella mail che il Ministero ad un certo punto ha imposto a tutto il personale della scuola? Casella mail con cui magari siamo stati iscritti ai vari percorsi di formazione online di Indire e FOR, al cedolino elettronico ecc.</p>
<p>Fate almeno un accesso e salvate la vostra casella @istruzione.it con l&#8217;animo in pace. Non credo proprio siano questi i tagli che salveranno l&#8217;Italia&#8230;voi?</p>
<p>Questo il comunicato:</p>
<blockquote><p>Roma, 11 novembre 2011</p>
<p>Oggetto: CANCELLAZIONE DELLE CASELLE DI POSTA NON UTILIZZATE ASSEGNATE AL PERSONALE DOCENTE E ATA NON APPARTENENTE ALLE SEGRETERIE.</p>
<p>Il Ministero dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca fornisce una casella e-mail nel dominio istruzione.it al personale docente e ATA in servizio, e incoraggia l’uso della posta elettronica per scambiare informazioni, migliorare le comunicazioni, e per rendere più efficaci ed efficienti i processi di lavoro a supporto della missione istituzionale dell’Amministrazione.<br />
Il servizio è gratuito per il personale docente ed ATA, ma <strong>ha un costo per l’Amministrazione</strong>: pertanto, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse finanziarie utilizzate per la gestione del servizio di posta elettronica, ed in considerazione delle riduzioni di bilancio già attuate nonché di quelle previste, si comunica che il <strong>25 novembre 2011 </strong>si procederà alla cancellazione delle caselle di posta elettronica istituzionale dei docenti e degli ATA non appartenenti alle segreterie scolastiche che risulteranno, alla stessa data, <strong>non utilizzate da 9 mesi, vale a dire dal 25 febbraio 2011.</strong><br />
Si precisa che NON verranno disattivate le caselle di posta su cui è impostato l’inoltro automatico dei messaggi verso un’altra casella, e quelle associate ad utenti registrati all’applicazione Istanze On Line (POLIS). La cancellazione della casella comporterà la perdita dei messaggi in essa giacenti e degli indirizzi presenti nella rubrica; inoltre, qualora la casella <em>@istruzione.it</em> fosse stata utilizzata per ricevere le comunicazioni da siti esterni (ad esempio dal sito StipendiPA), sarà necessario comunicare a tali siti un nuovo indirizzo email.<br />
<strong>Gli utenti interessati a mantenere la propria casella di posta dovranno semplicemente eseguire un accesso alla stessa entro il 24 novembre 2011.</strong><br />
Nel caso non ricordassero la password di accesso potranno procedere al recupero della stessa attraverso l’apposita funzione “Recupero password” presente sul sito <a href="http://www.istruzione.it/web/istruzione/www.istruzione.it">www.istruzione.it</a> Istruzione, nell’area dedicata alla posta elettronica: i link diretti sono</p>
<ul>
<li>docenti: <a href="http://archivio.pubblica.istruzione.it/webmail/posta_docenti.shtml">http://archivio.pubblica.istruzione.it/webmail/posta_docenti.shtml</a></li>
<li>ATA: <a href="http://archivio.pubblica.istruzione.it/webmail/posta_ata.shtml">http://archivio.pubblica.istruzione.it/webmail/posta_ata.shtml</a></li>
</ul>
<p>Laddove non riescano in questa operazione potranno richiedere una nuova password rivolgendosi al personale della segreteria scolastica il quale, una volta riconosciuto “de visu” l’utente, utilizzerà allo scopo la funzione SIDI “Reset Password Posta Elettronica Personale scuola”, disponibile sul portale SIDI al percorso “Gestione utenze”-“Utenti statali”. In ogni caso, a cessazione avvenuta, per ottenere nuovamente una casella nel dominio istruzione.it l’utente dovrà semplicemente registrarsi tramite la funzione “Registrazione” disponibile sul sito<br />
<a href="http://www.istruzione.it/web/istruzione/www.istruzione.it">www.istruzione.it</a><br />
Istruzione, ai link già indicati in precedenza.<br />
Si invita il personale docente e ATA a non contattare il Service Desk per informazioni ed assistenza in merito alla presente, in quanto lo stesso non potrà fornire informazioni aggiuntive. Si prega di dare la massima diffusione presso il proprio personale alla presente comunicazione, che viene pubblicata anche sui siti Internet ed Intranet.</p></blockquote>
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		<title>Quello che fai in rete potrebbe essere indelebile</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TweetQuello che fai in rete potrebbe essere indelebile. Anche se lo fai per scherzo. Anche se chi hai fotografato, filmato e taggato era consapevole e magari ci ha scherzato su insieme a te. Il tag del nome (nostro o dei nostri amici) abbinato ad una foto su Facebook, ad un video su Youtube, ad uno [...]<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/11/11/quello-che-fai-in-rete-potrebbe-essere-indelebile/">Quello che fai in rete potrebbe essere indelebile</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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Anche se lo fai per scherzo.<br />
Anche se chi hai fotografato, filmato e taggato era consapevole e magari ci ha scherzato su insieme a te.</p>
<p><a href="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-41.png"><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-41.png" alt="" title="Immagine 4" width="427" height="274" class="aligncenter size-full wp-image-61674" /></a></p>
<p>Il tag del nome (nostro o dei nostri amici) abbinato ad una foto su Facebook, ad un video su Youtube, ad uno status su Facebook e su Twitter ecc., potrebbe essere indelebile.<br />
Potrebbe ritornare a galla tramite una banale ricerca su Google.<br />
Magari nel momento in cui ti presenti ad un colloquio per un lavoro. </p>
<p>Cercare informazioni e curiosità su una persona attraverso Internet e  Facebook: lo fai anche tu, dopo tutto. Perchè non dovrebbe farlo chi ti potrebbe offrire un lavoro?</p>
<p>Posta sempre sui social network considerando le opzioni di privacy che hai a disposizione, prima di inviare rifletti su chi può vedere quello che posti.</p>
<p>Considera che chi può vedere le tue cose, può anche condividerle a sua volta e non sempre ti chiederà l&#8217;autorizzazione.</p>
<p>Immaginati in una piazza o al bar. Per quanto tu possa confidare qualcosa solo a chi ti è accanto, sei in uno spazio aperto e pubblico. Nessuno ti assicura che altri non abbiano ascoltato, visto, curiosato. Anche solo per caso. E diffuso a loro volta.</p>
<p>E siccome un video dice più di mille parole: </p>
<p><object width='680' height='360' id='ply' data='http://www.userfarm.com/libs/flowplayer/flowplayer.swf' type='application/x-shockwave-flash'><param name='src' value='http://www.userfarm.com/libs/flowplayer/flowplayer.swf'></param><param name='allowfullscreen' value='true'></param><param name='wmode' value='opaque'></param><param name='allowscriptaccess' value='always'></param><param name='flashvars' value='config={&quot;key&quot;:&quot;#@4b43349a396eab12578&quot;, &quot;clip&quot;:{&quot;url&quot;:&quot;http://userfarm1.delivery.tbtv.net/video/9bb739c9f9671beae40fe3d9dfb73ad2.mp4&quot;}}'></param><embed width='640' height='360' flashvars='&quot;key&quot;:&quot;#@4b43349a396eab12578&quot;, config={&quot;clip&quot;:{&quot;url&quot;:&quot;http://userfarm1.delivery.tbtv.net/video/9bb739c9f9671beae40fe3d9dfb73ad2.mp4&quot;}}' allowscriptaccess='always' allowfullscreen='true' quality='high' src='http://www.userfarm.com/libs/flowplayer/flowplayer.swf' wmode='transparent'></embed></object></p>
<p>Questo video l&#8217;ho scoperto tra i premiati da <a href="http://www.userfarm.com/contest/scheda/brief/193/Il+tuo+video+per+farne+parlare" target="_blank">Vodafone in un contest su Identità digitale e reputazione online, Tutela della privacy, Adescamento online, Cyberbullismo</a></p>
<p>Post dedicato agli studenti della mia scuola, loro sanno perchè.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F11%2F11%2Fquello-che-fai-in-rete-potrebbe-essere-indelebile%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/11/11/quello-che-fai-in-rete-potrebbe-essere-indelebile/"></g:plusone></div><p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/11/11/quello-che-fai-in-rete-potrebbe-essere-indelebile/">Quello che fai in rete potrebbe essere indelebile</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<div id="tweetbutton61673" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F11%2F11%2Fquello-che-fai-in-rete-potrebbe-essere-indelebile%2F&amp;text=Quello%20che%20fai%20in%20rete%20potrebbe%20essere%20indelebile&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F11%2F11%2Fquello-che-fai-in-rete-potrebbe-essere-indelebile%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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