#Censimenti Data Challenge: il contest sui dati del Censimento

Vi segnalo un contest http://censimentoindustriaeservizi.istat.it/istatcens/censimenti-data-challenge-il-contest-sui-dati-del-censimento/

#Censimenti Data Challenge: il contest sui dati del Censimento, sono stata invitata a far parte della giuria.

#censimenti

Di che si tratta e come partecipare?

Ecco tutte le info utili:

#Censimenti Data Challenge è un contest per lo sviluppo di visualizzazioni e/o applicazioni che aiutino a costruire conoscenza utile, usando i dati del 9° Censimento generale dell’Industria e dei Servizi e Censimento delle Istituzioni non profit.

I dataset del Censimento (imprese, istituzioni non profit, istituzioni pubbliche) possono essere liberamente elaborati e incrociati con ogni altro dataset diffuso dall’Istituto (I.Stat) o da altri soggetti pubblici e privati.

CHI PUÒ PARTECIPARE

Possono partecipare alla competizione singoli o gruppi formali e/o informali di utilizzatori di dati. Sebbene non rappresenti un requisito obbligatorio per l’ammissibilità, si consiglia la composizione di squadre “miste”, rappresentative di diversi profili.
In particolare, l’iniziativa si rivolge a: Studenti, Universitari e ricercatori, Data journalist, Data designer, Sociologi ed esperti tematici, Statistici, Policymaker, Sviluppatori, Gruppi della società civile, Organizzazioni e cittadini attivi ecc. Sono ammessi a partecipare tutti i soggetti che abbiano raggiunto la maggiore età. Per la partecipazione in squadra è sufficiente che ad aver raggiunto la maggiore età sia la persona indicata come referente nell’apposita form di registrazione.

I DATI

Nel data warehouse del Censimento i dati – riorganizzati in tabelle e resi disponibili in più formati – possono essere consultati, navigati, elaborati e riusati

I PREMI

I premi per le prime tre posizioni corrispondono a 3000 euro per il primo classificato; 2000 euro per il secondo classificato; 1000 euro per il terzo classificato. La Giuria potrà decidere di assegnare una o più menzioni speciali. A tutti i lavori sarà data visibilità sul sito del Censimento.

COME PARTECIPARE

Leggere il Regolamento
Registrarsi attraverso apposito form
Inviare il proprio lavoro secondo le modalità stabilite al punto 9) “Consegna dei lavori” entro il termine fissato

IL TIMING

2 maggio 2014, ore 23.30 – Termine ultimo per la consegna dei lavori
FORUM PA 2014, 27 – 29 maggio, Roma – Premiazione

IL REGOLAMENTO

IL FORM DI REGISTRAZIONE (singoli e squadre)

INFO: datachallenge@istat.it

Quando gli alunni vanno in rete (le mie slide di #eleadership)

Le slide del mio intervento di lunedi scorso a Bologna al seminario per Dirigenti Scolastici dell’USR Emilia Romagna “E-Leadership: Le competenze “digitali” del Dirigente nella scuola ad alta densità tecnologica”

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano (le mie slide)

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano.
Le mie slide del seminario di Tropea

Poi un articolo della Gazzetta del Sud che vi racconta come è andata:

Convegno Rotary Tropea

Social media e didattica, figli digitali sempre connessi

Condivido le due presentazioni che ho utilizzato per il pomeriggio di formazione all’Istituto Comprensivo Cadeo. Ancora grazie a Daniele Barca e Angelo Bardini per l’invito e per l’accoglienza. Spero di essere stata utile.

Le slide della formazione genitori.

“Figli digitali, social e sempre connessi (opportunità e rischi, cosa deve sapere un genitore?)”

Le slide della formazione docenti.

“Social media e didattica: quali possibilità?” (…e come prevenire qualche rischio)

In giro a parlar di scuola digitale, social network, annessi e connessi

Lunedi 17 febbraio sono stata invitata dal Dirigente Daniele Barca dell’Istituto Comprensivo di Cadeo a parlare di “Social media e didattica: quali possibilità?” (…e come prevenire qualche rischio) ai Docenti.
Il pomeriggio continua poi con i genitori sul tema “Figli digitali, social e sempre connessi (opportunità e rischi, cosa deve sapere un genitore?)”

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(credits photo)

Martedi 18 febbraio, invece, sono stata invitata alla Social Media Week di Milano al dibattito su “Scuola oggi e domani: evoluzione dell’apprendimento e dell’insegnamento tra tecnologia e nuovi scenari”
Sarà un dibattito con gli attori del mondo dell’educazione attivi nel digitale e social media, per disegnare e discutere il panorama attuale nelle scuole, i best case e lo scenario del prossimo futuro. Un momento di confronto sul tema dell’innovazione tra i banchi di scuola con Dianora Bardi, Daniele Barca, Alessia Rastelli e Maria Vittoria Alfieri.

Insomma social media, didattica, generazione digitale, scuola digitale, educazione, apprendimento, tecnologia. Saranno due giorni intensi!

Iscrizioni online 2014 – Guida alla registrazione

Secondo anno per le iscrizioni a scuola che si svolgono online. Come lo scorso anno voglio dedicare qualche post di pubblica utilità alla procedura di Iscrizione online.

La legge 7 agosto 2012, n. 135 stabilisce che le iscrizioni al primo anno delle scuole statali di ogni ordine e grado avvengono esclusivamente in modalità on line. Il MIUR ha impostato una pagina web per accedere al servizio e per accompagnare le famiglie nel percorso per l’iscrizione: dalla registrazione alla compilazione ed inoltro del modulo di iscrizione, dalla scelta del percorso di studio alla ricerca della scuola desiderata. Qui la circolare con la normativa sulle iscrizioni.

Immagine 2

Sarà possibile effettuare la registrazione a partire dal 27 gennaio.
L’avvio delle iscrizioni on line è fissato per il 3/02/2014. Il termine ultimo per le iscrizioni è il 28/02/2014. Il sistema funzionerà 24 ore su 24, compresi il sabato e la domenica.

Vi rimando al post dello scorso anno, con tutta la procedura in dettaglio, in attesa di poter postare anche la nuova, dopo il 3 febbraio, quando si potrà accedere al sistema.
Verificherò e aggiornerò sulle eventuali novità, che comunque credo non saranno molte.

Intanto vi posto una Guida alle iscrizioni online riguardo a come effettuare passo passo la fase di registrazione da parte delle famiglie.

Cosa serve per la registrazione (e poi per l’iscrizione online)?

Una casella di posta elettronica (e-mail) valida, il documento di identità del genitore.

Ecco i passaggi in forma di presentazione:

Potete tranquillamente condividere la presentazione (ad esempio su siti di scuole ecc.)
Vi chiedo solo di mettere i credits. Grazie.

Segue seconda parte sulla procedura di iscrizione.

Come aprire un blog con WordPress

Come aprire un blog con WordPress. Non è difficile!

Blog

Pubblico qui le slide che ho utilizzato Martedi scorso ad Avigliano (PZ) con il Gruppo Coordinamento Donne, nell’ambito del progetto “Se li conosci li eviti ovvero quando i rischi da virtuali diventano reali”, bella iniziativa in cui sono stata coinvolta, che ha come obiettivo più ampio l’uso consapevole del web e dei social network.

Una guida step by step dalla registrazione su WordPress all’apertura del tuo primo blog, che può tornare utile anche ad altri.

Un hashtag #allertameteoBAS e l’alluvione in Basilicata

Un hashtag #allertametoBAS il cui uso è cominciato il 27 novembre con un pre-allerta.
Nei giorni seguenti solo acqua, tanta acqua caduta sulla Basilicata (e non solo, colpite anche Calabria, Puglia, Molise).
Un hashtag che ha raggiunto un picco di 2464 tweet in un giorno. Giorno 1 dicembre. Come vi raccontavo.
1 e 2 dicembre 2013, acqua dal cielo, Protezione Civile in massima allerta, territori allagati, frane, crolli, famiglie sfollate…

2464 tweet in un giorno da una Regione (o per una Regione) i cui numeri di Twitter sono poco significativi.

Un totale di 4426 Tweet in una settimana o poco più.
Questi i numeri dell’alluvione in Basilicata, su Twitter.

allerta

Sindaci che chiudono scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
Gente che chiede attenzione a media nazionali, che chiede di parlare di quello che succede in Basilicata.
Tutto questo e molto altro è passato attraverso un hashtag #allertameteoBAS (anche qualche sciacallata, ma pochissima roba, siamo tutti stati molto disciplinati nell’uso, nessuno ne ha approfittato per cercare visibilità per sè, come capita in questi casi).

Il 30 novembre si Twitta anche di #NOVASIRI con 48 tweet che raccontano la situazione.

Si aggiunge la situazione del fronte frana a Montescaglioso. Ad #allertameteoBAS si aggrega un altro hashtag: #montescaglioso

442 tweet che lo contengono. Il picco il 3 dicembre con 221 tweet, nello stesso giorno si registrano 424 tweet per #allertameteoBAS tra cui quello del neo eletto Governatore Marcello Pittella (non ancora insediato)

@marcepittella: Chiedo al Governo Nazionale lo stato di calamità, uomini e mezzi a supporto della situazione critica #allertameteoBAS

montescaglioso

Aggiungiamo circa 24 foto taggate su Instagram #allertameteoBAS.
Molte foto son state postate direttamente via Twitter, altre via Facebook e condivise di profilo in profilo. Molte senza hashtag.

E poi Facebook (un po’ più complesso da monitorare) come si può vedere dalla tagboard che ho creato proprio per raccogliere anche quanto passava da Facebook con tag #allertameteoBAS
https://tagboard.com/allertameteoBAS

Se arrivate in fondo alla pagina e cliccate su LOAD MORE, più volte, si arriva, a ritroso, al momento in cui abbiamo cominciato ad usare ed aggregare le informazioni sull’alluvione.

L’evoluzione dell’allerta meteo via hashtag seguita con aggiornamenti in tempo reale dai canali social di TRMtv facebook.com/trmtv e twitter.com/trmh24 oltre al sito internet TRMtv.it

A ruota si sono aggiunti gli altri media e stampa lucani. I blogger, gli amici. I cittadini, i politici, gli amministratori, i sindaci.
Quasi sempre utilizzando l’hashtag per veicolare l’informazione e per permetterci di aggregare, rilanciare, seguire, retwittare.

Ecco, ancora una volta, l’importanza di un hashtag usato correttamente.
La narrazione in tempo reale di una regione piegata dal maltempo.
La diffusione di una buona pratica comunicativa, il coinvolgimento non solo da lettori di status sui social ma da produttori di contenuti utili da postare sui propri profili e da condividere con quanti possibile.

Un popolo, quello lucano, unito in una situazione di emergenza, almeno sui social.

Complimenti alla Protezione Civile di NOVA SIRI per aver usato #allertameteoBAS da subito, per dirne una.

Non basta. Profili con pochi followers, quando forniscono informazioni importanti come queste della situazione di allerta meteo per l’alluvione, devono assolutamente essere rilanciati con retweet da profili più seguiti. Io e molti altri abbiamo rilanciato ogni notizia utile, per quanto possibile, seguendo passo passo, sia su Twitter che su Facebook le informazioni che venivano diffuse, verificandole anche, quando necessario.

I miei alunni che mi hanno inviato le foto alle 7 del mattino della situazione strade allagate dai loro comuni, ad esempio. Su Facebook, ovviamente.

Altro passaggio importante, retweet usando “cita il tweet”, utile funzione di Twitter che permette di retwittare aggiungendo o editando i tweet degli altri. Utilissimo per aggiungere #allertametoBAS quando non presente, in modo da aggregare davvero tutto e seguire.

Come essere utili su Twitter in questi casi?
Twittando con hashtag le informazioni diramate dagli organi ufficiali (Regione, Protezione Civile, Volontari, Giornalisti ecc.).
Verificando per quanto possibile le informazioni, selezionando quelle più importanti, evitando il rumore, evitando di usare un hashtag solo per commentare senza aggiungere valore.

Da parte mia, ho ricordato anche a sindaci e amministratori amici di usare #allertameteoBAS nelle comunicazioni dai loro comuni. Fa piacere che abbiano capito l’importanza e si siano adeguati.

A scorrere la tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS abbiamo fatto tantissimo per l’informazione e per la Basilicata, anche se non direttamente dai luoghi interessati, amplificando e allargando la portata delle notizie, rendendo Twitter e Facebook strumenti di pubblico servizio.

A scorrere la tagboard è chiaro quanto è successo in Basilicata ed è chiaro che servono aiuti per le popolazioni e i territori che hanno subito più danni.

I social sono anche questo.

E questa è una storia che, a partire dai numeri, volevo raccontare.

#allertameteoBAS

Basilicata. Qui piove da più di 24 ore.
Un uno e due dicembre da non dimenticare. Molto bagnato.

Sto seguendo sui social #allertameteoBAS, hashtag usato per raccogliere informazioni, notizie, segnalazioni di quanto sta accadendo in questa terra.
Ci sono zone allagate, strade interrotte, la Protezione Civile Regionale al lavoro insieme a volontari e forze dell’ordine. Fiumi che rompono gli argini, livelli che salgono, dighe che raggiungono la massima capacità di contenimento, agricoltura in ginocchio, trasporti che saltano ecc.

Immagine 2

Sto prestando il mio profilo Twitter alla diffusione (anche nazionale) di quello che accade. Mi sembra doveroso dare un contributo. I social servono anche a questo.

Sindaci che chiudono le scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
E non solo.

Questo e molto altro raccolto in tempo reale in questa tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS che aggrega Twitter, Facebook, Instagram, Youtube ed eventualmente Google+ e Vine (che nessuno sembra utilizzare, come prevedevo).

Contribuisco ad aggregare e informare, per quello che posso, per quello che so.

Questa la lista Twitter per seguire l’informazione lucana (stampa e media locali) https://twitter.com/catepol/lists/informazione-basilicata

Invito tutti, cittadini, Sindaci, Amministratori, Media, Stampa, esponenti politici del PD e non solo, Protezione Civile ecc. ad usare nei tweet e su Facebook #allertameteoBAS (anche nei titoli).

Un hashtag apparentemente sembra non servire a nulla, invece sta facendo davvero molto, qui in Basilicata.

Si chiede al Governo lo stato di calamità. Rilancio anche da queste pagine.

Ricordiamoci che Twitter non è tutto il mondo…

“Only a minority of people are on Twitter, and only a fraction of them are active. The people you follow (your Twitter stream) is only a partial version of Twitter overall. And the people on Twitter do not represent the wider population (they tend to be younger, richer, more liberal). We have the potential to pick up on interesting trends and reach a vast and even diverse audience through Twitter, but never assume that it reflects the wider real world. ’Twitter’ never ‘says’ something. Let alone, ‘People think’ via Twitter. It is always ‘someone [or 'some people'] on Twitter says something’.”

via http://blogs.lse.ac.uk/polis/2013/11/27/twitter-5-dangers-for-journalists/

Gli utenti Twitter sono una minoranza, in assoluto, in Italia ancora meno, in Basilicata poi, siamo 4 gatti a cinguettare.
Solo una parte di questa minoranza cinguettante, è realmente attiva su Twitter.
Molti sono iscritti a Twitter e non vanno oltre l’aggiornamento notizie o seguire personaggi pubblici e famosi.
Solo una parte degli utenti attivi, ha capito bene come si usa Twitter. Molti vanno a tentativi.
Le persone che seguiamo (il flusso di Twitter che vediamo scorrere davanti ai nostri occhi) è solo una versione parziale di quanto accade su Twitter a livello più generale.
La versione parziale che ci siamo anche scelti di seguire.
Le persone su Twitter non rappresentano la popolazione in generale e nemmeno nel dettaglio. Tendiamo tutti ad essere più giovani, più ricchi, più liberali, più belli, più fotogenici, più smart, più ironici, più incontrollati, più presenzialisti, più partecipi.
Tanto è gratis. Tanto è Twitter.

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Potenzialmente, grazie a temi e hashtag, tweet e retweet, possiamo far crescere l’attenzione su tendenze interessanti e raggiungere un pubblico molto più vasto, eterogeneo, (g)locale, nazionale (trasmissioni TV, radio ecc. ad esempio).
A volte ci riusciamo anche: abbiamo portato #regionalibas e #portamateranel2019 nei Trending Topics di Twitter, e siamo davvero “4 gatti cinguettanti” in Basilicata!
Che, però, si son accordati a farlo in un caso o, semplicemente, parlavano tutti di un argomento, nell’altro.
Se poi partecipano al gioco alcuni utenti con un discreto numero di followers, è ancora più facile.
Tutto questo però non solo non è mai scontato, soprattutto continuerà a non rispecchiare veramente il mondo reale, i fatti come accadono (e non solo come sono pensati dagli utenti attivi di Twitter), gli argomenti di discussione più importanti. Delle tendenze, forse. Delle tendenze di gruppi più o meno piccoli, comunque.

La diffusione di Twitter in Italia, per capirci:

Immagine 1

‘Twitter’ da solo non ‘dice’ mai qualcosa. L’ho letto su Twtter, su Twitter si dice che, su Twitter fa tendenza questo, su Twitter non si parla d’altro…
E’ sempre una minoranza a cinguettare.
Ne parlano su Twitter, poi, non si può sentire.
Su Twitter, ‘La gente pensa che’ non è uno spaccato valido della realtà. Qualunque essa sia.
Vi aggiungo: è facilmente manipolabile. Ne scrivevo 2 anni fa
E’ gratis aprire profili Twitter, è gratis organizzare gruppi che retwittano a raffica, è gratis.
Si possono invece acquistare i followers, lo sappiamo. Per dire: “Io ce l’ho più…seguito”
E’ ‘sempre’ qualcuno in particolare [o al massimo «alcune persone»] su Twitter a dire qualcosa.
Non è Twitter.

Evviva sempre Twitter, per quanto mi riguarda.
Ho appena compiuto 7 anni di Twitter, e non lo lascerei mai.
E’ bello vedere che sempre più utenti lo utilizzano e che molti sappiano cosa sia Twitter.
E’ bello parlarne nel quotidiano.
Non prendetelo troppo sul serio, il fenomeno Twitter, però!

PS la mia sempre valida guida a Twitter e le mie slide “Ora ti spiego Twitter” sono a vostra disposizione. Buon Twitter!

Elezioni Regionali Basilicata a suon di hashtag

La campagna elettorale in Basilicata oramai sempre più social, integra anche Twitter.
I candidati twittano da soli, dal loro smartphone o fanno twittare lo staff, cinguettano, ricordano i loro appuntamenti, lanciano temi e slogan a colpi di hashtag (parole chiave precedute da un cancelletto #, servono a rendere ricercabili le conversazioni).

Una moda? Una strategia comunicativa?
Finalmente la Basilicata politica abita la rete e le conversazioni?
Vedremo!

Si rende necessario aggregare diverse fonti e osservare cosa accade.
Capire il fenomeno, seguirlo, soprattutto farlo capire anche a chi non ha idea di quanto sta accadendo online, però vede i manifesti elettorali, quelli di carta, riempirsi di parole con cancelletto.

Un aggregatore/osservatorio su http://regionalibas.tumblr.com, una idea di @catepol, che metto a disposizione di quanti vogliono seguire le #regionalibas (perché coinvolti o perché semplicemente curiosi).

Un Tumblr (altro strumento social, immediato) per tenere traccia in ogni momento, da oggi, fino alle elezioni di novembre e anche dopo, di quanto twittano i candidati Presidenti e Consiglieri, di quanto si dice e si twitta di loro, di quanto e come vengono usati gli hashtag, dell’eventuale uso di Instagram, dei numeri di Twitter in queste #regionalibas, dei media tradizionali regionali e locali che si adeguano al flusso cinguettante, rincorrendo oramai anche le notizie che rimbalzano immediatamente in rete di 140 caratteri in 140 caratteri.

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Già su #regionalibas http://regionalibas.tumblr.com
– più di 30 hashtag utilizzati dai candidati e dalle coalizioni
– i candidati su Twitter
– la lista Twitter Regionalibas (candidati, opinionisti, giornalisti ecc.)
– la lista dei Fake
– le statistiche di uso degli hashtag elettorali dell’ultimo mese (quello in cui gran parte di essi sono nati)
– hashtag e candidati su Instagram

Altri dati saranno aggiunti man mano, per avere a disposizione il quadro più completo di quanto si dice su Twitter.
Altre analisi seguiranno.

Le elezioni non si vincono a colpi di hashtag, serve ben altro. Interessante il fenomeno scatenatosi nella Regione in cui vivo e da cui twitto da tempo immemore, simpatico sapere di aver istigato anche più di qualcuno. Dicono.

:D

L’osservatorio Regionalibas non si ferma al PD o alla Lista del Presidente, si allarga a tutti i soggetti e partiti coinvolti, di ogni schieramento.

Stay tuned, lavoro in progress, catepol at work!

Etwinning: mobilità virtuale e innovazione sostenibile a scuola

Mobilità virtuale e innovazione sostenibile a scuola, in Sicilia due giorni di
networking con 200 insegnanti da tutta Europa.

Per la prima volta riuniti a Catania i rappresentanti della rete europea degli Ambasciatori eTwinning, attivi nella diffusione dei gemellaggi elettronici tra scuole della Unione Europea.
Dal 17 al 19 ottobre oltre 200 docenti europei si riuniranno a Catania (Hotel Sheraton) in nome della formazione e della condivisione di buone pratiche, per un’ innovazione didattica sostenibile attraverso la mobilità virtuale.

Questo in sintesi il significato della prima Conferenza europea ambasciatori eTwinning, l’azione sui gemellaggi elettronici tra scuole coordinata dalla Commissione Europea.

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Attesi in Sicilia gli insegnanti di scuole pubbliche del continente che costituiscono la rete europea di esperti nazionali all’interno dei sistemi scolastici dei Paesi aderenti, per informare, orientare e diffondere i benefici della didattica attraverso gemellaggi elettronici tra scuole, supportando l’azione delle Unità nazionali
eTwinning.

Il programma sarà alternato da sessioni in plenaria, keynote speech di esperti e workshop di formazione su diversi aspetti relativi l’innovazione scolastica e la mobilità virtuale in Europa. In conclusione del settennato di Lifelong Learning Programme, l’evento costituirà anche l’occasione per tirare le somme dei risultati e le sfide di eTwinning nel prossimo Programma Erasmus+, oltre a favorire lo scambio di esperienze e risultati.

L’evento è organizzato dall’Agenzia LLP Indire, Unità nazionale eTwinning con il patrocinio del Comune di Catania. Insieme agli Ambasciatori eTwinning selezionati in ciascun Paese (per l’Italia ci saranno circa 40 docenti selezionati dalla rete nazionale ambasciatori), saranno presenti rappresentanti di Commissione Europea, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, istituzioni locali, oltre ai coordinatori dell’Agenzia nazionale per il Lifelong Learning Programme di INDIRE.

Per attività ludiche e sociali sono state coinvolte anche alcune scuole locali.

Hashtag ufficiale: #etwamb13
Live streaming sul sito di eTwinning Italia: www.etwinning.it

Instagram non fa più cercare alcuni hashtag

Su Instagram si possono usare gli hashtag per permettere alle foto di essere cercate per argomento, parola chiave.
Ovviamente se ne abusa spesso e si riempiono i commenti alle foto di hashtag (sono la prima a farlo, a volte).

hashtag

Adesso Instagram ha deciso di bloccarne alcuni, nel senso di evitare che possano essere cercabili sia internamente alla APP sia da app e servizi che attraverso le API del servizio rendevano possibile la ricerca e l’aggregazione su Instagram.

Lo segnala il blog TheDataPack che cita come fonte l’Instagram API Developer Google Group, pubblicando anche un elenco NON UFFICIALE delle parole con cancelletto che non sono ricercabili.

Il blocco riguarda anche parole usatissime ma che aggiungono poco valore, impegnando però alti volumi di ricerca dentro Instagram stesso. Sono inclusi hashtag come #photography, #iphone, e #instagram stesso nell’elenco bannato dalle ricerche.

La spiegazione di Mike Krieger, Instagram Co-Founder:

“We’ve stopped serving feeds (both in app and API) for some tags that were too generic and didn’t provide enough end-user value.”

E’ interessante notare come la lista (pur essendo non ufficiale) contenga parole e loro variazioni multiple, soprattutto parole ovviamente già bloccate da Instagram perchè a sfondo sessuale o pornografiche ecc. Esempio #boobs e #bigboobs bannate entrambe proprio perchè #boobs è la parola già bannata.

Curiosità: #iphone e #iphone4s sono sulla lista mentre al momento #iphone5 no.

La lista completa, non ufficiale, degli hashtag non ricercabili su Instagram è qua (in aggiornamento sulla base delle segnalazioni degli stessi utenti):

http://thedatapack.com/banned-hashtags-instagram/

A proposito, forse non tutti sanno che se l’hashtag non è usato nel post principale, insieme alla foto, ma nei commenti a seguire, la ricerca di Instagram rende il numero di foto contenenti quell’hashtag ma non le fa visionare tutte. Si vedono solo quelle che hanno l’hashtag nel post principale.

Hai notato che succede con altre parole di uso troppo comune?

Prestiti e altro via bot nei gruppi Facebook e non solo

I seguenti messaggi (o messaggi di questo tipo, cambiano di poco man mano che si diffondono su Facebook e riguardano prestiti o eredità di solito) che molti utenti postano in diversi gruppi sono SPAM. Dove li vedete, segnalateli a Facebook come SPAM.
Sia l’utente che il contenuto.

Il fenomeno: utenti con nome spesso straniero, ma ho visto anche molti italiani, chiedono ammissione a gruppi Facebook (o via accedono direttamente se i gruppi sono aperti) e nel giro di pochissimi minuti postano simultaneamente un messaggio SPAM e lo stesso messaggio SPAM a commento dei primi 5/10 post visibili in quel gruppo.

Oppure vi scrivono un messaggio privato. Ancora: vendono auto a 1000 o 1500 euro…
Spesso hanno anche la traduzione in Inglese o Francese.
Anche perché la parte in Italiano è scritta in un italiano così improbabile o tradotto con Google Translator…

Cambiano i nomi (che vi ometto), cambiano la formula, ma c’è sempre la proposta di un contatto via mail privata (vi ometto anche le mail).

A volte, semplicemente, vogliono solo conoscervi (chi sa per quale motivo, mandate pure loro una mail e lo scoprirete, questo è l’obiettivo: avere una mail di risposta. Ergo: raccolgono indirizzi mail veri a cui successivamente inviare cosa, non ci è dato ancora di sapere).

facebook spam

Li stiamo raccogliendo e archiviando nel gruppo antibufale qui e qui

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Contattate soltanto per mail:

Nella casistica molti hanno account mail @live.fr

Fatto sta che entrano nei gruppi e postano a raffica in pochissimi minuti il loro post e il testo a commento degli ultimi 5/10 post del gruppo.

Consiglio ovvio per combattere questi spammer: non rispondete e non mandate nessuna mail a loro! Segnalate per spam il messaggio, segnalate anche il mittente. Spesso sono account fake (e bot che fanno queste operazioni).
Nei gruppi se siete admin eliminate messaggi e bannate gli autori.

Se siete admin di gruppi, per un periodo di tempo potete optare per la moderazione preventiva. Cioè i post degli utenti devono essere approvati. Quando postano questi messaggi SPAM li vedete solo voi e potete in un clic cancellare contenuto e bannare utente dal gruppo (impedendogli di richiedere nuova iscrizione). Così il gruppo rimane pulito.

Ne avete ricevuti o visti di simili?
Mandatemeli nei commenti o su Facebook. Sono curiosa di vedere come variano nel tempo e nello spazio questi messaggi SPAM :)

Come scegliere un hashtag

Dal blog di TwitterUK, utili suggerimenti per scegliere l’hashtag migliore e una infografica riassuntiva che prova a guidare la scelta.

hashtag

Come scegliere un hashtag (che, ricordiamolo, è la parolina chiave preceduta da un cancelletto #, che permette di cercare sia su Twitter che su Instagram e Facebook ecc. tutti i post/tweet/foto pubblici contenenti quella parola chiave)?

Quando pianifichiamo un hashtag (ad esempio quello che ho fatto io durante le vacanze per raggruppare le mie foto a seconda del luogo) cominciamo con il chiederci: perché voglio associare una parola chiave a questo particolare tipo di contenuti?

Un evento, un argomento, un tema ben preciso?
Perché possa essere utile solo a me oppure per permettere ad altri di seguire?
Per raggruppare facilmente tutti i contenuti relativi ad un tema, argomento?
Per farci facilmente uno storify riassuntivo?
Per associare e far associare subito a chi legge ciò a cui facciamo riferimento?

Gli hashtag migliori sono quelli che vengono ricordati e che vengono utilizzati, anche da altri, rapidamente, per aggiungere contenuti (vedi una campagna virale oppure quando si chiede agli utenti di partecipare ad una discussione, ad una trasmissione tv/radio, ad un concorso a tema, per raccontare un viaggio, una rivolta popolare ecc.)

Devono essere facilmente richiamati dalla memoria e associati.
Così funzionano.

Gli hashtag devono essere poi utilizzati e riportati sui canali utilizzati per diffondere quel tipo di contenuti. Se è un brand o un evento, tutta la comunicazione (anche quella cartacea relativa) deve riportare l’indicazione dell’hashtag da utilizzare. Altrimenti gli utenti poi fanno da sè, aggiungono, modificano, inventano hashtag e…le fila del discorso sui social diventano anche più complesse da tenere e seguire, si disperdono in vari rivoli.

Se le persone sui social già stanno utilizzando un #hashtag per discutere di qualcosa, utilizza quello, aggiungiti alla discussione, aggiungendo valore. Spesso l’hashtag nuovo o troppo personalizzato non entra automaticamente in conversazione. Spesso su un hashtag già in uso c’è troppo rumore (contenuti non pertinenti o di cazzeggio, bot e spammer che approfittano della diffusione dell’hashtag soprattutto se diventa anche trrending topics ecc.)

Una volta creato e comunicato, ovviamente utilizzare innanzitutto Twitter per diffondere l’hashtag.

Il post di TwitterUK è chiaramente piegato su brand e marketing. Ho pensato che questi consigli sull’uso dell’hashtag potessero essere utili comunque a tutti.

Come usi gli hashtag?
Segui solo i Trending Topics del giorno su Twitter oppure li utilizzi anche in modo personale come faccio io?
Hai cominciato ad utilizzarli su Facebook adesso che si possono cercare anche là?
Come tagghi le foto su Instagram?

Fammi sapere.

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