Come spiegare #CharlieHebdo ai bambini

E’ uscito un numero di Le Petit Quotidien

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Per spiegare ai bambini l’attentato ai giornalisti e ai disegnatori del Charlie Hebdo e la libertà di stampa.

Pagine didattiche da leggere insieme ai piccoli, qui http://www.playbacpresse.fr/documents/charlie/lpq_charlie.pdf

Parole difficili, brutali, da imparare.

(via Paola Limone)

Meno male chè c’è Mark Zuckerberg a dirci di leggere di più

Mark Zuckerberg ha lanciato una sfida partendo dai suoi buoni propositi per il 2015: leggere di più.
Leggere un libro almeno, ogni due settimane.

…with an emphasis on learning about different cultures, beliefs, histories and technologies.

Leggere e imparare dalle culture diverse, dalle loro usanze e credenze, dalle storie.
Leggere di più anche argomenti di tecnologia.

Mark-Zuckerberg-introduci-011

C’è una pagina apposita per seguire le letture di Mark che man mano posterà e per commentarle insieme “A Year of Books“.

Si, avete capito bene: lettura, più libri, Facebook. Sembra quasi un ossimoro.

L’obiettivo è quello di trasformare, via social network, il 2015 nell’anno dei libri.
Impegno richiesto a tutti: leggere due libri al mese.
Mark in persona incoraggia noi utenti di Facebook, praticamente la terza nazione al mondo per popolazione, ricordiamocelo, a seguire la sua proposta di leggere di più.

I’m excited for my reading challenge. I’ve found reading books very intellectually fulfilling. Books allow you to fully explore a topic and immerse yourself in a deeper way than most media today. I’m looking forward to shifting more of my media diet towards reading books.

I libri, il miglior posto in cui immergersi.
La media diet quotidiana deve comprendere assolutamente la lettura di un buon libro.
Strano che a dircelo sia Mark Zuckerberg. Insolito.

Ma vuoi vedere che qualcuno, tra chi passa gran parte del tempo sui social, leggerà qualche libro in più, adesso, anche grazie a lui?

Il primo libro consigliato è “The End of Power
” di Moisés Naím (in italiano: La fine del potere).

Il testo è diventato best seller su Amazon, anzi pare proprio che sia esaurito.

Il Facebook power, insomma!

Il libro di Moses Naim è descritto da Mark come un testo che spiega il cambiamento del mondo da quando i singoli individui hanno più potere. Potere che prima era solo in mano a governi, istituzioni militari e altre organizzazioni.
Dare alle persone più potere. Questo il libro da leggere, questo l’argomento di discussione con gli utenti Facebook.
Due settimane, poi il secondo titolo e così per tutto l’anno.

Seguo la sfida sulla lettura di Zuckerberg con interesse.
Due settimane per leggere (e commentare) ogni titolo che verrà proposto, poi si passa a un altro libro.
Il web e i social dopo tutto corrono velocissimi, mica si può tenere sul comodino un libro per tanto tempo.

Il tempo di lettura al passo del tempo di internet.

Ringrazio il fondatore di Facebook già da ora se riuscirà in questa impresa di farci leggere di più.
I dati sulla lettura in Italia sono sconfortanti, lo sappiamo.

Il Rapporto Nielsen sulla lettura fa paura. In Italia si legge sempre meno. Nel triennio 2011-2013 si è registrato un calo medio sia nella percentuale dei lettori (dal 49% al 43% della popolazione) che degli acquirenti (dal 44% al 37%)

Insomma, ben venga A year of Books! Ben venga che Facebook diventi strumento per veicolare la passione per i libri!

PS Tu quanti libri leggi in un anno?
Il mio Anobii dice che anche io ho letto meno nel 2014. Solo 53 libri (alcuni in inglese) di carta e su Kindle, contro i 62 del 2013 e i 99 del 2012 (anno in cui ho letto moltissimo sul Kobo).

Devo darmi da fare, pur rimanendo comunque un lettore cosiddetto forte (bastano 7 libri l’anno per esserlo, se non ricordo male). Anzi un lettore “bulimico”, da sempre.

Consigli di lettura son ben graditi, se volete lasciarli nei commenti.
Buona lettura a tutti!

Scintille di creatività: rimettiamoci a fare

Leggevo sul Telegraph UK che siamo la generazione del tutto pronto, tutto a disposizione, tutto funzionante.
Infatti, non sappiamo più mettere mano e riparare qualcosa, perché difficilmente abbiamo idea di come funzionino gli oggetti e la tecnologia che utilizziamo. Non abbiamo più la stessa curiosità, forse.

…the under 40s expect everything to ‘just work’ and have no idea what to do when things go wrong.

(Danielle George, Professor of Radio Frequency Engineering, at the University of Manchester)

Molti dei gadget rotti o datati potrebbero tranquillamente essere riparati o utilizzati diversamente con poche conoscenze di elettronica. E’ un po’ quello che il movimento dei makers ha cominciato a fare, se vogliamo.

makers

Ci siamo abituati ad oggetti sempre funzionanti, non ci mettiamo più “il naso” dentro.

I want young people to realise that that they have the power to change the world right from their bedroom, kitchen table or garden shed. Today’s generation of young people are in a truly unique position. The technology we use and depend on every day is expanding and developing at a phenomenal rate and so our society has never been more equipped to be creative and innovative.

Che le giovani generazioni comprendano di avere tra le dita il potere di cambiare il mondo direttamente dalle loro stanze a casa, grazie al web, alla tecnologia a disposizione, grazie alla voglia di “capire come funziona” e di fare e creare.

If we all take control of the technology and systems around us, and think creatively, then solving some of the world’s greatest challenges is only a small step away. I believe everyone has the potential to be an inventor.

Solo (ri)prendendo il controllo delle tecnologie e dei sistemi che abbiamo a disposizione, solo (ri)pensando creativamente, possiamo risolvere grandi sfide. Tutti possiamo farlo, ognuno di noi ha in sé il potenziale per essere un “inventore”.

Questa é Danielle George e qui altre info sulle Royal Institution Christmas Lectures dal titolo “Sparks will fly: How to hack your home” da cui provengono questi spunti di riflessione.

A revolution is happening. Across the world people are taking control of the devices we use every day, customising them, creating new things and using the sparks of their imagination to change the world. Now it’s your turn, and you can start with the things you have around you.

C’è una rivoluzione in atto. In tutto il mondo ci sono persone che vogliono prendere il controllo dei device che utilizzano ogni giorno, per personalizzarli, per creare nuove cose e per utilizzare le scintille della loro immaginazione e della loro creatività per cambiare il mondo. E’ arrivato anche il nostro turno. Cominciamo proprio dagli oggetti che abbiamo attorno. Cambiamo tutto, cambiamo qualcosa, basta che cominciamo a cambiare!

Peccato non ci siano ancora i video delle Lectures, online.
Serendipity per serendipity segnalo questo interessante sito di accompagnamento alle Lectures della BBC http://www.bbc.co.uk/iwonder

C’è la possibilità per gli insegnanti di seguire le discussioni e i temi (bella idea, non solo per prof di scienze o ingegneri!).

La Royal Institution (Ri) ha anche lanciato una online community www.hackgallery.org piena di video creativi del movimento maker con lo scopo di mostrare a tutti come a volte basti una scintilla di immaginazione per cambiare, in piccolo, il proprio mondo e farlo funzionare meglio.

Qui è dove si possono rivedere vari video.

Qui anche le spiegazioni sul come fare cose con le cose. Quasi quasi mi costruisco un lampeggiatore per Twitter 😉

Ci sono trucchi utili: come costruire un proiettore artigianale con smartphone, una scatola, una lente di ingrandimento (devo provare anche questo) e molto altro.

Da rifletterci sopra molto, avendo approcciato il coding a scuola, sperimentato la modalità Coderdojo con i bambini, i pensiero computazionale, il mondo delle stampanti 3d e del modeling, i Fablab ecc. C’è tanto da fare!

Tutto questo materiale da esplorare, partendo da un titolo di un articolo che mi ha incuriosito.
Quasi a dire: rimettiti a fare la blogger, su!
E io ve lo scrivo un post, dove mi appunto e condivido, visto?
😉

Social network e nuove relazioni

Ieri sono stata a Matera, invitata dal CSV (Centro Servizi Volontariato) Basilicata a parlare di “Social network e socialità: uno sguardo sulle nuove relazioni”.

Un intervento formativo/informativo per associazioni e no-profit su come il social web ha cambiato la nostra socialità e il modo di essere in relazione aggiungendo una dimensione digitale grazie alle tecnologie che abbiamo in mano.

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Una conversazione su come utilizzare al meglio il social web e i suoi strumenti comunicare e raccontare ciò per cui si adoperano tantissimi volontari, associazioni, persone di buona volontà, ogni giorno.

Social come piazze virtuali, estensioni della nostra presenza, come strumento che ci mette in relazione.
Conversazioni, conoscenza condivisa.
Cosa sono questi benedetti hashtag e come funzionano.
La differenza tra un profilo, una pagina, un gruppo Facebook. Cosa è meglio utilizzare per la comunicazione e la narrazione, insieme a un sito/blog?
Personal branding, web reputation, coerenza delle persone dentro e fuori i social network.
Un approfondimento dell’articolo recentissimo scritto da Vincos su Che Futuro! sulla solidarietà e le migliori noprofit in rete.
La cura dei contenuti, del racconto, lo storytelling.

Perché…siamo quello che condividiamo!

Queste le mie slide. Enjoy!

#digitalchampions in missione 😉

Passami il sale!

Il digitale e i social influenzano le nostre relazioni.

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Una scena non insolita, a cena.
Tutti assorbiti dagli smartphone e da quello che vi accade dentro: whatsapp, facebook, twitter, mail ecc.

La reazione inconsulta di un padre.
Passami il sale!

E presta attenzione alle persone che hai attorno.

Un corto che ha vinto il Best Comedy Award at the 2014 Five16 Film Festival.

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