Di alfabeti digitali ed educazione civica

Un alfabeto digitale non esiste, perché i singoli blocchetti costitutivi delle esperienze possibili in rete non sono certi, non sono univoci e soprattutto non sono arbitrari e questo li rende discutibili e interpretabili…

…L’alfabeto quello è e funziona per questo; Internet è quello che io riesco a farci e funziona per questo. Chiunque pensi che sia possibile “alfabetizzare” un’altra persona al digitale imponendogli la sua versione dei fatti non ha capito con che cosa ha a che fare. Di questi tempi, una lacuna piuttosto grave: non ci serve alfabetizzazione digitale, ci serve educazione civica.

luminol Lettura consigliata!

#Luminol. Tracce di realtà rivelate dai media digitali / Mafe De Baggis

Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze digitali e Scuola Digitale in ottica di genere

Competenze Digitali e Scuola Digitale in ottica di genere. Le slide del mio intervento a Matera, 13 settembre 2014 nell’ambito della due giorni di seminari su “Smart City e Smart Community in ottica di genere nell’attività di governance: dalla normativa all’azione amministrativa e sociale”.

Iniziativa organizzata e promossa dalla consigliera di Parità Regionale di Basilicata Maria Anna Fanelli che ringrazio per aver coinvolto anche me, insieme all’Associazione Stati Generali dell’Innovazione e alla Rete Wister.

Con il digitale, abbiamo il mondo in tasca, racchiuso nel nostro smartphone o nel nostro tablet. Perché la scuola oggi dovrebbe occuparsi delle competenze digitali? Per tante ragioni.
Per comprendere e usare le tecnologie “smart” e i social non solo a scopo ludico ma per l’apprendimento continuo e per sviluppare le competenze digitali oramai indispensabili.

competenze digitali

Non si è “alfabetizzati digitali” una volta per sempre, il digitale è in perenne evoluzione. Occorre fornire anche a scuola gli strumenti culturali e la curiosità per trarre tutti i benefici disponibili dal digitale, a prescindere dallo strumento utilizzato. Domani sarà già obsoleto, mentre solo l’approccio corretto rende il digitale un diritto vero e proprio di cittadinanza e partecipazione alla rivoluzione che internet ha portato nelle nostre vite e nella nostra quotidianità.

Mi sono soffermata sulla definizione condivisa da AGID di “competenze digitali” a partire dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, 2006/962/CE.

Ho provato a riassumere cosa vuol dire scuola digitale oggi in Italia, nelle varie fasi delPiano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) che porta avanti l’obiettivo di modificare gli ambienti di apprendimento per rendere l’offerta educativa e formativa coerente con i cambiamenti della società della conoscenza e con le esigenze e con i ritmi del mondo contemporaneo.

Occorre affrontare la complessità delle abitudini digitali insieme ai nuovi modi di comunicare e apprendere. E’ di fondamentale importanza formare i docenti. Le questioni educative correlate alle competenze digitali e alla scuola digitale sono tante: meglio il tablet per ogni alunno? Oppure il BYOD? Dobbiamo davvero rottamare le LIM?

Infine una carrellata di tutte le questioni legate ai social che la scuola non può non affrontare.

Sulla questione di genere in effetti ho detto poco. E c’è una ragione ben precisa: le competenze digitali sono il punto di partenza, per uomini e donne, a pari livello e senza differenze di genere, per affrontare il mondo attuale. Cominciando dalla scuola, con i bambini, le competenze digitali potrebbero essere la chiave di volta per eliminare gli stereotipi che vedono da una parte “le cose che possono fare i maschietti” e dall’altra “le cose che possono fare le femminucce”.

Internet, il web, i social media, le competenze digitali non sono certo precluse alle donne. Anzi.
Che ne dite?

Di touch, tastiere ancora utili e generazione app

C’è questa riflessione di Seth Godin sulla tendenza della tecnologia sempre più verso il “senza tastiera“.

When the masses only connect to the net without a keyboard, who will be left to change the world?

Quando tutti saremo connessi alla rete senza usare una tastiera, dai nostri piccoli o grandi schermetti touch, chi cambierà più il mondo? Chi scriverà bei romanzi? Difficile farlo senza tastiera.
Difficile lavorare su fogli di calcolo e questioni economiche importanti, solo da uno smartphone.
E i programmatori? Difficile immaginarli senza tastiera a programmare qualcosa solo scorrendo un polpastrello sul vetro del tablet.

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Ci sono cose per cui la tastiera su cui digitare testi o programmi deve sempre servire. Se così non fosse, la tecnologia touch per quanto rivoluzionaria e sempre più diffusa, non rivoluzionerà le nostre vite, non le cambierà veramente in meglio. Solo apparentemente possiamo star bene e crescere in un mondo dove la comunicazione è ridotta a 140 caratteri, a una foto whatsappata, a uno status di Facebook.

Non bastano tweet e selfie. Serve ancora la tastiera. Non dimentichiamocene.

Nel mentre sto leggendo Generazione App: La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale di Howard Gardner. Mi interessa capire se davvero sta cambiando la modalità con cui i ragazzi apprendono, in un mondo digitale sempre più filtrato attraverso le app.

Oggi, i giovani descrivono le esperienze comuni della loro generazione in termini di Internet, web, dispositivi portatili, smartphone e delle esperienze sociali e culturali cui questi danno luogo – prima fra tutte, la piattaforma di social network Facebook.

Una ricerca che prova a confrontare comportamenti, apprendimento, creatività nella generazione giovanile, lungo l’arco degli ultimi 20 anni e con il passaggio alle app dell’era digitale.

La provocazione del testo di Gardner è proprio questa: i giovani oramai vedono il mondo come un insieme di app, ognuna utile a risolvere un problema?

Metto insieme le riflessioni di Godin sulla necessità di usare ancora la tastiera e continuo a leggere Gardner.

In che modo il digitale e la tecnologia, insieme ad una complessità di fattori, possono modificare o stanno già modificando la natura profonda della società e della conoscenza?

Yes I did it again…

Era un po’ che non “registravo” qualcosa.
Oggi pomeriggio è andata così.

Trova base karaoke, apri Garage Band, attacca microfono e cuffie, premi rec. Buona la prima…nel senso che questo che segue è il risultato, assolutamente non professionale né accurato e nemmeno precisissimo.

Il bello di chi non canta da un po’.
Oggi pomeriggio è andata così.
Controvento.

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La mia cover di Controvento di Arisa. Così come m’è uscita.
Non è perfetta ma non mi sembra proprio terribile.

Oggi pomeriggio è andata così. A volte mi ricordo di “avere una voce” e la provo. Controvento. Avevo bisogno di ricordare a me stessa che “ho una voce”. Per tante ragioni, su piani diversi, personale, professionale, quotidiano.

“Ho una voce” non allenata, pigra, e oggi pomeriggio è andata così.
“Ho una voce” a volte parlo, a volte scrivo, a volte bloggo, a volte twitto. A volte canto. E cantare aiuta a ritrovarla sopita tra stomaco e diaframma, a farla salire nel naso senza fermarsi alla prima uscita utile fornita dalla gola.

Oggi pomeriggio è andata così.

Controvento, in tutti i sensi. Archivio il risultato e andiamo avanti.

Tablet in classe: alcune questioni da ricordare

Tablet in classe: alcune questioni da ricordare

However, there are reservations, too. Pupils will forget to bring their devices to school. They will lose them. They will break them. They will try to share inappropriate material. They will pick the wrong one up at the end of a class. Batteries will run out in the middle of lessons.

“Educational” apps will be exposed as mere gimmicks. The technology will be another potential source of distraction. And however many filters, passwords and restrictions are imposed centrally, just how secure will the system be?

Un articolo del Telegraph con alcune riflessioni sui pro e i contro dell’uso dei tablet a scuola con i bambini. Da leggere.

Photography: live first, than shoot

Photography is a privilege we are lucky to have, but it should never get in the way of our happiness, it should pull us toward it like a magnetic force. The secret to great photography has nothing to do with your philosophy, your choice of format, or your pedigree. Let your camera be your compass. Live first, then shoot.

Un bel post sul senso della fotografia di John Carey, che vi consiglio di leggere.

escate14

Che storia raccontiamo con i nostri scatti?
Ormai scattiamo, scattiamo, scattiamo con i nostri smartphone e postiamo sui social.
Io per prima.
Ho comprato una Canon e continuo a dimenticarmela. Faccio foto con l’iphone, utilizzo spudoratamente Instagram e i suoi filtri. Gioco.

E questa estate ho legato con un filo, anzi con un hashtag #esCate14, le foto dalle vacanze.

Terzo anno consecutivo che “passo le vacanze su Instagram” (le precedenti giravano ancora su Flickr, sempre fatto una marea di scatti, comunque).

Non è importante con cosa fotografiamo.
Non è lo strumento a rendere belle le nostre foto ma la felicità che fissiamo in un istante, quale che sia lo schermetto attraverso cui la filtriamo.

Io non sono fotografa. Mi piace semplicemente guardarmi attorno, cogliere un dettaglio archiviarlo per me, condividerlo quando lo ritengo di una bellezza che posso far guardare anche agli altri.

The best camera is the one that leads you to happiness

Vivo prima, mi godo momenti e compagnia. Poi scatto, se c’è da scattare, immortalare un istante, un angolo, un punto di vista, un colore, un sapore, un dettaglio, un’idea, una sensazione, un luogo e il mio attraversarlo non solo con lo sguardo. E qualche selfie.
E condivido poi su Instagram che rilancia su Twitter e Facebook (e qui sul blog).

La mia estate anzi la mia #esCate14 per ora è qui https://twitter.com/search?f=realtime&q=%23escate14&src=typd ma mi riprometto di raccontarvela meglio su queste pagine…

…from emotion recollected into tranquillity

come scriveva William Wordsworth.

La rivoluzione digitale è tutta qua…

C’è questo video di Facebook (in realtà non gettonatissimo, devo dire, su Youtube pubblicato il 9 luglio e con 22mila condivisioni ad oggi, nulla praticamente, se pensiamo che proviene dal Facebook team e che potenzialmente avrebbe potuto avere un pubblico “mondiale”).

C’è questo video in cui, semplicemente, Facebook prova a mostrare come ci si organizza nella vita reale, per far cose della vita di ogni giorno, attraverso Facebook.

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Una partita. Messaggio organizzativo dei ragazzi su Facebook (attraverso Messenger). Ed è subito mobilitazione. Ci vediamo al campetto!

Un video vacanziero, Summer Friendly. Facebook, il social, amico della nostra estate e del tempo libero. Fermare in un minuto di video, le migliaia di condivisioni social organizzative che passano sui nostri smartphone, ogni giorno.

Chi, nell’ultimo anno, non ha organizzato una partita, una birra, una pizza, una vacanza, un appuntamento, una cena con amici, parenti, col partner ecc. passando da Whatsapp, Facebook, Twitter & co.?

La relazione. La rivoluzione digitale è tutta qua: nelle persone che usano le tecnologie per comunicare, in ogni momento, semplicemente, con le persone.

Nulla di virtuale. Tanto reale, tanto quotidiano, piuttosto.

(fatemi mandare un tweet a husband per chiedere cosa facciamo per pranzo, va…)
;)

La differenza tra conoscere e comprendere

Considerare le cose dal punto di vista dell’altro.
Per comprendere veramente un’altra persona è necessario, in ogni situazione, provare a guardare le cose dalla prospettiva dell’altro.
Non è semplice.

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I believe that there’s a difference between knowing something and understanding it. You know how you’ll try to communicate something very important to you to another person and sometimes they’ll wave you off with an impatient, “I know, I know”? That’s knowing: I got the gist, filed it away, I don’t need to think about it again. Knowing is comprehension; understanding is deeper because it comes from empathy or identification.

Matt Zoller Seitz – RogertEbert.com’s – via LH

#congressopdbas La meta è importante, ma anche il viaggio…

Riflessioni di Michelangelo Morrone postate su Facebook che ospito volentieri e che sono un po’ anche le mie ;)

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La meta è importante, ma anche il viaggio…
Inizialmente ognuno aveva solo la sua idea.. che Luca Braia ha concretizzato e contribuito a trasformare in possibilità.
Eravamo tanti singoli o piccoli gruppi…
Insieme a Luca abbiamo condiviso
sogni e speranze,
Strategie e tattiche…
Molti pensavano che fossimo numeri o soldatini…
Ho scoperto e riscoperto tante tantissime persone
Donne e uomini
‘Piccoli’ e ‘Grandi’
Ho visto percepito e condiviso
Passione rabbia felicità impegno…
Cose vere e reali e concrete…
Il mio ruolo mi ha imposto di stare un pochino in disparte…
Adesso a Luca affidiamo tutto il nostro vissuto
E lo invitiamo a non disperdere questa grande ricchezza e a portare avanti le istanze di questo popolo delle primarie…
Il bene del nostro partito e lo sviluppo della nostra regione passano da qui.
Non sarà però, come speravamo, un’azione diretta di gestione e coordinamento.
Sarà un compito più difficile
Portare il contributo dei tanti che hanno eletto i 43 in maniera piena ed efficace.
Aiutare Antonio Luongo ad esercitare il suo ruolo di segretario e concretizzare davvero quanto detto e promesso in Assemblea.
A tutti noi l’invito a non disperdere questa carica propulsiva, positiva e propositiva.
Indipendentemente da esperienze, appartenenze, provenienze e pedigree impegniamoci a rafforzare questo ‘popolo’ e a costruire un Partito e una Basilicata migliore.
Luca non ti scordar di noi e da settembre… al lavoro.
Sarebbe bello se qualche circolo organizzare a fine agosto inizio settembre una Festa dell’Unità o del PD in cui ricavare uno spazio per confrontarci e discutere del partito e della regione.
In questo modo possiamo realmente manifestare il nostro sentire e dimostrare che siamo e vogliamo essere di questo partito. ..
Buone vacanze (a chi le fa)

Michelangelo Morrone @mimorrone

Internet è un territorio

“Internet n’abolit pas les limites géographiques traditionnelles, ne dissout pas les identités culturelles, n’aplanit pas les différences linguistiques: il les consacre”.

Internet non ha abolito i confini tradizionali, anzi li ha consacrati!

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“Car même si nous avons accès aux contenus du monde entier depuis nos ordinateurs et nos smartphones, internet reste très local dans ses usages et s’adapte aux réalités de chaque espace. Il y a des plateformes globalisées, mais peu de contenus. Il n’y a pas d'”internet global” – et il n’y en aura jamais. Loin d’un mondialisme sans frontières, la transition numérique n’est pas une homogénéisation. L’uniformisation culturelle et linguistique ne doit pas être redoutée. La révolution numérique apparaît, au contraire, comme une territorialisation et une fragmentation: internet, c’est un territoire.”

Frédéric Martel – Mainstream

Internet é un territorio.
Abbiamo accesso al mondo intero e allo stesso tempo rafforziamo soprattutto il legame con il locale, con il nostro territorio, con la nostra lingua.

Con il mondo intero sempre a disposizione. Utile rifletterci su.

Quanti passi servono?

Camminare.
Riprendere a.
Una voglia immensa di.
Camminare.
Scrivere.
Più voglia di camminare.
A passo spedito, a testa alta.
Camminare.
A passo lento, a passo veloce, a passo cittadino.
Al passo che scelgo io.
Il mio passo.
L’autonomia.
Dire “Vado” e andarci.
Dire “Me ne vado” e andarsene.
Camminare.
Pensare “Torno” e rientrare.
“Andiamo là” e poi cambiare idea.
Deciderlo, farlo.
Smettere di contare quanti passi servono.
Quanta fatica, quanto tempo in più.
Non dover chiedere “Mi accompagni”.
E nemmeno “Aspettami”.

Semplicemente: andare.
Magari insieme. E camminare!

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N.B. Non che mi sia fermata mai, in questo mese, nonostante il #mignolinorotto.
Rallentare comunque, ogni tanto, fa anche bene…
;)

Plico telematico 2014

Plico telematico anno 3. Da sperimentazione diventa (o dovrebbe essere diventata) procedura acquisita, metabolizzata, interiorizzata.

Dovrebbe.

Sono stata referente del plico telematico per i primi due anni nel mio istituto, ho seguito direttamente tutte le procedure, la sperimentazione, le simulazioni. Quest’anno invece non lo sono ma ovviamente, lo sapete, continuo a seguire i temi che riguardano la scuola correlata agli aspetti del digitale e il plico telematico è parte integrante delle procedure di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Non ci sono particolari novità quest’anno se non che non si è effettuata la simulazione del download del plico telematico (operazione comunque utile, nei due anni precedenti, per provare la procedura e verificare il funzionamento del tutto) e che le operazioni preliminari allo svolgimento delle prove scritte degli esami di Stato prevedono, dalla mattinata del 10 e fino al 16 Giugno, che ciascun Referente di sede d’esame proceda direttamente (a ridosso dell’insediamento della Commissione)
– al download del plico,
– all’installazione dell’applicazione sulla postazione nella sede d’esame,
– a conservare le credenziali(utente e password) rilasciate dal sistema,
– a effettuare tutte le verifiche indicate nell’allegato,
– a eseguire il test
– a comunicarne obbligatoriamente l’esito a sistema SIDI.

In un mondo perfetto, con percentuali di riuscita dell’operazione su tutto il territorio nazionale, nel 2012/13 e 2011/12, altissime, tutto dovrebbe procedere in tranquillità agli esami di stato 2014.

Si tratta solo di scaricare l’applicazione e fare i test con le credenziali, abilitarla alla ricezione dei temi nelle giornate della prima e seconda prova scritta.

Solo che, ad oggi 12 giugno, il portale di accesso al sidi/plico telematico si presenta così ai referenti di sede (e a tutti noi):

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Sito in manutenzione tecnica.

Sarà ripristinato il prima possibile.

Ci scusiamo per il disagio

Quindi, invece di essere già nella fase successiva, cioè l’attesa della e-mail con le modalità di diffusione delle chiavi di decriptazione per le prove scritte, la procedura deve ancora iniziare.

Cosa succede? Cosa è stato sottodimensionato, sottovalutato stavolta al MIUR? Si sa che in questi giorni istruzione.it viene utilizzato per una marea di motivi da una marea di utenti (TFA, Graduatorie, Segreterie ecc.)

Anche la sezione “Istanze online” in questi giorni è “affaticata” e non tutte le funzioni “funzionano”.

Tornando al Plico Telematico per gli esami di stato 2014. I referenti di sede ricevono una mail il 10 giugno nella quale viene comunicato che, per problemi tecnici al momento non è possibile effettuare il download del plico telematico attraverso la funzione SIDI Esami di Stato – Plico Telematico -Download e che saranno informati non appena la funzione sarà disponibile.

Successivamente i referenti di sede ricevono una comunicazione (11 giugno) nella quale è spiegata la procedura straordinaria di download del plico “per ovviare alle problematiche riscontrate sul SIDI ed effettuare la procedura di download del Plico Telematico” con un link attraverso cui accedere.

Al link del download straordinario bisogna inserire le credenziali che verranno comunicate ai referenti di sede con successiva mail e così si potrà effettuare il download del Plico Telematico, quello ufficiale per la sessione Ordinaria 2014.

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Finalmente, i referenti di Sede ricevono anche le credenziali di accesso alla procedura di download straordinaria.

E questo rimbalzare di credenziali diverse, comunque è utile per la sicurezza delle operazioni.

Come funziona adesso?
I referenti di Sede possono, adesso, effettuare il download dell’applicazione del plico telematico su postazioni di lavoro protette da password e collocate all’interno di locali sicuri e affidabili i cui accessi siano muniti di serrature e chiavi perfettamente funzionanti (nota prot. 3172 del 24.05.12).

Dovrebbero avere già anche verificato le impostazioni della stampante: formato A4, zoom al 100%, orientamento verticale (portrait). Qualunque altra impostazione potrebbe generare stampe incomplete e quindi non corrette. Così potranno fare la prova di stampa del TEST.

Con il download verranno fornite le ulteriori credenziali necessarie
all’apertura del Plico. Credenziali che, ovviamente, vanno conservate e non rese disponibili ad altri soggetti.

I Referenti di sede devono, a questo punto, effettuare tutte le verifiche comunicate loro precedentemente e procedere al TEST. Non appena il SIDI sarà reso nuovamente disponibile, sarà necessario comunicare l’esito del test con l’apposita funzione. Cari Referenti di sede, ricordatevi di prendere nota del codice segnalato dall’applicazione in caso di esito positivo o delle eventuali criticità riscontrate.

E poi, allo stato attuale, i Referenti di sede, dovranno aspettare altre comunicazioni, nei prossimi giorni.

Il MIUR ringrazia per la collaborazione.

Devo dire che anche il @miursocial, ieri ha subito risposto su Twitter al mio quesito:

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Insomma ci stanno lavorando.

Spiace vedere che una procedura digitale funzionante e rodata, dopo due anni, sia in “ritardo” in questo terzo anno per problemi tecnici (che potevano anche essere previsti per tempo).

Il Plico Telematico non è più la novità con cui il MIUR per la prima volta nella storia, consegna i temi della Maturità via Internet e non attraverso l’ambaradan dello spiegamento di forze dell’ordine e delle copie cartacee sigillate, consegnate la mattina stessa.

Avevo scritto qui sul blog i miei complimenti al Ministro Profumo, per questo. Una delle pratiche di dematerializzazione telematica della PA non solo funzionante ma riuscitissima (pochissime le scuole che hanno avuto problemi nei primi 2 anni, procedura iperguidata, simulazioni effettuate positivamente da tutti gli istituti ecc.) insieme a quella delle Iscrizioni online.

Io, questo lo dico per sorriderne insieme, detenevo pure il mio record personale: lo scorso anno ho consegnato al Presidente della Commissione la stampa dei temi di italiano alle 8.32, per dire…

Speriamo che i problemi tecnici si risolvano e che tutto proceda come deve procedere, altrimenti sarà un passo in dietro per la digitalizzazione delle scuole e di tutto il Paese.

E poi rimando a questo post (qui parlo agli studenti, ai maturandi): no, il plico telematico non può essere hackerato, studiate tranquilli!

E buona #maturita2014 a tutti, colleghi Presidenti e Commissari, studenti maturandi, referenti del plico telematico ecc.!!

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