Volevo ripartire dal blog…

…invece son mesi senza ADSL a casa, il piano dati sull’iphone mi declassa a velocità ridotta dai primi del mese (come non averla proprio la connessione!), ma quanto consumo? Ma sempre su internet sto?
Ah, e l’ipad 1 pesa, é scomodo, non ci puoi far tutto (non è vero, ovvio, ho fatto cose in queste condizioni, che voi umani…)

Vabbè…

Come scusa, essere “digital divisa”, non è un granché, mi sembrava solo buona per rompere il “blocco del blogger”

:)

Buona Pasqua e buona Pasquetta fatte, intanto.

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Ora ve li buco i messaggi multipli su Facebook!

2014 cominciato esattamente come è finito il 2013 per quanto riguarda i messaggi privati di Facebook. Rimane l’abitudine, per tanti, troppi oramai, di abusare dello strumento.

Come? Con i messaggi privati multipli, indirizzati a 100 contatti tutti insieme. Fortunatamente c’è un limite almeno nel numero.

Si può solo uscire dalle conversazioni, purtroppo, dopo che qualcuno ci ha inserito e dopo che cominciamo a ricevere il fiume della conversazione in atto. Si, si potrebbe anche decidere da chi farci inviare messaggi privati su Facebook, lasciando la possibilità solo agli amici.

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Stamattina sono stata svegliata proprio dal suono ripetuto delle notifiche del Messenger (all’unisono poi su iPhone e Ipad). Sarà successo qualcosa, ho pensato.

E no, non ditemi che è il prezzo da pagare per avere tanti “amici” sui social, la conversazione multipla. Non lo è.

I messaggi privati, sono privati. Magari a piccoli gruppi, se il tema è comune (organizzare una pizza, darsi appuntamento per qualcosa, coordinarsi). I messaggi privati collettivi, con persone sconosciute, non sono più privati, tanto vale utilizzare la bacheca + il tag alle persone.

Educhiamoci tutti a monte: prima di mandare un messaggio privato a 100 persone (che siano gli auguri di natale, della befana o l’invito a votare Renzi o chi so io o il gioco stupido con cui si pensa di contribuire alla prevenzione del cancro al seno….) chiediamoci quanto stiamo invadendo la privacy della gente e quanto risultiamo inutili.

Chiediamocelo e prima di cliccare invio, dopo aver aggiunto i 100 contatti, proviamo anche a risponderci. Una volta lo avremmo chiamato semplicemente spam.

Invasione di privacy perché si mettono in una chat di gruppo anche sconosciuti fra loro che non è detto condividano lo stesso tema del messaggio.

Infatti poi cosa accade? Cominciano le risposte “ok” “grazie” “ciao” e anche i “toglietemi dal gruppo” ecc . Il delirio.

La privacy perché tutto ciò si traduce nell’invasione del proprio cell/tablet sui quali la app Messenger con solerzia segnala ogni notifica di messaggio privato.

Come abbiamo le notifiche sms, mail, whatsapp ecc. abbiamo anche queste e sono per il contatto privato, personale, importante, rapido. Perchè Twitter prima, Facebook poi, li avrebbero chiamati Messaggi Diretti o Messaggi Privati?

Nessuno ci autorizza a invadere gli spazi privati altrui se non è importante. Nessuno ci autorizza a mandare pacchi di informazione inutile ai nostri contatti. Nessuno ci autorizza ad abusare di questi canali social per attirare attenzione. Non parliamo del consumo dati + batteria, quando nostro malgrado siamo bersaglio di questa messaggistica.

Per i messaggi multipli che sono così pubblici, bacheca + tag. Esci dalla conversazione è una ulteriore perdita di tempo ogni volta che vorrei evitare, almeno io.

È questione, al solito, di educarci agli strumenti social e al loro uso.
Non è un caso che la maggior parte di noi clicchi immediatamente su “Esci dalla conversazione”.
Basta scorrere questo tipo di conversazioni multiple, le uscite sono visibili a tutti, man mano che avvengono, fanno parte integrante della chat.

Quindi i messaggi multipli sono inutili.

Nell’ecologia della comunicazione social di tutti, fare attenzione a ciò che facciamo, come lo facciamo, attraverso quale canale e, soprattutto con quale obiettivo, diventa sempre più importante.

Siamo invasi da informazioni di ogni genere, fortunatamente possiamo sempre scegliere a cosa prestare attenzione. Quando si entra a gamba tesa nei canali privati e diretti, riusciamo a prestare attenzione anche alle persone e calibrare quanto scriviamo loro?

Attenzione alle persone, attenzione alla relazione, attenzione alla comunicazione, attenzione al messaggio, attenzione a non sprecare e far sprecare tempo, attenzione alle cose importanti.

Al prossimo messaggio multiplo su Facebook, inutile, prima di uscire dalla conversazione, copieró e incolleró questo post.

Le donne di qua, le donne di là, il rispetto la parità e bla bla bla…

Le donne di qua, le donne di là, il rispetto la parità e bla bla bla.

Non c’è nulla da combattere. Semplicemente è normale essere uomini, essere donne, relazionarsi, confrontarsi alla pari. Non per tutti. Non avremmo bisogno di una giornata di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro la violenza, ogni tipo di violenza, sulle donne.

Non avremmo bisogno di andare in giro con scarpette rosse o con qualcosa di rosso oggi.

La definizione di violenza: “un’azione molto intensa che reca danno grave a una o più persone e compiuta da una o più persone che operano sinergicamente…La violenza, quindi, non necessariamente implica un danno fisico.” (wikipedia)

Di questa violenza apparentemente senza danni, ho già scritto, tempo fa.

Qualcosa che può essere impercettibile, ma che sempre “violenza” rimane, in questa accezione.
Subdola, ma radicata. Fatta di parole, gesti, cultura maschiocentrica.
Lo nota l’occhio della donna, se ha allenato il suo occhio a notarlo.
E lo nota l’uomo sensibile in alcuni comportamenti consolidati dei suoi simili. Lo nota chi vive le differenze di genere come arricchimento reciproco, in qualunque contesto e non come sfida a detenere la superiorità.

Chi percepisce di NON essere più l’essere superiore perchè l’essere superiore NON ESISTE, reagisce con violenza. Non ha altri modi.

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Una violenza spesso subdola contro la donna, perchè donna, anche in contesti che non t’aspetti, in contesti che dovrebbero essere neutrali come la parte abitata della rete, sui social o, peggio, nei luoghi di lavoro.

E c’è disparità di comportamento in una stessa situazione, a seconda che l’antagonista sia uomo o donna.
E c’è mobbing sottile, stalking impercettibile, in situazioni dove non dovrebbero. Dove a ben guardare non ci sono nè botte nè sangue, solo parole o, in rete, magari immagini, punti di vista, condivisioni, battute ecc.

Parole dette a voce, o non dette, dette direttamente oppure pronunciate solo quando si è tra uomini. Parole scritte in rete, su un social pubblico, con la volontà precisa di essere condivise. Di riderci su o di dimostrare l’essere SUPERIORE. Di dire qualcosa a qualcuno. Di dimostrare. Di dimostrare che cosa?

Parole che, se scritte in rete, restano.
Anche se le cancelli oppure, messo a conoscenza del fatto che la donna a cui erano rivolte sa, dopo ti giustifichi con un “Non volevo”, si scherzava fra noi.

No, non si scherzava. La tua libertà finisce dove inizia la mia. Non puoi permetterti di dire si scherzava quando ti scagli contro dicendo o scrivendo: “Che vuole questa?”.
Anche se lo fai sorridendo, anche se non te ne accorgi, ti si legge negli occhi il “Che vuole questa?”
Anche se “Ma io non volevo dire…”

Perchè contro un uomo, non lo fai. In situazione analoga, identico argomento, consesso però di uomini, la reazione non è la stessa.

E, lo so, ti sembra io esageri, chiamando tutto ciò: violenza.

A ben leggere succede a tante. Solo perchè donne, gli uomini si sentono autorizzati a comunicare da “esseri superiori”. A dimostrare che, nonostante la parità di condizioni, nella quotidianità, su un social network come tra i commenti di un blog, loro sono uomini. E tu, donna, come ti permetti?

Si, tu, donna, come ti permetti? Da dove sei uscita? Cosa vuoi da noi?

E tu donna, si vabbè, il rispetto reciproco, la libertà di espressione (ovviamente nei limiti del buon gusto, della decenza e della moralità della libertà altrui) ma se hai una maglia scollata oppure posti una tua foto a corredo di quello che dici, noi ti si guarda e commenta le tette, non importa quello che volevi dire.

Venitecelo a dire in faccia quello che pensate di noi, guardandoci negli occhi. Adducendo motivazioni adeguate. Spiegate a me, a tutti, uomini e donne all’ascolto, che il fastidio principale è perché siamo donne.

Non nascondiamoci, però, dietro il dito.

Sappi solo, piccolo uomo, che se sei “violento” contro di me o contro un’altra donna con me hai chiuso. IGNORE. HIDE. Se ti ignoro, dimentico e non ti odio. E l’odio è un sentimento, è violenza.
Io violenta non sono. E di provar qualcosa per te, piccolo uomo che non hai il coraggio di dirmi in faccia quello che pensi o che mi leggi in rete e ti scagli contro, sinceramente non ne ho nè tempo nè voglia.

Scritto in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, 25 novembre 2009.
Ripreso oggi in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, 25 novembre 2013.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti

Riporto un post, dalla pagina Facebook di Marcello Pittella (neo eletto presidente della Regione Basilicata). Io so perchè.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti. La riporto perchè ritengo importante intervenire sul disinteresse dei ragazzi nei confronti della vita politica ed amministrativa.
E’ un argomento che li riguarda, perchè le scelte che faremo nei prossimi anni influenzeranno inevitabilmente il loro futuro.

“Cari studenti delle scuole superiori,
state assistendo sicuramente anche voi alla campagna elettorale per le Elezioni Regionali del 17 e 18 Novembre. Chi attivamente, perchè magari la famiglia è più o meno coinvolta con questo o quell’altro partito o perchè, magari, in una Regione comunque piccola come la nostra, è molto facile avere un parente, un amico, un conoscente, candidato.
Chi passivamente, notando sui manifesti il moltiplicarsi di faccioni dei candidati, o ricevendo inviti di massa su Facebook a partecipare a un evento elettorale, o semplicemente vedendo passare “santini digitali” sulle bacheche altrui o santini cartacei che passano di mano in mano tra gli adulti.
Tra qualche anno anche voi sarete chiamati alle urne, vi osservo a scuola ogni mattina e con dispiacere, vedo voi, nuove generazioni, futuro della nostra Regione, sempre più disinteressati rispetto alla cosa pubblica, al dibattito, alla cittadinanza democratica grazie alla quale ritengo, invece, che ognuno di voi dovrebbe avere il giusto spazio per manifestare bisogni e desideri.
Fin da ora. Magari, per ora, dando fiducia agli adulti che ci governeranno per i prossimi 5 anni, perché ne avete compreso, discutendone insieme, il progetto.
Mi auguro che il prossimo Consiglio Regionale possa dare voce e risposte anche alle vostre istanze, ascoltandole innanzitutto e offrendovi spazi, luoghi e tempi in cui esprimerle come solo voi giovani sapete fare, con la vostra creatività, con l’aiuto delle tecnologie e dei social a cui state praticamente attaccati tutto il giorno, che sono anche le nuove piazze aperte alla discussione e alla partecipazione.
Spero davvero che vi sia consentita un’equa rappresentatività che parte dalle scuole, dalle assemblee, dai vostri luoghi di aggregazione, dalle associazioni di cui fate parte, dai forum giovanili, dalla consulta ecc. e che arrivi nei vari partiti e, magari, poi anche nelle istituzioni.
Cari ragazzi e ragazze, forse il vostro disinteresse per la politica nasce dall’osservare attorno a noi grande litigiosità sia nel centrodestra come nel centrosinistra. Democrazia vuol dire comunque dare a tutti possibilità di dissentire, o argomentare diversamente.

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In classe io proverò a confrontarmi con voi sui programmi delle forze politiche in gara per queste elezioni del prossimo Consiglio Regionale lucano, sui temi che danno voce e rappresentanza, in prospettiva, anche a voi che presto, diventati maggiorenni, chiederanno anche a voi gesti di responsabilità. Perché il voto è una responsabilità, oltre che un diritto, dovere.
E la responsabilità deve essere condivisa e partecipata. Ne va del vostro futuro, altrimenti.
Avete bisogno di un governo regionale forte, moderno, capace di fare le riforme necessarie per lo sviluppo di questa Basilicata, che vi permetta di andare a studiare e specializzarvi fuori, ma anche di tornare a lavorare un giorno nella vostra terra, mettendo a disposizione proprio qui la professionalità e le competenze che avrete conquistato.
Una Basilicata che vi offra possibilità di creare impresa, di legare le competenze e le qualifiche tecnico-professionali con le richieste del mercato del lavoro nei settori in cui si può produrre ricchezza della nostra Regione.
Una Basilicata connessa, digitale, che affronti le inquietudini proprie della vostra generazione, che già comincia a pensare come uscire dalla precarietà occupazionale, economica.
Una Basilicata che metta al centro le questioni del lavoro, dell’uscita dalla crisi, che individui le direttrici su cui muovere le politiche per lo sviluppo e l’innovazione tecnologica.
Una Basilicata veramente vostra.”

Non incrocio i flussi, li ripristino…

Facciamola breve.
Twitter ha cambiato le API. Google ha chiuso Google Reader.
Tutto in questi ultimi giorni.

In pratica la base della mia condivisione in rete che funziona(va) come segue:

– Articoli interessanti su Google Reader attraverso la stellina (starred items) venivano postati su Twitter che postava su Facebook.

– Una regola IFTTT ad hoc (starred posta su Twitter), semplice e funzionante.

– Una applicazione Selective Tweets (che in generale posta un Tweet su Facebook, se il tweet termina con #fb).

Quindi le letture interessanti cliccando sulla stellina di Google Reader finivano su Twitter con un #fb nel tweet (contenuto nella regola IFTTT) che le postava anche su Facebook.

Lineare la soluzione, semplicissima la mia vita online, da qualunque device.

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Morto Google Reader, ci si fa un altro feed reader. Sia Feedly, che Digg, che Newsify ecc. permettono di Twittare. Tutto ció che uso, in realtà, permette di condividere con un tweet.
Se Twitter posta su Facebook, non serve altro.

Problema condivisione risolto, quindi.
Se ad ogni tweet aggiungo #fb tutto va anche su Facebook.
Tecnica che già uso, tra l’altro, per postare direttamente i link a risorse utili oppure per postare da Zite, ad esempio. La utilizzo anche dal nuovo reader e amen.

Twitter cambia le API e Selective Tweets non funziona. In realtà non funziona quasi tutto ciò che si appoggiava alle vecchie API di Twitter e non funzionerá fino a che i vari servizi e le varie app non fanno i cambiamenti che Twitter richiede loro, adesso.

Mi accorgo oggi, mi rendo conto che su Facebook taccio da 3 giorni. Non è da me, no?

Concludendo, in questo momento sono alla ricerca della soluzione più semplice e lineare che faccia la banale operazione: “se twitto e il mio tweet termina con #fb, il tweet va anche su Facebook”. Punto.

A me, per non incrociare i flussi, non serve altro.
Suggerimenti?

(intanto cerco, ma ditemi come fate voi)

NOTA BENE: questo post forse lo capiscono solo quelli che, nell’ordine, hanno un blog da 10 anni o poco meno, usavano Google Reader da 8 anni e sono in lutto, hanno Twitter dal 2006/07 e Facebook da poco dopo, considerano gli RSS come parte integrante delle loro giornate, ecc.
Questo post si pone il problema della condivisione della conoscenza (che è come uso io la rete) e va alla ricerca della soluzione che bypassi i compartimenti stagni. Il tutto nell’ottica di un ecosistema che arricchisce. Come ha sempre fatto.

Ah il blog posta direttamente e autonomamente sia su Twitter che su Facebook e le foto via Instagram vivono anch’esse di condivisione diretta sia su Twitter che su Facebook. Questi flussi sono salvi. E anche altro.

Come dite? Dimentico Google+?
Perché voi lo usate? ;)

UPDATE N.1
NATTER http://natterapp.com/ fa quello che mi serve e al momento funziona. Ripristino così il flusso Twitter + #fb che posta su Facebook.

UPDATE N. 2
Selective Tweets ha ripreso a funzionare

Condividi la qualunque su Facebook

La gente su Facebook posta continuamente cose stupide, per passare il tempo, oppure condivide senza pensare/leggere/fare una ricerca su google per verificare (la risposta di solito si trova subito, tra l’altro).

Non mi meraviglio più di niente.
Stimati professionisti, colleghi, amici tra i miei contatti lo fanno tranquillamente.


(foto presa qui)

Mi son fatta l’idea che, per qualche arcano motivo, il cervello smetta di funzionare mentre il mouse passa su “condividi” e clic, si condivide la qualunque.

E i meme e le bufale si diffondono.

Il gruppo Anti Bufale pullula di segnalazioni che poi son sempre le stesse (infatti io copio e incollo pazientemente sempre le stesse risposte).

Continuo a chiedermi e ad analizzare senza alcuna pretesa di scientificità perché si perda tanto di quel tempo così, su Facebook, invece di piegarlo ad usi migliori. Perché?

Facciamo un esempio banale, così mi capite:
io, catepol, posto sulla mia bacheca un link alla prima cavolata che trovo in giro, oppure alla prima cosa demente che mi viene in mente, svegliandomi la mattina, prima di aver preso un caffè.

Ora Facebook dona grande rilievo alle foto in bacheca, si vedono più grandi. Allora, per farmi meglio notare dai miei contatti, posto una foto (che siano animali maltrattati, bambini picchiati, fotomontaggi con scritte allarmistiche poco importa, l’importante è che carpisca l’attenzione in bacheca per 2 secondi, quelli che servono a cliccare “condividi” senza pensare o a scandalizzarsi e cliccare “condividi”, scandalizzandosi pure).

I miei contatti a questo punto possono scegliere cosa fare:

a) leggere
b) ignorare
c) leggere e pensare quanto è cretina catepol e commentare
d) leggere e pensare quanto è cretina catepol e condividere
e) leggere e pensare quanto è cretina catepol e ignorare
f) non leggere e cliccare “condividi”
g) cliccare “condividi” solo perché se lo ha postato catepol, va condiviso
h) vivere sereni lo stesso.

Questo vale per ogni cosa su Facebook.

Certo, nel momento in cui mi accorgo che catepol mi vuole truffare attraverso Facebook, il discorso cambia.
E’ giusto chiedere lumi. Se il dubbio sorge, l’utente ha già fatto un grande passo avanti: ha acceso il cervello, sta valutando. E’ giusto segnalare e far segnalare.

Ma di un elefante nano, di un presunto feto morto, di un cane martoriato dagli alieni, di qualunque notizia sensazionale trovata su una bacheca Facebook di un contatto, di qualunque petizione pro o contro qualcosa, perché la gente ci dedica tutto questo tempo?

Non basta un sano IGNORA?
Dobbiamo proprio interessarci a tutto quello che vediamo sulle bacheche dei nostri contatti?

PS
Le bufale del momento:

1. la pagina” Abortire un gay è un atto di fede” pare sia stata chiusa,

2. la pagina “Un sorriso per tutti i Bambini disabili” pare sia stata chiusa,

3. “Aggiungi alle liste di interesse” delle pagine non funziona come in questi messaggi che girano:

“Ogni attività svolta da una pagina verrà vista solo da 1/4 dei fans, questo perché Zuckerberg ha aggiunto il tasto ‘promuovi’ e in parole povere si deve sganciargli dei soldi per far sì che i post vengano visualizzati da tutti i fans della pagina. Se volete che i post delle vostre pagine preferite appaiano sulla vostra home dovete cliccare sulla rotellina delle impostazioni accanto al ‘mi piace’ e cliccare su ‘aggiungi alle liste di interessi’.”

“SE SIMPATIZZI PER QUESTA PAGINA. ESEGUI QUESTA PROCEDURA. GRAZIE

??? Da quando Facebook impone agli amministratori di pagina di pagare per promuovere le proprie pagine, solo il 10% dei fans riceve gli aggiornamenti nella propria home. Per continuare a VISUALIZZARE I NOSTRI POST dovete aprire la NOSTRA PAGINA, portare il MOUSE vicino al pulsante “Ti piace” c’è una specie di rotellina cliccatela. Selezionare “AGGIUNGI ALLE LISTE DEGLI INTERESSI” Facendo così,continuerete a vedere i nostri post nella vostra home e non cancelleranno la pagina. Grazie!!!!!! Condividete per favore!!!???”

“Facebook ha cambiato il modo di gestire le pagine, ed ora solo il 10% dei fan possono avere gli aggiornamenti sulla propria bacheca.
Per continuare a visualizzare la nostra pagina e le nostre notizie , foto e link sulla vostra bacheca dovete cliccare sulla rotellina in alto a destra affianco al tasto “Mi piace” e “Messaggio”, vi si aprirà un menu a scorrimento, dovrete cliccare su “aggiungi alle liste di interessi…” se non ne avete una vi basterà cliccare su “nuova lista” a quel punto ritornerete tutti a vedere la nostra pagina e gli aggiornamenti sulla vostra Bacheca. Grazie per la vostra attenzione!”

e similari…

Su questi messaggi “AGGIUNGI ALLE LISTE DI INTERESSI” che molte pagine mettono in bacheca dovete sapere che: “aggiungi alle liste di interessi” è funzione che troviamo in ogni pagina su cui clicchiamo mi piace. “Aggiungi alle liste di interessi” è una libera NOSTRA scelta, una volta che abbiamo cliccato MI PIACE su una pagina.

Non lo devono consigliare le pagine. Se lo fanno, è perchè stanno ELEMOSINANDO visibilità.

“Aggiungi alle liste di interessi” serve a farci leggere più facilmente quelle pagine suddividendole per interessi che sono solo NOSTRI. E si, certamente, queste pagine passeranno più spesso sotto i nostri occhi. Passeranno più spesso in bacheca. Questa frase “Facebook ha cambiato il modo di gestire le pagine, ed ora solo il 10% dei fan possono avere gli aggiornamenti sulla propria bacheca.” NON E’ VERA (ergo è BUFALA). Con questi messaggi falsi, in pratica, le PAGINE ELEMOSINANO subdolamente l’interesse della gente e la possibilità di ottenere un briciolino di visibilità in più sulle bacheche.

4. La tassa aerea del vaticano riportata in questo tipo di messaggi “ROBA DA MATTI!!! SU TUTTI I BIGLIETTI AEREI EMESSI IN ITALIA E CHE ARRIVANO DALL’ESTERO CON ALITALIA C’è UNA TASSA DI IMPORTO VARIABILE (DALL’1.81€ A 5.16E O ANCHE PIU) CHE SI CHIAMA VT, VATICANO. QUESTA TASSA FU ISTITUITA NEL 2000 PER FINANZIARE L’ANNO DEL GIUBILEO. NON E’ STATA MAI TOLTA. AD OGGI, TUTTI I BIGLIETTI AEREI EMESSI, PAGANO IL PEDAGGIO AL VATICANO…..QUALCUNO CI LIBERI DAI PARASSITI….PRESTOOOOO!!” è ovviamente una bufala.

Basta cercare su Google e si scopre che VT è ben altro.
“VT: corrispettivo per la sicurezza del passeggero e del bagaglio a mano: il costo che la compagnia sostiene per i controlli di sicurezza effettuati sui passeggeri e sul bagaglio a mano, che ammonta a 1,81 euro”

Ma continuate pure a perdere un sacco di tempo a condividere queste cose. Beati voi che ce l’avete tutto questo tempo.

Facciamo scambiolink?

Dovrei mettere queste mail che ho ricevuto sul tumblr lapostadicatepol, preferisco sottoporle ad un’attenzione più vasta.

Da quando ho il blog (2002, tra poco decimo compleanno, per la cronaca) tante sono state le richieste di scambio link che ho ricevuto e tanti sono quelli che provano a commentare sperando che questo blog linki il loro sito.
Ho anche imparato che nessuno fa niente per niente, nel corso della mia esperienza di blogger.

Chi mi legge, quindi, sa come la penso sullo scambio link e sulle strategie di link building.

Orbene.

C’è un famoso social network (quello che secondo le stime di Vincos potrebbe anche occupare la seconda posizione, in Italia, per numero utenti dichiarati) che mi scrive. Per la seconda volta.

Condivido con voi cosa mi chiede, non nominandolo e né linkandolo. Possibile che un GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK abbia bisogno di un link proprio su questo blog? Eppure…

Prima mail dal titolo “opportunità di collaborazione“:

Gentile Caterina,

Ho trovato molto interessante e ben strutturato il suo blog ed i suoi post offrono sicuramente diversi spunti di discussione oltre a distinguersi per essere particolarmente ben scritti.

Lavoro per GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK tramite una compagnia multilingue. Ci occupiamo, in particolare, di fornire testi interessanti per il pubblico online e per gli utenti di social networks.

Al momento abbiamo a disposizione un articolo nuovissimo dal contenuto originale che non è mai stato pubblicato prima d’ora e che riguarda le diverse campagne dei social networks, scritto da uno dei nostri copywriters.

L’articolo, che offre un contenuto di alto livello, contiene un link alla pagina italiana di GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK. Infatti, Inserire un link contestuale all’argomento del post fornirà al visitatore del suo blog uno strumento ulteriore di usabilità che gli farà apprezzare anche di più il suo articolo.

L’articolo da noi fornito sarebbe completamente gratuito data l’alta qualità del suo blog, in quanto il suo inserimento porterebbe benefici anche a GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK.

La ringrazio per il suo tempo e la prego di non esitare a contattarmi per qualsiasi domanda.

Gentili Saluti,

NOME COGNOME

NOME AGENZIA/GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK

Dunque, riassumendo, il mio blog è ben scritto, interessante e ben strutturato però mi propongono un post che scriverebbero loro (com’è? non sono più capace io?).

Vuoi mettere sul mio blog “un articolo nuovissimo dal contenuto originale che non è mai stato pubblicato prima d’ora e che riguarda le diverse campagne dei social networks” scritto da uno dei loro copywriters? Ci starebbe benissimo qua sopra, certo.

Contenuto di alto livello per rendere ancora più alto il livello del mio blog. Come non accettare questa offerta di collaborazione? A loro basta un link. A me l’onore di aver collaborato, di aver ospitato un contenuto scritto dai loro copywriters. Ah, però!

E me lo forniscono gratuitamente, ci tengono a precisarlo.

Avete letto tra le righe dove si parla di soldi o remunerazione per questa collaborazione? Io non riesco a trovare dove, allora non rispondo alla mail.

Mi ricontattano.

Seconda mail dal titolo: “Social networks e utenti, un’articolo di analisi

Gent.ma Sig.ra Policaro,
mi sono imbattuto nel suo blog Catepol.net, che trovo molto interessante ed attuale, con un focus particolare sulle dinamiche tra il mondo dei Social networks e degli utenti della Rete.
Vorrei quindi farle una proposta, per un’articolo di analisi sul mondo dei social networks da pubblicare sul suo blog. Infatti abbiamo alcuni articoli piuttosto seri ed approfonditi su diverse tematiche, riguardo a questo tipo di piattaforme mediali, in particolare GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK.

Il mio cliente infatti è GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK per il quale curo la visibilità sul web e la diffusione dei contenuti, per qui l’articolo che le invierò, se riterrà l’argomento di suo interesse ed in linea con i contenuti del suo blog, verrà postato con all’interno un link di rimando alla Home page di GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK.

Gli articoli che abbiamo sono scritti da giornalisti professionisti e trattano alcune tematiche riguardanti i social network. Alcuni utilizzano dati ufficiali e statistiche forniti dall’azienda e praticamente esclusivi, in quanto mai rilasciati alla stampa.
Sono anche corredati da immagini per renderli più piacevoli da leggere.
Inoltre gli articoli non sono scritti con un tono che incensi GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK, in quanto il nostro obiettivo è la presenza di un link di rimando in un testo di alto livello, più che parlare bene del social network. Quindi nessuna offerta promozionale o pubblicitaria.

Alcuni esempi di articoli che possiamo fornire:
Un’analisi sulle strategie di marketing di vari social network e la loro comparazione
Un’analisi sull’utilizzo di elementi grafici (come i loghi) di vari social network
Un articolo sui dati di diffusione del social network GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK tra le varie città italiane e altri dati sociologici, quali: l’utente/tipo di GROSSO E IMPORTANTE SOCIAL NETWORK, target di riferimento o come gli utenti si presentano parlando di sé.
Un articolo che analizzi l’usabilità dei social network analizzando per esempio il menù di navigazione di 2 o più social network.
Gli articoli sarebbero circa 500 parole se per Lei va bene.
Potrà postarli a suo nome, o come guest post, questo non è importante, e ribadisco il fatto che il materiale che le fornirò sara’ di alto livello. Un contenuto fresco che giovera ulteriormente all’immagine del suo blog.

Aspetto una sua risposta e mi auguro che Lei possa essere interessata e potremo discutere ulteriormente sugli sviluppi di questa proposta. La ringrazio in anticipo.

Distinti saluti,

NOME E COGNOME
NOME AGENZIA

Ritornano all’attacco con una proposta di postare un’articolo di analisi sul mondo dei social networks da pubblicare sul questo blog che tanto bene si occupa di social network, che levati eh.

Mi fornirebbero articoli piuttosto seri sui social network. Mica come quelli che posto io. Quelli che mi manderebbero loro sono scritti da giornalisti professionisti, io come blogger son brava ma vuoi mettere il prestigio di questi articoli che devo solo ospitare?

Mi concederebbero l’esclusiva di dati ufficiali e statistiche forniti dall’azienda, in quanto mai rilasciati alla stampa. A me, piccola blogger nemmeno tanto tecnica?

A loro, in cambio della loro magnanimità nei miei confronti, basta solo un link. Neanche che si parli bene del loro social network. Solo un piccolo link.
No, non mi chiedono nessuna offerta promozionale o pubblicitaria. Solo un link, capite?
Certo che sono proprio egoista a tirarmela così tanto e non linkarli nemmeno in questo post che parla di loro e, in effetti, fa proprio quello che mi chiedono: parlare del loro social network inserendo il link.

L’importante è che se ne parli no? Poi, però, ci tengono a precisare quanto lungo deve essere, cosa deve contenere, la concessione di postarli a mio nome (sul mio blog) o come guest post (in caso mi vergognassi del post sul mio stesso blog). Posso sempre dire che li sto ospitando. In cambio di? A me che me ne viene? Argomenti non pervenuti.

Ahhhhhh me ne viene il miglioramento di immagine di questo blog con questi contenuti di altissimo livello ahhhhhhhhhh, me stupida che non avevo ancora capito, dopo due mail di richiesta e offerta di collaborazione.

Facciamo che continuo a tirarmela, smetto per un attimo i panni della blogger “ingenua” e rimango in attesa di una concreta offerta (non per forza economica) per questo scambiolink?

No, perchè…a leggermi bene, prima di mandarmi le mail “quanto è buono e quanto è bello il tuo blog perchè non ci linki?” lo sapreste già che l’unico social network dal quale sono scappata via giusto 10 minuti dopo dall’apertura dell’account è proprio questo che mi chiedete di linkare!

Buon link building a tutti, io continuo a fare la blogger come piace a me.

La vera social media revolution

La vera social media revolution non è esattamente quella che ci raccontano.

I social media non riguardano le persone. Sui social media trovi di tutto, dal porno al LOL passando per i gattini. I social media si basano solo su statistiche.
Il 60% dei ragazzi con meno di 20 anni legge solo un libro all’anno. E quel libro si chiama “Faccialibro”
Se Twitter avesse 200 caratteri invece che 140…i tedeschi potrebbero finire finalmente una frase, quando twittano!
Se mettessimo gli utenti MySpace uno dietro l’altro in fila copriremmo il diametro…del palazzo degli uffici di Facebook!
Un ladro su tre è un PowerSeller su EBay.
Si stima che per la fine del 2012 almeno 150 neonati avranno la @ come iniziale del nome di battesimo.

Ciascun utente sul web passa almeno una giornata della sua vita a cancellare il testo “Inserisci il testo qui” dai motori di ricerca.
Ci sono più Social Media Consultant a Londra (e forse anche a Milano) che bambini al mondo.
La seconda bugia più raccontata al mondo dopo le parole “Ti amo” è “Sei stato cancellato con successo dal nostro database”.
Il 27% della capacità dei server di Facebook è utilizzato per gestire e archiviare la parola LOL.

Lo sapevi? :D

(via Tiragraffi)

Nessuno fa niente per niente

Come sapete ho aperto un Tumblr apposito “Ricevo & Inoltro” tempo fa su cui registrare i messaggi assurdi o strani che ricevo in mail, su Twitter, Facebook, Google+, nei commenti al blog ecc.

Molta gente mi scrive, mi contatta, mi risponde, mi chiede.

Dopo essere finita (come blog) nella lista dei blog a PR5 (page rank) nofollow free, dopo aver più volte precisato che no, non effettuo “scambio link” a richiesta, so per certo di essere nelle mailing list di diverse agenzie di comunicazione e uffici stampa da quanti comunicati ricevo ultimamente.

Poco male, a volte i comunicati servono anche per essere aggiornati su determinati argomenti che mi interessano. Poi ci sono quelli con preghiera di pubblicazione e diffusione. Peccato io pubblichi e diffonda quello che mi va o mi interessa in qualche modo, dato che il blog è mio e non è una testata.

Soprattutto perchè dovrei pubblicare cose di altri? A me che me ne viene?

Free Shirt Friday – Will Blog For Food

Ora penserete che me la tiro. Vabbè.

Sottopongo alla vostra attenzione quanto ho ricevuto “solo” oggi omettendo nomi e mittenti. Ricevute in quanto catepol.net (spesso le mail sono intestate così: Gentile Direttore, Gentile Redazione, Gentile Blogger, Gentile Direttore Editoriale ecc.)

Giudicate voi le richieste.

Mail 1 da agenzia di comunicazione multilingue di grosso social network

Oggetto: opportunità di collaborazione

Testo:

Gentile Caterina,

Ho trovato molto interessante e ben strutturato il suo blog ed i suoi post offrono sicuramente diversi spunti di discussione oltre a distinguersi per essere particolarmente ben scritti.

Lavoro per [grosso social network] tramite una compagnia multilingue. Ci occupiamo, in particolare, di fornire testi interessanti per il pubblico online e per gli utenti di social networks.

Al momento abbiamo a disposizione un articolo nuovissimo dal contenuto originale che non è mai stato pubblicato prima d’ora e che riguarda le diverse campagne dei social networks, scritto da uno dei nostri copywriters.

L’articolo, che offre un contenuto di alto livello, contiene un link alla pagina italiana di [grosso social network]. Infatti, Inserire un link contestuale all’argomento del post fornirà al visitatore del suo blog uno strumento ulteriore di usabilità che gli farà apprezzare anche di più il suo articolo.

L’articolo da noi fornito sarebbe completamente gratuito data l’alta qualità del suo blog, in quanto il suo inserimento porterebbe benefici anche a [grosso social network].

La ringrazio per il suo tempo e la prego di non esitare a contattarmi per qualsiasi domanda.

Gentili Saluti,

NOME E COGNOME

NOME AGENZIA/[grosso social network]

Mail 2 da Agenzia di Consulenza Social Media

Oggetto: Social Media Marketing

Testo:

Entra nel mondo dei Social Media e fai crescere la tua azienda grazie alla consulenza della NOME AGENZIA!

I Social Media sono divenuti il canale di conversazione preferito per centinaia di migliaia di persone ed aziende, uno straordinario ambiente di condivisione digitale in cui non esistono differenze geografiche o generazionali. Riuscire a interagire con milioni di potenziali clienti in una dimensione nuova (marketing one to one), rappresenta un’opportunità di autopromozione senza precedenti che può contribuire a diffondere, in modo virale ed incontrollabile, la notorietà di una persona, di un’azienda, di un brand o di un prodotto.

La crescita esponenziale di Facebook e Twitter, è la prova di questo importante fenomeno.

Non è però semplice essere costantemente online, stuzzicare i propri “fan” giorno dopo giorno, ricevere la loro attenzione, far condividere i propri post ed attirare sempre più potenziali clienti.

Da oggi ti offriamo servizi di creazione e gestione costante della tua pagina Facebook e della tua pagina Twitter.

Personalizziamo e gestiamo le tue pagine su facebook e su twitter per risultare professionali ed attirare un numero sempre maggiore di fan e follower.

Collegati sul sito SITO AGENZIA e chiedi un preventivo

Mail 3 da un ufficio stampa

Buongiorno,

in allegato invito e relativo comunicato stampa sulla

Evento di premiazione Concorso XXX

Mail 4 da un AD di un’Agenzia di Comunicazione

Oggetto: Ciao Caterina, ecco uno strumento per battere la crisi.

Testo

Ciao Caterina,
sono NOME E COGNOME, l’AD di NOME AGENZIA.

A Milano, il 21 maggio, si terrà il Workshop sull’XXXXXXX.
Hai l’occasione di essere tra i primi a sfruttare gli strumenti per l’Innovazione del Business Model.
Scopri i segreti dell’Innovazione del Business Model. Applicali alla tua vita, al tuo progetto, al tuo prodotto o alla tua azienda e batti la concorrenza.
Batti la crisi!
Il corso si basa sulle tecniche pubblicate da Alexander Osterwalder nel suo libro Business Model Generation. Si tratta di una svolta nel campo della strategia d’impresa.

Contattami
Firma

Mail 5 da un implementatore di aggregatori di notizie in rete

Oggetto: Aggregatori

Testo:

Ciao Caterina, stavo leggendo il tuo articolo sugli aggregatori di aggregatori (http://www.catepol.net/2011/04/27/spingitori-di-aggregatori-di-aggregatori-di-contenuti-altrui/#axzz1un5JR0d4), e ti vorrei segnalare un aggregatore che ho fatto io con intenzioni diverse da quelle di cui parli tu nel tuo articolo. Se volessi scrivere un post su questo aggregatore ne sarei felice, se vuoi ti aiuto (anche scrivendoti una bozza se è il caso). L’aggregatore si chiama NOME AGGREGATORE, aggrega solo notizie e solo se geolocalizzabili, nel senso che fanno riferimento ad una città. In oltre risulta utile per leggere la stessa notizia trattata da fonti diverse grazie alla funzione di “Confronto Notizie Correlate” e se si arriva da un motore di ricerca il sito individua la query di ricerca e mostra per primi i risultati che possono tornare utili, così evitando di arrivare in pagine che sono cambiate rispetto a come le ricorda google o altro motore di ricerca.

Se volessi scrivere su di questo aggregatore hai tutto il mio aiuto, se ne vuoi sapere di più insomma sono a tua disposizione. E complimenti per il tuo blog, solo ti consiglierei di far comparire meno articoli in homepage infatti la pagina è troppo lunga e questo rallenta la navigazione (almeno usando google chrome).

PS: Caspita mi sono dilungato parecchio, grazie per avermi letto (immagino) :)
Ciao
NOME E COGNOME

Mail 6 da un blogger (a me ignoto) (roba che uno spam del genere a me non è mai venuto neanche in mente)

Oggetto: news di maggio

Testo

se ve li siete persi, se li volete rileggere, se volevate lasciare un commento
e ancora non lo avete fatto, se ancora non conoscevate il mio blog
e vi va di fare un po’ di strada assieme…

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Mail 7 da un copywriter

Oggetto

Testo

Gentile Redazione Catepol 3.0,

sono NOME, copywriter e web designer freelancer.

Ho guardato il vostro sito e, considerando gli argomenti che trattate,
pensavo potesse interessarvi promuovere (ovviamente ricevendo
un compenso) i master di informatica che la NOME AZIENDA offre ai propri
studenti.

Questa è la pagina con i master SITO
le cui schede sono state interamente progettate e create da me:
grafica, contenuti e processo di vendita.

Qualora foste interessati potremmo approfondire l’argomento,
soprattutto sotto l’aspetto economico ;-)

A presto
NOME

Avete letto tra le righe di queste mail/comunicati a catepol.net la parola soldi? Compenso? Io non riesco a trovare dove.
C’è pure chi chiede qualcosa a me.

Finalmente alla settima mail qualcuno che propone un compenso per la mia prestazione di blogger (o meglio la possibilità di). Di blogger che scrive sul suo blog personale cose di altri. Con parole e comunicati di altri.

Leggete bene, si offrono anche di scrivere il post per me, nelle mail. Me lo preparano, me lo infiocchettano, mi facilitano il lavoro, hanno testi già pronti.

A catepol.net solo il compito di postare sul blog e linkare.
Lo fanno per il mio bene, per il bene di questo blog. Filantropia eh.

Sono tentata di rispondere a tutti “Prima vedere cammello” anche solo per vedere le reazioni eventuali. Nel senso: quale è lo scambio che stiamo facendo? Io faccio una cosa per voi, voi cosa fate per me?

Alla fine non rispondo proprio a queste mail che chiedono “pubblicazione” da parte mia.
Nemmeno a quelle (rare) che propongono un compenso. Gli scambio link, poi, aborro.

Ho fatto prove prodotto in passato e scritto recensioni. Ho ricevuto libri e altro. Ecco questo ha molto più senso per questo blog e sono abbastanza disponibile.
Fermo restando il fatto che io possa parlarne bene o male liberamente dopo la prova/lettura, fermo restando il fatto che si possa anche mettere in conto che io non ne scriva nemmeno dopo perchè non ho tempo, voglia, cose così.Insomma senza dovermi sentire obbligata anche quando del prodotto vengo omaggiata.
Non ve l’ho chiesto io di omaggiarmi.

Purtroppo è il mio blog e io faccio sempre di testa mia.
Mettetelo in conto quando mi scrivete.

Ora starete ancora pensando che me la tiro. Vabbè.

Mi son fatto Twitter e ora?

Gli amici della real life che si “fanno Twitter”, che tenerezza.

Su Twitter sono arrivati amici, parenti, colleghi, compagni di scuola, persone che conosco con cui nella vita ho preso almeno un caffè insieme, ecc. Mancherebbe solo mia madre, lo dico per dovere di cronaca, aspettando il momento in cui accadrà.

Arrivano, spaesati, catapultati da un Facebook pieno zeppo di roba in bacheca su un sistema completamente diverso, che funziona a messaggi lunghi quanto un SMS.

Un novello iscritto su Twitter, oggi, si presenta così:

– segue massimo una decina di VIP (avrà cominciato con Fiorello, che ora non c’è più, Jovanotti, Arisa, Papaleo e pochi altri volti noti) / non è seguito da nessuno

oppure

– segue un paio di contatti, almeno uno è famoso / non è seguito da nessuno o al massimo è seguito da quel paio di contatti

La loro timeline? Spesso completamente priva di tweet o, al massimo, (se hanno cominciato ad usare Twitter nel periodo compreso tra il programma di Fiorello e Sanremo) tweet di questo genere “@VIPDITURNO sei bellissimo!!”

Ovviamente la foto è un ovetto colorato. C’era da chiederlo?

“Cate mi son messo Twitter da poco sull’iPhone me lo spieghi, per favore, non lo uso ancora molto. Ti posso chiedere come funziona?”

Opzionale un “Tu che sei tecnologica…”

Vado subito a vedere il profilo. Seguo sempre chi conosco, mi fa piacere. E poi son curiosa di vedere che ci fanno, con Twitter.

Il profilo di chi conosco si presenta così:

– seguono massimo una decina di VIP + catepol (se mi trovano loro) / divento la loro prima follower

oppure

– seguono un paio di contatti / divento la loro prima follower / mi ricambiano dopo parecchi giorni e cominciano a seguire me

Ad ogni modo, accade sempre più spesso, davanti a una pizza e una birra come davanti a un caffè, di trovarmi a spiegare Twitter. Mi sembra così strano poter finalmente conversare di Twitter anche con chi non avrei mai pensato.

Le domande del niubbo (che mi sono capitate): “C’è una che mi ha scritto “chi sei?” Sono su Twitter da poco, come faccio a sapere questa chi è?”

Come chi è? Che ne so, hai deciso di seguirla tu…Io? Impossibile…

Vabbè. Spiego come fare reply. Ottengo l’esecuzione del compito.
Reply del mio amico alla tizia: “No ma chi sei tu?”

“Cate come faccio a vedere il profilo di questi che mi seguono per sapere chi sono?” Clicca sulla foto o sul nome, no?

“C’ha la foto di un ovetto, perchè?”
Perchè tu che foto hai, amico? Nessuna. Perfetto, anche tu sei un ovetto.

Ovetto uguale novellino, ultimo arrivato oppure, semplicemente, nessuna voglia/necessità di avere un profilo tuo, una identità digitale riconoscibile.

Twitter non è Facebook, ma almeno la foto su Twitter mettetela.
Regola n. 1 di Twitter: cambia subito l’ovetto!

Ok novellino di Twitter, ora che ce l’hai, per cominciare, trova chi vuoi seguire e comincia a seguirlo.
Oppure cerca qualcosa che ti interessa nel Search, scopri chi ne parla, comincia a seguire chi ritieni interessante in materia. Poi, eventualmente, quando ti senti pronto, comincia a scrivere qualche tweet tuo. Cosa fai? Dove sei? Pensieri carini, frasi simpatiche, quello che vuoi, anche le foto. Qualcuno comincerà a seguirti, se sei interessante a tua volta.
Puoi rispondere ai contatti che segui tu, mandare messaggi privati, dividere i contatti in liste, vedere chi ti risponde, chi ti retwitta. Cose così.

E’ più facile farlo, che spiegarlo. Twitter è così. Entra nel flusso.

Più di una volta mi son sentita dire: “E che ne so chi seguire, ok seguo te” e anche “No, ma io che devo scrivere? E a chi? E perché?”

Ecco, questo è un problema. Twitter non ti serve, allora.

Arriva, infine, il momento fatidico della conversazione su Twitter: “Cate, quanta gente ti segue?”

“Più di 7000???????” Poi svengono.

Twitter è un po’ più complesso di una moda, io ed altri come me lo abitiamo da anni, non serve solo per seguire i VIP o per mandare messaggi ai programmi TV, ci passano le notizie in anteprima a saperle captare, non è una chat ma si può chattare se serve, ci sono relazioni consolidate e altre da scoprire. Questo e tanto altro.

Benvenuti su Twitter! Son sempre qua, disponibile a spiegarti come si fa, in caso. Follow me https://twitter.com/#!/catepol

Amicizia prof alunni su Facebook (di nuovo?)

Sull’argomento scottante “Amicizia professori e alunni, Si o No” avevo già scritto nel caso di un’altra circolare di un Preside.

Leggo sul blog di un’altra prof, laprofonline, e sul Messagero Veneto che

Il preside dell’Isis Malignani, Aldo Durì, vieta le amicizie sui social network tra studenti e insegnanti e minaccia provvedimenti disciplinari.

Ci risiamo.

«Trovo insopportabile e disdicevole vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola».

Traduco io così:
“Trovo insopportabile e disdicevole vedere mescolate, TRA GLI SCAFFALI DI UN SUPERMERCATO dove alcuni insegnanti VANNO A FARE LA SPESA, le amicizie più diverse. Tra i contatti INCONTRABILI AL SUPERMERCATO convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola.”

Esatto, avete capito bene. Luogo pubblico per luogo pubblico è esattamente la stessa questione.

Nel momento in cui un professore, a causa di una condotta non conforme alle richieste della scuola, metta a rischio il prestigio dell’istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni dal punto di vista educativo con i ragazzi, ne risponderà personalmente.

Vi rendete conto? Proprio l’altro ieri sono andata al parco a camminare. In tuta. Abbigliamento disdicevole e privato per una prof. Non ho incontrato un alunno e un genitore? Non mi sono messa a parlarci cordialmente, seppur in tenuta ginnica? Ho creato un rapporto ambiguo, confuso e inopportuno?
Di cosa dovrei rispondere?

Esatto, avete capito bene. Luogo pubblico per luogo pubblico è esattamente la stessa questione.

Il Dirigente Scolastico Aldo Durì non ha tutti i torti, sia chiaro.
Posso concordare con quello che dice alla fine dell’articolo su Messaggero Veneto, siamo sempre degli educatori. Su facebook, come al supermercato, come a camminare in tuta al parco, ovunque.

«Si sono verificati episodi a dir poco spiacevoli. Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. Da un punto di vista deontologico è inaccettabile. Questo mi ha spinto ad intervenire con urgenza. Invito i docenti ad un utilizzo estremamente cauto dell’accesso ai social network diffusi nel web, che sia soprattutto rispettoso delle norme deontologiche professionali e del ruolo di educatore che ogni insegnante riveste. Sconsiglio nel modo più fermo l’apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni, tanto più se minori. Rapporti di amicizia con studenti sono ammissibili solo nell’ambito di gruppi espressamente dedicati all’effettuazione di progetti o ricerche o attività scolastiche. E’ bene che tutti si adeguino a queste disposizioni prudenziali di comportamento nell’interesse della tutela di una corretta relazione docente – discente che non può essere paritaria».

Un paio di mie considerazioni.

Il concetto di amicizia su Facebook non è amicizia ma far parte di una rubrica di contatti. Proprio come quella del telefonino.

La vita online è parte integrante della vita delle persone, che siano prof o alunni.

E’ necessaria la consapevolezza del mezzo che si sta utilizzando.

Bisogna conoscere come funziona esattamente lo strumento.
Occorre dedicare mezz’ora della propria vita sui social per capire come impostare la propria privacy e come far vedere esattamente ciò che vogliamo a chi vogliamo.

Facebook o altri social network sono strumenti di comunicazione potentissimi e, si, certo, se si ha voglia di parlar male di qualcuno o della scuola, offrono spazio.

Non è disdicevole avere tra i propri contatti gli alunni, per un prof.
Il problema descritto dal Preside Durì non sarà un problema solo su Facebook. Quei docenti potrebbero avere un comportamento disdicevole anche nel quotidiano.
Il problema è nell’adulto, allora, che dovrebbe essere molto più consapevole dell’alunno, nell’uso.

E invece. I ragazzi sanno come impedire la vista delle loro cose a chi vogliono. Se non lo fanno, se mettono tutto in piazza sui social, è perchè hanno capito di avere un bel palcoscenico e una bella cassa di risonanza a disposizione.

Occorre osservare bene comportamenti e relazioni, su Facebook come altrove.
Il professore non è un amico, né un confidente ma un educatore. Sempre e comunque.

Come scrivevo allora, il piano su cui spostare la riflessione è sempre la Formazione dei formatori.

Non è questione di vietare o non vietare relazioni di amicizia su Facebook tra docenti e alunni. E’ questione di capire come dovrebbero rapportarsi i docenti in una relazione in primis sociale, poi didattica, che include, a qualunque livello, anche i social network e quindi l’interazione online attraverso mail, chat, social network ecc.

Un docente deve operare sempre secondo ben precisi standard comportamentali e presentarsi quindi sempre all’esterno come professionista dell’educazione e quindi modello per i ragazzi.

Aggiungo: ed essere sempre se stesso. In classe, come online.

La “confidenza” e l’accesso alle nostra vita privata siamo noi a regolarlo, alemno su Facebook. Perchè al supermercato sarà difficile determinare chi incontrare o meno, soprattutto se andiamo anche a far la spesa in tuta o con la pinza nei capelli. No?

Vi rimando sempre al post precedente dove ho ben spiegato cosa penso dell’amicizia Prof Alunni su Facebook.

Lo stare sul pezzo quando Facebook si rompe

Internet è stare sempre sul pezzo, possibilmente risalendo a fonti attendibili della notizia che si diffonde.

Per stare sul pezzo delle notizie di internet, su internet, sono necessari (almeno) Facebook e Twitter aperti e connessi oltre che esserci, su Facebook e Twitter, proprio nel momento in cui qualcosa accade.

Nell’impossibilità di essere sul pezzo mentre qualcosa accade su Internet (tipo che sei sconnessa perché al lavoro o in altre faccende affaccendata) munirsi di
hashtag del caso da consultare a posteriori e cercare di capire dalle conversazioni cosa succede,
feed reader dal quale estrapolare, dai blog e dalle testate che ne hanno sicuramente scritto, la notizia del giorno.

La notizia di oggi è che si è rotto Facebook stamattina. Chi dice per ore, chi per una mezz’ora, chi per qualche minuto.
Sto solo leggendo nel feed reader, a posteriori, quelli che ne hanno scritto per stare sul pezzo. A fatto concluso, dovrebbero esserci anche tutti i dettagli.

Invece.

Fossi stata sul pezzo io, avrei scritto come segue, qui sul mio blog. Se proprio fosse stata una notiziona fondamentale, il down di Facebook, per i miei lettori.

Premessa la quasi normalità del fatto che Facebook non funzioni, di tanto in tanto, per tempi variabili, soprattutto quando sono in atto grandi cambiamenti (come ad esempio la trasformazione di tutti i profili e le pagine alla nuova Timeline e cose del genere che, si sa, sono proprio in atto in questi giorni e per tutto il mese…), considerato che bla bla bla…
Apprendo da zdnet che Facebook stamattina non funziona, è down, non va, non carica le pagine, non si connette (scegli tu un altro sinonimo) in alcuni paesi.

Facebook is down in Europe. It’s not clear how widespread the issue is, but I have heard reports from users being unable to access the social network from Albania, Belgium, Bosnia, Bulgaria, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Estonia, France, Finland, Germany, Hungary, Iceland, Ireland, Israel, Italy, Macedonia, Malta, Norway, the Netherlands, Portugal, Poland, Romania, Russia, Serbia, Spain, Sweden, Switzerland, Turkey, Ukraine, and the U.K.
As I’ve been updating this article, it has become apparent that the issue goes beyond Europe. Users have also told me Facebook is not working in the Middle East and Africa, including the following countries: Abu Dhabi, Egypt, Ghana, Nepal, Pakistan, South Africa, Sri Lanka, Swaziland, the UAE, and Zimbabwe.

Poi sarei andata a vedere che dice Facebook di ufficiale in merito alla questione. Su Known Issues non si trova nulla in merito, su Facebook Security nemmeno (e sono i posti dove Facebook ufficialmente comunica agli utenti le sue cose). Sul blog ufficiale http://blog.facebook.com/ nada de nada. Ok assodato che fosse un down temporaneo, tra i tanti, mi sarei messa l’anima in pace, Nel frattempo Facebook avrebbe risolto.

Pare che Facebook abbia comunque fatto un comunicato ufficiale riportato dalla BBC in cui si scusa per i problemi tecnici.

“Today we experienced technical difficulties causing the site to be unavailable for a number of users in Europe”

“The issue has been resolved and everyone should now have access to Facebook. We apologise for any inconvenience.”

Questo è quanto. Queste sono le fonti.
Alla fine nulla di grave, mi pare. Non è certo la prima volta che Facebook risulti “Rotto” agli utenti.

Dicevo dell’essere sul pezzo. Questo è un post sull’essere sul pezzo e non sulla notizia del down di Facebook di questa mattina.

Vi estrapolo frasi dai blog e dalle testate che leggo via Feed Reader (selezionati tra quelle che ritengo fonti attendibili, dato che le leggo via Feed Reader e che mi interessa essere aggiornata su quanto scrivono).
Non linko a chi appartengono, per una volta non metto le fonti.
Capirete perchè…leggendo le frasi che vi riporto.

Questa la notizia del giorno nei toni e nelle parole di chi era sul pezzo, stamattina (praticamente l’apocalisse…mah):

– “Maxi-blackout per Facebook”

– “dalle 8.43 alle 8.58 di stamattina Facebook fosse irragiungibile in europa, medio oriente e forse africa…”

– “panico tra gli utenti che vivono sul social network”

– “le cause del disservizio non sono state ancora rese note”

– “fonti certe paiono escludere attacchi hacker, forse solo un problema di DNS”

– “la cronostoria del disservizio”

– “le maggiori segnalazioni, pubblicate su Twitter utilizzando lo hashtag #facebookdown”

– “Non sono ancora chiare le cause del guasto ma i problemi stanno aumentando in diversi paesi.”

– “Il blackout ha subito infiammato il popolo del web e su Twitter è stato coniato l’ashtag #facebookdown.”

– “Il gruppo di hacktivisti Anonymous ha negato ogni responsabilità sull’accaduto.”

– “Facebook down ma poi riparte, arrivano le scuse del social network”

– “Gli hacker di Anonymous hanno negato di esserne responsabili attraverso il loro canale ufficiale AnonOps su Twitter, dichiarando che non esiste alcuna “operazione Facebook” e di “non dire cose stupide”.”

– “Il servizio continua, ma a singhiozzo. Una strana dinamica ancora tutta da spiegare”

– “E’ tutt’altro che chiaro il motivo del disservizio che fin da questa mattina colpisce Facebook, il principale e più popolare social network del mondo che fin da questa mattina è stato down per molti minuti, causando lo scontento dell’utenza. Il motivo di questa inaccessibilità del sito è, ad oggi, tutta da spiegare: non ci sono comunicazioni ufficiali né da Facebook, né da Google (e anche questo secondo attore è importante, e vedremo perché).”

Le parole sono importanti.

Insomma se questo è lo stare sul pezzo su Internet, per le cose di Internet, fermatevi tutti. Voglio scendere.

Apple non regala prodotti da Facebook

Attenzione. Bufala segnalata tante volte sul Gruppo Antibufala di Facebook da meritare un post di diffusione ulteriore.

C’è un evento Facebook dal titolo “Apple regala 10.000 suoi prodotti per i nostri affezionati clienti.” organizzato a partire da una pagina Facebook dal titolo “OTTENETE IL VOSTRO PRODOTTO APPLE

Ovviamente sia evento che pagina andrebbero segnalati a Facebook.
Sono una BUFALA. Anzi forse una truffa.

L’evento ha al momento
Invitati (1.291.106)
Forse (5.641)
Partecipanti (19.625)

Praticamente il mondo. Vedo anche nomi di amici e di persone che di Facebook e social network e funzionamento ne sanno più di me. Non sanno però che gli inviti agli eventi vanno DECLINATI e RIFIUTATI, a quanto vedo. Se non lo facciamo, nei gruppi in cui si vedono tutti gli invitati come questo, non solo si vedono pubblicamente nomi e foto profilo di tutti, soprattutto permettiamo all’organizzatore dell’evento di mandare un messaggio a TUTTI gli invitati.

Anche a quelli che non hanno preso posizione. Fate un po’ i conti voi di questo gruppo che promette prodotti Apple.

NB. Eccone un altro, un clone

Apple regala 10.000 prodotti ai clienti affezzionati
http://www.facebook.com/events/243001152451081/

Perchè è una bufala?

Cliccando su Mi Piace e diventando fan sui vari link si viene rimbalzati su un sito esterno dove chiedono l’indirizzo email. BINGO! (Per loro, mica per voi)

L’evento si presenta così:

PRIMA DI TUTTO LEGGERE TUTTA LA DESCRIZIONE E SOPRATTUTTO CLICCARE SUL LINK IN BASSO
Come funziona? Attenersi alla seguente procedura:
PROVA A VINCERLI!!
I PRODOTTI SONO: APPLE IPHONE 4, APPLE IMAC E APPLE IPAD 2.

… Fase 1: Fare clic su “Partecipa” nella parte superiore della pagina, se non lo farete sarete penalizzati.

… …
Step 2: Cliccare su “Invita Amici” nella parte superiore della pagina e seleziona i tuoi amici e clicca su Invia. In base alla quantità di amici che invitate vincerete in maniera assolutamente sicura.

Invita 50 amici = 60% di vincita
Invita 100 amici = 75% di vincita
Invita 200 amici = 85% di vincita
Invita 500 amici o più = 100% di vincita

[NOTA: Per selezionare gli amici più veloce, premere TAB e SPACE (barra spaziatrice) ripetutamente.]

Fase 3: http://www.facebook.com/OtteneteIlVostroProdottoAppleQui

Chiaro invito ad ottenere quanti più contatti possibile su questo evento. Complimenti.
Il problema è che tutti ci cascano o comunque non RIFIUTANO. Si ritroveranno contattabili e sicuramente verranno contattati per altro, dal momento che Apple prodotti non ne regala di suo, con questi metodi poi…

Il gruppo invita poi su questa pagina:

dove è richiesto, banalmente, di mettere tutti quei MI PIACE ad altre pagine.

Vi è chiaro il meccanismo? Quell’evento porta solo MI PIACE a tutte quelle pagine. Non ci sono premi Apple in palio. Continuate pure a sognare IPHONE 4, APPLE IMAC E APPLE IPAD 2…e a cadere nelle trappole di questa gente.

Consiglio di procedere così:
a) verificare le pagine a cui avete messo mi piace
b) verificare gli eventi e DECLINARE tutto
c) segnalare evento e pagina a Facebook per SPAM

VERIFICARE PAGINE A CUI SIAMO ISCRITTI
Vai qui http://www.facebook.com/browse/other_connections_of/ e togli il MI PIACE a tutto ciò che non sai cosa è

VERIFICARE ELENCO GRUPPI A CUI SIAMO ISCRITTI
L’elenco dei gruppi Facebook a cui siamo iscritti http://www.facebook.com/bookmarks/groups in modo da verificare le iscrizioni.

Dato che ci siete, fate un po’ di pulizia anche tra le applicazioni.

ELIMINARE APPLICAZIONI SCONOSCIUTE
Per eliminare tutte le appicazioni Facebook che NON CONOSCI vai qui http://www.facebook.com/settings/?tab=applications
cliccare sulla X che si trova accanto all’applicazione e poi su RIMUOVI.
Scorrere l’elenco delle applicazioni, sarà sicuramente lunghissimo. Elimina tutto ciò che non riconosci, che non sai cosa sia, di cui non hai idea, il cui nome non ti dice nulla.
Le applicazioni possono essere causa di tag e messaggi in bacheca ai contatti INDESIDERATI.

Segnalare la pagina:

Segnalare l’evento:

PS ho il sospetto che l’evento abbia cambiato nome (e quindi una forte base di utenti fosse già dentro, suo malgrado, per altri motivi. Verifico e aggiorno)

AGGIORNAMENTO: ATTENZIONE anche l’evento Costa Crociere Vinci subito 1 delle 10 Crociere Costa! è una BUFALA/TRUFFA. Stesso meccanismo. Anzi stesso identico testo…

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