Smile

Rientravo a casa da scuola, stamattina e ho visto questo smile in una aiuola.
Ho sorriso. Ho instagrammato. Ho fischiettato un motivo e ne ho messo le parole come testo della foto.

smile

Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you…

Si, Noa. La vita è bella. Ho avuto modo di ascoltarla live a Matera un mesetto fa. Fantastica, mostruosa per voce e presenza scenica, inarrivabile.

Sorridi, la vita è bella. Smile, without a reason why.
Un pensiero che si è incuneato tra la mattinata a scuola (non pesanti ma nemmeno leggerissime le mie mattinate scolastiche) e il pranzo. Un motivo che mi ha accompagnato fino a sera.

E a pranzo casualmente ho conversato con una docente di Conservatorio (per giunta calabrese a Potenza) che non conoscevo e si sono uniti dei puntini, parlando di una voce che non si allena mai e di una chitarra che strimpella raramente.

Smile, without a reason why. Ho aperto GarageBand, ho scaricato la base karaoke. Ho fatto qualche prova. Noa è inarrivabile, ovvio. Bene esserne consapevoli. La vita è bella lo stesso anche se canticchio a modo mio.

Keep the laughter in your eyes…

Sorriso e sguardo sorridente. Affrontando giornate densissime da un po’ in qua, con tante vite belle applicate a vari contesti e qualche vita meno piacevole.

Bè la posto sul blog, ascoltatela se vi pare. Non v’aspettate chi sa cosa. A me piace e sorrido senza ragione.
Il motivo dalla testa stasera non se ne va.

Smile!

Passami il sale!

Il digitale e i social influenzano le nostre relazioni.

please-pass-the-salt-1

Una scena non insolita, a cena.
Tutti assorbiti dagli smartphone e da quello che vi accade dentro: whatsapp, facebook, twitter, mail ecc.

La reazione inconsulta di un padre.
Passami il sale!

E presta attenzione alle persone che hai attorno.

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Un corto che ha vinto il Best Comedy Award at the 2014 Five16 Film Festival.

Tutto adesso

Poi c’è questa canzone dei Pooh che mi è sempre piaciuta e che oggi mi andava di adattarla proprio a me.

Tutto adesso. Da oggi abbiamo smesso di chiedere permesso.
O forse no.

Giornate densissime di cose, persone, relazioni, propositi, azioni e voglia di fare.
Tutto adesso.

O da adesso in poi.

Sono stanca di essere buona e perciò vado all’inferno
sono stanca di vivere in stato di shock giorno per giorno
da oggi abbiamo smesso
di chiedere permesso
io voglio tutto adesso.
Sono stanca di essere stanca perciò fatemi strada
sono stanca di facce che dicono: no, stattene in coda
da oggi abbiamo smesso
di chiedere permesso
io voglio tutto adesso.
Adesso adesso
e togliersi via
le mani da addosso, la vita è la mia
che prenda o che dia di più.
Sono stanca di prendere il mondo com’è, non si respira
sono stanca di chiudermi dentro perché non ho paura
da oggi abbiamo smesso
di chiedere permesso
io voglio tutto adesso.
Adesso adesso
e togliersi via
le mani da addosso, la vita è la mia
che prenda o che dia di più.
Sono stanca di farmi rispondere no! È una prigione
sono stanca di essere buona perciò fate attenzione
da oggi abbiamo smesso
di chiedere permesso
io voglio tutto adesso.

Volevo ripartire dal blog…

…invece son mesi senza ADSL a casa, il piano dati sull’iphone mi declassa a velocità ridotta dai primi del mese (come non averla proprio la connessione!), ma quanto consumo? Ma sempre su internet sto?
Ah, e l’ipad 1 pesa, é scomodo, non ci puoi far tutto (non è vero, ovvio, ho fatto cose in queste condizioni, che voi umani…)

Vabbè…

Come scusa, essere “digital divisa”, non è un granché, mi sembrava solo buona per rompere il “blocco del blogger”

:)

Buona Pasqua e buona Pasquetta fatte, intanto.

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Ora ve li buco i messaggi multipli su Facebook!

2014 cominciato esattamente come è finito il 2013 per quanto riguarda i messaggi privati di Facebook. Rimane l’abitudine, per tanti, troppi oramai, di abusare dello strumento.

Come? Con i messaggi privati multipli, indirizzati a 100 contatti tutti insieme. Fortunatamente c’è un limite almeno nel numero.

Si può solo uscire dalle conversazioni, purtroppo, dopo che qualcuno ci ha inserito e dopo che cominciamo a ricevere il fiume della conversazione in atto. Si, si potrebbe anche decidere da chi farci inviare messaggi privati su Facebook, lasciando la possibilità solo agli amici.

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Stamattina sono stata svegliata proprio dal suono ripetuto delle notifiche del Messenger (all’unisono poi su iPhone e Ipad). Sarà successo qualcosa, ho pensato.

E no, non ditemi che è il prezzo da pagare per avere tanti “amici” sui social, la conversazione multipla. Non lo è.

I messaggi privati, sono privati. Magari a piccoli gruppi, se il tema è comune (organizzare una pizza, darsi appuntamento per qualcosa, coordinarsi). I messaggi privati collettivi, con persone sconosciute, non sono più privati, tanto vale utilizzare la bacheca + il tag alle persone.

Educhiamoci tutti a monte: prima di mandare un messaggio privato a 100 persone (che siano gli auguri di natale, della befana o l’invito a votare Renzi o chi so io o il gioco stupido con cui si pensa di contribuire alla prevenzione del cancro al seno….) chiediamoci quanto stiamo invadendo la privacy della gente e quanto risultiamo inutili.

Chiediamocelo e prima di cliccare invio, dopo aver aggiunto i 100 contatti, proviamo anche a risponderci. Una volta lo avremmo chiamato semplicemente spam.

Invasione di privacy perché si mettono in una chat di gruppo anche sconosciuti fra loro che non è detto condividano lo stesso tema del messaggio.

Infatti poi cosa accade? Cominciano le risposte “ok” “grazie” “ciao” e anche i “toglietemi dal gruppo” ecc . Il delirio.

La privacy perché tutto ciò si traduce nell’invasione del proprio cell/tablet sui quali la app Messenger con solerzia segnala ogni notifica di messaggio privato.

Come abbiamo le notifiche sms, mail, whatsapp ecc. abbiamo anche queste e sono per il contatto privato, personale, importante, rapido. Perchè Twitter prima, Facebook poi, li avrebbero chiamati Messaggi Diretti o Messaggi Privati?

Nessuno ci autorizza a invadere gli spazi privati altrui se non è importante. Nessuno ci autorizza a mandare pacchi di informazione inutile ai nostri contatti. Nessuno ci autorizza ad abusare di questi canali social per attirare attenzione. Non parliamo del consumo dati + batteria, quando nostro malgrado siamo bersaglio di questa messaggistica.

Per i messaggi multipli che sono così pubblici, bacheca + tag. Esci dalla conversazione è una ulteriore perdita di tempo ogni volta che vorrei evitare, almeno io.

È questione, al solito, di educarci agli strumenti social e al loro uso.
Non è un caso che la maggior parte di noi clicchi immediatamente su “Esci dalla conversazione”.
Basta scorrere questo tipo di conversazioni multiple, le uscite sono visibili a tutti, man mano che avvengono, fanno parte integrante della chat.

Quindi i messaggi multipli sono inutili.

Nell’ecologia della comunicazione social di tutti, fare attenzione a ciò che facciamo, come lo facciamo, attraverso quale canale e, soprattutto con quale obiettivo, diventa sempre più importante.

Siamo invasi da informazioni di ogni genere, fortunatamente possiamo sempre scegliere a cosa prestare attenzione. Quando si entra a gamba tesa nei canali privati e diretti, riusciamo a prestare attenzione anche alle persone e calibrare quanto scriviamo loro?

Attenzione alle persone, attenzione alla relazione, attenzione alla comunicazione, attenzione al messaggio, attenzione a non sprecare e far sprecare tempo, attenzione alle cose importanti.

Al prossimo messaggio multiplo su Facebook, inutile, prima di uscire dalla conversazione, copieró e incolleró questo post.

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