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	<title>Catepol 3.0 &#187; parolando</title>
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	<description>Il blog di Caterina Policaro. Web 2.0, e-learning, scuola, formazione, tecnologie, twitter, facebook, blogosfera, varie ed eventuali.</description>
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		<title>Mi son fatto Twitter e ora?</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 18:44:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetGli amici della real life che si &#8220;fanno Twitter&#8221;, che tenerezza. Su Twitter sono arrivati amici, parenti, colleghi, compagni di scuola, persone che conosco con cui nella vita ho preso almeno un caffè insieme, ecc. Mancherebbe solo mia madre, lo dico per dovere di cronaca, aspettando il momento in cui accadrà. Arrivano, spaesati, catapultati da<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/04/15/mi-son-fatto-twitter-e-ora/">Mi son fatto Twitter e ora?</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.--</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61916" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F04%2F15%2Fmi-son-fatto-twitter-e-ora%2F&amp;text=Mi%20son%20fatto%20Twitter%20e%20ora%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F04%2F15%2Fmi-son-fatto-twitter-e-ora%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/04/15/mi-son-fatto-twitter-e-ora/"></g:plusone></div><p>Gli amici della real life che si &#8220;fanno Twitter&#8221;, che tenerezza.</p>
<p>Su Twitter sono arrivati amici, parenti, colleghi, compagni di scuola, persone che conosco con cui nella vita ho preso almeno un caffè insieme, ecc. Mancherebbe solo mia madre, lo dico per dovere di cronaca, aspettando il momento in cui accadrà.</p>
<p>Arrivano, spaesati, catapultati da un Facebook pieno zeppo di roba in bacheca su un sistema completamente diverso, che funziona a messaggi lunghi quanto un SMS.</p>
<p><strong>Un novello iscritto su Twitter</strong>, oggi, si presenta così:</p>
<p>- segue massimo una decina di VIP (avrà cominciato con Fiorello, che ora non c&#8217;è più, Jovanotti, Arisa, Papaleo e pochi altri volti noti) / non è seguito da nessuno</p>
<p>oppure</p>
<p>- segue un paio di contatti, almeno uno è famoso / non è seguito da nessuno o al massimo è seguito da quel paio di contatti</p>
<p><strong>La loro timeline?</strong> Spesso completamente priva di tweet o, al massimo, (se hanno cominciato ad usare Twitter nel periodo compreso tra il programma di Fiorello e Sanremo) tweet di questo genere &#8220;@VIPDITURNO sei bellissimo!!&#8221;</p>
<p>Ovviamente <strong>la foto è un ovetto colorato</strong>. C&#8217;era da chiederlo?</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/04/twitter_egg.gif" alt="" title="twitter_egg" width="362" height="364" class="aligncenter size-full wp-image-61917" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Cate mi son messo Twitter da poco sull&#8217;iPhone me lo spieghi, per favore, non lo uso ancora molto. Ti posso chiedere come funziona?&#8221; </p></blockquote>
<p>Opzionale un &#8220;Tu che sei tecnologica&#8230;&#8221;</p>
<p>Vado subito a vedere il profilo. Seguo sempre chi conosco, mi fa piacere. E poi son curiosa di vedere che ci fanno, con Twitter.</p>
<p>Il profilo di chi conosco si presenta così:</p>
<p>- seguono massimo una decina di VIP + catepol (se mi trovano loro) / divento la loro prima follower</p>
<p>oppure</p>
<p>- seguono un paio di contatti / divento la loro prima follower / mi ricambiano dopo parecchi giorni e cominciano a seguire me</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/04/vip.jpg" alt="" title="vip" width="400" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-61918" /></p>
<p>Ad ogni modo, accade sempre più spesso, davanti a una pizza e una birra come davanti a un caffè, di trovarmi a spiegare Twitter. Mi sembra così strano poter finalmente conversare di Twitter anche con chi non avrei mai pensato. </p>
<p>Le domande del niubbo (che mi sono capitate): &#8220;C&#8217;è una che mi ha scritto &#8220;chi sei?&#8221; Sono su Twitter da poco, come faccio a sapere questa chi è?&#8221;</p>
<p>Come chi è? Che ne so, hai deciso di seguirla tu&#8230;Io? Impossibile&#8230;</p>
<p>Vabbè. Spiego come fare reply.  Ottengo l&#8217;esecuzione del compito.<br />
Reply del mio amico alla tizia: &#8220;No ma chi sei tu?&#8221; </p>
<p>&#8220;Cate come faccio a vedere il profilo di questi che mi seguono per sapere chi sono?&#8221; Clicca sulla foto o sul nome, no? </p>
<p>&#8220;C&#8217;ha la foto di un ovetto, perchè?&#8221;<br />
Perchè tu che foto hai, amico? Nessuna. Perfetto, anche tu sei un ovetto. </p>
<p>Ovetto uguale novellino, ultimo arrivato oppure, semplicemente, nessuna voglia/necessità di avere un profilo tuo, una identità digitale riconoscibile.</p>
<p>Twitter non è Facebook, ma almeno la foto su Twitter mettetela.<br />
<strong>Regola n. 1 di Twitter: cambia subito l&#8217;ovetto!</strong></p>
<p>Ok novellino di Twitter, ora che ce l&#8217;hai, per cominciare, trova chi vuoi seguire e comincia a seguirlo.<br />
Oppure cerca qualcosa che ti interessa nel Search, scopri chi ne parla, comincia a seguire chi ritieni interessante in materia. Poi, eventualmente, quando ti senti pronto, comincia a scrivere qualche tweet tuo. Cosa fai? Dove sei? Pensieri carini, frasi simpatiche, quello che vuoi, anche le foto. Qualcuno comincerà a seguirti, se sei interessante a tua volta.<br />
Puoi rispondere ai contatti che segui tu, mandare messaggi privati, dividere i contatti in liste, vedere chi ti risponde, chi ti retwitta. Cose così. </p>
<p>E&#8217; più facile farlo, che spiegarlo. Twitter è così. Entra nel flusso.</p>
<p>Più di una volta mi son sentita dire: &#8220;E che ne so chi seguire, ok seguo te&#8221; e anche &#8220;No, ma io che devo scrivere? E a chi? E perché?&#8221; </p>
<p>Ecco, questo è un problema. Twitter non ti serve, allora.</p>
<p>Arriva, infine, il momento fatidico della conversazione su Twitter: &#8220;Cate, quanta gente ti segue?&#8221;</p>
<p>&#8220;Più di 7000???????&#8221;  Poi svengono. </p>
<p>Twitter è un po&#8217; più complesso di una moda, io ed altri come me lo abitiamo da anni, non serve solo per seguire i VIP o per mandare messaggi ai programmi TV, ci passano le notizie in anteprima a saperle captare, non è una chat ma si può chattare se serve, ci sono relazioni consolidate e altre da scoprire. Questo e tanto altro.</p>
<p>Benvenuti su Twitter! Son sempre qua, disponibile a spiegarti come si fa, in caso. Follow me <a href="https://twitter.com/#!/catepol" target="_blank">https://twitter.com/#!/catepol</a></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F04%2F15%2Fmi-son-fatto-twitter-e-ora%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/04/15/mi-son-fatto-twitter-e-ora/"></g:plusone></div><p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/04/15/mi-son-fatto-twitter-e-ora/">Mi son fatto Twitter e ora?</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<div id="tweetbutton61916" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F04%2F15%2Fmi-son-fatto-twitter-e-ora%2F&amp;text=Mi%20son%20fatto%20Twitter%20e%20ora%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F04%2F15%2Fmi-son-fatto-twitter-e-ora%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Translating Twitter</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/03/28/translating-twitter/</link>
		<comments>http://www.catepol.net/2012/03/28/translating-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 16:38:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetIl Twitter Translation Center si allarga e si accresce di nuove lingue. Twitter è ora stato tradotto in Arabo, Farsi, Ebraico e Urdu. Sempre grazie al lavoro di migliaia di volontari, Twitter è stato tradotto anche in lingue a lettura da destra verso sinistra. Translating Twitter, è un servizio radio di Cristina Carnelli e Francesca<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/03/28/translating-twitter/">Translating Twitter</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61905" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F28%2Ftranslating-twitter%2F&amp;text=Translating%20Twitter&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F28%2Ftranslating-twitter%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/03/28/translating-twitter/"></g:plusone></div><p>Il <a href="http://translate.twttr.com/welcome" target="_blank">Twitter Translation Center</a> si allarga e si accresce di nuove lingue.<br />
<a href="http://blog.twitter.com/2012/03/twitter-now-available-in-arabic-farsi.html" target="_blank">Twitter è ora stato tradotto in Arabo, Farsi, Ebraico e Urdu</a>. Sempre grazie al lavoro di migliaia di volontari, Twitter è stato tradotto anche in lingue a lettura da destra verso sinistra.</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/03/Immagine-14-300x134.png" alt="" title="Immagine 14" width="300" height="134" class="aligncenter size-medium wp-image-61906" /></p>
<p><a href="http://www.micro-europa.eu/page/popup_flash/127/293/0" target="_blank">Translating Twitter</a>, è un servizio radio di Cristina Carnelli e Francesca Gobbo per <a href="http://www.micro-europa.eu/" target="_blank">Micro-Europa</a>, portale radio network di studenti europei di informazione e cittadinanza multilingue.</p>
<p>Ricordate quando traducemmo <a href="http://www.catepol.net/2009/12/12/twitter-in-italiano-twitter-al-tg1/" target="_blank">Twitter in italiano</a>?</p>
<p>Il servizio contiene un&#8217;intervista a Catepol nella quale ho provato a spiegare come funziona la traduzione di Twitter.</p>
<p>Insieme a me, nell&#8217;intervista, il produttore e conduttore di Click, la rubrica settimanale di tecnologia del canale televisivo in Farsi della BBC.</p>
<p>Potete ascoltare l&#8217;intervista <a href="http://www.micro-europa.eu/page/popup_flash/127/293/0" target="_blank">Translating Twitter</a> cliccando qui.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F28%2Ftranslating-twitter%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/03/28/translating-twitter/"></g:plusone></div><p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/03/28/translating-twitter/">Translating Twitter</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<div id="tweetbutton61905" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F28%2Ftranslating-twitter%2F&amp;text=Translating%20Twitter&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F28%2Ftranslating-twitter%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Amicizia prof alunni su Facebook (di nuovo?)</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/03/19/amicizia-prof-alunni-su-facebook-di-nuovo/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 07:20:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetSull&#8217;argomento scottante &#8220;Amicizia professori e alunni, Si o No&#8221; avevo già scritto nel caso di un&#8217;altra circolare di un Preside. Leggo sul blog di un&#8217;altra prof, laprofonline, e sul Messagero Veneto che Il preside dell’Isis Malignani, Aldo Durì, vieta le amicizie sui social network tra studenti e insegnanti e minaccia provvedimenti disciplinari. Ci risiamo. «Trovo<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/03/19/amicizia-prof-alunni-su-facebook-di-nuovo/">Amicizia prof alunni su Facebook (di nuovo?)</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61879" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F19%2Famicizia-prof-alunni-su-facebook-di-nuovo%2F&amp;text=Amicizia%20prof%20alunni%20su%20Facebook%20%28di%20nuovo%3F%29&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F03%2F19%2Famicizia-prof-alunni-su-facebook-di-nuovo%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/03/19/amicizia-prof-alunni-su-facebook-di-nuovo/"></g:plusone></div><p>Sull&#8217;argomento scottante <a href="http://www.catepol.net/2011/12/06/amicizia-prof-e-alunni-su-facebook/" target="_blank">&#8220;Amicizia professori e alunni, Si o No&#8221;</a> avevo già scritto nel caso di un&#8217;altra circolare di un Preside.</p>
<p>Leggo sul blog di un&#8217;altra prof, <a href="http://laprofonline.wordpress.com/2012/03/18/friuli-dirigente-scolastico-vieta-amicizie-tra-prof-e-studenti-su-facebook/" target="_blank">laprofonline</a>,  e sul <a href="http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/03/17/news/il-preside-vieta-le-amicizie-tra-prof-e-alunni-su-facebook-1.3691424" target="_blank">Messagero Veneto</a> che </p>
<blockquote><p>
Il preside dell’Isis Malignani, Aldo Durì, vieta le amicizie sui social network tra studenti e insegnanti e minaccia provvedimenti disciplinari.</p></blockquote>
<p>Ci risiamo.</p>
<blockquote><p>
«Trovo insopportabile e disdicevole vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola».</p></blockquote>
<p>Traduco io così:<br />
&#8220;Trovo insopportabile e disdicevole vedere mescolate, TRA GLI SCAFFALI DI UN SUPERMERCATO dove alcuni insegnanti VANNO A FARE LA SPESA, le amicizie più diverse. Tra i contatti INCONTRABILI AL SUPERMERCATO convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola.&#8221;</p>
<p>Esatto, avete capito bene. Luogo pubblico per luogo pubblico è esattamente la stessa questione. </p>
<blockquote><p>
Nel momento in cui un professore, a causa di una condotta non conforme alle richieste della scuola, metta a rischio il prestigio dell’istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni dal punto di vista educativo con i ragazzi, ne risponderà personalmente.</p></blockquote>
<p>Vi rendete conto? Proprio l&#8217;altro ieri sono andata al parco a camminare. In tuta. Abbigliamento disdicevole e privato per una prof. Non ho incontrato un alunno e un genitore? Non mi sono messa a parlarci cordialmente, seppur in tenuta ginnica? Ho creato un rapporto ambiguo, confuso e inopportuno?<br />
Di cosa dovrei rispondere?</p>
<p>Esatto, avete capito bene. Luogo pubblico per luogo pubblico è esattamente la stessa questione. </p>
<p>Il Dirigente Scolastico Aldo Durì non ha tutti i torti, sia chiaro.<br />
Posso concordare con quello che dice alla fine dell&#8217;articolo su Messaggero Veneto, <strong>siamo sempre degli educatori</strong>. Su facebook, come al supermercato, come a camminare in tuta al parco, ovunque.</p>
<blockquote><p>
«Si sono verificati episodi a dir poco spiacevoli. Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. <strong>Da un punto di vista deontologico è inaccettabile.</strong> Questo mi ha spinto ad intervenire con urgenza. Invito i docenti ad un utilizzo estremamente cauto dell’accesso ai social network diffusi nel web, che sia soprattutto rispettoso delle norme deontologiche professionali e del ruolo di educatore che ogni insegnante riveste. Sconsiglio nel modo più fermo l’apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni, tanto più se minori. Rapporti di amicizia con studenti sono ammissibili solo nell’ambito di gruppi espressamente dedicati all’effettuazione di progetti o ricerche o attività scolastiche. E’ bene che tutti si adeguino a queste disposizioni prudenziali di comportamento nell’interesse della tutela di una corretta relazione docente – discente che non può essere paritaria».</p></blockquote>
<p>Un paio di mie considerazioni.</p>
<p>Il concetto di amicizia su Facebook non è amicizia ma far parte di una rubrica di contatti. Proprio come quella del telefonino.</p>
<p>La vita online è parte integrante della vita delle persone, che siano prof o alunni.</p>
<p>E&#8217; necessaria la consapevolezza del mezzo che si sta utilizzando.</p>
<p>Bisogna conoscere come funziona esattamente lo strumento.<br />
Occorre dedicare mezz&#8217;ora della propria vita sui social per capire come impostare la propria privacy e come far vedere esattamente ciò che vogliamo a chi vogliamo.</p>
<p>Facebook o altri social network sono strumenti di comunicazione potentissimi e, si, certo, se si ha voglia di parlar male di qualcuno o della scuola, offrono spazio.</p>
<p>Non è disdicevole avere tra i propri contatti gli alunni, per un prof.<br />
Il problema descritto dal Preside Durì non sarà un problema solo su Facebook. Quei docenti potrebbero avere un comportamento disdicevole anche nel quotidiano.<br />
Il problema è nell&#8217;adulto, allora, che dovrebbe essere molto più consapevole dell&#8217;alunno, nell&#8217;uso.</p>
<p>E invece. I ragazzi sanno come impedire la vista delle loro cose a chi vogliono. Se non lo fanno, se mettono tutto in piazza sui social, è perchè hanno capito di avere un bel palcoscenico e una bella cassa di risonanza a disposizione.</p>
<p>Occorre osservare bene comportamenti e relazioni, su Facebook come altrove.<br />
Il professore non è un amico, né un confidente ma un educatore. Sempre e comunque. </p>
<p>Come scrivevo allora, il piano su cui spostare la riflessione è sempre la Formazione dei formatori.</p>
<p>Non è questione di vietare o non vietare relazioni di amicizia su Facebook tra docenti e alunni. E’ questione di capire come dovrebbero rapportarsi i docenti in una relazione in primis sociale, poi didattica, che include, a qualunque livello, anche i social network e quindi l’interazione online attraverso mail, chat, social network ecc.</p>
<p>Un docente deve operare sempre secondo ben precisi standard comportamentali e presentarsi quindi sempre all’esterno come professionista dell’educazione e quindi modello per i ragazzi. </p>
<p>Aggiungo: ed essere sempre se stesso. In classe, come online.</p>
<p>La “confidenza” e l’accesso alle nostra vita privata siamo noi a regolarlo, alemno su Facebook. Perchè al supermercato sarà difficile determinare chi incontrare o meno, soprattutto se andiamo anche a far la spesa in tuta o con la pinza nei capelli. No?</p>
<p>Vi rimando sempre al post precedente dove ho ben spiegato cosa penso dell&#8217;<a href="http://www.catepol.net/2011/12/06/amicizia-prof-e-alunni-su-facebook" target="_blank">amicizia Prof Alunni su Facebook</a>.</p>
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		<title>Che io sappia&#8230;</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/02/04/che-io-sappia/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TweetIn merito alla questione sospensione attività didattiche a Roma da parte del Sindaco Alemanno, c&#8217;è qualcosa che non quadra. Chi lavora nella scuola dovrebbe aver già fatto la stessa riflessione che sto facendo io. Il Sindaco e il Prefetto decidono la chiusura delle scuole (e degli uffici). Chiusura. Gli alunni non devono andare a scuola.<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/02/04/che-io-sappia/">Che io sappia&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/02/scuola-chiusa-per-neve.jpg" alt="" title="scuola-chiusa-per-neve" width="300" height="199" class="aligncenter size-full wp-image-61824" /></p>
<p>Il Sindaco e il Prefetto decidono la chiusura delle scuole (e degli uffici).<br />
Chiusura. Gli alunni non devono andare a scuola. I genitori non ce li possono portare. Anche il personale non lavora.</p>
<p>Il Dirigente Scolastico decide la sospensione delle attività scolastiche (nel suo Istituto).</p>
<p>In caso di SOSPENSIONE delle attività scolastiche, sempre il Dirigente Scolastico (nel suo solo Istituto) stabilisce il contingente, tra il personale, che deve assicurare i servizi essenziali a scuola.<br />
Cioè, attraverso una circolare del Dirigente, stabilisce quanti e chi, tra il personale, deve garantire i servizi minimi (in presenza di minori, ovviamente, mica per altri motivi).</p>
<p>Volendo fare anche il pelo, il servizio essenziale riguarda il personale ATA. Personale docente ed educativo coinvolto solo se l&#8217;Istituto, la scuola, è un Convitto Nazionale / Educandato (ergo gli alunni ci mangiano e ci dormono e quindi, in caso di neve, in caso di sciopero, possono non poter rientrare a casa, non possono essere messi in mezzo ad una strada, essendo minori).</p>
<p>Mi chiedevo, dato che sindaco + prefetto sono quelli che CHIUDONO le scuole, mentre i Dirigenti Scolastici sono quelli che SOSPENDONO le attività didattiche nelle singole scuole (non viceversa), Alemanno come ha potuto sospendere l&#8217;attività didattica lasciando le scuole aperte?</p>
<p>Ha in pratica deciso che gli alunni erano giustificati se non ci andavano, mentre i prof dovevano garantire l&#8217;apertura e il servizio&#8230;metti caso un genitore non sapeva dove parcheggiarli.<br />
Nella singola scuola il Dirigente ha diramato la sua bella circolare con i servizi essenziali? Si? No? Perché ad attività didattica sospesa, non lavorano tutti, ma solo quelli designati per i servizi minimi. </p>
<p>Che io sappia. Magari non conosco tutta la normativa. Metto le mani avanti. </p>
<p>Oppure:<br />
Caso a) se il sindaco non ha chiuso le scuole e se ogni dirigente scolastico della Capitale non ha sospeso le lezioni, le scuole a Roma erano regolarmente aperte<br />
Caso b) a Roma qualcuno ha commesso un abuso di potere</p>
<p>Vi devo citare articoli, CCNL e normativa o siete in grado di googlare da soli? <img src='http://www.catepol.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>PS nelle 2 ordinanze (<a href="http://lnx.atpromaistruzione.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Ordinanza-n.-24-del-2-febbraio-2012-del-Sindaco-di-Roma-Capitale.pdf" target="_blank">una</a> e <a href="http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/chiusura4febbraio.pdf" target="_blank">due</a>) si parla sia di sospensione che di chiusura. Alemà&#8230;deciditi eh</p>
<p>Aggiornamento: <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/02/03/news/presidi_infuriati_molti_istituti_nel_caos_cercavo_le_notizie_sul_blog_del_sindaco-29234977/" target="_blank">mi pareva strano che i Presidi non avessero detto nulla</a>&#8230;</p>
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		<title>Ciao Splinder e grazie. Son blogger per colpa tua&#8230;</title>
		<link>http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su Splinder. Cercavo una roba per fare un sito gratis, incappai nella parola blog. Cercai come fare un blog gratis arrivai a &#8220;il tuo blog in 5 minuti&#8221;. 5 minuti dopo avevo un blog. Poi un altro e un altro ancora. Ne risultano<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/31/ciao-splinder-e-grazie-son-blogger-per-colpa-tua/">Ciao Splinder e grazie. Son blogger per colpa tua&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<p>Poi un altro e un altro ancora. Ne risultano 10 aperti da me, nell&#8217;account Splinder (aperti prima che decidessero che se ne potevano aprire solo 3 a testa, come sono anziana). Tematici, personali, di lavoro, di cazzeggio. Non cercateli, son tutti lucchettati da quando mi son trasferita su un dominio mio. Alla fine e-learning e succedeacatepol son stati fusi tutti qua su Catepol 3.0 (e questo vi spiega anche il 3.0 del titolo).</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/01/splinder-1024x768.png" alt="" title="splinder" width="440" height="330" class="aligncenter size-large wp-image-61821" /></p>
<p>31 gennaio 2012 Splinder chiude. Potevi arrivare fino a novembre 2012 per i miei 10 anni da blogger, ma tant&#8217;è.<br />
Splinder chiude e si porta con sé una fetta consistente della blogosfera italiana. Quella che ha accolto anche me da subito, la grande famiglia di cui ti sentivi parte pur non conoscendo nessuno.<br />
Ricordo quando i blog erano veramente pochi. Persone, nomi, nickname di Splinder. Gli incontri di persona, i Barcamp, sono venuti dopo.<br />
Amicizie nate in rete, conosciute poi spesso di persona o ancora no. Si commentava, si chattava quasi, nei commenti di alcuni blog di Splinder, ci si riconosceva dalla scrittura, ci si amava o ci si odiava.</p>
<p>Poi vennero le classifiche, ma questa è già un&#8217;altra storia, molto più recente. E un blog di Splinder non si doveva permettere di scalarle, un blog di Splinder era troppo sfigato, la blogosfera che conta aveva traslocato su un dominio suo&#8230;</p>
<p>Non ho niente da esportare da Splinder o da reindirizzare. Quello che dovevo portarmi dietro l&#8217;ho portato già qui su catepol.net. Lascio morire l&#8217;account così, con quello che contiene e con una marea di ricordi.</p>
<p>Un pezzo di rete (intesa come relazione più o meno forte tra la gente che ha qualcosa da raccontare online, ancor prima dell&#8217;avvento dei social network e della partecipazione di massa) si chiude. </p>
<p>Ciao Splinder e grazie. Se sono blogger e continuo imbrattare questo blog con le mie cose è anche colpa tua.</p>
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		<title>Maledette presentazioni Powerpoint&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 19:09:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetHo preso l&#8217;abitudine di segnarmi cosa NON fare, quando partecipo a seminari, corsi, workshop in cui non sono io a parlare. Il titolo è volutamente ironico. Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/19/maledette-presentazioni-powerpoint/">Maledette presentazioni Powerpoint&#8230;</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<p> <img src='http://www.catepol.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sono stata ad un seminario in cui colleghi docenti spiegavano progetti ad altri docenti e ai Dirigenti. Previsti una ventina di interventi, ognuno rigorosamente di Powerpoint munito. Dovrei dire &#8220;Evviva! Finalmente!&#8221;<br />
100% di uso del computer da parte dei colleghi che dovevano riferire. Nessuno a spiegare a braccio o senza supporto visivo. Ognuno con una presentazione Powerpoint più o meno multimediale da mostrare.<br />
C&#8217;è speranza per la scuola digitale!</p>
<p>Contenuti interessanti. Ho partecipato tra il pubblico ascoltante fino all&#8217;ultima slide prevista. </p>
<p>Solo che&#8230;</p>
<p>20 presentazioni rigorosamente in Powerpoint con tutte le animazioni possibili e immaginabili utilizzate in una sola mattinata. Tutte. Le. Benedette. Animazioni. Tutte. Ho visto effetti che non pensavo esistessero. </p>
<p>Animata ogni santissima slide, o quasi.</p>
<p>Bella la prima foto che entra in dissolvenza, bello il primo titolo che entra dal basso verso l&#8217;alto saltellando. Alla terza animazione, però, mi viene l&#8217;orticaria. Ce n&#8217;è veramente bisogno?</p>
<p>Io tendo a non usarle mai, nelle mie presentazioni.<br />
Metto le mani avanti: non sto dicendo che le mie siano più belle di quelle ascoltate e viste ieri, che so usare meglio Powerpoint (in realtà anche Keynote), che non si fa così.<br />
Ho cambiato e cambierò stile comunicativo per le mie slide, correggendo man mano i diversi errori di impostazione che anche io continuo a fare. Ho tanto ancora da imparare.</p>
<p>Preparare una presentazione bella, comunicativa, efficace, che raggiunga lo scopo per cui è stata pensata, è qualcosa di complesso e si impara facendo, testando, ri-tarando il tutto, aggiornando, eliminando. Less is more, in effetti. Prima, difficilissima, regola delle presentazioni.</p>
<p><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/01/larger-than-life-300x224.jpg" alt="" title="larger-than-life" width="300" height="224" class="aligncenter size-medium wp-image-61800" /></p>
<p>Statistica a spanne del seminario in questione: tutte le 20 presentazioni prodotte con Powerpoint, salvate come ppt o pptx. Un paio in pps. Keynote questo sconosciuto. Non pervenute soluzioni online tipo Prezi.<br />
Il pc utilizzato per proiettare aveva solo Openoffice (comunque ottima scelta) installato. Ergo, non era mica detto che tutto funzionasse come era stato progettato in Powerpoint.</p>
<p>Che peccato! Il lavoro di ore ed ore, di tanti ppt e pptx con i caratteri più improbabili, le alabarde spaziali sulle foto e il rumore del proiettile quando entra una riga di testo, se hai solo Openoffice poi non rende bene!</p>
<p>Ecco un altro buon motivo per non eccedere con animazioni ed effetti!</p>
<p>Quando non si conosce il computer che verrà utilizzato, relativo software e versione, è banale, meglio portarsi dietro la presentazione in diversi formati. Ci sono maggiori probabilità che un PC legga il ppt e non il pptx. Purtroppo. Il PDF delle slide, male che vada la compatibilità Powerpoint/Openoffice, può salvare capra e cavoli. Così come le slide caricate preventivamente su Slideshare o similari, online. Perchè, per una legge non scritta, le chiavette usb potrebbero non funzionare/essere lette proprio quando servono. Anche se fino a un minuto prima funzionavano.</p>
<p>Vogliamo parlare della densità di lettere e paragrafi presenti in una sola slide? Alcune veramente pesantissime. Come se creare più slide con lo stesso contenuto (equivalente di due fogli Word fitti fitti, a volte) si pagasse di più. Non è che stai meglio in 10 minuti di intervento se compatti tutto in poche slide fitte fitte. </p>
<p>Se poi la leggi pure questa slide fitta fitta&#8230;</p>
<p>Non è che per raccontare la tua esperienza devi mettere proprio tutte le foto che hai scattato quando eri là. Bastano un paio di momenti significativi.</p>
<p>Ah, i template. Non è che più è colorata l&#8217;immagine di sfondo e più bella viene la presentazione. Le onde del mare, le scacchiere ecc. Sono pesanti, distraggono. Spesso non si abbinano al colore del font utilizzato. </p>
<p>Il font. Carattere sempre troppo piccolo, box testo messi quasi sempre a caso, non formattatti al loro interno.</p>
<p>Qui <a href="http://powerpointsymphony.com/?p=280" target="_blank">un po&#8217; di consigli per migliorare le presentazioni</a>, già che ci sono.</p>
<p>In ogni seminario che si rispetti arriva sempre il momento della presentazione che non si apre in nessun modo. Dopo vari tentativi del &#8220;tecnico&#8221;, c&#8217;è sempre un &#8220;tecnico&#8221; addetto in questi momenti, dopo lo spegni e riaccendi, la decisione. Stacca il portatile, prendi quello del relatore, dove sicuramente la presentazione funzionava, attaccalo al proiettore, fai partire, funziona.<br />
Alla fine, tocca sempre al &#8220;tecnico&#8221; staccare il portatile, rimettere il portatile ufficiale, ricollegare il proiettore, controllare se tutto funziona come prima&#8230; Meno male che dopo lo stacca/attacca abbiamo fatto la pausa caffè!!</p>
<p>Termino con un video che ben riassume il fallimento della comunicazione attraverso una presentazione Powerpoint fatta sempre, perennemente, allo stesso modo, quello sbagliato. </p>
<p>E&#8217; in inglese, ci si riesce comunque a riderci su. E tutto serve per imparare!</p>
<p><iframe width="480" height="274" src="http://www.youtube.com/embed/3rHFNJnDPYY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Enjoy!</p>
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		<title>Tanto non se ne accorge</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:45:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetDialogo tra due ragazzetti di scuola media realmente ascoltato. &#8220;Noi della nostra classe sai come facciamo? Abbiamo creato un gruppo su Feisbuc che si chiama III B, la nostra classe&#8230; Capito? e prima di un compito ci passiamo tutti gli appunti oppure se sappiamo le domande, ci passiamo le risposte. Poi durante il compito ci<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/10/tanto-non-se-ne-accorge/">Tanto non se ne accorge</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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<p>&#8220;Noi della nostra classe sai come facciamo? Abbiamo creato un gruppo su Feisbuc che si chiama III B, la nostra classe&#8230; Capito? e prima di un compito ci passiamo tutti gli appunti oppure se sappiamo le domande, ci passiamo le risposte.<br />
Poi durante il compito ci mandiamo un sacco di messaggi. Certi che hanno il telefonino che va su internet controllano le risposte e ce le passiamo&#8230; Tanto la prossoré manco se ne accorge&#8230;&#8221;</p>
<p>Le k mettetecele voi, non son capace di inserirle al posto giusto per rendere il dialogo più realistico.</p>
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		<title>63,206 caratteri di status su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 22:53:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetForse non tutti sanno che, mentre su Twitter il limite dei caratteri per Tweet è 140, su Facebook possiamo scrivere la bellezza di 63,206 caratteri in un singolo status. Un Tweet si visualizza subito e si legge immediatamente. Visualizzare e leggere uno status di Facebook di 63 mila e passa caratteri diventa un po&#8217; più complicato<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/05/63206-caratteri-di-status-su-facebook/">63,206 caratteri di status su Facebook</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61763" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F05%2F63206-caratteri-di-status-su-facebook%2F&amp;text=63%2C206%20caratteri%20di%20status%20su%20Facebook&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F05%2F63206-caratteri-di-status-su-facebook%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/01/05/63206-caratteri-di-status-su-facebook/"></g:plusone></div><p>Forse non tutti sanno che, mentre su Twitter il limite dei caratteri per Tweet è 140, su Facebook possiamo scrivere la bellezza di <a href="http://mashable.com/2011/11/30/facebook-status-63206-characters/">63,206 </a>caratteri in un singolo status.</p>
<p>Un Tweet si visualizza subito e si legge immediatamente. Visualizzare e leggere uno status di Facebook di 63 mila e passa caratteri diventa un po&#8217; più complicato e richiede tempo.</p>
<p>Io mi chiedo: abbiamo voglia di leggere status così lunghi? Romanzi, racconti brevi&#8230;non status.</p>
<p>In pratica possiamo tranquillamente sostituire le note con un aggiornamento della bacheca.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-61764" title="caratteri facebook status update" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2012/01/Immagine-1-300x75.png" alt="" width="300" height="75" /></p>
<p>Quello che apparentemente sembra un numero di caratteri dettato dal caso, non lo è, invece, come spiega uno degli ingegneri di Facebook, Bob Baldwin su <a href="http://www.zdnet.com/blog/facebook/facebook-increases-status-update-character-limit-to-63206/5754" target="_blank">ZDnet</a>: è un numero ricavato con un calcolo che potremmo definire nerd.</p>
<blockquote><p>&#8220;Facebook … Face Boo K … hex(FACE) – K … 64206 – 1000 = 63206.”</p></blockquote>
<p>Il numero è calcolato utilizzando il sistema numerico esadecimale (<a href="http://easycalculation.com/hex-converter.php" target="_blank">hexadecimal numeral system</a>): il valore esadecimale di FACE è 64,206 meno K (kilo-) (prefisso di 1,000), si arriva a 63,206.</p>
<p>Come visualizzare 63,206 caratteri e capire quanta roba ci si può scrivere dentro? Su <a href="http://mashable.com/2012/01/04/facebook-character-limit/#411378-The-New-York-Times-Metro-Section" target="_blank">Mashable</a> ci hanno provato attraverso 10 oggetti testuali rapportabili a 63,206 caratteri per contenuto incluso. Una <em><a href="http://www.352media.com/blog/10-Ways-to-Utilize-Facebooks-New-Character-Limit-on-Posts.aspx" target="_blank">idea</a></em> di <em><a href="https://twitter.com/#!/amymoczynski" target="_blank">Amy Moczynski</a>.</em></p>
<p>In pratica ci si può scrivere lo script di un film dentro uno status di Facebook. Oppure la costituzione Americana anche più di una volta.</p>
<p>63,206 caratteri in uno status di Facebook equivalgono a:</p>
<p>1. <strong>I primi 20 Capitoli della Genesi della Bibbia</strong> che sono 63,136 caratteri, inclusi i numeri dei versetti.</p>
<div>
<div>2. <strong>Lo script di </strong><em><strong>Bambi</strong>, c</em>artone animato Disney del 1942: ci va 2.7 volte, lo script consta di 23,331 caratteri. Oppure lo script del primo film animato Disney, Biancaneve che ci va 1.9 volte.</div>
<div></div>
<div>
<div>3. <strong>451.5 Tweet di 140 caratteri ciascuno</strong></div>
<div></div>
<div>
<div>4. <strong>La canzione dei Journey <em>Don&#8217;t Stop Believin&#8217; </em></strong>ci va 61 volte (1,035 caratteri alla volta)</div>
<div></div>
<div>
<div>5. <strong>Il 73% della <em>Comedy of Errors </em>di Shakespeare</strong> (86,284 caratteri totali)</div>
<div></div>
<div>
<div>6. <strong>Gli ultimi 3 Episodi di <em>Friends</em></strong> (62,270 caratteri totali)</div>
<div></div>
<div>
<div>7. <strong>La Costituzione Americana</strong> che è fatta di 27,159 caratteri, ci entra 2.32 volte.</div>
<div></div>
<div>
<div>8. L&#8217;intera sezione Metro del <strong><em>New York Times</em> </strong>(12 articoli), più 1.5 articoli della sezione Nazionale  circa 63,049 caratteri.</div>
<div></div>
<div>
<div>9. <strong>Metà di </strong><em><strong>The Old Man and the Sea</strong>, </em>Il Vecchio e il mare di Ernest Hemingway con i suoi 133,130 caratteri, il 47% per essere precisi.</div>
<div></div>
<div>
<div>10. Un buon estratto di <em><strong>War and Peace</strong>, </em>Guerra e pace di Tolstoy (sono 3,201,080 caratteri, si può pubblicare tutto in circa 50 puntate, ops aggiornamenti di status su Facebook.</div>
</div>
<div></div>
<div>Avete voglia di provare a vedere cosa si riesce a scrivere dentro uno status di Facebook? Tipo&#8230;questo post ci stava tutto.</div>
<div><a href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/" target="_blank">Potremmo anche fare a meno dei blog a questo punto</a>?</div>
<div></div>
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<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2012%2F01%2F05%2F63206-caratteri-di-status-su-facebook%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2012/01/05/63206-caratteri-di-status-su-facebook/"></g:plusone></div><p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2012/01/05/63206-caratteri-di-status-su-facebook/">63,206 caratteri di status su Facebook</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<media:title type="html">caratteri facebook status update</media:title>
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		<title>Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate? Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse. Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/">Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61715" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F30%2Fblog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog%2F&amp;text=Blog%2C%20blogger%2C%20blogosfera%2C%20social%20network%20e%20%23risorgiblog&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F30%2Fblog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/"></g:plusone></div><p>128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate?</p>
<p>Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse.</p>
<p>Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel 2012 a scrivere e condividere su queste pagine.</p>
<p>In questi giorni di festa e relax natalizio (mentre stavo a mangiare due zeppole dai miei) la blogosfera appare in  gran fermento su queste tematiche (più pasquali che natalizie, trattando di morte e resurrezione): blog morti, blog che devono risorgere, risorgeranno mai questi blog, siamo meno blogger da quando ci sono i social network&#8230;</p>
<p>La blogosfera, in fermento. Come non accadeva da tempo. Blog che discutono di blogging, un evergreen, comunque. Voglio aggiungere un paio di riflessioni.</p>
<p>Diciamo meglio, almeno per quanto mi riguarda: la blogosfera è qui intesa come alcuni tra i blog che leggo, soprattutto di amici. Gente che aveva e ha un blog, che conosce gente che ha un blog, che a sua volta conosce gente che ha un blog&#8230;per dirla con il prof. (e amico blogger) <a href="http://blog.stefanoepifani.it/" target="_blank">Stefano Epifani</a>.</p>
<p>Gente che è ovviamente parte delle mie reti sociali in almeno un social network a scelta tra Twitter, Friendfeed, Facebook&#8230;e che leggo anche così, non solo sul blog. Gente con cui mi relaziono online (ma anche offline, quando possibile). Gente con cui il piacere di leggersi e conversare non ha bisogno di risorgere, perchè è vivo e vegeto, seppure in forme diverse rispetto a qualche tempo fa. Gente che popola il mio feed reader.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-61716" title="blogosfera" src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/blogosfera-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Per dire&#8230;<a href="http://www.mantellini.it/?p=16984" target="_blank">i blog che legge Mantellini</a> hanno scritto molto meno di me nel 2011, volendo stare alle statistiche, e di molti tra i blogger che leggo, logorroici come me, ma non è questo il punto.</p>
<p>Una &#8220;Blogosfera 2011&#8243; che <a href="http://vincos.it/2011/12/02/la-blogosfera-italiana-quinta-ed-ultima-parte/" target="_blank">Vincenzo Cosenza</a> ha provato a visualizzare evidenziando nodi e correlazioni tematiche e di affinità. Una blogosfera ancora esistente, a quanto pare, cambiata dai social network e dalla velocità di posting maggiore che Twitter e Facebook concedono, pur sempre presente.</p>
<p>Uno zoccolo duro, a leggere nomi e link analizzati da Vincos.</p>
<p><a href="http://mediamondo.wordpress.com/2011/12/29/risorgiblog/" target="_blank">Giovanni Boccia Artieri</a> ben riassume le varie discussioni in corso sul risorgere dei blog nel 2012. Ne nasce un titolo che è anche un hashtag per Twitter <a href="https://twitter.com/?iid=am-150023031913252333195445340&amp;nid=23+sender&amp;uid=22083&amp;utm_content=profile#!/search/%23risorgiblog" target="_blank">#risorgiblog</a>  (non si può oramai prescindere, non si può lasciare un post solo su un blog con i suoi commentatori, le conversazioni avvengono anche altrove, abbiamo imparato da tempo a tenere il filo di ciò che si dirama da un blog attraverso Twitter, Facebook, Friendfeed ecc. anche se è più faticoso). Mi dicono che <a href="https://twitter.com/?iid=am-150023031913252333195445340&amp;nid=23+sender&amp;uid=22083&amp;utm_content=profile#!/search/%23risorgiblog" target="_blank">#risorgiblog</a> sia diventato anche trending topic di Twitter ad un certo punto e che ne è nato anche uno <a href="http://storify.com/gba_mediamondo/risorgiblog#" target="_blank">Storify</a> per tenerne traccia. Bene!</p>
<p><a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1487" target="_blank">Giuseppe Granieri</a>, pur avendo ridotto sensibilmente la sua produzione di post sul blog, scrive:</p>
<blockquote><p>Personalmente non so se ci sia un Rinascimento Blog, ma posso affermare in tutta tranquillità che in questi 10 anni io non ho smesso un attimo di leggere i blog e sono molto grato a tutti coloro che li usano per condividere idee, pensieri e spunti di riflessione.</p></blockquote>
<p>Personalmente, lo penso anche io. Non ho mai smesso di leggere i blog che ancora scrivono nè di scrivere il blog su cui io stessa scrivo. I social network amplificano, il blog è sempre l&#8217;hub da cui tutto parte. Almeno ciò che merita di essere approfondito o semplicemente conservato e reso ricercabile a chi ci arriva anche dopo diverso tempo dalla data in cui è postato.</p>
<p>Il blog è l&#8217;espressione del proprio ego. <a href="http://www.catepol.net/2009/04/14/3308/" target="_blank">Bloggo, ergo sum</a>. Quante volte lo abbiamo detto in passato?</p>
<p>Ad avere un blog oggi, per dire, c&#8217;è anche mia cugina o la mia collega a scuola, arrivate al blog con un percorso inverso, stanche di Facebook e desiderose di avere uno spazio proprio, magari solo per metterci le proprie ricette o le proprie foto.</p>
<p><a href="http://www.pandemia.info/2011/12/29/2012-lanno-della-rinascita-dei-blog.html" target="_blank">Luca Conti</a> spiega bene i suoi propositi di rimettere al centro della sua presenza digitale il blog e di rivedere soprattutto il &#8220;tempo&#8221; da dedicare ai social network. Io, come lui, non ho mai inglobato i post del blog nelle note su Facebook (forse non le ho proprio mai usate, sapete?)</p>
<p>Sempre preferito mantenere ciò che è mio in uno spazio mio e totalmente controllabile. Sempre preferito amplificare coi social, come è giusto che sia. Il blog è il blog. Se voglio che qualcosa raggiunga veramente tutti, è qua che la scrivo. Pur seguendo le conversazioni che ne nascono ovunque. E con ovunque aggiungo anche Google Plus, che fino ad ora non ho nemmeno nominato e che, in teoria, vorrebbe sostituire davvero i blog. Non ci credo neanche se lo vedo.</p>
<p>Anche Facebook da qualche tempo offre la possibilità di scrivere status lunghi fino a 60000 caratteri. Anche Facebook, quindi, prova a farci scrivere le nostre cose là, piuttosto che su spazi nostri. Regalandoci la Timeline e il &#8220;recupero&#8221; di quanto fino a ieri, invece, si perdeva nello stream. Regalandoci la possibilità di scrivere &#8220;Romanzi&#8221; e non più semplici &#8220;Status&#8221;.</p>
<p>Molta gente, pensando di avere spazi propri su Facebook o su Google Plus, è là che argomenterà e condividerà. Ben venga anche il fatto che raccolgano lettori e commentatori attraverso questi strumenti. Non c&#8217;è nulla di male. L&#8217;uso social della rete non deve certo essere uguale per tutti. Dinamiche di massa a cui un singolo utente può decidere se e come aderire e partecipare. Spazi da occupare. Quando trovo persone interessanti da leggere, non importa il mezzo (pur preferendo il blog). Mi adeguo.</p>
<p>I VIP italiani proprio in questo momento storico scoprono Twitter per raccontarsi e raccontare. Un pubblico sempre più vasto che in massa accorre. Scambiando Twitter per il numero di cellulare del VIP in questione a cui inviare SMS mediante una o più mention. Chiocciolina/nomedelVIP e INVIO: sperando di ricevere risposta e guadagnare non più il quarto d&#8217;ora di fama, ma giusto 140 caratteri da raccontare agli amici &#8220;ehy, sono stato citato dal VIP su Twitter!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.webeconoscenza.net/2011/12/29/mea-culpa/" target="_blank">Gigi Cogo</a> si assume la &#8220;colpa&#8221; di aver fatto partire questa discussione. Ci sono giornate in cui, in effetti, è vero: dal feed reader non esce nulla di interessante da leggere mentre sui vari social network è tutto un pullulare di condivisioni, battute, link che, ti distrai due minuti magari per festeggiare il Natale con i tuoi, si sono già persi nello stream o nella Timeline.</p>
<p>Ci sono giornate in cui i blogger non scrivono, me compresa, però non si fanno desiderare sui vari social, dove sicuramente una foto, uno status, una battuta e un mi piace vengono scambiati.</p>
<p>Meno male che qualcuno si prende ancora la briga di scrivere sul blog e, quindi, di arrivarmi nel feed reader. Ora che ci penso, se così non fosse stato, non avrei partecipato a questa conversazione sulla blogosfera che muore, risorge, s&#8217;accascia, si riprende.</p>
<p>Ci sono giornate in cui è interessante seguire quello che qualcuno condivide su Twitter e Facebook, anche se non ha scritto nulla sul suo blog. Oppure proprio perchè non ha un blog. No, su Google Plus, rinuncio. Non vi seguirò.</p>
<p>Il web oramai è bello perchè è vario. Qualcosa di interessante condiviso dalle persone che seguiamo, esce sempre, su bacheche e profili, anche se il passaggio non è più la vecchia serendipity che ti portava di blog in blog, di link in link. E&#8217; un po&#8217; più vario, imprevedibile, complesso.</p>
<p><a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/12/29/fare-luce-sui-blog/" target="_blank">PierLuca Santoro</a> scrive e argomenta, spostando la riflessione anche sulla <a href="http://goo.gl/Mir1R" target="_blank">professionalità</a> che chi gestisce un blog dovrebbe avere. Blog inteso non come categoria, ma come &#8220;scatolone&#8221;. In effetti col blog ognuno poi ci fa quello che vuole e i blogger, da sempre, non sono perfettamente categorizzabili. Ognuno prendendosi la responsabilità di ciò che scrive, di come lo scrive e degli eventuali tornaconti personali che dovrebbero essere gestiti con trasparenza, almeno per rispetto nei confronti dei propri lettori.</p>
<p>Sicuramente ho dimenticato qualcuno dei partecipanti alla discussione &#8220;Risorgimento Blog&#8221;. Nei post citati, comunque trovate molti altri rimandi e link a post in cui se ne parla. Utile conoscere più pareri in merito.</p>
<p>Ecco, la blogosfera. Se tornassimo al 2007 per un attimo, <a href="http://www.catepol.net/2008/07/18/ciao-sono-lologramma-di-catepol-sono-qui-ma-sono-altrove/" target="_blank">questo post verrebbe bannato da BlogBabel perchè contenente troppi link e rimandi ad altri blog</a> che rimandano ad altri blog che si linkavano tra loro. Roba che ti falsa l&#8217;algoritmo. Roba che se la ricorda solo chi aveva un blog all&#8217;epoca dei fatti. Roba che accadeva sotto Natale e la blogosfera scopriva che linkare tutti gli amici per fare gli auguri andava contro le regole.</p>
<p>O meglio, lo scoprivo io. E&#8217; me che eliminarono dalla classifica dei blogger italiani, mica altri. E&#8217; sempre questo blog, poi riammesso e &#8220;perdonato&#8221; che ha parametri falsati (vi balza all&#8217;occhio subito guardando <a href="http://it.blogbabel.com/classifica-blog/blog/succedecatepol/" target="_blank">qua</a>, i miei post più citati portano il link al blog su Splinder, pensate un po&#8217;&#8230;e a questa cosa non si può riparare&#8230;parole loro&#8230;).</p>
<p>Oggi invece, taggare tutti in una foto su Facebook oppure attraverso le @mentions su Twitter è così normale. Non si sfasciano algoritmi, anzi&#8230;può essere pure che ti aumenti il Klout (nuovo parametro NON scientifico per mostrare al mondo quanto si è influenti in rete).</p>
<p>Roba che potremmo aprirci diversi flame, come ai vecchi tempi. E allora sì che sarebbe un vero Risorgimento Blog!!</p>
<p>Su Splinder, per la cronaca: a partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso. Migliaia di blog che migrano su altri lidi (WordPress ecc.) e su domini proprietari. Il 2011 è quindi l&#8217;anno della morte di un servizio blog e non dei blog, se proprio vogliamo essere precisi. Di un servizio che ha fatto la storia della blogosfera italiana. Io ho cominciato là nel 2002, come me tanti. Blog ancora in vita, blog che è un peccato perdere anche se non aggiornati, blog e loro contenuti, che appartengono ai blogger che li hanno scritti, seppure su un servizio non loro.</p>
<p>10 anni di blog o di partecipazione alla blogosfera. 10 anni in cui il web sociale è diventato veramente alla portata di tutti e non più una parte abitata della rete, ma solo da pochi.</p>
<p>Ho sempre scritto che &#8220;<a href="http://www.catepol.net/2009/11/26/digital-life-social-network-lifestreaming%E2%80%A6ti-faccio-il-disegnino-2/" target="_blank">Solo il blog è per sempre</a>&#8221; da quando nella nostra vita digitale si sono inseriti anche i social network ed è diventato necessario animare e presidiare anche altri canali. Il blog, questo spazio di cui abbiamo pieno controllo, anche quello di cancellare o di moderare chi non ci piace. Toglietemi tutto, ma non il mio blog. Solo il blog è per sempre, solo il blog è totalmente mio. Gli altri canali, invece, possono cambiare come cambia il vento. Oggi siamo su Facebook e Twitter, magari anche su Google Plus. Domani chi può dirlo?</p>
<p>Preferisco spostare i miei feed sui nuovi profili di social network che aprirò e che abiterò, non mi ci trasferirò mai. Preferisco partire sempre da qua, da questo blog, da ciò che sono, a prescindere dai social network.</p>
<p>Per concludere, se fate risorgere i vostri blog non mi dispiace, anzi! Dai, proposito per il 2012: più post sui blog per tutti!</p>
<p>Per coordinare il tutto coi i social network, in caso, posso darvi una mano io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Feste 2.0?</title>
		<link>http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/</link>
		<comments>http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:38:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetE gli hashtag del 2011, i video più visti su Youtube, cosa ha cercato la gente su Google nel 2011, i topic principali su Facebook, le 50 applicazioni iPhone più scaricate del 2011, le migliori applicazioni per iPhone e Android, i best trending topic di Twitter, i miei 50 miglior post del blog nel 2011<p>-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: <a href="http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/">Feste 2.0?</a> - <a href="http://www.catepol.net">Catepol 3.0</a>

Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.--</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton61711" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F&amp;text=Feste%202.0%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.catepol.net%2F2011%2F12%2F22%2Ffeste-2-0%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.catepol.net/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.catepol.net/2011/12/22/feste-2-0/"></g:plusone></div><p>E gli hashtag del 2011, i video più visti su Youtube, cosa ha cercato la gente su Google nel 2011, i topic principali su Facebook, le 50 applicazioni iPhone più scaricate del 2011, le migliori applicazioni per iPhone e Android, i best trending topic di Twitter, i miei 50 miglior post del blog nel 2011 ve li raccolgo anche in un ebook, le più belle infografiche, la classifica delle pagine Facebook con più fan e con miliardi di Like del 2011, i top dei top su Klout, le Twitstar, i topblogger (esistono ancora?), le Storify dell&#8217;anno, i Friendfeeders che odio, i followers che amo, i punti su Foursquare che non s&#8217;è mai capito a cosa servano realmente, le più belle foto di Instagram (povero Flickr così maltrattato oramai anche se le foto più belle del 2011 ovviamente le troviamo anche là), quanti retweet servono per diventare famosi, quanti followers, quanti fan, quanti mi piace, quanti reshare, condividimi questo, condividimi quello, il tag nelle foto natalizie di parenti, amici e sconosciuti, i miei 100 migliori tweet in un comodo PDF scaricabile, la newsletter natalizia, le mail augurali con 100 indirizzi in copia&#8230;<br />
Non oso aprire Google Plus per sapere che passa da là.</p>
<p><a href="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/20111222-133122.jpg"><img src="http://www.catepol.net/wp-content/uploads/2011/12/20111222-133122.jpg" alt="20111222-133122.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>Moltiplica per &#8220;n&#8221; contatti sui Social Network (che comprendono anche amici e parenti, oramai). Chiunque.<br />
Tutti produttori di contenuti natalizi da condividere.</p>
<p>Essere originali a tutti i costi e paradossalmente far tutti le stesse cose.</p>
<p>Non me ne vogliate ma, se queste sono le originalissime &#8220;feste 2.0&#8243; a cui sto partecipando, ecco&#8230;io mi sarei già abbondantemente stancata.</p>
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