Nativi digitali?

Un divertentissimo video con le reazioni di bambini e ragazzini di fronte a un vecchio PC, al DOS e al floppy disk.
Roba del pleistocene digitale.

Perché per fare qualcosa devi scriverci PRINT e poi non stampa nulla?
Internet è scrivere Google, peccato poi non funzioni.
Il gioco sullo schermo a fosfori verdi è noioso.
Ci si potrebbe fare uno sgabello.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Enjoy!

Commentatori di Facebook e vita reale

Un uomo sta annegando in un lago. Immaginiamo questo come il “post” di partenza.
Ci sono persone che osservano dalla banchina: sono i commentatori su Facebook (o su altri social network).

Se gli osservatori della scena dell’uomo che annega nel lago si comportassero come si comportano normalmente i commentatori sui social network avremmo sicuramente alcuni di questi:
– il saputello: “E’ noto che quando stai affogando dovresti cercare di rimanere calmo, tenere la testa fuori dall’acqua e non urlare”
– il complottista: “Chi ci dice che sta davvero affogando? Non è così che la gente affoga, non è per niente credibile”,
– il lamentoso classico, ogni scusa è buona per lamentarsi del paese in cui vive: “È una vergogna! In qualsiasi paese europeo civilizzato sarebbero già arrivati i bagnini a salvarlo!”,
– quella che si lamenta dei politici: “Ci avevano promesso i bagnini, un nuovo molo, e delle cabine per cambiarci…”,
– quello che commenta con i suoi doppi sensi sessuali: “Non ti consiglio di spogliarti qui”,
– quello che cita i dati a caso: “La statistica dimostra che 6 volte su 10 quello che sta affogando affoga lo stesso e fa affogare il soccorritore”,
– lo spammer che cerca di vendere i suoi salvagenti con ragazze in costume,
– ovviamente anche quella che mette subito un like.

Discussioni infinite, flame, spam, pubblicità, disaccordo, opinioni che non convergono e nessuno che vada al dunque o rimanga in topic.

Ah, si, alla fine l’uomo annega, ovviamente.
Non si salvano vite, non si risolvono situazioni di pericolo, solo con commenti e like.
Serve l’azione.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

E’ in russo, per i sottotitoli in Inglese clicca su CC sotto il video.

Un video di Michael Lockshin che promuove Mainpeople, un social network per finanziare progetti di beneficenza (con i quali magari salvare anche il tizio che affoga nel lago).

(via)

Passami il sale!

Il digitale e i social influenzano le nostre relazioni.

please-pass-the-salt-1

Una scena non insolita, a cena.
Tutti assorbiti dagli smartphone e da quello che vi accade dentro: whatsapp, facebook, twitter, mail ecc.

La reazione inconsulta di un padre.
Passami il sale!

E presta attenzione alle persone che hai attorno.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Un corto che ha vinto il Best Comedy Award at the 2014 Five16 Film Festival.

#hashtaggami questo…

Dedicato a quelli che riempiono i loro tweet di hashtag, a quelli che non hanno ancora capito a cosa servono, a quelli che l’hashtag è un vezzo. Anzi #un #vezzo.
Immaginiamo di sostenere una conversazione piena di hashtag. Ci riuscireste?

hashtag

Hastaggami questo, hashtaggami quello, un hashtag per ogni cosa, un hashtag per terminare la frase. L’orticaria che ci prende quando leggiamo tweet con un hashtag ogni 2 parole.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

“#Hashtag” with Jimmy Fallon & Justin Timberlake

Prima di riempire il tuo tweet di hashtag, prima di postarlo, chiediti sempre:

‘Se utilizzassi tutte queste parole col cancelletto in una conversazione faccia a faccia, quanto annoierei l’altra persona, da 1 a 10?’

Se la risposta è 11, come immagino…corri ai ripari!
Ne basta uno, un paio, attinenti. Gli hashtag servono soprattutto per tenere le fila di tutti i conversatori e di tutte le conversazioni su un argomento.

Come scegliere un hashtag?

Perché associare una parola chiave a un particolare tipo di contenuto, a un evento, un argomento, un tema ben preciso?

Perché possa essere utile a me, per permettere ad altri di seguire, per raggruppare facilmente tutto ciò che è relativo a ciò di cui si parla, per farci uno storify o una tagboard riassuntiva e farlo leggere a chi non c’era, per associare e far associare subito a chi legge ciò a cui facciamo riferimento, per sapere chi ne ha parlato, e per altri mille buoni motivi.

Usiamo gli hashtag con la testa, insomma!
Gli hashtag migliori sono quelli che vengono ricordati e quindi utilizzati.
Tutto il resto è #noia

Pagina 1 di 8012345...102030...Ultima »

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'OK', proseguendo nella navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'utilizzo dei cookie.
Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa. Informativa Estesa: Privacy e Cookie

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi